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Andare ad erbette … Torta salata integrale con rosolacce, feta e ricotta

 

Ve ne avevo accennato sabato (qui) della mia scorribanda nei campi…
Era qualche giorno che lo volevo fare, anzi temevo fosse pure tardi, ormai.
Già da una settimana, dalla finestra di casa, vedevo gruppetti di donnine chinate con borse belle piene che si dedicavano alla raccolta, invece.
Invece ce n’erano ancora tantissime.
Sto parlando delle piante alimurgiche, o meglio conosciute come erbe spontanee.
L’utilizzo alimentare delle piante spontanee è stato definito infatti fitoalimurgia, dal greco phytón, ovvero pianta e dal latino alimenta urgentia, cioè alimentazione in caso di necessità, urgenza alimentare.
A me piacciono molto e trovo che sia molto importante preservare la conoscenza di queste erbe spontanee ed il loro utilizzo in cucina.
Un tempo era normale utilizzare queste erbe, anzi erano una componente essenziale ed insostituibile per il sostentamento delle popolazioni, soprattutto per quelle rurali.
Purtroppo la loro conoscenza è legata ad antichi saperi, che venivano tramandati dagli anziani e che si rischiano di perdere in questo mondo ormai davvero troppo globalizzato, secondo me.
Io, purtroppo, non ne conosco molte, solo alcune, quelle che mi ha insegnato a riconoscere mia mamma, forse le più comuni.
Ogni anno mi ripropongo di frequentare un corso sul tema, quest’anno l’avevo pure trovato, ma purtroppo si svolgeva un po’ troppo distante da casa mia…un vero peccato.
Anche perché saper riconoscere le specie non è cosa da poco, è assolutamente sconsigliato improvvisare, esattamente come per i funghi.
Raccogliere la pianta sbagliata può creare seri problemi, potrebbe essere tossica. Inoltre è importante raccoglierle in luoghi possibilmente lontani da aree trafficate o in campi coltivati dove si conoscono le operazioni che vengono effettuate.
Il Papaver rhoeas L. il cui nome comune è Rosolaccio, in Veneto viene chiamato Rosoe o Rosoline.
E’ un infestante dei cereali, ed è una pianta diffusa in tutta Italia.
A fine inverno e primavera si possono facilmente trovare le rosette basali che sono belle croccanti.
Qui in Veneto normalmente viene utilizzata cotta, da sola o mescolata ad altre erbe, e si utilizza per la preparazione di torte salate, risotti, minestre o semplicemente come contorno.
Vi lascio un passaggio che ho trovato in rete e che mi piace molto.
“Chi conosce le erbe spontanee le considera una risorsa perché arricchiscono la tavola di “nuovi sapori” da riscoprire. Queste piante danno al palato sensazioni rustiche e arcaiche dimenticate dalla selezione operata dall’uomo che ha privilegiato altri aspetti (la resa, il gusto standardizzato, le qualità estrinseche, ecc.) appiattendo e omologando le caratteristiche organolettiche dei cibi, creando una sorta di “addomesticamento dei gusti.
La natura ci mette a disposizione queste verdure nei campi, sul ciglio delle strade di campagna, nei boschi e negli incolti, in gran quantità nella bella stagione, ma anche durante i mesi invernali. Un tempo presenza abituale sulle tavole, sono oggi meno diffuse ed è un peccato visto che le erbe spontanee, oltre a essere buone, sono spesso ricche di sostanze nutraceutiche.”
Con parte del raccolto ho fatto la più classica delle preparazioni, vuoi perché siamo prossimi a Pasqua, vuoi perché ci stanno davvero bene, eccole qui dentro ad una torta salata, una simil-torta Pasqualina!
Se rustico è l’interno, rustico è anche il guscio perché adoro la brisée integrale!
Ciao!

TORTA SALATA INTEGRALE CON ROSOLACCE, FETA e RICOTTA
Ingredienti:
Pasta brisée
250 g farina integrale biologica
120 g burro biologico
70 g acqua ghiacciata
1 pizzico sale rosa dell’Himalaya
Farcia
500 g rosolacce lessate
100 g feta
100 g ricotta biologica
1 uovo biologico
1 cipollotto di tropea
Sale rosa qb
Pepe qb
Pane grattugiato qb
Semi di sesamo per decorare
Olio evo qb



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca?

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca?
 
 
Pasta Brisée – metodo tradizionale
Disponete la farina a fontana sul piano di lavoro, mettete al centro una presa di sale ed il burro freddo tagliato a pezzettini.
Amalgamate insieme burro e farina lavorando con le dita velocemente, aggiungete anche l’acqua fredda al centro ed impastate fino ad ottenere un composto bello omogeneo.
Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e riponetela in frigorifero almeno per un’ora. (Io la faccio il giorno prima se posso).
Pasta Brisée – metodo furbo/veloce
Mettete tutti gli ingredienti dentro al robot da cucina.
Azionatelo alla massima velocità.
Quando si sarà formata una palla, estraetela, avvolgetela nella pellicola e riponetela in frigorifero almeno per un’ora.
Accendete il forno a 180°.
Prendete la pasta e stendetela con il matterello (spessore di circa 3 mm).
Considerate la larghezza della teglia che utilizzerete e fate in modo che il vostro cerchio sia largo abbastanza per ripiegarla sopra la farcia.
Sistemate la pasta all’interno della teglia foderata di carta forno.
Fate appassire in una padella, con poco olio evo, lo speck tagliato a cubetti ed il cipollotto tritato grossolanamente.
Aggiungete anche le rosolacce precedentemente lessate e tagliuzzate, e fate insaporire.
In una terrina mescolate la ricotta, la feta sbriciolata, l’uovo, regolate di sale e pepe.
Aggiungete anche le rosolacce con il soffritto di cipollotto e pancetta ed amalgamate bene.
Cospargete sul fondo della torta poco pane grattugiato (così la brisée rimarrà bella croccante) e sopra il composto di rosolacce.
Ripiegate la pasta eccedente verso l’interno.
Io ho utilizzato i ritagli di pasta per creare alcune decorazioni.
(Se preferite lucidarla spennellate con dell’uovo sbattuto, io non l’ho fatto perché a me la brisée integrale piace abbia un aspetto ruvido e rustico)
Cospargete con i semi di sesamo ed infornate per circa 40-45 minuti a 180°.
 
 
 Area della ‘scorribanda’

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca?

 

Rosolaccio o ‘Rosolina’
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca?

 

parte del raccolto
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca?

 

lessate e fumanti
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca?

 

…dentro all’abbattitore!
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca?

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40 Comments

  • Reply
    Memole
    19 marzo 2013 at 10:38

    Sfiziosissima!!!

  • Reply
    Claudia
    19 marzo 2013 at 10:40

    Mia mamma nata e cresciuta in campagna saprebbe riconoscerle.. io nata e vivo tutt’ora a Roma.. non saprei distinguerne una dall’altra.. che ignorante!!! Buonissima la torta rustica che ne hai fatto! un bacione 🙂

  • Reply
    MissWant
    19 marzo 2013 at 11:05

    questa ricetta è meravigliosa, davvero, sia negli ingredienti che nella presentazione. bravissima!

  • Reply
    sabry
    19 marzo 2013 at 11:49

    Saper riconoscere le erbe ed avere la fortuna di poterle cercare in un bel posto, non ha prezzo! Anche la pasta integrale conferisce ancor di più sapore!

  • Reply
    sandra indovinachivieneacena
    19 marzo 2013 at 12:13

    io ho la mamma che contribuisce molto alla raccolta delle erbe selvatiche, mi sono fatta anche un libro con le foto ma tutte le volte mi dimentico…. comunque questa torta è speciale, specialmente bella e specialmente buona… chissà che profumo!
    baci
    Sandra

  • Reply
    Ely
    19 marzo 2013 at 12:18

    Ti adoro Roby!! Sono appassionatissima di erbe e fiori spontanei.. e mi piace un mondo raccoglierle! Aspettavo con ansia questa ricetta e tu hai saputo crearne un capolavoro! Complimenti di vero cuore! Ti abbraccio stretta e ti mando un bacione! <3 <3

  • Reply
    Patty Patty
    19 marzo 2013 at 12:20

    Meraviglia delle meraviglie che abiti in un posto dove puoi permetterti di raccogliere le erbe spontanee… ma soprattutto bravissima che le sai riconoscere! Io adoro il crescione, non so neanche che faccia abbia, ma quando vado dai miei d’estate in Romagna c’è una vicina di casa che ci permette di farne delle scorpacciate (la scorribanda la fa lei!). Fantastica questa torta, ho segnato la ricetta della brisée! Un bascio tesoro mio!

  • Reply
    Damiana
    19 marzo 2013 at 12:26

    Meglio che non vada per campi,sarei capace di avvelenare l’intera famiglia,data la mia scarsa conoscenza in fatto di erbe.Però le so apprezzare,soprattutto se si trovano in una torta salata così allettante!Bravissima cara,un ottimo suggerimento per questi giorni di festa!Un bacione!

  • Reply
    Vale@Lattealcioccolato
    19 marzo 2013 at 12:44

    Io non ne so proprio niente di ste cose.. e me ne dispiaccio 🙁
    La torta rustica deve essere proprio buona 😛

  • Reply
    Piovonopolpette
    19 marzo 2013 at 12:51

    Quant’è vero, certe tradizioni dovrebbero essere tramandate alle nuove generazioni! I miei nonni le raccoglievano e ora i miei genitori… devo farmi insegnare al più presto, così posso anche provare la tua torta salata che m’ispira tantissimo! Buona giornata!

  • Reply
    Berry
    19 marzo 2013 at 13:02

    Io adotto il sistema furbo/veloce anche per la pasta frolla… 🙂 e gli ultimi esperimenti mi hanno dato ragione! E la brisee la devo provare…si si si…e la tua torta proprio mi piace tanto!!! E poi anche le erbette! Il mio papy le raccoglie sempre e annuncia: “oggi io mangio l’erba” ahahahahahaha
    Ti mando un bacio!

  • Reply
    Maricruz
    19 marzo 2013 at 13:08

    Ciao Roberta, grazie mille della tua visita e grazie anche per le tue parole :). T’ho mandato un’email riguardo al raduno di Roma.

    un bacione e apresto

  • Reply
    Lory B.
    19 marzo 2013 at 13:16

    3 giorni di neve, ora devo attendere, ma come tutti gli anni, nei prossimi giorni andrò e mi divertirò un sacco!!!
    Ottima la tua torta salata rustica, prendo la ricetta!!!
    Un abbraccio tesoro, passa un felice pomeriggio!!!!!

  • Reply
    Cinzia Ceccolin
    19 marzo 2013 at 14:43

    Già è proprio vero che riconoscere le erbe è una gran cosa… Bellissima la tua torta simil pasqualina e golosa con le buone erbe selvatiche, Un abbraccio

  • Reply
    staffetta in cucina
    19 marzo 2013 at 15:06

    Conosciamo alcune erbe spontanee, ma ci piacerebbe aumentarne le tipologie, magari con un corso sul “campo”. Questa che hai usato tu, per esempio, non la conoscevamo…
    Ottimo l’abbinamento!
    Baci
    Tiziana

  • Reply
    la cucina della Pallina
    19 marzo 2013 at 16:51

    devo assolutamente provare la brisée integrale!!!

  • Reply
    Letizia - The miss tools
    19 marzo 2013 at 17:13

    Che bellezza Robi, come ti invidio, andare ad erbette…..qui é tutto bianco, nevica, nevica…..questa torta salata deve avere un gusto delizioso, come n vorrei una fettina, davvero!!! 🙂 Bacioni!

  • Reply
    Julia
    19 marzo 2013 at 17:21

    Ciao roberta! che buona!!! da provare!!

  • Reply
    giovanna pisano
    19 marzo 2013 at 17:31

    amica mia hai fatto un capolavoro,te ne rubo una fetta un po’ piu’ grande di quella fotografata ihihihi

  • Reply
    Valentina
    19 marzo 2013 at 22:17

    Ciao Roby! 🙂 Interessantissimo questo post e la ricetta è super… una torta salata senza dubbio squisita, complimenti! 🙂 Quando vedo l’abbattitore mi vengono gli occhi a cuoricino, lo sai? 😀 <3 Un abbraccio fortissimo, buona serata! :**

  • Reply
    cadè
    19 marzo 2013 at 22:27

    Ti è venuta prorio bella e la pasta briée integrale mi piace!!Purtroppo non conosco le erbe, vorrei tanto però! A stento riconosco cicoria e porcacchia!Un abbraccio!

  • Reply
    Roberta Morasco
    19 marzo 2013 at 22:51

    Ciao amiche!
    Mi sono divertita un sacco a raccoglierle e vorrei davvero saperne di più…ne esistono tantissime di commestibili ma alcune si possono facilmente confondere con altre piante…pure per queste io ci ho messo un pochino prima di essere certa.
    Spero di riuscire a fare un corso, prima o poi ^_^
    Mi piacciono queste tradizioni e mi dispiace che si perdano questi antichi saperi rurali…
    Ciao! Roberta

  • Reply
    Chiara Setti
    20 marzo 2013 at 8:09

    Anch’io vorrei conoscere bene le erbe selvatiche..all’ultimo corso sulla pasta sfoglia, l’insegnante ci ha raccontato un sacco di piatti a base di erbe ma io mi chiedo..dove le trovo le erbette qui in città? Buonissima la tua torta! Un bacio Roby, buona giornata

  • Reply
    Federica
    20 marzo 2013 at 8:33

    Quanto mi piacerebbe poter andar per i campi a raccogliere erbette. E soprattutto saperle riconoscere! L’unica che mi è più familiare è la cicoria con cui ho un feeling speciale fin da piccola. Questa torta salata dev’essere favolosa e mi piace tanto anche la base di pasta rustica. Un bacione, buona giornata

  • Reply
    Anonymous
    20 marzo 2013 at 12:32

    Che dire? sono rimasta incantata dal racconto, nella prima parte quando dai notizie delle piante e fai menzione al greco e latino io, che ho studiato al classico, mi sono inebriata. Nella seconda con le erbette sempre io :-D, che da bambina raccoglievo le erbette con la mia nonna (aaah che ricordi!), sono rimasta incantata e che dire poi della torta rustica? Vabbe ragazze nn mi dilungo tanto conoscete tutte ormai la mia grande considerazione per Roby!
    Un saluto della metà settimana 😀
    Marinella

  • Reply
    Roberta Morasco
    20 marzo 2013 at 13:46

    Ciao Marinella!!
    Che bello leggerti!!
    Mi fa piacere ti sia piaciuto questo post, è piaciuto molto anche a me scriverlo…sul greco e latino, confesso, ho cercato info sul web perché io al turistico non li ho studiati, anche s trovo sia molto affascinante conoscerle per poter meglio comprendere il significato delle parole che abitualmente utilizziamo…:-D
    ..però mi fai arrossire amica…ti ringrazio tantissimo, e mi fa piacere che qualcuno apprezzi, più che la competenza (quella lasciamola agli chef và che è meglio!) la passione che ci metto ‘qui dentro’..ti abbraccio!
    Roberta

  • Reply
    Roberta
    20 marzo 2013 at 14:17

    Ah Roby, lo sai che con me sfondi una porta non aperta, di più, spalancata! Che oltre a mangiare cose sane, riscoprire antichi sapori, perpetuare gesti millenari, andar per campi a raccogliere le piante che la natura ci offre per me è uno dei migliori antistress del mondo!
    Bellissima la torta, integrale poi deve essere uno spettacolo!
    Ora mi informo sui rosolacci!
    Un abbraccio!!!

  • Reply
    Federica Simoni
    20 marzo 2013 at 18:04

    ah mi prendi per la gola amo e rosoe!! ^_^ che buoneeeeeeeeeee!

  • Reply
    Ely Valsecchi
    20 marzo 2013 at 18:32

    Che storia io non sono mai andata a caccia di erbe, quando il mio papà stava bene lo faceva e ne raccoglieva tante e io le mangiavo da buongustaia!!!!!! Questa non la conosco ma vedu che tu l’hai cucinata perfettamente! Un bacione

  • Reply
    Tantocaruccia
    20 marzo 2013 at 22:10

    Caspita quanto è bella! sai che la forma così a fagotto penso proprio te la copierò? Meraviglia:) in più adoro il ripieno con la feta!
    A presto cara:*

  • Reply
    Ci pensa Mamma
    20 marzo 2013 at 22:46

    Che meraviglia andare a caccia di erbette! Stupenda questa torta integrale…chissà che sapore deciso e particolare che avrà!!

  • Reply
    Babe - La Cucina di Babe
    21 marzo 2013 at 9:31

    Tesoro!
    Bellissima la tua scampagnata ma pure la torta!
    E’ deliziosa a vedersi e quel ripieno così…mmmm mi sta facendo venire una fame pazzesca!
    Un bacino

  • Reply
    Emanuela Ricami di pastafrolla
    21 marzo 2013 at 11:57

    Complimenti per questa bella torta, mi piace tantissimo l’idea della briseé integrale e soprattutto queste erbette supersaporite!!! Se nel fine settimana convinco mio suocero ad accompagnarmi vedo di raccoglierle anche io!! Un bacio Manu

  • Reply
    Günther
    21 marzo 2013 at 13:41

    ho sempre avuto anche io la fisima delle erbe spontanee come hai detto tu bisogna conoscerle bene è fondamentale

  • Reply
    paneamoreceliachia
    21 marzo 2013 at 15:31

    L’avevo vista su Fb e mi era piaciuta subito. Qualche volta quando ero piccola andavo ad erbette con mio padre, ma devo dire di non aver imparato molto…sigh!
    Un abbraccio
    Alice

  • Reply
    ondinaincucina
    21 marzo 2013 at 15:40

    davvero sei andata a rosoline???????? che bello, beata te che puoi trovare campi e voglia!!!! io qualche volta le compero al mercato ma blah, nessun gusto!!!
    Fantastica torta rustica, ne prendo un pezzetto!!!!!!
    baci

  • Reply
    Any
    21 marzo 2013 at 16:43

    Mi piace molto il suo aspetto rustico, casalingo se possiamo dire, ti è venuta perfetta questa torta!

  • Reply
    Silvia- Perle ai Porchy
    21 marzo 2013 at 18:07

    bravissima Roby!
    Io nopn distinguerei una rapa da un cavolo, figuriamoco le erbe spontanee!!
    Complimenti, sono davvero tradizioni da dover portare alte e tramandare e grazie di aver condiviso questa tua esperienza per pote rpermettere alle caprette come me di farmi una cultura a riguardo!
    La torta, beh, la fetta che hai già tagliato me la mangerei in un sol boccone posso??
    🙂
    Baciiiiii

  • Reply
    Roberta Morasco
    21 marzo 2013 at 19:09

    Giuro che ci sono andata davvero!!! Ce l’ho davanti a casa quel campo della foto! ^_^ Grazie, sono felice che questa ricetta super-rustica vi piaccia, e le rosoline sono già finite, un po’ dentro alla torta, un po’ nel riso e un po’ come contorno…^_^

  • Reply
    Casale Versa
    21 marzo 2013 at 21:02

    TI INVITIAMO AD ISCRIVERTI AI NOSTRI CONTEST!
    speriamo tu faccia parte della nostra grande famiglia!
    La famiglia di Cà Versa

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