Il cous cous.
Evoca notti sahariane di luna e di stelle.
La magia di un tè nel deserto.
E’ un piatto mutevole, cambia sembianza, può essere tunisino, algerino, marocchino, libanese.
Preparato con gli ortaggi, con la carne, il pesce, con i ceci e le verdure.
Ma anche freddo, con le verdure fresche, che in Libano chiamano taboulé, oppure il mestuf, cous cous dolce con il miele e la frutta, sia fresca che secca.
Poi succede che incontra un peperone, e ci salta dentro.
Trasformandosi in felice contaminazione.
“Credo che la moda possa essere innovativa
quando si pone come ponte tra culture diverse.”
Stella Jean

