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16 Dicembre 2013

Antipasti/ Secondi vegetariani

Un anno in più … Sformatini di radicchio di Treviso tardivo IGP alle nocciole e fonduta di Casatella




Oggi è il mio compleanno, ormai sono 39, da diversi anni!
Ma niente torte.
Non perché non voglia festeggiare, macché! Mica per questo.
Ma essendoci ben tre compleanni concentrati in una decina di giorni, ormai il mio passa in secondo piano.
Una torta poi l’ho già postata la scorsa settimana, quella preparata per i miei due regali più belli.
Le mie due ragazze!
I figli ci fanno impazzire a volte, ma sono davvero la cosa più grande ed importante.
Almeno per me, e mi danno tante soddisfazioni.
Mi ritengo fortunata, davvero, sono loro il mio regalo più bello.
Quindi, oggi, cosa posti direte voi?
E’ iniziato il freddo, componente essenziale, ed eccolo.
Il Radicchio!
Io personalmente lo adoro.
Cotto, crudo. Ed amo sperimentarne l’utilizzo in cucina in tutti i modi possibili.
L’ho messo anche in una crostata, e ci stava pure bene.
A tale proposito vi parlo brevemente di una mostra che ho visto sabato.
Iniziativa di Steve Bisson-Urbanautica e Fondazione Benetton Studi e ricerche, la mostra si può ammirare negli spazi Bomben a Treviso.
L’esposizione racconta il lavoro svolto, a fine 2012, da dieci professionisti, di cui sette fotografi italiani, un inglese, un canadese, un belga ed un ricercatore spagnolo, riuniti per un progetto originale, trascorrere una settimana nella campagna di Zero Branco ed indagarne il paesaggio agrario limitrofo.
A fotografare distese di radicchio rosso, mucche nelle stalle, contadini al lavoro, curiosi di passaggio.
Soli per i campi di giorno con la macchina fotografica in mano perché “lo scatto è un atto solitario: vedi, capisci, scegli”.
Gli scatti trasmettono l’attenzione alle persone, ai volti, alla fatica, alle storie di vita.
La scoperta che la produzione del radicchio è davvero difficile, faticosa, complessa.
Tante sono le persone coinvolte, molte di queste vengono da lontano, lavoratori marocchini o del Bangladesh, che lavorano fianco a fianco con i trevigiani specialisti nella lavorazione del “fiore d’inverno”.
Oggi quindi una ricetta con questa meraviglia, creata dalla natura e dal duro e sapiente lavoro umano, uno sformatino.
Idea presa e liberamente modificata dal libro “Un fiore d’inverno nel piatto” ed. Terra Ferma.
Non mi rimane che augurarvi buon inizio settimana!!!
Io con un anno in più…ma sempre 39 me ne sento!
ECCHECEDEVOFFA’?

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