“Diversivo, distrazione, fantasia,
cambiamenti di moda, di cibo, amore e paesaggio.
Ne abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo.”
(Bruce Chatwin)
Eh se mi capita!
Di mangiare qualcosa di ‘diverso’, e allora si va al ristorante giapponese come abbiamo fatto la scorsa settimana o al cinese, ‘quello buono’ ché non tutti sono raccomandabili.
E poi capita anche che ti viene voglia di fare i bagels, e allora ti metti ad impastare dato che anche le temperature aiutano in questi giorni (guardate qui sotto che impasto incredibile con soli 5 g di lievito!).
I bagels “…buoni come quelli di Amsterdam mamma! Anzi sai che sono anche meglio?” (si perché ad Amsterdam c’è una catena dedicata proprio a loro, ma ve lo racconterò appena riesco a pubblicare il post sul nostro viaggio).
Per chi non li conosce i bagels sono dei panini con una consistenza molto particolare, probabilmente di origine ebraica, portati sul suolo americano dagli immigrati polacchi.
La consistenza particolare è data dalla doppia cottura, vanno infatti prima bolliti per alcuni minuti prima di essere cotti in forno.
La ricetta è tratta da un libro che amo molto “Come si fa il pane” di Emmanuel Hadjiandreou.
Se avete qualche ora a disposizione provateli, sono eccezionali!

