“I piaceri dovrebbero essere gustati comodamente,
specie nei particolari,
perché ne vale la pena.
L’amore non è una rapida colazione
che uno mangia con il cappello in testa.”
Mae West
Questi semini dalle tante proprietà hanno una storia molto antica.
Sono originari del Messico e del Guatemala e rappresentavano un alimento base per gli antichi Aztechi e Maya.
I semi della pianta di chia (Salvia Hispanica) sono piccoli semini scuri molto ricchi di preziosi nutrienti, arrivarono in Europa dopo la scoperta dell’America, ma hanno avuto un notevole incremento del loro utilizzo negli ultimi anni proprio grazie alle loro tante proprietà benefiche.
Tra queste proprietà, ad esempio, contrastano l’infiammazione, grazie all’elevato contenuto di acidi grassi omega-3 migliorano l’attività del sistema nervoso centrale e la salute cardiovascolare; promuovono la salute dell’intestino grazie all’elevato contenuto di fibre; favoriscono il senso di sazietà, grazie all’apporto proteico; favoriscono inoltre la salute di ossa, cuore e muscoli grazie all’elevato contenuto di minerali; riducono il rischio cardiovascolare e il rischio di osteoporosi.
In cucina sono davvero molto versatili e si possono utilizzare in tanti modi diversi.
Potete aggiungerli a yogurt, porridge, cereali da colazione e insalate per conferire croccantezza, ma anche a risotti, vellutate, orzo, legumi e cereali.
Sono ottimi anche nella macedonia o nello yogurt, non alterano il sapore ma aggiungono croccantezza al piatto.
Nelle diete vegetariane e vegane sono molto utilizzati anche come sostituto delle uova, messi in ammollo con acqua o con una bevanda vegetale si gonfiano e creano un gel che può essere utilizzato proprio per sostituire le uova negli impasti e nelle preparazioni dolci.
Il modo più semplice per consumare i semi di chia, per colazione, merenda o dessert, è preparare il Chia pudding o budino di semi di chia, io ve lo propongo con fragole, menta e granola.
Per comodità trovate le dosi per una porzione, così come indicato sul (bellissimo) libro “La cucina botanica” da cui ho preso ispirazione per questa ricetta.

