Questa crostata è nata principalmente perché, in frigorifero, avevo del mascarpone e della panna da smaltire.
Ma poi la verità è che, a volte (quasi sempre), cucinare mi è davvero necessario.
I dolci, soprattutto.
È una terapia. Economica e semplice.
Mettici poi che è la stagione delle ciliegie, ché cotte per qualche minuto con zucchero e scorza di limone creano un sughetto delizioso che qui sopra ci sta benissimo!
E niente, eccola.
La crostata super golosa, la crostata alla crema cotta con ciliegie al limone (ma voi potete metterci sopra la frutta che preferite o avete a disposizione!).
“Nun c’è niente de più bello de na persona in rinascita.
Quanno s’ariarza dopo na caduta, dopo na tempesta e ritorna più forte e bella de prima.
Con qualche cicatrice in più ner core sotto la pelle,
ma co la voglia de stravorge er monno, anche solo co un sorriso.”
Anna Magnani
Complice un giretto a Brescia la scorsa settimana, mi è sorta la necessità di rifare la torta delle rose!
La conoscete?
La Torta delle Rose è uno dei dolci più golosi della cucina lombarda. Tipica delle zone attorno al Basso Lago di Garda, tra Verona, Mantova e Brescia, la ricetta di questo dolce ha circa cinque secoli di storia.
Si narra sia stata ideata nel 1490 dal cuoco dei Gonzaga, tale Cristoforo di Messisbugo, per rendere omaggio a Isabella d’Este, per festeggiare le nozze di quest’ultima con il marchese Francesco II Gonzaga. Una torta elegante, ispirata alla bellezza della fanciulla, che con la sua forma ricorda un mazzo di boccioli di rosa.
La torta delle rose è soffice e golosa come una brioche, nella ricetta classica la farcitura è realizzata con una delicata crema fatta di burro e zucchero, ma si può preparare in diverse varianti.
Qui nel blog vi avevo già proposto la Torta delle Rose alle mele e cannella (forse la mia preferita! Ché ho un debole per le torte con le mele in generale), ma anche questa che vi propongo oggi non scherza.
Ché poi impastare fa bene. Dà soddisfazione. Rilassa. Vedere un impasto trasformarsi, gonfiare, straripare, e poi in forno trasformarsi nuovamente, prendendo colore e profumando tutta la casa.
“Ogni anno l’autunno gli porta di questi sentimenti.
Bisogno di silenzi, di solitudine, di ricordi.
Bisogno di dormire.
Di ricapitolarsi.
Bisogno d’interiorità.”
Pier Vittorio Tondelli, “Camere separate”
Fuggire per qualche attimo da questo mondo distopico e ingiusto.
Un mondo dove accadono le cose più assurde. Dove i criminali, piagnucolosi e bugiardi, vengono fatti passare per vittime e dove i guerrafondai più violenti vengono candidati e/o vincono il nobel per la pace.
È tutto talmente così terribile ed assurdo, che molto spesso, nei miei social, fatico a condividere leggerezza e racconti di giornate spensierate o week end fuori porta.
È tutto talmente terribile e disgustoso, che a volte ho davvero la necessità estrema di staccare da tutto, di ‘respirare’ e lasciarmi andare a qualcosa di creativo, di bello, o di buono.
Oggi vi racconto una cosa semplice e molto buona.
Una crostata. Forse il mio dolce preferito in assoluto.
Ché una frolla fatta bene non la batte nessun altro dolce. Crostata al grano saraceno con ricotta e confettura di prugne.
Dal sapore particolare e speziato, la confettura di prugne e cannella è perfetta per la prima colazione ma anche per farcire deliziose e profumate crostate e torte.
Anche quest’anno abbiamo potuto approfittare della produzione di frutta naturale e buonissima dei tanti alberi presenti su un terreno di un caro amico. Una calda giornata, un po’ di fatica, ma la soddisfazione di un raccolto prezioso: prugne di varietà diverse, dolci e succose, mele e fichi profumati e dolcissimi! Buona parte della frutta raccolta era molto matura, quindi l’ho utilizzate per preparare delle ottime confetture.
Nelle marmellate e confetture a me piace trovare anche dei pezzi di frutta pertanto, di abitudine, ne frullo circa la metà o poco più, in modo da ottenere una texture vellutata ma nella quale però rimangono anche una discreta parte di pezzettoni di frutta.
C’è poco da fare, il sapore di una confettura fatta in casa, e con frutta naturale, è tutta un’altra storia!
Molto bella da vedere, leggerissima perché priva di grassi.
Quando avete albumiche avanzano è una delle soluzioni migliori e meno impegnative per utilizzarli.
Non va confusa con la Chiffon Cake, per la cui preparazione vanno utilizzate le uova intere e l’olio.
COSA È INDISPENSABILE PER LA PREPARAZIONE DI CHIFFON E ANGEL CAKE?
Per prima cosa il classico stampo in alluminio con i piedini.
Stampo che, per la buona riuscita del dolce, dovete assolutamente avere. Non si tratta di una spesa eccessiva, è uno stampo in alluminio leggero e in commercio se ne trovano anche di molto economici. Io ne ho due in diverse misure (da 20 cm e da 26 cm di diametro) pagati poco più di 10 € l’uno.
La caratteristica della Angel Cake (così come della Chiffon Cake) è l’altezza che dipende proprio dal fatto che una volta cotta, la torta va capovolta e lasciata raffreddare ancora all’interno dello stampo. In questo modo l’impasto si ‘distende’ e il dolce diventa soffice e spugnoso.
Altra cosa indispensabile per la perfetta riuscita del dolce, il cremor tartaro. È un agente lievitante, derivato dalla fermentazione del vino e utilizzato come alternativa al lievito tradizionale; la sua funziona importante è quella di stabilizzare gli albumi montati a neve, garantendo una torta soffice e ben lievitata.
Qui vi propongo una torta tricolore, la Angel Food Cake cioccolato, curcuma e caffè.
Se, come me, amate questo frutto esotico, dovete assolutamente provare questo dolce!
PROFUMATISSIMO! Al suo interno sia farina di coccoche cocco rapé.
E no, non sono la stessa cosa.
Il cocco rapè si ottiene dalla polpa della noce di cocco essiccata e grattugiata, mentre la farina di cocco si ricava dalla polpa di cocco disidratata, ma anche parzialmente sgrassata e successivamente macinata molto finemente. La farina ha un contenuto di grassi inferiore rispetto al rapè e pertanto un minor apporto calorico, inoltre il suo sapore è più delicato rispetto al rapè.
Io in questa Cake con farina di cocco e cioccolato li ho messi insieme, e con il cioccolato. Vedete un po’ voi.
Le patate dolci (conosciuta anche con il termine batata)sono antichissime, lo sapevate? Alcuni reperti ritrovati in Perù testimoniano che l’uomo si cibava di batatagià 8.000 anni prima di Cristo.
Ricchissime di nutrienti e vitamine, sono un ingrediente molto versatile in cucina e la loro nota dolce le rende perfette per la preparazione dei dolci.
Considerato che non c’è nulla (o quasi) che il cioccolato non possa risolvere, una torta con la combo cioccolato – patate dolciha un suo perché!
Il risultato è stato un dolce sofficee profumato, dalla consistenza morbida e leggermente umida, data dalle patate dolci che vengono cotte, schiacciate e aggiunte in purea all’impasto.
Nel blog trovate dolci con il radicchio, con la zucca, non poteva di certo mancare con le patate dolci!
Torta con le patate dolci, cioccolato e nocciole, ricetta?
“Quella che Omero definiva “un dono degli dei” è in realtà una pletora di tanti frutti grandi e piccini,
oblunghi e grassottelli, aciduli e dolcissimi, di pasta fine o granulosa,
compatta o morbidissima.
Tutti figli di una pianta madre, il Pyris communis.”
Licia Granello
Inquieta. Rifletto. Forse troppo.
L’autunno mi fa questo effetto. Non mi è mai piaciuto molto, lo confesso. Ne amo più che altro i colori, i sapori, amo tantissimo i suoi frutti, ecco, questo si.
La torta che vi propongo è preparata con uno dei frutti che amo di più. La pera.
Una torta rovesciata, perché nella preparazione le pere vanno disposte sul fondo della teglia e vanno poi coperte con l’impasto. Una volta cotta e raffreddata, per essere servita, la torta dovrà essere capovolta.
Soffice e semplicissima, questa Torta rovesciata alle pere , ne sono certa, la amerete.
Salutari perché non contengono glutine, né latticini, né zuccheri aggiunti. Tutta la dolcezza è conferita da banane molto mature!
Facilissimi perché si preparano frullando tutti gli ingredienti direttamente nel frullatore!
Sono sofficissimi e super gustosi, gli ingredienti principali sono i fiocchi d’avena e banane belle mature. Potete farcirli come meglio credete, perfetti con frutta fresca di stagione, frutta secca, una buona dose di sciroppo d’acero o d’agave e la vostra colazione è pronta!
Con questi Pancake all’avena e banana (preparati con il frullatore), la colazione sarà super nutriente e golosa!
Un dolce americano dal nome curioso, il Monkey bread, letteralmente ‘pane delle scimmie’.
Questo dolce si compone di tante piccole palline (brioscine) che, una volta pronto, si potranno staccare facilmente per mangiarlo con le mani.
Io vi propongo la preparazione classica (adoro la cannella e la metterei ovunque!), che prevede il rotolamento delle palline nello zucchero e cannellae il tutto venga irrorato, prima della cottura, con una goduriosa salsina di burro e zucchero.
Comunque sappiate che è lecito sbizzarrirsi e prepararlo con le proprie spezie preferite, ed anche con eventuali ripieni golosi all’interno di ciascuna ‘pallina’ di impasto.
Colazione, merenda, vedete un po’ voi, secondo me il Monkey Bread , questa montagna di palline sofficissime che profumano di cannella e burro, va bene sempre, anche la sera, sul divano, copertina e film o serie preferita, una tazza di cioccolata calda e addio!