Questa crostata è nata principalmente perché, in frigorifero, avevo del mascarpone e della panna da smaltire.
Ma poi la verità è che, a volte (quasi sempre), cucinare mi è davvero necessario.
I dolci, soprattutto.
È una terapia. Economica e semplice.
Mettici poi che è la stagione delle ciliegie, ché cotte per qualche minuto con zucchero e scorza di limone creano un sughetto delizioso che qui sopra ci sta benissimo!
E niente, eccola.
La crostata super golosa, la crostata alla crema cotta con ciliegie al limone (ma voi potete metterci sopra la frutta che preferite o avete a disposizione!).
che registra tutto quello che ci affascina o ci commuove,
cioè che rende bella la nostra vita”
Milan Kundera da ‘L’insostenibile leggerezza dell’essere’
Uno dei libri più belli che io abbia letto e uno dei modi migliori, a mio avviso, per smaltire gli albumi avanzati.
Semplice.
Se poi ci aggiungi cioccolato fondente e pistacchi, e un goccino di rum buono che profuma l’impasto, questa torta nuvoletta diventa davvero speciale.
Io poi, per non farmi mancare nulla, ho preparato una copertura golosa con la panna vegetale avanzata da un altro dolce (e che stazionava nel frigo) e quella meravigliosa pasta di pistacchio comperata a Natale.
E niente, eccola.
Il cibo degli angeli, reso super goloso, la Angel Food Cake al cioccolato e pistacchio.
“Nun c’è niente de più bello de na persona in rinascita.
Quanno s’ariarza dopo na caduta, dopo na tempesta e ritorna più forte e bella de prima.
Con qualche cicatrice in più ner core sotto la pelle,
ma co la voglia de stravorge er monno, anche solo co un sorriso.”
Anna Magnani
Complice un giretto a Brescia la scorsa settimana, mi è sorta la necessità di rifare la torta delle rose!
La conoscete?
La Torta delle Rose è uno dei dolci più golosi della cucina lombarda. Tipica delle zone attorno al Basso Lago di Garda, tra Verona, Mantova e Brescia, la ricetta di questo dolce ha circa cinque secoli di storia.
Si narra sia stata ideata nel 1490 dal cuoco dei Gonzaga, tale Cristoforo di Messisbugo, per rendere omaggio a Isabella d’Este, per festeggiare le nozze di quest’ultima con il marchese Francesco II Gonzaga. Una torta elegante, ispirata alla bellezza della fanciulla, che con la sua forma ricorda un mazzo di boccioli di rosa.
La torta delle rose è soffice e golosa come una brioche, nella ricetta classica la farcitura è realizzata con una delicata crema fatta di burro e zucchero, ma si può preparare in diverse varianti.
Qui nel blog vi avevo già proposto la Torta delle Rose alle mele e cannella (forse la mia preferita! Ché ho un debole per le torte con le mele in generale), ma anche questa che vi propongo oggi non scherza.
Ché poi impastare fa bene. Dà soddisfazione. Rilassa. Vedere un impasto trasformarsi, gonfiare, straripare, e poi in forno trasformarsi nuovamente, prendendo colore e profumando tutta la casa.
Nocciole e cioccolato che accoppiata meravigliosa!
La torta che vi propongo è una evoluzione di un’altratorta alle nocciole che trovate nel blog, ricetta pubblicata parecchio tempo fa e un po’ diversa, soprattutto, contiene burro.
Questa invece è preparata con olio di semi di girasole e farina integrale, semplice e perfetta sia per merenda che come dessert. Voi provatela accompagnata con una crema inglese o del gelato alla vaniglia e poi mi raccontate che ne pensate!
Che dite, andiamo a vedere la ricetta della Torta integrale (senza burro) alle nocciole e cioccolato?
“Ogni anno l’autunno gli porta di questi sentimenti.
Bisogno di silenzi, di solitudine, di ricordi.
Bisogno di dormire.
Di ricapitolarsi.
Bisogno d’interiorità.”
Pier Vittorio Tondelli, “Camere separate”
Fuggire per qualche attimo da questo mondo distopico e ingiusto.
Un mondo dove accadono le cose più assurde. Dove i criminali, piagnucolosi e bugiardi, vengono fatti passare per vittime e dove i guerrafondai più violenti vengono candidati e/o vincono il nobel per la pace.
È tutto talmente così terribile ed assurdo, che molto spesso, nei miei social, fatico a condividere leggerezza e racconti di giornate spensierate o week end fuori porta.
È tutto talmente terribile e disgustoso, che a volte ho davvero la necessità estrema di staccare da tutto, di ‘respirare’ e lasciarmi andare a qualcosa di creativo, di bello, o di buono.
Oggi vi racconto una cosa semplice e molto buona.
Una crostata. Forse il mio dolce preferito in assoluto.
Ché una frolla fatta bene non la batte nessun altro dolce. Crostata al grano saraceno con ricotta e confettura di prugne.
Molto bella da vedere, leggerissima perché priva di grassi.
Quando avete albumiche avanzano è una delle soluzioni migliori e meno impegnative per utilizzarli.
Non va confusa con la Chiffon Cake, per la cui preparazione vanno utilizzate le uova intere e l’olio.
COSA È INDISPENSABILE PER LA PREPARAZIONE DI CHIFFON E ANGEL CAKE?
Per prima cosa il classico stampo in alluminio con i piedini.
Stampo che, per la buona riuscita del dolce, dovete assolutamente avere. Non si tratta di una spesa eccessiva, è uno stampo in alluminio leggero e in commercio se ne trovano anche di molto economici. Io ne ho due in diverse misure (da 20 cm e da 26 cm di diametro) pagati poco più di 10 € l’uno.
La caratteristica della Angel Cake (così come della Chiffon Cake) è l’altezza che dipende proprio dal fatto che una volta cotta, la torta va capovolta e lasciata raffreddare ancora all’interno dello stampo. In questo modo l’impasto si ‘distende’ e il dolce diventa soffice e spugnoso.
Altra cosa indispensabile per la perfetta riuscita del dolce, il cremor tartaro. È un agente lievitante, derivato dalla fermentazione del vino e utilizzato come alternativa al lievito tradizionale; la sua funziona importante è quella di stabilizzare gli albumi montati a neve, garantendo una torta soffice e ben lievitata.
Qui vi propongo una torta tricolore, la Angel Food Cake cioccolato, curcuma e caffè.
Se, come me, amate questo frutto esotico, dovete assolutamente provare questo dolce!
PROFUMATISSIMO! Al suo interno sia farina di coccoche cocco rapé.
E no, non sono la stessa cosa.
Il cocco rapè si ottiene dalla polpa della noce di cocco essiccata e grattugiata, mentre la farina di cocco si ricava dalla polpa di cocco disidratata, ma anche parzialmente sgrassata e successivamente macinata molto finemente. La farina ha un contenuto di grassi inferiore rispetto al rapè e pertanto un minor apporto calorico, inoltre il suo sapore è più delicato rispetto al rapè.
Io in questa Cake con farina di cocco e cioccolato li ho messi insieme, e con il cioccolato. Vedete un po’ voi.
“Quella che Omero definiva “un dono degli dei” è in realtà una pletora di tanti frutti grandi e piccini,
oblunghi e grassottelli, aciduli e dolcissimi, di pasta fine o granulosa,
compatta o morbidissima.
Tutti figli di una pianta madre, il Pyris communis.”
Licia Granello
Inquieta. Rifletto. Forse troppo.
L’autunno mi fa questo effetto. Non mi è mai piaciuto molto, lo confesso. Ne amo più che altro i colori, i sapori, amo tantissimo i suoi frutti, ecco, questo si.
La torta che vi propongo è preparata con uno dei frutti che amo di più. La pera.
Una torta rovesciata, perché nella preparazione le pere vanno disposte sul fondo della teglia e vanno poi coperte con l’impasto. Una volta cotta e raffreddata, per essere servita, la torta dovrà essere capovolta.
Soffice e semplicissima, questa Torta rovesciata alle pere , ne sono certa, la amerete.
Tagliati una bella porzione di torta con le posate d’argento.
Impara come fanno le foglie a crescere sugli alberi.
Apri gli occhi.
Impara come fa la luna a tramontare nel gelo della notte prima di Natale.
Apri le narici. Annusa la neve.
Lascia che la vita accada.”
Sylvia Plath
Chi mi segue credo abbia capito che mi piace molto la zucca, la uso tantissimo, anche nei dolci.
Nel blog trovate diverse ricette dolci preparate con la zucca, per trovarle cliccate ‘zucca’ nella lente di ricerca in alto a destra, et voilà!
Oggi eccovi un altro dolce! Credetemi se vi dico che è semplicissimo da preparare, ed è buonissimo, perfetto da inzuppare così in purezza, delizioso se accompagnato da una crema leggera.
Nell’impasto, oltre agli amaretti, c’è anche la farina di mais fioretto (che a me nei dolci piace parecchio), e il cioccolato fondente.
Quest’ultimo potete anche non utilizzarlo, o sostituirlo ad esempio con l’uvetta sultanina.
Cake zucca e amaretti(con farina di mais)e ricetta sia!
ben prima che si diffondano in Europa le specie cinesi o giapponesi.
Susina – la cui etimologia rimanda alla città persiana di Susa,
cioè all’origine mediorientale di molte specie di prugne –
è un nome nuovo che semplicemente si affianca all’antico prugna,
il “prunum” dei latini. ”
Massimo Montanari
Se le torte con le mele non sono mai abbastanza, nemmeno quelle con le susine scherzano!
Amo tantissimo le susine, in tutte le loro varietà (e sono davvero tante!). Un frutto dolce e succoso, ottimo consumato in purezza ma che si presta anche a tante preparazioni in cucina.
A fine estate a me piace fare scorta di cose buone per la stagione fredda e preparare la confettura, ma utilizzo spesso questo meraviglioso frutto anche per preparare dolci per colazione e merenda (a fine post ne trovate alcuni).
Secondo me poi le susine si sposano benissimo con le farine rustiche ed integrali (quelle che piacciono a me!), con la frutta secca e con le spezie.
Per preparare questa crostata morbida con le susine, la cosa migliore è utilizzare più varietà insieme. Facilissima da preparare, dovete provarla!