“Vorrei mandarvi un messaggio, farvi un augurio, un porte-bonheur…
Io vi auguro con tutto il cuore che vi si fermi la caldaia nei giorni della Merla.
Che uscendo in strada, vi caschi il pianoforte di George Clooney in testa
e che Malkovich, invece di proporvi un cambio, dica che va bene così…
Che ogni ciliegia che mangiate abbia dentro un verme, che vi torni l’acne e vi vengano dei brufoli grossi
come le colline del Chianti, e che quando pagate le tasse col bonifico vi sbagliate di uno zero in più.
E poi vi auguro altresì di mettere un tacco a spillo nello scambio del tram e l’altro su una cacca di cane,
così che si crei una divergenza parallela e mentre una gamba resta inchiodata
l’altra vada pattinando fino a una vostra totale apertura a compasso.
Naturalmente…senza rancore. Solo con tanto, tanto astio.”
Luciana Littizzetto
Questo in apertura è il messaggio per gli hacker che si divertono a fare ‘ste cose, con parole mie sarei stata molto più scurrile.
Ho passato uno dei peggiori giorni della mia vita, ieri.
La sera precedente ho avuto una brutta sorpresa, google chrome non mi permetteva di entrare nel blog.
Mi compariva un avviso di malware nella pagina del blog.
Mi sono pietrificata in un istante. Ho pensato che non sarei riuscita a rimettere le cose a posto, che avevano distrutto ‘la mia creatura’… insomma, ero abbastanza disperata.
Il problema è partito tutto da dei commenti che ho trovato su alcuni post. Anonimi ovviamente, ed incomprensibili. In realtà erano dei codici, dei link, indirizzi web strani, dei virus.
Ovviamente, li avevo cancellati subito, ma ieri sera me ne sono trovati ancora, mi sono controllata il blog, commento per commento.
Poi, dopo aver fatto pulizia ho inviato la richiesta di ripristino a google.
Era passata da un pezzo l’una di notte, e non ho dormito bene.
Ho fatto incubi sul genere del film “The net – intrappolata nella rete”, avete presente?
Ieri sono andata dal medico del PC che mi ha fatto un controllo generale, non trovando peraltro niente di niente, né nel PC, tanto meno nel blog…
Io temevo avessero intaccato anche altri file tipo le mie foto, per fortuna l’antivirus ha fatto il suo dovere.
Consigli da dare per prevenire la faccenda: non molti per ora.
Io intanto ho messo la moderazione ai commenti, così almeno li vedo prima e posso decidere se pubblicarli o eliminarli immediatamente.
Ma in realtà protezioni vere e proprie, non credo ce ne siano.
Insomma, tenete gli occhi aperti sui commenti che lasciano sul vostro blog, per ora.
Non potevo che postare questa ricettina, perché ho davvero bisogno di riposarmi dopo questo incubo, e risvegliarmi bene, fare una buona colazione.
E tuffare un paio di queste roselline dentro ad una ciotola di yogurt.
Buona giornata amici!
Sci, Cortina, il mio ‘showman preferito’ e … Farfalle di grano khorasan con tonno e limone
La befana vien de note
co e scarpe tute rote
col, vestito da romana
viva, viva ea befana.
La pinza è un dolce veneto molto antico e tipico dell’Epifania.
La Befana a Venezia la chiamamo Marantega ed il giorno dell’Epifania si svolge una straordinaria regata in costume, la Regata delle Befane.
Si tratta di una simpatica regata tra i vecchi soci della più antica società di canotaggio di Venezia, la Bucintoro.
Cinquanta uomini, travestiti da befane si sfidano nel tratto centrale del Canal Grande da San Tomà fino al Ponte di Rialto.
L’arrivo è rappresentato da una calza gigante appesa per l’occasione al celebre ponte di Rialto.
Di Pinza ne esistono molte ricette e versioni, ma gli ingredienti principali sono comunque la farina gialla e la frutta secca.
Questa è la mia versione, presa un po’ dalla ricetta della mia mamma, un po’ da ricette lette in varie riviste e libri, senza strutto e con la grappa per ammollare la frutta secca.
Poi una striscia di Silvia Ziche, chi legge qualche volta Donna Moderna la conoscerà già, io la adoro!
Sapete già che sono una che tiene tutti i pizzini dalle riviste, beh, ho tutta una raccolta delle sue vignette.
Come non postare questa che è attualissima in tema sia di Befane che di disparità tra uomini e donne?
Vi auguro una felice domenica gente!
In teoria avrei dovuto postare questa ricetta magari prima della fine dell’anno, come proposta per il cenone.Ma io sono sempre rovescia e controcorrente in tutto e ve la posto oggi.Poi le lenticchie sono sempre buone, io la zuppa me la mangio pure in estate, magari non troppo calda.Fanno molto bene, e bisognerebbe consumarle davvero più spesso.
Oltre a contenere una buona percentuale di fosforo e potassio, sono molto digeribili e non contengono né grassi né colesterolo. Inoltre non contengono glutine, pertanto sono un ottimo alimento anche per i celiaci.
Chi consuma poca carne, come me, dovrebbe inserirle più spesso nella sua dieta perché, come tutti i legumi, le lenticchie sono ricche di proteine vegetali e per questo rappresentano una valida alternativa agli alimenti di origine animale che contengono invece colesterolo; possono quindi essere consumate come secondo piatto in sostituzione della carne o del pesce.
Le quantità nella ricetta sono indicative, considerate che con queste quantità mi sono avanzate sia delle lenticchie che del cotechino.
Al posto della Casatella potete mettere un altro formaggio morbido, o anche nulla. Ma vi assicuro che un tocco di cremosità all’interno ci sta bene.
Con parte delle lenticchie avanzate ho preparato una zuppa, aggiungendo poca acqua e passata di pomodoro, ho regolato di sale e pepe ed ho frullato con il mixer ad immersione.
Tradizione dice che consumare lenticchie ad inizio anno porta anche fortuna, io nel dubbio me le mangio tutto l’anno, che non si sa mai.
E’ venerdì!
Vi lascio qualche foto della giornata e del luogo, molto bello.











