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Secondi di carne

Salato/ Secondi di carne

“Happiness is homemade” e … Involtini di pollo e asparagi allo zafferano con pesto di nocciole e bruscandoli

 


Quando ho letto il suo post ho pensato: “Questo è davvero il titolo del suo contest”.
E mi è piaciuto tantissimo, lei lo sa.
Con questa amica ho parecchie cose in comune, non soltanto il nome.
Non ci siamo ancora incontrate di persona (anche se manca davvero pocoooo), ma abbiamo imparato a conoscerci ugualmente, attraverso i nostri blog, comunicazioni via facebook, telefono.
A entrambe piace fare la spesa al mercato o direttamente dai produttori, entrambe amiamo seguire la stagionalità dei prodotti, entrambe odiamo gli sprechi ed amiamo invece il riciclo.
Mi è capitato spesso di vedere nel suo blog ricette simili a piatti che preparo anch’io, a volte abbiamo creduto di essere separate alla nascita. Cosa assolutamente non possibile, ché io ho qualche annetto più di lei!
Ci piacciono le erbe spontanee, a lei piace andare in collina per cercare asparagi selvatici, io vado a campi per raccogliere rosolacci.
Le piacciono gli stivaletti con le borchie, come a me!
Insomma, due anime rock che però amano la semplicità  in cucina, vero Roby?
E per semplice non intendo l’aprire una busta di prodotti surgelati e versarla in una padella per alcuni minuti come indicato sulla confezione. Naaaaa….
Per semplice intendo una cucina a base di prodotti di stagione, possibilmente locali, meno elaborati ed industrializzati possibile.
Nel post di presentazione del suo contest, Roberta lo spiega molto bene.
Abbiamo perso il piacere di stare in cucina, ci sembra tempo sprecato.
E’ vero, per preparare certe pietanze, certi prodotti, si lavora un pochino di più, ma pensiamo che lo facciamo per curare il nostro benessere, la nostra salute.
E poi oltre a sapere esattamente cosa abbiamo nel piatto, volete mettere la soddisfazione nel preparare qualcosa con le nostre mani, per noi e per i nostri cari???
Essendo una assidua lettrice della rivista La Cucina Naturale, sono davvero contenta che il giudice del suo contest sia lo chef Giuseppe Capano, collaboratore della rivista, e del quale, grazie a Roberta, ho scoperto il blog.
E, se non lo avete ancora fatto, andate a leggere il post che ha suggerito Roby,  “L’artigianalità della cucina”, io l’ho letto, riletto e riletto…
Robyyyyy!
Sono diventata matta per stare dentro ai 30 minuti, stavano per crescermi altre due braccia, e mi sembrava di essere a Masterchef, solo che ero io da sola in cucina con l’orologio!
Eh eh eh … insomma, di corsa, ma ci sono riuscita.
Poi sui prodotti di stagione dovremmo esserci,  e sulla filiera corta, beh, i bruscandoli li ho bruscati nel mio giardino! Più corta di così!
E’ tutta per te amica!
E dato che non hai posto limiti alla quantità di ricette, conto di partecipare anche con altre!
Ciao!

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Contorni/ Salato/ Secondi di carne/ Secondi vegetariani

Due insalate! Spinacino, uovo sodo e pancetta croccante; Carciofini, Parmigiano Reggiano e sesamo




Ieri c’era il sole.
Anche oggi in realtà ce n’è un poco.
Va e viene, ma non piove ed è già qualcosa.
E questa mattina presa dall’entusiasmo, nonostante il mal di gola ed altri piccoli acciacchi, ho pensato di andare ad erbette con mamma, figlia grande e cane.
Il raccolto consisteva in due borse belle piene. Il ‘poi’ è stato un po’ un lavoraccio…
Si, perché raccoglierle è pure divertente, ma il lavoro più ingrato consiste nel pulirle bene dalle radici e terra, lavarle accuratamente, cucinarle etc..
Però la soddisfazione alla fine è tanta.
Nei prossimi giorni qualche spiegazione in più e ricettina in tema.
Oggi passo qui davvero velocemente e vi lascio due insalate semplicissime ma di stagione.
Non le ho ideate io.
Me le hanno servite come antipasto in due ristoranti diversi (anzi un agriturismo ed una trattoria. Sapete che a me piacciono i posti ruspanti), e mi sono piaciute entrambe moltissimo.
Non c’è modo migliore di aprire un pasto, secondo me, se non con un’insalata di stagione.
Non ho indicato delle dosi, mi sembrava un po’ assurdo, ma soltanto il procedimento, anche se è davvero molto semplice e magari non ce n’era bisogno.
Nota: le mie foto non sono uno spettacolo, le faccio ancora con la compattina…ma ho catturato  il sole, una bellissima e rigenerante luce!
Primavera in arrivoooooo….



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Salato/ Secondi di carne

Di cibo sano e homemade … Nuggets di pollo al forno


“Voti ogni volta che fai la spesa, voti ogni volta che schiacci il telecomando, 

ogni volta che vai in banca, sono voti che dai al sistema.”

padre comboniano Alex Zanotelli

Chi mi segue da un po’ già lo saprà che non amo affatto i prodotti ‘pronti’, sia quelli nel banco frigo che surgelati.
Le aziende che li producono non fanno affari con me.
Innanzitutto sono costosi, fateci caso alla differenza prezzo tra il prodotto fresco e quello pronto/surgelato, enorme.
Poi, cosa non da poco, NON SAPETE COSA CI METTONO DENTRO.
E, cosa assurda, sembra non lo sappiano (o ci provano..) nemmeno le aziende produttrici.
Questo alla luce delle giustificazioni che hanno avanzato per giustificarsi (‘non ne sapevamo nulla’….cit. caso carne di cavallo trovata su prodotti che avrebbero dovuto contenere soltanto manzo).
Nello specifico per preparare i nuggets, cotolette e altri prodotti pronti con la carne di pollo, non ci sono pezzi di pollo intero, eh no.
Viene utilizzato un impasto di pollo (dove finisce dentro di tutto, ossa, occhi e quant’altro…)  tritato, aromatizzato e ricompattato. ‘Na bella schifezza insomma.
Come dice Martina, vedere cosa ci finisce dentro fa passare davvero la voglia di mangiarli.
Ma.
Visti i post di Martina prima e Michela poi.
Eccoli qui, HOMEMADE, con dei VERI pezzi di petto di pollo.
Io a dire il vero già facevo qualcosa di simile, il petto di pollo panato con i corn flakes e cotto al forno (visto da Benedetta Parodi…qualcosa si impara pure da lei, nonostante continui a cucinare con la besciamella pronta…Benedetta, Benedetta….), ma si sa, ai bambini i bocconcini piacciono di più.
Insomma il successo è garantito!
Io ne ho preparati parecchi e una parte li ho surgelati con FRESCO, risultato perfetto perché riposti poi nel sacchetto gelo, sono rimasti staccati uno dall’altro, così al bisogno posso cucinarne solo la quantità che mi serve e rimettere gli altri nel congelatore. Cosa che non succede congelando, la carne diventa un blocco unico che poi devi scongelare interamente.
In tema di qualità del cibo che mangiamo, vi lascio il link di un blog  qui, conosciuto grazie alla mia amica Roberta.
Leggetelo, fa davvero riflettere.
Decidiamo di ‘buttare dentro di noi’ solo cose sane, non ci vuole poi così tanto impegno.

 

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Antipasti/ Salato/ Secondi di carne

Niente cuoricini. Gâteau di patate, funghi chiodini, primosale e rose di Speck Trentino

 
Lo so è San Valentino. E a me queste feste un po’ troppo commerciali non piacciono molto.
Come non mi piace la festa della donna, e non mi va di festeggiare per forza, le trovo ricorrenze ‘imposte’.
Scusatemi, non sono poco romantica, è che preferisco di gran lunga un regalo, un fiore o una cena a sorpresa, in giorni inaspettati, o uscire con le mie amiche in un giorno qualsiasi, senza trovare i locali pieni di gruppetti di galline starnazzanti…mi fa tristezza.
E poi l’amore, insomma l’amore bisognerebbe festeggiarlo ogni giorno, sempre, non mi va di fare il regalino perché me lo dicono.
Sono una rompiscatole, lo so, ne sono consapevole…
Insomma, niente dolci, niente cuoricini.
Un secondo, anzi un piatto unico, ché c’è tutto qui dentro!
E lo speck, LO SPECK!
Orca miseria. Me lo sono dimenticato!
Doveva andare dentro al gâteau … e me ne sono ricordata che era già nel forno, sob!
La mia ben radicata ‘vocina’ problem solving mi ha suggerito di servirlo all’esterno!
Quindi amiche/i, dedico questo gâteau con rose di speck a tutti voi, ed ai Valentina/o che oggi festeggiano l’onomastico, in particolar modo alle care amiche Valentina dei blog La ricetta che Vale, A spasso per ingredienti, e Ritroviamoci in Cucina.
E poi ai miei amori. Le mie bambine, Carola e Serena, mio marito Roberto, i miei genitori, mio fratello, le mie amiche ed amici, e per ultimo, ma non perché meno importante, a Eliot, il mio amico peloso. Grazie perché hai sempre un sorriso (si i cani sorridono!) ed una scodinzolata per tutti noi!

LOVE, LOVE, LOVE…everyday!



 

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Antipasti/ Salato/ Secondi di carne

L’importanza di un sorriso. Involtini di cavolo verza con ricotta e soppressa

 


Il post di oggi nasce da una cosa che mi è accaduta ieri mattina.
Non ve l’ho ancora raccontato, ma da un paio di mesi sto prestando servizio presso un ufficio pubblico, al centralino ed accoglienza clienti.
Oggi, una ragazza che avevo salutato al suo ingresso, di ritorno dall’ufficio presso il quale si era recata, si è fermata allo sportello e mi ha detto che desiderava ringraziarmi.
Ringraziarmi?  “Per cosa?” ho detto io.
Per il mio sorriso. Ha detto proprio così, che è bello essere accolti con un sorriso e che non le succedeva spesso.
Sono rimasta allibita.
L’ho ringraziata, stupita in quel momento per la cosa.
Ma poi ho riflettuto.
Quante volte vi capita di entrare in un ufficio, in un negozio e trovare persone ‘ingrigite’ che non vi salutano, non vi guardano in viso mentre vi parlano….e un sorriso? Ma figuriamoci!
Io allora vorrei scrivere questo messaggio per le persone che lavorano a contatto con il pubblico, in negozio, in ufficio.…sorridere non costa nulla, fa bene alla muscolatura facciale, combatte lo stress, ci rende più belli, è terapeutico…
Il sorriso e la risata sono tra le attività più benefiche per la nostra salute ed il nostro benessere.
Quando ridiamo o sorridiamo il nostro cervello rilascia endorfine, gli ormoni della felicità, che hanno la capacità di alleviare il dolore ed equilibrare il tono vitale del corpo.
E ricordatevi che, oltre ai vostri occhi, anche la vostra voce ‘sorride’. Ché si sente chiaramente all’altro capo del filo se avete la palle girate e non fate nulla per nasconderlo. Non è simpatico per chi vi sta chiamando, per niente.
Quindi riflettete. Il sorriso fa bene, è contagioso, quando iniziate, non smettereste più….poi magari un giorno incontrerete anche voi una ragazza come quella che ha ringraziato me stamattina, illuminandovi la giornata!
Della ricetta vi dico poco.
Vado matta per tutte le crucifere.
Si, puzzicchiano un pochino quando le cuocete, ma fanno troppo bene alla salute per rinunciarci, per cui vale la pena arieggiare un po’ i locali pur di mangiarle!
Nel ripieno potete davvero mettere quello che volete.
Io amo la ricotta ed è un’ottima base a cui potete aggiungere funghi, la salsiccia, il macinato di carne, il pollo…è una ricetta un po’ svuota-frigo, ci si mette quello che avanza.
Non ci ho ancora provato, ma secondo me si presta molto bene anche per essere riempita con dei cereali.
Voi provatela e poi mi dite!
Buona giornata!
 

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Salato/ Secondi di carne

Letture ‘impolverate’. Filetto di maiale al forno con funghi e porri


Adesso non troverete più cosa sto leggendo sul banner laterale, meglio che vi dica cosa ho letto una volta finito il libro và!
Mi vergogno un pochino. Poco tempo fa leggevo molto di più.
Adesso mi ritrovo a tenere un libro sul comodino per settimane…
Il tempo per leggere tranquillamente durante il giorno non c’è, troppe cose da fare, così mi riduco a leggere quando vado a letto.
Il problema è che arrivo a coricare le stanche membra un po’ tardino, così finisce che appena apro il libro e leggo poche righe già mi cala la palpebra
Sappiate però che un tempo io leggevo, eccome se leggevo.
Anni fa leggevo a periodi.
Si, perché  mi prendeva il piglio per un genere o autore e finché non avevo letto tutto quello che aveva scritto non cambiavo.
Ho avuto il periodo Oriana Fallaci, poi la fase Ken Follett, la fase legal thriller con John Grisham, quella avventurosa con Wilbur Smith, quella horror con Stepen King, poi la fase Isabel Allende … Insomma sono andata avanti così per degli anni.
Adesso no, adesso mi piace cambiare.
E passo tranquillamente dalle strisce di Lupo Alberto alle poesie di Nazim Hikmet, dalla Littizzetto a Joan Didion come niente fosse. Mi piace così.
Ieri mi sono presa un paio di libri in biblioteca, altra cosa che non amo fare.
Sono gelosa dei libri, voglio che siano miei.
Ci sono andata per portare dei libri che aveva in prestito Carola, e mentre attendevo per restituirli ho sbirciato dei libri sugli scaffali e mi sono detta ‘perché no?…al limite se mi piacciono poi me li posso comperare..’
Di solito preferisco acquistarli, così poi posso sottolinearli, riporli nella mia libreria, riprenderli in mano e riguardare le frasi che ho sottolineato, oppure rileggerli…sarò strana…
E gli e-book? No, non datemi ‘sta tecnologia, che per me il libro deve essere di carta, lo devo poter sfogliare, metterci le orecchie nelle pagine, sottolineare con la matita che mordicchio mentre leggo…no, no, non fa per me.
Vabbè dai, ricetta, ricetta!
Questa proviene da un Sale & Pepe del lontano Febbraio 2002.
La ricetta prevedeva la lonza ma io ho preferito il filetto che rimane più morbido e meno stopposo.
La lonza la uso per il maiale al latte, la ricetta qui, perché con la lunga cottura nel latte diventa comunque molto morbida la carne, ma per questa ricetta secondo me va meglio il filetto.
Tra l’altro la ricetta originale prevedeva ben mezzo litro di latte, ma la prima volta che l’ho preparato tutto quel latte non si era consumato in cottura ed era rimasto brodosissimo.
Quindi poi ho apportato delle modifiche, il latte ci sta bene ma ne metto poco, e tra l’altro è sempre necessario farlo ridurre alla fine sul fuoco.
E’ davvero gustoso, ed anche bello da presentare.
Vi auguro una buona giornata!

 

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Antipasti/ Salato/ Secondi di carne

Condannata all’ottimismo. Torta salata al cavolo romano e salsiccia

Oggi qui splendeva un bel sole, ed anch’io finalmente mi sentivo meglio questa mattina.
Bimbetta sta migliorando e spero davvero che per le feste di Natale staremo tutti bene.
Riflettevo oggi.
Su qualcosa che ho letto, un’intervista fatta a Eduardo Punset in merito al suo libro ‘Viaggio nell’ottimismo’.
Avvocato, economista, giornalista ed ex ministro spagnolo.
La giornalista lo ha definito lo scienziato della felicità.
Non è facile parlare di ottimismo di questi tempi, soprattutto per uno che ha fatto il ministro in un paese che è il secondo più indebitato al mondo, dopo gli USA.
In poche parole il pensiero di Punset si può riassumere così: dare spazio alle emozioni, imparare (fin da piccoli, cosa che la scuola non insegna più) a gestire le emozioni negative ed a sfruttare quelle positive, come l’empatia.
Lasciare che il pagliaccio conviva con il saggio che è in noi, secondo lui molte imprese si sono ritrovate in bancarotta perché i loro dirigenti non sapevano sorridere.
Fidarsi dell’intuito, perché vari esperimenti hanno dimostrato che il pensiero razionale ha un peso marginale e che i neuroni decidono dieci secondi prima di noi.
Lavorare in squadra, in modo collaborativo, perché lavorare sempre in competizione con gli altri non porta da nessuna parte. Chi fa parte di un branco ha più probabilità di essere felice ed ottimista.
Prendere una pausa dal lavoro a quarant’anni, fermarsi, magari andare all’estero, approfondire le proprie conoscenze, fare formazione, occuparsi dell’educazione dei figli. Considerate le nuove aspettative di vita del genere umano, suggerisce un nuovo modello lavorativo, che magari sposta l’età della pensione più avanti, ma consente di prendersi una pausa di 3-4 anni per fare le cose di cui sopra.
Teoria, di difficile applicazione pratica. Secondo me può essere uno spunto di riflessione.
Io ho fatto un rapido ‘Ce l’ho, mi manca’
Alle emozioni do ampio spazio, non mi faccio mancare niente, anche se onestamente non sempre gestisco al meglio le energie negative.
Il pagliaccio che è in me convive, anzi forse sovrasta il saggio, ma pazienza…
Fidarsi dell’intuito? I miei neuroni decidono sempre prima di me, e quello che sto pensando l’ho già fatto e detto.
Far parte di un branco e lavorare in squadra? Mai stata un’individualista, mai aspirato a dirigere gli altri, ho sempre preferito il lavoro di squadra.
Sul prendersi una pausa lavorativa a quarant’anni, beh.
Un po’ mi ci sono trovata e un po’ l’ho scelto, comunque sono io.
Cosa vi devo dire, sono forse condannata all’ottimismo?
Bando alle teorie e passiamo alla ricetta.
Torta salata con il cavolo romanesco e la salsiccia.
Ho scritto buona tra parentesi, perché tra quelle comperate in certi super e quelle preparate con un certo criterio e con prodotti di qualità, ne passa un bel po’ di differenza.
Io ho uno spacciatore di salumi ed altre leccornie e la salsiccia che ho usato arriva da lui.
Insomma, se non ce l’avete già, trovatevi un buon spacciatore gastronomico!
Secondo me è meglio acquistare poco e bene che riempire il carrello di prodotti di scarsa qualità.
Che dite?
Buona giornata amici!

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Salato/ Secondi di carne

Lonza di maiale al latte – ‘Porseo al latte’

 

La giornata di ieri è iniziata malino.
Nel senso che ‘polpettina’ aveva la febbre da sabato sera e, ovviamente la domenica si prospettava a casa…
Poi al risveglio, la pioggia, ancora.
Va beh dobbiamo comunque rimanere a casa ma la pioggia ha rotto però.
Avevo un po’ di cose in sospeso da fare e ne ho approfittato.
Negli ultimi due giorni non ho avuto nemmeno il tempo di gironzolare un po’ per i blog amici, e nemmeno di controllare la posta in arrivo…infatti…ma che figura! CHE FIGURACCIA!
Non ho nemmeno visto il messaggio di Nus de L’Ennesimo Blog di Cucina che mi diceva di passare da lei. Ho vinto il suo contest!
Ho vinto il contest e me ne sono accorta dopo due giorni…ma che figura …
Tardi, lo so, ma ci sono arrivata Nus!
Sono felicissima di aver vinto con la ricetta del Gratin di rana pescatrice (qui), davvero felice!!!
Per tutto il mese Nus ospiterà le ricette vincitrici nella sidebar del suo blog!
Beh, grazie, grazie, grazie!
Oggi vi propongo  una ricetta veneziana, che mi piace molto.
La lonza arrosto, al latte.  In veneziano Porseo al latte.
E’ semplicissima da eseguire. L’importante è far marinare la carne nel vino per parecchie ore e poi farla cucinare davvero lentamente nel latte.
Ricetta presa da un libro che ho da parecchio tempo, si chiama ‘Sapori del Veneto – Le ricette classiche’ di Rosalba Gioffré.
Vi lascio alla ricetta ed alle foto, augurandovi di tutto cuore un buon inizio settimana!

 

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Secondi di carne

Di cavoli, cavoletti. Gratin di pollo, cavoletti di Bruxelles, zucca e mandorle

Si, lo so che fanno una puzza tremenda quando li si cuoce.
Io sinceramente non divento nemmeno matta con rimedi casalinghi per evitare si formi l’odore, sapete che vi dico?
A me piace l’odore del cavolfiore, ma anche del broccolo, della verza e dei cavoletti, mi devo sentire strana?
Mah?
E non mi è mica sempre piaciuto però! Tanto per ritornare a parlare di come cambiano i giusti crescendo.
Quando ero ragazzina e, tornando a casa sentivo questi (all’epoca per me) olezzi nell’aria, sarei volentieri tornata fuori, li detestavo, davvero.
Poi me le mangiavo le verze con le costine, ma l’odore…
Adesso invece non mi disturba per niente, una cosa che mi dà un fastidio terribile invece è svegliarmi la mattina desiderando solo e soltanto il mio caffelatte con le fette biscottate e la marmellata e trovare in cucina l’odore di bistecca della sera precedente, questo si lo detesto davvero.
In ogni caso, se anche vi da noia questa cosa dell’odore, trovate qualche stratagemma, magari cucinandoli la mattina ed arieggiando la cucina, ma mangiatene tanti perché fanno bene e sono grandi alleati contro tante malattie, anche molto importanti.
N.B è confermato: odio fare le foto alle pirofile. Io mi ci sto applicando, ma sono lunghe, non sai se prenderle frontalmente, se solo una parte, C’è qualcuno disposto a darmi dei suggerimenti sulle foto a robe lunghe tipo pirofile o plum cake?? Ogni suggerimento sarà molto gradito!
Vi auguro uno splendido fine settimana, io comunque conto di essere qui a qualche ora.
Ciao gente!

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Secondi di carne

Involtini di tacchino con Radicchio rosso di Treviso precoce e ricotta

 
Apro ringraziandovi per ieri, per i commenti che avete lasciato e per essere andate da Valentina.
Il post l’ho scritto di getto domenica sera appena ho letto quello che le era successo.
A volte mi capita di pentirmi della mia impulsività, ma questa volta per niente. Era giusto così.
Bene gente! Continuiamo la saga del radicchio, siete ormai rassegnate vero?
Quindi, dopo la quinoa, le lasagne, il merluzzo, oggi tocca al tacchino!
Devo dire che questo è un modo davvero semplicissimo per rendere appetitosa una fettina di tacchino ed in un solo colpo avrete pronto anche un ottimo contorno.
L’inverno è luuuungo e ne ho parecchie di ricettine da fare con il radicchio.
Il mio preferito, in assoluto, tra le diverse varietà, rimane il ‘fiore d’inverno’ come è chiamato qui a Treviso, il radicchio tardivo, che si trova in commercio con il freddo, di solito un po’ prima di Natale.
Viene chiamato così perché ricorda un fiore nella forma e perché ama il gelo.
Una semplice cicoria che il lavoro sapiente e paziente dell’uomo ha trasformato nelle diverse varietà in commercio, Treviso, Castelfranco, Chioggia e Verona.
Il radicchio tardivo non è una pianta molto esigente e cresce rigogliosa durante la calda estate qui in Veneto.
Poi arriva l’autunno, la campagna cambia colore ed arriva il gelo.
Tutto sembra finire e invece è proprio l’inizio; il fiore è pronto a sbocciare per arrivare nelle nostre tavole.
Con il freddo le foglie si tingono di rosso e si chiudono per proteggere il cuore.
A questo punto inizia la lavorazione, che è davvero laboriosa, raccolta, imbianchimento e toelettatura.
Io trovo molto interessante conoscere come vengono lavorati i prodotti, questo permette anche di comprendere il perché a volte del prezzo un po’ elevato, in questo caso tanta lavorazione.
Ehi! Non pensiate che sono pagata dal Consorzio tutela del radicchio!
Semplicemente mi piace farvi conoscere i prodotti della zona in cui vivo. Esattamente come mi piace leggere e saperne di più, leggendo i vostri blog, su prodotti e tradizioni del vostro territorio.
Insomma, basta con la didattica!
Oggi vi beccate l’involtino!
Buona giornata amici!

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Salato/ Secondi di carne

Pollo al ‘verde’. Che più in linea con i tempi non si può

 

Buongiorno a tutti!
Qui non smette il brutto tempo.
Adesso non piove ma non c’è nemmeno il sole, fa abbastanza freddo e c’è umidità al 72%…
Però non ho voglia di parlare del tempo…
In realtà non sapevo bene cosa raccontarvi oggi.
Ho tante cose per la testa, troppe forse e spero di non perdermi tra tutte queste idee che frullano..
Il rischio è sempre quello quando si pensa a troppe cose, il rischio dietro l’angolo è quello di ‘perdersi’, di non concentrarsi  su un obiettivo ben definito (dal marketing dovrò pur aver imparato qualcosa…).
Mentre vi sto scrivendo ascolto la radio, il Dj sta intervistando Luisella Costamagna sul suo libro in uscita ‘Noi che costruiamo gli uomini’…
I temi del libro sono molto interessanti e l’autrice fa un ritratto delle donne italiane partendo dalla manifestazione molto riuscita del ‘Se non ora quando’.
Ascoltando l’intervista alcune frasi mi hanno fatto riflettere ‘le peggiori nemiche delle donne sono le donne stesse’, ‘le donne non hanno il coraggio di mettersi in gioco’, ‘tendono ad autocommiserarsi’, ‘devono acquisire consapevolezza del proprio valore’…
Beh, io oggi vorrei iniziare a rompere la barriera del ‘questo non riuscirò mai a farlo’.
Ho voglia di prendere in mano la mia vita e costruirmi un lavoro che mi dia qualche soddisfazione, che mi faccia svegliare la mattina con il sorriso.
Quanto spesso negli ambienti di lavoro le donne si fanno la guerra, non fanno squadra, a causa di invidie o non so bene per quale altro motivo, non sono mai riuscita a capirlo…
Facessero più spesso squadra, le donne, le cose sarebbero davvero diverse, in tutti i settori. Ne sono convinta.
Intanto io sono contenta di essere qui con voi, perché in qualche modo anche questa è una ‘piccola-grande squadra’.
Di donne (ma anche uomini…sorry!) che hanno passioni in comune, che si consigliano, si aiutano, si divertono…e che hanno sogni, tanti sogni.
Io oggi voglio augurare a tutti voi, (e anche un po’ a me..) di realizzare i vostri sogni, di avere coraggio, di credere nelle vostre possibilità.
Non c’entra niente con il ‘pollo al verde’, ma ve lo auguro di tutto cuore.

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