Vi chiederete com’è andata la notte delle pischelle.
Beh, a mezzanotte ancora non dormivano ed ho dovuto andare a dargli ‘na ‘tiratina di orecchie’… poi le ho trovate alle 5,30 che facevano colazione.
‘Ma che vi siete impazzite?… cosa fate in piedi a quest’ora ragazze?’…insomma non è che ho riposato tantissimo, per l’emozione le ragazze non riuscivano nemmeno a prendere sonno. Quanta energia a quest’età…Io intanto oggi sono moribonda dal sonno…
Bene, ho imparato una cosa, la prossima volta una bella ½ tanica di camomilla prima di mandarle a dormire!
Non so da voi, ma qui c’è un tempaccio.
Voglia di uscire davvero poca, mi sa che oggi sono costretta a dedicarmi a pulizie, panni da stirare e chi più ne ha più ne metta, non ho davvero scuse oggi.
Ho anche un ‘aiuto’ in cucina arrivato questa settimana di cui vi parlerò presto, che in settimana non ho potuto provare molto e che devo sperimentare! (strofinatina di mani)
Lo so che state pensando ‘Ma quanto cavolo di pane carasau aveva comperato questa?…non l’ha ancora finito?’…è che sono davvero grandi le confezioni in vendita, se chiuso bene in un sacchetto rimane bello croccante e, complice il fatto che sono davvero di corsa in questo periodo, mi escono questi piatti velocissimi.
Il risultato è stato ottimo, è molto buono e anche in caso di ospiti, farete senz’altro bella figura, perché secondo me si presenta davvero bene.
Non indico delle quantità precise, perché onestamente si va davvero ‘a occhio’ con questo piatto.
Adesso vi lascio, ché mi metto a fare qualcosa!
Ma lo sapete cos’ha detto Carola al papà qualche sera fa vedendomi al PC? ‘Papà, la mamma è stata risucchiata dal computer’ e si sono messi a sghignazzare…
Ma a voi contano le ore che passate davanti al PC?…UFF!
Vedete un po’ voi, è davvero veloce sia da preparare che da consumare.
Non vi lascio nemmeno le quantità, qui onestamente si va ad occhio.
Forse non si può nemmeno considerare una ricetta tanto è semplice e veloce.
E’ un po’ come me in questi giorni, fugace.
Mi dovete scusare se manco nei vostri blog, è una cosa che mi manca molto, mi piace visitare gli amici, leggere i racconti, le ricette e lasciare il mio saluto, ma arrivo ad accendere il PC ad orari assurdi in questi giorni (in questo momento sono le 24.00…) e sono davvero troppo stanca per rimanere collegata a lungo.
Intanto vi lascio qualche nota sull’ORIGANO che ho messo in questi crostoni…ci sta benissimo con la salsiccia!
Vi confesso che io lo utilizzavo sempre e solo per la pizza, essiccato.
Ma ho scoperto che la pianta dell’origano è bellissima, resistente (la mia in questo periodo è fuori, e resiste benissimo alle intemperie..).
Le foglie sono molto profumate, ricche di olii essenziali ed utilizzarlo fresco è davvero un’altra storia. Provatelo.
E’ interessante sapere che è un tonico stimolante, è una pianta che ha molta energia.
Stimola le funzioni digestive, è diuretico ed è un calmante della tosse e degli attacchi asmatici. Nella medicina cinese viene utilizzato per trattare la febbre e le affezioni cutanee ad esempio.
Fresco è ottimo nelle insalate, nel minestrone, ma anche nelle macedonie di frutta.
Se possibile, evitate di lavare le piante che contengono oli essenziali (salvia, menta, basilico, origano..) perché perdono moltissimo il loro profumo, sarebbe opportuno strofinarle poco con un panno umido (tenendole ben lontane dai pelosi, come il mio Eliot, che amano irrorarle con la loro pipì…).
Siete arrivate qui in tante a lasciare commenti entusiasti per il tiramisù ed i savoiardi.
Mi ha fatto davvero piacere, soprattutto perché si tratta di una ricetta e di un dolce che adoro davvero.
E’ stato il primo dolce che ho preparato quand’ero ragazzina, sono affezionata a questa ricetta. Oltre al fatto che mi piace davvero ed il solo vederne una fetta mi provoca la bavetta immediata.
Non finirò mai di scriverlo, un blog può essere fatto con tutto l’amore e la passione del mondo ma se non è letto, non è seguito, non è vivo.
Quindi se io sono ancora qui, se faccio i salti carpiati per cucinare, e fotografare, e scrivere, e postare il tutto, facendo anche le ore piccole, è perché ci siete voi.
E quante cose ho imparato, e provato in questi mesi.
La condivisione con voi è preziosa.
La stessa ricetta del tiramisù è frutto della condivisione con amiche blogger, la pastorizzazione delle uova l’ho letta sul blog di alcune amiche e mi sono incuriosita.
La curiosità. Lo scambio. E’ questo il bello.
Il blog per me si è rivelato essere una scuola, una scuola di cucina, di tradizioni, italiane e non, di culture, di caratteri, di amicizia e di vita.
Quindi GRAZIE.
E mi scuso se in questi ultimi giorno sono stata meno presente sui vostri di blog. Ho avuto davvero poco tempo, e prometto che mi rifarò in settimana.
Mi mancano i miei giretti, i miei copia e incolla nella cartella delle ‘ricette da fare’.
Oggi vi propongo una ricetta riciclona, a dirvi la verità non è che il salmone mi fosse avanzato, a noi piace anche semplicemente su una fetta di pane tostato con una fettina di limone, ma è interessante provare e sperimentare…
A dirla tutta quello che avevo in abbondanza era il pane carasau, che quando lo comperi ti vendono certe confezioni enormi.
Insomma, ecco qui una sorta di quiche, ma fatta con il pane carasau.
Le dosi onestamente sono approssimative perché in questi casi vado un pochino a occhio.
Io con queste dosi ho preparato due cocottine piccole ed una piccola pirofila (15×15 cm).
Piaciute tanto. Un antipasto veloce e d’effetto.
Se vi piace il curry, abbondate, ci sta davvero bene, e FA bene.
In teoria avrei dovuto postare questa ricetta magari prima della fine dell’anno, come proposta per il cenone.Ma io sono sempre rovescia e controcorrente in tutto e ve la posto oggi.Poi le lenticchie sono sempre buone, io la zuppa me la mangio pure in estate, magari non troppo calda.Fanno molto bene, e bisognerebbe consumarle davvero più spesso.
Oltre a contenere una buona percentuale di fosforo e potassio, sono molto digeribili e non contengono né grassi né colesterolo. Inoltre non contengono glutine, pertanto sono un ottimo alimento anche per i celiaci.
Chi consuma poca carne, come me, dovrebbe inserirle più spesso nella sua dieta perché, come tutti i legumi, le lenticchie sono ricche di proteine vegetali e per questo rappresentano una valida alternativa agli alimenti di origine animale che contengono invece colesterolo; possono quindi essere consumate come secondo piatto in sostituzione della carne o del pesce.
Le quantità nella ricetta sono indicative, considerate che con queste quantità mi sono avanzate sia delle lenticchie che del cotechino.
Al posto della Casatella potete mettere un altro formaggio morbido, o anche nulla. Ma vi assicuro che un tocco di cremosità all’interno ci sta bene.
Con parte delle lenticchie avanzate ho preparato una zuppa, aggiungendo poca acqua e passata di pomodoro, ho regolato di sale e pepe ed ho frullato con il mixer ad immersione.
Tradizione dice che consumare lenticchie ad inizio anno porta anche fortuna, io nel dubbio me le mangio tutto l’anno, che non si sa mai.
Oggi qui splendeva un bel sole, ed anch’io finalmente mi sentivo meglio questa mattina.
Bimbetta sta migliorando e spero davvero che per le feste di Natale staremo tutti bene.
Riflettevo oggi.
Su qualcosa che ho letto, un’intervista fatta a Eduardo Punset in merito al suo libro ‘Viaggio nell’ottimismo’.
Avvocato, economista, giornalista ed ex ministro spagnolo.
La giornalista lo ha definito lo scienziato della felicità.
Non è facile parlare di ottimismo di questi tempi, soprattutto per uno che ha fatto il ministro in un paese che è il secondo più indebitato al mondo, dopo gli USA.
In poche parole il pensiero di Punset si può riassumere così: dare spazio alle emozioni, imparare (fin da piccoli, cosa che la scuola non insegna più) a gestire le emozioni negative ed a sfruttare quelle positive, come l’empatia.
Lasciare che il pagliaccio conviva con il saggio che è in noi, secondo lui molte imprese si sono ritrovate in bancarotta perché i loro dirigenti non sapevano sorridere.
Fidarsi dell’intuito, perché vari esperimenti hanno dimostrato che il pensiero razionale ha un peso marginale e che i neuroni decidono dieci secondi prima di noi.
Lavorare in squadra, in modo collaborativo, perché lavorare sempre in competizione con gli altri non porta da nessuna parte. Chi fa parte di un branco ha più probabilità di essere felice ed ottimista.
Prendere una pausa dal lavoro a quarant’anni, fermarsi, magari andare all’estero, approfondire le proprie conoscenze, fare formazione, occuparsi dell’educazione dei figli. Considerate le nuove aspettative di vita del genere umano, suggerisce un nuovo modello lavorativo, che magari sposta l’età della pensione più avanti, ma consente di prendersi una pausa di 3-4 anni per fare le cose di cui sopra.
Teoria, di difficile applicazione pratica. Secondo me può essere uno spunto di riflessione.
Io ho fatto un rapido ‘Ce l’ho, mi manca’…
Alle emozioni do ampio spazio, non mi faccio mancare niente, anche se onestamente non sempre gestisco al meglio le energie negative.
Il pagliaccio che è in me convive, anzi forse sovrasta il saggio, ma pazienza…
Fidarsi dell’intuito? I miei neuroni decidono sempre prima di me, e quello che sto pensando l’ho già fatto e detto.
Far parte di un branco e lavorare in squadra? Mai stata un’individualista, mai aspirato a dirigere gli altri, ho sempre preferito il lavoro di squadra.
Sul prendersi una pausa lavorativa a quarant’anni, beh.
Un po’ mi ci sono trovata e un po’ l’ho scelto, comunque sono io.
Cosa vi devo dire, sono forse condannata all’ottimismo?
Bando alle teorie e passiamo alla ricetta.
Torta salata con il cavolo romanesco e la salsiccia.
Ho scritto buona tra parentesi, perché tra quelle comperate in certi super e quelle preparate con un certo criterio e con prodotti di qualità, ne passa un bel po’ di differenza.
Io ho uno spacciatore di salumi ed altre leccornie e la salsiccia che ho usato arriva da lui.
Insomma, se non ce l’avete già, trovatevi un buon spacciatore gastronomico!
Secondo me è meglio acquistare poco e bene che riempire il carrello di prodotti di scarsa qualità.
Potrei dirvi che sono veneziana e che tra i cicheti (info qui e qui) ci sono sempre le polpette, e che ci sono cresciuta a polpette.
Potrei dirvi che sono sempre un piatto fantastico, se fatto con prodotti buoni.
Potrei dirvi che risolvono un antipasto, ma anche una cena, pensate alle polpette in umido, bel piatto unico dove affondare una fetta di pane o schiaffarci a fianco della polenta.
Potrei dirvi che sono un mezzo meraviglioso per riciclare ciò che avanza.
Qualsiasi cosa avanza, a proposito, l’altro giorno ho sbirciato quelle di Silvia con riso e zucca e quelle di Irene fatte con la pasta, le devo provare!
Potrei dirvi che sono quelle cose che le mangi anche fredde, il giorno dopo.
Potrei dirvi che ai bambini piacciono molto e questo aiuta molto le mamme diaboliche (io me) a far ingerire cose a loro sgradite nascoste nella polpetta.
Potrei dirvi che basta usare la fantasia, infilare la testa nel frigorifero e ne potrete preparare di ogni tipo, dolci e salate.
Ma anche no. Non vi dico niente.
Vi lascio solo queste polpette ché, davvero una tira l’altra.
Se poi le tuffate in una salsina fatta con yogurt greco, buccia di limone e basilico…ecco adesso mi sa che mi tocca farle anche domani.
Buon fine settimana a tutti!
POLPETTE di TONNO, RICOTTA E ZENZERO AL FORNO
Ingredienti:
1 vasetto tonno (io circa 200 gr di filetti di tonno)
200 g ricotta biologica
1 uovo biologico
buccia 1 limone biologico
1 cipollotto
zenzero in polvere qb
sale rosa dell’Himalaya, qb
pepe qb
prezzemolo qb
semi papavero qb
semi sesamo qb
curry qb
pane grattugiato qb
Sminuzzate il tonno, mescolatelo con la ricotta, l’uovo, la buccia grattugiata del limone, il cipollotto sminuzzato, lo zenzero, il sale rosa, il pepe e mescolate bene, aggiungete due cucchiai di pane grattugiato e mescolate.
Il composto dev’essere comunque abbastanza morbido.
Bagnatevi le mani affinché sia più semplice maneggiare l’impasto senza che si appiccichi, prelevate poco impasto (l’equivalente di un cucchiaino se le fate come antipasto) e formate una polpettina che passerete a piacere nei semi di sesamo, o nel papavero o semplicemente nel pane grattugiato mescolato con il curry.
Disponetele su una teglia foderata di carta forno e passatele in forno a 180° per circa 15 minuti.
Io a metà cottura le giro per far prendere colore da entrambi i lati.
Con questa ricetta partecipo al contest di Squisito.
Scade il 30 Novembre 2012, dai ‘polpettate’ anche voi!!
Oggi si svolge la Parmigiano Reggiano Night, la prima cena web 2.0 (info qui) un’iniziativa che il Consorzio di tutela ha organizzato per oggi, 27 ottobre, al Salone del Gusto di Torino.
Ho letto questa notizia in diversi siti di blogger amiche e mi è subito sembrata una cosa molto bella.
La Parmigiano Reggiano Night ha lo scopo di dare un sostegno morale, ma non solo, alle famiglie coinvolte dal sisma.
Tutti gli amanti del Parmigiano Reggiano, da nord al Sud Italia, sono dunque invitati a partecipare inviando una ricetta da loro preferita che abbia tra gli ingredienti principali il Parmigiano Reggiano, oppure scegliendola tra le numerose proposte nel sito di Parmigiano Reggiano.
Se volete cimentarvi in qualcosa di più elaborato potete provare a preparare la ricetta di Massimo Bottura, uno dei più grandi chef del mondo e, tra l’altro, originario dell’Emilia Romagna, che ha ideato una ricetta esclusiva per questa iniziativa, il Risotto cacio e pepe.
Sono invitati a partecipare tutti i cittadini italiani, preparando una ricetta e a condividerla, fotografando il piatto e postando le immagini sulla pagina Facebook dedicata, all’indirizzo: https://apps.facebook.com/parmigianonight/.
A dire il vero era difficile decidere cosa fare perché il Parmigiano è un prodotto che mi piace tantissimo, che ho sempre nel frigorifero e uso molto in cucina, ma alla fine ho deciso di preparare questi muffin che sono velocissimi da fare e davvero molto gustosi, accompagnati da degli affettati ma, secondo me, anche soli soletti.
Le previsioni dicevano che il tempo sarebbe stato in miglioramento per il week end, ma questa mattina al risveglio abbiamo trovato ancora la pioggia.
E’ la classica giornata ‘da funghi’.
La missione della giornata, infatti, sarà andare a caccia di una bella cassetta di chiodini con qualche porcino (se lo troviamo…) da lavare, mondare, cucinare e riporre nel congelatore, divisi in tanti bei sacchettini.
Dato che ieri sera avevamo degli amici a cena e che uno degli antipasti preparati era questo, oggi vi lascio questa ricetta stra-facile ma gustosissima.
Ottima antipasto finger, ma anche un perfetto contorno.
Utilizzando i porcini la ricetta sarà molto più ricca e saporita, ma credetemi, che anche con gli economici champignon, avrete un piattino davvero sfizioso!
Io vado a caccia di funghi e vi auguro un buon sabato!
Ve l’avevo detto che non avevo buttato via niente del cavolfiore usato per la pasta al gratin di ieri.
E’ un po’ che seguo questa ragazza, prima l’ho seguita qualche volta in TV, poi l’ho trovata in libreria con il suo libro, ora la seguo anche sul suo blog Ecocucina.
Si sto parlando di Lisca, eco-food blogger.
Mi ha sempre dato un gran fastidio buttare via quasi la metà di alcuni ortaggi che acquistavo, mi sembrava effettivamente assurdo pagare un prodotto e consumarlo per metà soltanto.
Poi, tutto quell’umido da smaltire e, anche se non abbiamo il problema dello smaltimento perché usiamo la compostiera che poi ci fornisce il nutrimento per il nostro orto, la cosa mi dava fastidio comunque…
E poi arriva lei. Et voilà!
Ti prepara il paté con quello che fino a ieri io buttavo, cavolo! (è proprio il caso di dirlo..)
Potevo non farlo anch’io? Eh no, eh!
E’ buonissimo! Ce lo siamo sbafato tutto in un nanosecondo.
Da buona ‘eco’ avrei dovuto usare la pentola a pressione per la cottura, ma mi è esplosa un mesetto fa e devo ancora ri-comperarne una nuova…
La ricetta di Lisca prevede anche i capperi, che però io non ho usato perché non mi/ci piacciono, ma il risultato è stato ottimo comunque, assicuro.
Secondo me, oltre che sulla bruschetta, è perfetta anche per accompagnare carne o pesce bolliti.
Era davvero da tanto tempo che desideravo aprire un blog dove esprimere e condividere le mie passioni, ma durante gli ultimi anni, lavoro, casa, bambine ed impegni vari, mi hanno fatto sempre desistere.
Sapevo bene che il blog avrebbe dovuto essere ‘seguito’ ed il tempo non c’era.
A volte le pause lavorative semi-forzate servono a qualcosa…
Che dire, sono l’ennesima appassionata di cucina, foto, libri, natura, viaggi?…
Ebbene si.
Quando a 20 anni lavoravo a Venezia (è passato qualche annetto.. sigh…) per una nota maison di abbigliamento, anziché riviste di moda acquistavo ‘La Cucina Italiana’ e ‘Sale & Pepe’…pertanto questa passione ha radici abbastanza lontane.
Mi è sempre piaciuto mangiare e, successivamente, cucinare.
Che piacere scovare e provare nuovi locali (tornare e ritornare in quelli conosciuti e amati), scoprire nuovi sapori e nuove pietanze!
Provengo, fortunatamente, da una famiglia dove si è sempre mangiato ‘bene’.
Mi capitava parecchie volte di fare il confronto tra come si cucinava a casa mia (in particolar modo il pesce) e come mangiavo ‘fuori’…e spesso il confronto lo ‘vincevano’ i miei genitori.
Molti erano gli amici che mi dicevano ‘ ma perché i tuoi non aprono una trattoria??’….
Il titolo del blog ‘…Facciamo che ero la cuoca?’…
L’ho pensato un po’ perché ho due bambine che amano ‘sporcarsi le mani’ e pasticciare con me, perché richiama il mondo ‘fantastico’ dei bambini e dei loro giochi, e sicuramente perché non volevo prendermi troppo sul serio, pertanto mi sembrava che unisse perfettamente il mondo della cucina con quello dei bambini e dei loro giochi.
Posterò sicuramente anche ‘ricettine’ dedicate ai bambini, nella preparazione delle quali sicuramente saranno coinvolte le mie due ‘pesti’.
Mi scuserete se le foto non saranno ‘fantastiche’, ma qui è tutto ‘casalingo’, foto del titolo compresa (a dire il vero anche il vassoio con il cuore sulla foto è un esperimento di découpage della sottoscritta..).
Amo cucinare e fotografare, ma non sono una professionista…farò del mio meglio per migliorare (sia con le attrezzature che con le capacità..)! Sono graditi i consigli dalle più esperte!
L’estate sta finendo ma vorrei aprire questo blog con un’immagine del nostro orto (adesso in realtà i pomodori stanno finendo…) scattata quest’estate, e con la più classica delle ricette.
Pomodori su un pezzo di pane…a volte non serve davvero altro.