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antipasti

Salato/ Secondi vegetariani

Parmigiana di peperoni alla burrata; friselle integrali ai pomodorini gialli e friggitelli

 

Ebbene si.
E’ giunto il momento delle vacanze.
E quest’anno, scusatemi, mi permetto di dire che ce le meritiamo davvero.
La scorsa estate sono saltate, e con le tante cose accadute e fatte quest’anno siamo giunti a questo agosto bollente leggermente affaticati.
Si parte.
Valigie quasi pronte, bestiole sistemate (alias per chi passa di qua per la prima volta, 1 labrador e 2 porcellini d’India), casa affidata ai nonni…insomma, si parte.
Io porto con me il PC e tutto il resto, ma non so se riuscirò a collegarmi, tutto dipende dalla rete, se ci sarà la possibilità magari posterò pure qualche foto e ricettina sciuè-sciuè da vacanza…tipo queste che vi propongo oggi.
Insomma, BUON AGOSTO!
E NON ABBANDONATE GLI ANIMALI, OK?
 
UNA BESTIOLA ADOTTATA E’ PER LA VITA.
 



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Antipasti/ Contorni/ Salato

‘Arieccomi’! Crumble di sedano rapa

 


Non sono mai mancata per così tanto tempo da quando ho aperto il blog.
Mi è mancato tantissimo.
E’ stato abbastanza frustrante non avere il tempo per poterlo seguire ed aggiornare, è come se fosse un figliolo che va accudito, seguito…
Poi, non avere il tempo per visitare i blog delle mie amiche bloggalline, non poter andare a Firenze e partecipare al secondo raduno. Sob è stato difficile.
MA.
 Ma questi sacrifici li ho fatti per seguire delle cose importanti, che dovevo fare e che ci tenevo tanto a fare.
Insomma il trasferimento famiglia a nuova sede è ormai completato, anche se in casa sono ancora presenti scatoloni da svuotare e mobili IKEA da montare, ma il più è fatto!
E’ stata dura gente, credo ci vorranno mesi per disintossicarmi…
Il corso all’Istituto Alberghiero è finito tra il sollievo ed il rimpianto.
Sollievo perché, credetemi, cucinare bardati con la divisa, in una cucina dove la temperatura supera i 30°, forni e fuochi accesi ovunque, non è cosa facile.
Le gambe si gonfiano, il sudore scivola lungo la fronte e la schiena.
E’ dura fare il cuoco, lo sapevate già? Beh anch’io lo immaginavo, ma provarlo rende maggiormente l’idea.
Rimpianto perché, cosa scontata, mi è piaciuto tantissimo.
E’ stato intenso, coinvolgente, faticoso, vissuto.
Ho conosciuto persone speciali, e parlo dei miei compagni di avventura, ma anche e soprattutto degli chef insegnanti, così diversi tra loro e così bravi.
Non so se mi leggeranno qui, ma vorrei ringraziarli tutti, per le tante ore trascorse insieme fianco a fianco a sudare, litigare, sbucciare, lavare, impastare, decorare, ridere, mangiare, fotografare, chiacchierare, bere.
GRAZIE!
Alcuni, forse (Viviana e Luigi) saranno ancora miei compagni in un’altra avventura a settembre, ma non vi dico nulla di più, è ancora un forse.
Devo però anche ringraziare tanto le mie amiche blogger, che in questo mese di assenza sono state comunque presenti.
Le BLOGGALLINE mi hanno fatto compagnia per tutto il mese nel gruppo di facebook, sempre un post simpatico, un commento da lasciare e tanta allegria e condivisione.
Poi le foto del raduno a Firenze, anche se non c’ero il mio cuore era con voi!
Ma un grazie particolare ad alcune amiche che ogni tanto mi mandavano un  messaggio del tipo ‘Roby, sei viva?’ ,Roby, come stai? Finito il trasloco?’…sono piccole cose che però danno coraggio e forza.
GRAZIE, GRAZIE GRAZIE!
Nella nuova cucina il forno l’ho usato solo due volte…e funziona!
Ma questa ricetta è stata fatta nella vecchia casa, troppo facile e troppo buona per lasciarla in archivio.
Crumble sia! Sono tornata e sono felice!


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Antipasti/ Cucina etnica/ Salato/ Travel

Venezia, bàcari e Hummus di cicerchie

 

Non sono sparita.
Sono semplicemente incasinata, felice ma incasinata.
Ho iniziato il corso all’Istituto Alberghiero, ed è abbastanza impegnativo in termini di tempo ed energie.

Facciamo circa otto ore in cucina ogni giorno, con dei ritmi ai quali, chi normalmente cucina solo per passione e/o diletto (beh, anche per necessità) come me, non è certo abituato.

E non sono nemmeno i ritmi di un ristorante, quelli sono decisamente peggio.

E’ faticoso, ma sto imparando tante cose, le basi della cucina, le tecniche, quelle che desideravo apprendere da tempo, e quindi va bene così.

Va bene, anche se tra meno di un mese devo affrontare un trasloco, e ci sono gli scatoloni da fare ed una montagna di cose da organizzare.

Purtroppo non sempre si può pianificare tutto e fare le cose nel momento più consono.

A volte, quando passa il treno ci devi saltare sopra e fare qualche sacrificio, perché non lo sai se poi quel treno ripasserà ancora.

Insomma, io su questo treno ci sono saltata sopra, e sono felice!

Avrei voluto scrivere questo post domenica, ma non ci sono riuscita.

Ci sono così tante cose da fare nel fine settimana che è andata così e mi ritrovo oggi a raccontarvi di un qualcosa fatto sabato scorso. Pazienza!

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Antipasti/ Salato/ Secondi vegetariani

Di previsioni meteo e … Quiche al farro con sciopeti (carletti) e fiori di zucchina

 

Ieri abbiamo aperto ufficialmente la stagione estiva!
Giornata intensa.
In barba alle previsioni meteorologiche, che ultimamente mi sembra siano davvero poco attendibili, ci siamo svegliati con un bellissimo sole.
Un cielo terso e luminoso che ci ha fatto preparare in super velocità le borse per la spiaggia.
Mi chiedo, ma i meteorologi, ci sono o ci fanno?
Possibile che non ne becchino una di giusta?
Mah?
Comunque, noi siamo letteralmente fuggiti…così velocemente da dimenticarci la borsa con i giochi per le  bimbe…
Era una di quelle giornate che si contano sulle dita di una mano, di quelle che sei a Jesolo, ma ti sembra di trovarti a Miami per i colori del cielo e del mare..davvero bella.
Siamo rientrati nel pomeriggio perché la sera, dopo una doccia super veloce, siamo andati alla festa di matrimonio di una coppia di amici!
Adesso è tardi e sto scrivendo il post…ormai è la mia consuetudine postare in orari notturni, purtroppo, viste le tante cose da fare o così o…
Ricetta?
Prima che sparissero, la scorsa settimana, ho fatto questa torta salata con i carletti di cui vi avevo già parlato qui.
Mi sembrava perfetta per partecipare al contest di Ambra, erbette spontanee e fiori (questi ultimi però li ho comperati…quest’anno niente orto visto il trasloco imminente…).
Oggi sono a scuola tutto il giorno, ma questa sera devo assolutamente trovare il tempo per venirvi a trovare amiche!
Buona settimana!
 

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Salato/ Secondi di pesce

“Less is more” … Molo fritto.

 


LESS IS MORE, è l’imperativo della moda, la nuova tendenza.
Dal Capri Trendwatching Festival  confermano!
Il Trendwatching si applica in particolare a quei settori che rappresentano i layout dell’immaginario sociale contemporaneo, quali la moda, il design, il food, i consumi culturali (cinema, TV, musica, videogiochi, narrativa, fumetto…ecc), la nightlife, il retail, l’arte, l’advertising.
Fare meno per fare meglio, ma anche, meno è meglio.
Meno accessori, meno trucco, meno decor, spendere meno e largo spazio alla moda low cost.
LESS IS MORE, è un motto che tutti dovremmo tenere presente, secondo me, nel nostro stile di vita così come nell’abbigliamento.
E la moda è strettamente collegata alla cucina, al cibo.
C’è infatti un ritorno al fare meglio, al recupero, non solo degli abiti vintage (formula chic per evitare di dire vecchio…), ma anche delle tradizioni.
C’è un ritorno all’autoproduzione (e questo è un dato confortante!), sono infatti in aumento i consumi di prodotti come la farina ad esempio ed in aumento la percentuale degli italiani che si preparano a casa la pasta, il pane, la pizza.
Spendere meno per mangiare meglio? Assolutamente si.
Non è detto che per mangiare bene si deve necessariamente spendere tanto.
Vogliamo parlare del pesce azzurro?
I pesci più salutari costano davvero poco.
Uno di questi è il molo, ottima carne, costo bassissimo ( 4/5 euro al Kg), se di taglia piccola (15-20 cm) buonissimo fritto.
Certo vi dovrete armare di un buon coltello e di un po’ di pazienza, magari schizzerete d’olio la cucina, ma credetemi ne vale davvero la pena!
Qualche cenno sulla ‘bestiola‘:
Il molo (Merlangius merlangus) è un pesce azzurro appartenente alla stessa famiglia del nasello e della mormora.
Può raggiungere i 50 cm, ma comunemente la dimensione si aggira intorno ai 15-20 cm.
Diffuso nell’Atlantico settentrionale, mentre nel Mediterraneo si trova nell’Adriatico e nel Mar Nero. E’ una specie stanziale in acque poco profonde che si nutre  prevalentemente di crostacei e di pesciolini.
La carne assomiglia a quella del nasello ed è ottima.
La stagione in cui le carni sono migliori va da dicembre a maggio.
 
 

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Antipasti/ Salato/ Secondi vegetariani

Ancora erbette e … Frittata al forno con sciopeti, fave e cipollotto

 

E con questa erbetta io completo (ma solo per ora!)  la mia conoscenza di erbette spontanee…purtroppo il corso non sono riuscita a beccarlo in tempo, inoltre la domenica in cui lo tenevano…provate un po’ a immaginare? Pioveva mannaggia!
In italiano si chiama Strigolo (Silene Inflata), ma qui in Veneto li chiamiamo Carletti o Sciopeti, per la consuetudine dei bambini di schiacciarli violentemente contro il dorso della mano facendoli, appunto, scoppiare.
Questa piantina spontanea molto diffusa, appartiene alle Cariofillacee, fiorisce durante tutta la bella stagione e si può facilmente trovare in campagna, lungo gli argini, ma anche in prossimità delle abitazioni.
Bisogna saperla riconoscere, e se ne raccolgono le foglie più tenere.
E’ ottima per preparare risotti, frittate, ripieni, zuppe e torte rustiche.
Nella frittata è perfetta, secondo me, e l’aggiunta delle fave e del cipollotto gli ha conferito un gusto speciale e deciso.
E’ una ricetta veloce, con prodotti di stagione, a Km0, potevo non donarla alla mia amica Roberta ??
Tutta per te Roby!
E un piccolo e profumato omaggio floreale, direttamente dal nostro lillà per tutti voi!
E mancano soltanto 3 giorni al raduno a Roma!


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Antipasti/ Salato/ Secondi vegetariani

Consapevolezza. Quiche primaverile ai porri, piselli e carote

 

 

Forse avreste preferito qualche racconto su quello che abbiamo fatto questo week end, invece.
Ho letto dei dati sconvolgenti.
Si, a volte leggiamo queste cose o le ascoltiamo dalla TV, ma ci prestiamo poca attenzione.
Perché se davvero le memorizzassimo per bene, le cose forse cambierebbero, noi cambieremmo.
I dati sul cibo che ogni anno viene buttato in Italia.
Ne avete un idea?
Nel 2012 hanno calcolato un ammontare di circa 1600 euro a famiglia, fate la moltiplicazione.
Dati assurdi se solo pensiamo a quante persone sono a rischio povertà in Italia.

E la cosa assurda è che non si buttano via soltanto prodotti freschi, si butta via anche tantissimo pane.

Cosa inconcepibile se pensiamo alla cultura mediterranea dove il pane veniva riciclato nelle zuppe, nelle insalate e nei dolci.
Un dato emerso da questa indagine è che chi ama il cibo spazzatura spreca molto di più.
Sicuramente manca consapevolezza, e ignorare come nasce il cibo che si porta in tavola, automaticamente allontana dal suo significato e dal suo valore.
A questo si aggiunge che fare la spesa al supermercato e farla in un piccolo negozio non è certo la stessa cosa…anzi ha contribuito largamente a snaturare il nostro rapporto con il cibo.
A chi di voi non è successo di entrare al supermercato per acquistare un litro di latte e di essere uscito con un sacchetto pieno di cose che non erano nella lista?
Mi è piaciuta molto questa frase.
“SPINGETE VOI IL CARRELLO, NON FATEVI SPINGERE DA LUI.”
Un piccolo suggerimento è di non farsi tentare dalle offerte, di pianificare gli acquisti, pensare solo a quello che ci serve, e di cucinare tutto.
Cercate di riutilizzare anche gli scarti (io tante idee le ho trovate qui da lei).
Ricettina!
Siccome fa davvero comodo rientrare a casa alle 13.30 e trovare qualcosa di pronto, spesso preparo delle quiche o torte salate.
Le verdure primaverili sono meravigliose.
Confesso che fino a poco tempo fa comperavo i piselli surgelati.
Certo sono una bella comodità.
Ma volete mettere il gusto ed il colore di quelli freschi?
Poi a me rievocano l’infanzia, e momenti di condivisione in famiglia.
Mia mamma che mi chiedeva di aiutarla a sbucciare i piselli, e a me piaceva un sacco.
Dentro a questa torta, ci sono i porri, le carote, i piselli, e tanti cari ricordi.
Buon inizio settimana!

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Antipasti/ Primi piatti/ Salato

Risotto capesante e bruscandoli … e Capesante gratinate

 



Avrei voluto provare a fare la colomba, ma con i lievitati in questo periodo mi è stato, non difficile, ma IMPOSSIBILE, anche solo azzardare qualche esperimento.
Ho ammirato i lavori di tante amiche blogger.
Letto con assoluta venerazione e stima ad esempio il post con il resoconto del lavoro di Michela, assolutamente fantastica.
Io i suoi post li prendo sul serio, so che con i lievitati ci vuole dedizione, tempo..cose che io in questo periodo davvero non ho.
Quindi niente focacce né colombe questa Pasqua.
E allora un bel risotto!
Di quelli pasquali, con prodotti di stagione, sia del mare che della terra.
E di quelli stra- buoni (come direbbe la mia figliola pre-adolescente..), di quelli che vi fanno fare una gran figura, ché le capesante hanno un gusto davvero speciale!
L’idea era di fare il risotto con gli asparagi e le capesante (o coquilles Saint Jacques).
Poi però, rientrando a casa, mi viene in mente di dare uno sguardo in giardino, nei soliti posti dove solitamente sbucano..ed eccoli!
Eccoli che sono spuntati! Timidamente hanno già messo la testa fuori…
I bruscandoli! E io che faccio? Li lascio lì? Ma certo che no!
Forse molte di voi non li conoscono, perché ho scoperto che questa pianta alimurgica (piante di cui vi ho parlato anche qui) è presente nel Nord Italia, ed è forse la più conosciuta ed utilizzata.
Il nome comune è Luppolo, mentre in dialetto veneto si chiamano Bruscandoli (o Bruscandoi).
I germogli primaverili possono essere lessati in acqua e conditi, oppure si possono passare in padella con olio e cipolla come base per risotti e frittate.
Le inflorescenze femminili, presenti a settembre, si usano per aromatizzare birra, liquori e grappe.
Una nota interessante che ho trovato riguarda le proprietà medicinali di questa pianta.
Nei tempi antichi si consigliava, a chi soffrisse di insonnia, di riempire il cuscino del letto con le infruttescenze secche del Luppolo che contengono sostanze che hanno proprietà calmanti e ormoni vegetali simili agli estrogeni.
Posandovi la testa, infatti, l’insonne avrebbe trovato presto sollievo.
Presenta inoltre proprietà calmanti del sistema neuro-gastrico.
Ovviamente se non potete reperire i bruscandoli, questo risotto è ottimo con gli asparagi, sia bianchi che verdi.
Garantito!
E poi una ricettina sciué-sciué, le capesante gratinate.
 BUONA PASQUA!

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Antipasti/ Salato/ Secondi vegetariani

Andare ad erbette … Torta salata integrale con rosolacce, feta e ricotta

 

Ve ne avevo accennato sabato (qui) della mia scorribanda nei campi…
Era qualche giorno che lo volevo fare, anzi temevo fosse pure tardi, ormai.
Già da una settimana, dalla finestra di casa, vedevo gruppetti di donnine chinate con borse belle piene che si dedicavano alla raccolta, invece.
Invece ce n’erano ancora tantissime.
Sto parlando delle piante alimurgiche, o meglio conosciute come erbe spontanee.
L’utilizzo alimentare delle piante spontanee è stato definito infatti fitoalimurgia, dal greco phytón, ovvero pianta e dal latino alimenta urgentia, cioè alimentazione in caso di necessità, urgenza alimentare.
A me piacciono molto e trovo che sia molto importante preservare la conoscenza di queste erbe spontanee ed il loro utilizzo in cucina.
Un tempo era normale utilizzare queste erbe, anzi erano una componente essenziale ed insostituibile per il sostentamento delle popolazioni, soprattutto per quelle rurali.
Purtroppo la loro conoscenza è legata ad antichi saperi, che venivano tramandati dagli anziani e che si rischiano di perdere in questo mondo ormai davvero troppo globalizzato, secondo me.
Io, purtroppo, non ne conosco molte, solo alcune, quelle che mi ha insegnato a riconoscere mia mamma, forse le più comuni.
Ogni anno mi ripropongo di frequentare un corso sul tema, quest’anno l’avevo pure trovato, ma purtroppo si svolgeva un po’ troppo distante da casa mia…un vero peccato.
Anche perché saper riconoscere le specie non è cosa da poco, è assolutamente sconsigliato improvvisare, esattamente come per i funghi.
Raccogliere la pianta sbagliata può creare seri problemi, potrebbe essere tossica. Inoltre è importante raccoglierle in luoghi possibilmente lontani da aree trafficate o in campi coltivati dove si conoscono le operazioni che vengono effettuate.
Il Papaver rhoeas L. il cui nome comune è Rosolaccio, in Veneto viene chiamato Rosoe o Rosoline.
E’ un infestante dei cereali, ed è una pianta diffusa in tutta Italia.
A fine inverno e primavera si possono facilmente trovare le rosette basali che sono belle croccanti.
Qui in Veneto normalmente viene utilizzata cotta, da sola o mescolata ad altre erbe, e si utilizza per la preparazione di torte salate, risotti, minestre o semplicemente come contorno.
Vi lascio un passaggio che ho trovato in rete e che mi piace molto.
“Chi conosce le erbe spontanee le considera una risorsa perché arricchiscono la tavola di “nuovi sapori” da riscoprire. Queste piante danno al palato sensazioni rustiche e arcaiche dimenticate dalla selezione operata dall’uomo che ha privilegiato altri aspetti (la resa, il gusto standardizzato, le qualità estrinseche, ecc.) appiattendo e omologando le caratteristiche organolettiche dei cibi, creando una sorta di “addomesticamento dei gusti.
La natura ci mette a disposizione queste verdure nei campi, sul ciglio delle strade di campagna, nei boschi e negli incolti, in gran quantità nella bella stagione, ma anche durante i mesi invernali. Un tempo presenza abituale sulle tavole, sono oggi meno diffuse ed è un peccato visto che le erbe spontanee, oltre a essere buone, sono spesso ricche di sostanze nutraceutiche.”
Con parte del raccolto ho fatto la più classica delle preparazioni, vuoi perché siamo prossimi a Pasqua, vuoi perché ci stanno davvero bene, eccole qui dentro ad una torta salata, una simil-torta Pasqualina!
Se rustico è l’interno, rustico è anche il guscio perché adoro la brisée integrale!
Ciao!

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Antipasti/ Salato

Ricette frugali e … Crostoni ai carciofi e mozzarella

 

 

 

Questa ricetta simboleggia quello che posterò nei prossimi mesi…pasti frugali.
Sempre appetitosi, ben inteso ma, temo, frugali.
Vi ricordate il post in cui vi parlavo di una certa telefonata, qui?
Una telefonata importante per noi.
Bene, ve lo dovevo raccontare da un po’ a dire il vero, ma trovo il fiato ed il tempo di farlo ora, anche se velocemente.
Quella telefonata è arrivata. Si cambia casa.
Non so ancora dirvi dove andremo ad abitare. Ma la cosa certa è che entro giugno lasceremo questa casa.
La scelta non è stata facile, lo confesso. Il posto in cui si trova è molto bello. Vicino al centro ed al tempo stesso immerso nella natura.
Ma si tratta di una situazione troppo impegnativa per noi, giardino decisamente troppo grande, casa un po’ datata che necessitava di molte, troppe, cure ed interventi, e di tanto, troppo, tempo da dedicarle.
Il nostro desiderio di vivere, muoverci, viaggiare, decidere di partire qualche week end non si poteva conciliare con tutto questo. Questa casa non lo permetteva.
Non era possibile lavorare dal lunedì al venerdì e poi fuggire nel fine settimana.
Insomma, questo è uno dei motivi che in questo periodo mi costringe a vivere di corsa…
Spero quindi mi capirete se non sarò sempre presente nei vostri blog, se non riuscirò a partecipare ai vostri giveaway e contest, se posterò meno ricette e se quelle ricette saranno abbastanza frugali…ho già l’ansia da trasloco e di notte sogno scatoloni…ma ce la faremo!
Mi capite vero?
Si, lo so che mi capite!
 

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Antipasti/ Salato

Whoopie pie alla ricotta e salame

 


Oggi poche parole.
Vi propongo una ricettina che mi ha dato un sacco di soddisfazione.
Dei dolcetti vi avevo già parlato qui, ma nel libro che ho a casa non ci sono solo ricette dolci, certo sono la maggioranza, ma ce ne sono anche di salate.
Una è questa, e sono buonissimi!
Credetemi, sono davvero facili da preparare, non serve nemmeno lo stampo, io ho seguito le indicazioni del libretto (che vi riporto sotto), niente di più semplice!
Per farcirli dovete solo sbizzarrirvi!
Vi lascio alcune immagini del nostro giretto a Venezia durante il week end.
Sabato abbiamo visitato la Scuola Grande di S. Rocco, per chi non la conoscesse, qualche info qui la cui intera decorazione pittorica è opera di Jacopo Robusti, detto Tintoretto. Un’impresa pittorica immensa, durata circa 25 anni.
Visita davvero interessantissima, soprattutto perché ci ha accompagnati una bravissima guida, Monica, mamma di un compagno di Carola.
I bambini (gruppo del catechismo) erano affascinati dalle sue spiegazioni, a conferma del fatto che per avere l’attenzione dei bambini bisogna anzitutto trasmettere passione ed emozioni.
Capacità che alcune (forse troppe) insegnanti purtroppo hanno perduto.
Se così non fosse le loro proteste contro i tagli alla scuola pubblica non andrebbero a danneggiare direttamente i bambini.
E invece, il nostro corpo docente ha deciso di protestare sospendendo, tra le altre cose, i viaggi di istruzione e le uscite didattiche programmate ad inizio anno scolastico.
I miei complimenti per il messaggio che passate ai bambini.
Sarebbe quanto meno opportuno trovaste il coraggio di spiegarglielo voi il vostro nobile gesto.
Chiedo scusa per questa parentesi, ma quando mi frullano, mi frullano.
Buon inizio settimana!

 

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