E la guarnizione Mont-blanc. Qui l’origine è pure incerta, e si giocano la paternità Francia e Piemonte.
Zuppa inglese alla frutta con pan di Spagna e crema inglese di Maurizio Santin
Glielo avevo promesso a queste due splendide donne. Che avrei fatto il possibile per partecipare al loro bellissimo contest.Purtroppo il tempo è ancora poco e le cose da sistemare tante, affrontare un dolce che non avevo mai preparato mi sembrava poco pratico in questo momento, e considerato poi che il giudice è Maurizio Santin … naaaaaa … meglio fare qualcosa che si conosce bene!
Inoltre pochi giorni fa mio marito ha compiuto gli anni ed era davvero tanto, ma taaaanto tempo che mi pregava di preparagli ‘sta benedetta zuppa inglese, quindi mie care amiche…come si dice?
Due piccioni con una fava!
Le preparazioni base del Pan di Spagna e della crema inglese sono di Maurizio Santin, ma la zuppa è quella che io faccio di solito d’estate, con la frutta.
A me piace così, una vera zuppa di stati golosi che si fondono uno con l’altro.
D’inverno al posto della frutta fresca utilizzo la frutta candita ed il cioccolato fondente, decorando la parte superiore con ciliegie candite, ma d’estate non c’è storia, a casa mia si fa questa!
Approfitto dell’occasione per invitare pubblicamente il Maestro Santin a tenere degli altri corsi in Veneto il prossimo inverno (se le va di venire a Treviso anche meglio!!)…io ci ho provato a partecipare a quelli che ha tenuto lo scorso dicembre ad Udine e Pordenone, ma non c’è stato verso mannaggia, tutto esaurito!! SOB!
Insomma Maestro, io aspetto eh!
Crema di mascarpone e yogurt con composta di fragole e crumble e … frittelle di fiori di acacia (fiori de gasìa)
Ecco, lo sapevo che non sarei riuscita a seguire il blog.
Le giornate scorrono veloci e molto piene, ed arrivo alla sera abbastanza stremata.
Oggi ad esempio ho iniziato la mattina portando a scuola le bambine, poi sono ritornata a casa ed ho caricato la macchina di scatoloni e borsoni da portare nella casa nuova.
Ci sono rimasta tutta la mattina a sistemare e fare pulizie, fino a mezzogiorno.
Sono rientrata, e dopo una doccia, ho pranzato velocemente con una pasta fredda preparata ieri sera, e mi sono messa a scrivere il post, questo.
Alle 14,30 devo essere all’Alberghiero, e ci rimarrò 8 ore.
Esatto, avete calcolato bene…rientro a casa alle 23,00 circa, le mie bambine saranno già nel mondo dei sogni…
E domani altra giornata di questo tipo….avete un po’ compassione e mi comprendete se alla sera non riesco ad accendere sempre il pc???
Quello che sto facendo ed imparando però mi ripaga della fatica.
Passo molto veloce oggi, e vi lascio due ricette che ho preparato alcune settimane fa.
Una ha degli ingredienti molto simili alla crostata che ho fatto qui…
Una cosa che insegnano in cucina è che con due/tre ingredienti si possono fare tantissime ricette e preparazioni diverse.
Questo è un esempio, con una crema velocissima, una composta di frutta e un crumble fatto in 10 minuti si può preparare un dessert davvero squisito e bellissimo da vedere.
L’altra ricetta è della tradizione veneta, e l’ho fatta quasi per caso…
Percorrendo una stradina di campagna, ho notato gli alberi di acacia in fiore e mi sono ricordata della mamma di mio marito, mancata diversi anni fa, con i quali era solita preparare le frittelle.
Al ritorno mi sono fermata e ne ho presi alcuni, profumatissimi e bellissimi.
Così tornata a casa mi sono messa a cercare la ricetta della nonna Bertilla e, incurante del fatto che avrei impuzzolentato ed unto tutta la cucina, li ho fritti.
Qui in Veneto li chiamiamo fiori de gasìa!
Non vi dico “a presto”, giusto per scaramanzia.
Ciao!
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foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca?
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“Rispetto a tanti dessert felicemente e irrimediabilmente local,
il trevigiano tiramisù ha saputo espandersi per gran parte del pianeta,
riuscendo come il paradigma della seduzione tradotta in morsi solluccherosi,
dall’America puritana alla laicissima Norvegia,
ogni volta con un vestito un poco diverso,
ma sempre riconoscibilissimo.”
Licia Granello
Se mi chiedete qual è il mio dolce preferito io vi rispondo proprio, il Tiramisù!
Dolce al cucchiaio meraviglioso, entrato a far parte della tradizione pasticcera italiana e nelle nostre case presumibilmente solo alla fine degli anni ’60, il tiramisù, è un dolce al cucchiaio a base di pochi semplici ingredienti, il mascarpone, i biscotti savoiardi (anche se c’è chi lo prepara con Pan di Spagna o addirittura con altro tipo di biscotti) e caffè.
Pochissimi semplici ingredienti che, uniti insieme, hanno dato vita ad un vero capolavoro che tutto il mondo ci invidia.
Oggi iniziamo la settimana dolcemente.
Molto dolcemente.
Il nome è già un programma, in veneto tirame sù.
E io la settimana scorsa ne avevo un gran bisogno, di tirarmi sù!
Il Tiramisù è un dolce che io amo da impazzire, sulla cui paternità ci sono tante teorie, ma sembra ci siano buone possibilità che sia stato creato intorno agli anni ’60 in un ristorante storico di Treviso, Le Beccherie.
La ricetta originale prevede i savoiardi, poi c’è chi lo fa con il Pan di Spagna, chi con i Pavesini (provato, e viene molto buono anche così), io continuo a preferire i Savoiardi e ogni tanto me li preparo io.
Se vi va di provare, sono facilissimi da preparare!
Onestamente, ero solita preparare il tiramisù con le uova crude come da ricetta ricetta tradizionale ma, dopo aver letto qualche tempo fa il post della mia cara amica Monica del blog L’Emporio 21, ho voluto provare a pastorizzare le uova, anche per verificare se la consistenza ed il gusto della crema cambiavano, oppure no.
Monica aveva perfettamente ragione, non cambia affatto e con questa tecnica si prevengono i rischi di eventuali infezioni da salmonella, che potrebbe essere contratta mangiando uova crude.
Dato che erano previste nevicate, ieri non abbiamo portato gli sci, solo quelli di Carola che la mattina aveva tre ore di corso.
Avevamo voglia di portare con noi amico peloso, Eliot, che si è divertito davvero tantissimo.
E, devo confessare, anche noi a vederlo giocare con i bambini.
Bisogno di dolce. Zuppetta golosa nel bicchiere con lingue di gatto al cioccolato
Ieri mattina pioveva.
Proprio perché sono un po’ meteoropatica e le giornate di pioggia, soprattutto se la giornata è un sabato, non è che mi piacciano tantissimo…

Un peccato che i cachi ci siano per un breve periodo, che dite?
Mettete la polpa dei cachi in un pentolino con il succo del limone e lo zucchero, cuocete pochi minuti per far consumare i liquidi e poi frullate con il mixer ad immersione, tenete da parte.
Preparazione versatile che si presta a molte varianti, dolci e salate.
Il profumo di cannella poi secondo me va a braccetto con le prugne, insomma a noi è piaciuto un sacco!
Provate e poi mi dite!













