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ricette veneziane

Salato/ Secondi di pesce

Seppie in umido

 

Un piatto che (…strano eh) mi fa pensare a Venezia.

Al mercato di Rialto e alle spese che facevamo con mia mamma.

Le seppie in umido mi ricordano la mia infanzia, un po’ come la frittura e le polpette.

Mi scaraventano proprio indietro nel tempo.

Vi do qualche suggerimento per la preparazione.

Preferite sempre le seppie belle grandi, non le seppioline.

Le seppione grandi hanno carni molto morbide e questo piatto vi verrà una bomba, con dei bei pezzettoni morbidi e gustosi che si scioglieranno in bocca.

Se le prendete fresche (io le preferisco sempre a quelle congelate) un accorgimento affinché risultino ancora più morbide è congelarle.

Io di solito utilizzo l’abbattitore, le surgelo e le utilizzo qualche giorno dopo (scongelandole sempre nell’abbattitore, mai a temperatura ambiente).

Vi ho fatto venire appetito?

Beh, il solo raccontarvelo questo piatto a me ha fatto tornare la voglia di prepararle!

Dai forza!

Andiamo a vedere la ricetta delle seppie in umido?

 

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Antipasti/ Pane & Lievitati/ Salato

Mozzarella in carrozza

 

Come credo accada un po’ a tutti, ci sono piatti, cose, profumi che mi ricordano l’infanzia, che mi portano indietro nel tempo. Quando, bimba in quel di Venezia, con la famiglia ci fermavamo in qualche bàcaro e quello che io e mio fratello chiedevamo sempre erano le polpette oppure la mozzarella in carrozza.

Sembra che le origini della mozzarella in carrozza portino a Napoli intorno all’800, preparazione nata come recupero del pane raffermo e della mozzarella avanzata che, piano piano, è poi entrata a far parte della tradizione gastronomica di tante altre regioni italiane.

La mozzarella veneziana è però diversa da quella che viene tradizionalmente preparata a Napoli.

Nella città partenopea viene comunemente utilizzato pane in cassetta o casereccio, una fetta di mozzarella tra le due fette (la ‘carrozza’ per l’appunto), passato il tutto nella farina poi nell’uovo sbattuto con poco latte quindi fritte.

La versione veneziana è un po’ diversa, si usa comunemente pan carrè o pane bianco da tramezzini, alla mozzarella viene aggiunto prosciutto crudo oppure acciuga e il risultato è più gonfio perché i sandwich di pane e mozzarella vengono passati in una pastella che va lasciata lievitare prima di essere fritti (sotto, a fine post, vi indico due locali storici dove si possono gustare delle ottime mozzarelle in carrozza).

Io ve ne propongo una versione casalinga leggermente diversa, senza l’utilizzo della pastella lievitata, sandwich bagnati nel latte, poi nell’uovo ed infine nel pangrattato, otterrete delle mozzarelle in carrozza leggere ed asciuttissime, una tira l’altra insomma!

Ricettina?

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Primi piatti/ Salato

Risi e bisi

 

 

Un piatto che adoro. Riso e Piselli.

Io sono di parte.

Si, perché il riso lo amo tanto.

Questo poi è un piatto che, confesso, preparo anche in inverno con i piselli surgelati.

Non è la stessa cosa, ok…ma anche se non utilizzate i baccelli nella preparazione, viene buonissimo comunque.

Risi e bisi è una ricetta della tradizione veneta, se ne trovano diverse varianti soprattutto nelle zone di Venezia e Vicenza.

Tipico piatto primaverile ed estivo, proprio perché la ricetta originale prevede l’utilizzo dei piselli freschi e delle bucce. Non si butta nulla.

Tradizionalmente questo piatto veniva offerto al Doge il 25 Aprile, giorno della Festa di San Marco, ed è ancora diffuso nei territori anticamente dominati dalla Serenissima, Grecia, Turchia e Libano.

La cosa curiosa è che potrebbe anche essere un piatto di origine bizantina. La Serenissima aveva infatti intensi scambi commerciali con l’Oriente, dove il riso viene solitamente abbinato alle verdure.

Io di solito prediligo il Carnaroli per i risotti, in questa ricetta però, a metà strada tra la minestra ed il risotto, è consigliato l’utilizzo del Vialone nano, proprio per la sua caratteristica di assorbire bene il condimento.

Dovrete pertanto fare attenzione alla preparazione, portando il riso a fine cottura alla giusta consistenza, né troppo asciutto, né troppo brodoso.

Ricettina?

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RISI E BISI

Ingredienti

Dose per 4 persone

1 kg di piselli freschi (con i baccelli)

1 lt ca di brodo vegetale (carota sedano e cipolla)

1 cipolla dorata

350 g riso (preferibilmente Vialone nano)

40 g burro biologico

60 g pancetta in una sola fetta

prezzemolo fresco qb

50 g Grana Padano grattugiato

olio evo qb

sale qb

pepe bianco qb

Preparazione

Preparate un brodo vegetale con una carota, una costa di sedano e una cipolla.

Sgranate i piselli e metteteli da parte. Lavate bene i baccelli (bucce dei piselli) e lessatele per circa mezz’ora in acqua salata; scolateli, frullateli a passate la purea ottenuta al setaccio. Aggiungete questa purea al brodo vegetale che avete preparato (io ne metto solo una parte).

In una pentola dal fondo spesso fate rosolare la cipolla tritata con poco olio evo. Unite la pancetta tagliata a dadini, fate rosolare per qualche istante e poi unite il riso. Fatelo tostare bene, quindi aggiungete anche i piselli sgranati. Iniziate a bagnare con il brodo caldo, un mestolo alla volta.

Portate il riso a cottura, aggiungendo il brodo poco per volta, man mano che quello aggiunto in precedenza sarà ben assorbito. Toglietelo dal fuoco al dente e non asciutto, deve rimanere bello morbido.

Mantecate con il burro ed il Grana Padano, unite il prezzemolo fresco, una grattugiata di pepe e servite subito.

NOTE:

La ricetta originale prevede l’utilizzo di vino bianco secco per sfumare il riso. Io non amo molto il vino in questo risotto e non lo utilizzo.

 

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A presto gente!

 

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Salato/ Secondi di carne

Costine di maiale e verze ‘soffocate’ (costesine e verse ‘sofegae’)


Avete presente i piatti che vi fanno ritornare bambini?
Quelli che te li trovi davanti e pensi alla tua mamma in cucina che ti serviva questo bel piattone fumante?
Ecco, questo per me è uno dei piatti che mi fanno tornare indietro nel tempo.
Quelli che, quando ne sentivi il profumo arrivando a casa, ti veniva il sorriso da un orecchio all’altro, e la felicità di mettersi a tavola era tanta.
 


Immagine da Pinterest
 
 
Si, è vero, in cottura hanno un odore forte che o si ama o si detesta….beh, io amo tutto quello che puzza, cavoli, cavolfiori, broccoli e broccoletti…
Poi fanno un gran bene, quindi come non approfittare della loro presenza in questa stagione dell’anno?
Ricordiamolo sempre, la natura non fa nulla per caso.
Ogni stagione ha i suoi frutti e c’è sempre un perché.
Le verse ‘sofegae’ sono uno dei contorni invernali più tradizionali nella cucina veneta. E’ perfetto per accompagnare carne dal sapore forte, tipo le costicine di maiale o le salsicce.
Questa è la ricetta di mia mamma.
La ricetta per la cottura delle verze è presente anche in un libro di cui vi ho già accennato in passato e che mi piace molto, i ‘Sapori del Veneto’ di Rosalba Gioffré.
Allora che si fa?
Pronti, VIA!
 

COSTINE DI MAIALE E VERZE ‘SOFFOCATE’ (COSTESINE e VERSE ‘SOFEGAE’)
Ingredienti:
8 costicine o costine di maiale
1 verza di circa 1,5 kg
alcune fette di lardo (facoltativo, previsto nella ricetta originale)
Olio EVO qb
Rosmarino qb
2 spicchi d’aglio
½ cipolla
Vino bianco qb (1 bicchiere ca)
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe nero qb
 
 
 
 
 
 
 
In una padella fate soffriggere lo spicchio d’aglio schiacciato con poco olio EVO, unite le costicine e fatele rosolare per circa 20 minuti avendo cura di rigirarle durante la cottura.
Eliminate le foglie più dure della verza, tagliatela a metà, lavatela bene ed affettatela sottile (a listarelle), avendo cura di eliminare anche la parte centrale più dura.
In una padella capiente (una volta tagliate, le verze saranno ‘voluminose’), fate soffriggere l’aglio e la cipolla tritati (ed il lardo, se decidete di metterlo), con poco olio EVO.
Versate la verza nella padella, salate e fate cuocere a fuoco lento, coperta, avendo cura di mescolare spesso affinché non si attacchi al fondo.
Unite il vino  e continuate la cottura a fuoco basso per circa un’ora, in questo modo si cuoceranno quasi fino a disfarsi.
Fate attenzione a non caramellarle né farle brunire troppo, devono stufarsi ma rimanere chiare.
 
 
 
 
 
 
 
 
Poi unite il rosmarino (due rametti) e le costicinedi maiale, precedentemente rosolate a parte.
Lasciate cuocere ed insaporire lentamente, coperto, per un’altra mezz’ora.
A fine cottura pepate.
Servite ben caldo.
Accompagnate a piacere con della polenta gialla.

SOFEGAE: SOFFOCATE ovvero cotte a fuoco molto lento e con coperchio.
 
 


 
 
 
 
Curiosità e Proprietà della verza:
La verza, o cavolo verza, era già molto usata nell’antichità e, grazie alle sue proprietà, veniva considerata una pianta medicinale a tutti gli effetti.
Ha origine nel bacino del Mediterraneo e, nell’antica Roma, veniva consumata prima dei banchetti per favorire l’assorbimento dell’alcool da parte dell’organismo.
La sua coltivazione, presente soprattutto nell’Italia Settentrionale, avviene in pianura ma anche in zone collinari e di montagna.
Ha delle proprietà fantastiche.
Come gli altri ortaggi della famiglia a cui appartiene, le Crucifere (broccoli, cavolfiori, rucola, rape, ravanelli..) ha un’azione protettiva (dimostrata da studi della Comunità Scientifica) nei confronti dei tumori.
Contiene inoltre diverse sostanze antiossidanti, come i polifenoli, i carotenoidi ed il sulforano.
Quest’ultima sostanza, il sulforano, è al centro degli studi per le sue potenti capacità antitumorali. Sembra infatti sia in grado di inibire la crescita delle cellule cancerogene.
E’ di molto aiuto inoltre per le persone affette da diabete in quanto contribuisce a riparare i danni all’apparato cardiovascolare provocati dall’iperglicemia.
Altri benefici?
La verza, o cavolo verza è antinfiammatorio, rinforza il sistema immunitario, ottima per le diete, previene l’Alzheimer, è un ottimo supporto per la digestione e l’intestino, ottima per la cura della pelle.
Unica attenzione: la verza è controindicata per chi soffre di ipotiroidismo.
(Info tratte da libri, riviste e dal web.)
 
 
 
Primi piatti/ Salato

Decesso delle fruste elettriche. Bigoli in salsa di cipolle e acciughe


Mi ha abbandonata anche il mio storico sbattitore elettrico.
Un DeLonghi che mi ha passato mia mamma una vita fa, e che già era vecchiotto allora.
A dire la verità non è morto lo sbattitore, lui funziona perfettamente.
E’ successo che mentre sbattevo i tuorli (li stavo pastorizzando per la crema al mascarpone del tiramisù) si è staccato un ferretto di metallo della frusta…poi un altro ancora….morale? Tuorlo d’uovo un po’ ovunque … pure in faccia.
Insomma altro elettrodomestico nella mia lista ‘desideri’.
Anzi, in questo caso non solo desiderati ma anche necessari, ché adesso ho soltanto le fruste dello sbattitore ad immersione, ma la velocità è standard, non regolabile, e poi mi tocca star lì con il dito a tener premuto il tasto e quando devi sbattere uova per 15-20 minuti ti viene il crampo alla mano…
Per festeggiare la soluzione del problema con il blog (anche google chrome è a posto, ripristinato tutto!) ieri sera ho preparato i savoiardi (e prima di andare a letto, ci ho messo sopra una bella scritta ‘NON MANGIARE’, ché sennò i lupi qui dentro) e questa mattina ho preparato il tiramisù.
Prossimamente lo posterò. Il mio dolce preferito, insieme alle crostate, alle torte di mele…etc, etc.
Oggi vi propongo una pasta tipica, i bigoli in salsa.
Con delle modifiche dettate anche dalla disponibilità della dispensa. Le acciughe sotto sale non le avevo quindi li ho preparati con le acciughe sott’olio, vengono buoni anche così.
E’ un piatto tradizionale dei giorni di astinenza e digiuno, come la vigilia di Natale, il mercoledì delle Ceneri o il venerdì santo, ed oggi sono considerati un piatto prelibato.
Secondo me, è un piatto prelibato.
I bigoli si possono fare anche in casa, ma bisogna attrezzarsi, perché serve il ‘bigolaro’, l’attrezzo per produrre i bigoli, ma è leggermente ingombrante e non è che io faccia bigoli tutti i giorni.
Spero vi piacciano i sapori decisi, qua cipolle e acciughe sono decisi eccome!
Vi auguro un felice week end, io domani non ci sarò, oggi giornata intensa, con tante cose da fare, e stasera a nanna presto che si va in montagna, ci risentiamo lunedì!
 

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