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secondi di pesce

Antipasti/ Salato/ Secondi di pesce

Polpette di tabbouleh, mazzancolle e crema di pomodorini confit

 

“E’ indispensabile che tutti gli esseri e tutti i popoli saggi della terra capiscano

che pane e pomodoro è un paesaggio fondamentale dell’alimentazione umana.

Piatto peccaminoso per eccellenza perché comprende

e semplifica il peccato rendendolo accessibile a chiunque.”

Manuel Vázquez Montalbán

 

Un antipasto sfizioso o un piatto unico estivo?

La ricetta delle polpette di tabbouleh (o tabulè) con mazzancolle e crema di pomodorini confit, è talmente sfiziosa e versatile che può essere davvero sia uno che l’altro!

Il tabbouleh è un piatto tipico della cucina levantina, la ricetta trova infatti la sua origine in Arabia.

Viene spesso confuso con il cous cous, piatto tipico del Nord Africa e della Sicilia, si tratta pertanto di due preparazioni ben diverse.

Il tabbouleh viene preparato con il bulgur, un grano duro germogliato i cui chicchi vengono cotti al vapore ed essiccati per poi essere frantumato in piccoli pezzi, il cous cous viene invece preparato con granelli di semola cotti al vapore.

Il tabbouleh è originariamente un antico piatto libanese, diffuso in tutto il Medio Oriente, preparato con grano cotto, prezzemolo, menta, limone, e viene comunemente servito come antipasto, anche se esistono diverse varianti, a seconda del paese di provenienza.

Siccome io ho ‘questa cosa con le polpette’ (adoro le polpette in generale!), ho utilizzato un tabbouleh profumatissimo per farci proprio delle polpette, ho aggiunto delle mazzancolle e come ingrediente speciale il pomodoro, racchiuso all’interno e utilizzato anche per preparare la sfiziosissima crema di pomodorini confit per accompagnarle.

Vi ho incuriositi?

Andiamo a vedere come ho preparato queste polpette di tabbouleh con mazzancolle e pomodorini su crema di pomodorini confit?

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Salato/ Secondi di pesce

Totani ripieni al pomodoro

 

“Quando i miei pensieri sono ansiosi, inquieti e cattivi,

vado in riva al mare,

e il mare li annega e li manda via con i suoi grandi suoni larghi,

li purifica con il suo rumore,

e impone un ritmo su tutto ciò che in me è disorientato e confuso.”

Rainer Maria Rilke

 

Il mare.

Mi è mancato tantissimo in questo anno di restrizioni.

Per scelta non siamo andati in vacanza al mare la scorsa estate, avevamo la possibilità di fare ferie soltanto ad agosto e abbiamo preferito evitare le spiagge che sapevamo sarebbero state prese d’assalto ovunque in Italia.

Mi è mancato tantissimo e ne ho risentito molto, è proprio un bisogno fisico quello del trascorrere del tempo sulla sabbia, tuffarsi, nuotare, stendersi al sole con la salsedine sulla pelle.

Non so voi quali strategie adottate, io mi consolo (e conforto) anche preparando ricette che mi ricordano luoghi e vacanze passate.

Questo piatto mi ricorda Formentera, un’estate di parecchi anni fa e una vacanza davvero bella e serena.

Ero incinta di Carola, mi sentivo benissimo e piena di energie, Formentera era un sogno dove tornavo, era ancora autentica e hippy, a fine giornata, dopo bagni e spiaggia, si attendeva il tramonto al Big Sur (che purtroppo non esiste più) con un moijto e dei nachos con queso piccante, e poteva anche capitare che a mettere su musica fosse Lorenzo Cherubini (quell’estate in vacanza sull’isola con la famiglia).

Un piatto simile a quello che vi propongo l’ho mangiato più di una volta (lo adoravo!) al ristorante Sa Sargantana, (nemmeno questo esiste più, sob!) anche se quello che preparavano loro era un po’ diverso, veniva servito in una cocotte (bollente!) in cui i calamari erano affogati in una salsa super piccante. Un ristorante delizioso dove una sera abbiamo cenato proprio nel tavolo accanto a Jovanotti.

Che estate meravigliosa!

Insomma se vi va, tra un ricordo e l’altro, vi propongo una versione semplice e molto gustosa, i totani ripieni al pomodoro.

 

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Salato/ Secondi di pesce

Merluzzo con piselli e patate al finocchietto

 

“Perché non c’è niente di più bello

del modo in cui tutte le volte

il mare cerca di baciare la spiaggia,

non importa quante volte viene mandato via.”

Sarah Kay

 

Ho smesso di mangiare carne da mesi ormai, non ricordo il giorno esatto, è successo all’incirca ad inizio anno, un giorno ho deciso che avrei cercato di non mangiarne più.

A dire il vero già da tanto tempo la mangiavo davvero di rado, quindi toglierla del tutto non è stato tanto difficile.

Il pesce invece no, non riesco a toglierlo dalla mia dieta, mi piace troppo.

Nel consumo di pesce cerco comunque di non esagerare e di acquistare sempre pesce di stagione, non di allevamento ma pescato, sostanzialmente di mangiarne un po’ meno ma di qualità.

Da buona veneziana mi piace molto il merluzzo (materia prima da cui derivano lo stoccafisso e il baccalà!) in mancanza di idee e tempo è veloce da preparare e versatile, inoltre è un pesce ricco di proteine e vitamine.

Il merluzzo non ama le lunghe cotture e proprio per questo ho preferito cuocere separatamente piselli e patate ed unirli solo alla fine.

Potete usare anche piselli surgelati, ma io vi consiglio di approfittare della stagione e utilizzare quelli freschi.

Sgranare i piselli poi, secondo me, è una di quelle cose che fa tornare un po’ bambini, è rilassante e può diventare un piacevole momento di condivisione con i vostri figli o nipoti.

 

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Salato/ Secondi di pesce

Seppie in umido

 

Un piatto che (…strano eh) mi fa pensare a Venezia.

Al mercato di Rialto e alle spese che facevamo con mia mamma.

Le seppie in umido mi ricordano la mia infanzia, un po’ come la frittura e le polpette.

Mi scaraventano proprio indietro nel tempo.

Vi do qualche suggerimento per la preparazione.

Preferite sempre le seppie belle grandi, non le seppioline.

Le seppione grandi hanno carni molto morbide e questo piatto vi verrà una bomba, con dei bei pezzettoni morbidi e gustosi che si scioglieranno in bocca.

Se le prendete fresche (io le preferisco sempre a quelle congelate) un accorgimento affinché risultino ancora più morbide è congelarle.

Io di solito utilizzo l’abbattitore, le surgelo e le utilizzo qualche giorno dopo (scongelandole sempre nell’abbattitore, mai a temperatura ambiente).

Vi ho fatto venire appetito?

Beh, il solo raccontarvelo questo piatto a me ha fatto tornare la voglia di prepararle!

Dai forza!

Andiamo a vedere la ricetta delle seppie in umido?

 

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