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13 Novembre 2012

Primi piatti/ Salato

Cibo ‘confortante’. Risotto con topinambur e formaggio Morlacco

  

Io il topinambur ho imparato a conoscerlo grazie a mia mamma, che è curiosa da sempre e prova a cucinare praticamente tutto quello che non conosce.
Mi piace tantissimo.
A casa nostra si mangiano prevalentemente nel risotto o come contorno ‘trifolati’, ma si presta a tante altre preparazioni, sia nei primi che come antipasto o contorno.
Tra l’altro si può mangiare anche crudo, cosa che non ho ancora provato a fare…
E’ un tubero che ha un ottimo sapore, che ricorda leggermente il carciofo ma come consistenza si avvicina più alla patata. Ne esistono due varietà, la bianca precoce che si trova in commercio da fine agosto e la bordeaux che si trova invece in commercio da ottobre fino ad inizio primavera.
E’ un ortaggio dotato di preziose virtù nutrizionali, particolarmente indicato nelle diete ed è davvero utile per la salute e il benessere intestinale.
L’unica nota dolente è che, essendo tutto bitorzoluto ci si mette un po’ a sbucciarlo ed è necessario utilizzare il coltello perché l’attrezzino furbo con il quale sbuccio tutti gli altri vegetali (..e che ho acquistato dalla mia ‘spacciatrice di cocottine’, vero Dani? … ), con lui non funziona…
Per ovviare al problema di solito cerco di acquistare dei tuberi abbastanza grandi e regolari  nella forma così il compito diventa più semplice, veloce e se ne butta via molto meno…
Ma passiamo alla ricetta di questo risotto, anche questa è per due persone.
Questo perché è realmente quello che mangiamo a casa e, quando le bimbe mangiano a scuola a pranzo, ovviamente la ricetta la posto per due persone.
Per cui a volte trovate ricette per 2 altre volte per 4, insomma portate pazienza…
Ho pensato di abbinarci un formaggio tipico delle malghe, il Morlacco, che è abbastanza morbido con un gusto salato ma delicato e che ha mantecato bene il riso, rendendolo cremoso senza doverci aggiungere il burro.
E’ un piatto ‘confortante’. L’italiano è una bella lingua, non trovate?
So che fa fico e mi verrebbe anche facile chiamarlo ‘comfort food’, visto che le lingue straniere fanno parte della mia formazione professionale, ma oggi ho voglia di rendere un po’ di giustizia al nostro idioma, ché in questo momento, noi italiani, di darci ‘na pacca sulla spalla e dirci anche che siamo belli e bravi ne abbiamo bisogno!
Ciao gente!

 

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