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22 Novembre 2012

Biscotti e Frolle

I Savoiardi


I Savoiardi sono dei biscotti la cui origine non è certa.
Sembra però nascano nel tardo Medioevo alla corte di Amedeo di Savoia.
In occasione della visita del Re di Francia venne chiesto al pasticcere di corte di creare un dolce indimenticabile. Il nome ‘Savoiardi’ fu dato proprio in omaggio ai Savoia.
Ebbero un enorme successo e divennero il dolce rappresentativo del Piemonte per eccellenza.
Sembra però che la vera prima traccia storica dei savoiardi sia in una lista della spesa per un banchetto di nozze a Venezia, nel 1722 (non me lo sono inventato, ho trovato la notizia in rete!!!).
Piccolo cenno storico per dei biscotti che io utilizzo moltissimo.
Sono necessari per la preparazione del tiramisù, della charlotte, della zuppa inglese (variante al tradizionale Pan di Spagna), ma anche di tantissimi dessert al cucchiaio, considerato che si prestano perfettamente all’inzuppo.
A me onestamente piacciono tanto anche come semplice accompagnamento ad una cioccolata calda o ad una mousse.
Potevo preparare i dolci qui sopra senza prima postare la ricetta dei  savoiardi? Direi di no.
Se guardate in rete ce ne sono una miriade, di ricette.
Ho fatto diversi esperimenti nel tempo, modificandola un po’, ma alla fine preferisco questa, per ora.
Dato che “solo gli stupidi non cambiano idea”, non è detto che sia la definitiva.
 

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Salato/ Secondi vegetariani

Di riciclo. Polpette speziate di quinoa e sedano rapa

 

Oggi polpette.
Ma delle polpette, come dire, alternative?
Avevo sbirciato una ricetta di polpette con la quinoa sfogliando una rivista nella sala d’aspetto del mio dentista, ma non ho avuto il tempo di scrivermi qualche appunto.
E’ troppo preciso il mio dentista con gli appuntamenti.
Non mi ricordavo gli ingredienti, così ho dovuto sperimentare un po’, anche per necessità di dispensa. A volte dal bisogno di smaltimento e riciclo escono cose deliziose.
La quinoa mi era avanzata, il sedano rapa, onestamente, c’è finito dentro perché era bell’e pronto trifolato e mi pareva ci stesse bene insieme. Infatti.
E sapete cosa vi dico? Buone.
La quinoa si presta davvero a tante preparazioni, e nella polpetta..hi!hi!hi!hi! (…ghigno malefico di mamma..) se la sono mangiata anche le due pesti.
Io le ho cucinate al forno.
Primo perché non friggo tantissimo, odio l’odore di fritto che invade la casa.
Secondo perché le polpette cotte al forno mi piacciono.
Diventano belle croccanti fuori, rimangono morbide dentro e si possono mangiare più spesso perché più leggere di quelle fritte.
E nel piatto, cosa vedete ancora, cosa vedete?
Il radicchio tardivo!
Arriva il freddo e con il freddo, anche LUI!
Non l’ho nemmeno condito per la foto. A dirvi la verità è buonissimo anche così, senza nessun condimento.
Adesso preparatevi perché ve lo troverete spesso qui da me, forse troppo spesso, ma dovete sopportarmi perché io da ora a fine stagione ce l’avrò sempre in casa!
Spero non la prendiate come una minaccia.
Buona giornata gente!

 

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