“La patata è un vegetale senza paragoni, che resiste alla siccità come all’umidità e cresce ugualmente;
che sfida le intemperie e ripaga al decuplo le poche cure che l’uomo le concede.
La patata non ha il sangue dell’uva, ma possiede la carne della castagna;
si può cuocerla sotto la cenere, o nell’acqua bollente, o friggerla.
Chi ha la patata può far a meno del pane.
Non occorre aggiungervi molto, ed ecco preparato un pasto;
la si mangia con una tazza di latte, con un’aringa: è sufficiente.
Il ricco la mangia col burro; il povero si accontenta di condirla con un pizzico di sale.”
Knut Hamsun
Ricche di fibra, di proteine ‘buone’, di vitamine e minerali, le patate portano benefici davvero importanti.
Ne esistono più di 2000 varietà e si possono preparare nei modi più svariati.
Conoscete forse un prodotto più versatile delle patate?
Io le amo in ogni modo possibile, ma alcuni sono particolarmente scenografici oltre che appetitosi.
Le patate Hasselback sono un piatto tipico della cucina svedese, il nome deriva infatti dallo chef del ristorante Hasselbacken di Stoccolma, che le ha ideate.
Sono profumatissime ed appetitose, i tagli paralleli per tutta la lunghezza della patata, permettono al trito di aromi ed erbette di penetrare nel cuore del tubero, rendendo tutto profumato e saporito.
In rete potrete trovare svariati modi per farcirle, io vi propongo la versione classica, con il burro ed arricchita solo da un profumato trito di erbette ed aglio, a cui ho aggiunto soltanto del Grana Padano.


