Con tutto ‘sto correre mi passano i giorni, le settimane ed i mesi che nemmeno me ne rendo conto.
Certo, è bello avere degli impegni, seguire corsi, vedere persone, ma ho bisogno di rallentare un pochino, devo ritornare a dei ritmi più ‘umani’, magari anche a cucinare ogni tanto.
Questa sera concludo la settimana in bellezza amici.
Carola ha invitato la sua migliore amica a dormire da noi, vogliono addirittura dormire in sacco a pelo…ci sarà da divertirsi…accampamento di pischelle!
Ma quanto sono belle queste cose?
Mi fanno tornare indietro alla mia infanzia, troppi ricordi!
Ormai in camera sua si può entrare solo dopo aver bussato, ché hanno tutte le loro cose da raccontarsi, segreti!
Tutto posso sopportare, ma Oppa is Gangnam style no!…non ce la posso fare!
Spero vivamente che la scelta musicale ricada sugli One Direction, voi fate gli scongiuri per me, pliiiisssss…
Ricetta, ricetta!
Un contorno gustoso, veloce, economico.
Si può preparare anche utilizzando delle cipolle grandi, tagliandole a metà.
Info sul prezzemolo.
La pianta del prezzemolo è molto diffusa ovunque nel mondo, non a caso si dice “è come il prezzemolo”, quando una persona ce la ritroviamo sempre tra i piedi. Il prezzemolo allo stesso modo si ‘intrufola’ spesso in tantissime ricette, a volte anche solo come semplice decorazione.
Ha molte virtù, che però sono state scoperte di recente, infatti non è stato molto compreso dagli erboristi del passato.
Soltanto all’inizio del nostro secolo si inizia ad apprezzarlo come digestivo, lassativo, diuretico ed addirittura come succedaneo del chinino nella cura della malaria.
E’ un’ottima fonte di vitamina C e ha interessanti proprietà antiossidanti.
Attenzione però alla quantità che utilizzate, in dosi elevate potrebbe diventare dannoso per le donne in gravidanza, a causa del suo potere abortivo.
E’ venerdì amici!
Ma secondo voi, riuscirò ad avere un sabato tranquillo?
Vedete un po’ voi, è davvero veloce sia da preparare che da consumare.
Non vi lascio nemmeno le quantità, qui onestamente si va ad occhio.
Forse non si può nemmeno considerare una ricetta tanto è semplice e veloce.
E’ un po’ come me in questi giorni, fugace.
Mi dovete scusare se manco nei vostri blog, è una cosa che mi manca molto, mi piace visitare gli amici, leggere i racconti, le ricette e lasciare il mio saluto, ma arrivo ad accendere il PC ad orari assurdi in questi giorni (in questo momento sono le 24.00…) e sono davvero troppo stanca per rimanere collegata a lungo.
Intanto vi lascio qualche nota sull’ORIGANO che ho messo in questi crostoni…ci sta benissimo con la salsiccia!
Vi confesso che io lo utilizzavo sempre e solo per la pizza, essiccato.
Ma ho scoperto che la pianta dell’origano è bellissima, resistente (la mia in questo periodo è fuori, e resiste benissimo alle intemperie..).
Le foglie sono molto profumate, ricche di olii essenziali ed utilizzarlo fresco è davvero un’altra storia. Provatelo.
E’ interessante sapere che è un tonico stimolante, è una pianta che ha molta energia.
Stimola le funzioni digestive, è diuretico ed è un calmante della tosse e degli attacchi asmatici. Nella medicina cinese viene utilizzato per trattare la febbre e le affezioni cutanee ad esempio.
Fresco è ottimo nelle insalate, nel minestrone, ma anche nelle macedonie di frutta.
Se possibile, evitate di lavare le piante che contengono oli essenziali (salvia, menta, basilico, origano..) perché perdono moltissimo il loro profumo, sarebbe opportuno strofinarle poco con un panno umido (tenendole ben lontane dai pelosi, come il mio Eliot, che amano irrorarle con la loro pipì…).
In teoria avrei dovuto postare questa ricetta magari prima della fine dell’anno, come proposta per il cenone.Ma io sono sempre rovescia e controcorrente in tutto e ve la posto oggi.Poi le lenticchie sono sempre buone, io la zuppa me la mangio pure in estate, magari non troppo calda.Fanno molto bene, e bisognerebbe consumarle davvero più spesso.
Oltre a contenere una buona percentuale di fosforo e potassio, sono molto digeribili e non contengono né grassi né colesterolo. Inoltre non contengono glutine, pertanto sono un ottimo alimento anche per i celiaci.
Chi consuma poca carne, come me, dovrebbe inserirle più spesso nella sua dieta perché, come tutti i legumi, le lenticchie sono ricche di proteine vegetali e per questo rappresentano una valida alternativa agli alimenti di origine animale che contengono invece colesterolo; possono quindi essere consumate come secondo piatto in sostituzione della carne o del pesce.
Le quantità nella ricetta sono indicative, considerate che con queste quantità mi sono avanzate sia delle lenticchie che del cotechino.
Al posto della Casatella potete mettere un altro formaggio morbido, o anche nulla. Ma vi assicuro che un tocco di cremosità all’interno ci sta bene.
Con parte delle lenticchie avanzate ho preparato una zuppa, aggiungendo poca acqua e passata di pomodoro, ho regolato di sale e pepe ed ho frullato con il mixer ad immersione.
Tradizione dice che consumare lenticchie ad inizio anno porta anche fortuna, io nel dubbio me le mangio tutto l’anno, che non si sa mai.
Questo è quello che ieri pomeriggio avrei voluto urlare alla signora che mi ha rubato il parcheggio davanti all’ufficio postale.
La scena è pressappoco quella del video che trovate qui sotto.
Avevo pochissimo tempo, dopo aver preso Carola all’uscita da scuola dovevo fare queste commissioni alla posta e dopo mezz’ora dovevo portarla, cambiata e mangiata (di merenda) a tennis…insomma ero davvero di corsa.
Parcheggio fuori dalla Posta pienissimo. Ma vedo che una macchina innesca la retromarcia e quindi accosto poco prima con tanto di freccia a destra.
Arriva una macchina e mi si piazza appiccicata al di dietro. Non si muove. La strada è un po’ stretta ed io, pensando non riesca a passare per proseguire, considerato che la retro non potevo farla perché mi stava tutto appiccicato, vado più avanti, oltre la macchina che stava liberando il parcheggio ed accosto di più.
Sono ferma quindi, con freccia a destra per indicare che devo parcheggiare e con retromarcia innescata. E questa cosa fa? Non appena la macchina libera il parcheggio di tutta fretta ci si infila dentro.
TOWANDA!
Sono scesa come una furia e ho bussato al finestrino. Trattavasi di signora (poco signora in realtà…) di mezza età che fingendo stupore, mi diceva di non arrabbiarmi che non se ne era accorta, mi ha visto andare avanti, quindi… ‘Ma cosa credi che facessi ferma, accostata con la freccia a destra??? Stavo forse tenendoti il parcheggio???’
Comunque, senza tanti giri di parole, le ho detto che io i furbetti ed i maleducati non li sopporto, nemmeno prima di Natale, e che se non spostava immediatamente la macchina avrei fatto TOWANDA.
La signora mi ha guardato come fossi un’aliena perché probabilmente il film in questione non l’ha visto, ma deve averle fatto un certo effetto perché ha messo la retro e se n’è andata. 😉
Non so se avete visto questo film ‘Pomodori verdi fritti alla fermata del treno’.
E’ meraviglioso, uno dei più bei film che io abbia mai visto.
E se avete due minuti cercate il video online, ne vale la pena! Capirete come mi sono sentita ieri pomeriggio.
Ricetta di oggi.
Ancora radicchio, una pasta.
Forse può sembrare banale, ma è un abbinamento classico e buonissimo che non potevo evitare di postare.
Vi auguro di tutto cuore una buona giornata e di non incontrare persone che vi fregano il parcheggio sotto al naso!
Oggi qui splendeva un bel sole, ed anch’io finalmente mi sentivo meglio questa mattina.
Bimbetta sta migliorando e spero davvero che per le feste di Natale staremo tutti bene.
Riflettevo oggi.
Su qualcosa che ho letto, un’intervista fatta a Eduardo Punset in merito al suo libro ‘Viaggio nell’ottimismo’.
Avvocato, economista, giornalista ed ex ministro spagnolo.
La giornalista lo ha definito lo scienziato della felicità.
Non è facile parlare di ottimismo di questi tempi, soprattutto per uno che ha fatto il ministro in un paese che è il secondo più indebitato al mondo, dopo gli USA.
In poche parole il pensiero di Punset si può riassumere così: dare spazio alle emozioni, imparare (fin da piccoli, cosa che la scuola non insegna più) a gestire le emozioni negative ed a sfruttare quelle positive, come l’empatia.
Lasciare che il pagliaccio conviva con il saggio che è in noi, secondo lui molte imprese si sono ritrovate in bancarotta perché i loro dirigenti non sapevano sorridere.
Fidarsi dell’intuito, perché vari esperimenti hanno dimostrato che il pensiero razionale ha un peso marginale e che i neuroni decidono dieci secondi prima di noi.
Lavorare in squadra, in modo collaborativo, perché lavorare sempre in competizione con gli altri non porta da nessuna parte. Chi fa parte di un branco ha più probabilità di essere felice ed ottimista.
Prendere una pausa dal lavoro a quarant’anni, fermarsi, magari andare all’estero, approfondire le proprie conoscenze, fare formazione, occuparsi dell’educazione dei figli. Considerate le nuove aspettative di vita del genere umano, suggerisce un nuovo modello lavorativo, che magari sposta l’età della pensione più avanti, ma consente di prendersi una pausa di 3-4 anni per fare le cose di cui sopra.
Teoria, di difficile applicazione pratica. Secondo me può essere uno spunto di riflessione.
Io ho fatto un rapido ‘Ce l’ho, mi manca’…
Alle emozioni do ampio spazio, non mi faccio mancare niente, anche se onestamente non sempre gestisco al meglio le energie negative.
Il pagliaccio che è in me convive, anzi forse sovrasta il saggio, ma pazienza…
Fidarsi dell’intuito? I miei neuroni decidono sempre prima di me, e quello che sto pensando l’ho già fatto e detto.
Far parte di un branco e lavorare in squadra? Mai stata un’individualista, mai aspirato a dirigere gli altri, ho sempre preferito il lavoro di squadra.
Sul prendersi una pausa lavorativa a quarant’anni, beh.
Un po’ mi ci sono trovata e un po’ l’ho scelto, comunque sono io.
Cosa vi devo dire, sono forse condannata all’ottimismo?
Bando alle teorie e passiamo alla ricetta.
Torta salata con il cavolo romanesco e la salsiccia.
Ho scritto buona tra parentesi, perché tra quelle comperate in certi super e quelle preparate con un certo criterio e con prodotti di qualità, ne passa un bel po’ di differenza.
Io ho uno spacciatore di salumi ed altre leccornie e la salsiccia che ho usato arriva da lui.
Insomma, se non ce l’avete già, trovatevi un buon spacciatore gastronomico!
Secondo me è meglio acquistare poco e bene che riempire il carrello di prodotti di scarsa qualità.
La scorsa stagione l’abbiamo seguito tutti qui in famiglia, e ci siamo divertiti tantissimo.
Facevamo il tifo per quel simpaticone di Spyros e per Ilenia.
Mentre sto scrivendo questo post sto anche sbirciando le selezioni…ah!ah!ah!..ma quanto cattivi sono ‘sti giudici!
Ma voi ce l’avreste avuto il coraggio di partecipare?
Io no sinceramente, troppa tensione, troppa ansia, non fa per me, decisamente no.
Per me cucinare è un momento di relax, ho bisogno di tranquillità, e poi tutta quella ricercatezza in cucina, no, non è nelle mie corde…per capirci io mi sento più a mio agio in una trattoria, in un’osteria piuttosto che in un 5 stelle Michelin!
E quando ordino un piatto di spaghetti, pretendo un piatto di spaghetti, non tre spaghetti in croce che con un giro di forchetta hai finito tutto.
Avete presente le porzioni di certi ristoranti?
Va beh, io intanto mi guardo la trasmissione e vi racconto brevemente la ricetta.
Ancora il sedano rapa! Ma quanto mi piace!
E ancora una ricetta da un vecchio numero di Sale & Pepe, Ottobre 2006.
Io in questa occasione l’ho adattata utilizzando quello che avevo nel frigorifero, cioè lo speck e lo stracchino, ma avevo già fatto la ricetta originale che è ottima, prevede il prosciutto cotto, noci tritate e timo, provate anche questa perché è molto buona.