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Palermo, cosa vedere in 3 giorni

 

“Incredibile è l’Italia:

e bisogna andare in Sicilia

per constatare quanto è incredibile l’Italia”

Leonardo Sciascia “ll giorno della civetta” (1961)

 

Palermo. Vistosa, altera e piena di vita.

Gli edifici scrostati, i marciapiedi dissestati, le chiese sfavillanti di ricchissimi mosaici bizantini, le vie costeggiate da un susseguirsi di meravigliosi palazzi barocchi, e i mercati, molto simili ai suq, rumorosi e colorati, Palermo è una città che suscita forti reazioni, una città in cui il degrado e l’assoluta bellezza vanno a braccetto.

Eravamo già stati a Palermo qualche estate fa, un on the road da Catania a Palermo che vi ho già raccontato, ma in quell’occasione le avevamo dedicato troppo poco tempo.

 

 

Siamo tornati per dedicarle 3 giorni interi, tutti per la visita della città!

Inutile dirvi che, nonostante le nostre instancabili camminate in lungo ed in largo, siamo riusciti a visitare soltanto una parte di quello che la città offre, Palermo è davvero ricchissima di storia e ci sono moltissimi luoghi di rilievo da vedere anche appena fuori dal centro della città e nei dintorni.

 

 

Cosa vedere a Palermo

Per millenni crocevia di civiltà, Palermo vanta una storia plurimillenaria avendo rivestito un ruolo fondamentale nelle vicende del Mediterraneo, dell’Italia e dell’Europa. Fondata dai Fenici tra il VII e il VI secolo a.C., si sono poi susseguite tante dominazioni: Romani, Bizantini, Saraceni e Normanni, ognuno ha contribuito in modo fondamentale alla storia della città. Oggi Palermo è un inebriante concentrato di mosaici bizantini, chiese affrescate e ornate di stucchi e cupole arabeggianti, nei meandri delle sue strade molto chiassose racchiude chiostri profumati di agrumeti.

La maggior parte dei siti di maggiore interesse si trovano nei quartieri vecchi della città, Kalsa, Albergheria, Loggia e Capo, e si raggiungono tutti facilmente a piedi, vi basterà pianificare un po’ il vostro itinerario quotidiano, avendo cura di prenotare per tempo alcune visite che altrimenti rischiereste di perdervi.

Camminare per le vie della città è una esperienza meravigliosa ed appagante, alzare lo sguardo e ammirare la commistione di stili architettonici, e le piazze, bellissime, che si aprono all’improvviso, e i mercati con la loro rumorosa quotidianità, e poi le Chiese di Palermo! Ce n’è un elenco infinito, con tanti stili diversi.

Quattro Canti e Via Maqueda

I Quattro Canti sono il punto di congiunzione dei quattro quartieri storici di Palermo, è una tappa obbligata e vi troverete a passare da qui un’infinità di volte durante il vostro soggiorno.

Piazza Vigliena, meglio nota con il nome di Quattro Canti, elegante incrocio tra il Càssaro (dall’antico omonimo quartiere Al Qasar), ovvero Corso Vittorio Emanuele e via Maqueda, è il cuore della città vecchia.

Questa piazza-incrocio è chiusa da quattro facciate curvilinee simmetriche costruite  in epoca barocca, viene chiamato anche “Teatro del Sole”, per l’insolito effetto prodotto dalla luce nel corso della giornata, le facciate vengono infatti illuminate dal sole una alla volta. Ognuna delle facciate è divisa in tre ordini, dorico in basso, ionico al centro, composito nella parte superiore, ciascuno dei tre ordini è decorato con statue che rappresentano in basso le quattro stagioni, al centro quattro sovrani spagnoli e in alto le quattro sante protettrici palermitane.

Dai Quattro canti si diramano i quattro quartieri importanti della città, che sono l’Albergheria, Capo, Kalsa e Loggia.

Poco distante da qui alcuni imperdibili monumenti: la cinquecentesca Fontana Pretoria e la Martorana, una chiesa risalente al XII secolo.

Lo ribadisco, una cosa spiacevolissima da vedere ancora, sono le carrozze trainate da cavalli. Animali tenuti sotto il sole cocente, costretti a trainare panzuti turisti. Se proprio non ce la fate a camminare, optate per l’ape car che non danneggia e non maltratta alcun animale.

 

 

Piazza Pretoria e la Fontana della Vergogna

Delimitata da chiese e edifici imponenti, è uno dei luoghi simbolo di Palermo. È dominata al centro dalla trionfale Fontana Pretoria o della Vergogna, una fontana barocca in marmo bianco di Carrara che la occupa fin dal 1573.

La fontana, protetta da una recinzione in ferro, ha vasche disposte su diversi livelli concentrici, affollate di ninfee senza veli, tritoni e divinità fluviali che sembrano guizzare fuori dall’acqua.

È un po’ dibattuta l’origine del nome ‘della Vergogna’, una versione ritiene il nome imputabile alla nudità delle statue che decorano la fontana, la cui vista suscitò la reazione scandalizzata dei fedeli e delle monache del vicino convento che all’unisono esclamarono “che vergogna!”.

L’altra versione, lega questo nome invece alla cifra esorbitante pagata dal Senato per il suo acquisto in un momento storico contraddistinto da molta miseria, epidemie e carestia: l’esclamazione “vergogna” era un segno di protesta da parte dei palermitani.

 

 

Chiesa e Monastero di Santa Caterina 

Quando all’ingresso vi chiederanno cosa volete visitare, voi rispondete “Tutto!”.

Assolutamente uno dei miei monumenti preferiti di Palermo, ME RA VI GLIO SA.

Questa maestosa Chiesa con l’ingresso principale in Piazza Bellini e quello laterale su Piazza Pretoria, è un vero e proprio tripudio di barocco palermitano. Costruita tra il 1566 e il 1595, è uno splendido esempio di architettura sacra. Il suo interno è un tripudio di stucchi, marmi policromi, intarsi marmorei, e affreschi che raccontano storie bibliche e celesti. Una ricchezza di dettagli talmente enorme da lasciare senza fiato.

La grandiosità dell’altare maggiore rappresenta il culmine della decorazione barocca siciliana, ogni angolo della chiesa è un dettaglio da ammirare, ogni elemento parla di un’epoca in cui l’arte era sinonimo di devozione.

Una delle esperienze più emozionanti offerte dal Complesso di Santa Caterina è senza dubbio la possibilità di salire sui camminamenti dei tetti. Passando attraverso antiche (e strette!) scalinate strette, si raggiunge la sommità della chiesa, da qui si può godere di una vista panoramica senza pari su Palermo.

Io ho apprezzato moltissimo la possibilità di ammirare Piazza Pretoria dall’alto, una prospettiva che permette di coglierne interamente la sua maestosità.

 

 

L’ex convento domenicano di Santa Caterina dove un tempo le suore di clausura vivevano e pregavano, assistendo alla messa da dietro le grate, nel 2017 è stato riaperto come polo museale ed è altrettanto meraviglioso. Un bellissimo chiostro maiolicato con al centro la fontana, una terrazza che regala una delle viste panoramiche più belle del centro storico e la Dolceria ‘I Segreti del Chiostro’  , una pasticceria che ripropone in originale le antiche ricette delle monache affinché non se ne perda la memoria. Vi consiglio di fare una sosta e di assaggiare qualche preparazione: potrete scegliere tra tantissime bontà, la meravigliosa frutta Martorana, le cassate, le cassatelle, i cannoli, i biscotti duri, le genovesi, le granite!

 

 

Piazza Bellini

Su questa piazza affacciano alcuni dei monumenti più meravigliosi della città, la mescolanza di epoche e stili architettonici potrebbe disorientare, ma crea invece uno spazio pubblico incantevole ed armonioso. Qui potrete ammirare il Teatro Bellini, e due edifici di culto assolutamente sorprendenti.

 

 

La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio – La Martorana

Su Piazza Bellini si trova questa chiesa magnifica edificata nel XII secolo. Inizialmente progettata come moschea, è decorata internamente con magnifici mosaici, che si apprezzano meglio la mattina, quando sono illuminati direttamente dal sole.

Decretata nel 2015 dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, fu edificata nel XII secolo per volere di Giorgio di Antiochia, Grande Ammiraglio del Regno delle Due Sicilie sotto Ruggero II, e successivamente ceduta all’ordine delle suore benedettine fondato da Elisa Martorana (da cui il nome), che fecero sostituire l’abside e rielaborare l’esterno in linea con il barocco dell’epoca.

La particolarità di questa splendida chiesa è la fusione di stili architettonici in cui si combinano alla perfezione elementi bizantini, insieme con quelli arabi e normanni. Imperdibile la visita.

 

 

Chiesa Capitolare di San Cataldo

Sempre in Piazza Bellini, questa Chiesa del XII secolo in stile arabo-normanno, è uno degli edifici più sorprendenti di Palermo. Una solida forma squadrata, le sue iconiche cupole rosse dal fascino esotico, i trafori e le arcate cieche, una perfetta sintesi di stili architettonici arabi e normanni. L’interno è molto più austero rispetto ad altre chiese, per il fatto che il condottiero che la fece costruire intorno al 1150, rimase ucciso prima che i lavori fossero ultimati, il che spiega la mancanza di decorazioni al suo interno.

 

 

Palazzo Reale (o dei Normanni)

Sede dell’Assemblea Regionale Siciliana e Patrimonio UNESCO dal 2015, il Palazzo dei Normanni risale al IX secolo ed è la più antica Residenza Reale d’Europa. Furono gli Arabi, appunto nel IX secolo, a strutturare e fortificare il castello su una precedente roccaforte punico-romana, ma il suo aspetto attuale (ed anche il nome) deriva da un importante rifacimento avvenuto durante la dominazione normanna, con il consolidamento della struttura con l’aggiunta di torri e bastioni oltre che dei meravigliosi mosaici negli appartamenti reali e nella Cappella Palatina.  Seguirono poi gli Svevi (a cui si devono i cortili interni), gli Aragonesi e i vice re spagnoli, i Borboni e infine l’Assemblea Regionale Siciliana, nel 1947.

Durante la nostra visita era in corso una mostra molto interessante dell’artista Omar Hassan , un giovane la cui carriera da pugile professionista si è interrotta a 19 anni per una malattia, e che si è reinventato tornando ad un suo amore iniziale, l’arte. Omar Hassan crea utilizzando i suoi guantoni da pugile, prende a pugni le tele, letteralmente. Una action painting sorprendente!

 

OMAR HASSAN ART

 

Giardini Reali

All’interno del bastione di S. Pietro si trovano i Giardini Reali, a visita conclusa una passeggiata rilassante tra meravigliose piante, brezzolina e profumo di zagara è d’obbligo.

Si presentato con la tipica impostazione simmetrica dei giardini all’italiana, con aiuole geometriche, siepi ben curate e percorsi rettilinei, i giardini reali sono arricchiti da eleganti fontane e sculture ed ospitano una vasta gamma di piante, sia esotiche che autoctone.

 

 

Cappella Palatina

“La più bella che esiste al mondo, il più stupendo gioiello religioso vagheggiato dal pensiero umano ed eseguito da mani d’artista” Così la descrive Guy de Maupassant.

Mi sento tranquillamente di dirvi che la sola visita alla Cappella Palatina vale un viaggio a Palermo.

La visita di questo luogo è imperdibile, un’autentica meraviglia: scintillanti mosaici, pavimenti con intarsi marmorei e il soffitto a legno scolpito a muqarna e dipinto (le decorazioni tipiche dell’architettura islamica, simili a delle stalattiti). L’interno di questa cappella lascia senza fiato, ogni centimetro è decorato e ricoperto di pietre preziose.

Pianificate la visita e controllate gli orari, tenete presente che a volte vengono celebrati matrimoni al suo interno e in tal caso la chiusura viene anticipata.

 

 

Chiesa del Gesù

Conosciuta anche con il nome di casa Professa, questa chiesa gesuitica, meraviglioso gioiello barocco nel cuore della città, proprio ai margini del mercato di Ballarò, secondo me è una delle più belle di Palermo. Costruita a partire dal 1564, il transetto, le absidi e la cupola sono una profusione di barocco secentesco, in ogni dove, si estende un manto ininterrotto di sculture, tarsie policrome, ornati marmorei, stucchi e affreschi realizzati da una schiera di rinomati artisti, la volta della cupola è decorata con un bellissimo affresco attributo a Pietro Novelli.

 

 

La Cattedrale

Un altro dei capolavori di Palermo, la Cattedrale (o Duomo) dedicato alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo, Patrimonio UNESCO e bene FAI, nonché principale luogo di culto cittadino.

Il colpo d’occhio è davvero impressionante: un intrico di cupole, torri e merlature di stampo arabo-normanno a cui nei secoli si sono aggiunti, il portico e i portali quattrocenteschi, le cupole maiolicate e la torre campanaria. Un po’ il simbolo della storia di Palermo, segnata dai rimaneggiamenti e dai gusti delle varie culture che hanno dominato la città nel corso dei secoli.  Il suo stile poco uniforme è in realtà il suo punto di forza, frutto di un passato tortuoso che l’ha trasformata da chiesa cristiana a moschea nell’epoca araba, riconquistata e ricostruita da Normanni e spagnoli per farla tornare chiesa cristiana.

Rimane comunque l’espressione più straordinaria dello stile arabo-normanno che rende assolutamente unico il patrimonio architettonico siciliano. L’interno a mio gusto è abbastanza deludente, sebbene imponente per dimensioni è sostanzialmente un guscio di marmo, degne di nota le tombe reali normanne, il tesoro e la vista panoramica dal tetto.

 

 

Il Teatro Massimo

Simbolo indiscusso della città, è il più grande edificio teatrale lirico d’Italia, il terzo in Europa per le dimensioni. Si affaccia su Piazza verdi ed è un gioiello in stile neoclassico-eclettico; fu costruito sui resti di una chiesa e di un monastero. L’esterno è arricchito da imponenti colonne con capitelli in stile corinzio, una enorme cupola emisferica e sculture di due leoni bronzei, accompagnati dalle allegorie della Tragedia e della Lirica, ai lati della scalinata.

Sul fregio della facciata principale, è scolpita l’epigrafe che recita: “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire.” a sottolineare l’importanza attribuita alla cultura e all’arte nell’educazione politica e civile di ogni società. Noi non siamo purtroppo riusciti a visitare l’interno, sarà per la prossima visita!

 

 

I mercati  di Palermo

Non si può conoscere veramente Palermo senza aver visitato i mercati storici della città.

I legami storici della città con la cultura araba e la vicinanza geografica al Nord Africa si riconoscono anche nelle chiassose e frenetiche attività che animano le vie del centro, ed in modo particolare nei caotici ed affollatissimi mercati.

Girovagare per i mercati di Palermo è un po’ come immergersi nel passato e nelle tradizioni della città. Sono dei veri e propri musei all’aperto, scenografici e caratteristici, riflettono totalmente l’anima e il carattere vivace della gente di questa terra, la versatilità e la cultura multietnica.

Le strade strette sono invase da bancarelle e cassette di legno per esporre la merce che viene reclamizzata dai venditori con la cosiddetta abbanniata che non è la solita “urlata”, piuttosto una cantilena sulla buona qualità ed il buon prezzo dei prodotti. Al loro interno si può anche pranzare e cenare nei piccoli ristoranti che propongono la cucina tipica del capoluogo siciliano.

Ballarò

“Si vucia, s’abbannia, Ballarò è magia!”. Il nome deriva probabilmente dal nome Bahlara, un villaggio nei pressi di Monreale da cui provenivano i mercanti arabi.

È forse il più vivace dei mercati di Palermo, pieno di bancarelle di ogni tipo, dai casalinghi all’abbigliamento, e alimentari di ogni genere. È qui che i palermitani fanno la spesa.

A Ballarò si vendono anche cibi cotti e street food, caratteristici della cucina locale, come panini con la milza, la meusa, e polpi, pane e panelle (delle frittelle preparate con la farina di ceci e condite con succo di limone), crocchè di patate, detti cazzilli, e molto altro.

Passeggiando per Ballarò ci si immerge tra la folla di turisti e palermitani che si destreggiano tra l’ammasso di bancarelle, tra cassette di legno piene di frutta venduta a buon prezzo e i banchi di spezie che emanano profumi e colori, come fossero anche un ornamento tra quei palazzi fatiscenti.

Il mercato si dispiega tra i vicoli stretti del quartiere, tra le case basse mai ristrutturate, chiese e edicole votive.

 

 

La Vuccirìa

Dalla via Pannieri si arriva alla Bocceria Vecchia (mercato della Vucciria) o piazza Caracciolo. Durante la dominazione araba qui sorgeva un mercato popolare.

Il nome potrebbe derivare dal termine francese “boucherie“, ovvero macelleria, in origine, infatti, qui c’era un grande mercato destinato al macello ed alla vendita della carne.
In una parte di questo mercato, in via Maccherronai, si trovavano diverse botteghe che producevano svariati tipi di pasta lavorata a mano, come “tagghiarini“, “lasagni“, “cavatuna“, “cavatuneddi“ e “maccaruni“. La pasta, infatti, era esposta sulla pubblica via al pubblico e venduta sfusa avvolta nei coppi di carta. In passato questo quartiere era simbolo di miserie e covo della criminalità cittadina, oggi, pur versando ancora in uno stato di evidente degrado rispetto ad altre zone della città, resta un rione suggestivo da visitare.

 

 

Il Mercato del Capo

Situato nella parte superiore del quartiere arabo degli Schiavoni, vi si accede a questo mercato da Porta Carini.

Un po’ dislocato rispetto a Ballarò e alla Vucciria, vale assolutamente la pena visitarlo per immergersi in uno squarcio di vita quotidiana dei palermitani.

Generi alimentari di ogni tipo, pesce, carne, olive, pane, frutta, spezie, venditori ambulanti che propongono a gran voce le specialità tipiche dello Street Food palermitano, dallo sfincione alle panelle, dal pane con la milza ai crocché di patate, piccole taverne in cui fare una sosta.

 

 

La Kalsa

Uno dei quartieri più vitali della Palermo del cinquecento e seicento, la Kalsa è il quartiere edificato a ridosso del mare ai tempi dell’occupazione araba della Sicilia: il suo nome deriva da Al-Qasr, che in arabo significa appunto “il palazzo”.  Si comprende la sua importanza come centro politico e culturale che perdurò anche durante il dominio normanno.

Nel corso dei secoli il quartiere Kalsa ha subito trasformazioni e cambiamenti, ma lungo le stradine lastricate, su cui si affacciano edifici dalle facciate colorate, conserva le tracce della storia che riflette l’influenza araba e normanna, ma anche i successivi stili architettonici. Una fusione di culture in cui vale la pena immergersi per comprendere la vera essenza di Palermo.

Ci sono diversi edifici storici che meritano una visita, tra questi il Palazzo Abbatelis che ospita la Galleria Regionale della Sicilia con una ricca collezione di opere d’arte (soprattutto dipinti e sculture) dal Medioevo al Rinascimento, e la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo, la cui copertura è crollata a metà settecento e non fu mai ricostruita, oggi ospita concerti ed eventi.

Poco distante da Palazzo Abbatelis si trova la Cala (dall’arabo al-Khālīʿah che significa porto) dove potrete ammirare il murales dedicato a Paolo Borsellino e Giovanni Falcone (sulla facciata dell’Istituto Nautico Gioieni-Trabia).

 

 

Molto interessante la visita al NO MAFIA MEMORIAL, ubicato all’interno di Palazzo dei Gulì, in Via Vittorio Emanuele 353.

La sezione museale si snoda tra più mostre: l’archivio fotografico al piano terra e la nuova mostra multimediale al secondo piano, che propongono al visitatore un percorso tra gli eventi storici più importanti della lotta alla mafia della città di Palermo.

 

 

COSA e DOVE MANGIARE

La gastronomia palermitana è una vera festa per i sensi. Oltre ai piatti tipici ben noti, dalla pasta con le sarde alla caponata, fino ai cannoli e alle cassate, ha una vasta tradizione di Street Food.

In Sicilia in generale, ma in particolare a Palermo, non è difficile trovare spuntini gustosissimi, le cose da provare assolutamente sono davvero tante, arancine, il pane cunzato (o ‘condito’ con formaggio, acciughe, pomodoro, origano e tanto olio!), lo sfincione (una sorta di pizza ricca e un po’ unta, condita con cipolla e caciocavallo), i cazzilli o crocché (delle crocchette di patate, a volte aromatizzate con menta), il pane e panelle, quest’ultimo in particolare viene venduto davvero ovunque tra rosticcerie, bar, e gastronomie.

Le panelle sono semplicemente delle frittelle fatte con farina di ceci, condite con sale, limone, servite con il pane. Io le amo moltissimo!

Dove mangiare? Vanno decisamente provati i mercati: troverete davvero di tutto. Dalla friggitoria, alla gastronomia da asporto, dal ristorante-bancarella (dove degustare la cucina di casa) al banco del pesce (dove potrete scegliere il pesce e attendere che ve lo preparino al momento. Mi raccomando ricordate che a Palermo l’arancina è femmina!

Per quanto riguarda i dolci, oltre alla meravigliosa e famosa cassata e ai cannoli siciliani, ci sono anche il gelo di mellone (l’anguria), le cassatelle di ricotta al forno o ad esempio la torta Setteveli (una delizia!), e poi le granite, i gelati!

 

 

Dove dormire

Abbiamo pernottato presso un delizioso B&B, ubicato a pochi passi da Palazzo Reale, Residenza Normanna  decisamente comodo per visitare la città al meglio. Camere spaziose, pulite e silenziose nonostante la struttura si trovi in pieno centro. La colazione è abbondante e varia e una bella terrazza con vista sui tetti della città!

 

Il panorama dalla terrazza

 

Dove abbiamo mangiato? 

Pasticceria Spinnato – caffè storico di Palermo, aperto nel 1860, ottimi i cornetti o i krapfen farciti al momento con crema pasticcera, pistacchio o crema di ricotta.

 

 

Pasticceria Costa (Via D’Annunzio) –  storica pasticceria nata negli anni ’50 grazie al maestro Antonio Costa, oltre al fascino di entrare in una pasticceria con arredi in legno originali della fine degli anni ’60, potrete assaggiare una infinità di dolci meravigliosi (se ce la farete!), crostata al gelo di anguria e torta Setteveli super top!

 

 

Gelateria CappadoniaVia Vittorio Emanuele 401 – Ottimi gelati artigianali.

 

 

Timilia (Via Maqueda 221) – proprio lungo la via principale, ha posti all’interno e anche all’esterno. Ottima pizza, impasto davvero buono e materie prime eccellenti, hanno anche un forno dedicato al senza glutine.

 

 

Ciurma (Via Maqueda 233) – Ottimo menu, anche di piatti vegetariani, materie prime ottime e personale accogliente.

 

 

Cose da fare e vedere nei DINTORNI di PALERMO

 Palermo è anche base ideale per gite in giornata di siti di grande interesse, pertanto se avete più giorni a disposizione potete considerare il noleggio di una vettura e la visita dei dintorni, qui sotto alcuni dei luoghi da non perdere.

 

Fuori dal centro storico e nei dintorni di Palermo:

Borgo Vecchio

Le catacombe dei Cappuccini

Il Palazzo della Zisa

Il mare: Mondello e Sferrocavallo

Il Duomo di Monreale e i suoi magnifici mosaici

Le ville di Bagheria

 

NOLEGGIO AUTO:

Palermo è anche base ideale per partire alla scoperta delle tantissime bellezze della Sicilia; sia Palermo che Catania sono raggiungibili con convenienti voli low cost da tanti aeroporti italiani. Nel caso abbiate necessità di noleggiare un veicolo, un ottimo sito di comparazione condizioni e tariffe è DiscoverCars.com.

 

 

Noi da Palermo, poi ci siamo spostati a Favignana per una vacanza ‘tutto mare’,

ma ve lo racconto nel prossimo post!

 

 

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