La piccola isola di Murter è conosciuta come “la porta di accesso delle Kornati”, partono infatti da qui molte escursioni all’arcipelago più famoso della Croazia. Ma questa piccola isola, lunga 12 km e larga appena 2, che si percorrere per intero a piedi o in bicicletta, vale di per sé una visita.
Spiagge incastonate tra boschi di pini marini e baie deserte, paesini minuscoli e paesaggi ancora incontaminati, acque cristalline dove fare snorkeling e immersioni, piccole spiagge selvagge dove godervi il sole.
Aggiungete anche una cena gustosa in qualche konobasul mare ed ecco la vacanza perfetta!
Considerate che per raggiungere l’isola di Murter, in Croazia, dovrete percorrere circa 350 km dal confine italiano di Trieste, e il percorso più veloce prevede autostrade nuovissime e con servizi adeguati, se invece avete più tempo a disposizione e volete godervi il panorama, l’alternativa è percorrere la strada statale che costeggia tutta la costa, tenete però in considerazione il periodo e l’eventuale traffico.
Quella al Rifugio A. Sonino al Coldaie all’omonimo lago ai piedi della Civetta, è un’escursione nelle Dolomiti Bellunesi abbastanza semplice.
Il punto di partenza è il parcheggio del Rifugio Palafavera, tra Pelmo e Civetta, da qui si segue il sentiero 564 fino a raggiungere il rifugio A. Sonino al Coldai e si prosegue successivamente con una breve salita fino alla Forcella e al laghetto Coldai.
Il percorso si snoda all’interno delle Dolomiti di Zoldo e tra due vere meraviglie della natura, il Monte Pelmo e il Monte Civetta, protetti dall’UNESCO.
Favignana, è un’isola che fa parte dell’arcipelago delle Egadi, insieme a Marettimo, Levanzo, e a un insieme di scogli e faraglioni.
La Farfalla delle Egadi è l’isola più grande dell’arcipelago, e si raggiunge in mezz’ora circa di aliscafo da Trapani.
Il suo nome deriva dal Favonio, l’antico nome del vento di ponente che regna in questa zona e ne governa il clima, la definizione di farfalla invece la deve al pittore Salvatore Fiume, per la sua forma particolare, con due estremità più estese e la parte centrale decisamente più ristretta, che fa immaginare due ali spiegate.
Favignana sorge sulle acque turchesidel Mediterraneo ed è un piccolo tesoro tutto da scoprire, la vacanza in questa piccola isola è all’insegna del mare, della natura, del buon cibo e di lunghi giri in bicicletta.
L’isola è infatti piccolina, e i suoi (circa) 19 km² di estensione permettono di esplorarla interamente su due ruote, e sull’isola troverete un po’ ovunque rent e piccole officine (di biciclette normali ed elettriche, e scooter).
Noi siamo arrivati qui, per una vacanza ‘tutto mare’, dopo aver visitato Palermo per alcuni giorni.
Leonardo Sciascia “ll giorno della civetta” (1961)
Palermo. Vistosa, altera e piena di vita.
Gli edifici scrostati, i marciapiedi dissestati, le chiese sfavillanti di ricchissimi mosaici bizantini, le vie costeggiate da un susseguirsi di meravigliosi palazzi barocchi, e i mercati, molto simili ai suq, rumorosi e colorati, Palermo è una città che suscita forti reazioni, una città in cui il degrado e l’assoluta bellezza vanno a braccetto.
Eravamo già stati a Palermo qualche estate fa, un on the road da Catania a Palermo che vi ho già raccontato, ma in quell’occasione le avevamo dedicato troppo poco tempo.
Siamo tornati per dedicarle 3 giorni interi, tutti per la visita della città!
Inutile dirvi che, nonostante le nostre instancabili camminate in lungo ed in largo, siamo riusciti a visitare soltanto una parte di quello che la città offre, Palermo è davvero ricchissima di storia e ci sono moltissimi luoghi di rilievo da vedere anche appena fuori dal centro della città e nei dintorni.
Questa città mi ha insegnato cosa sono i colori e ho abbracciato la sua luce,
i suoi sfacciati contrasti e le sue intense invenzioni”
Yves Saint Laurent
Marrakech.
La “città rossa” tra le cui mura rosate, innumerevoli sono i contrasti, una irresistibile mescolanza di culture berbere, andaluse e arabe.
Marrakech è un altro mondo: caos, polvere, odori forti, traffico frenetico, ma anche spezie, profumi, palazzi gioiello, madrase, cortili nascosti e giardini lussureggianti, paccottiglia per turisti e artigianato di pregio, gente che ti vende di tutto ovunque e che ti segue per convincerti a pranzare in un posto o in un altro.
Racchiude tutto nella sua, spesso stancante, ma irresistibile frenesia. Credo non offra mezze misure Marrakech, o la ami o la detesti. Ma, a mio avviso, è molto più facile amarla.
La strada che porta da Zagora a Marrakech regala panorami mozzafiato, se ci arriverete in macchina vedrete alternarsi deserti, palmeti, villaggi e montagne, e passerete circa 6 ore di strada con lo sguardo incantato fisso fuori dal finestrino.
E poi eccola. Con i suoi colori mozzafiato, il rosso terracottadegli edifici e l’azzurro intenso del cielo.
I caffè turistici, gli artigiani che battono il metallo, quelli che lavorano pellami e i tintori di tessuti, i musicisti, i ballerini, i fachiri e gli incantatori di serpenti. Una città che ti ammalia con la sua atmosfera vibrante e la ricchezza della sua cultura, i suoi vicoli labirintici e i suoi affascinanti Riad.
Una città che coinvolge realmente tutti i sensi, offrendo una esperienza indimenticabile per chi la visita.
Questa parte di viaggio è il Marocco delle antiche kasbah di mattoni crudi e dei villaggi fortificati, delle valli rigogliose e piene di rose e delle alte montagne, delle spettacolari gole del Dadès e del Todra, dei paesaggi strepitosi dell’Alto Atlante. Il Marocco offre paesaggi naturali di rara bellezza.
Nessuna tappa prestabilita, alloggi trovati di giorno in giorno, accoglienza e cibo ottimi, chilometri e chilometri che scorrono senza la minima fatica, il paesaggio è così bello che non ci si accorge nemmeno della tanta strada. Livello soddisfazione alle stelle.
Dicono che l’Africa ti colpisca per i suoi colori, intensi e abbaglianti.
È tutto ‘tanto’ in Africa, il verde delle oasi è troppo verde, il rosso della sabbia è troppo rosso, il cielo è davvero troppo terso. Tutto così intenso da sembrare quasi irreale.
E niente, a me il mal d’Africa è iniziato qui, nel deserto, in Marocco.
Perdersi tra le sue dune, i suoi colori, dormire sotto un cielo stellato che più stellato non si può e godere del silenzio, profondo e avvolgente.
Un proverbio tuareg dice che “chi non conosce il silenzio del deserto non sa cosa sia il silenzio”.
Ed è davvero totale il silenzio del deserto, aperto e profondo, generato dallo spazio enorme, sconfinato, che c’è intorno.
Vi ho raccontato QUI di come, partiti da Fèz, siamo arrivati a Merzouga, località situata ai piedi delle grandi dune di sabbia e nota per il facile accesso ad escursioni di vario tipo nel deserto Erg Chebbi.
Un viaggio itinerante di 12 giorni in un paese meraviglioso, il Marocco, un on the road mai noioso ed affascinante, tra città imperiali, montagne, oasi e deserto.
Il viaggio è iniziato a Fès, che io ho raggiunto con un comodissimo volo Ryanair da Treviso, lì mi attendevano mio fratello e mia cognata, i miei compagni di viaggio, arrivati a bordo di Pedro (un Nissan Patrol super attrezzato) via traghetto dal Sud della Spagna.
Tantissimi i chilometri percorsi a bordo di Pedro, da Fès verso il deserto, attraversandolo dall’Erg Chebbi all’Erg Chigaga accompagnati da una guida berbera lungo il confine con l’Algeria, per poi risalire, attraversando nuovamente l’Atlas, tra gole, montagne, kasbah meravigliose, oasi, e arrivare infine a Marrakech.
Una fuga a Malaga è l’ideale se siete alla ricerca di temperature miti e atmosfere estivead ottobre o in primavera!
Non manca l’offerta di voli low cost per raggiungerla da diversi aeroporti italiani, prenotando per tempo potrete acquistare biglietti a prezzi davvero vantaggiosi e in poche ore sarete in Andalusia!
I luoghi da visitare in Andalusia sono davvero tanti e bellissimi, pertanto se avete più tempo a disposizione vale la pena organizzare un tour più ampio, se invece avete pochi giorni a disposizione potrete dedicarvi ad una esplorazione dei dintorni di questa piacevolissima città.
Napoli. Una città bellissima, che vi consiglio assolutamente di visitare quanto prima.
Probabilmente è la città più controversa d’Italia, amata e denigrata allo stesso tempo, affascinante e decadente, Napoli ha dinamiche molto particolari, spesso assolutamente incomprensibili per chi non ci è nato. Molte persone procrastinano un viaggio in questa bellissima città per timore, a causa della pessima fama che la caratterizza e che non è ancora riuscita a scrollarsi del tutto di dosso. È un vero peccato perché è una città meravigliosa che ha davvero tanto da offrire.
Napoli è una città con tanti problemi, ma anche con mille risorse e la contraddistinguono enormi contrasti: miseria e nobiltà, luci e ombre, raffinata cultura e sguaiata ignoranza. Incredibile vedere come le sue criticità, che forse in altri posti avrebbero compromesso la pace sociale, qui convivono da sempre e le conferiscono un fascino senza eguali.
Ho trovato aspetti negativi a Napoli? Certo, ad esempio la sporcizia, l’animo discretamente caotico e poco avvezzo alle regole dei suoi abitanti, non esattamente ‘disciplinati’ e l’intenso, esagerato, traffico. Ma al tempo stesso mi hanno conquistata la sua struggente bellezza, i panorami, e l’immenso patrimonio storico, artistico e gastronomico.
Il fascino del Vesuvio, che veglia maestoso sulla città e sul suo l’hinterland (che hanno una estensione notevole), il centro città affacciato sul mare, con i suoi castelli e fortezze, chiese e monasteri, e una sorprendente ricchezza storica e culturale.
Napoli è arte e cultura, in tutti i modi possibili; vi basti pensare che qui sono nati o hanno vissuto artisti e musicisti indimenticabili, come il drammaturgo Eduardo De Filippo o il comico Antonio De Curtis in arte Totò. Filosofi come Benedetto Croce o musicisti come Edoardo Bennato.
Se vi preoccupa la sicurezza, vi assicuro che le precauzioni da adottare sono le stesse che è opportuno seguire per la visita di qualsiasi altra città, niente gioielli e orologi vistosi, portafogli ben protetti e borse chiuse e magari a tracolla, evitare zone isolate e informarsi su eventuali quartieri malfamati (evitandoli). Noi ad esempio abbiamo subito un tentativo di furto, per fortuna sventato, nella metro di Milano, mentre a Napoli non ci è accaduto nessun episodio spiacevole.
Siamo stati a Napoli 4 giorni ad inizio dicembre, abbiamo trovato splendide giornate di sole ed un clima meraviglioso, perfetto per stare fuori tutto il giorno e girarla in lungo e in largo.
Le cose da visitare sono davvero tante, per questo motivo abbiamo preferito dedicarci esclusivamente alla città (ci scuseranno Pompei, Ercolano ed altri siti nei dintorni, per voi torneremo!).
Il giro ad anello fino alle Cinque Torripartendo dal Passo Giauè una escursione fantastica e molto panoramica tra le splendide Dolomiti di Cortina D’Ampezzo.
Le iconiche Cinque Torri sono soltanto una delle meraviglie che si possono ammirare durante questa escursione; giunti in vetta ciò che apparirà ai vostri occhi sarà un panorama assolutamente favoloso, il vostro sguardo potrà spaziare tra Marmolada, Tofane, Croda da Lago, Sorapisse Cristallo (solo citandone alcuni).
Mi preme sottolineare che prima di intraprendere questo giro ad anello ho letto racconti a mio avviso poco obiettivi sul livello di difficoltà; questo è vero per quanto riguarda la prima parte del percorso, anche se il dislivello non è poco, ed è bene ricordare che è suggerito a chi è abituato a camminare in montagna (in salita!).
La seconda parte di questo giro però, quella che dal Rifugio Cinque Torri permette di rientrare a Passo Giau, a mio avviso non è affatto facile. Il percorso non è ben segnalato (almeno non lo era quando lo abbiamo fatto noi, due estati fa), inoltre ci sono tratti di pura roccia ed un tratto molto esposto e ripido (scaloni fatti da tronchi di legno) che per chi non ha passo sicuro e/o soffre di vertigini non è affatto consigliato. Meglio rientrare per lo stesso percorso fatto all’andata.