Il giro ad anello alle Tre Cime di Lavaredo è una escursione facile e adatta (quasi) a tutti, è importante essere dotati di una buona attrezzatura (mi raccomando: non sneakers ma scarponcini da trekking!) ed è necessario essere almeno un po’ abituati a camminare in montagna. Questo giro ad anello è davvero meraviglioso, permette di ammirare in tutta la loro maestosità uno dei patrimoni mondiali dell’Umanità UNESCO.
Il modo più semplice per raggiungere e visitare le Tre Cime di Lavaredo è iniziando l’escursione dal Rifugio Auronzo, punto di partenza (e termine) del giro ad anello.
Raggiunto il Lago di Misurina, è possibile salire in auto fino al parcheggio del Rifugio Auronzo (con pagamento pedaggio/sosta – € 30,00 a macchina), oppure lasciare il vostro mezzo presso uno dei parcheggi intorno al lago e utilizzare il servizio di bus navetta che porta al Rifugio Auronzo.
Fate attenzione perché durante l’alta stagione il parcheggio del rifugio si riempie in fretta e già alle prime ore del mattino viene chiuso l’accesso, pertanto la sola possibilità è utilizzare la navetta oppure salire a piedi da Misurina fino al Rifugio Auronzo.
“E alzando gli occhi vidi finalmente apparire, come un muro obliquo, tutta Matera.
Di lì sembra quasi una città vera.
Le facciate di tutte le grotte, che sembrano case, bianche e allineate, pareva mi guardassero,
coi buchi delle porte, come neri occhi.
È davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante.”
Carlo Levi – ‘Cristo si è fermato a Eboli’
Da quanto tempo desideravo visitarla!
Durante la nostra vacanza in Puglia, considerata la vicinanza tra la Valle D’Itria dove soggiornavamo e questa splendida località della Basilicata (da Castellana Grotte circa 1 h di macchina), il mio desiderio si è realizzato.
Matera, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO dal 1996, Capitale della Cultura 2019, è una delle città più antiche del mondo (risale al 2000 a.C., la terza più antica dopo Gerico e Aleppo), diecimila anni di storia testimoniati da innumerevoli tracce di civiltà diverse.
L’attuale conformazione urbanistica iniziò a prendere forma dal VII secolo, sviluppandosi poi notevolmente durante il Medioevo soprattutto nella Civita; è una città nata per strati, fatta di pieni e di vuoti, di scavo e di costruito.
La città di Matera abbraccia periodi storici molto diversi, dal Paleolitico alla Magna Grecia, dal medioevo al Barocco Italiano. Le cose da fare e da visitare sono davvero tante e una giornata non è sufficiente per tutto, ma sono comunque molto soddisfatta di come abbiamo gestito il tempo che avevamo a disposizione, ottimizzato al meglio!
Oasi naturali e bianchissimi borghi antichi che sorgono fra infinite distese di ulivi, inutile dirvi che la Valle D’Itria è meravigliosa. Questa parte della Pugliami ha davvero conquistata.
La natura qui è selvaggia e rigogliosa, ovunque distese di mandorli, ulivi e vigneti, meraviglie artistiche e architettoniche, a pochi minuti di auto dalle larghe spiagge sabbiose della costa barese, acque limpide, scogliere a picco sul mare, oltre ad una meravigliosa e indimenticabile gastronomia.
“L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna.
È in Sicilia che si trova la chiave di tutto.
La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte,
l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra…
chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita.”
Goethe
Finalmente riesco a raccontarvi la seconda parte del nostro #ontheroad in Sicilia.
La parte orientale dell’isola con Catania, Etna, Siracusa, Ortigia, Noto, Marzamemi, Riserva di Vendicari (e spiagge) e Modica sono state le località visitate nella prima parte del viaggio.
La seconda parte ci vede raggiungere la bellissima Agrigento, la sua costa e la meravigliosa area archeologica, per poi proseguire lungo la costa, arrivando a Marsala per goderci visite ma anche tante giornate di mare e sole, fino ad arrivare a Palermo, da dove siamo rientrati.
un’ orgia inaudita di colori, di profumi, di luci,
una grande goduria.”
Sigmund Freud
Questo è un viaggio che abbiamo desiderato a lungo.
Da parecchi anni ci dicevamo “Dai, andiamo in Sicilia!”, poi però per un motivo o per un altro modificavamo sempre i nostri programmi.
Due anni fa, finalmente, è stata l’estate della Sicilia!
E niente, è stato amore. Totale.
La bellezza in questa grande isola è un punto fermo.
Luce, ricchezza infinita dal punto di vista geografico, artistico, storico e culturale, spiagge meravigliose, grandi città dal variopinto caos, siti archeologici e spettacolari piccole località barocche dell’entroterra, contaminazioni, profumi e prodotti autoctoni indimenticabili. Questo e molto altro fanno della Sicilia un viaggio da fare almeno una volta nella vita.
Noi abbiamo deciso per un giro abbastanza ampio on the road, volando da Venezia verso un aeroporto e ripartendo da un altro, l’idea era di vedere molte cose e abbinare una sosta mare e relax, consapevoli fin dall’inizio che saremmo ritornati con una lista infinita di cose ancora da visitare e tanta voglia di ritornare presto.
di camminare dappertutto molto lentamente e senza meta
e osservare tutto quel che i suoi occhi incontreranno.”
Henry James
A volte le vacanze decise all’ultimo si rivelano le migliori, e così è stato per noi quest’anno.
Abbiamo saputo all’ultimo momento che non avremmo potuto fare le vacanze nel periodo pianificato, e che l’unica settimana a disposizione sarebbe stata quella di ferragosto.
Beh, trovare pochi giorni prima posto in questo luogo meraviglioso è stata una manna dal cielo.
Non è stata la vacanza tutto-mare che avremmo voluto fare quest’estate (del resto questo 2020 ci sta facendo capire da mesi che fare progetti ‘anche no’), ma sia per l’arrivo in famiglia di (Bianca) Nocciola che per le vacanze cancellate al marito, era chiaro che pochi giorni prima della partenza non sarebbe stato semplice trovare posto in 4 + cagnolino (e non sono tutte così ‘pet friendly’ le strutture ricettive in Italia…) durante la settimana di ferragosto in una delle località che avevamo in mente.
Oltre a questo, la consapevolezza che tantissime persone si sarebbero accalcate in alcune località italiane mi preoccupava non poco e, evitare posti eccessivamente affollati era per me una necessità, ovviamente in primis per un discorso di sicurezza, ma soprattutto per la mia salute mentale.
Odio la calca.
A questo si aggiunge che non avevo alcuna intenzione di vendermi un rene per andare una settimana in vacanza con la famiglia durante la peggiore settimana dell’anno (insieme al ponte del 1 Maggio), detto fatto, mio marito cercando in rete trova questo posticino meraviglioso.
Umbria, perché no?
Non era la nostra prima volta in Umbria, ci eravamo già stati on the road in camper, diversi anni prima, Carola aveva 5 anni, Serena era in arrivo, passando per Assisi e Spello ci eravamo spinti verso il sud dell’Umbria e ci era piaciuta tantissimo.
È davvero una delle regioni d’Italia più belle, ricca di arte, cultura, storia, religione e buona cucina.
Borghi e città a cui si accede passando dagli archi d’ingresso e dalle cinta murarie di epoca prima etrusca e poi romana, fino all’età medievale, piazze piene di edifici costruiti durante l’epoca delle signorie e dei comuni.
Questa regione è una meta ideale per un tour primaverile o autunnale, ma anche durante l’alta stagione si è rivelata assolutamente perfetta, tanta natura, spazi verdi a perdita d’occhio, luoghi storici vivibili e senza assembramenti (ovviamente cercando di evitare posti troppo turistici, ad esempio la Cascata delle Marmore dopo aver visitato il sito abbiamo capito che ci torneremo un’altra volta).
Lasciata Strasburgo, il nostro viaggio on theroad è proseguito alla scoperta della RouteDesVinsD’Alsace(Strada dei Vini D’Alsazia), una strada che si snoda ai piedi del Massiccio dei Vosgi per circa 120 km.
L’Alsazia è una piccola regione al confine tra Francia e Germania, e una delle regioni francesi con il più elevato numero di vitigni: il Sylvaner, il Riesling, il Pinot Nero, il Muscat e il Gewurztraminer.
Quasi ad ogni chilometro troverete una cave(cantina vinicola), dove potervi fermare a degustare del buon vino e molti sono i villaggi da cui parte un Sentier Viticole (sentiero vinicolo), che permette di passeggiare in mezzo ai vigneti, piccoli sentieri immersi nella natura, che spesso conducono ad antiche rovine di castelli.
La Route des Vins è un itinerario davvero molto suggestivo, siamo stati catturati dall’atmosfera che si respira, immersi in un paesaggio verdeggiante, tra bellissimi vigneti che ricoprono le colline circostanti, antichi castelli arroccati e deliziosi villaggi con case a graticcio color pastello dove il tempo pare essersi fermato.
Lasciata Friburgoe la Foresta Nera , il nostro viaggio on the road ci ha portati a Strasburgo,proprio nel bel mezzo di un temporalone estivo.
Vicinissima alla Germania e porta d’ingresso dell’Alsazia, Strasburgo rappresenta davvero il mix perfetto tra passato medievale e futuro.
È una città affascinante e a misura d’uomo dove convivono in armonia da un lato un centro storico dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, con le vecchie case a graticcio un po’ sghembe che sembrano uscite da una fiaba dei fratelli Grimm, e dall’altro la modernità, dinamicità e spirito cosmopolita della città sede del Parlamento Europeo.
Strasburgo non è enorme, conta meno di 300.000 abitanti, molto pulita e dall’animo decisamente ‘green’, dotata di tram elettrici e tantissime biciclette (che si possono noleggiare un po’ dappertutto), e si esplora facilmente (e aggiungerei piacevolmente) anche a piedi.
Ci accorgiamo immediatamente che la scelta dell’hotel è stata ottima, lasciata l’auto nel parcheggio coperto a disposizione dei clienti, in una decina di minuti di tranquilla passeggiata siamo arrivati alla zona pedonale. Superato il ponte sul fiume Ill, ci siamo trovati nel cuore della città, la Grande Île, tra le sue viuzze vivacissime che tutto ad un tratto si aprono sulla Place de la Cathédrale e sulla meravigliosa Notre-Dame.
I colori della meravigliosa laguna veneziana, in larga parte ancora intatta e protetta da vincoli paesaggistici.
Dopo una piacevole navigazione tra canali e barene (terreni a filo d’acqua, spesso sommersi dalla marea, dove vivono numerose specie di volatili) ecco all’orizzonte la sagoma del suo inconfondibile Campanile ‘Storto’!
La bellissima e coloratissima Burano.
Queste foto sono state scattate in giornate diverse, tra la primavera e l’estate, ma Burano è bella in ogni stagione, anche in una soleggiata giornata invernale.
L’isola riserva angoli deliziosi e vale davvero la pena addentrarsi tra calli e callette senza necessariamente rispettare il percorso turistico che conduce alla piazza principale.
Potrete scoprire angoli nascosti, merlettaie al lavoro, pescatori intenti a districare reti, gatti ben pasciuti che dormono sui davanzali.
“Venezia è una città così straordinaria che non è possibile farsene un’idea senza averla vista.
Non bastano carte, piantine, modelli, descrizioni: bisogna proprio vederla.
Tutte le città del mondo sono più o meno simili tra loro, Venezia non è simile ad alcun’altra;
ogni volta che l’ho rivista dopo un’assenza prolungata è stata per me una scoperta nuova e,
avanzando in età, progredendo le mie conoscenze e potendo, perciò, effettuare numerosi confronti,
io vi ho sempre trovato singolarità nuove e nuove bellezze.”
Carlo Goldoni ‘Memories’
Chi mi conosce sa che nutro un amore smisurato per la mia città.
Unica e bellissima, durante il Carnevale Veneziaesercita un fascino senza eguali.
Il Carnevale è uno degli eventi più attesi dell’anno, ormai conosciuto in tutto il mondo, il travestimento è l’essenza della festa, maschere e costumi di ogni tipo sfilano in città, strade, campi e calli si trasformano in un enorme palcoscenico.
Artisti di strada, attori improvvisati, costumi inventati e preparati con pazienza nei mesi precedenti, sarete catturati da ogni particolare, ogni dettaglio, tutto vi apparirà come una spettacolare, favolosa magia.
Io ve lo racconto a modo mio, con qualche nota storica, ma soprattutto attraverso le foto fatte durante gli ultimi due, tre anni.
Zaanse Schans è un delizioso villaggio dove poter passeggiare tra bellissimi mulini a vento, funzionanti e conservati in modo splendido.
Si raggiunge facilmente dal centro di Amsterdam, per la precisione si trova a Zaandam, sulla sponda del fiume Zaan, a circa 20 km dal centro città.
Qui potrete ammirare i mulini meglio conservati dei Paesi Bassi, un tempo in questo sito c’erano circa 1000 mulini, ogni famiglia ne possedeva uno, e questo era un vero e proprio centro industriale.
Oggi ne sono rimasti pochi (circa 12) ma sono conservati in modo splendido e molti sono visitabili anche all’interno.
La forza del vento veniva sfruttata per i frantoi, le segherie, per macinare e produrre cacao, coloranti, cemento e carta.
Zaanse Schans è un sito molto turistico, discretamente affollato, pieno di negozietti che vendono souvenir di ogni tipo, sembra davvero di essere in un piccolo paese dei balocchi.
Tutto è bello, curato, vivo. Qui qui tuttora ci abitano parecchie persone che lavorano all’interno dei mulini esistenti, producendo artigianato, vendendo i prodotti nelle piccole botteghe, zoccoli, prodotti caseari, dolci etc.
Una volta scesi dall’autobus vi troverete davanti un meraviglioso spettacolo.