“Prima di Marrakech, tutto era nero.
Questa città mi ha insegnato cosa sono i colori e ho abbracciato la sua luce,
i suoi sfacciati contrasti e le sue intense invenzioni”
Yves Saint Laurent
Marrakech.
La “città rossa” tra le cui mura rosate, innumerevoli sono i contrasti, una irresistibile mescolanza di culture berbere, andaluse e arabe.
Marrakech è un altro mondo: caos, polvere, odori forti, traffico frenetico, ma anche spezie, profumi, palazzi gioiello, madrase, cortili nascosti e giardini lussureggianti, paccottiglia per turisti e artigianato di pregio, gente che ti vende di tutto ovunque e che ti segue per convincerti a pranzare in un posto o in un altro.
Racchiude tutto nella sua, spesso stancante, ma irresistibile frenesia. Credo non offra mezze misure Marrakech, o la ami o la detesti. Ma, a mio avviso, è molto più facile amarla.
La strada che porta da Zagora a Marrakech regala panorami mozzafiato, se ci arriverete in macchina vedrete alternarsi deserti, palmeti, villaggi e montagne, e passerete circa 6 ore di strada con lo sguardo incantato fisso fuori dal finestrino.
E poi eccola. Con i suoi colori mozzafiato, il rosso terracotta degli edifici e l’azzurro intenso del cielo.
I caffè turistici, gli artigiani che battono il metallo, quelli che lavorano pellami e i tintori di tessuti, i musicisti, i ballerini, i fachiri e gli incantatori di serpenti. Una città che ti ammalia con la sua atmosfera vibrante e la ricchezza della sua cultura, i suoi vicoli labirintici e i suoi affascinanti Riad.
Una città che coinvolge realmente tutti i sensi, offrendo una esperienza indimenticabile per chi la visita.
Nei mercati e per le strade di Marrakech si viene rapiti dai profumi degli incensi, delle spezie, dei cibi locali. A questa atmosfera olfattiva unica, contribuiscono enormemente anche i tanti giardini con fiori aromatici e piante tropicali.
La cucina marocchina poi è rinomata per i suoi sapori aromatici e ricchi. Qui potrete gustare piatti tradizionali come il cous cous, la tajine e i dolci a base di miele e frutta secca, i ristoranti e le bancarelle offrono una ampia varietà di prelibatezze.
Dove dormire
La sistemazione migliore a mio avviso sono i Riad, proprio nel cuore della Medina.
I Riad sono case marocchine tradizionali con cortili interni, trasformate in incantevoli strutture ricettive. Luoghi che offrono un rifugio tranquillo dal trambusto della medina, spesso dotati di terrazze o piccoli giardini interni, a volte con piscina o fontane, anche i più modesti e piccoli sono curatissimi.
Durante il mio primo viaggio in Marocco (on the road che vi ho raccontato qui nel blog: Da Fez a Merzouga – Marocco e deserto dall’Erg Chebbi all’Erg Chegaga – Da Zagora a Marrakech) abbiamo concluso il tour proprio a Marrakech soggiornando in un Hotel appena fuori la Medina, per raggiungere il centro utilizzavamo i comodissimi ed economici petit taxi. La scelta si è rivelata in questo caso necessaria perché viaggiavamo con una macchina carica di attrezzatura costosa e avevamo l’esigenza di poterla parcheggiare in un luogo sicuro e controllato (Wazo Hotel – Boulevard Abdelkarim El Khattabi 40000 MARRAKECH).
Non avendo potuto dedicare molto tempo alla visita della città in quella occasione, ho deciso di tornarci l’anno successivo insieme a mia figlia nel mese di dicembre, regalandomi una full immersion di 4 giorni a Marrakech!
Acquistato all’ultimo, sia voli che soggiorno (con ottime offerte del cyber monday), abbiamo soggiornato al Riad Bianca Marrakech (91 Derb Sidi Messaoud, Medina 40000 Marrakech). Non posso che consigliarvelo: un piccolo e delicato gioiellino a due passi dai suq. Semplice, discreto, camere pulite, confortevoli e silenziose, personale gentile ed accogliente, colazione deliziosa e abbondante che includeva le specialità marocchine: M’semen, un pane sfogliato, Baghrir, i pancake dall’effetto bucherellato e spugnoso, serviti con confetture e miele e torte fatte in casa. Posizione per noi perfetta per arrivare in taxi e allo stesso tempo molto pratica per muoversi all’interno della Medina a piedi.
Riad Bianca
Cose da fare
Godersi il tramonto da una terrazza
Una esperienza da fare assolutamente è godersi il tramonto da una delle terrazze affacciate sulla città, o con vista sulla Piazza Jemaa El Fna. Recatevi in piazza poco prima del calar del sole e salite per un aperitivo o per la cena nella terrazza di uno dei locali che sia affacciano sulla piazza, ed ammiratene la trasformazione, nel giro di mezz’ora si materializzeranno un gran numero di stand gastronomici e bancarelle di ogni tipo. La versione serale di Jemaa El Fna è un vero vortice di suoni, luci, musicisti berberi, artisti gnaoua, acrobati, danzatori, cantastorie, incantatori di serpenti.
Visitare i giardini
Marrakech è una città di giardini lussureggianti, assolutamente imperdibili, sia per la loro bellezza sia per il fatto che offrono un momento di fuga e tranquillità dal (seppur affascinante ma pur sempre) caos della città.
Jardin Majorelle
Secondo me una visita imperdibile. Arte, natura, colori, questa villa in stile Art Déco e il suo incredibile giardino tropicale popolato da cactus immensi, palme e piante di ogni tipo possiate anche solo immaginare vi farà immergere nell’eredità artistica di Majorelle e nell’amore per il bello e la natura di Yves Saint Laurent.
Jardin Majorelle si trovano nella Ville Nouvelle, noi ci siamo arrivate a piedi dalla città vecchia con una piacevole passeggiata. Yves Saint Laurent ha donato Jardin Majorelle a Marrakech, la città di cui si innamorò nel 1960. Insieme al compagno Pierre Bergé, acquistò la villa e il giardino con lo scopo di preservare la creazione e il lavoro del proprietario originario, Jacques Majorelle, botanico e pittore paesaggista che qui, raccolse oltre 300 specie botaniche dai 5 continenti (ed ideò il colore predominante di questo luogo, il Blu Majorelle, di cui mi sono follemente innamorata!).
Da non perdere il Musée Berbère, nella villa dipinta di ‘blu Majorelle’ si può ammirare una ricca collezione di manufatti e tessuti che raccontano al visitatore la cultura delle popolazioni indigene del Marocco.
Proprio accanto ai Jardin invece si trova il Musée Yves Saint Laurent, io l’ho trovato splendido. Consiglio vivamente la visita anche a chi non è amante della moda come me, sia per l’architettura dei locali che per la meravigliosa collezione di abiti (non fotografabile purtroppo).
Abbiamo molto apprezzato la nostra sosta al Café Majorelle: noi abbiamo fatto una seconda abbondante colazione di tarda mattinata, comodamente sedute nel cortile ombreggiato immerso nel verde.
ATTENZIONE! I biglietti vanno acquistati online; consiglio di prenotarli con discreto anticipo perché Jardin Majorelle è spesso fully booked.
Le Jardin Secret
Un tempo questo antico Riad apparteneva ad un potente capo locale, oggi offre la possibilità di prendersi una pausa dalla confusione dei suq, immergendosi nel verde e nella quiete di due giardini. Il complesso infatti comprende un giardino esotico ed uno tradizionale islamico alimentato da un interessante sistema di irrigazione sotterranea. È presente anche un padiglione dove una mostra illustra la storia del Riad e del suo restauro, un caffè ed una torre da cui si può godere di una piacevolissima vista sul giardino e sulla città.
Les Jardins Menara
Uno dei giardini più antichi dell’Occidente mussulmano e forse la zona verde più famosa della città. Un vasto oliveto di oltre 100 ettari creato nel 1870, nel luogo dove si trovava l’antico stagno almohade. I giardini Menara sono una vera e propria opera d’arte e di ingegneria: gli uliveti che popolano i giardini vengono irrigati da un sistema idraulico che da 700 anni estrae l’acqua dalle montagne e la convoglia per ben 30 chilometri. L’edificio centrale che presidia il lago fu commissionato dal sultano Sidi Mohammed, e si dice che in passato sia stato luogo degli incontri amorosi dei sultani.
‘Perdersi’ nella Medina
La Medina è un vero e proprio museo a cielo aperto. Le strade antiche, i suoi suq (o souk, sono ben 18!), le case che raccontano oltre mille anni di sviluppo urbano, i vicoletti affollati, i colori, profumi e suoni che vi avvolgeranno, vi faranno percepire questo luogo magico.
Per cercare di capire la città è d’obbligo immergersi nella vita quotidiana e perdersi nei labirintici vicoli pieni di negozietti e bancarelle. Scoprirete raffinatissimi oggetti di artigianato, oltre a tessuti, spezie e molto altro; ricordate che la contrattazione è una parte integrante della esperienza shopping a Marrakech, non sottraetevi all’esperienza (una indicazione utile è cercare di non pagare mai più di un terzo di quanto inizialmente vi viene richiesto).
Assaporare un buon tè alla menta
Ovunque andrete vi offriranno un delizioso tè alla menta, la bevanda nazionale del Marocco. Un vero e proprio rituale, ammirate la maestria con cui vi viene servito e poi assaporatelo con calma, preferibilmente insieme a dei dolcetti tipici.
Cosa vedere
Mellah il quartiere ebraico
Situato a sud della Medina, gli angusti derb (vicoli) del quartiere Mellah un tempo ospitavano il ghetto ebraico della città, come testimoniano gli alti edifici (i più alti di Marrakech), la presenza di monumenti quali la Sinagoga di Lazama, ancora usata dall’ormai esigua comunità ebraica, e il Cimitero di Miaâra.
In questo quartiere è senz’altro da visitare il mercato locale, un mercato vero, autentico, quotidiano e decisamente ‘crudo’. Qui vengono venduti in particolar modo carne (crudo proprio per questo, se siete sensibili al tema ‘animali’ non sarà facile passare in rassegna tutte le bancarelle), e prodotti agricoli e il suk delle spezie di Bab Mellah. Dal 2014 è stato avviato un programma di restauro del quartiere per portarlo al suo antico splendore, la zona è infatti molto ricca di piccoli caffè, ristoranti tipici marocchini, anche abbastanza ricercati e costosi, ma anche di bancarelle di cibo locale.
Palais de la Bahia
Nei pressi di Place des Ferblantiers e del quartiere ebraico si trova questo maestoso palazzo costruito alla fine del XIX secolo con l’intenzione di creare il palazzo più impressionante di tutti i tempi.
Il Palazzo El Bahia è infatti una delle opere architettoniche più importanti di Marrakech.
Visitare il Palazzo Bahia vi regalerà pace e serenità. La bellezza dei suoi interni toglie il fiato, ogni stanza con i soffitti in legno dipinto, stucchi intagliati e mosaici zelliges, sculture in pietra finemente decorate, ogni singolo angolo dove si appoggerà il vostro sguardo è una opera d’arte. Le sale della Bahia (la Bella) sono vuote, tutti gli arredi sono stati saccheggiati, ma le decorazioni basteranno a lasciarvi senza fiato.
Per ben 14 anni vi lavorarono i migliori artigiani marocchini e andalusi, le maioliche furono importate da Tetouan, il marmo da Meknes mentre il legno di cedro utilizzato per i soffitti dipinti proviene dal Medio Atlante.
Negli 8 ettari d’estensione del palazzo ci sono 150 stanze che si affacciano su differenti cortili e giardini, solo una parte è aperta al pubblico. Si possono visitare le Sale del Petit Riad e Grand Riad che sfoggiano meravigliosi soffitti intarsiati e in zouak (legno dipinto), il cortile d’onore pavimentato da marmo bianco di Carrara e mosaici gialli e blu, la Sala del Consiglio e l’Harem, un ambiente dalle decorazioni sontuose dove un tempo vivevano le 4 mogli e le 24 concubine di Abu Bou Ahmed.
Tombe dei Saaditi
Un grandioso monumento funebre e dimora eterna del Sultano Al-Mansour, che non badò a spese quando commissionò la Sala delle Dodici Colonne, un maestoso mausoleo decorato con marmi italiani, piastrelle zellige e soffitti in legno di cedro intagliati. I vostri occhi saranno catturati dal profluvio di marmi di Carrara e stucchi ornamentali d’oro sfavillante. All’interno di questo complesso funebre riposano la madre, le mogli e i figli del Sultano, nonché i consiglieri, cortigiani e cancellieri di corte. Pochi decenni dopo la morte del Sultano, l’Alawita Moulay Ismail fece sigillare le Tombe dei Saaditi, murandone l’accesso. Oggi le Tombe dei Saaditi sono nuovamente accessibili, vennero riscoperte solo nel 1917, grazie a delle fotografie aeree.
La Moschea della Kasbah
Costruita nel 1190, è la Moschea principale della zona sud della Medina e si trova proprio accanto alle Tombe dei Saaditi. Il suo minareto vi dà una idea di come doveva essere quello della Koutobia in origine, quando era ricoperto con l’intonaco rosato. Nella foto la vedete in restauro a causa dei danni (per fortuna lievi qui a Marrakech) subiti durante il terremoto di settembre 2023.
Palais el-Badi
Poiché attualmente è completamente in rovina, dobbiamo affidarci alle enormi dimensioni del cortile e alle informazioni delle fonti dell’epoca per farci un’idea di ciò che fu in passato. Si dice che “L’Incomparabile” (El Badi) fu un palazzo con più di 300 stanze regali decorate con i migliori materiali dell’epoca: di oro, turchesi e cristalli.
Il declino del palazzo arrivò alla fine del XVII secolo, quando il sultano Moulay Ismail decise di trasferire la capitale di Marrakech a Meknes, saccheggiando e deturpando completamente il Palazzo El Badi. Al suo interno troverete percorsi fotografici che illustrano la vita quotidiana e i mestieri della popolazione marocchina di Marrakech in passato e reperti archeologici provenienti dagli scavi di Azemmour, una cittadina a Sud di Casablanca.
Potrete ammirare anche il Minbar, il pulpito in legno di cedro della Koutoubia, realizzato a Cordoba nel 1137 e che richiese ben otto anni di lavorazione. Un capolavoro composto da 100 pezzi scolpiti, decorato da intarsi di legno di sandalo e d’ebano, d’oro e d’argento.
Sulle mura del Palazzo el-Badi nidificano le cicogne bianche, ormai stanziali in questo luogo magico.
Medersa di Ali ben Youssef
La celebre scuola coranica d’architettura arabo-andalusa di Marrakech è la più grande di tutto il Marocco. Questa Medersa (scuola teologica) fu costruita tra il 1564 e il 1565 dai Merenidi, furono però in seguito i Saaditi a trasformarla in un capolavoro di arte decorativa ispano-moresca.
Fondata con lo scopo di reclutare allievi da tutto il Nord Africa per studiare testi religiosi e scientifici nella scuola, qui non mancavano lezioni di giurisprudenza, letteratura e storia. Con il passare del tempo, questo collegio islamico raggiunse una tale notorietà da attirare aspiranti praticanti anche dalla Tunisia e dalla Siria. Si narra che le classi potessero accogliere fino a 900 studenti.
Nel cortile potrete ammirare una incredibile profusione di zellij (mosaici di piastrelle) alle pareti, porticati in legno intarsiato, e arcate ornate di stucchi.
Salendo al piano superiore si visitano alcune delle oltre 130 celle dormitorio, e proprio da qui, affacciandovi da una delle finestrelle dei dormitori, potrete godere di una favolosa vista sul cortile.
Passeggiare nei souk
I souk di Marrakech sono ben 18! Qui si viene avvolti dall’energia della città, sarete catturati dal suo fascino, un vero e proprio labirinto di colori, odori e suoni che si uniscono e intrecciano.
Passeggiare nei souk significa vivere la quotidianità locale e la loro visita è davvero d’obbligo per comprendere la città.
Originariamente erano organizzati per settori commerciali: tra questi il Souk Haddadine ad esempio è quello dove troverete gli artigiani del metallo di Marrakech, e dove vi accompagnerà costante il tintinnio dei martelli tra le antiche tradizioni di lavorazione del ferro, dell’ottone e del rame; il Souk des Teinturiers dove ammirare le matasse di lane colorata appese ad asciugare; il Souk des Babouche un arcobaleno di colori, con pareti ricoperte da centinaia di pantofole tradizionali marocchine in pelle, tessuto, ricamate o no, in ogni tonalità di colore immaginabile; il Souk Cheratine per la lavorazione dei manufatti in pelle dove si viene investiti dall’odore intenso delle pelli lavorate a mano. Ma anche i souk dei vasai, dei falegnami, degli strumenti musicali e delle pasticcerie.
Armatevi di pazienza perché i suq sono molto, molto trafficati, da locali, turisti, biciclette e motorini che vi sfrecceranno a fianco in ogni momento.
In questa incredibile confusione cercheranno di fermarvi in ogni momenti per vendervi qualcosa. Il consiglio è ‘lasciatevi andare al caos’, se non siete interessati all’acquisto rispondete semplicemente ‘no’ in modo fermo ma gentile; probabilmente vi perderete, ma con la mappa della Medina in mano e tenendo come riferimento i luoghi di maggiore interesse riuscirete ad orientarvi!
La Patisserie de Kiki
Souk Semmarine, nei pressi di Place des Epices, dovete fermarvi da Kiki, oltre ad essere di una gentilezza speciale, i suoi dolci sono meravigliosi!
Una Pasticceria con il banco dolciumi in bella mostra lungo la strada. E no, non erano mosche ma api attirate dallo zucchero. E si, comperato e mangiato un ottimo pain au chocolat!
I Funduq
Gli antichi funduq ristrutturati (ben 140 a Marrakech) che oggi ospitano negozi di tappeti, ricordano un tempo passato in cui la città era luogo di sosta delle carovane provenienti dal deserto. Questi edifici storici in tempi remoti accoglievano i mercanti e i viaggiatori stranieri ai piani superiori, mentre al pian terreno erano ricovero per le mercanzie e gli animali (cavalli, cammelli e asini) per il trasporto delle loro merci.
Le concerie di Bab Debbagh
Entrambi i lati della strada sono costeggiati dall’ingresso alle concerie, ne avvertirete l’odore acre e forte. Vengono seguiti ancora i sistemi tradizionali, non proprio salutari per le persone che ci lavorano, inoltre i coloranti naturali di un tempo sono stati sostituiti da quelli chimici. È possibile assistere a questa attività da una delle terrazze degli edifici vicini, spesso negozi dove si vendono i pellami, per pochi dirham vi faranno accedere e probabilmente insisteranno molto per vendervi qualcosa. Vi ho raccontato in un altro post la mia visita alle famose concerie di Fez.
Se volete regalarvi un piccolo strumento tipico dovete fare visita a BOB Music n° 21 (Rue Kennaria, 21)
I gatti di Marrakech. Ne incontrerete molti in città, coccolati e quasi sempre discretamente pasciuti.
Nella cultura islamica il gatto è considerato un animale puro, spesso lungo i vicoli troverete cibo e rifugi costruiti per loro.
Piazza delle Spezie
Place des Epices è uno dei posti più caratteristici della Medina, qui fino al 1912 si svolgeva il mercato per la vendita di cereali e schiavi provenienti soprattutto dall’Africa subsahariana (la vendita degli schiavi è stata abolita nel 1920).
Oggi in questa piazza, si vendono prevalentemente ceste in vimini, borse di paglia, utensili in legno, cappelli, cosmetici e (purtroppo) anche piccoli animali (camaleonti e tartarughine).
Potete godere della vista dall’alto sulla piazza da uno dei diversi locali che vi si affacciano, vi suggerisco il Café des Epices e il Nomad.
La Moschea Koutoubia
L’iconico minareto di Marrakech, a pochi passi da Piazza Jemaa El Fna. “Koutoubia” significa “moschea dei librai” omaggio alle numerose bancarelle di libri che la circondano. Il suo imponente minareto sovrasta il panorama della città, vera icona di Marrakech con il suo caldo colore della pietra arenaria rosata, per cinque volte al giorno la voce del muezzin echeggia sul trambusto della vicina piazza per richiamare i fedeli alla preghiera.
I non musulmani non possono accedere al Minareto, ma possono ammirare da ogni angolo la sua splendida architettura, camminando intorno all’interno del perimetro del complesso. Il Minareto della Koutoubia è uno dei più belli e antichi del mondo islamico.
Alle sue spalle, la piccola oasi verde disseminata di palme, les Jardins de la Koutoubia.
Piazza Jemaa El Fna
Piazza Jemaa El Fna, dal 2001 riconosciuta dall’Unesco come patrimonio orale e immateriale dell’umanità, è il cuore pulsante e l’anima della città. Questa piazza si trasforma ogni giorno, bancarelle colorate con frutta, succhi freschi, erbe aromatiche, bancarelle di spezie ed erbe aromatiche e artiste del tatuaggio con l’henné al mattino, e dal tramonto animatissimo palcoscenico per cantastorie, danzatori, musicisti e artisti vari che trasformano la piazza in uno spettacolo notturno indimenticabile.
Piazza Jemaa El Fna è difficile da raccontare, di fatto non ha nulla di realmente bello, ma inevitabilmente cattura il visitatore in ogni momento della giornata, soprattutto la sera, dove sembra che tutti magicamente vi si riuniscano.
Imperdibile l’aperitivo al tramonto in una delle terrazze dei tanti locali che vi si affacciano, vi permetterà di assistere alla trasformazione della piazza nella affascinante versione notturna.
Alcune cose, lo confesso, non mi sono affatto piaciute. Lo street food della piazza ad esempio l’ho assolutamente evitato, le ‘specialità’ servite e in bella mostra erano per lo più molto ‘audaci’, e non mangiando carne per me era abbastanza difficile cenare con testine di agnello allineate in bellavista.
Altra cosa insopportabile, lo sfruttamento degli animali, ridotti in vera schiavitù e maltrattati, dalle scimmiette incatenate e strattonate ai serpenti a cui vengono estratte le ghiandole velenifere per essere utilizzati come spettacolo per turisti. Vi invito a non fotografare questi personaggi per non essere costretti a dar loro del denaro ed evitare così di incentivare questo tipo di attività crudeli che vedono vittime gli animali.
Suggerisco una pausa caffè e dolce da Pâtisserie des Princes (32 Rue Bab Agnaou), una delle più famose della città, un vero trionfo di pains au chocolat, millefeuilles, petit fours e gelati.
La zona di Porta Bab Doukkala
Attraversando questa grande porta, oggi un po’ in rovina, nella parte nord-occidentale della città, vi immergerete in Rue Bab Doukkala dove potrete vivere l’esperienza di un mercato brulicante meno frenetico. Passeggiare in questa zona residenziale è piacevole e permette di vivere momenti di quotidianità di Marrakech, i panni stesi alle grate delle finestre negli stretti vicoli, le bancarelle di prodotti alimentari e i vivaci locali di cibo tradizionale. Una zona a mio avviso autentica e molto vivace.
Se desiderate regalarvi una serata elegante, non avrete che l’imbarazzo della scelta, in quanto a ristoranti à la mode infatti a Marrakech ce ne sono davvero molti. Potreste iniziare con un aperitivo al La Mamounia Hotel, visitabile ed aperto anche a chi non vi soggiorna (aperte al pubblico e a pagamento ci sono anche la spa e le piscine). Al suo interno, nel 1956, Alfred Hitchcock girò alcune scene de “L’uomo che sapeva troppo” con Doris Day e James Stewart.
Un ottimo modo per spostarsi a Marrakech è la bicicletta, uno dei noleggi (che organizza anche tour di gruppo) è
VISITE nei dintorni di Marrakech : in base al tempo a disposizione potete decidere di spostarvi e visitare altre località, ci sono luoghi da visitare in giornata come ad esempio le Cascate di Ouzoud, oppure Essaouira sulla costa, se invece avete più giorni vi invito a leggere gli altri due articoli dove racconto le nostre tappe, ‘Da Fez a Merzouga’ e ‘Deserto dall’Erg Chebbi all’Erg Chegaga’ e ‘Da Zagora a Marrakech’.
DESERTO: evitate di cadere nella trappola del (finto) Deserto di Agafay , è una pura invenzione turistica, un luogo arido e roccioso dove hanno creato dei campi tendati anche lussuosi.
Per vedere il vero deserto dovrete spostarvi verso Merzouga per l’Erg Chebbi (circa 560 km da Marrakech ci vogliono almeno 4 giorni per vivere appieno anche le località meravigliose che troverete lungo il percorso) o l’Erg Chegaga ai confini con l’Algeria, dovrete raggiungere M’Hamid l’ultimo villaggio (a 98 km da Zagora) prima di vedere le dune di sabbia (da Marrakech circa 520 km) ve lo racconto QUI.
CONSIGLI PRATICI
Organizzare un viaggio in Marocco è relativamente semplice, grazie anche alla buona disponibilità di voli diretti dalle principali città italiane e alle numerose possibilità di alloggio, che spaziano dai Riad ed hotel più lussuosi a quelli più economici e familiari. Trovate tante INFO UTILI per organizzare il viaggio anche in QUESTO POST.
SICUREZZA: Non ci siamo mai sentite in pericolo nel girare da sole, nemmeno la sera, ci è capitato anche di ‘perderci’ tra le viuzze dopo cena ed uscire dai percorsi turistici, convinte di essere nella direzione giusta per rientrare al Riad. In più di una occasione abbiamo ricevuto aiuto spontaneo da persone del posto per ritrovare la strada. In ogni caso è sempre bene informarsi sulle zone da evitare e avere un minimo di prudenza, come in ogni altra città del mondo.
TRASPORTI: Ci siamo quasi sempre spostate a piedi, in questo modo si scoprono tante cose. Abbiamo utilizzato un petit taxi solo in una occasione per ottimizzare il tempo, perché dovevamo per spostarci dal Riad all’altro lato della città.
L’aeroporto dista una ventina di minuti dalla città, all’arrivo noi abbiamo prenotato un transfer privato tramite Booking.com, mentre al ritorno abbiamo preso un taxi. In entrambi i casi le tariffe non superavano i 12 €. Onde evitare spiacevoli sorprese, definite sempre il prezzo della corsa con il tassista prima della partenza.
NOLEGGIO AUTO: Se state pensando di visitare altre località partendo da Marrakech, considerate che spostarsi all’interno del paese non è affatto difficile. È abbastanza comodo anche l’utilizzo dei mezzi di trasporto quali treni, autobus o taxi condivisi (vi ho raccontato qui il mio viaggio in treno da Marrakech a Fez). Nel caso preferiate spostarvi in autonomia, potete considerare il noleggio di una automobile, in questo caso molto utile DiscoverCars.com , sito di comparazione prezzi e condizioni noleggio, vi aiuterà a trovare in modo semplice il mezzo che fa per voi.
Ricordate che è necessario avere la patente di guida internazionale, che potete richiedere prima del viaggio in Italia alla motorizzazione.
Nel caso decidiate di guidare in autonomia, fate soltanto attenzione ad attenervi alle regole e limiti di velocità, i controlli sono frequenti, inoltre nelle zone rurali e di montagna le strade potrebbero essere un po’ wild. Vi ho raccontato un po’ di cose in merito alla guida in Marocco QUI.
ASSICURAZIONE VIAGGIO: Ricordo l’importanza di avere una assicurazione di viaggio, in Marocco è molto importante e vi consentirà di vivere più serenamente ed in sicurezza per diversi motivi:
Garantisce la copertura e l’assistenza medica e/o il trasporto di ritorno a casa.
Può coprire i costi legali in caso di incidenti o ad esempio di problemi giudiziari durante il viaggio.
Può per questo essere molto importante in un paese dove le leggi e le procedure sono molto diverse da quelle del proprio paese di origine.
LINGUA: La lingua ufficiale è l’arabo ma il francese è ampiamente parlato, spesso potrete comunicare anche in inglese o spagnolo.
PAGAMENTI: Nei ristoranti e locali in genere è possibile pagare con la carta di credito, è comunque molto facile cambiare denaro in dirham a cambi ragionevoli. Io ho preferito portare con me una carta ricaricabile e con la stessa prelevavo al bisogno direttamente dagli sportelli presenti in città. Fate soltanto attenzione al fine settimana, a volte questi sportelli ATM restano a secco rendendo impossibile il prelievo. Spesso hanno accettato volentieri anche l’euro.
TELEFONO: è possibile acquistare una Sim di una delle compagnie telefoniche del Marocco al vostro arrivo in aeroporto o in città (anche nei pressi di Jemaa El Fna), con una decina di € avrete i giga necessari e vi installeranno la sim velocemente. Io onestamente sono riuscita a sopravvivere senza farlo, questo perché tutti i locali, Riad e Musei dispongono di wifi, pertanto ho sempre approfittato della connessione nei tanti momenti di pausa, durante le visite o la sera in camera.
FOTOGRAFARE: le persone in genere non amano essere fotografate, ed è anche comprensibile, pertanto chiedete sempre prima di farlo.
CONTRATTARE: Può essere faticoso per noi, ma in Marocco bisogna contrattare. Qui è assolutamente normale e per questo motivo i prezzi iniziali sono sempre molto alti; la regola dovrebbe essere non pagare più di un terzo di quanto inizialmente richiesto dal mercante.
QUANDO ANDARE: tenete conto che durante i mesi estivi, tra giugno e settembre, le temperature possono raggiungere anche i 40°. La primavera e l’autunno sembrano essere i mesi perfetti per le temperature più miti. Io ci sono stata nei mesi di novembre la prima volta e a dicembre la seconda e ho trovato che fossero dei momenti ideali, per le temperature che erano comunque piacevoli ed il clima mite, ma anche per l’affluenza turistica, decisamente più contenuta che ha reso la nostra visita sicuramente più tranquilla e godibile.
Tenete in considerazione anche le festività religiose, durante il Ramadan (che cambia date ogni anno) ad esempio, molte attrazioni turistiche potrebbero essere chiuse o fare orari ridotti, stessa cosa per i negozi e ristoranti.
ESCURSIONI: Da Marrakech è possibile fare diverse escursioni: escursione nel deserto (diffidate delle esperienze più vicine, quello di Agafay non è deserto ma una meta creata per i turisti) che dista all’incirca 7 ore di auto; escursioni sulla costa, a Essaouira; sui Monti dell’Atlante o alle cascate di Ouzoud.
Dove abbiamo mangiato
Zeitoun Café (Place Jemaa El Fna) – ottimo sia per un drink rinfrescante ma anche per pranzare: pastilla, kefta, tajine, ma anche insalate e ottime coppe gelato. È inoltre un ottimo posto per godersi il brulicare rumoroso e frenetico della Piazza, ma seduti comodamente!
Café Clock – Una vecchia scuola dove ora ha sede un caffè letterario con spettacoli e musica dal vivo, e da dove godere di un tramonto splendido con vista sulla kasbah, se ci capitate di sera credo sia il top! Noi ci siamo venute di giorno e abbiamo pranzato in terrazza, il menu è davvero invitante e abbiamo provato diversi piatti sfiziosi. Sembra che la specialità qui sia l’hamburger di cammello ma noi, non mangiando carne, abbiamo invece optato per piatti vegetariani, tutti gustosi e ben eseguiti. Se capitate qui la domenica sera è probabile trovare spettacoli di musicisti gnaoua e amazigh.
L’Adresse (Place Jemaa El Fna) – Non abbiamo provato il ristorante per cui non so darvi indicazioni precise sulla qualità (non ho letto recensioni buonissime), ma soltanto l’aperitivo per goderci il tramonto dalla splendida terrazza. La vista secondo me da qui è eccezionale.
Nomad – Rooftop Restaurant – La terrazza del Nomad è spettacolare e molto animata. Il menu ha una discreta offerta di piatti particolari e soddisfa anche chi, come noi, non mangia carne. Abbiamo scelto delle frittelle di zucchina con formaggio di capra, feta, basilico, curry e timo, servite con yogurt di capra, menta e aglio, poi dei calamari di Agadir in soffritto di acciughe, cumino e zenzero serviti su spinaci brasati. Il dessert assolutamente fantastico, una torta di datteri allo zafferano con caramello salato e gelato alla vaniglia.
La Terrasse Ben Youssef – Rooftop restaurant: bellissima terrazza, cibo ottimo (con spettacolo musicale piacevolissimo!) e personale davvero accogliente.
Naïma cous cous (Rue Azbezt) – se volete vivere una esperienza autentica e molto tipica dovete provare questo minuscolo locale a gestione familiare. Sarete accolti da una signora che cucinerà per voi un cous cous buonissimo per soli 10 euro a testa. Da Naïma non c’è alcun menù, serve soltanto cous cous che prepara rigorosamente al momento e vi verrà servito in un enorme piatto con dell’immancabile tè alla menta. Vi consiglio di arrivare con molta fame perché le porzioni sono davvero generose.
Patisserie des Princes – Vicinissimo a Piazza Jemaa el Fna, è perfetto per godersi un tè o un caffè (in santa pace!) accompagnato con uno dei loro buonissimi dolci. C’è davvero l’imbarazzo della scelta, io ho optato per le millefoglie. Super buone!
Se avete in mente una vacanza itinerante in Marocco,
qui sotto potete vedere il percorso fatto on the road con partenza da Fez.
Il racconto delle tappe:
Marocco on the road: da Fez a Merzouga
Il deserto: Dall’Erg Chebbi all’Erg Chegaga
NOLEGGIO AUTO IN MAROCCO: Se nei vostri piani c’è un tour del Marocco, o semplicemente volete esplorare i dintorni di Marrakech, vi consiglio di visitare DISCOVER CARS.COM , un sito pluripremiato e con ottime recensioni dove potrete ricercare, confrontare e noleggiare l’auto che preferite e alle condizioni migliori .
“Ci sono poche città al mondo che vi stregano
con le stessa forza e la stessa magia di Marrakech.”
Pierre Bergé














































































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