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Roberta Morasco

Primi piatti/ Salato

Mezzi rigatoni di grano duro alle fave, piselli, asparagi, speck e zafferano

Oggi vi racconto una ricetta.

Un’eccellenza italiana, la pasta di grano duro,

condita con legumi e verdure di stagione per contrastare la stanchezza

ed il calo di tono tipici della stagione.

Un primo piatto semplice ma davvero gustoso e sano, ricetta che potete trovare nel sito Territori Coop.

 

Si dice Italia all’estero, ed ecco che automaticamente pensano a pizza e pasta.
Non a torto. Gli italiani sono i primi consumatori di pasta al mondo (davanti a venezuelani e tunisini).
Ma vi siete mai chiesti quali siano le origini della pasta?

Pensate che è stato trovato un piatto di spaghetti di miglio nel nord-ovest della Cina, risalente a 4000 anni fa. Sfatata comunque la leggenda che la tradizione della pasta sia stata importata da Marco Polo di ritorno dal suo viaggio in Cina. All’epoca la pasta era già un prodotto noto nel nostro paese e, molto probabilmente, è stata introdotta in Sicilia e nel resto d’Italia con l’invasione araba.

L’invenzione e l’utilizzo della pasta secca è da attribuire, con grande probabilità, proprio ai popoli arabi, i primi a praticare la tecnica dell’essicazione, necessaria per conservare il cibo da portare durante i loro lunghi spostamenti nel deserto.

La storia della pasta ha comunque inizio quando l’uomo abbandona la vita nomade e diventa agricoltore, imparando a seminare ed a raccogliere. La storia dell’uomo che incrocia e si unisce a quella del grano, inizia così, lentamente, la storia della pasta.
Poco per volta l’uomo ha imparato a macinarlo, impastarlo con l’acqua, spianarlo e cuocerlo. Lenti progressi e passaggi fino ad arrivare all’essicazione artificiale ed alla produzione industriale di oggi, in cui dal chicco allo spaghetto, ogni singolo passaggio è automatizzato.

Grano duro e grano tenero, quali sono le differenze? Il chicco del grano duro (Triticum durum) è leggermente più lungo e traslucido, cresce bene in terreni assolati nel Sud Italia e viene tradizionalmente utilizzato per la produzione della pasta secca; mentre il chicco del grano tenero (Triticum vulgare) è tondeggiante e più opaco, preferisce il clima umido della Pianura Padana e se ne ricava la farina con la quale, anche in modo casalingo, si prepara la pasta all’uovo.

Città della Pasta per eccellenza è Gragnano, incastonata tra il golfo di Amalfi ed il golfo di Sorrento, dove da 500 anni si produce la pasta di grano duro, una delle eccellenze italiane, tramandando segreti e tradizioni di padre in figlio.

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Blogtour

‘Il gusto della terra’ ha il sapore dell’amicizia

 

 

Avrei voluto scriverlo subito questo post, il giorno dopo il mio ritorno da Torino.

Ma come accade spesso dopo i nostri raduni ed incontri, in questo caso molto, molto di più, sono stata travolta dalle emozioni, tanto da rendermi difficile mettere insieme ricordi, fotografie e pensieri…

Eccomi qui, una settimana dopo questa intensa e meravigliosa esperienza.

La storia di questo libro ve l’ho già raccontata nel post precedente, oggi vorrei solo lasciare traccia del mare di emozioni in cui ci siamo trovate scaraventate dentro.

Rivedere tante carissime amiche, la commozione, gli abbracci, i sorrisi ed anche le lacrime, di gioia ovviamente.

Poter finalmente toccare, sfogliare, ammirare, raccontare quel libro al quale si è creduto tanto, al quale si ha lavorato per mesi e mesi, con passione e dedizione e soprattutto in totale condivisone ed amicizia.

Si, Il Gusto della Terra ha un sapore buono, il sapore dell’amicizia.

Lo trovate in tutte le librerie, e se non avete voglia di muovervi da casa, cliccate QUI ed acquistatelo online, farete anche una buona azione ché di questi tempi c’è tanto bisogno, i diritti sono interamente devoluti alla Fondazione Banco Alimentare.

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Giusto il tempo di tornare in  hotel,

prepararsi e volare alla bella ed indimenticabile festa presso Spazio Docks.

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Vi lascio al video racconto di Cristina e Lina

N.B. parte delle foto sono della sottoscritta, e parte di altri amici ed amiche presenti all’evento.

Scusate se non vi cito, ma in tutta onestà nel marasma dei tag non capisco più di chi sono le foto!

Buona domenica gente!

n.b. Giuro che la prossima volta torno con una ricetta!

 

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Blogtour

Il gusto della terra

 

 

Finalmente possiamo presentare questo bellissimo progetto!

IL GUSTO DELLA TERRA.

Nato dall’idea e dalla voglia di fare di un gruppo di blogger, Le Bloggalline, che si sono poco per volta organizzate in una redazione ed in gruppi di lavoro dedicati e formati in base alle competenze di ciascuna.

Lo spiega bene Cristina, la nostra Capo Redazione, quella che con Lina non ha mai mollato un solo istante, e di momenti complicati ce ne sono stati…

In questo progetto ha creduto un editore, iFood, ed il libro ora è reale, stampato, VERO.

Ogni singola ricetta è stata studiata, pensata, fotografata e magari pure rifatta, rifotografata perchè non era venuta come volevamo.

L’impegno è stato tanto, tutto curato nel minimo dettaglio, ci abbiamo davvero messo il cuore e tutta la passione a nostra disposizione, oltre che tante ore di lavoro.

IL GUSTO DELLA TERRA, ha conquistato anche lo Chef Luca Montersino che ci ha donato una prefazione bellissima e che ha strappato qualche (leggasi kleenex e kleenex…) lacrimuccia.

Insomma, non vi voglio dire molto, preferisco che andiate in libreria a sfogliarlo e gustarvi il nostro lavoro!

Sappiate che i diritti d’autore sono interamente devoluti alla Fondazione Banco Alimentare, che opera  contro lo spreco dei generi alimentari.

 

Ma ora i GRAZIE, e sono tanti.

E’ stata un’esperienza che mi ha dato tanto, si sono creati legami ed amicizie forti ed ho imparato davvero tantissime cose in questo ultimo anno…quindi,

GRAZIE alle amiche ADMIN, per avere sempre creduto insieme a me alle potenzialità di questo gruppo, andando avanti a testa bassa e lasciandosi scivolare addosso critiche sterili, cattiverie ed invidie.

GRAZIE a Cristina, Lina e tutta la redazione con cui ho lavorato in perfetta sintonia, Silvia, Meris, Giulia, grazie al team fotografico, al gruppo controllo ricette di cui sono stata coordinatrice, ed alla nostra bravissima Mary, sue le foto bellissime degli ingredienti e della copertina.

GRAZIE a NetAddiction per aver reso possibile tutto questo, e allo staff che ha seguito la pubblicazione del libro.

…e grazie alla mia famiglia che ha sopportato la mia permanenza al pc così tante ore al giorno, feriali e festivi compresi, e per aver assaggiato più e più volte il mio tortino fino a quando non è venuto come dicevo io!

 

 

Saremo a Torino per la presentazione del libro

sabato 16 Maggio 2105 alle ore 16.00.

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Se volete seguirci gli hastag ufficiali sono #il gustodellaterra  #iFoodBook  #iFoodit

Se volete acquistarlo online cliccate QUI!

Io vado a preparare il trolley, quando torno vi racconto tutto!

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Biscotti e Frolle/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Tiramisù alle fragole con savoiardi homemade

tiramisu alle fragole con savoiardi home made

Oggi una piccola novità.

Sono stata invitata a collaborare con il portale Territori Coop con alcune mie ricette.

La loro proposta mi ha fatto davvero piacere, perché seguo e leggo Territori,

sono socia e cliente Coop da parecchi anni e ne apprezzo molto la filosofia,

l’attenzione al Territorio, alle eccellenze, alla sostenibilità, all’alimentazione dei più piccoli con prodotti dedicati.

Oggi vi presento la prima ricetta pubblicata, un Tiramisù leggero alle fragole preparato con dei savoiardi fatti in casa.

La potete leggere ovviamente anche su Territori Coop.

 

Il tiramisù non è un dolce che ha bisogno di grandi presentazioni, abbastanza semplice da preparare e che accontenta praticamente tutti, ci avete fatto caso?

A me diverte molto scoprire la storia dei piatti, ed in particolar modo dei dolci, saperne qualcosa di più.

Sulla ricetta del tiramisù ci sono state numerose discussioni, diverse teorie, ed altrettante città (e rispettive Regioni) che ne hanno rivendicato la paternità. Le uniche fonti scritte però sembrano confermare però che il dolce sia stato creato intorno agli anni ’60, dal cuoco (con la passione per la Pasticceria) di un ristorante storico di Treviso, Le Beccherie. Ebbe una felice intuizione, unendo pochi e semplici ingredienti tra loro. Tra questi semplici ingredienti i biscotti Savoiardi.

Certo, c’è chi lo prepara con il Pan di Spagna, o con altri tipi di biscotti, ma la ricetta originale prevede l’utilizzo dei savoiardi, non ci sono dubbi.

L’origine dei biscotti savoiardi non è certa. Sembra nascano nel tardo Medioevo alla corte di Amedeo di Savoia. In occasione della visita del Re di Francia venne chiesto al pasticciere di corte di creare un dolce indimenticabile. Il nome ‘Savoiardi’ fu dato infatti come omaggio ai Savoia.

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Primi piatti/ Salato

Maltagliati al gratin con piccole zucchine, fiori e prosciutto

 

 

Preparare la pasta fresca è terapeutico.

Avete mai provato?

Mettere insieme farina e uova, lavorarle ed impastarle con le mani, con calma, tranquillità, fino ottenere della pasta fresca dà enorme soddisfazione.

Ok, ok, non sempre c’è tempo, non sempre si ha voglia di infarinare la cucina, ma prendersi ogni tanto una sosta nelle corse di ogni giorno per preparare la pasta in casa, fa bene.

Io adoro questo formato. I maltagliati.

Sono nati per recuperare gli avanzi di pasta della preparazione delle tagliatelle. Una sorta di pasta di recupero insomma.

Perfetta con i sughi di pesce, appena saltata insieme al condimento, per questa ricetta però, ho preferito arricchirla con un condimento corposo e farla gratinare nel forno.

La pasta delle giornate di festa per me è al forno.

Piccole zucchine con fiore, prosciutto ed un condimento cremoso per gratinarla, una delizia.

Ricettina e non se ne parla più!

 

 

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MALTAGLIATI AL GRATIN CON FIORI DI ZUCCHINA E PROSCIUTTO

 

Ingredienti per 4 persone

Per i maltagliati

300 g farina di grano tenero tipo 00

3 uova biologiche

Besciamella

40 g burro biologico

40 g farina di riso biologica

3 dl latte

1 dl acqua

sale, pepe, noce moscata qb

Farcia

1 albume

1 tuorlo

50 g Grana Padano grattugiato

120 g prosciutto cotto

4-5 piccole zucchine con fiore

1 spicchio d’aglio

prezzemolo fresco qb

sale, pepe bianco qb

olio evo qb

Preparazione

Maltagliati

Setacciate la farina sul piano di lavoro, disponetela a fontana e formate un piccolo buco. Rompete un uovo nella ciotola quindi versatelo al centro della fontana. Ripetete con le altre due uova ed iniziate ad amalgamare la uova alla farina, sbattendo leggermente al centro con una forchetta.

Quando le uova sono abbastanza incorporate, iniziate a lavorare l’impasto con le mani, fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo. Avvolgete la pasta nella pellicola alimentare e fatela riposare per 30 minuti.

Trascorso il tempo di riposo, dividete l’impasto in piccoli panetti ed iniziate a tirare la pasta con la macchina apposita, senza ripiegarla e diminuendo lo spazio tra i rulli progressivamente fino ad ottenere lo spessore desiderato. Per preparare i maltagliati io consiglio la penultima o ultima posizione (io ho tirato fino all’ultima, molto sottile); stesa bene la pasta ritagliate con il coltello i maltagliati. Solitamente vengono tagliati a forma di rombo, io li taglio invece in modo irregolare e casuale, rispettando solo la dimensione.

Besciamella

Sciogliete il burro a fuoco basso, versate la farina mescolando con una frusta, fino ad ottenere una crema liscia. Appena il composto inizia a sobbollire (non deve prendere colore), versate il latte e l’acqua mescolati insieme e mescolate bene per evitare il formarsi di grumi.

Salate, pepate ed unite anche la noce moscata, quindi portate ad ebollizione, sempre mescolando, e a fuoco dolce, fino a quando il composto inizierà ad addensarsi. Tenete da parte.

Assemblaggio e cottura in forno

Tritate il prosciutto cotto; lavate le zucchine e tagliatele a rondelle, tagliate anche i fiori eliminando il pistillo interno. Fate soffriggere lo spicchio d’aglio schiacciato con poco olio in una padella antiaderente, unite le zucchine e fatele cuocere per alcuni minuti, unite i fiori di zucchina e spegnete.

Cuocete la pasta in acqua bollente salata per un paio di minuti e scolatela al dente.

Preparate il condimento mescolando la besciamella con il tuorlo, il prezzemolo tritato, il Grana grattugiato, il prosciutto, le zucchine con i fiori e l’albume precedentemente montato a neve.

Mescolate bene la pasta al condimento, e versatela in una pirofila precedentemente imburrata. Cospargete con altro Grana Padano grattugiato e qualche fiore di zucchina.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per circa 20-25 minuti, comunque fino a quando sarà ben gratinata la superficie.

 

 

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Buona settimana!

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Dolci al cucchiaio e semifreddi

Cestini di pasta fillo, fragole, robiola e lemon curd

 

Eccomi, eccomi…

Non sono morta. Riemergo da alcuni giorni di lavoro e di influenza.

Colpo di coda dell’inverno e qualche virus rompiscatole ancora nell’aria.

Passo davvero di corsa, con un dolcino velocissimo.

Vi piace la pasta fillo? A me da impazzire!

Ultimamente ho faticato tantissimo a reperirla, nemmeno surgelata al supermercato riuscivo più a trovarla. Girati tutti, sparita. Mi ero quasi arresa.

Poco tempo fa però, ho avuto l’occasione di assaggiare una torta alle mele preparata con la pasta fillo.

Due erano le cose: o la trovavo o me la dovevo preparare io a casa.

Per fortuna, dato che tempo non ne ho tantissimo in questo periodo, l’ho trovata!

La pasta fillo mi ricorda uno dei luoghi più amati delle mie vacanze estive, la Grecia.

Phyllo, significa foglia; è una sorta di pasta sfoglia priva però di grassi, che viene preparata in numerosi e sottili fogli separati tra loro.

Si può utilizzare in tantissime preparazioni, sia dolci che salate, cotte in forno o fritte.

I dolcini che vi propongo oggi sono più difficili da spiegare che da fare.

Una delizia leggera e croccante!

Ricettina?

 

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CESTINI DI PASTA FILLO, FRAGOLE, ROBIOLA E LEMON CURD

 

Ingredienti

Per 12 cestini

1 rotolo di pasta fillo

1 cestino di fragole

300 g robiola

300 ml panna fresca

60 g zucchero a velo

burro qb

Lemon curd

2 limoni biologici grandi

2 uova biologiche

80 g burro

130 g zucchero

1 cucchiaino di amido di mais

Preparazione

Lemon curd

Lavate bene i limoni, grattugiate la buccia (soltanto la parte gialla) e spremete il succo (dovreste ottenere circa 120 g di succo).

Sciogliete il burro a bagnomaria, unite lo zucchero, il succo, la buccia di limone, e l’amido setacciato. Aggiungete anche le uova leggermente sbattute.

Fate cuocere a fiamma media per circa 10 minuti, togliete dal fuoco, fate raffreddare e poi riposare in frigorifero.

Per i cestini

Accendete il forno a 180°C.

Fate sciogliere poco burro su una piccola padella e spennellate tutti i fori di uno stampo da muffin.

Srotolate la pasta fillo sul piano di lavoro pulito, tagliatela a quadrati leggermente più grandi dei fori dello stampo da muffin (circa 14-15 cm) ed iniziate a disporre all’interno di ogni foro dei quadrati di pasta precedentemente spennellati di burro; sovrapponete 4 o 5 fogli in modo sfalsato.

Lavate le fragole, tamponatele e tagliatele a pezzettini.

Mescolate bene la robiola con 30 g di zucchero a velo, mettetene una cucchiaiata dentro ad ogni cestino, un cucchiaino anche di lemon curd e finite con le fragole a pezzetti. ripiegate la pasta fillo sopra alla farcia, spennellando di burro per farla aderire.

Infornate a 180°C per circa 10 minuti, comunque fino a quando saranno belli dorati.

Montate la panna insieme al restante zucchero a velo.

Fate intiepidire leggermente i cestini e serviteli cosparsi di zucchero a velo, ed una cucchiaiata abbondante di chantilly.

NOTE:

Questi cestini vanno consumati appena dopo la cottura.
Se preferite prepararli in anticipo, potete in alternativa cuocere i cestini senza ripieno, e farcirli prima di servirli con yogurt greco mescolato con zucchero a velo e lemon curd (quantià a vostro piacere), finendo con delle fettine di fragole, zucchero a velo e chantilly.

 

 

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In alternativa,

cuocere i cestini senza ripieno e riempirli all’ultimo con yogurt greco,

lemon curd e fragole fresche.

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Buon LUNGO fine settimana!

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Antipasti/ Salato/ Secondi vegetariani

Quiche di riso e orzo agli agretti e provolone

 

“L’uomo veramente libero è colui che rifiuta un invito a pranzo

senza sentire il bisogno di inventare una scusa”

Jules Renard

Non so se è così anche per voi, ma per me la primavera è la stagione della rinascita, la attendo sempre con tanta impazienza.

È la stagione delle passeggiate, delle corsette mattutine, delle erbette spontanee da raccogliere, della frutta colorata, dei fiori e dei profumi nell’aria.

Le giornate decisamente più lunghe e tante ore in più da potersi godere all’aria aperta.

In primavera, in cucina, ci si può davvero sbizzarrire con frutta e verdura; andare a fare la spesa è un vero piacere, tante sono le verdure e i legumi freschi a disposizione.

Gli agretti, noti anche con il nome di barba di frate, sono una verdura tipica primaverile, un vero toccasana per la salute, disintossicanti e poveri di calorie, si possono anche mangiare crudi.

Io li preferisco lessati o cotti al vapore, conditi semplicemente con sale, pepe, olio e limone; si prestano molto bene alla preparazione di quiche, torte salate e frittate.

Questa quiche la potete servire come antipasto, magari insieme ad una insalata con rucola e misticanza, oppure anche come secondo o piatto unico accompagnandola ad una insalata magari un po’ più robusta.

Ricettina?

 

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QUICHE DI RISO E ORZO AGLI AGRETTI E PROVOLONE

Ricetta brisée di M. Roux dal libro “Frolla e Sfoglia”

Ingredienti

Pasta brisée

150 g farina d’orzo biologica

100 g farina di riso biologica

160 g burro biologico freddo

1 uovo biologico

1 cucchiaio latte freddo

½ cucchiaino sale

semi di sesamo nero e bianco

Farcia

3 uova biologiche

200 ricotta di mucca biologica

50 ml panna fresca

50 g Grana Padano grattugiato

50 g provolone piccante

sale e pepe qb

1 limone non trattato (buccia)

1 mazzetto di agretti

Preparazione

Pasta brisée

Potete prepararla a mano impastando velocemente tutti gli ingredienti, oppure utilizzare la planetaria (con il gancio) . Se lo fate a mano mettete in una terrina la farina precedentemente setacciata, fate una fontana e mettete il burro al centro, ben freddo e tagliato a pezzetti, il sale e l’uovo. Lavorate velocemente fino ad ottenere un composto grumoso, quindi aggiungete il latte e lavorate bene fino ad ottenere un impasto compatto. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola per alimenti e fatela riposare in frigorifero per almeno un’ora.

Preriscaldate il forno a 190°.

Stendete la brisée su una spianatoia infarinata in una sfoglia di circa 3 mm di spessore. Adagiatela su uno stampo imburrato ed infarinato (o foderato di carta forno), fatela aderire bene e ritagliate i bordi. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e mettete in frigorifero per una decina di minuti.

Procedete con la cottura in bianco, coprendo il fondo del vostro guscio di brisée con della carta da forno coperta con dei pesi (io fagioli secchi). Cucocete in forno ben caldo a 190° per 15 minuti. Estraete del forno.

Con la pasta avanzata potete ritagliare dei piccoli rombi, cospargerli di semi di sesamo nero e bianco, e ‘fissarli’ passando sopra delicatamente il matterello. Potete distribuirli intorno alla quiche come a formare una decorazione del bordo, oppure semplicemente disporli su una teglia coperta di carta forno e cuocerli per pochi minuti in forno bene caldo.

Farcia

Eliminate le radici degli agretti e lavateli bene sotto l’acqua corrente per eliminare tutta la terra. Lessateli in acqua bollente salata per 3-4 minuti. Scolateli e tuffateli in acqua fredda (io nell’abbattitore di temperatura) sia per fissare il colore verbe brilante che per fermare la cotttura. Scolateli e spuzzateli di succo di limone. Tenete da parte.

Sbattete le uova, unite la ricotta, la panna, il Grana Padano grattugiato, sale pepate e sbattete bene, unite anche il provolone tagliato a pezzetti e della buccia di limone grattugiata a piacere.

Versate il composto sulla base della quiche, disponete gli agretti lessati a ciuffetti.

Infornate per altri 30-35 minuti circa.

 

NOTE:

Potete preparare la pasta brisée anche utilizzando il robot da cucina, versate tutti gli ingredienti ed il burro ben freddo tagliato a pezzetti, azionate fino a quando si formerà una palla.
Michel Roux non ne sarebbe felice, ma quando c’è poco tempo anche questo è concesso!

 

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Buona settimana gente!

 

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Biscotti e Frolle

Shortbread con fragole e chantilly al limone

 

Gli shortbread sono dei tipici biscotti scozzesi, molto burrosi e friabili.

Molto diffusi anche nel Regno Unito, lo shortbread tradizionale va preparato di norma mescolando una parte di zucchero, due di burro e tre parti di farina.

Le forme tradizionali sono tre, shortbread fingers, quella rettangolare e spessa, bucherellata con i rebbi di una forchetta, round shortbread, quella rotonda, come questi ed infine la petticoat tails, un unico grande biscottone rotondo tagliato in spicchi.

Short, termine ormai un po’ in disuso, sta per friabile, ed infatti la particolarità di questi biscotti è, oltre alla burrosità, la friabilità che si forma dopo il  loro raffreddamento.

Questa ricetta arriva dal calendario di ‘Jamie Magazine’, io ho usato due tipi di farina, ché la 00 non la utilizzo, e messo la buccia di limone nella chantilly.

Shortbread + chantilly + fragole = piatto vuoto in un nanosecondo.

 

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SHORTBREAD CON FRAGOLE E CHANTILLY AL LIMONE

Dal Calendario di Jamie Magazine

Ingredienti

Per 8-10 porzioni

100 g burro biologico (morbido)

55 g zucchero semolato

100 g farina macinata a pietra (tipo 1 per dolci)

50 g farina di riso biologica

½ cucchiaino di polvere di vaniglia

300 ml panna fresca

30 g zucchero a velo

buccia di mezzo limone non trattato

200 g fragole

Preparazione

Nella planetaria (o in un recipiente) lavorate insieme con la foglia (o frusta K) il burro morbido e lo zucchero, fino ad ottenere una crema morbida.

Unite la vaniglia e le due farine setacciate, formate l’impasto e create un salsicciotto. Avvolgetelo nella pellicola trasparente, fatelo riposare e rassodare per almeno un’ora in frigorifero.

Accendete il forno a 180°C.

Affettate il salsicciotto in fettine da 1 cm circa, quindi disponetele su una teglia coperta di carta forno.

Infornate per 8-10 minuti, fino a quando saranno leggermente dorati. Sfornate e fate raffreddare nella teglia, sono molto fragili, si induriranno raffreddandosi.

Montate la panna con lo zucchero e velo e la buccia di limone.

Servite gli shortbread con la panna spalmata all’interno e qualche fettina di fragola.

NOTE:

Li potete conservare in una scatola di latta o in un contenitore a chiusura ermetica.

 

 

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Buon fine settimana gente!!!

 

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Torte

Torta magica alle mele caramellate

 

Confesso che questa torta mi ha subito conquistata.

La prima torta magica che ho fatto era questa qui, e mi è piaciuta tantissimo.

E’ come avere tre torte in una sola. Impasto unico, ma a fine cottura e riposo presenta tre diversi strati e consistenze.

Una base densa come un flan, una parte centrale cremosa ed uno strato (superiore) con una consistenza simile al pan di Spagna.

Il segreto sta tutto nel rispettare alcuni semplici accorgimenti e passaggi durante la preparazione e cottura.

Per prima cosa è importante rispettare la dimensione dello stampo consigliato per quella quantità di impasto;  incorporare gli albumi a neve con una frusta, delicatamente, evitando di scioglierli nell’impasto, e lasciando anche dei grumi più grossi che si potranno lisciare eventualmente con un coltello se rimarranno sulla superficie all’interno dello stampo; rispettare i tempi di cottura, che preferibilmente non deve essere in forno ventilato (in questo caso abbassate di 10°C); non togliete la torta dallo stampo prima di averla fatta raffreddare e rapprendere completamente, ve tenuta in frigorifero almeno 2 ore prima di sformarla; se la farete riposare una notte in frigorifero sarà ancora più buona!

Ma com’è possibile questa magia?

I tuorli, sbattuti con lo zucchero, il burro, la farina ed il latte vanno a creare i due strati inferiori della torta magica, il flan e la crema. Mentre gli albumi montati a neve che rimangono in superficie, vanno a creare il pan di Spagna.

Questa versione con le mele caramellate mi fa sbarellare, rende l’idea?

 

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TORTA ‘MAGICA’ ALLE MELE CARAMELLATE

Dal libro ‘Torte magiche’ di C. Huet-Gomez

Ingredienti

Dose per uno stampo da 24 cm

Mele caramellate

3 mele Royal Gala

30 g di zucchero semolato

20 g burro leggermente salato

Torta

4 uova biologiche (a temp. ambiente)

120 g zucchero

125 g di burro biologico

1 cucchiaio di estratto di vaniglia (liquido)

90 g farina tipo 1 macinata a pietra (per dolci)

25 g farina di riso biologica

500 ml latte (a temp. ambiente)

1 presa sale

Mele disidratate

1 mela Royal Gala

Salsa al caramello

200 g zucchero semolato

100 ml acqua

vaniglia qb

Preparazione

Per le mele caramellate

Lavate e sbucciate le mele, tagliatele a piccoli pezzetti e mettetele in una padella con lo zucchero. Fatele cuocere fino a caramellarle, poi unite il burro leggermente salato, mescolate bene e tenete da parte.

Per la torta ‘magica’

Accendete il forno a 160°.

Separate gli albumi dai tuorli. Sbattete i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare chiari e spumosi.

Sciogliete il burro ed unitelo al composto insieme con l’estratto di vaniglia. Aggiungete anche la farina setacciata ed il sale. Sbattete poco, poi versate anche il latte tiepido, poco per volta e sempre sbattendo.

Montate gli albumi e, con l’aiuto di una frusta, uniteli all’impasto.

Foderate con la carta forno uno stampo di 24 cm di diametro, distribuite le mele caramellate sul fondo, quindi versate sopra l’impasto. Livellate con una spatola ed infornate per 55 minuti.

Appena sfornato il dolce sarà ancora abbastanza liquido. Deve riposare e rapprendersi.

Fatelo raffreddare e poi riposare in frigorifero per almeno 2 ore.

Per le mele disidratate

Lavate e affettate la mela intera, a fettine abbastanza sottili (senza sbucciarla o eliminare il torsolo).

Disponete le fette su una teglia rivestita di carta forno, e cuocete a 90° per almeno 2 ore.

Per la salsa al caramello

Mettete lo zucchero in un pentolino dal fondo spesso, lasciatelo sciogliere lentamente senza mescolare. A parte scaldate l’acqua con la vaniglia. Quando lo zucchero si sarà sciolto e sarà diventato di colore ambrato, unite l’acqua bollente facendo attenzione a non scottarvi, e mescolate energicamente con una frusta. Fate raffreddare.

Servite la torta con le mele disidratate ed una ‘colata’ di salsa al caramello.

 

 

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Quella goccia di salsa al caramello che cola, non vi fa venire l’acquolina in bocca?

A me si!

 

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Primi piatti/ Salato

Risotto con fave e seppie

 

Che sia un caso?

Certo che no. La natura non fa nulla ‘a caso‘.

Il fatto che fave, piselli e fagioli siano tra i prodotti di stagione in primavera…

Lo sapevate che contengono L.Dopa, precursore dell’adrenalina, l’ormone che ci rende più reattivi e con tanta voglia di fare?

…e in primavera ci sentiamo sempre tutti un po’ stanchi e giù di tono.

Le fave sono molto ricche di proteine e povere di grassi. Grande fonte di ferro e di acido folico, contengono anche elementi che aiutano ad abbassare il colesterolo.

Insomma, non resta che approfittare di questo periodo in cui si possono trovare fresche e sbizzarrirsi con tante diverse preparazioni.

Oggi io vi propongo un risotto sbirciato su Sale & Pepe.

Ricettina suvvia!

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Antipasti/ Salato

Uovo in crosta su insalatina, avocado, mela verde, bacon e mandorle

 

“Rispetto l’uovo per il genio che dimostra in tutti i tipi di cottura.

Mi sembra che sia un alimento sottovalutato,

invariabilmente messo in ombra da ingredienti costosi e di lusso.”

Michel Roux

Amo le uova, credo di averlo già detto tante volte.

Nella mia cucina ci sono sempre. Rigorosamente biologiche.

Perché biologiche?

Perché sono uova di galline felici. Galline che possono stare all’aperto, libere di muoversi e razzolare; alimentate in modo naturale senza impiego di antibiotici.

Sono uova sane.

Quando acquistate le uova, controllate il codice identificativo.

Lo ‘0’ identifica le uova biologiche, niente cure antibiotiche e densità nel pollaio accettabile ed etica.

Poi man man o che il numero aumenta, da ‘1’ a ‘3’, peggiorano le condizioni di vita delle galline, e di conseguenza anche la qualità del prodotto finale, l’uovo.

Si, costano un po’ di più,è vero. Ma in tutta onestà io risparmio su altre cose, non sulla salute.

Ricordate che il guscio è una barriera naturale contro germi e batteri; non utilizzate uova con il guscio danneggiato.

Le uova vanno controllate, quindi sgusciate in una ciotolina per verificare che siano fresche, poi unitele al vostro composto, impasto o altro.

Le uova vanno tenute in un posto fresco, ma andrebbero tolte dal frigorifero un paio d’ore prima del loro utilizzo per consumarle al meglio.

Gli albumi si possono conservare per qualche giorno in frigorifero e per alcune settimane in congelatore; gli albumi vecchi di qualche giorno sono perfetti per preparare meringhe, pavlova e macaron.

Questa ricetta l’ho sbirciata in libreria, in un libro sfogliato che non ho acquistato e di cui non ricordo il titolo…

L’ho ovviamente modificata perché sono andata a memoria.

Antipasto? Secondo? Piatto unico?

Quello che preferite, cambierete le quantità di conseguenza.

Dai, ricetta!

 

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UOVO IN CROSTA SU INSALATINA, AVOCADO, MELA VERDE, BACON E MANDORLE

Ingredienti

Dose per 4 persone

Per le uova in crosta

4 uova biologiche (+ 1 per la panatura)

4 cucchiai di pane grattugiato

2 cucchiai di farina di riso

3 cucchiai di mandorle a lamelle

olio di semi di arachide per friggere

sale e pepe qb

Per l’insalata

insalatina mista (misticanza, rucola..)

1 avocado

1 mela Granny Smith

70 g pancetta stufata (tipo bacon)

mandorle a lamelle qb

sale integrale qbpepe bianco qb

olio evo qb

1 lime

Preparazione

Per le uova in crosta

Preparate le uova sode. Mettete le 4 uova in una pentola sui fuoco medio coperte con abbondante acqua fredda. Appena l’acqua bolle, abbassate la fiamma (cuocendo in acqua in forte bollizione gli albumi diventano grumosi) e continuate la cottura per 6 minuti (dopo che l’acqua ha iniziato a bollire). Trasferitele in acqua fredda e sgusciatele.

Tritate nel mixer le mandorle insieme al pane grattugiato.

Sbattete l’uovo rimasto in un piatto fondo con sale e pepe, versate la farina di riso in un piatto e il pane grattugiato con le mandorle in un altro. Passate le uova prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel mix di pane grattugiato e mandorle.

Scaldate bene l’olio (quando è pronto, immergendo uno stecchino di legno si formeranno delle bollicine tutto attorno) quindi friggete le uova per un paio di minuti, avendo cura di girarle per farle dorare da tutti i lati. Scolatele e fatele asciugare su della carta per fritti.

Per l’insalata

Lavate accuratamente le insalatine e la rucola. Sbucciate l’avocado, eliminate il nocciolo e tagliatelo a fettine. Lavate bene la mela, eliminate il torsolo e tagliatela a fettine sottili. Uniteli all’insalata.

Fate rosolare la pancetta in una padella antiaderente (o al forno) fino a farla diventare bella croccante; tostate le mandorle a lamelle in un altro padellino antiaerente.

Condite l’insalatina con sale, pepe ed un’emulsione di olio evo e lime.

Presentazione del piatto

Servite con un fondo di insalata un uovo in crosta tagliato a metà, finite con del bacon croccante e mandorle tostate.

 

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Buon fine settimana gente!

 

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