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Primi piatti

Primi piatti/ Salato

Risotto ai funghi chiodini


Vi ricordate che sabato siamo andati a caccia di funghi?
…non crediate che a caccia per noi significhi a boschi con il cesto…no, perché bisogna conoscerli bene e l’idea di confondere un porcino con un’amanita velenosa mi inquieta non poco…
No, non è decisamente il caso di rischiare.
Io lascio fare il lavoro a chi è competente e li compero dal fruttivendolo di fiducia.
Sabato il nostro fruttivendolo ne aveva di belli, a km zero…e una cassetta è venuta a casa con noi….
Il lavoro ‘sporco’ lo ha fatto mio marito, pulirli uno a uno, eliminare foglioline, insettini e quant’altro…una volta puliti, li abbiamo cacciati in pentola con olio evo e aglio (intero schiacciato, mentre il prezzemolo lo aggiungo solo prima di consumarli) ed una volta cotti e raffreddati li abbiamo insacchettati e messi in congelatore.
Un po’ li ho utilizzati subito ed ho preparato questo risotto.
Il risotto ci piace molto, anche le bambine lo mangiano volentieri. E’ buono con qualsiasi tipo di verdura, con il pesce, con la carne….ma deve essere fatto bene.
I fondamenti per fare un buon risotto sono semplici e una volta appresi, si può preparare con qualsiasi cosa.
Si prepara il brodo caldo, che si aggiunge poco per volta, si fa un buon soffritto, si deve tostare il riso e si deve aggiunge il burro (poco) solo alla fine con il parmigiano, per mantecare bene….e poi mescolare e mescolare.
Non abbandonare mai il riso a se stesso, ma mescolarlo durante la cottura…
Poi, fondamentale, fare attenzione a non farlo asciugare troppo.
Un buon risotto, almeno per i miei gusti, deve essere ‘all’onda’, ovvero si deve adagiare mollemente nel piatto…
Se non si stacca dal mestolo e bisogna usare la forza bruta per ‘spiattellarlo’ sul piatto non va bene, no, non va bene!

Quelli in secondo piano sono i primi cachi del nostro albero, adesso penso un po’ a cosa farci.


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Primi piatti/ Salato

Fusilli integrali con spinaci e pecorino al limone



Ogni tanto in casa nostra si formano delle pile di riviste varie.
Supplementi di quotidiani, riviste di moda, viaggi, arredamento, si aggiungono una sopra l’altra finché, quando la vedo barcollare, sono davvero costretta a prendere provvedimenti…
Confesso che fatico a buttare le riviste senza staccare almeno una pagina da conservare di ciascuna, sarà che mi piacciono tantissimo le foto in genere, mi piace molto il design, l’arte, la cucina, i viaggi … e che palle! (OOPS! Ho scritto ‘palle’…)
Fatto sta che non riesco a buttarle senza perderci sopra del tempo…
No, è che io prima ho già fatto ‘orecchie’ e ‘contro-orecchie’ sulle pagine che mi interessa tenere, questo per far prima a trovarle e staccarle nel momento opportuno.
Ditemi che capita anche a voi per favore, sennò mi sento davvero ‘strana’.
Praticamente poi è tutto un lavoro, fatto di ‘sfoglia-stacca-archivia’.
Mi ritrovo poi con raccoglitori su raccoglitori con dentro di tutto, divisi ovviamente per ‘tema’, che credete? Sono ordinata, io!
Tra un po’ comunque succederà che dovrò uscire di casa per fare spazio ai raccoglitori.
A questo si aggiunge che ogni tanto elimino anche alcune cose archiviate, per fare spazio ad altre magari più interessanti. In poche parole è una storia infinita..
Questa ricetta esce da uno dei miei raccoglitori di ricette, uno dei più recenti. La pagina è stata staccata da un ‘Gioia’ di non so quando però…
Non so dirvi onestamente se vale la pena fare tutto questo lavoro, ma la pasta fatta con la ricetta di questa pagina ‘sfogliata-staccata-archiviata’ è davvero buona!
Buona domenica amici!


Primi piatti/ Salato

Mezze penne con pomodoro ciliegino e melanzane grigliate

Non c’entra niente con la ricetta che vi posto, ma oggi mi sento un po’ malinconica e penso.
Così mi va di raccontarvi un po’ di me.

Sapete già che sono veneziana ‘trapiantata’ a Treviso.
Sono nata a Venezia ed ho passato una bellissima infanzia nel sestiere di Dorsoduro.
Mi ritengo molto fortunata per questo.
Venezia è davvero una città unica al mondo, nel bene e nel male.
Chi ci è cresciuto, secondo me, porta un ricordo speciale nel cuore, forse come chi cresce in mezzo ai monti, non lo so…
Io so che sono e rimarrò sempre veneziana dentro di me.
Ho ricordi bellissimi della mia infanzia, tanta libertà, tanta spensieratezza.
Sono cresciuta in una città senza automobili, dove l’unico pericolo è l’acqua ma, nuotare, è la prima cosa che i bambini, almeno allora, imparavano a fare.
Anzi, ci tuffavamo nei canali, l’acqua era ‘leggermente’ diversa da oggi, è passato qualche anno, ma non troppi credete…
Ricordo che quando aspettavo il vaporetto all’imbarcadero mi divertivo a guardare l’acqua sotto alle briccole e a quel tempo si vedevano i pesciolini e le schie.
E i campi (per quanti non lo sapessero a Venezia le piazze si chiamano ‘campi’ fatta eccezione per Piazza S. Marco) pieni di gente fino a tarda sera d’estate, quanti bambini…
Le serenate delle gondole la sera e noi a correre sul ponte per vederli passare e salutare.
Mi ricordo gli ‘storti’ (una specie di cannoli molto croccanti) con la panna che si comperavano nelle latterie.
La latteria da Nèa sulla fondamenta dei Tre Ponti, vicino a dove abitavo e che non esiste più.
Un giorno vi voglio ‘portare’ a fare un giro a Venezia, che dite?
Intanto vi lascio una foto di un quadro-ritratto del mio nonno che nel 1937 ha vinto la Regata Storica e quella che vedete nel quadro è la bandiera vinta.
Tornando alla ricetta, è proprio sciuè-sciuè.
E’ che avevo gli ultimissimi ciliegino dell’orto e li ho usati per questa pasta…
A voi non capita mai di aprire la dispensa e trovarci tanti sacchettini di pasta con 100 – 150 gr di pasta da finire?…a me regolarmente.
Noi siamo in quattro e calcolando circa 90 gr di pasta a testa (le bimbe un po’ meno…) finisce che di un sacchetto da 500 gr ne consumo soltanto 350 gr, quindi a meno che io poi non acquisti lo stesso tipo di pasta, mi capita di trovarmi in questa situazione…che fare allora?
In questo caso avevo due sacchetti di pasta, una di kamut e l’altra di farro, con due cotture diverse e si, l’ho fatto! Le ho mescolate.
Ovviamente ho tuffato in acqua prima il tipo di pasta con la cottura più lunga ed il risultato, beh, non se ne sono accorti.
 

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Primi piatti

Quinoa al radicchio di Treviso precoce con fonduta ai formaggi

 

Come avete passato la domenica?
Spero bene.
Noi la mattina in relax, qui c’era anche un po’ di nebbia e, complice anche il mio raffreddore, non avevo voglia di uscire.
Per pranzo ho preparato la ricetta che vi posto oggi (le bambine non l’hanno voluta assaggiare…purtroppo la quinoa ha un aspetto un pochino ‘gelatinoso’ che ai bambini non piace molto, almeno provassero ad assaggiarla dico io!…per loro spaghetti con tonno e limone….pazienza!), ho fatto un po’ di pulizie in casa, lavorato un po’ sul blog mio e visitati blog di amici/che e basta!..
Nel pomeriggio però è uscito il sole e, sentiti al telefono degli amici, abbiamo deciso di andare al mare a fare una passeggiata.
Devo dire che viviamo in una posizione abbastanza strategica perché siamo a metà strada tra i monti ed il mare.
In un ora o poco più si raggiungono le Dolomiti ed in meno di un ora si arriva a Jesolo Lido, Eraclea, Caorle.
Ieri siamo andati a Jesolo Lido.
A me piace molto il mare, anche ‘fuori stagione’.
Passeggiare in spiaggia, mangiare un toast o altro ‘street food’ in qualche bar carino del lungomare…i negozi a Jesolo sono praticamente sempre aperti anche in inverno per cui è bello anche fare un bel giro di vetrine al rientro…e aperitivo all’aperto per concludere la giornata (..che il giorno dopo si va a scuola e non si può fare tardi!).
L’estate è davvero finita gente!
Oggi ho sentito per la prima volta l’aria ‘frizzantina’ dell’autunno!
Tornando alla ricetta, conoscete la quinoa?
A me piace molto.
L’ho scoperta anni fa e spesso la utilizzo al posto del cous cous.
Quasi sempre viene scambiata, erroneamente, per un cereale (l’ho scoperto anch’io di recente…), invece appartiene alla famiglia delle bietole e degli spinaci, proviene dal Sud America, precisamente dalla Bolivia e dal Perù, ed è davvero antichissima, faceva parte della dieta di Inca e Aztechi.
La totale assenza di glutine la rende perfetta anche per i celiaci e ‘sarebbe’ ottima anche per i bambini (se la mangiassero!)…
Le foglie della quinoa sono commestibili e, cotte, si mangiano come fossero degli spinaci.
Normalmente da noi si mangiano i chicchi lessati che possono essere utilizzati allo stesso modo in cui vengono utilizzati farro, orzo e cous cous.
Questi ‘semini’ sono molto ricchi di proteine, ma poveri di grassi.
Contengono sostanze molto importanti, proteine vegetali, ma anche fibra, minerali, fosforo, magnesio e zinco.
E’ un alimento molto nutriente con alte proprietà antiossidanti, aiutano a ridurre il colesterolo e la pressione sanguigna, contengono anche sostanze utili per la crescita delle cellule cerebrali.
Per questo sono davvero molto indicate nella dieta dei bambini, delle donne in gravidanza, degli anziani e degli atleti.
Cosa volere di più da dei ‘semini’?
Sul radicchio che dire? Qui a Treviso si inizia a mangiare il precoce in questo periodo, poi con il freddo arriva ‘il fiore’, il radicchio tardivo, che è favoloso e continuiamo a mangiarlo tutto l’inverno, crudo, cotto, nel salato e nei dolci. Avrò modo si ‘stancarvi’ con il radicchio!
Insomma, se non l’avete mai provata, eccovi una ricettina facile-facile!

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Primi piatti/ Salato

Mezze penne di grano khorasan con friggitelli e primosale

 


Sono emozionata gente!
Domani vado in ‘gita’! IN GITA!
Mi sembra di essere ritornata bambina.
Che amavo tanto gli animali e la ‘natura’ l’ho scritto sul mio ‘Chi sono’.
Sapete che ho due bambine, ma che mi piace organizzare ‘cose’ e interagire con i bambini (anche quelli non miei..) non ve l’avevo ancora detto…
Per essere breve, in questi mesi di non-lavoro ho fatto tante cose, ad esempio un corso di assistente all’infanzia organizzato dalla Provincia di Treviso, che non c’entra assolutamente niente con il mio diploma di Perito per il turismo e non mi fa diventare un educatrice, ma chissenefrega dei percorsi precedenti, io vorrei ‘cambiare direzione’ ed è stato bellissimo!
Questo percorso, oltre a darmi delle competenze teoriche e pratiche (a giugno ho fatto uno stage di un mese in un asilo nido, impegnativo e fantastico!) mi ha permesso di ‘guardarmi dentro’ e di conoscere tante ragazze/donne meravigliose, le mie compagne di classe.
Prima di correre a lezione, ogni mattina, con sole o pioggia, ho accompagnato i bambini del Pedibus con altre mamme e papà (dovevate vedere la mia piccola Serena con il giubbotto arancione catarifrangente che le arrivava alle caviglie, uno spasso!), ho seguito un corso di lettura fiabe e mi piacerebbe organizzare tante altre cose, e chissà!
Adesso avete un tassello in più di questo mio anno di ‘sana follia’.
Comunque, ritornando alla ‘gita’, insieme ad una mamma della classe di mia figlia Carola, Monica, esemplare femminile di rara energia e piena di iniziative (tra l’altro organizzatrice della linea Pedibus e non solo), abbiamo deciso di organizzare questa uscita (e non è la prima..), che i bambini non avrebbero potuto fare con la scuola, quindi genitori e figli insieme.
TITOLO: IL BRAMITO DEL CERVO.
Partenza venerdì pomeriggio e direzione Cansiglio, arriveremo al rifugio Casa Vallorch , Centro di Educazione Naturalistica, vicino al villaggio cimbro omonimo, dove verremo prima di tutto informati sul cervo, il suo habitat, le sue abitudini, per poi uscire in escursione ed appostamento con la guida naturalistica sulle tracce degli animali e per ascoltare i loro bramiti.
Questa possibilità c’è ovviamente solo durante il periodo di amore dei cervi, nei mesi di settembre ed ottobre.
Poi rientro al rifugio, dove ceneremo e pernotteremo con i sacchi a pelo, all’alba (credo intorno alle 6) nuova uscita per osservazione mattutina, ritorno al rifugio e colazione tutti insieme.
I bambini sono super-eccitati, hanno lo zaino pronto sulla porta di casa da una settimana, ma non solo loro.
Non so a voi, a me piacciono da impazzire queste esperienze, credo che poter vedere gli animali nel loro ambiente naturale sia bellissimo e soprattutto insegnare ai bambini il rispetto per quello che li circonda, può garantire un futuro migliore per tutti.
Mi fa piacere condividere queste informazioni con quanti abitano nella mia zona, se può essere utile.
Ci sono così tanti posti in Italia che non ho visitato e non conosco per niente, abbiamo un paese fantastico.
Non è patriottismo gratuito, è vero.
Ricco di storia, natura, arte, archeologia.
Ma voi informatevi su quello che il vostro territorio offre e fatelo conoscere ed apprezzare ai bambini, coinvolgete altri genitori, organizzatevi tra voi, indipendentemente da quello che la scuola fa o non può fare.
Vi ho annoiati?
Spero di no … sono troppo gasata e devo condividere con qualcuno ‘sta cosa!
E adesso beccatevi ‘sta pasta che ho fatto per la prima volta e che ci è piaciuta tanto-tanto!


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Primi piatti/ Salato

Millerighe al gratin con cavolfiore, tacchino, curry e noci


Mi piace un sacco la pasta al forno.
Mi piace arrivare a casa di corsa e dover soltanto scaldarlo, il pranzo.
Questa pasta è davvero un piatto unico, è super ricca, tacchino, cavolfiore, noci…il curry la completa con quel tocco di speziato che a me piace tanto.
E’ strano a volte come si arriva a fare un piatto.
In questo caso, mi trovavo in una libreria, una libreria che adoro, starei lì dentro delle ore, giorni interi, alla Libreria LOVAT.

Ci sono la caffetteria bar, la sala conferenze, presto ci sarà anche l’area musica e credo anche l’area fumetti (altra mia vecchia passione!).

Dispongono inoltre di un ampio spazio dedicato ai bambini, dove possono consultare, giocare e dove ogni settimana organizzano per loro  incontri, laboratori, letture animate.

Credo sia importante abituare i bambini ai libri, alla lettura.

Mi ha colpita molto una frase di Gianni Rodari: ‘Non si nasce con l’istinto alla lettura, come si nasce con quello di mangiare e bere‘, non c’è niente di più vero, secondo me.
Insomma, mie convinzioni a parte, ero lì con mia figlia Carola, che stava scegliendo il suo manuale di musica per chitarra, io nel frattempo ho passato in rassegna i vari reparti/libri di mio interesse ed ho annotato ( nel mio vissutissimo taccuino, che ho sempre con me, nella borsa) i titoli di prossimo acquisto…perché se dovessi acquistarli tutti in una volta andrei davvero in rovina….

Uno però me lo sono ‘portato a casa’, mi ha colpita per le ricette semplici e genuine,  tutte davvero casalinghe, ‘Pasta al forno e gratin’ di Bruno Barbieri ed. Bibliotheca Culinaria.
Complice la pioggia che faceva sentire l’autunno più vicino, non ho resistito al richiamo della pasta al forno e mi sono buttata con quello che avevo a casa, inventando un po’.
Premetto che del cavolfiore non ho buttato NIENTE!
Ma questo ve lo spiegherò nel prossimo post!
N.B: le foto non mi piacciono neanche un po’, ma la pasta era troppo buona per non postare la ricetta.


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Primi piatti/ Salato

Comfort food? Vellutata di ceci, zucchine gialle con code di gambero al curry

  

Comfort food. Per me è questo.
Una bella vellutata, gustosa, un po’ speziata, colorata e sana.
Al posto della panna ho usato la ricotta di bufala, che ha dato comunque la giusta cremosità.
Cosa non da poco per la sottoscritta, l’hanno mangiata anche le mie due pesti.
Ebbene si, sono costretta ad usare degli stratagemmi per far mangiare alle bambine  ‘cose strane’ tipo i ceci…che invidia quando sento mamme che dicono “Beh, il mio mangia proprio tutto..”, no, le mie no cavolo!
Ma sono certa che prima o poi capiranno, capiranno ed apprezzeranno.

Ricetta?

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Primi piatti/ Salato

Mezze penne integrali con peperoni gialli, cipollotto e stracchino

 
 
Una bella pasta vegetariana, ed integrale.
Finalmente, a forza di insistere l’ha mangiata anche Carola, la mia bambina più grande.
Bisogna insistere, insistere e insistere ancora con i bambini!
La più piccina è ancora nella fase ‘tutto quello che è verde e arancione non lo mangio perché sono piccola e non mi piace’.

Se voglio farle mangiare le verdure dei suddetti colori, al momento le devo frullare.

Ma adesso a voi la ricetta.

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