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Primi piatti/ Salato

Coltelli, e ricordi sparsi … Passatelli al curry con sughetto di ‘caparossoli’ (vongole veraci) e zucchine




A me i coltelli hanno sempre fatto un po’ di paura.
Abbastanza paura.
Nonostante cucinare mi sia sempre piaciuto, e lo abbia sempre fatto spesso, non ho mai dato molta importanza ai coltelli.
Poi, certi coltelli, lo confesso, un pochino li temevo.
Il trinciante ad esempio, quello che viene definito il coltello da cuoco.
Non si può farne a meno.
Questo coltellone graaaande, pesaaaante ed affilato.
Coltello universale, adatto a tritare erbe, tagliare verdure, trinciare carne e pesce.
Al corso per cuoco all’alberghiero ho dovuto affrontare e superare i miei timori.
All’inizio ci hanno fatto tagliare l’impossibile.
Era tutto un tagliare … filanger, bậtonnet, julienne, chifonnade, brunoise, mirepoix…ricordo all’inizio gli sguardi disperati/divertiti degli chef…
E’ come nel film “Julie & Julia”, avete presente la scena del taglio della cipolla???
Io mi sono subito attrezzata con i 5–6 coltelli indispensabili, per esercitarmi a casa, ma anche perché provavo ormai vergogna aprendo il cassetto in cucina….
Tagliare, tagliare, tagliare…non c’è altro modo per acquisire manualità.
E’ molto importante usare un coltello adatto e ben affilato, ci si fa male molto più spesso a casa, con coltelli non idonei e non professionali.
Perché tutta ‘sta storia?
Perché tagliando le zucchine mi sono venute a mente queste cose e non ve le avevo mai raccontate…tutto qui.
Pensieri e ricordi sparsi.
Sui passatelli.
Io li ho mangiati per la prima volta a casa di mio marito, circa 17 anni fa.
La mamma di mio marito, Bertilla (si chiamava così mia suocera) ha una sorella che abita in Romagna dalla quale ha imparato a prepararli e la ricetta è la sua, trovata appuntata in un quadernino di ricette.
Per farli ci vorrebbe un attrezzo particolare, che difficilmente si riesce a reperire al di fuori della Romagna, il ferro per i passatelli, ma riescono molto bene anche con un semplice schiacciapatate con dei fori abbastanza grandi.
In Romagna, i passatelli, sono il piatto delle feste, insieme ai cappelletti in brodo.
Io li ho preparati al curry (nota contaminata e fusion), saltati in un sughetto di  vongole veraci che a Venezia chiamiamo caparossoli.
Vaty, un altro piattino contaminato per te!
Ma quanto mi piace questo contest?
E se non ce l’avete ancora, uscite subito a comperare il coltello trinciante!!

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Salato

Farrotto allo zafferano, zucchine, ceci e menta



Settembre.
Le giornate hanno iniziato ad accorciarsi, ve ne siete accorti?
Forse, dell’autunno, è la cosa che mi pesa maggiormente.
Si, perché tutto sommato, a me piace settembre.
L’aria frizzante la mattina, i colori degli alberi, la copertina sul letto, indossare nuovamente jeans e maglioncini abbandonati a maggio/giugno…
Ma la luce…beh, la luce mi manca.
Abituarmi alle giornate che si accorciano non è facile per niente.
Del resto è una cosa fisiologica, in presenza della luce il nostro organismo secerne la serotonina, che  migliora l’umore, regola l’appetito ed il piacere, mentre con l’arrivo dell’autunno, riducendosi le ore di luce, produce melatonina, che invece accentua il bisogno di riposo (ecco cos’è tutto ‘sto sbadigliare..), abbassa il tono dell’umore (palline che frullano..) ed aumenta l’appetito…si avete capito bene, aumenta l’appetito.
In particolare la voglia di dolci e di carboidrati. Pericoloso.
Come superate voi tutto questo?
Io faccio il pieno di sole appena posso.
Ogni bella giornata è preziosa per sfruttare il beneficio dei raggi di sole.
E riprendo a camminare.
Stare all’aria aperta e in mezzo alla natura aiuta molto.
Il sole scalda la pelle, ma non solo.
Allontana la malinconia, la stanchezza, ci avete fatto caso?
Io, poi, mi devo coccolare anche con il cibo, ed aumento il consumo di alimenti che stimolano la produzione di serotonina.
Quindi via libera ai cereali integrali, miele, marmellate, legumi e frutta e verdura di stagione, semi oleosi e frutta in guscio, ché la natura ci regala tutta l’energia di cui abbiamo bisogno, ecco perché io lo ripeto sempre, i cibi vanno mangiati nel periodo giusto.
Lo sapete che i pistacchi sono utili per rasserenare l’umore e ridurre l’ansia?
Che le castagne stimolano la produzione di serotonina e migliorano l’umore?
Che le pere forniscono un’ottima riserva di energia per contrastare la spossatezza autunnale?
E poi il cioccolato!
Un pezzetto(ne) di cioccolato fondente mi fa stare bene!
Il piatto di oggi, per me, è una coccola.
Semplice, ma ricchissimo di nutrienti e vitamine.
Io ho usato dello zafferano speciale.
Quello che mi ha inviato (con altri prodotti) per aver vinto questo contest qui con questa ricetta qui…la mia carissima amica Roberta del blog The Dreaming Seed.
Uno zafferano biologico in stimmi. Meraviglioso.
Lo zafferano è ricco di carotenoidi e ricchissimo di vitamine A, B1 e B2.
Migliora il tono dell’umore (è un ottimo anti-depressivo!) ed è antiossidante.
Sembra addirittura che inibisca il deposito delle proteine responsabili dell’Alzheimer.
Insomma:  ZAFFERANO = ANTIDEPRESSIVO NATURALE, ANTISTRESS, RILASSANTE, DIGESTIVO
Però.
Ricordate che alcune spezie vanno usate con cautela.
Lo zafferano è tra queste, non è un caso che venga venduto in piccolissime dosi.
Si, anche perché è costoso…
Ma è bene sapere che 10 g possono provocare l’aborto, e 20 g possono essere una dose letale.
Si, avete capito bene, letale.
Il consumo giornaliero ideale dovrebbe essere al max. di 1,5 gr.
Sono stata pesanta?
Eh vabbè, ma tutti ‘sti corsi e tutti ‘sti appunti li dovrò pur condividere con qualcuno no???

FARROTTO ALLO ZAFFERANO, ZUCCHINE, CECI E MENTA
Ingredienti (per 4 persone):
300 gr farro perlato biologico
4-5 zucchine piccole
150 gr ceci biologici (lessati)
1 bustina di zafferano (io in stimmi biologico) *
1 cipolla di Tropea
Brodo vegetale qb
Parmigiano Reggiano qb
Olio EVO qb,
Menta fresca qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
 
 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
 
 
Lavate bene il farro sotto l’acqua corrente e cuocetelo in acqua bollente salata secondo le indicazioni sulla confezione (io 20 minuti).
Tagliate la cipolla non troppo sottile, lavate e tagliate le zucchine a rondelle.
Fate rosolare la cipolla in una padella con poco olio EVO, aggiungete le zucchine e fatele saltare a fuoco abbastanza vivace girandole spesso.
Unite i ceci scolati dall’acqua della confezione e lo zafferano sciolto in poco brodo vegetale (io ho messo gli stimmi frantumati in una tazza, li ho coperti con del brodo vegetale e li ho lasciati riposare un’ora).
Regolate di sale e pepe e fate insaporire bene.
Unite il farro, le foglie di menta spezzettate e poco brodo vegetale e amalgamate bene.
Mantecate con il Parmigiano Reggiano e servite caldo.
 
 
 
 
Happiness is HOME MADE.
E ricevere un pacchettino che contiene queste cose deliziose
GRAZIE Roberta!
 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
Primi piatti/ Salato

Spaghetti feta, limone e basilico alla Gordon Ramsay



Ok, lo ammetto.

Io non amo particolarmente le ricette di Gordon Ramsay.
E non ho nessun libro di ricette di Gordon Ramsay.
Ecco, ve l’ho detto.
A dire il vero mi è anche simpatico, nonostante la sua rudezza.
Adoro sostare in libreria nel reparto libri di cucina, li prendo, mi siedo comodamente sul divanetto della libreria, sfoglio, leggo, ammiro…
Ma nessun libro di Gordon mi ha ancora convinta all’acquisto.
Cosa vi devo dire?
Io mi impegno, li guardo e riguardo, ma poi non li compero e poche ricette mi ispirano davvero…
Non so dirvi il perché.
Si va anche a periodi, almeno io si.
E poi, mai dire mai. Ché solo gli scemi non cambiano idea!
Magari nelle mie prossime sessioni in libreria scatterà la scintilla!
Però una ricetta l’ho sbirciata in libreria, questa pasta.
Se ricordo bene, lui utilizzava delle linguine ed i pinoli, che io non amo molto e ho sostituito con le mandorle a lamelle.
Una pasta facile, veloce, solare, giusto in tempo prima che finisca l’estate.
E un piccolo tributo al grande Lorenzo.
Un concerto che avrei voluto vedere dal vivo.
Un grande Lorenzo Cherubini, e finalmente qualcosa di decente alla RAI.
“Vorrei dirvi una cosa, rispetto all’aria che tira.
A quello che dicono.

Io ho l’impressione…credo che…POSSIAMO FARCELAAA!!!”

Lorenzo J.
…se lo dice lui io ci credo!
 
 

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Primi piatti/ Salato

Fileja c’’a ‘nduja, melanzane, peperoni e cipolla di Tropea

Ho portato a casa poche cose dalla Calabria.
Quasi tutte da mangiare.
La cipolla di Tropea, (ben due trecce, ché di più in macchina non ce ne stavano…), la treccia di aglio, la treccia di peperoncini piccanti, l’origano secco, marmellate, sottoli, la ‘nduja di Spilinga e questa pasta.
La Fileja è una pasta tipica calabrese, ottenuta con il semplice impasto di farina di grano duro e acqua.
Non manca mai nel menu dei ristoranti, e la potrete trovare servita con vari condimenti.
Si produce nella provincia di Vibo Valentia, ma per tradizione locale si prepara in casa.
Gli ingredienti sono farina, acqua e sale.
La forma di questo tipo di pasta è avvitata ed allungata, lunghezza di circa 8-10 cm, la sua superficie ruvida, cosa tipica della pasta lavorata a mano, che permette al sugo di legarsi perfettamente.
La ricetta sembra semplice, e mi piacerebbe provare a farla.
Si setaccia la farina di grano duro sul tavolo e si aggiunge acqua poco per volta, finché l’impasto risulta liscio e morbido. Poi viene diviso in pezzi e si ricavano dei piccoli rotolini della lunghezza di circa 10 cm, si infarinano e si attorcigliano in una sorta di bastoncino detto dinaculu, molto simile ai comuni bastoncini di legno per gli spiedini, e con una piccola pressione si fanno rotolare sul piano di lavoro, una volta avanti ed un’altra indietro.
Si sfilano dal bastoncino e, prima di procedere alla cottura, vanno lasciati asciugare su un piano coperto da un canovaccio infarinato o su un cesto di vimini.
Questa, già pronta all’uso, ho pensato di condirla con tutti i sapori che mi ricordano la mia Calabria, cioè le melanzane, i peperoni piccolini e dolci che vedete nella foto, la cipolla di Tropea e la ‘nduja.
Per chi non la conoscesse, la ‘nduja è una sorta di salume tipico del paese di Spilinga in provincia di Vibo Valentia.
Viene preparata con carne di maiale, sale e peperoncino.
Nasce come prodotto povero, in origine infatti veniva prodotta dai contadini per poter utilizzare le parti di scarto del maiale, si univa il peperoncino per insaporire ed il sale per conservare.
Era un ottimo condimento per insaporire piatti poveri, come verdure, pane e pasta.
Insomma, un piccolo tributo alla regione che mi ha ospitata e dove ho passato una bellissima vacanza..
Fileja c’’a ‘nduja, a modo mio!
Buon fine settimana!

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Salato

Fusillotti mazzancolle e peperoni arrostiti … e salicornia, ma non tutto insieme!


E’ tutto vero.

Quello che si dice del trasloco.

E’ faticoso. Tanto faticoso.

Tutti quegli oggetti da impacchettare, abiti da riporre, cose da scartare, la confusione, la stanchezza…

Ma poi, dopo giorni, settimane, mesi anche, a sistemare, dipingere, smontare, cucire, incollare, inventare…finalmente la casa prende forma.

Si eliminano cose superflue e si tengono solo quelle che meritano nuova vita, magari con un recupero creativo e casalingo.

Allora la stanchezza se ne va ed arrivano nuove energie.

E’ così che mi sento ora, anche se le ferie ancora non le abbiamo fatte, non sono stanca.

Si, non ho una manicure perfetta, altro che french….c’è l’aiuola aromatica da sistemare, c’è da dipingere, da cucire, incollare…beh anche cucinare ché mica è chiusa la cucina qui!

E vedere una libreria, smontata, ridipinta, rimontata e riempita mi dà soddisfazione.

Vedere pian piano i libri al loro posto, le tende appese, l’erba del giardino che si riprende, le bambine felici per le loro nuove camerette, i nostri amici pelosi a loro agio, il poter finalmente cenare fuori tutte le sere, beh, mi dà carica.

E la luce. La luce che c’è qui mi riempie gli occhi, mi fa felice.

 

Questa pasta, anzi una di queste due, nasce un po’ per caso.

I peperoni adesso io li compero e cucino spessissimo. E’ il loro momento e io li adoro.

L’idea era di preparare la pasta con peperoni arrostiti e gamberi o mazzancolle.

Dal pescivendolo però, c’era questa benedetta piantina che mi guardava, io gli chiedo ‘Scusi, ma questa è la salicornia?’,  lui, ‘Si signora, è un’alga che mi arriva pochissime volte l’anno, la provi, va sbollentata e ci può fare la pasta o il risotto’ potevo non provarla? Ne avevo già sentito parlare, ma non l’avevo mai trovata in vendita. (e comunque NON è un’alga..)

Una volta a casa ho seguito le indicazioni del pescivendolo, sbollentandola per circa 8 minuti, ma dopo essermi consultata con le mie amiche BLOGGALLINE, la carissima e preparatissima Ada del blog Siciliani creativi in cucina, mi dice che è davvero troppo, che va cucinata molto meno e che è buonissima anche cruda.

Allora, che ho fatto?

Ormai quella me la sono mangiata com’era, un pochino stracotta…

Ma sono tornata a prenderne un altro mazzetto, e con le mazzancolle tenute da parte ho preparato la pasta cucinandola molto meno.

Confesso, ho provato  a mangiarla cruda come consigliato da Ada, ma per me è troppo forte il gusto, ho preferito sbollentarla per un paio di minuti.

Che dirvi, se siete curiosi è da provare, quindi se vedete una pianta carnosa nel banco del pesce chiedete lumi, probabilmente è lei!
Tante amiche stanno partendo per le vacanze e colgo l’occasione per salutarle.

Divertitevi, riposatevi, ridete, mangiate bene, fate tutto quello che vi piace di più.

La prossima settimana siamo in partenza, ma io cercherò di seguire il blog…non assicuro nulla, ma forse sarò qui.

BUONE VACANZE!

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Primi piatti/ Salato

Sgraniamo? Vellutata di piselli alle mandorle

 
Piselli.
Adesso è davvero il loro momento, che mi piacciono freschi e che sgusciarli mi ricorda bei momenti, ve l’avevo già detto qui e qui.
Le vellutate e le zuppe a me piacciono estate e inverno, sempre.
Questa è di una facilità ed immediatezza estrema, lo spunto viene da un Sale & Pepe di Maggio 2004.
Io ho fatto delle modifiche come al solito, la ricetta originale prevedeva yogurt greco e ravanelli affettati sottili per guarnire.
Io l’ho fatta così per esigenze di dispensa!
Buona? Di più!
Qui tutto procede, freneticamente purtroppo, ma procede.
Ormai tra due settimane si trasloca ed il corso prosegue.
Arrivo al venerdì che sono stremata, e non posso riposarmi perché nel week end  approfittiamo per sbrigare tanti lavori che durante la settimana non riusciamo a fare.
Il corso all’Alberghiero è bellissimo, e mi sta dando tanto, davvero tanto.
Io già lo sapevo, ma ne ho avuto la conferma, e sapete che vi dico?
Che in cucina bisogna arrivare con tantissima umiltà, perché le cose da imparare sono davvero un sacco.
Chi crede che per dire di saper cucinare basta riuscire a fare una pastasciutta più o meno al dente o due muffin, si sbaglia di grosso.
Saper cucinare bene, con competenza, conoscenza vera delle tecniche e della materia, è cosa che si deve acquisire.
Con il tempo, tanto tempo.
E poi, anche riuscire ad afferrare un trinciante e tagliare abbastanza velocemente e finemente una cavolo di carota, senza affettarsi le unghie e/o le falangi diventa un’enorme soddisfazione!

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Primi piatti/ Salato

Tortiglioni di grano khorasan con piselli freschi e piccole zucchine con fiore

 

Oggi un primo piatto verde!

Tortiglioni di grano khorasan con piselli freschi e piccole zucchine con fiore.

Verde.
Non trovate sia un bellissimo colore?

In questa stagione fa davvero il padrone.
L’erba è di un verde brillante, e come potrebbe non esserlo quest’anno direte voi, con tutta l’acqua che sta venendo giù da mesi a questa parte?
Gli alberi rigogliosi, le primizie di stagione, le insalate sui banchi del mercato.
E va pure di moda il verde. Avete notato le vetrine dei negozi e le riviste femminili?
Lo sapete che io amo seguire le stagioni.
Certo a volte non è facile. Le tentazioni nei supermercati sono tante.
E a volte ti verrebbe voglia delle fragole e dei pomodori in inverno, ma che senso ha?
Costano un sacco e non sanno di nulla.
Sono stati tirati su forzatamente, non hanno la forza vitale di cui invece dispongono in stagione.
La natura lo sa.
Lo sa perché in una certa stagione ci fornisce certi prodotti ed altri no.
Dobbiamo soltanto ascoltarla.
Una persona mi ha insegnato che “SE NON CI NUTRIAMO DI COSE VITALI, CI AMMALIAMO”.
Io credo abbia ragione.
Dobbiamo migliorare la nostra alimentazione per innalzare il livello di energia.
Lo sapete che il più importante produttore di SEROTONINA è il nostro intestino?
Quindi anche il nostro umore dipende dalla qualità della nostra alimentazione.
Lo so, sono una rompipalle.
Voi questa sera volevate andare a schiaffarvi un Mcqualcosa e io vi faccio i sermoni sull’alimentazione…
Ma che ci volete fare? Quello che imparo io tento di diffonderlo eh eh eh …
Oggi un piattino con tanto verde.
Tante verdure ed un pizzico di esotico…ché a me le spezie, lo sapete, piacciono tanto.
Le BLOGGALLINE sono in fermento gente, mettete un gruppo di donne insieme e stravolgono il mondo!
Buon fine settimana!
 

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Primi piatti/ Salato

Di erbe spontanee, contest e raduni. Carbonara vegetariana ai bruscandoli e curcuma

 





Ieri sera la mia amica Roberta mi ha avvisata via facebook di questo bellissimo contest di Ambra del blog  Il Gatto Ghiotto.
Sapendo della nostra comune passione per la raccolta di erbe spontanee, mi ha scritto proprio così: “Un contest per noi Roby!” allegandomi il link del contest, le amiche!!!
In questo periodo in cui non riesco proprio a stare molto al PC, purtroppo mi sfuggono parecchie cose interessanti che girano in rete, e senza di lei probabilmente me lo sarei pure perso. Grazie Roby!
Siccome il bruscandolo, o luppolo, di cui vi ho già parlato qui e qui non lo devo andare a cercare molto lontano, perché ce l’ho in giardino, ecco fatta nell’immediato questa ricetta!
La carbonara non è un piatto tipico del Veneto, lo so, ma lo è di casa nostra!
Alle mie bambine piace moltissimo e spesso la preparo con le verdure, anziché la classica con il guanciale…piccole astuzie di mamma per far mangiare un po’ più di verdura alla prole.
Questa pianta alimurgica (piante di cui vi ho parlato anche qui) è presente nel Nord Italia, ed è forse la più conosciuta ed utilizzata.
Il nome comune è Luppolo, mentre in dialetto veneto vengono chiamati Bruscandoli.
I germogli primaverili possono essere lessati in acqua e conditi, oppure si possono passare in padella con olio e cipolla come base per risotti e frittate, ma anche nella pasta hanno un loro perché, credetemi!
Le inflorescenze femminili, presenti a settembre, si usano per aromatizzare birra, liquori e grappe.
Insomma oggi, tra i vari preparativi per la partenza di domani mattina (per il raduno de Le BLOGGALLINE!!!
Andate a leggere il post di Roberta, è bellissimo!) ho preparato questa carbonara che ci è piaciuta moltissimo.
La soddisfazione di preparare un piatto con delle erbette che si possono cogliere personalmente in un prato è davvero impagabile!

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Primi piatti/ Salato

Quick & Easy … Zuppa di cicerchie e porri

 


Settimana pesantissima. Davvero.
Non vedevo l’ora finisse.

Finalmente è sabato, e c’è pure il sole!
Oggi una ricetta con i legumi.
Io li ho sempre amati i legumi, e li mangio estate ed inverno.
Da quando però ho frequentato il corso di cucina naturale ho imparato a conoscerli meglio, ne ho scoperti di nuovi ed anche nuovi modi di impiego in cucina.
Per chi non consuma molta carne, come me ad esempio, i legumi sono molto preziosi.
Ma lo sono per tutti.
Bisogna ricordare che le proteine contenute nei legumi, a differenza di quelle contenute nella carne e nei formaggi, sono associate a bassi quantitativi di grassi e soprattutto non contengono colesterolo.
Prima o poi devo inserire nel blog una pagina dedicata solo a legumi, cereali e spezie, sono davvero ingredienti fondamentali in cucina per il nostro benessere e per la nostra salute.
Le cicerchie già le conoscevo, ma le utilizzavo davvero poco.
E’ un antico legume ricco di proteine, di amido, di vitamine B1, B2, PP, di calcio e di fosforo ed una buona quantità di fibre.
Si abbinano a tutte le verdure ma, anche per il loro sapore dolciastro, stanno bene insieme in particolare modo alle cipolle, al cavolo, ai porri e tutte le aromatiche.
Per partecipare al contest di Simona, mi sembravano perfette nella zuppa.
Veloce da preparare, molto gustosa, sanissima e profumata.
Poi con gli steli di erba cipollina e la spolverata di curcuma questa zuppa è anche bellina da vedere, non trovate?
Vi auguro uno splendido fine settimana!
 

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Primi piatti/ Salato

Voglia di primavera … Tortigilioni di grano khorasan con fave fresche, rucola e anacardi

 


Eccomi riemergere dal break pasquale.
Ho staccato qualche giorno, o meglio, non ho acceso il PC qualche giorno.
Ogni tanto ci vuole, io ne avevo bisogno.
Non che abbia fatto chissà che cosa. Semplicemente sentivo la necessità di dedicarmi alla famiglia ed alla casa, niente di più.
Non ho nemmeno fatto queste enormi abbuffate pasquali a dirvela tutta. Cenato e pranzato, bene, ma moderatamente.
Ed eccomi qui, ma che fatica riprendere gente…
Ma a voi succede di avere dei blocchi, di non riuscire a scrivere nulla di soddisfacente?
Non che io mi senta una scrittrice, per carità, ben lungi dall’esserlo, ma quando mi prendono questi vuoti, capisco quelli che parlano di blocco dello scrittore…
Ormai sapete che non amo arrivare qui, postare la ricetta e via. Non mi piace.
Mi piace raccontare qualcosa, a volte attinente alla ricetta, altre per niente.
Semplicemente scrivo quello che mi passa per la testa in quel momento, o delle riflessioni che partono da qualcosa che ho letto, o ascoltato…
Insomma, vi sto raccontando che non ho nulla di particolare da raccontarvi, blocco totale…
Che sia la primavera? Un semplice calo di energie? Mah? Passerà.
Mannaggia, mancando dal blog, mi sono pure persa il superamento delle 50.000 visualizzazioni…
Che dire, vi ringrazio sempre e tanto, davvero.
Mi lusinga e mi fa piacere che in così tanti passiate di qua per leggere quello che scrivo (o non scrivo..) e  per  vedere quello che sforno nelle mia cucina!
Va beh … ricetta dai!
In questi giorni di vacanza non ho cucinato tanto, ma viste la fave fresche non ho potuto resistere.
Ne è uscita questa pasta, facilissima, colorata, primaverile, e davvero buona.
Alla prossima amici!

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Antipasti/ Primi piatti/ Salato

Risotto capesante e bruscandoli … e Capesante gratinate

 



Avrei voluto provare a fare la colomba, ma con i lievitati in questo periodo mi è stato, non difficile, ma IMPOSSIBILE, anche solo azzardare qualche esperimento.
Ho ammirato i lavori di tante amiche blogger.
Letto con assoluta venerazione e stima ad esempio il post con il resoconto del lavoro di Michela, assolutamente fantastica.
Io i suoi post li prendo sul serio, so che con i lievitati ci vuole dedizione, tempo..cose che io in questo periodo davvero non ho.
Quindi niente focacce né colombe questa Pasqua.
E allora un bel risotto!
Di quelli pasquali, con prodotti di stagione, sia del mare che della terra.
E di quelli stra- buoni (come direbbe la mia figliola pre-adolescente..), di quelli che vi fanno fare una gran figura, ché le capesante hanno un gusto davvero speciale!
L’idea era di fare il risotto con gli asparagi e le capesante (o coquilles Saint Jacques).
Poi però, rientrando a casa, mi viene in mente di dare uno sguardo in giardino, nei soliti posti dove solitamente sbucano..ed eccoli!
Eccoli che sono spuntati! Timidamente hanno già messo la testa fuori…
I bruscandoli! E io che faccio? Li lascio lì? Ma certo che no!
Forse molte di voi non li conoscono, perché ho scoperto che questa pianta alimurgica (piante di cui vi ho parlato anche qui) è presente nel Nord Italia, ed è forse la più conosciuta ed utilizzata.
Il nome comune è Luppolo, mentre in dialetto veneto si chiamano Bruscandoli (o Bruscandoi).
I germogli primaverili possono essere lessati in acqua e conditi, oppure si possono passare in padella con olio e cipolla come base per risotti e frittate.
Le inflorescenze femminili, presenti a settembre, si usano per aromatizzare birra, liquori e grappe.
Una nota interessante che ho trovato riguarda le proprietà medicinali di questa pianta.
Nei tempi antichi si consigliava, a chi soffrisse di insonnia, di riempire il cuscino del letto con le infruttescenze secche del Luppolo che contengono sostanze che hanno proprietà calmanti e ormoni vegetali simili agli estrogeni.
Posandovi la testa, infatti, l’insonne avrebbe trovato presto sollievo.
Presenta inoltre proprietà calmanti del sistema neuro-gastrico.
Ovviamente se non potete reperire i bruscandoli, questo risotto è ottimo con gli asparagi, sia bianchi che verdi.
Garantito!
E poi una ricettina sciué-sciué, le capesante gratinate.
 BUONA PASQUA!

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