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Antipasti/ Primi piatti/ Salato

“Mai smettere di avere un piano di riserva” … Crema di piselli e yogurt greco con burrata, basilico ed erba cipollina

  
 
 
 

“La bellezza, la forza, il buonumore, richiedono uno sforzo continuo di mantenimento,

e progressivo aggiustamento.

E non bisogna mai smettere di avere un piano di riserva.”

Elle Macpherson

 

Oggi passo velocissima con una citazione al volo (la mia passione…) e una ricettina tanto veloce, quanto gustosa.

Uno di quei piatti furbi che potete preparare come primo piatto, ma anche come antipasto.

Sana, fresca e, ovviamente, di stagione!

Non mi vedrete per un paio di settimane sul blog, cercherò di collegarmi ma non sono certa di riuscirci…

BYE!

 

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Primi piatti/ Salato

Gnocchi di patate rosse e farro in salsa di datterini

 
 
 
A volte osservo i carrelli della spesa delle persone che mi passano accanto al supermercato, o in coda alla cassa, e rimango di sasso.
A voi non succede?
Carrelli pieni zeppi di merendine, cibi surgelati precotti, confezioni e confezioni di cose pronte.
Ma la cosa che più mi ha sconcertata è stata vedere, poche settimane fa, una coppia di persone di mezza età con una decina di brick di brodo e zuppe pronte.
Allora, io già non concepisco una zuppa pronta, ché con poche verdure, dei legumi sul fuoco con dell’acqua, la zuppa è bell’e pronta, ma il brodo????
Il brodo?
BRODO (vegetale) = acqua + sedano + carota + cipolla
Non è assurdo comperarlo pronto?
Assurdo per il costo, perché sicuramente non ci sono soltanto le verdure e l’acqua all’interno, ma probabilmente anche qualche sostanzina che magari tanto bene non fa.
Ma poi, volete mettere il gusto? Il sapore?
Insomma, ecco il perché degli gnocchi oggi.
A volte si dà per scontato un semplice piatto di gnocchi o un buon sugo al pomodoro.
Nel senso che si crede tutti sappiano (o abbiano la voglia…) di fare queste cose da sè, a casa. Ma non è così.
E comunque imparare a fare bene le cose semplici, è la cosa più importante, e la più difficile.
Almeno così dicono gli chef.
Imparate quelle si può passare alle cose elaborate, ai piatti fighetti.

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Primi piatti/ Salato

La primavera nel piatto … Riccioli agli asparagi, fave, capesante al profumo di menta


Oggi passo in velocità.
Settimane di corsa, un po’ movimentate.
Un week end con l’influenza intestinale che ha lasciato dietro di sé qualche disturbo, ma che si è anche portata via quei 3chiletti di troppo accumulati durante l’inverno.
Della serie non tutto il male viene per nuocere…
L’ultimo fine settimana invece ci ha costretti a salutare uno dei nostri animaletti.
Sembra impossibile quanto ci si affeziona agli animali, anche se sono piccolini e per molti, magari, pure insignificanti, come un piccolo porcellino d’India.
Solo chi ha avuto animali lo può capire, credo.
Ma passiamo veloci-veloci alla ricetta.

Oggi vi lascio una pasta che mi piace tantissimo.
E che mi fa primavera.
Adoro questi tre ingredienti insieme: asparagi, fave e capesante.
Poi la menta, ormai rigogliosa. Io la metterei davvero ovunque!
Buona settimana.


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Primi piatti/ Salato/ Travel

Bloggalline in Laguna e il Risotto alle ortiche e pancetta

 



Cosa succede quando parte una piccola idea nel gruppo LE BLOGGALLINE?
Avevamo pensato che sarebbe stato bello farci un giretto a Venezia una mattina, passando al mercato del pesce e fermarci poi a pranzo in qualche bàcaro.

Ma perché non chiedere nel gruppo se qualche altra gallinella veneta voleva unirsi a noi??

Ed ecco materializzarsi una giornata piacevolissima, trascorsa con alcune amiche già conosciute ai precedenti raduni di Milano e Tuscania, altre invece conosciute proprio in questa occasione, Genny, Silvia; Elisa; Marianna, Sandra, Cinzia, Lara e io.

La cosa bella è che la sensazione è quella di sentirsi completamente a proprio agio, come se ci conoscesse già da tempo…e forse è anche un po’ vero dato che ogni giorno ci si trova, ci si saluta, si scherza, e molto altro nel gruppo facebook.

Abbiamo iniziato la mattinata con una tappa in pasticceria, da Tonolo, quella dove i miei genitori comperavano la millefoglie (quella di cui parlo qui) per poi mangiarci un ottimo fritto take away da Acqua e Mais (Campiello dei Meloni, vicino a Campo S. Polo).
Sulla strada per raggiungere il Mercato del pesce, tappa in drogheria per scorte di spezie, golden syrup, acqua di rose…
E poi il mercato del pesce e della frutta di Rialto.
Peccato non aver potuto comperare del pesce, non sarebbe sopravvissuto fino al pomeriggio purtroppo..
Ma le ortiche si! Le ortiche le ho comperate, e sono arrivate a casa anche abbastanza in forma (..e sono finite nel risotto che vi propongo oggi!)
Poi il pranzo delizioso e piacevolissimo al Ristorante dell’Hotel Savoia & Jolanda in Riva degli Schiavoni, offerto dall’amico di Marianna, lo Chef Pasticcere Molin.
Insomma vi lascio tutte le foto della bellissima giornata, da rifare al più presto ragazze, vero?
Ci siamo troppo divertite!
 
 

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Contorni/ Primi piatti/ Salato

Eccol cavolo! Foglie al pesto invernale e cavolo nero al forno ‘alla Jamie’

 


Quando, la scorsa settimana, ho letto questa cosa su un settimanale femminile (Gioia), ho sorriso.
Abbiamo delle materie prime meravigliose, che però spesso non apprezziamo a sufficienza, che forse un pochino snobbiamo, o che semplicemente non ci ricordiamo di usare in modi diversi…
Foglie di kale.
E’ semplicemente il nome del cavolo nero.
Il nuovo superfood d’America.
Di tutti i vegetali, sembra sia il più in voga fra i newyorkesi.
E’ ricco di vitamina C, ha proprietà antitumorali ed antinfiammatorie.
E allora vogliamo metterlo solo nella zuppa? Naaaaaaaa
Al corso di cucina naturale avevo imparato la ricetta del pesto invernale, fatto proprio con il cavolo nero, e questa ricetta è di Linda Busato, la cuoca che teneva il corso.
La pasta che ho usato l’ho presa dal mio spacciatore di cose buone (leggasi generi alimentari) è una pasta prodotta da un pastificio pugliese, semola di grano duro a lenta essiccazione, buonissima, e un formato molto accattivante ed originale, foglie di ulivo….e mi sa che proverò anche a farla a casa.
La cosa divertente è che dopo aver pranzato con questa pasta sono passata nel blog di un’amica, che aveva appena postato delle Linguine al pesto di cavolo neroClaudia è una bravissima cuoca, ma la maggior parte di voi la conoscono già, mica ve la devo presentare…lei è davvero una garanzia!…con i primi piatti, secondo me, in modo particolare!
Leggevo poi che lo chef stellato Jamie Oliver lo cucina arrosto, con olio e semi di sesamo…ed ecco due ricette con un unico ingrediente.
Lui per la precisione lo infila direttamente nel forno a 220° cosparso di olio, sale e semi di sesamo, io ho preferito sbollentarlo un po’ prima di infilarlo in forno.
Ciao!
 

 

 

FOGLIE AL PESTO INVERNALE  

Ingredienti (per 4 persone):
320 gr foglie d’ulivo di semola di grano duro (a lenta essicazione)
Pesto invernale
350 g di cavolo nero
50 g Parmigiano Reggiano
50 g di gherigli di noce
20 g di pinoli (io anacardi)
1 spicchio d’aglio
Olio EVO qb
Sale fino qb
Pepe bianco qb
 
 
 

 

 
 
 
Lavate bene il cavolo nero ed eliminate il gambo.
Sbollentatelo in acqua bollente leggermente salata per una decina di minuti.
Scolatelo bene e passatelo al mixer con tutti gli altri ingredienti.
Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e conditela con il pesto.
 
 
 
Nota:
con questa quantità, io ho preparato anche un risotto il giorno successivo.
 
 
 
CAVOLO NERO AL FORNO ‘alla JAMIE’
Ingredienti:
Cavolo nero
Semi di sesamo qb
Sale qb
Pepe qb
Olio EVO qb
Lavate bene il cavolo nero ed eliminate il gambo.
Sbollentatelo in acqua bollente leggermente salata per una decina di minuti.
Scolatelo e disponetelo in una pirofila, salatelo, e cospargete con i semi di sesamo ed un filo d’olio.
Passatelo in forno a 180° per 10- 15 minuti.
A fine cottura pepate e servite.

 

 
 
 
 
 
Primi piatti/ Salato

Lasagne di grano khorasan ai carciofi e Montasio

 
 


“La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, 
ma dà anche piacere, 
perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria.” 
 
Pellegrino Artusi
 
Certo prendere le lasagne pronte al banco frigo…e chi non lo ha fatto almeno una volta?
 
Ma volete mettere la soddisfazione di preparare la pasta in casa?
 
E’ semplice in fondo, io lo dico sempre, a volte è davvero solo questione di pigrizia..
 
Tirate fuori la spianatoia, fate la vostra fontana di farina, rompeteci dentro le uova fresche ed iniziare ad impastare.
 
Sembra che impastare aiuti anche a combattere la depressione…lo leggevo ieri, in realtà parlavano del pane, ma poco cambia a mio avviso.
Siamo poco abituati ai lavori manuali.
Ai nostri figli sbucciamo la mela fino a che non se ne vanno di casa.
 
E’ un po’ triste non trovate?
A me fare la pasta dà tanta soddisfazione.
 
Sono rimasta incantata dal post di una cara amica, Maddalena, sulla pasta fatta in casa.
Vi invito ad andare a leggere i suoi consigli, utilissimi e chiari, qui.
Come ripieno per queste lasagne, ho scelto un ortaggio di stagione che amo molto, il carciofo.
 
I carciofi sono buonissimi, gustosi, ed hanno proprietà meravigliose.
 
Io me lo ripeto sempre, la natura non fa nulla a caso, ed ogni stagione ha le sue verdure, per un motivo ben preciso.
I carciofi contengono una sostanza aromatica, la cinarina, che conferisce il tipico sapore amaro e molte delle loro proprietà benefiche.
 
Hanno pochissime calorie ed oltre ad avere molte fibre, hanno una buona quantità di potassio, calcio, magnesio, ferro.
 
Ricerche recenti hanno dimostrato che mangiare carciofi (se crudi ancora meglio) contribuisce molto al benessere del nostro organismo ed a prevenire alcune malattie.
 
Hanno ottime proprietà digestive e diuretiche, toniche e disintossicanti.
Stimolano il fegato, contribuiscono alla purificazione del sangue, e permettono di abbassare i livelli di colesterolo.
Allora, che dite? Ricettina? 

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Primi piatti

Risotto al Radicchio variegato di Castelfranco IGP e mandorle tostate



“SE NON TROVI OSTACOLI, 
VUOL DIRE CHE HAI SBAGLIATO STRADA”
 
 
Oggi un aforisma.
Lo sapete ormai vero che io spesso mi appoggio alle pillole di saggezza.
Onestamente non so chi l’abbia scritto, lo confesso.
Aiuta a non mollare, a crederci.
Perché qualunque situazione ci si trova ad affrontare.
Qualunque problema, scelta, o svolta.
Ecco, io credo (o forse voglio credere), che se risulta complicato, difficile, tortuoso, un bel casino insomma.
Ecco, allora forse è la strada giusta.
Perché nessuno ci regala niente, e i colpi di chiulo, certo esistono, ma sono davvero rari.
Il resto uno se lo deve guadagnare, non credete?
Ok…accantonato il momento ‘riflessione’, possiamo passare alla ricetta, vi va?
Un piatto di una semplicità unica.
Perché il solo ed unico protagonista è un prodotto di stagione meraviglioso.
Questo radicchio oltre ad essere bellissimo (non sembra un fiore?) ha proprietà depurative, diuretiche, toniche e lassative.
Facilita la digestione, la funzione epatica e stimola la secrezione biliare.
Quando lo acquistate fatte attenzione che le foglie non siano appassite o troppo bagnate, il contenuto vitaminico è strettamente collegato alla sua freschezza.
E’ ottimo sia cotto che crudo, è importante però che la cottura sia veloce, al fine di salvaguardare le vitamine ed i sali che contiene.
Si, il piatto è un pochino monocromatico ma, dal punto di vista del sapore, non ha bisogno assolutamente di nessuna ulteriore aggiunta, quindi io l’ho lasciato così, nella sua meravigliosa semplicità.
Buon fine settimana!



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Primi piatti

Riso venere al Radicchio tardivo, calamari e gamberi ‘impacchettati’

 

Non posso che iniziare questo post con dei ringraziamenti.
In questi ultimi mesi ho lavorato a questo piccolo ed entusiasmante progetto insieme a delle amiche.
Ci sentivamo quotidianamente, a tutte le ore del giorno….ed anche a notte inoltrata…
Per decidere su questo o quello, passarci il testimone su una cosa da finire, o da decidere..
La cosa bella è che eravamo sempre d’accordo, nonostante non fossimo poche…
E allora sapete che vi dico?
Che è bello lavorare con donne così!
E che non è vero che le donne non fanno squadra, a volte la fanno e si divertono pure!
Quindi GRAZIE!
Grazie alle mie compagne di avventura, e a tutte le bloggalline che hanno deciso di seguirci in questo progetto.
Sulla ricetta non vi dico molto, solo che io adoro sia i calamari che i gamberi e che insieme al riso venere secondo me ci stanno benissimo!
Scappo, e di corsa! Sperando che il maltempo ci dia un po’ di tregua, vi auguro un sereno fine settimana!


RISO VENERE AL RADICCHIO TARDIVO, CALAMARI E GAMBERI ‘IMPACCHETTATI’
Ingredienti:
200 g riso nero venere
350 g calamari freschi
150 g code di gambero (3 a porzione)
1 cespo di radicchio di Treviso tardivo IGP
alcune fette di pancetta stufata (tipo bacon)
 2 spicchi aglio
Olio EVO qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
Curcuma qb
 
 
 
 
 
 
 
Fate bollire il riso in acqua salata secondo i tempi di cottura indicati nella confezione.
Scolatelo e tenetelo da parte.
Pulite i calamari, eliminando la pelle, il becco, le interiora e gli occhi, lavateli con cura sotto l’acqua corrente e tagliateli ad anelli.
Fate rosolare uno spicchio d’aglio schiacciato in poco olio EVO, unite i calamari e fateli cuocere per una decina di minuti (facoltativo, sfumateli con poco vino bianco e fate evaporare).
In un’altra padella fate soffriggere uno spicchio d’aglio tritato (io elimino l’anima dell’aglio) in poco olio EVO, unite il radicchio tardivo tagliato a pezzettini piccoli e fatelo stufare, salate e pepate. Tenete da parte.
Sgusciate le code di gambero, lavatele ed avvolgetele nelle fettine di pancetta stufata (io le ho divise a metà perché erano troppo alte), disponetele su di una teglia coperta di carta forno e cuocetele in forno a 180° per una decina di minuti.
Usate la funzione grill per gli ultimi minuti di cottura, dovranno essere belli dorati e croccanti.
In una padella capiente o in un wok, saltate velocemente il riso insieme al radicchio stufato ed i calamari (tenendone da parte alcuni per la decorazione del piatto, io tengo i tentatoli e qualche anello), solo a fine cottura pepate e unite della curcuma (quantità a vostro piacere).
Se vi va di presentare il piatto in modo diverso, utilizzate un coppa-pasta per dare una forma elegante al riso.
Infine decorate con i calamari e con i gamberi ‘impacchettati’.
 
 
 
Primi piatti/ Salato

Risotto al topinambur, crescenza e pancetta croccante


Beh?

Siete ritornati in ufficio?
O siete alle prese con l’albero di Natale da disfare?
Con la dieta da iniziare? (…o quanto meno con la riduzione di calorie, evitando di trangugiare panettoni e torroni vari?)
Con i figli che brontolano perché le vacanze sono finite?
Con l’influenza che gira?
Io con alcune di queste cose, e questa mattina il tempo non aiuta.
La nebbia avvolge tutto ed io la detesto.
Non sono di molte parole oggi, troppe cose da fare, e bimbetta in giro per casa…
Oggi siamo di tagliando dal pediatra e speriamo che ‘sto cavolo di catarro se ne vada…
So che ho già postato un risotto con i topinambur.
Ma se poi nel corso dell’anno se ne fa uno che riesce meglio, che si fa?
Si posta pure questo, giusto?
Quindi oggi vi lascio così.
Vi lascio al vostro ritorno, qualunque esso sia.
Al vostro lavoro.
Allo studio.
A scuola.
Da un’avventura.
A casa (se tornate dalle vacanze).
Dal vostro amore.
O semplicemente alla routine.
Buon ritorno.
A volte ritornano. Ecco a voi, sotto nuova veste, un risottino delizioso.
 

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Primi piatti/ Salato

Anche Masterchef insegna … Orecchiette di grano arso al broccolo e salsiccia



Lo confesso, ho una vera passione per le farine.
Appena ne scopro una che non conosco, non posso evitare di provarla.
Magari succede che non so bene subito cosa farci.
Mi informo, mi documento.
E poi parto con le mie prove.
Questa farina nasce dalla tradizione contadina pugliese, e dalla necessità della gente più povera, che un tempo si accontentava di raccogliere i chicchi di grano rimasti a terra nei campi che venivano incendiati dopo il raccolto.
Da questi chicchi ottenevano una farina dal colore scuro e dalle note affumicate con la quale venivano preparati piatti caratteristici.
Quando ho deciso di comperarla, ammetto che l’ho fatto più per il fascino della storia e delle tradizioni popolari che portava con sé.
Non ero molto convinta del prodotto e del risultato che avrei ottenuto.
Questo perché l’odore è molto intenso.
Odora di bruciato. E non poco.
La cosa buffa è che, mentre lavoravo l’impasto, mi veniva in mente l’argilla, e non qualcosa di commestibile.
Ma una volta cotta ho dovuto ricredermi, il gusto è meraviglioso.
Dopo la cottura rimangono leggeri sentori di affumicato, che ben si sposano con alcuni prodotti, e con salsiccia e broccolo, secondo me, è perfetta.
Può essere utilizzata per molte preparazioni, per pasta, pane, focacce, sia salati che dolci, ricordate però che va miscelata con farine che generano glutine, quali ad esempio farro, grano khorasan o grano duro, in una percentuale del 20-30% sul totale.
Non era previsto l’intervento della mia pre-adolescente in questa ricetta.
Tornata a casa da scuola, mi ha vista all’opera con il coltello sul piano di lavoro e mi ha detto “Mamma, so come si fa! L’ho visto fare a Masterchef!”…..”Ah beh, allora….se l’hai visto a Masterchef siamo a cavallo…”
Ebbene si, anche Masterchef insegna, la ragazza si è fatta quasi tutte le orecchiette e non erano poche.
Certo qualcuna ho dovuto sistemarla un pochino, ma per essere la sua prima volta, devo dire che è stata davvero brava!
Giudicate voi dal video, ho approfittato della sua presenza per un piccolo orecchietta-tutorial!
Allora che si fa?
Orecchiettiamo?

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Primi piatti

Corone rigate al pesto di 5 erbe, nocciole e anacardi

 
 

E’ da qualche giorno che ci penso.Ti arrivano mail, arrivano commenti.

E mi faccio delle domande.

Forse sono io che sono scema.

Forse potrei sfruttare meglio ‘sto cacchio di blog.

Ché sono anche senza lavoro e qualche soldino in più e mica ci fa schifo.

Forse potrei anch’io correre qua e là in cerca di follower.

Magari unirmi a gruppi di scambio commenti per aumentare le visite.

Accettare proposte di aziende un po’ così, discutibili, giusto per avere un po’ di cose gratis, tanto poi ci metto un link e chisseneimporta.

Si. Potrei.

Ma anche no.

Sia chiaro, non ce l’ho con le collaborazioni.

Quelle con aziende di un certo spessore le valuterei pure io, chiariamo.

Anche se, confesso che i blog pieni zeppi di pubblicità e link a destra e a manca un po’ di ansia me la mettono e me ne vengo via quasi subito, ché mi sembra vogliano impormi qualcosa.

Ma ognuno fa ciò che desidera a casa sua.

E, come in tutti gli ambiti, anche tra i blog, c’è spazio per tutti e piena libertà di espressione.

Io a casa mia ho scelto di essere semplicemente quello che sono nella vita.

E la mia vita mi piace pensarla come un bellissimo viaggio, che cerco di vivere con molta riconoscenza.

E che, secondo me, tutti, dovremmo vivere con una profonda etica e coerenza verso noi stessi e verso il prossimo.

Etica secondo me è rispetto, verso le persone e verso il mondo in cui viviamo.

Etica è amore verso l’altro.

Etica è non raccontare balle.

Etica è fare quello che fai con passione e coerenza.

Etica è fare le cose non esclusivamente per tornaconto, ma perché ci credi, perché hai dei valori.

Ecco, io senza etica e coerenza non potrei vivere.

Mi ci ha tirato su a pane, etica e rispetto il mio papà.

Ah! Poi ce n’è pure un’altra di parolina importante per me, CREDIBILITA’.

Riflettendo su queste cose, sono andata a cercare il post che ha scritto Chiara Maci circa un anno fa, per rileggerlo.

L’ho adorata in quel post.

Se non lo avete letto, vi invito a farlo, ne vale la pena, qui.

Eh, lo so, oggi sono un po’ rompipalle, portate pazienza…ogni tanto mi capita.

 

Ricettina? Si dai!

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