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Primi piatti/ Salato

Come si cambia. Zuppa di sedano rapa e patate

 

Si, lo so.
Ancora una zuppa.
Ma con il freddo di questi giorni è la cosa che preferisco la sera.
E’ una vera coccola, calda, rigenerante ed allo stesso tempo leggera.

Non so voi, ma io quando ero piccola, non mangiavo un sacco di cose.
Neanche ci provavo, perché mi inquietavano al solo vederle.
E parlo soprattutto di prodotti del mondo vegetale, il sedano rapa era uno di questi.
Era una disperazione per mia mamma, infatti tuttora, quando mi vede cucinare e mangiare certi piatti, si stupisce ancora e mi dice “E pensare che scappavi quando lo presentavo in tavola!”
E’ anche vero che da piccola mangiavo cose che adesso mi fanno orrore (che non si dice ‘schifo’ delle cose da mangiare, lo dico sempre alle mie figlie), fegato, frattaglie varie ad esempio…ARGHHHH!
No, io non ci riesco, e non si scandalizzi nessuno. Ma io NON le cucino, NON le mangio e NON le posto nel mio blog. Punto.

Va beh, tornando al nostro sedano rapa, a me piace tantissimo.
Nella zuppa è perfetto ma è buonissimo anche come contorno, gratinato, in purè o fritto.
Considerate poi che ha un valore calorico molto basso, è un’importante fonte di minerali in particolar modo di selenio e che recenti studi hanno dimostrato che possiede anche la capacità di ridurre la pressione arteriosa ed il colesterolo.
Cosa volere di più?
I crackers che vedete nella foto sono una meraviglia, veloci da preparare e buonissimi, ma c’è tutto un discorso da fare per parlarne!
Domenica mattina, tempo orribile, onde evitare di rimanere tutto il giorno a casa, siamo usciti per andare in libreria.
Beh, chiamarla ‘libreria’ è riduttivo, ci abbiamo passato la mattina, mentre le bambine partecipavano ad un laboratorio di letture, noi abbiamo fatto la colazione di metà mattina al bar interno, passato in rassegna tutte le novità e i vari reparti di nostro interesse e siamo usciti tutti e quattro con un libro.
Io, a dire il vero, con due…
Ma di questo finirò di parlarvi domani con la ricetta dei crackers.
Buona giornata!

 

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Primi piatti/ Salato

Miseramente capitolata. La zuppa di cipolle

 

Questo piatto, per me, è davvero il piatto che fa cambiare una giornata in meglio.
Quei piatti che, arrivi a casa dopo una giornata di lavoro, magari infreddolita, stanca, con voglia di prepararsi qualcosa da mangiare pari a zero e basta soltanto la classica scaldatina sul fuoco o ancora meglio ‘na gratinatina nel forno e, solo lo sprigionarsi del suo profumo, ti riscalda l’anima e ti risolleva l’umore.
L’avete mai assaggiata? Io l’adoro.
Ho scoperto molto piacevolmente che piace anche alle bambine, Carola se la mangia anche con i pezzetti di cipolla non del tutto sfaldati, per Serena invece devo passarla con il mixer ad immersione, ma l’importante è che si abituino a questi sapori e che li apprezzino.
Io l’ho servita insieme ad un pane preparato il giorno prima con la macchina (per il pane).
Fatto con farine varie (integrale, segale etc…mix libero by mio marito, l’addetto ufficiale alla macchina) e noci in pezzettoni.
Non avevo in casa l’emmental (mi dimentico sempre qualcosa…cavolo!) allora ho cosparso le fette con Parmigiano Reggiano e le ho fatte gratinare pochi minuti in forno.
Per servirla ho comperato anche delle cocottine, che non avevo, in un negozio che adoro.
E’ un piccolo negozio che si trova nel paese dove vivo, una frazione molto vicina a Treviso.
Un negozio delizioso dove trovo davvero di tutto.
Gli articoli per la casa più disparati ed originali, attrezzi ed accessori per torte e dolci, articoli da regalo, candele, davvero ogni cosa.
Oltre alle cocotte ho comperato anche dei pirottini bellissimi, e…
Cosa vi avevo detto qualche giorno fa?
Che i preparativi per il Natale mi facevano ansia? Mi vergogno un po’, ma devo confessare che ho comperato una cosa a tema Natale.
Beh insomma, è che mi serviva, non è proprio un addobbo, però ha le renne disegnate in rosso e bianco e un po’ Natale lo fa…
Beh, ragazze!
Cosa ci posso fare!
Mi serviva uno zerbino per l’uscio! E che cavolo!
Era troppo bello quello con le renne!
Poi tutto sommato tra un mese iniziano i preparativi…
Insomma lo confesso, ci sono cascata. Il 3 novembre ho messo fuori dalla porta uno zerbino che fa già Natale, viva la coerenza!
 

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Primi piatti/ Salato

Lasagne di farro e papavero con vera a Morlacco. E la verza arrostita della Ale

 

Avevo voglia di cucinare la verza, ma non volevo utilizzarla solo come contorno.
Quando mi frullano queste idee finisce che passo un bel po’ di tempo a sfogliare riviste di cucina.
Ultimamente ho cercato di dividerle per mesi così, quando ne ho bisogno, guardo solo quelle del mese in corso riuscendo così a trovare ricette con frutta e verdura di stagione, con i post it poi metto in evidenza le ricette che mi piacciono maggiormente e quelle che voglio provare a fare.
Sono comunque tante (qualcuno qui in casa dice troppe…) è che mi dispiace troppo eliminarne una parte perché vedo che, anche a distanza di anni, mi ritornano utili.
Così, anche questa volta, mi metto a sbirciare tra le mie vecchie riviste di cucina ed ecco che salta fuori questa.
Trattasi di ricetta da La Cucina Italiana di Gennaio 1996 (ancora in Lire, che nostalgia!) io l’ho leggermente modificata, la pasta l’ho preparata con il farro e ci ho anche aggiunto i semi di papavero che mi piacevano molto insieme alla verza e poi ho aggiunto anche il formaggio Morlacco che ha reso tutto più gustoso e cremoso.
Siccome di verza ne avevo un’altra metà (…io te lo avevo detto Ale che la provavo!) ho fatto la verza arrostita come l’ha preparata Alessandra del blog Le Pappe Kitchen (che io adoro!).
Quello di Alessandra, lo confesso pubblicamente, è stato tra i primi blog di cucina che ho seguito da ‘non-blogger’ e le sono particolarmente affezionata..tra l’altro ho piacevolmente scoperto, una volta conosciuta, che è anche molto simpatica e disponibile, una bella persona.
Beh, tornando alla sua verza arrostita, è fantastica.
Io ci ho messo sopra anche del formaggio primosale a fine cottura, che si è sciolto un pochino, una bella grattugiata di pepe verde ed è diventato quasi un secondo.
Buonissimo!


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Primi piatti/ Salato

Halloween? Ma anche no. Pizzoccheri alla zucca, nocciole (de ‘noantri) e pecorino

 

Halloween…Spero mi scuserete, ma non avevo molta voglia di fare dolcetti a tema quest’anno.

Pensare che lo scorso anno mi sono prodigata nella produzione di ‘dita di strega’, ‘cimitero di brownies’ con tanto di scheletrino appoggiato e lapidi spostate, ‘muffin ragnetto’, ‘biscotti zucca’…

Insomma ho lavorato una giornata intera per una festa tra bimbi, ma quest’anno no, non ce n’era la voglia.

Devo confessarvi che questa festa ‘indotta’ non mi fa impazzire, semplicemente non fa parte della nostra tradizione, quindi, a parte il divertimento nel creare dolcetti, quello c’è sempre e comunque, non la sento mia, punto.

Ma la zucca si che la sento MIA, eccome!

Solo che non ci ho intagliato occhi e bocca, eh no!

Io l’ho cotta al vapore e ne avevo accumulata un bel po’ nel frigorifero…pertanto, dato che c’era voglia di pasta, ho aperto la dispensa ed ho trovato questa scatola di pizzoccheri, un po’ nascosta dietro ad altre confezioni, che aspettava solo di essere sistemata.

Adoro la ricetta originale dei pizzoccheri, verza,  patate, formaggio…cremosa, avvolgente. Che tra l’altro ho mangiato, buonissimi, non in Valtellina, ma in un ristoro dalle parti di Vittorio Veneto, al Ristoro S. Augusta, che per la precisione si trova a Serravalle lungo un bellissimo percorso al Santuario omonimo. Ma questo è un altro discorso.
Mi piaceva l’idea di usare questa pasta grezza, ruvida in un altro modo. Secondo me, insieme alla morbidezza della zucca e della ricotta ci stanno davvero bene, le nocciole ed il pecorino sardo poi (acquistato quel sabato mattina in giro a Treviso)  hanno dato il tocco croccante e salato che ci voleva.

A noi è piaciuta tanto, provatela e poi mi dite!

Poi i dolcetti….Eli, io te lo avevo detto che avevo la zucca cotta nel frigo, ricordi?

Quindi come omaggio a te carissima, ho rifatto i tuoi dolcetti che sono buonissimi  SWEET PUMPKIN di Eli un po’ a modo mio.

 

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Primi piatti/ Salato

Fusilli integrali con pesto di rucola e mandorle

Oggi apro il post invitandovi a guardare questo video e leggere questa pagina, è tratta da una puntata di Report, l’ha commentata Come cucinare la nostra vita  ed infine l’ha condivisa ieri su facebook Roberta Cobrizo, che seguo con tanto interesse, come seguo le ragazze di Salutiamoci.
La prevenzione inizia sicuramente a tavola, mangiando.
Il motivo per cui io non utilizzo mai farine bianche è qui dentro, mi sembrava anche giusto spiegarlo, prima o poi.
Io sto cambiando modo di comperare e di alimentarmi.
E’ un percorso iniziato da tempo ed è in continua evoluzione.

Il mio arrivo qui, in rete, lo ha anche accelerato perché ho conosciuto molte persone che la pensano come me, che ne sanno molto più di me e dalle quali sto imparando tante cose.

Ma non voglio farvi un sermone e non sono qui per insegnare niente a nessuno, ci mancherebbe, ma leggete e guardate il video, anche per semplice conoscenza.
La conoscenza rende l’uomo libero di decidere, sempre.

La ricetta di oggi.
Si, lo so che sembra un piatto estivo. Ma a voi sembra sia autunno? Io fino ad ieri ero ancora in maniche corte…ed il lillà del mio giardino ha messo dei fiori…non ci si capisce più niente.
Ma se sei in maniche corte e ci sono 20°, una bella pasta colorata, con il pesto di mandorle ed i pomodori datterini a me fa ancora voglia!
Me lo concedete?

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Primi piatti/ Salato

Creste di gallo integrali con porcini e zucchine piccanti


Il porcino.

Che dire, è un’opera d’arte della natura!
In questo periodo vivrei davvero soltanto di alcuni prodotti, zucca, radicchio (ma questo lo sapete già..), verza, funghi…senza parlare della frutta autunnale.

I funghi sono davvero un prodotto meraviglioso.

Delicati, profumati e ricchi di gusto nonché di vitamine.

Cosa non da poco, hanno pochissime calorie, per cui sono anche molto indicati nelle diete.

Qualcuno dice di consumarli con moderazione perché possono essere indigesti in dosi eccessive, boh?…Non lo so, credo che questo valga un po’ per tutto.
La regola migliore comunque è non eccedere in nulla e mangiare in modo variato, seguendo le stagioni.La natura ha un suo perché.

Ho scoperto, pensate un po’, che i funghi erano molto apprezzati già nell’antichità.

Li consumavano gli Egizi, i Babilonesi, i Greci ed i Romani. Questi ultimi li definirono ‘cibo reale’.

Mentre Cinesi e Giapponesi li utilizzavano come farmaci per potenziare le difese dell’organismo.

Scusate la divagazione, ma mi piace scoprire e conoscere la storia degli alimenti, trovo davvero affascinante sapere il rapporto che avevano i nostri antenati con il cibo, con alcuni prodotti, le loro origini…

…ma torniamo alla ricetta.
Mia mamma mi ha molto gentilmente donato un porcino qualche giorno fa.
Facciamo spesso questi scambi di prodotti, crudi ma anche cotti, ‘scambi culinari in famiglia’…
Un porcino intero era davvero troppo per farci una pasta per due (le bimbe mangiavano entrambe a scuola…), quindi metà l’ho utilizzato per preparare questa pasta insieme alle zucchine, abbinamento che mi piace troppo ed ho approfittato dell’assenza delle bimbe per andar giù con il peperoncino che, secondo me, ci sta molto bene.
Cosa dirvi, è una pasta di una semplicità disarmante, ma davvero buonissima.
Poi questo tipo di pasta integrale (se vi piace) ci sta benissimo, un po’ grezza, ruvida, assieme alla morbidezza del porcino…secondo me è una favola.
Dell’altra metà ho fatto una vellutata con le patate…

Ma questo è un altro post!


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Primi piatti/ Salato

Lasagne integrali al Radicchio trevigiano precoce

 

Poi non dite che non vi avevo avvertiti.
Ve l’avevo detto che appena arrivava il radicchio vi avrei stressato fino alla morte.
Si, vi stresserò perché a me piace davvero molto e tra l’altro qui a Treviso si consuma tutto l’inverno e in molti modi, quindi.
Le varietà sono diverse, quello trevigiano, Igp dal 1996, è molto conosciuto e ne esistono due varianti, quello precoce che si raccoglie da inizio settembre, e quello tardivo che si raccoglie da novembre (lavorazione molto laboriosa e che necessita del freddo).
Poi ci sono il radicchio di Castelfranco, quello di Verona, quello di Chioggia.
Qui si consuma crudo, cotto, ai ferri, brasato, fritto, sott’olio, nel risotto, nella pasta, con la pasta e fagioli (mamma che buono con la pasta e fagioli…lo devo fare e postare!), nella pizza, nelle focacce, nei dolci, nelle grappe…
Insomma, prima che finisca l’inverno non ci sopporterete più, né la sottoscritta, né il radicchio!
Ve lo assicuro!
Potete tranquillamente utilizzare le lasagne pronte, qualche volta lo faccio anch’io se non ho tempo, ma se posso la pasta la preparo io, e mettere in funzione la mia povera macchina che altrimenti rimane tristemente a guardarmi dall’alto del ripiano dove solitamente giace dentro alla sua scatola, non è che ogni giorno mi metto a fare la pasta in casa, ma ritengo sia davvero questione di pigrizia, un po’ come per gli gnocchi, sembra difficile in realtà non lo è.

Si, è vero, si infarina un po’ dappertutto, ma volete mettere la soddisfazione quando ci si addenta la lasagna, sapendo che la sfoglia è stata preparata con amore?

Tutto sommato con tutto ‘sto impastare anche la tonificazione del braccino ci guadagna.
Eddai, forza!
E tirate fuori ‘ste benedette sfogliatrici!
Vi auguro una buona ed infarinata giornata!
 

 

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Primi piatti/ Salato

Risotto ai funghi chiodini


Vi ricordate che sabato siamo andati a caccia di funghi?
…non crediate che a caccia per noi significhi a boschi con il cesto…no, perché bisogna conoscerli bene e l’idea di confondere un porcino con un’amanita velenosa mi inquieta non poco…
No, non è decisamente il caso di rischiare.
Io lascio fare il lavoro a chi è competente e li compero dal fruttivendolo di fiducia.
Sabato il nostro fruttivendolo ne aveva di belli, a km zero…e una cassetta è venuta a casa con noi….
Il lavoro ‘sporco’ lo ha fatto mio marito, pulirli uno a uno, eliminare foglioline, insettini e quant’altro…una volta puliti, li abbiamo cacciati in pentola con olio evo e aglio (intero schiacciato, mentre il prezzemolo lo aggiungo solo prima di consumarli) ed una volta cotti e raffreddati li abbiamo insacchettati e messi in congelatore.
Un po’ li ho utilizzati subito ed ho preparato questo risotto.
Il risotto ci piace molto, anche le bambine lo mangiano volentieri. E’ buono con qualsiasi tipo di verdura, con il pesce, con la carne….ma deve essere fatto bene.
I fondamenti per fare un buon risotto sono semplici e una volta appresi, si può preparare con qualsiasi cosa.
Si prepara il brodo caldo, che si aggiunge poco per volta, si fa un buon soffritto, si deve tostare il riso e si deve aggiunge il burro (poco) solo alla fine con il parmigiano, per mantecare bene….e poi mescolare e mescolare.
Non abbandonare mai il riso a se stesso, ma mescolarlo durante la cottura…
Poi, fondamentale, fare attenzione a non farlo asciugare troppo.
Un buon risotto, almeno per i miei gusti, deve essere ‘all’onda’, ovvero si deve adagiare mollemente nel piatto…
Se non si stacca dal mestolo e bisogna usare la forza bruta per ‘spiattellarlo’ sul piatto non va bene, no, non va bene!

Quelli in secondo piano sono i primi cachi del nostro albero, adesso penso un po’ a cosa farci.


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Primi piatti/ Salato

Fusilli integrali con spinaci e pecorino al limone



Ogni tanto in casa nostra si formano delle pile di riviste varie.
Supplementi di quotidiani, riviste di moda, viaggi, arredamento, si aggiungono una sopra l’altra finché, quando la vedo barcollare, sono davvero costretta a prendere provvedimenti…
Confesso che fatico a buttare le riviste senza staccare almeno una pagina da conservare di ciascuna, sarà che mi piacciono tantissimo le foto in genere, mi piace molto il design, l’arte, la cucina, i viaggi … e che palle! (OOPS! Ho scritto ‘palle’…)
Fatto sta che non riesco a buttarle senza perderci sopra del tempo…
No, è che io prima ho già fatto ‘orecchie’ e ‘contro-orecchie’ sulle pagine che mi interessa tenere, questo per far prima a trovarle e staccarle nel momento opportuno.
Ditemi che capita anche a voi per favore, sennò mi sento davvero ‘strana’.
Praticamente poi è tutto un lavoro, fatto di ‘sfoglia-stacca-archivia’.
Mi ritrovo poi con raccoglitori su raccoglitori con dentro di tutto, divisi ovviamente per ‘tema’, che credete? Sono ordinata, io!
Tra un po’ comunque succederà che dovrò uscire di casa per fare spazio ai raccoglitori.
A questo si aggiunge che ogni tanto elimino anche alcune cose archiviate, per fare spazio ad altre magari più interessanti. In poche parole è una storia infinita..
Questa ricetta esce da uno dei miei raccoglitori di ricette, uno dei più recenti. La pagina è stata staccata da un ‘Gioia’ di non so quando però…
Non so dirvi onestamente se vale la pena fare tutto questo lavoro, ma la pasta fatta con la ricetta di questa pagina ‘sfogliata-staccata-archiviata’ è davvero buona!
Buona domenica amici!


Primi piatti/ Salato

Mezze penne con pomodoro ciliegino e melanzane grigliate

Non c’entra niente con la ricetta che vi posto, ma oggi mi sento un po’ malinconica e penso.
Così mi va di raccontarvi un po’ di me.

Sapete già che sono veneziana ‘trapiantata’ a Treviso.
Sono nata a Venezia ed ho passato una bellissima infanzia nel sestiere di Dorsoduro.
Mi ritengo molto fortunata per questo.
Venezia è davvero una città unica al mondo, nel bene e nel male.
Chi ci è cresciuto, secondo me, porta un ricordo speciale nel cuore, forse come chi cresce in mezzo ai monti, non lo so…
Io so che sono e rimarrò sempre veneziana dentro di me.
Ho ricordi bellissimi della mia infanzia, tanta libertà, tanta spensieratezza.
Sono cresciuta in una città senza automobili, dove l’unico pericolo è l’acqua ma, nuotare, è la prima cosa che i bambini, almeno allora, imparavano a fare.
Anzi, ci tuffavamo nei canali, l’acqua era ‘leggermente’ diversa da oggi, è passato qualche anno, ma non troppi credete…
Ricordo che quando aspettavo il vaporetto all’imbarcadero mi divertivo a guardare l’acqua sotto alle briccole e a quel tempo si vedevano i pesciolini e le schie.
E i campi (per quanti non lo sapessero a Venezia le piazze si chiamano ‘campi’ fatta eccezione per Piazza S. Marco) pieni di gente fino a tarda sera d’estate, quanti bambini…
Le serenate delle gondole la sera e noi a correre sul ponte per vederli passare e salutare.
Mi ricordo gli ‘storti’ (una specie di cannoli molto croccanti) con la panna che si comperavano nelle latterie.
La latteria da Nèa sulla fondamenta dei Tre Ponti, vicino a dove abitavo e che non esiste più.
Un giorno vi voglio ‘portare’ a fare un giro a Venezia, che dite?
Intanto vi lascio una foto di un quadro-ritratto del mio nonno che nel 1937 ha vinto la Regata Storica e quella che vedete nel quadro è la bandiera vinta.
Tornando alla ricetta, è proprio sciuè-sciuè.
E’ che avevo gli ultimissimi ciliegino dell’orto e li ho usati per questa pasta…
A voi non capita mai di aprire la dispensa e trovarci tanti sacchettini di pasta con 100 – 150 gr di pasta da finire?…a me regolarmente.
Noi siamo in quattro e calcolando circa 90 gr di pasta a testa (le bimbe un po’ meno…) finisce che di un sacchetto da 500 gr ne consumo soltanto 350 gr, quindi a meno che io poi non acquisti lo stesso tipo di pasta, mi capita di trovarmi in questa situazione…che fare allora?
In questo caso avevo due sacchetti di pasta, una di kamut e l’altra di farro, con due cotture diverse e si, l’ho fatto! Le ho mescolate.
Ovviamente ho tuffato in acqua prima il tipo di pasta con la cottura più lunga ed il risultato, beh, non se ne sono accorti.
 

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Primi piatti

Quinoa al radicchio di Treviso precoce con fonduta ai formaggi

 

Come avete passato la domenica?
Spero bene.
Noi la mattina in relax, qui c’era anche un po’ di nebbia e, complice anche il mio raffreddore, non avevo voglia di uscire.
Per pranzo ho preparato la ricetta che vi posto oggi (le bambine non l’hanno voluta assaggiare…purtroppo la quinoa ha un aspetto un pochino ‘gelatinoso’ che ai bambini non piace molto, almeno provassero ad assaggiarla dico io!…per loro spaghetti con tonno e limone….pazienza!), ho fatto un po’ di pulizie in casa, lavorato un po’ sul blog mio e visitati blog di amici/che e basta!..
Nel pomeriggio però è uscito il sole e, sentiti al telefono degli amici, abbiamo deciso di andare al mare a fare una passeggiata.
Devo dire che viviamo in una posizione abbastanza strategica perché siamo a metà strada tra i monti ed il mare.
In un ora o poco più si raggiungono le Dolomiti ed in meno di un ora si arriva a Jesolo Lido, Eraclea, Caorle.
Ieri siamo andati a Jesolo Lido.
A me piace molto il mare, anche ‘fuori stagione’.
Passeggiare in spiaggia, mangiare un toast o altro ‘street food’ in qualche bar carino del lungomare…i negozi a Jesolo sono praticamente sempre aperti anche in inverno per cui è bello anche fare un bel giro di vetrine al rientro…e aperitivo all’aperto per concludere la giornata (..che il giorno dopo si va a scuola e non si può fare tardi!).
L’estate è davvero finita gente!
Oggi ho sentito per la prima volta l’aria ‘frizzantina’ dell’autunno!
Tornando alla ricetta, conoscete la quinoa?
A me piace molto.
L’ho scoperta anni fa e spesso la utilizzo al posto del cous cous.
Quasi sempre viene scambiata, erroneamente, per un cereale (l’ho scoperto anch’io di recente…), invece appartiene alla famiglia delle bietole e degli spinaci, proviene dal Sud America, precisamente dalla Bolivia e dal Perù, ed è davvero antichissima, faceva parte della dieta di Inca e Aztechi.
La totale assenza di glutine la rende perfetta anche per i celiaci e ‘sarebbe’ ottima anche per i bambini (se la mangiassero!)…
Le foglie della quinoa sono commestibili e, cotte, si mangiano come fossero degli spinaci.
Normalmente da noi si mangiano i chicchi lessati che possono essere utilizzati allo stesso modo in cui vengono utilizzati farro, orzo e cous cous.
Questi ‘semini’ sono molto ricchi di proteine, ma poveri di grassi.
Contengono sostanze molto importanti, proteine vegetali, ma anche fibra, minerali, fosforo, magnesio e zinco.
E’ un alimento molto nutriente con alte proprietà antiossidanti, aiutano a ridurre il colesterolo e la pressione sanguigna, contengono anche sostanze utili per la crescita delle cellule cerebrali.
Per questo sono davvero molto indicate nella dieta dei bambini, delle donne in gravidanza, degli anziani e degli atleti.
Cosa volere di più da dei ‘semini’?
Sul radicchio che dire? Qui a Treviso si inizia a mangiare il precoce in questo periodo, poi con il freddo arriva ‘il fiore’, il radicchio tardivo, che è favoloso e continuiamo a mangiarlo tutto l’inverno, crudo, cotto, nel salato e nei dolci. Avrò modo si ‘stancarvi’ con il radicchio!
Insomma, se non l’avete mai provata, eccovi una ricettina facile-facile!

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