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Dolce

Torte

Victoria Sponge Cake

 

 

Dura ripartire dopo questo lungo fine settimana ed un mercoledì che sembra un lunedì.

Va beh, oggi iniziamo con un po’ di storia, che dite?

La storia di una torta slurposiSSima.

Creata intorno al 1840 dalla dama di compagnia della Regina Vittoria, tale Anne Russel, duchessa di Bedford, questa torta  entrò ben presto a far parte di un rito che ancor oggi è rispettato e seguito nel Regno Unito. La duchessa di Bedford inventò infatti il rito dell’afternoon tea, servendo insieme all’amata bevanda dolci vari e sandwich.

Chiamata anche Victoria Sandwich, la Victoria Sponge Cake ricorda molto la Madeira Cake.  Il nome è ovviamente dedicato alla Regina Vittoria che durante l’afternoon tea amava consumare una fetta di questa torta. Una base di pan di Spagna arricchito da burro nell’impasto, farcita come un sandwich con confettura di frutta e crema al burro. Una torta che si presta per essere farcita nei più svariati modi.

Non è una torta complicata e non richiede particolari attenzioni, se non che è preferibile cuocere i due strati separatamente in due teglie.

A me onestamente non piace che la farcia all’interno sia perfetta, quindi volutamente ho evitato l’uso della sac à poche, spalmando la chantilly con una spatola a mò di muratore con la cazzuola!

L’effetto strabordante della farcia mi piace da morire!

Potete  utilizzare ovviamente della confettura confezionata, ma vi assicuro che farcita con una confettura di fragole fatta in casa il profumo ed il gusto sono davvero altra cosa!

Ho trovato diverse ricette nel web, ma poi mi sono basata su quella del Cavoletto, interpretandola a mio modo.

 

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VICTORIA SPONGE CAKE

 

Ingredienti

Per la Victoria sponge cake

150 g farina macinata a pietra per torte

70 g farina di riso biologica

220 g di zucchero semolato

220 g burro biologico (morbido)

4 uova biologiche medie

½ cucchiaino polvere di vaniglia biologica

1 cucchiaino di cremor tartaro (o lievito per dolci)

Per la confettura di fragole

500 g fragole

300 g zucchero semolato

½ limone non trattato

½ cucchiaino di agar agar

Per la Chantilly

300 g panna fresca

50 g zucchero a velo (+ altro per finire)

Preparazione

Per la confettura di fragole

Lavate le fragole velocemente sotto l’acqua corrente, tamponatele leggermente per eliminare l’eccesso di acqua.

Eliminate la parte verde e tagliatele in piccoli pezzetti. Versatele in una ciotola e copritele con lo zucchero, la buccia di limone ed il succo. Coprite con pellicola alimentare e fatele riposare una notte in frigorifero.

Trascorso il tempo di riposo, avrete un composto molto liquido e profumatissimo. Versatelo in una casseruola, unite l’agar agar e mettete sul fuoco, Fate sobbollire per circa 40 minuti, seguendo sempre la confettura e mescolando di tanto in tanto (eliminando la schiuma se necessario).

Versate nel vasetto e fate raffreddare. (se la consumate subito con la torta non serve fare la procedura di sotto vuoto.)

Per la Victoria sponge cake

Accendete il forno a 180°C.

Sbattete il burro morbido con lo zucchero, fino ad ottenere un composto cremoso e chiaro. Unite le uova, una alla volta; aggiungete il successivo solo quando il precedente è ben amalgamato all’impasto.

Setacciate le farine con il lievito e la polvere di vaniglia, quindi unitele a burro e zucchero mescolando con una spatola, incorporandole bene.

Foderate con la carta forno due stampi con bordo amovibile (diametro 20-22 cm), versate metà impasto su ciascuno e livellate bene con una spatola.

Infornate a 180°C per circa 20-25 minuti.

Fate raffreddare completamente.

Assemblaggio del dolce

Montate la panna fresca con lo zucchero a velo.

Spalmate generosamente con la confettura di fragole la parte inferiore della torta, coprite con una generosa dose di chantilly e coprite con l’altro disco di torta. Cospargete generosamente di zucchero a velo.

 

 

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Alla prova costume pensateci un altro giorno!

 

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Biscotti e Frolle/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Tiramisù alle fragole con savoiardi homemade

tiramisu alle fragole con savoiardi home made

Oggi una piccola novità.

Sono stata invitata a collaborare con il portale Territori Coop con alcune mie ricette.

La loro proposta mi ha fatto davvero piacere, perché seguo e leggo Territori,

sono socia e cliente Coop da parecchi anni e ne apprezzo molto la filosofia,

l’attenzione al Territorio, alle eccellenze, alla sostenibilità, all’alimentazione dei più piccoli con prodotti dedicati.

Oggi vi presento la prima ricetta pubblicata, un Tiramisù leggero alle fragole preparato con dei savoiardi fatti in casa.

La potete leggere ovviamente anche su Territori Coop.

 

Il tiramisù non è un dolce che ha bisogno di grandi presentazioni, abbastanza semplice da preparare e che accontenta praticamente tutti, ci avete fatto caso?

A me diverte molto scoprire la storia dei piatti, ed in particolar modo dei dolci, saperne qualcosa di più.

Sulla ricetta del tiramisù ci sono state numerose discussioni, diverse teorie, ed altrettante città (e rispettive Regioni) che ne hanno rivendicato la paternità. Le uniche fonti scritte però sembrano confermare però che il dolce sia stato creato intorno agli anni ’60, dal cuoco (con la passione per la Pasticceria) di un ristorante storico di Treviso, Le Beccherie. Ebbe una felice intuizione, unendo pochi e semplici ingredienti tra loro. Tra questi semplici ingredienti i biscotti Savoiardi.

Certo, c’è chi lo prepara con il Pan di Spagna, o con altri tipi di biscotti, ma la ricetta originale prevede l’utilizzo dei savoiardi, non ci sono dubbi.

L’origine dei biscotti savoiardi non è certa. Sembra nascano nel tardo Medioevo alla corte di Amedeo di Savoia. In occasione della visita del Re di Francia venne chiesto al pasticciere di corte di creare un dolce indimenticabile. Il nome ‘Savoiardi’ fu dato infatti come omaggio ai Savoia.

Continue Reading…

Dolci al cucchiaio e semifreddi

Cestini di pasta fillo, fragole, robiola e lemon curd

 

Eccomi, eccomi…

Non sono morta. Riemergo da alcuni giorni di lavoro e di influenza.

Colpo di coda dell’inverno e qualche virus rompiscatole ancora nell’aria.

Passo davvero di corsa, con un dolcino velocissimo.

Vi piace la pasta fillo? A me da impazzire!

Ultimamente ho faticato tantissimo a reperirla, nemmeno surgelata al supermercato riuscivo più a trovarla. Girati tutti, sparita. Mi ero quasi arresa.

Poco tempo fa però, ho avuto l’occasione di assaggiare una torta alle mele preparata con la pasta fillo.

Due erano le cose: o la trovavo o me la dovevo preparare io a casa.

Per fortuna, dato che tempo non ne ho tantissimo in questo periodo, l’ho trovata!

La pasta fillo mi ricorda uno dei luoghi più amati delle mie vacanze estive, la Grecia.

Phyllo, significa foglia; è una sorta di pasta sfoglia priva però di grassi, che viene preparata in numerosi e sottili fogli separati tra loro.

Si può utilizzare in tantissime preparazioni, sia dolci che salate, cotte in forno o fritte.

I dolcini che vi propongo oggi sono più difficili da spiegare che da fare.

Una delizia leggera e croccante!

Ricettina?

 

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CESTINI DI PASTA FILLO, FRAGOLE, ROBIOLA E LEMON CURD

 

Ingredienti

Per 12 cestini

1 rotolo di pasta fillo

1 cestino di fragole

300 g robiola

300 ml panna fresca

60 g zucchero a velo

burro qb

Lemon curd

2 limoni biologici grandi

2 uova biologiche

80 g burro

130 g zucchero

1 cucchiaino di amido di mais

Preparazione

Lemon curd

Lavate bene i limoni, grattugiate la buccia (soltanto la parte gialla) e spremete il succo (dovreste ottenere circa 120 g di succo).

Sciogliete il burro a bagnomaria, unite lo zucchero, il succo, la buccia di limone, e l’amido setacciato. Aggiungete anche le uova leggermente sbattute.

Fate cuocere a fiamma media per circa 10 minuti, togliete dal fuoco, fate raffreddare e poi riposare in frigorifero.

Per i cestini

Accendete il forno a 180°C.

Fate sciogliere poco burro su una piccola padella e spennellate tutti i fori di uno stampo da muffin.

Srotolate la pasta fillo sul piano di lavoro pulito, tagliatela a quadrati leggermente più grandi dei fori dello stampo da muffin (circa 14-15 cm) ed iniziate a disporre all’interno di ogni foro dei quadrati di pasta precedentemente spennellati di burro; sovrapponete 4 o 5 fogli in modo sfalsato.

Lavate le fragole, tamponatele e tagliatele a pezzettini.

Mescolate bene la robiola con 30 g di zucchero a velo, mettetene una cucchiaiata dentro ad ogni cestino, un cucchiaino anche di lemon curd e finite con le fragole a pezzetti. ripiegate la pasta fillo sopra alla farcia, spennellando di burro per farla aderire.

Infornate a 180°C per circa 10 minuti, comunque fino a quando saranno belli dorati.

Montate la panna insieme al restante zucchero a velo.

Fate intiepidire leggermente i cestini e serviteli cosparsi di zucchero a velo, ed una cucchiaiata abbondante di chantilly.

NOTE:

Questi cestini vanno consumati appena dopo la cottura.
Se preferite prepararli in anticipo, potete in alternativa cuocere i cestini senza ripieno, e farcirli prima di servirli con yogurt greco mescolato con zucchero a velo e lemon curd (quantià a vostro piacere), finendo con delle fettine di fragole, zucchero a velo e chantilly.

 

 

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In alternativa,

cuocere i cestini senza ripieno e riempirli all’ultimo con yogurt greco,

lemon curd e fragole fresche.

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Buon LUNGO fine settimana!

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Biscotti e Frolle

Shortbread con fragole e chantilly al limone

 

Gli shortbread sono dei tipici biscotti scozzesi, molto burrosi e friabili.

Molto diffusi anche nel Regno Unito, lo shortbread tradizionale va preparato di norma mescolando una parte di zucchero, due di burro e tre parti di farina.

Le forme tradizionali sono tre, shortbread fingers, quella rettangolare e spessa, bucherellata con i rebbi di una forchetta, round shortbread, quella rotonda, come questi ed infine la petticoat tails, un unico grande biscottone rotondo tagliato in spicchi.

Short, termine ormai un po’ in disuso, sta per friabile, ed infatti la particolarità di questi biscotti è, oltre alla burrosità, la friabilità che si forma dopo il  loro raffreddamento.

Questa ricetta arriva dal calendario di ‘Jamie Magazine’, io ho usato due tipi di farina, ché la 00 non la utilizzo, e messo la buccia di limone nella chantilly.

Shortbread + chantilly + fragole = piatto vuoto in un nanosecondo.

 

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SHORTBREAD CON FRAGOLE E CHANTILLY AL LIMONE

Dal Calendario di Jamie Magazine

Ingredienti

Per 8-10 porzioni

100 g burro biologico (morbido)

55 g zucchero semolato

100 g farina macinata a pietra (tipo 1 per dolci)

50 g farina di riso biologica

½ cucchiaino di polvere di vaniglia

300 ml panna fresca

30 g zucchero a velo

buccia di mezzo limone non trattato

200 g fragole

Preparazione

Nella planetaria (o in un recipiente) lavorate insieme con la foglia (o frusta K) il burro morbido e lo zucchero, fino ad ottenere una crema morbida.

Unite la vaniglia e le due farine setacciate, formate l’impasto e create un salsicciotto. Avvolgetelo nella pellicola trasparente, fatelo riposare e rassodare per almeno un’ora in frigorifero.

Accendete il forno a 180°C.

Affettate il salsicciotto in fettine da 1 cm circa, quindi disponetele su una teglia coperta di carta forno.

Infornate per 8-10 minuti, fino a quando saranno leggermente dorati. Sfornate e fate raffreddare nella teglia, sono molto fragili, si induriranno raffreddandosi.

Montate la panna con lo zucchero e velo e la buccia di limone.

Servite gli shortbread con la panna spalmata all’interno e qualche fettina di fragola.

NOTE:

Li potete conservare in una scatola di latta o in un contenitore a chiusura ermetica.

 

 

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Buon fine settimana gente!!!

 

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Torte

Torta magica alle mele caramellate

 

Confesso che questa torta mi ha subito conquistata.

La prima torta magica che ho fatto era questa qui, e mi è piaciuta tantissimo.

E’ come avere tre torte in una sola. Impasto unico, ma a fine cottura e riposo presenta tre diversi strati e consistenze.

Una base densa come un flan, una parte centrale cremosa ed uno strato (superiore) con una consistenza simile al pan di Spagna.

Il segreto sta tutto nel rispettare alcuni semplici accorgimenti e passaggi durante la preparazione e cottura.

Per prima cosa è importante rispettare la dimensione dello stampo consigliato per quella quantità di impasto;  incorporare gli albumi a neve con una frusta, delicatamente, evitando di scioglierli nell’impasto, e lasciando anche dei grumi più grossi che si potranno lisciare eventualmente con un coltello se rimarranno sulla superficie all’interno dello stampo; rispettare i tempi di cottura, che preferibilmente non deve essere in forno ventilato (in questo caso abbassate di 10°C); non togliete la torta dallo stampo prima di averla fatta raffreddare e rapprendere completamente, ve tenuta in frigorifero almeno 2 ore prima di sformarla; se la farete riposare una notte in frigorifero sarà ancora più buona!

Ma com’è possibile questa magia?

I tuorli, sbattuti con lo zucchero, il burro, la farina ed il latte vanno a creare i due strati inferiori della torta magica, il flan e la crema. Mentre gli albumi montati a neve che rimangono in superficie, vanno a creare il pan di Spagna.

Questa versione con le mele caramellate mi fa sbarellare, rende l’idea?

 

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TORTA ‘MAGICA’ ALLE MELE CARAMELLATE

Dal libro ‘Torte magiche’ di C. Huet-Gomez

Ingredienti

Dose per uno stampo da 24 cm

Mele caramellate

3 mele Royal Gala

30 g di zucchero semolato

20 g burro leggermente salato

Torta

4 uova biologiche (a temp. ambiente)

120 g zucchero

125 g di burro biologico

1 cucchiaio di estratto di vaniglia (liquido)

90 g farina tipo 1 macinata a pietra (per dolci)

25 g farina di riso biologica

500 ml latte (a temp. ambiente)

1 presa sale

Mele disidratate

1 mela Royal Gala

Salsa al caramello

200 g zucchero semolato

100 ml acqua

vaniglia qb

Preparazione

Per le mele caramellate

Lavate e sbucciate le mele, tagliatele a piccoli pezzetti e mettetele in una padella con lo zucchero. Fatele cuocere fino a caramellarle, poi unite il burro leggermente salato, mescolate bene e tenete da parte.

Per la torta ‘magica’

Accendete il forno a 160°.

Separate gli albumi dai tuorli. Sbattete i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare chiari e spumosi.

Sciogliete il burro ed unitelo al composto insieme con l’estratto di vaniglia. Aggiungete anche la farina setacciata ed il sale. Sbattete poco, poi versate anche il latte tiepido, poco per volta e sempre sbattendo.

Montate gli albumi e, con l’aiuto di una frusta, uniteli all’impasto.

Foderate con la carta forno uno stampo di 24 cm di diametro, distribuite le mele caramellate sul fondo, quindi versate sopra l’impasto. Livellate con una spatola ed infornate per 55 minuti.

Appena sfornato il dolce sarà ancora abbastanza liquido. Deve riposare e rapprendersi.

Fatelo raffreddare e poi riposare in frigorifero per almeno 2 ore.

Per le mele disidratate

Lavate e affettate la mela intera, a fettine abbastanza sottili (senza sbucciarla o eliminare il torsolo).

Disponete le fette su una teglia rivestita di carta forno, e cuocete a 90° per almeno 2 ore.

Per la salsa al caramello

Mettete lo zucchero in un pentolino dal fondo spesso, lasciatelo sciogliere lentamente senza mescolare. A parte scaldate l’acqua con la vaniglia. Quando lo zucchero si sarà sciolto e sarà diventato di colore ambrato, unite l’acqua bollente facendo attenzione a non scottarvi, e mescolate energicamente con una frusta. Fate raffreddare.

Servite la torta con le mele disidratate ed una ‘colata’ di salsa al caramello.

 

 

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Quella goccia di salsa al caramello che cola, non vi fa venire l’acquolina in bocca?

A me si!

 

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Torte

Torta paradiso

 

 

Un dolce delizioso che mi riporta indietro nel tempo in un battibaleno.

Questa è davvero la torta dell’infanzia, morbida, profumata, che quando è in forno riempie la casa di un meraviglioso profumo.

La Torta Paradiso, farcita con una profumata crema al latte.

Questa ricetta è una via di mezzo tra quella di Assunta che potete trovare su IFOOD e quella che ho nelle mie dispense di scuola.

Io l’ho decorata con ovetti di cioccolato fondente confettati e le margheritine del mio giardino.

Semplice, buonissima e di sicuro effetto!

Vi lascio alla ricetta e vi auguro giornate di sole e cielo azzurro, da trascorrere sereni con i vostri cari e vostri amici.

 

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TORTA PARADISO

Ingredienti  – Dose per uno stampo di circa 20 – 22 cm

Per la Torta Paradiso

150 g fecola di patate

120 g farina di riso biologica

200 g burro biologico (morbido)

100 g uova intere biologiche ( 2 uova medie)

80 g tuorli ( 4 tuorli)

250 g zucchero a velo (+ altro per cospargere la torta)

1 presa sale

½ cucchiaino polvere di vaniglia biologica

buccia di limone non trattato qb

4 g cremor tartaro

Per la crema al latte

250 ml latte

25 g amido di mais

70 g zucchero

⅓ di cucchiaino da caffè di agar agar

⅓ cucchiaino polvere di vaniglia bio

150 panna fresca

 

Preparazione

Per la Torta Paradiso

Accendete il forno a 170°.

Montate il burro ammorbidito a temperatura ambiente con metà dello zucchero e la buccia di limone. Dovrà diventare bello morbido e chiaro, una crema soffice.

A parte montate le uova con il restante zucchero, unite anche i tuorli, continuate a montare fino a quando diventeranno gonfi e spumosi.

Unite poco per volta il composto di uova al burro, alternandolo agli ingredienti secchi che avrete precedentemente setacciato. Mescolate delicatamente per amalgamare bene tutto.

Imburrate ed infarinate uno stampo di circa 20 – 22 cm, oppure rivestitelo con la carta forno (io la ritaglio a misura e la fisso con un velo di burro sulla tortiera). Versate l’impasto e livellatelo bene con una spatola.

Infornate a 170 – 175°C per circa 40 – 45 minuti (ma verificate la cottura perché dipende molto dal tipo di forno). Fate la prova stecchino al centro del dolce per verificare se ben cotta.

Sfornate e fate raffreddare.

Per la Crema al latte

Mescolate il latte con l’amido setacciato (a freddo), unite l’agar agar, lo zucchero il miele e la vaniglia.

Mettete sul fuoco mescolando con una frusta. Continuate fino a quando la crema si addenserà.

Togliete dal fuoco e fate raffreddare.

Montate la panna ed unitela delicatamente alla crema di latte con una spatola.

Assemblaggio del dolce

Tagliate la torta a metà.

Spalmate delicatamente la crema sopra la metà inferiore, coprite e livellate bene i bordi con una spatola.

Cospargete abbondantemente con lo zucchero a velo.

Fatela riposare in frigorifero prima di consumarla.

Se consumata il giorno successivo è ancora più buona.

 

 

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BUONA PASQUA!

 

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Biscotti e Frolle/ Dolce

Torta fregolotta

 

 

La torta Fregolotta è un dolce tipico della Marca Trevigiana, e più precisamente di Castelfranco Veneto.

E’ simile alla Sbrisolona di Mantova, ma da non confondere con quest’ultima perché gli ingredienti sono un po’ diversi.

Il nome deriva dalla sua consistenza decisamente friabile,  fregola in Veneto significa infatti briciola.

La storia di questo dolce risale ai primi del ‘900, quando iniziò ad essere preparata e venduta nel forno della famiglia Zizzola, che ancora oggi la produce in un moderno stabilimento.

Ma il suo ideatore rimane misterioso, si sa soltanto che zia Evelina, sorella del fondatore Angelo Zizzola, ebbe la ricetta di questa frolla particolare da un’amica, cuoca presso una nobile famiglia di Treviso.

Esiste una versione priva di burro (che non ho ancora provato…), nella quale si aggiungono tre o quattro cucchiai di panna liquida.

 

Dedico questo dolce alle mandorle a Ventura la mia frutta secca, 

avete visitato il loro bellissimo sito appena rinnovato?

Se non lo avete ancora fatto, correte a farvi un giretto nel sito!

Troverete anche molte informazioni utili sulla frutta secca (che fa benissimo!)

 

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TORTA FREGOLOTTA

Ingredienti

Dose per uno stampo da 28 cm di diametro

300 g mandorle

250 g zucchero

150 g farina di riso biologica

150 g farina macinata a pietra tipo 1

200 g burro biologico (ammorbidito)

2 uova + 2 tuorli (biologiche)

un pizzico di sale integrale

½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon (o buccia di limone)

burro e farina per la teglia

zucchero per cospargere la torta (io anche zucchero in cristalli)

Preparazione

Fate bollire dell’acqua in un pentolino, raggiunto il bollore tuffate le mandorle per un minuto. Scolatele, asciugatele un po’ e spellatele. Distribuitele su una teglia e fatele asciugare per un po’ nel forno ben caldo. Tritatele nel mixer, ma non troppo finemente.

Mescolate la mandorle tritate alle due farine, allo zucchero, la vaniglia ed il sale.

Fate una fontana sul piano di lavoro, mettete al centro il burro ammorbidito ed a pezzetti e le uova. Con le mani amalgamante gli ingredienti poco per volta, ma non troppo acuratamente, cercate di formare dei grossi ‘bricoloni’ di impasto.

Imburrate e infarinate uno stampo (preferibilmente a cerniera) e versate poco impasto. Pressatelo leggermente sul fondo poi sbriciolate sopra il rimanente distibuendolo in modo uniforme. Cospargete con lo zucchero (io anche con dei cristalli di zucchero) ed infornate a 180° per circa 40 minuti.

Fate raffreddare e cospargete a piacere con zucchero a velo. Raffreddandosi diventa croccante e friabile, e difficile da tagliare con il coltello. Va quindi tagliata, anzi spezzata in modo irregolare.

 

Qui nella Marca Trevigiana si trova in commercio anche la versione al Radicchio di Treviso tardivo IGP

 

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Buona settimana gente!

 

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Biscotti e Frolle

Rose del deserto ai mirtilli e cioccolato bianco

 

 

Questi biscotti sono forse tra i primi che ho provato a fare taaaanti anni fa.

Sono tanto facili quanto buoni.

Si chiamano Rose del deserto proprio perché nell’aspetto ricordano la formazione minerale dalla forma curiosa, tipica del deserto.

Sono sempre perfetti.

Per la colazione, per il tè del pomeriggio, per la merenda a scuola delle bimbe.

Io mi diverto a provare la stessa ricetta utilizzando ingredienti un po’ diversi.

Cambio tipo di farina, ché io la 00 anche no, poi faccio abbinamenti diversi, in questo caso mirtilli e cioccolato bianco.

Si conservano bene in un contenitore ermetico o in una scatola di latta.

Io non vi ripeto la solita storia, che non ho tempo, che sono di corsa e bla bla bla, non voglio diventare pesante e noiosa.

In realtà è davvero così.

Settimane frenetiche, tante ore davanti al pc e poche davanti ai fornelli.

Un po’ mi pesa non avere molto tempo per cucinare.

Ma ne vale la pena.

Quello che bolle in pentola è davvero grandioso.

Insomma, voi leggetevi la ricetta dei biscotti intanto, presto potrò raccontare tutto!

 

 

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ROSE DEL DESERTO AI MIRTILLI E CIOCCOLATO BIANCO

Ingredienti

Dose per circa 15 biscotti grandi

150 g farina di avena biologica

100 g farina di mais biologica tipo fioretto

150 g burro biologico

2 uova biologiche

100 g zucchero di canna

50 g zucchero mascobado

½ cucchiaino di polvere di vaniglia biologica

1 cucchiaino di cremor tartaro

1 manciata di mirtilli disidratati

1 manciata di gocce di cioccolato bianco

corn flakes qb

zucchero a velo (facoltativo)

Preparazione

Accendete il forno a 180°C.

Nella planetaria con la frusta, lavorate il burro morbido con lo zucchero di canna ed il mascobado. Aggiungete le uova e continuate a impastare, unite le farine, la vaniglia ed il cremor tartaro e lavorate bene. Unite anche le gocce di cioccolato e i mirtilli.

Foderate due teglie con la carta forno. Versate dei corn flakes in un piatto e, con l’aiuto di un cucchiaio (o di un cucchiaino se volete farli più piccoli), prendete poco impasto (sarà abbastanza morbido) formando delle palline che farete rotolare sui cork flakes. Sistemate le ‘palline’ sulla teglia ben distanziate tra loro, perché si allargheranno in cottura.

Cuocete a 180°C per circa 20 minuti.

Sfornate a fate raffreddare bene. Appena sfornati sono molto fragili, diventeranno croccanti raffreddandosi.

Cospargete a piacere con zucchero a velo (io no in questo caso)

NOTE:

Si conservano bene in una scatola di latta.

 

 

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Buona settimana gente!

 

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Dolci da credenza e crostate/ Torte

Ciambella con la panna montata (dentro) – Whipped cream cake

 

 

Voi non ci crederete, ma questa torta con la panna montata dentro, ricetta furbissima trovata nel blog di Stefania, L’araba più famosa del web, è da un anno che l’ho fatta…

No, non questa nelle foto.

Questa l’ho fatta un paio di settimane fa.

Da quando l’ho provata, l’ho rifatta un sacco di volte.

E’ buonissima, oltre che davvero velocissima da preparare.

Senza farcitura diventa un perfetto dolce da colazione e da inzuppo.

Se la volete rendere più golosa e bella, la potete farcire così, con una cascata di ganache al cioccolato.

La cosa più laboriosa di questa torta è il pralinato alle mandorle e nocciole, ricetta della bravissima Simona Piccolini del blog Tè e Cioccolato.

Lo avevo preparato per la torta di compleanno del mio papà, il mese scorso, ovviamente non lo avevo utilizzato tutto. Lui era lì, buono buono nel suo vasetto.

Insomma, vi lascio in dolcezza.

Provatela non ve ne pentirete!

Stefania, Simona, grazie per le ricette!

 

“GIVE ME THE CHOCOLATE

AND NOBODY GETS HURT”

cit.

 

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CIAMBELLA CON LA PANNA MONTATA (DENTRO) – WHIPPED CREAM CAKE

Da una ricetta di Martha Stewart ‘scovata’ nel blog di Stefania ‘Arabafelice in cucina’ – ‘Pralinato alle mandorle’ dal blog Tè e cioccolato di Simona Piccolini

Ingredienti

Ciambella con la panna montata

100 g farina autolievitante

170 g farina macinata a pietra

375 ml panna fresca

180 g zucchero

3 uova biologiche

1 cucchiaino cremor tartaro

1 presa sale integrale

½ cucchiaino polvere di vaniglia biologica

gocce di cioccolato fondente qb

Ganache fondente

250 g cioccolato fondente

100 g panna fresca

1 noce burro biologico

Pralinato alle mandorle e nocciole

150 g mandorle

150 g nocciole (già sgusciate)

200 g zucchero semolato

50 g acqua

Preparazione

Ciambella con la panna montata

Accendete il forno a 185°C.

Montate la panna fino a quando sarà bella soda. Aggiungete (planetaria con frusta in funzione o con sbattitore) un uovo alla volta e continuate a montare per brevissimo tempo. Solo fino a quando sarà amalgamato.

A parte mescolate tutti gli ingredienti secchi, vaniglia compresa, e setacciateli tutti insieme. Uniteli poco per volta alla panna montata, mescolando delicatamente a mano con una spatola (dall’alto verso il basso) per non smontare il tutto. Unite anche le gocce di cioccolato, e mescolate bene.

Versate il composto in uno stampo da ciambella precedentemente imburrato ed infarinato. Cuocete in forno ben caldo (185°C) per 25-30 minuti. Fate sempre la prova ‘stecchino’ per verificare la cottura. Fate raffreddare e poi sformate.

Ganache al cioccolato

Tritate il cioccolato con un coltello. Scaldate la panna in un pentolino su fuoco medio, una volta calda unite il burro ed il cioccolato, mescolate bene fino a quando sarà sciolto e ben amalgamato.

Pralinato alle mandorle e nocciole

Portate a bollore dell’acqua su un pentolino, tuffate le mandorle per un minuto, quindi scolatele e pelatele. Asciugatele bene e tenete da parte.

Accendete il forno a 150-160°, disponete mandorle e nocciole su una teglia coperta di carta forno e tostatele in forno ben caldo per circa 15 minuti.

Versate lo zucchero in una casseruola, aggiungete l’acqua e portate a 116°C (lo zucchero diventerà chiaro e farà delle bollicine piccole e regolari), aggiungete le mandorle e le nocciole ancora tiepide e mescolate. Tenete sul fuoco basso per circa 15-20 minuti, lentamente vedrete lo zucchero sciogliersi nuovamente e diventare di un colore ambrato. Togliete la pentola dal fuoco e versate tutto su una teglia coperta di carta forno (oppure un tappetino di silpat). Fate raffreddare.

Una volta raffreddato, tritate finemente (io non troppo finemente) nel cutter e versate in un vaso se desiderate conservarlo.

 

Versate generosamente la ganache sulla ciambella e cospargete con pralinato alle mandorle.

ATTENZIONE:  il pralinato di Simona crea dipendenza.

 

 

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Buon fine settimana gente!

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Torte

Tarte Tropézienne alla chantilly

 

 

Se me la ricordo quella vacanza.

Sono passati diversi anni, ma la ricordo bene.

Costa Azzurra, viaggio itinerante. Luoghi bellissimi e….una settimana intera di pioggia.

Ma tanta-tanta pioggia, per giornate intere, senza tregua.

Cosa fai a Saint-Tropez tutto il santo giorno?

Si, dico, dopo aver passeggiato, osservato con curiosità le persone del posto (prevalentemente anziani) che giocano a  pétanque (leggasi bocce…oh, questi erano equipaggiatissimi…avevano pure un attrezzino per raccogliere pétanque senza doversi chinare a terra), se non hai i miliardi da spendere per lanciarti nello shopping compulsivo nei negozi del centro, che fai?

Ma ti butti sul cibo, è ovvio!

Io di queste cose qui, ne ho mangiate parecchie, anzi parecchissime!

Troppo bello poterle riprodurre a casa, aggiungerei anche pericoloso, dato che sono finite nel giro di mezza giornata.

A voi piace conoscere la storia dei dolci, come sono nati? A me un sacco.

Il pasticcere Alexandre Micka si innamorò di questo piccolo villaggio della Provenza, ed aprì a Saint-Tropez la sua Pasticceria nel 1955 dove, ispirato da una ricetta della nonna, vendeva queste brioche farcite di crema.

La leggenda vuole che nel 1956, durante le riprese del film ‘Et Dieux créa la femme’, il cui set era proprio vicino alla pasticceria di Micka, Brigitte Bardot abbia assaggiato queste deliziose brioche e abbia addirittura dato loro questo nome.

Ricetta gelosamente custodita da Micka, esiste anche il sito ufficiale de La Tarte Tropézienne, dolce ormai simbolo di Saint-Tropez.

Io ho provato questa ricetta e devo dire che il risultato è decisamente soddisfacente.

Ciò non toglie che io con la Costa Azzurra ho decisamente un conto in sospeso…

Pertanto a breve urge vacanza da quelle parti…così, giusto per vedere com’è con il sole!

 

 

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TARTE TROPÉZIENNE alla CHANTILLY

Ingredienti  per 8 Tarte Tropézienne

300 g farina (io macinata a pietra, Petra 1)

125 g latte (+ poco per spennellare)

75 g burro biologico

50 g zucchero semolato

12 g lievito di birra (in estate bastano 8-10 g)

1 uovo biologico (+ un tuorlo per spennellare)

1 presa di sale

1 cucchiaio di estratto di vaniglia (la ricetta originale prevede acqua di fiori d’arancio)

zucchero in granella qb

Chantilly

400 g panna fresca

60 g zucchero a velo

Preparazione

 

Fate sciogliere il burro sul fuoco e lasciatelo raffreddare leggermente. Versatelo nel contenitore della planetaria insieme all’uovo, lo zucchero, il sale e l’estratto di vaniglia. Unite anche la farina setacciata ed azionate la planetaria per alcuni minuti.

A parte fate sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido, mescolate bene quindi unitelo all’impasto e continuate a lavorare con la planetaria.

Lasciate l’impasto nel contenitore a lievitare per almeno un’ora, coperto con della pellicola per alimenti.

Infarinate il piano di lavoro e disponete sopra l’impasto. Lavoratelo per alcuni minuti e dategli la forma di un filone, quindi tagliatelo in 8 pezzi. Dategli ad ogni pezzo la forma rotonda, lavorandolo e ruotandolo nel palmo della mano, quindi sitemateli su una teglia rivestita di carta forno, ben distanziati tra loro.

Coprite le tarte con un canovaccio pulito e lasciatele lievitare per un’ora e mezza.

Accendete il forno a 180°C.

Una volta lievitate, sbattete il tuorlo con un cucchiaio di latte, spennellate accuratamente tutte le tarte e cospargetele con la granella di zucchero.

Una volta raggiunta la temperatura del forno, infornate e cuocete a 180°C per circa 20 minuti. Dovranno essere belle dorate in superficie.

Sfornatele e fatele raffreddare.

Preparate la Chantilly montando la panna ben fredda insieme allo zucchero a velo nella planetaria. Riempite una sac à poche con bocchetta media a stella.

Tagliate a metà le tarte e farcitele con la panna montata e servite subito.

NOTE:

La ricetta originale prevede nell’impasto acqua di fiori d’arancio e farcitura con la crema Chiboust, che altro non è se non una crema pasticcera a cui vanno uniti la gelatina e successivamente della meringa.
In realtà possono essere farcite in molti modi come si può anche vedere nel sito ufficiale.

 

 

Dolci al cucchiaio e semifreddi

La Pavlova

 

 

Tra le cose che mi portano indietro nel tempo, alla mia infanzia, c’è sicuramente la panna.

Ricordi di bambina, a Venezia.

Ora non esistono praticamente più ma, quando ci abitavo io, c’erano le latterie dove, oltre a latte, burro, formaggi si poteva comperare anche la panna montata.

Era proprio uso, quando si andava in visita dai parenti, portare una vaschetta di panna montata con gli storti, che altro non erano che dei coni di cialda croccante, che ognuno poi riempiva con la panna.

La gioia di noi bambini! Ricordo che invidiavo gli adulti che tuffavano qualche cucchiaino di panna anche nel caffé che veniva loro offerto.

Questa torta pannosissima mi porta indietro nel tempo. Una montagna di dolcezza, morbida e croccante al tempo stesso, guarnita con la frutta fresca, è sempre una gioia per occhi e palato.

Ha un nome russo, ma non è russa per niente. Russa però era la ballerina a cui fu dedicata.

Anna Matveyevna Pavlova fu la più grande ballerina di inizio ‘900, donna di grande talento, enigmatica e misteriosa. Negli anni ’20 si trovava in tour in Australia e Nuova Zelanda, sembra che proprio nel 1926, il cuoco di un Hotel di Wellington, in Nuova Zelanda, le dedicò questo dolce.

Di lei si diceva “Non danza, si libra in aria come se avesse le ali”, la sua più grande interpretazione fu Il Lago dei Cigni.

Ma non confondetemi la meringa con la Pavlova!

La differenza tra le due preparazioni sta negli ingredienti.

Oltre ad albume e zucchero previsti per la meringa, nell’impasto della Pavlova ci vanno anche amido di mais ed aceto, che rendono questo dolce croccante all’esterno e morbido all’interno.

Per la buona riuscita del dolce è importante utilizzare albumi vecchi, quindi non buttateli mai quando vi avanzano!

Conservateli in frigorifero oppure surgelateli, al momento più opportuno preparatevi una bella Pavlova, che ha sempre un suo perché!

 

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PAVLOVA

Ingredienti:

Per la meringa

150 g di albume (sono circa 4 di uova biologiche)

220 g zucchero semolato (ma va bene anche di canna)

15 g di amido di mais (ca 3 cucchiaini)

10 ml aceto bianco (o di mele) (1 cucchiaio)

1 cucchiaino di polvere di vaniglia biologica

Per guarnire

400 g panna fresca

40 g zucchero a velo

1 vaschetta lamponi

1 frutto della passione

 

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Preparazione

Accendete il forno, meglio a temperatura più elevata di quela di cottura, 140-150°, perché una volta aperto per inserire il dolce la temperatura si abbasserà.

Montate gli albumi in planetaria con la frusta a velocità elevata.

Quando inizia a montare, aggiungete parte dello zucchero, circa la metà. Attendete che venga ben incorporato, quindi aggiungete il restante zucchero a cucchiaiate, attendendo sempre che venga assorbito prima di aggiungerne altro.

Quando otterrete una meringa bella soffice e ben montata, aggiungete anche l’amido di mais setacciato e l’aceto, fate andare ancora pochi secondi.

Sistemate un foglio di carta forno in una teglia. (Per praticità io disegno sul retro della carta forno un cerchio del diametro di circa 18-20 cm così ho un riferimento per dare la forma al mio dolce) Bagnate leggermente il foglio sotto così da farlo aderire bene alla teglia, e spolverate leggermente di maizena per evitare che la meringa si attacchi.

Ora potete decidere come disporre la meringa, semplicemente con una spatola oppure aiutandovi con la sac à poche.

Io verso il composto al centro del cerchio che mi sono disegnata, dandole forma con una spatola o il dorso di un cucchiaio. Cerco di formare anche un piccolo avallamento al centro dove lo riempirò di panna.

Cuocete per circa 1 ora e 10 minuti a 120°, forno statico (ma verificate la cottura con il vostro forno ed in caso aumentate o diminuite il tempo di cottura).

Non deve diventare scura ma rimanere bella chiara e, una volta cotta, deve essere bella croccante all’esterno.

Spegnete e fate raffreddare in forno con lo sportello socchiuso (utilizzate un cucchiaio di legno infilato tra sportello e forno).

Quando è completamente raffreddata, spostatela delicatamente su un piatto e guarnitela con la chantilly che avrete preparato montando la panna fresca e lo zucchero a velo.

Finite con la polpa del frutto della passione ed i lamponi.

CONSIGLI:
Gli albumi è consigliabile siano un po’ ‘vecchi’ e a temperatura ambiente.
Preferibile montarli in un contenitore di vetro o di metallo.
La Pavlova cotta perfettamente sarà bella chiara e croccante all’esterno (potete provare la cottura picchiettandola delicatamente con un cucchiaio di legno), e morbida all’interno, con una consistenza tipo marshmallow.
Data la dolcezza sia della base che della Chantilly è preferibile utilizzare frutta fresca acidula, frutti di bosco, kiwi, frutto della passione, fragole, mango, pesca…insomma potete sbizzarrirvi.

 

Tuffatevi pure dentro!

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Se mi stanco di farla?

Che dite?

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Enjoy!

 

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