“Buon viaggio
Che sia un’andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
Che sia per sempre o un secondo
L’incanto sarà godersi un po’ la strada
Amore mio comunque vada
Fai le valigie
E chiudi le luci di casa
Coraggio lasciare tutto indietro e andare
Partire per ricominciare
Non c’è niente di più vero
Di un miraggio
E per quanta strada ancora c’è da fare
Amerai il finale
Share the love…
Chi ha detto
Che tutto quello che cerchiamo
Non è sul palmo di una mano
E che le stelle puoi guardarle
Solo da lontano
Ti aspetto
Dove la mia città scompare
E l’orizzonte è verticale
Ma nelle foto hai gli occhi rossi
E vieni male
Coraggio lasciare tutto indietro e andare
Partire per ricominciare
Che sei ci pensi siamo solo di passaggio
E per quanta strada ancora c’è da fare
Amerai il finale
Share the love…
In fondo è solo un mare di parole
E come un pesce puoi nuotare solamente
Quando le onde sono buone
E per quanto sia difficile spiegare
Non è importante dove
Conta solamente andare
Comunque vada
Per quanta strada ancora c’è da fare
Share the love…
Buon viaggio
Che sia un’andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
E siamo solo di passaggio
Voglio godermi solo un po’ la strada
Amore mio comunque vada
Buon viaggio
Share the love…”
“Buon viaggio (share the love)”Cesare Cremonini
Oggi apro così, con una canzone che mi fa allegria, e al tempo stesso mi fa riflettere.
Dura ripartire dopo questo lungo fine settimana ed un mercoledì che sembra un lunedì.
Va beh, oggi iniziamo con un po’ di storia, che dite?
La storia di una tortaslurposiSSima.
Creata intorno al 1840 dalla dama di compagnia della Regina Vittoria, tale Anne Russel, duchessa di Bedford, questa torta entrò ben presto a far parte di un rito che ancor oggi è rispettato e seguito nel Regno Unito. La duchessa di Bedford inventò infatti il rito dell’afternoon tea, servendo insieme all’amata bevanda dolci vari e sandwich.
Chiamata anche Victoria Sandwich, la Victoria Sponge Cake ricorda molto la Madeira Cake. Il nome è ovviamente dedicato alla Regina Vittoria che durante l’afternoon tea amava consumare una fetta di questa torta. Una base di pan di Spagna arricchito da burro nell’impasto, farcita come un sandwich con confettura di frutta e crema al burro. Una torta che si presta per essere farcita nei più svariati modi.
Non è una torta complicata e non richiede particolari attenzioni, se non che è preferibile cuocere i due strati separatamente in due teglie.
A me onestamente non piace che la farcia all’interno sia perfetta, quindi volutamente ho evitato l’uso della sac à poche, spalmando la chantilly con una spatola a mò di muratore con la cazzuola!
L’effetto strabordante della farcia mi piace da morire!
Potete utilizzare ovviamente della confettura confezionata, ma vi assicuro che farcita con una confettura di fragole fatta in casa il profumo ed il gusto sono davvero altra cosa!
Ho trovato diverse ricette nel web, ma poi mi sono basata su quella del Cavoletto, interpretandola a mio modo.
VICTORIA SPONGE CAKE
Ingredienti
Per la Victoria sponge cake
150 g farina macinata a pietra per torte
70 g farina di riso biologica
220 g di zucchero semolato
220 g burro biologico (morbido)
4 uova biologiche medie
½ cucchiaino polvere di vaniglia biologica
1 cucchiaino di cremor tartaro (o lievito per dolci)
Per la confettura di fragole
500 g fragole
300 g zucchero semolato
½ limone non trattato
½ cucchiaino di agar agar
Per la Chantilly
300 g panna fresca
50 g zucchero a velo (+ altro per finire)
Preparazione
Per la confettura di fragole
Lavate le fragole velocemente sotto l’acqua corrente, tamponatele leggermente per eliminare l’eccesso di acqua.
Eliminate la parte verde e tagliatele in piccoli pezzetti. Versatele in una ciotola e copritele con lo zucchero, la buccia di limone ed il succo. Coprite con pellicola alimentare e fatele riposare una notte in frigorifero.
Trascorso il tempo di riposo, avrete un composto molto liquido e profumatissimo. Versatelo in una casseruola, unite l’agar agar e mettete sul fuoco, Fate sobbollire per circa 40 minuti, seguendo sempre la confettura e mescolando di tanto in tanto (eliminando la schiuma se necessario).
Versate nel vasetto e fate raffreddare. (se la consumate subito con la torta non serve fare la procedura di sotto vuoto.)
Per la Victoria sponge cake
Accendete il forno a 180°C.
Sbattete il burro morbido con lo zucchero, fino ad ottenere un composto cremoso e chiaro. Unite le uova, una alla volta; aggiungete il successivo solo quando il precedente è ben amalgamato all’impasto.
Setacciate le farine con il lievito e la polvere di vaniglia, quindi unitele a burro e zucchero mescolando con una spatola, incorporandole bene.
Foderate con la carta forno due stampi con bordo amovibile (diametro 20-22 cm), versate metà impasto su ciascuno e livellate bene con una spatola.
Infornate a 180°C per circa 20-25 minuti.
Fate raffreddare completamente.
Assemblaggio del dolce
Montate la panna fresca con lo zucchero a velo.
Spalmate generosamente con la confettura di fragole la parte inferiore della torta, coprite con una generosa dose di chantilly e coprite con l’altro disco di torta. Cospargete generosamente di zucchero a velo.
Il tiramisù non è un dolce che ha bisogno di grandi presentazioni, abbastanza semplice da preparare e che accontenta praticamente tutti, ci avete fatto caso?
A me diverte molto scoprire la storia dei piatti, ed in particolar modo dei dolci, saperne qualcosa di più.
Sulla ricetta del tiramisù ci sono state numerose discussioni, diverse teorie, ed altrettante città (e rispettive Regioni) che ne hanno rivendicato la paternità. Le uniche fonti scritte però sembrano confermare però che il dolce sia stato creato intorno agli anni ’60, dal cuoco (con la passione per la Pasticceria) di un ristorante storico di Treviso, Le Beccherie. Ebbe una felice intuizione, unendo pochi e semplici ingredienti tra loro. Tra questi semplici ingredienti i biscotti Savoiardi.
Certo, c’è chi lo prepara con il Pan di Spagna, o con altri tipi di biscotti, ma la ricetta originale prevede l’utilizzo dei savoiardi, non ci sono dubbi.
L’origine dei biscotti savoiardi non è certa. Sembra nascano nel tardo Medioevo alla corte di Amedeo di Savoia. In occasione della visita del Re di Francia venne chiesto al pasticciere di corte di creare un dolce indimenticabile. Il nome ‘Savoiardi’ fu dato infatti come omaggio ai Savoia.
Gli shortbread sono dei tipici biscotti scozzesi, molto burrosi e friabili.
Molto diffusi anche nel Regno Unito, lo shortbread tradizionale va preparato di norma mescolando una parte di zucchero, due di burro e tre parti di farina.
Le forme tradizionali sono tre, shortbread fingers, quella rettangolare e spessa, bucherellata con i rebbi di una forchetta, round shortbread, quella rotonda, come questi ed infine la petticoat tails, un unico grande biscottone rotondo tagliato in spicchi.
Short, termine ormai un po’ in disuso, sta per friabile, ed infatti la particolarità di questi biscotti è, oltre alla burrosità, la friabilità che si forma dopo il loro raffreddamento.
Questa ricetta arriva dal calendario di ‘Jamie Magazine’, io ho usato due tipi di farina, ché la 00 non la utilizzo, e messo la buccia di limone nella chantilly.
Shortbread + chantilly + fragole = piatto vuoto in un nanosecondo.
SHORTBREAD CON FRAGOLE E CHANTILLY AL LIMONE
Dal Calendario di Jamie Magazine
Ingredienti
Per 8-10 porzioni
100 g burro biologico (morbido)
55 g zucchero semolato
100 g farina macinata a pietra (tipo 1 per dolci)
50 g farina di riso biologica
½ cucchiaino di polvere di vaniglia
300 ml panna fresca
30 g zucchero a velo
buccia di mezzo limone non trattato
200 g fragole
Preparazione
Nella planetaria (o in un recipiente) lavorate insieme con la foglia (o frusta K) il burro morbido e lo zucchero, fino ad ottenere una crema morbida.
Unite la vaniglia e le due farine setacciate, formate l’impasto e create un salsicciotto. Avvolgetelo nella pellicola trasparente, fatelo riposare e rassodare per almeno un’ora in frigorifero.
Accendete il forno a 180°C.
Affettate il salsicciotto in fettine da 1 cm circa, quindi disponetele su una teglia coperta di carta forno.
Infornate per 8-10 minuti, fino a quando saranno leggermente dorati. Sfornate e fate raffreddare nella teglia, sono molto fragili, si induriranno raffreddandosi.
Montate la panna con lo zucchero e velo e la buccia di limone.
Servite gli shortbread con la panna spalmata all’interno e qualche fettina di fragola.
NOTE:
Li potete conservare in una scatola di latta o in un contenitore a chiusura ermetica.
Confesso che questa torta mi ha subito conquistata.
La prima torta magica che ho fatto era questa qui, e mi è piaciuta tantissimo.
E’ come avere tre torte in una sola. Impasto unico, ma a fine cottura e riposo presenta tre diversi strati e consistenze.
Una base densa come un flan, una parte centrale cremosa ed uno strato (superiore) con una consistenza simile al pan di Spagna.
Il segreto sta tutto nel rispettare alcuni semplici accorgimenti e passaggi durante la preparazione e cottura.
Per prima cosa è importante rispettare la dimensione dello stampo consigliato per quella quantità di impasto; incorporare gli albumi a neve con una frusta, delicatamente, evitando di scioglierli nell’impasto, e lasciando anche dei grumi più grossi che si potranno lisciare eventualmente con un coltello se rimarranno sulla superficie all’interno dello stampo; rispettare i tempi di cottura, che preferibilmente non deve essere in forno ventilato (in questo caso abbassate di 10°C); non togliete la torta dallo stampo prima di averla fatta raffreddare e rapprendere completamente, ve tenuta in frigorifero almeno 2 ore prima di sformarla; se la farete riposare una notte in frigorifero sarà ancora più buona!
Ma com’è possibile questa magia?
I tuorli, sbattuti con lo zucchero, il burro, la farina ed il latte vanno a creare i due strati inferiori della torta magica, il flan e la crema. Mentre gli albumi montati a neve che rimangono in superficie, vanno a creare il pan di Spagna.
Questa versione con le mele caramellate mi fa sbarellare, rende l’idea?
TORTA ‘MAGICA’ ALLE MELE CARAMELLATE
Dal libro ‘Torte magiche’ di C. Huet-Gomez
Ingredienti
Dose per uno stampo da 24 cm
Mele caramellate
3 mele Royal Gala
30 g di zucchero semolato
20 g burro leggermente salato
Torta
4 uova biologiche (a temp. ambiente)
120 g zucchero
125 g di burro biologico
1 cucchiaio di estratto di vaniglia (liquido)
90 g farina tipo 1 macinata a pietra (per dolci)
25 g farina di riso biologica
500 ml latte (a temp. ambiente)
1 presa sale
Mele disidratate
1 mela Royal Gala
Salsa al caramello
200 g zucchero semolato
100 ml acqua
vaniglia qb
Preparazione
Per le mele caramellate
Lavate e sbucciate le mele, tagliatele a piccoli pezzetti e mettetele in una padella con lo zucchero. Fatele cuocere fino a caramellarle, poi unite il burro leggermente salato, mescolate bene e tenete da parte.
Per la torta ‘magica’
Accendete il forno a 160°.
Separate gli albumi dai tuorli. Sbattete i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare chiari e spumosi.
Sciogliete il burro ed unitelo al composto insieme con l’estratto di vaniglia. Aggiungete anche la farina setacciata ed il sale. Sbattete poco, poi versate anche il latte tiepido, poco per volta e sempre sbattendo.
Montate gli albumi e, con l’aiuto di una frusta, uniteli all’impasto.
Foderate con la carta forno uno stampo di 24 cm di diametro, distribuite le mele caramellate sul fondo, quindi versate sopra l’impasto. Livellate con una spatola ed infornate per 55 minuti.
Appena sfornato il dolce sarà ancora abbastanza liquido. Deve riposare e rapprendersi.
Fatelo raffreddare e poi riposare in frigorifero per almeno 2 ore.
Per le mele disidratate
Lavate e affettate la mela intera, a fettine abbastanza sottili (senza sbucciarla o eliminare il torsolo).
Disponete le fette su una teglia rivestita di carta forno, e cuocete a 90° per almeno 2 ore.
Per la salsa al caramello
Mettete lo zucchero in un pentolino dal fondo spesso, lasciatelo sciogliere lentamente senza mescolare. A parte scaldate l’acqua con la vaniglia. Quando lo zucchero si sarà sciolto e sarà diventato di colore ambrato, unite l’acqua bollente facendo attenzione a non scottarvi, e mescolate energicamente con una frusta. Fate raffreddare.
Servite la torta con le mele disidratate ed una ‘colata’ di salsa al caramello.
Quella goccia di salsa al caramello che cola, non vi fa venire l’acquolina in bocca?
Un dolce delizioso che mi riporta indietro nel tempo in un battibaleno.
Questa è davvero la torta dell’infanzia, morbida, profumata, che quando è in forno riempie la casa di un meraviglioso profumo.
La Torta Paradiso, farcita con una profumata crema al latte.
Questa ricetta è una via di mezzo tra quella di Assunta che potete trovare su IFOODe quella che ho nelle mie dispense di scuola.
Io l’ho decorata con ovetti di cioccolato fondente confettati e le margheritine del mio giardino.
Semplice, buonissima e di sicuro effetto!
Vi lascio alla ricetta e vi auguro giornate di sole e cielo azzurro, da trascorrere sereni con i vostri cari e vostri amici.
TORTA PARADISO
Ingredienti – Dose per uno stampo di circa 20 – 22 cm
Per la Torta Paradiso
150 g fecola di patate
120 g farina di riso biologica
200 g burro biologico (morbido)
100 g uova intere biologiche ( 2 uova medie)
80 g tuorli ( 4 tuorli)
250 g zucchero a velo (+ altro per cospargere la torta)
1 presa sale
½ cucchiaino polvere di vaniglia biologica
buccia di limone non trattato qb
4 g cremor tartaro
Per la crema al latte
250 ml latte
25 g amido di mais
70 g zucchero
⅓ di cucchiaino da caffè di agar agar
⅓ cucchiaino polvere di vaniglia bio
150 panna fresca
Preparazione
Per la Torta Paradiso
Accendete il forno a 170°.
Montate il burro ammorbidito a temperatura ambiente con metà dello zucchero e la buccia di limone. Dovrà diventare bello morbido e chiaro, una crema soffice.
A parte montate le uova con il restante zucchero, unite anche i tuorli, continuate a montare fino a quando diventeranno gonfi e spumosi.
Unite poco per volta il composto di uova al burro, alternandolo agli ingredienti secchi che avrete precedentemente setacciato. Mescolate delicatamente per amalgamare bene tutto.
Imburrate ed infarinate uno stampo di circa 20 – 22 cm, oppure rivestitelo con la carta forno (io la ritaglio a misura e la fisso con un velo di burro sulla tortiera). Versate l’impasto e livellatelo bene con una spatola.
Infornate a 170 – 175°C per circa 40 – 45 minuti (ma verificate la cottura perché dipende molto dal tipo di forno). Fate la prova stecchino al centro del dolce per verificare se ben cotta.
Sfornate e fate raffreddare.
Per la Crema al latte
Mescolate il latte con l’amido setacciato (a freddo), unite l’agar agar, lo zucchero il miele e la vaniglia.
Mettete sul fuoco mescolando con una frusta. Continuate fino a quando la crema si addenserà.
Togliete dal fuoco e fate raffreddare.
Montate la panna ed unitela delicatamente alla crema di latte con una spatola.
Assemblaggio del dolce
Tagliate la torta a metà.
Spalmate delicatamente la crema sopra la metà inferiore, coprite e livellate bene i bordi con una spatola.
Cospargete abbondantemente con lo zucchero a velo.
Fatela riposare in frigorifero prima di consumarla.
Se consumata il giorno successivo è ancora più buona.
La torta Fregolotta è un dolce tipico della Marca Trevigiana, e più precisamente di Castelfranco Veneto.
E’ simile alla Sbrisolona di Mantova, ma da non confondere con quest’ultima perché gli ingredienti sono un po’ diversi.
Il nome deriva dalla sua consistenza decisamente friabile, fregola in Veneto significa infatti briciola.
La storia di questo dolce risale ai primi del ‘900, quando iniziò ad essere preparata e venduta nel forno della famiglia Zizzola, che ancora oggi la produce in un moderno stabilimento.
Ma il suo ideatore rimane misterioso, si sa soltanto che zia Evelina, sorella del fondatore Angelo Zizzola, ebbe la ricetta di questa frolla particolare da un’amica, cuoca presso una nobile famiglia di Treviso.
Esiste una versione priva di burro (che non ho ancora provato…), nella quale si aggiungono tre o quattro cucchiai di panna liquida.
avete visitato il loro bellissimo sito appena rinnovato?
Se non lo avete ancora fatto, correte a farvi un giretto nel sito!
Troverete anche molte informazioni utili sulla frutta secca (che fa benissimo!)
TORTA FREGOLOTTA
Ingredienti
Dose per uno stampo da 28 cm di diametro
300 g mandorle
250 g zucchero
150 g farina di riso biologica
150 g farina macinata a pietra tipo 1
200 g burro biologico (ammorbidito)
2 uova + 2 tuorli (biologiche)
un pizzico di sale integrale
½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon (o buccia di limone)
burro e farina per la teglia
zucchero per cospargere la torta (io anche zucchero in cristalli)
Preparazione
Fate bollire dell’acqua in un pentolino, raggiunto il bollore tuffate le mandorle per un minuto. Scolatele, asciugatele un po’ e spellatele. Distribuitele su una teglia e fatele asciugare per un po’ nel forno ben caldo. Tritatele nel mixer, ma non troppo finemente.
Mescolate la mandorle tritate alle due farine, allo zucchero, la vaniglia ed il sale.
Fate una fontana sul piano di lavoro, mettete al centro il burro ammorbidito ed a pezzetti e le uova. Con le mani amalgamante gli ingredienti poco per volta, ma non troppo acuratamente, cercate di formare dei grossi ‘bricoloni’ di impasto.
Imburrate e infarinate uno stampo (preferibilmente a cerniera) e versate poco impasto. Pressatelo leggermente sul fondo poi sbriciolate sopra il rimanente distibuendolo in modo uniforme. Cospargete con lo zucchero (io anche con dei cristalli di zucchero) ed infornate a 180° per circa 40 minuti.
Fate raffreddare e cospargete a piacere con zucchero a velo. Raffreddandosi diventa croccante e friabile, e difficile da tagliare con il coltello. Va quindi tagliata, anzi spezzata in modo irregolare.
Qui nella Marca Trevigiana si trova in commercio anche la versione al Radicchio di Treviso tardivo IGP
Questi biscotti sono forse tra i primi che ho provato a fare taaaanti anni fa.
Sono tanto facili quanto buoni.
Si chiamano Rose del deserto proprio perché nell’aspetto ricordano la formazione minerale dalla forma curiosa, tipica del deserto.
Sono sempre perfetti.
Per la colazione, per il tè del pomeriggio, per la merenda a scuola delle bimbe.
Io mi diverto a provare la stessa ricetta utilizzando ingredienti un po’ diversi.
Cambio tipo di farina, ché io la 00 anche no, poi faccio abbinamenti diversi, in questo caso mirtilli e cioccolato bianco.
Si conservano bene in un contenitore ermetico o in una scatola di latta.
Io non vi ripeto la solita storia, che non ho tempo, che sono di corsa e bla bla bla, non voglio diventare pesante e noiosa.
In realtà è davvero così.
Settimane frenetiche, tante ore davanti al pc e poche davanti ai fornelli.
Un po’ mi pesa non avere molto tempo per cucinare.
Ma ne vale la pena.
Quello che bolle in pentola è davvero grandioso.
Insomma, voi leggetevi la ricetta dei biscotti intanto, presto potrò raccontare tutto!
ROSE DEL DESERTO AI MIRTILLI E CIOCCOLATO BIANCO
Ingredienti
Dose per circa 15 biscotti grandi
150 g farina di avena biologica
100 g farina di mais biologica tipo fioretto
150 g burro biologico
2 uova biologiche
100 g zucchero di canna
50 g zucchero mascobado
½ cucchiaino di polvere di vaniglia biologica
1 cucchiaino di cremor tartaro
1 manciata di mirtilli disidratati
1 manciata di gocce di cioccolato bianco
corn flakes qb
zucchero a velo (facoltativo)
Preparazione
Accendete il forno a 180°C.
Nella planetaria con la frusta, lavorate il burro morbido con lo zucchero di canna ed il mascobado. Aggiungete le uova e continuate a impastare, unite le farine, la vaniglia ed il cremor tartaro e lavorate bene. Unite anche le gocce di cioccolato e i mirtilli.
Foderate due teglie con la carta forno. Versate dei corn flakes in un piatto e, con l’aiuto di un cucchiaio (o di un cucchiaino se volete farli più piccoli), prendete poco impasto (sarà abbastanza morbido) formando delle palline che farete rotolare sui cork flakes. Sistemate le ‘palline’ sulla teglia ben distanziate tra loro, perché si allargheranno in cottura.
Cuocete a 180°C per circa 20 minuti.
Sfornate a fate raffreddare bene. Appena sfornati sono molto fragili, diventeranno croccanti raffreddandosi.
Cospargete a piacere con zucchero a velo (io no in questo caso)
Voi non ci crederete, ma questa torta con la panna montata dentro, ricetta furbissima trovata nel blog di Stefania, L’araba più famosa del web, è da un anno che l’ho fatta…
No, non questa nelle foto.
Questa l’ho fatta un paio di settimane fa.
Da quando l’ho provata, l’ho rifatta un sacco di volte.
E’ buonissima, oltre che davvero velocissima da preparare.
Senza farcitura diventa un perfetto dolce da colazione e da inzuppo.
Se la volete rendere più golosa e bella, la potete farcire così, con una cascata di ganache al cioccolato.
La cosa più laboriosa di questa torta è il pralinato alle mandorle e nocciole, ricetta della bravissima Simona Piccolini del blog Tè e Cioccolato.
Lo avevo preparato per la torta di compleanno del mio papà, il mese scorso, ovviamente non lo avevo utilizzato tutto. Lui era lì, buono buono nel suo vasetto.
CIAMBELLA CON LA PANNA MONTATA (DENTRO) – WHIPPED CREAM CAKE
Da una ricetta di Martha Stewart ‘scovata’ nel blog di Stefania ‘Arabafelice in cucina’ – ‘Pralinato alle mandorle’ dal blog Tè e cioccolato di Simona Piccolini
Ingredienti
Ciambella con la panna montata
100 g farina autolievitante
170 g farina macinata a pietra
375 ml panna fresca
180 g zucchero
3 uova biologiche
1 cucchiaino cremor tartaro
1 presa sale integrale
½ cucchiaino polvere di vaniglia biologica
gocce di cioccolato fondente qb
Ganache fondente
250 g cioccolato fondente
100 g panna fresca
1 noce burro biologico
Pralinato alle mandorle e nocciole
150 g mandorle
150 g nocciole (già sgusciate)
200 g zucchero semolato
50 g acqua
Preparazione
Ciambella con la panna montata
Accendete il forno a 185°C.
Montate la panna fino a quando sarà bella soda. Aggiungete (planetaria con frusta in funzione o con sbattitore) un uovo alla volta e continuate a montare per brevissimo tempo. Solo fino a quando sarà amalgamato.
A parte mescolate tutti gli ingredienti secchi, vaniglia compresa, e setacciateli tutti insieme. Uniteli poco per volta alla panna montata, mescolando delicatamente a mano con una spatola (dall’alto verso il basso) per non smontare il tutto. Unite anche le gocce di cioccolato, e mescolate bene.
Versate il composto in uno stampo da ciambella precedentemente imburrato ed infarinato. Cuocete in forno ben caldo (185°C) per 25-30 minuti. Fate sempre la prova ‘stecchino’ per verificare la cottura. Fate raffreddare e poi sformate.
Ganache al cioccolato
Tritate il cioccolato con un coltello. Scaldate la panna in un pentolino su fuoco medio, una volta calda unite il burro ed il cioccolato, mescolate bene fino a quando sarà sciolto e ben amalgamato.
Pralinato alle mandorle e nocciole
Portate a bollore dell’acqua su un pentolino, tuffate le mandorle per un minuto, quindi scolatele e pelatele. Asciugatele bene e tenete da parte.
Accendete il forno a 150-160°, disponete mandorle e nocciole su una teglia coperta di carta forno e tostatele in forno ben caldo per circa 15 minuti.
Versate lo zucchero in una casseruola, aggiungete l’acqua e portate a 116°C (lo zucchero diventerà chiaro e farà delle bollicine piccole e regolari), aggiungete le mandorle e le nocciole ancora tiepide e mescolate. Tenete sul fuoco basso per circa 15-20 minuti, lentamente vedrete lo zucchero sciogliersi nuovamente e diventare di un colore ambrato. Togliete la pentola dal fuoco e versate tutto su una teglia coperta di carta forno (oppure un tappetino di silpat). Fate raffreddare.
Una volta raffreddato, tritate finemente (io non troppo finemente) nel cutter e versate in un vaso se desiderate conservarlo.
Versate generosamente la ganache sulla ciambella e cospargete con pralinato alle mandorle.
ATTENZIONE: il pralinato di Simona crea dipendenza.
Costa Azzurra, viaggio itinerante. Luoghi bellissimi e….una settimana intera di pioggia.
Ma tanta-tanta pioggia, per giornate intere, senza tregua.
Cosa fai a Saint-Tropez tutto il santo giorno?
Si, dico, dopo aver passeggiato, osservato con curiosità le persone del posto (prevalentemente anziani) che giocano a pétanque (leggasi bocce…oh, questi erano equipaggiatissimi…avevano pure un attrezzino per raccogliere pétanque senza doversi chinare a terra), se non hai i miliardi da spendere per lanciarti nello shopping compulsivo nei negozi del centro, che fai?
Ma ti butti sul cibo, è ovvio!
Io di queste cose qui, ne ho mangiate parecchie, anzi parecchissime!
Troppo bello poterle riprodurre a casa, aggiungerei anche pericoloso, dato che sono finite nel giro di mezza giornata.
A voi piace conoscere la storia dei dolci, come sono nati? A me un sacco.
Il pasticcere Alexandre Micka si innamorò di questo piccolo villaggio della Provenza, ed aprì a Saint-Tropez la sua Pasticceria nel 1955 dove, ispirato da una ricetta della nonna, vendeva queste brioche farcite di crema.
La leggenda vuole che nel 1956, durante le riprese del film ‘Et Dieux créa la femme’, il cui set era proprio vicino alla pasticceria di Micka, Brigitte Bardot abbia assaggiato queste deliziose brioche e abbia addirittura dato loro questo nome.
Ricetta gelosamente custodita da Micka, esiste anche il sito ufficiale de La Tarte Tropézienne, dolce ormai simbolo di Saint-Tropez.
Io ho provato questa ricetta e devo dire che il risultato è decisamente soddisfacente.
Ciò non toglie che io con la Costa Azzurra ho decisamente un conto in sospeso…
Pertanto a breve urge vacanza da quelle parti…così, giusto per vedere com’è con il sole!
TARTE TROPÉZIENNE alla CHANTILLY
Ingredienti per 8 Tarte Tropézienne
300 g farina (io macinata a pietra, Petra 1)
125 g latte (+ poco per spennellare)
75 g burro biologico
50 g zucchero semolato
12 g lievito di birra (in estate bastano 8-10 g)
1 uovo biologico (+ un tuorlo per spennellare)
1 presa di sale
1 cucchiaio di estratto di vaniglia (la ricetta originale prevede acqua di fiori d’arancio)
zucchero in granella qb
Chantilly
400 g panna fresca
60 g zucchero a velo
Preparazione
Fate sciogliere il burro sul fuoco e lasciatelo raffreddare leggermente. Versatelo nel contenitore della planetaria insieme all’uovo, lo zucchero, il sale e l’estratto di vaniglia. Unite anche la farina setacciata ed azionate la planetaria per alcuni minuti.
A parte fate sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido, mescolate bene quindi unitelo all’impasto e continuate a lavorare con la planetaria.
Lasciate l’impasto nel contenitore a lievitare per almeno un’ora, coperto con della pellicola per alimenti.
Infarinate il piano di lavoro e disponete sopra l’impasto. Lavoratelo per alcuni minuti e dategli la forma di un filone, quindi tagliatelo in 8 pezzi. Dategli ad ogni pezzo la forma rotonda, lavorandolo e ruotandolo nel palmo della mano, quindi sitemateli su una teglia rivestita di carta forno, ben distanziati tra loro.
Coprite le tarte con un canovaccio pulito e lasciatele lievitare per un’ora e mezza.
Accendete il forno a 180°C.
Una volta lievitate, sbattete il tuorlo con un cucchiaio di latte, spennellate accuratamente tutte le tarte e cospargetele con la granella di zucchero.
Una volta raggiunta la temperatura del forno, infornate e cuocete a 180°C per circa 20 minuti. Dovranno essere belle dorate in superficie.
Sfornatele e fatele raffreddare.
Preparate la Chantilly montando la panna ben fredda insieme allo zucchero a velo nella planetaria. Riempite una sac à poche con bocchetta media a stella.
Tagliate a metà le tarte e farcitele con la panna montata e servite subito.
NOTE:
La ricetta originale prevede nell’impasto acqua di fiori d’arancio e farcitura con la crema Chiboust, che altro non è se non una crema pasticcera a cui vanno uniti la gelatina e successivamente della meringa.
In realtà possono essere farcite in molti modi come si può anche vedere nel sito ufficiale.