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Dolce

Colazione e merenda

Colpita, non affondata. Plum cake con frutta secca, zenzero e cannella

 

Ebbene si, colpita.
Colpita, ma non affondata.
La polpettina untrice, mi ha attaccato l’influenza intestinale e mi sono fatta un bel due giorni di cacca e altro OOPS…ho scritto ‘cacca’ forse in un blog di cucina non è il caso…
Eh si, però l’ho già fatto, poi voi ormai mi conoscete e sapete bene che quello che penso l’ho già scritto pertanto non vi offendete vero?
Beh, sapete che vi dico?
Avete bisogno di perdere qualche kg?
Sapete, quei due-tre kg che si fatica a mandare via, che a me ad esempio, dopo le due gravidanze, se li metto su mi si vanno a spiaccicare intorno alla vita….porca miseria!
Mi andassero un po’ più su ‘sti kg, e mica mi dispiacerebbe, ma i rotolini no eh!
Bene, altro che dieta Dukan o Tisanoreica gente.
Avete un amico o parente a letto con l’influenza intestinale?
Bene! Andate a trovarlo, riempitelo di baci ed abbracci, tornatevene a casa ed aspettate che il virus entri in circolo.
Dopo due giorni di digiuno forzato quei due/tre kg li avrete persi e siete pronti per affrontare le abbuffate festive!
La devo pur scrivere qualche cavolata per sdrammatizzare, no?
Scherzi e diete idiote a parte, eccomi riemersa da un week end un po’ così.
Eh, si perché polpettina domenica stava meglio, io invece nella notte mi sono sentita male…adesso speriamo sia finita, anche perché con queste splendide giornate di sole mi rompe non poco stare chiusa dentro casa.
Ovviamente non ho cucinato nulla, solo l’odore del cibo mi faceva rivoltare lo stomaco…oggi sto un po’ meglio, forse un riso in bianco riuscirò a prepararlo e mangiarlo..
Questo plum cake l’ho fatto qualche settimana fa ed è il mio plum cake.
Intendo dire che quando a casa mi dicono ‘Fai il plum cake?’, beh, intendono questo.
In poche parole, è una ricetta classica che nel tempo, modifica di qua e di là, ho stravolto facendola diventare la mia ricetta.
Come faccio con tanti altri dolci, ormai lo sapete, riduco il burro, a volte usando l’olio, altre aggiungendo lo yogurt, come in questo caso.
Non perché il burro non mi piaccia, anzi, se potessi me lo spalmerei nelle fette di pane sotto alla marmellata (cosa che faccio regolarmente in montagna…perché ho la scusa delle camminate, dello sci e delle tante calorie che si consumano), ma a volte è davvero troppa la quantità che viene usata per preparare i dolci.
Se si tratta di dolci che vengono fatti raramente va beh, ma e se i dolci sono di consumo quotidiano preferisco ridurne la quantità.
Poi ci ho aggiunto le albicocche e le prugne secche, alcune spezie e lo zucchero di canna integrale che gli conferisce un sapore ed un colore particolari.
Beh, che dirvi ancora?
Buona giornata a tutti, spero di riuscire a cucinare qualcosa oggi!
Ciao!

 

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Colazione e merenda

Cupcake al pistacchio e glassa al limone

 

Vi ricordate del mio food swap fatto con la mia amica Susy??

Ve ne avevo parlato qui.

Bene, la confezione di crema pura di pistacchio stava solo aspettando il mio intervento…

Ultimamente mi piace un sacco fare i cupcakes, li trovo taaaaanto carini e soprattutto comodi perché monoporzione, perché puoi divertirti con i pirottini colorati, perché ci puoi mettere la glassa, gli zuccherini…insomma mi diverto tanto e mi danno tanta soddisfazione…

Per questi, ho preso diretta ispirazione dal libricino che ho di Bibliotheca Culinaria “Cupcake” (qui).

Io vi riporto la ricetta fatta da me, perché l’ho un po’ modificata rispetto a quella del libro.

Ho ridotto il burro (di parecchio) ed aggiunto uno yogurt; non ho usato il colorante alimentare verde per colorare l’impasto (mi piaceva già così, poi il pistacchio vero mica è di quel verde lì…) al posto dello zucchero semolato ho fatto un mix di zucchero di canna, non ho messo l’estratto di vaniglia perché lo zucchero Mascobado dà già un ottimo profumo agli impasti…

..poi la ricetta prevedeva una farcitura con crema al burro oltre che la glassa…io onestamente mi sono accontentata della glassa…sono già buonissimi così!

…mi sembra sia tutto quello che ho modificato…se eventualmente volete la ricetta originale fatemi sapere che ve la faccio avere.

Anche se lei non l’ha chiesto, dedico questo post  e questa ricetta ad una carissima amica, che è anche la prima lettrice del mio blog. Voi vi ricordate chi è stata la prima lettrice del vostro blog (o lettore..), ce l’ha un posticino speciale nel vostro cuore?

Non me ne vogliate, sono affezionata a tutte/i voi che ormai passate quotidianamente a trovarmi, ma lei rimarrà speciale, oltre al fatto che è una bellissima e saggia persona, perché è stata la prima ‘faccina’ (anzi le faccine sono due ;-)) che ho visto comparire tra i miei lettori.

Per il tuo Giveaway Sabina, questi cupcakes sono per te amica.

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Biscotti e Frolle/ Cioccolato

Whoopee! Festa finita! Whoopie pie al cappuccino

 

Ebbene si ce l’abbiamo fatta, festa finita.
Le pischelle si sono divertite, hanno cantato, ballato, strillato… hanno giocato a tombola, la sottoscritta, come al solito, ha pure fatto la buffona per farle divertire.
Morale: oggi io non sopporto più gli One Direction…
Li ho ascoltati per 4/5 ore consecutive…non sapete chi sono? Buon per voi!
La torta era molto buona, bella…beh, dai, direi carina.
Non sono certo una cake designer e con la pasta di zucchero sono davvero alle prime armi…la cosa più importante è che l’hanno mangiata tutta.
Spesso mi accorgo che alle feste di compleanno i genitori si abbuffano di dolce, ma i bambini non gradiscono molto, questa se la sono spazzolata, era buona davvero.
Purtroppo non sono riuscita a fare una foto della fetta…troppo convulso il momento del taglio e distribuzione fette…me ne sono completamente dimenticata.
Della torta non vi scrivo la ricetta, ho preparato la Torta Biondina, che ho scoperto nel blog di Vanessa, qui, la sola differenza è che ho utilizzato farine diverse, sapete che non uso la 00….
Mi incuriosiva da tempo questo impasto, ed è stato una rivelazione. Non è asciutto come il Pan di Spagna, rimane un po’ umido e quindi si può anche fare a meno di usare la bagna (io a dire il vero lo strato inferiore l’ho comunque leggermente bagnato con latte e cacao) e si presta davvero benissimo alla preparazione di torte decorate, viene bello alto e compatto.
Per la farcia ho usato la stessa che trovate nel post di Vanessa con la torta, una camy cream al mascarpone buonissima, che io ho arricchito con cioccolato fondente a pezzi.
Tema torta Top Model…se qualcuna di voi ha figlie di questa età o giù di lì, probabilmente sa di cosa sto parlando. Trattasi di nuova moda tra le giovanissime. Album vari con figure di modelle da vestire utilizzando ritagli di tessuto, carte colorate o pennarelli speciali…
Finché si è trattato di ritagliare il corpo, tutto ok…anche se al primo round mi si è rotta la pasta di zucchero e l’ho lasciata con una gamba tranciata sotto al ginocchio…poi ho ritagliato i capelli che ho fatto castani mescolando la pasta di zucchero bianca con del cacao amaro.
Ma, dico io, avete presente cosa significa fare gli occhi?? Disegnarle le pupille?? Ci ho provato, lo giuro, ma erano orribili, strabici…troppo piccoli ed impossibile farli bene, almeno per me…così li ho staccati ed è intervenuta la mia attitudine al problem solving…ho deciso immediatamente che una Top Model rock non poteva che indossare dei bei occhialoni scuri…;-)
Per il cordoncino intorno alla torta ho ascoltato i consigli di Vale, effetto un po’ meno ‘salsicciotto’ delle volte precedenti, ma insomma..devo ancora affinare l’arte della decorazione…
E finalmente ho fatto anche i whoopie pies!
E’ troppo carina la storia circa l’origine del nome di questi dolci, la cui origine è Oltreoceano, forse il Maine o la Pennsylvania.
Si dice che il nome fosse l’espressione dei bambini quando trovavano questi dolci come merenda…. “Whoopeee!” (trad. “Evviva!”)…non so se sia vera o romanzata ‘sta cosa…ma è carina davvero, ed è anche quello che viene da dire quando ne addenti uno!
Comunque una soddisfazione immensa.
Sinceramente li pensavo più difficili da preparare, invece.
Poi mi piace tanto la consistenza, che è più quella di una torta che di un biscotto. Buoni e non stucchevoli.
Per farli ho utilizzato le dosi della base al cacao nel libro dedicato a questi dolcetti che ho acquistato poco tempo fa (questo qui ).
Di una cosa sono davvero felice, si sono talmente ingozzate di pizza, patatine, pop-corn e torta che non ce l’hanno fatta a finire anche i whoopie pie, quindi.
Quelli che sono avanzati me li maGNo io!
Nota: Ve lo dico, le foto non mi piacciono per niente, ma avevo pochissimo tempo, 11 ragazzine urlanti in giro per casa…meglio di così non sono riuscita a fare…

 

 

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Dolci al cucchiaio e semifreddi

Di compleanni. Non Tiramisù alla melagrana

 

Oggi sono al lavoro, anzi, a dirla tutta ho iniziato ieri con la base della torta e con  altri dolcetti che sto sperimentando.
Carola il 3 Dicembre compie 10 anni, piccola, grande tappa, ed oggi pomeriggio, con qualche giorno di anticipo, abbiamo organizzato la festicciola con le sue compagne di classe.
Solo femmine quest’anno. Ha deciso lei, e va bene così.
Del resto anche a me a volte piace uscire con le mie amiche, solo donne.
Quante chiacchiere, e risate. Ci vuole ogni tanto.
Poi a quest’età con i maschi le ragazzine hanno davvero un rapporto di amore e odio … ma poi, solo a quest’età?
Insomma, non è che devo preparare cibo per un esercito, sono in tutto 10 bambine, ma mi piace che le cose siano fatte per benino.
Spero di produrre una torta decorata degna di essere almeno fotografata. Oggi la completo e nei prossimi giorni la vedrete (forse) spero di non ‘litigare’ troppo con la pasta di zucchero, non sono molto attrezzata e mi devo arrangiare con quello che ho, Ad esempio, il cordoncino che si fa per decorare la torta tutto attorno, quello che ho fatto lo scorso anno aveva l’aspetto di una salsiccia, non era bello uniforme nel diametro, un po’ più ciccione qui, più smilzo di là … si, proprio ‘na bella salsiccetta!
Poi ho scoperto che esiste la sugar gun, ed insieme  a lei un universo di attrezzi che io non saprei nemmeno dove mettere nella mia cucina.
Se proprio la trovo orribile (la salsiccetta) userò un nastro.
 Oggi un dolcetto, ma semplice, semplice.
Che ho preparato con i la melagrana ed i savoiardi home made (questi qui).
Non è un frutto che si vede molto spesso nella preparazione di dolci. E’ particolare ed un po’ asprigno.
Bisognerebbe però riscoprirlo perché ha davvero tante proprietà.
Sembra riesca a proteggere il cuore contro la formazione di placche aterosclerotiche ed alleviare i disturbi legati alla menopausa, come l’osteoporosi, l’artrite e la depressione.
Oltre ad essere efficace contro l’insorgenza dei tumori, la melagrana sembra riesca ad erigere una barriera protettiva contro l’Alzheimer, attaccando le proteine nocive. Non cosucce insomma.
Quindi, oggi un dessert davvero semplicissimo.
Sulle quantità di zucchero e savoiardi andate un po’ ad occhio ed a vostro gusto, mi riusciva difficile scrivere 10 o 12 savoiardi ed anche sullo zucchero c’è a chi l’asprigno piace, a chi meno…
Adesso vi lascio e vado a sporcarmi le mani di farina!
Buona giornata gente!

 

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Biscotti e Frolle

Pensando a Natale. Biscotti speziati

Cosa volete che vi dica, mi sono arresa anch’io al Natale.
Avete iniziato quasi tutte ad addobbare i vostri blog con nevischio che cade, alberelli, stelline, a preparare dolci natalizi ed omini di pan di zenzero…
E i negozi? Ci sono le renne in peluche da fine ottobre!
Io avevo ancora le mezze maniche a fine ottobre…
Insomma, mi sono decisa ed ho preparato i miei semplicissimi biscotti speziati con tanto di foto natalizie…che dite, era ora?
Questi biscotti non arrivano da una ricetta in particolare, ci sono arrivata un po’ per volta, provando questa e quella ricetta, mescolando gli ingredienti a mio gusto e  ne è venuta questa, che è diventata la mia.
Il risultato è un biscotto friabile, profumato, rustico e casalingo, perfetto per l’inzuppo.
Natale. Ho letto davvero tante opinioni in questi giorni, chi lo ama, chi non vede l’ora che le festività passino veloci…a me le feste natalizie piacciono molto, anche se anni fa, le feste, le passavo praticamente lavorando.
A dire il vero era il periodo in cui lavoravo di più in assoluto…ma mi piaceva ugualmente. Ho bei ricordi del Natale, da bambina ed anche da adulta.
Adesso che ho due bambine mi impegno affinché il loro Natale sia magico…
Da quest’anno in realtà ne ho una che non crede più a Babbo Natale, la più grande ovviamente.
Mio fratello continuava a dirmi “Ha quasi 10 anni! Glielo dovete dire che Babbo Natale non esiste, quando lo scoprirà si incavolerà con voi!”…io non ho voluto prendere questa decisione…l’ha fatto la maestra di religione, un giorno, qualche settimana fa. Carola è arrivata a casa dicendo “Confessalo mamma, Babbo Natale siete voi! Non puoi negare, me lo ha detto la maestra Patrizia!”
Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente la maestra Patrizia per aver rivelato loro l’arcano. Io non ne avevo il coraggio. Non avevo il coraggio di toglierle la magia..forse ho paura che cresca in fretta, forse…
Comunque, si. A me piace il Natale.
Vorrei lasciarvi un passaggio tratto da un libro che sto leggendo.
Il libro della Luciana, la Littizzetto.
Adoro questa donna. Mi fa morire dal ridere. E voglio proprio questo adesso, farvi ridere, o perlomeno sorridere…
“LETTERINA DI NATALE” tratto da “Madama Sbatteflay” 
“Caro Babbo Natale, Babbioncello bello, ciccione nostro che sei nei cieli…
Sarai stanco anche tu Babbione mio bello. Ma la Fornero ha detto che non puoi andare ancora in pensione. Ti tocca tirare la slitta per un bel po’.
Dice che è un patto generazionale per dare un futuro a Gesù Bambino. 
Dille di sì, per carità, se no si mette a piangere.
Caro il mio Babbo, nessuno pensa mai a te, che vivi in un posto lontano da tutto, tra muschi e licheni, e pieno di capanne dove Filippa Lagerback va a masticare le gomme.
Te lo dico subito: quest’anno vedi di non buttarti dal camino che sotto non è morbido. Sotto è duro, Babbo.
Sotto, minchia, Babbo mio, trovi il suppostone di Monti, a punta in su, che se ci cadi sopra, dopo rischi di camminare a gambe larghe come i lottatori di sumo.
……..
Tu che sei buono….porta delle labbra alla Santanchè, che ne ha poche. Forse si saranno consumate. E levane un po’ alla Minetti che ne ha troppe e affaticate.
…noi ti diamo anche uno che ha il nome da re magio, Marchionne. Prenditelo pure, se gli dici che lavori gratis viene a fare la Panda a Oslo e ti fa anche le slitte 4×4. 
….
Se vuoi anche la Gelmini basta fare un fischio. Lei scava un tunnel e arriva da sola.
Ah, prenditi anche Calderoli, fa compagnia.
Quando gli passi accanto grida ‘Padania!’ e si agita come i pupazzetti degli autogrill.
E infine, da parte degli inglesi, ti regaliamo Pippa Middleton, che non serve a un tubo, ma se la metti come ultima renna almeno quando viaggi ti vedi un bel culo…..”   Luciana Littizzetto
Se non ci fosse lei a sdrammatizzare questo triste paesaggio politico (politico?) che è l’Italia….
Vi auguro una splendida, anche se piovosa, giornata!!!

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Colazione e merenda

Cupcakes alle castagne con glassa al limone e arancia caramellata

 

Adoro questo libro.
Forse tra i libri di cucina che ho, è il mio preferito.
Quante volte lo prendo e lo sfoglio, gustandomi…si , posso davvero dire gustandomi ogni pagina.
Sto parlando di ‘Marie Claire – KITCHEN’ di Michele Cranston e fotografie di Petrina Tinslay.
E’ un vero corso di cucina, tantissime ricette base, fruibilissime e di facile esecuzione.
E le foto, meravigliose.
Forse questo è il libro che mi ha fatto scoprire la passione per la fotografia, il voler capirci di più, della luce, delle composizioni, degli abbinamenti.
…lo sto studiando attentamente anche per capire come cavolo devo fotografare una pirofila….sapete vero della mia insoddisfazione quando fotografo robe lunghe tipo pirofile o plumcake…ma mi applico, chissà che prima o poi io ottenga risultati per lo meno decenti.
Comunque sono partita da qui per questa ricetta, potete vedere nelle foto che vi posto, la pagina con i dolcetti alle castagne.
Sono onesta, ne ho rispettato solo l’aspetto, perché la ricetta l’ho davvero stravolta.

Le uova da 6 le ho fatte diventare 3, alla pure di castagne in scatola ho preferito la polpa di castagne bollite, la quantità di mandorle l’ho ridotta per aggiungere un po’ di farina di riso, lo zucchero non semolato ma integrale di canna Mascobado, che ha dato un tocco davvero speciale all’impasto, infine ho aggiunto il cacao amaro.

Insomma un’altra cosa. Non perché non ritenessi valida la ricetta che propone il libro. Anzi.

Solo che il bello è anche questo, secondo me.
Trovare l’ispirazione da un libro o rivista, ed elaborare secondo la propria fantasia, gusto, a volte anche secondo quello che si ha a disposizione nella dispensa.
Piccola nota informativa sullo zucchero di canna integrale Mascobado.
Nelle Filippine Mascobado è il nome dello zucchero estratto dalla canna.
E’ uno zucchero integrale prodotto in modo artigianale semplice. Si spremono le canne e si concentra il succo per evaporazione dell’acqua, usando come combustibile i residui di canna (bagassa).

In questo modo trattiene tutti i principi nutritivi che normalmente si perdono con la raffinazione dello zucchero bianco.

E’ ricco di Sali minerali, in particolar modo di ferro.

Non è ovviamente sbiancato chimicamente e la naturale presenza di melassa gli conferisce un colore scuro.

E’ molto buono, ha un gusto speciale, con un leggero retrogusto di liquirizia, ottimo nella preparazione dei dolci, nelle macedonie, nello yogurt naturale.

E’ davvero buono ed acquistandolo si aiutano almeno un po’ paesi in via di sviluppo.

Ciao!

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Biscotti e Frolle

I Savoiardi


I Savoiardi sono dei biscotti la cui origine non è certa.
Sembra però nascano nel tardo Medioevo alla corte di Amedeo di Savoia.
In occasione della visita del Re di Francia venne chiesto al pasticcere di corte di creare un dolce indimenticabile. Il nome ‘Savoiardi’ fu dato proprio in omaggio ai Savoia.
Ebbero un enorme successo e divennero il dolce rappresentativo del Piemonte per eccellenza.
Sembra però che la vera prima traccia storica dei savoiardi sia in una lista della spesa per un banchetto di nozze a Venezia, nel 1722 (non me lo sono inventato, ho trovato la notizia in rete!!!).
Piccolo cenno storico per dei biscotti che io utilizzo moltissimo.
Sono necessari per la preparazione del tiramisù, della charlotte, della zuppa inglese (variante al tradizionale Pan di Spagna), ma anche di tantissimi dessert al cucchiaio, considerato che si prestano perfettamente all’inzuppo.
A me onestamente piacciono tanto anche come semplice accompagnamento ad una cioccolata calda o ad una mousse.
Potevo preparare i dolci qui sopra senza prima postare la ricetta dei  savoiardi? Direi di no.
Se guardate in rete ce ne sono una miriade, di ricette.
Ho fatto diversi esperimenti nel tempo, modificandola un po’, ma alla fine preferisco questa, per ora.
Dato che “solo gli stupidi non cambiano idea”, non è detto che sia la definitiva.
 

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Dolci da credenza e crostate/ Torte

Torta integrale alle arance caramellate

25 Novembre GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Ne hanno parlato nel loro blog PaneAmoreCeliachia, Ellen e Alice, le ringrazio per questo e mi sembrava davvero giusto parlarne anche qui.
Anche solo per passare l’informazione a più persone possibile, anche solo per riflettere almeno un attimo su questi tristi e terribili numeri. Non accade magari dentro le nostre mura domestiche, ma a volte più vicino di quanto pensiamo…o temiamo.
Vi riporto i dati scritti da Alice nel post, fanno rabbrividire.
“Vi dò solo pochi numeri, che riguardano il territorio italiano e non un posto sperduto chissà dove; dall’inizio dell’anno in Italia (ribadisco!) sono scomparse più di 100 donne per mano della violenza maschile; una donna su tre fra i 16 ed i 70 anni d’età ha subito nella sua vita un’aggressione da parte di un uomo, e nel 63% dei casi alla violenza hanno assistito i figli (dati ISTAT).”
Io sono senza parole.
Oggi una torta. A me questa torta piace moltissimo perché adoro gli agrumi, tutti.
E’ davvero un tripudio di profumi e sapori.
L’impasto non è troppo dolce ma speziato e con l’aroma dell’arancia, la copertura di arance caramellate, secondo me, la rende irresistibile…voi provatela, poi mi dite se vi piace!
E’ davvero di semplice esecuzione. L’unica difficoltà è far stare appoggiate al bordo della tortiera le fette di arancia, ma vi ho scritto con la ricetta il mio trucchetto per evitare il misero crollo.

Buona giornata!

 

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Biscotti e Frolle/ Cioccolato

Piccole gioie della vita. Petit-Beurre al cacao

Quando ho visto il post di Martina di Trattoria da Martina ho pensato subito “Questo libricino lo devo avere!”
Ho sbirciato subito in rete, ma cosa volete che vi dica?
Io non trovo nessun gusto ad acquistare libri online (oddio adesso Amazon ed Ibs mi scateneranno contro la loro furia divina..).
E va beh, è quello che penso. Volete mettere il gusto di recarsi in libreria, passare in rassegna tutti gli scaffali, sfogliare, leggere, magari bersi anche comodamente un caffè…eh si quella dove vado io ha anche la caffetteria interna, ’na meraviglia!
Vi avevo già raccontato dei due libri che ho comperato di recente durante una domenica mattina trascorsa in libreria, uno è quello di ricette con il KAMUT di Antonella (ne ho scritto qui), ma ho trovato anche lui, il pacchettino delle meraviglie, ed era solo soletto, MIO!
Trattasi di una scatolina che contiene un libricino con annesso stampino apposito per produrre questi biscotti francesi, all’interno tante varianti dolci e salate ed altrettanti dolci da preparare utilizzando i petits-beurre.
Vi lascio la ricetta base di quelli al cacao, con le mie modifiche tra parentesi.
Io ho dimezzato le quantità considerato che non volevo rischiare di buttare tutto. Al primo tentativo non sono riusciti male, a parte il fatto che forse la prima teglia l’ho lasciata in forno un minuto di troppo…è che, essendo marrone scuro si fa fatica a capire la ‘doratura’, ma tutto sommato ero soddisfatta.
Spazzolati tuttissimi dalle bambine, e non solo.
Quelli che vedete nelle foto sono quelli del secondo round, migliori nella cottura…sono tutti dello stesso colore.
Se li volete fare senza cacao aumentate la farina a 500 gr.
Ringrazio pubblicamente la mia ‘spacciatrice di cocottine’ per la tazza che ho acquistato qualche tempo fa e che secondo me è perfetta in queste foto, troppo carina!
 

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Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate

Plum cake? No, Plum Cachi con salsa al cachi e limone


Ma secondo voi , dopo la Cheesecachi, poteva mancare il Plum cachi?
Decisamente no.
Soprattutto perché ne ho tre, dico tre ceste piene.
E i cachi quando maturano, lo fanno tutti insieme, per cui le soluzioni sono due: o qualcuna di voi passa di qua a prendersene un po’ altrimenti sono costretta a inventarmi non so cos’altro per dargli la giusta ‘sistemazione’.
Perché NON SI BUTTA VIA NIENTE, quindi.Causa mie difficoltà e relative insoddisfazioni nel fotografare robe lunghe tipo plum cake e pirofile, quindi, per agevolarmi il difficile compito, ho pensato di preparare sia un plum cachi grande che uno piccolino, quindi oggi tante foto.



E adesso il giochino lanciato da Monica, continuato da Elisa, della quale seguo la reinterpretazione.
Se fossi un dolce, sarei un tiramisù.
Se fossi una bevanda, sarei un caffè espresso.
Se fossi un colore, sarei l’azzurro.
Se fossi un fiore, sarei un girasole.
Se fossi un frutto sarei una banana.
Se fossi un animale, sarei un cavallo andaluso.
Se fossi un gelato sarei cioccolato fondente.
Se fossi un piatto, sarei una pizza margherita (di quelle buone ;-)..).
Se fossi una spezia sarei una bacca di cardamomo.
Se fossi un profumo, sarei quello di una crostata appena uscita dal forno.
Se fossi un libro, sarei senz’altro un fumetto, tipo Lupo Alberto.
Se fossi una canzone sarei ‘I love you baby’ di Diana Ross qui.
Se fossi un film, sarei ‘Quattro matrimoni e un funerale’.
Se fossi una calzatura, sarei uno stivaletto borchiato, un po’ rock.
Se fossi un sentimento, sarei l’amicizia.
Volete giocare anche voi?

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Dolci da credenza e crostate

Tarte Tatin alle mele. A presto Alessandra!

Oggi apro il post con un saluto ad un’amica.

Alessandra di Le Pappe Kitchen si è trasferita con la famiglia. Nuova Zelanda.

Ve l’ho già detto qui che quello di Ale è stato uno dei primi blog che ho seguito, quando un blog mio non ce l’avevo ancora, per questo le sono particolarmente affezionata.

Leggerla mi ha spronata ad aprire il mio blog. Le voglio bene.

Questa Ale, ne sono certa, sarà per voi una meravigliosa esperienza di vita.

Io la Nuova Zelanda non la conosco, però sono stata in Australia, poco lontano da lì ed è stato un viaggio che mi ha cambiata.

Natura ancora selvaggia, popoli affascinanti, luoghi magici, paesaggi meravigliosi…e il cuore che si apre, con la mente.

Ti auguro ogni bene Alessandra, vedrai che sarete felici, la tua bambina sarà felice.

Tu però torna al più presto a scrivere nel tuo blog, io ti aspetto!

Buona vita amica.

Di cosa dovevamo parlare?Ah si, ecco.

Volevo raccontarvi della storia di queste due sorelle francesi, Carolina e Stéphanie, che in Francia gestivano un albergo, che tra l’altro esiste ancora (qui).

Una si occupava dell’accoglienza clienti, l’altra della cucina. Un giorno per errore Stephanie si accorge di non aver preparato la torta di mele ed inforna in tutta fretta delle mele su una teglia imburrata ed infarinata.

Si accorse però solo dopo di aver dimenticato l’impasto.

Problem solving femminile: il rimedio fu appoggiare sopra alle mele la pasta brisée e, una volta cotta, capovolgerla su un piatto.

Fu un successo.
Cucina imperfetta, e geniale.

Non so se questa sia la vera storia, o sia una leggenda, la sola cosa che so per certo è che questa torta è una meraviglia.

Potete farla anche con la brisée pronta, se però avete un po’ di tempo fatevi la pasta, non è così difficile, praticamente fa tutto il robot da cucina, voi dovete solo procurarvi gli ingredienti belli freddi.