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Salato

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Polpette di tonno, ricotta e zenzero al forno


Potrei dirvi che adoro le polpette.
Potrei dirvi che sono veneziana e che tra i cicheti (info qui e qui)  ci sono sempre le polpette, e che ci sono cresciuta a polpette.

Potrei dirvi che sono sempre un piatto fantastico, se fatto con prodotti buoni.

Potrei dirvi che risolvono un antipasto, ma anche una cena, pensate alle polpette in umido, bel piatto unico dove affondare una fetta di pane o schiaffarci a fianco della polenta.
Potrei dirvi che sono un mezzo meraviglioso per riciclare ciò che avanza.

Qualsiasi cosa avanza, a proposito, l’altro giorno ho sbirciato quelle di Silvia con riso e zucca e quelle di Irene fatte con la pasta, le devo provare!

Potrei dirvi che sono quelle cose che le mangi anche fredde, il giorno dopo.
Potrei dirvi che ai bambini piacciono molto e questo aiuta molto le mamme diaboliche (io me) a far ingerire cose a loro sgradite nascoste nella polpetta.
Potrei dirvi che basta usare la fantasia, infilare la testa nel frigorifero e ne potrete preparare di ogni tipo, dolci e salate.
Ma anche no. Non vi dico niente.
Vi lascio solo queste polpette ché, davvero una tira l’altra.
Se poi le tuffate in una salsina fatta con yogurt greco, buccia di limone e basilico…ecco adesso mi sa che mi tocca farle anche domani.
Buon fine settimana a tutti!

 

 
POLPETTE di TONNO, RICOTTA E ZENZERO AL FORNO
Ingredienti:
1 vasetto tonno (io circa 200 gr di filetti di tonno)
200 g ricotta biologica
1 uovo biologico
buccia 1 limone biologico
1 cipollotto
zenzero in polvere qb
sale rosa dell’Himalaya, qb
pepe qb
prezzemolo qb
semi papavero qb
semi sesamo qb
curry qb
pane grattugiato qb
 



Sminuzzate il tonno, mescolatelo con la ricotta, l’uovo, la buccia grattugiata del limone, il cipollotto sminuzzato, lo zenzero, il sale rosa, il pepe e mescolate bene, aggiungete due cucchiai di pane grattugiato e mescolate.
Il composto dev’essere comunque abbastanza morbido.
Bagnatevi le mani affinché sia più semplice maneggiare l’impasto senza che si appiccichi, prelevate poco impasto (l’equivalente di un cucchiaino se le fate come antipasto) e formate una polpettina che passerete a piacere nei semi di sesamo, o nel papavero o semplicemente nel pane grattugiato mescolato con il curry.
Disponetele su una teglia foderata di carta forno e passatele in forno a 180° per circa 15 minuti.
Io a metà cottura le giro per far prendere colore da entrambi i lati.


Con questa ricetta partecipo al contest di Squisito.

contest polpette

Scade il 30 Novembre 2012, dai ‘polpettate’ anche voi!!



Salato/ Secondi di pesce

Gratin di rana pescatrice funghi e patate

 

Purtroppo, causa probabile virus dovuto alla foto della rana pescatrice che ho preso dal web (fate attenzione perché ho scoperto che ci sono file jpg  infetti ), ho dovuto cancellare il post per sicurezza e rifarlo.
Mi dispiace tantissimo per tutti i vostri commenti, ma non avevo scelta…
‘Sta coda di rospo è proprio brutta e cattiva.
A me piace molto perché ha una polpa delicata, che però non si sfalda in cottura come fanno invece molti altri pesci, e poi … poi non ha spine.
A casa nostra far mangiare pesce alle bambine (che non sia tonno in scatola) è un’impresa ultimamente.
Hanno  il terrore delle spine, e questo pesce mi risolve i problemi, oltre alle discussioni a tavola.
Un abbinamento mare&monti delicato, semplice e molto gustoso.
Con gli odori vedete voi, a me piace con timo, prezzemolo e aglio sminuzzato, se non vi va di sentirlo troppo potete mettetelo intero, schiacciato e poi lo togliete.
Potete anche usare altri tipi di funghi, comunque un po’ saporiti e che tirino un po’ su la coda di rospo che è delicata.

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Pane & Lievitati/ Salato

Ogni promessa è debito! Crackers croccanti di grano khorasan e semi di zucca

 

Allora, dove eravamo rimasti?
Ah si, ecco!
Vi ho già anticipato ieri che domenica mattina, causa giornata davvero infelice, meteorologicamente parlando, ci siamo recati in libreria dove abbiamo passato un paio d’ore, e tra laboratori per le bambine, seconda colazione al caffè della libreria, alla fine siamo usciti tutti con un libro, a dire il vero io con due.
Quando l’ho visto sullo scaffale, ancora prima di aprirlo, ho pensato “E’ mio!”.
Forse è superficiale averlo pensato senza valutarne il contenuto, ma mi piaceva già dalla copertina, prometteva bene.
Ammetto che non conoscevo l’autrice e nemmeno il suo blog, mi perdonerà, ma ce ne sono talmente tanti ed nel suo ancora non ci ero capitata…comunque adesso che l’ho scoperta non la mollo più!
Lei è Antonella Scialdone del blog  Pappa-reale.net ed il libro che ho acquistato è il suo secondo libro “KAMUT 60 ricette per conoscerlo e utilizzarlo al meglio”.
Io la farina di grano khorasan già la utilizzo da parecchi anni, da quando ancora non si trovava nei supermercati ma si doveva acquistare in negozi di alimenti naturali e sfusa, ormai da circa 15 anni.
Ma un libro che mi insegnasse così tante ricette, che mi indicasse come preparare la pasta madre oppure il seitan home-made, davvero mi mancava.
Non ho iniziato con la ricetta più difficile, anzi.
Questi crackers sono semplicissimi da eseguire ma danno una soddisfazione enorme.
Li ho già fatti tre volte da domenica, appena li faccio, altro che conservarli nelle scatole di alluminio, se li fumano tutti in un attimo qua dentro!
La prima volta non ne ero molto soddisfatta. Non tanto per il gusto o la cottura, perfetta. Semplicemente perché avevo tagliato la sfoglia a occhio ed alla fine non ce n’era uno uguale all’altro..
Erano carini lo stesso, rustici, ma li volevo più perfetti.
Li volevo bellini bellini per le foto…
Soluzione: ho preparato una sagoma di cartoncino ed al secondo round li ho tagliati tutti uguali. Fantastici.
Con la zuppa di sedano rapa di ieri ci stavano benissimo.
Del secondo libro vi parlerò in un altro post!
Buona giornata amici!
P.S. Alcune di voi mi hanno detto che non trovano il sedano rapa.

Bene io non trovo le carote viola che stanno impazzando sul web…VOGLIO LE CAROTE VIOLA!

SUBITO!



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Primi piatti/ Salato

Come si cambia. Zuppa di sedano rapa e patate

 

Si, lo so.
Ancora una zuppa.
Ma con il freddo di questi giorni è la cosa che preferisco la sera.
E’ una vera coccola, calda, rigenerante ed allo stesso tempo leggera.

Non so voi, ma io quando ero piccola, non mangiavo un sacco di cose.
Neanche ci provavo, perché mi inquietavano al solo vederle.
E parlo soprattutto di prodotti del mondo vegetale, il sedano rapa era uno di questi.
Era una disperazione per mia mamma, infatti tuttora, quando mi vede cucinare e mangiare certi piatti, si stupisce ancora e mi dice “E pensare che scappavi quando lo presentavo in tavola!”
E’ anche vero che da piccola mangiavo cose che adesso mi fanno orrore (che non si dice ‘schifo’ delle cose da mangiare, lo dico sempre alle mie figlie), fegato, frattaglie varie ad esempio…ARGHHHH!
No, io non ci riesco, e non si scandalizzi nessuno. Ma io NON le cucino, NON le mangio e NON le posto nel mio blog. Punto.

Va beh, tornando al nostro sedano rapa, a me piace tantissimo.
Nella zuppa è perfetto ma è buonissimo anche come contorno, gratinato, in purè o fritto.
Considerate poi che ha un valore calorico molto basso, è un’importante fonte di minerali in particolar modo di selenio e che recenti studi hanno dimostrato che possiede anche la capacità di ridurre la pressione arteriosa ed il colesterolo.
Cosa volere di più?
I crackers che vedete nella foto sono una meraviglia, veloci da preparare e buonissimi, ma c’è tutto un discorso da fare per parlarne!
Domenica mattina, tempo orribile, onde evitare di rimanere tutto il giorno a casa, siamo usciti per andare in libreria.
Beh, chiamarla ‘libreria’ è riduttivo, ci abbiamo passato la mattina, mentre le bambine partecipavano ad un laboratorio di letture, noi abbiamo fatto la colazione di metà mattina al bar interno, passato in rassegna tutte le novità e i vari reparti di nostro interesse e siamo usciti tutti e quattro con un libro.
Io, a dire il vero, con due…
Ma di questo finirò di parlarvi domani con la ricetta dei crackers.
Buona giornata!

 

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Secondi di carne

Involtini di tacchino con Radicchio rosso di Treviso precoce e ricotta

 
Apro ringraziandovi per ieri, per i commenti che avete lasciato e per essere andate da Valentina.
Il post l’ho scritto di getto domenica sera appena ho letto quello che le era successo.
A volte mi capita di pentirmi della mia impulsività, ma questa volta per niente. Era giusto così.
Bene gente! Continuiamo la saga del radicchio, siete ormai rassegnate vero?
Quindi, dopo la quinoa, le lasagne, il merluzzo, oggi tocca al tacchino!
Devo dire che questo è un modo davvero semplicissimo per rendere appetitosa una fettina di tacchino ed in un solo colpo avrete pronto anche un ottimo contorno.
L’inverno è luuuungo e ne ho parecchie di ricettine da fare con il radicchio.
Il mio preferito, in assoluto, tra le diverse varietà, rimane il ‘fiore d’inverno’ come è chiamato qui a Treviso, il radicchio tardivo, che si trova in commercio con il freddo, di solito un po’ prima di Natale.
Viene chiamato così perché ricorda un fiore nella forma e perché ama il gelo.
Una semplice cicoria che il lavoro sapiente e paziente dell’uomo ha trasformato nelle diverse varietà in commercio, Treviso, Castelfranco, Chioggia e Verona.
Il radicchio tardivo non è una pianta molto esigente e cresce rigogliosa durante la calda estate qui in Veneto.
Poi arriva l’autunno, la campagna cambia colore ed arriva il gelo.
Tutto sembra finire e invece è proprio l’inizio; il fiore è pronto a sbocciare per arrivare nelle nostre tavole.
Con il freddo le foglie si tingono di rosso e si chiudono per proteggere il cuore.
A questo punto inizia la lavorazione, che è davvero laboriosa, raccolta, imbianchimento e toelettatura.
Io trovo molto interessante conoscere come vengono lavorati i prodotti, questo permette anche di comprendere il perché a volte del prezzo un po’ elevato, in questo caso tanta lavorazione.
Ehi! Non pensiate che sono pagata dal Consorzio tutela del radicchio!
Semplicemente mi piace farvi conoscere i prodotti della zona in cui vivo. Esattamente come mi piace leggere e saperne di più, leggendo i vostri blog, su prodotti e tradizioni del vostro territorio.
Insomma, basta con la didattica!
Oggi vi beccate l’involtino!
Buona giornata amici!

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Primi piatti/ Salato

Miseramente capitolata. La zuppa di cipolle

 

Questo piatto, per me, è davvero il piatto che fa cambiare una giornata in meglio.
Quei piatti che, arrivi a casa dopo una giornata di lavoro, magari infreddolita, stanca, con voglia di prepararsi qualcosa da mangiare pari a zero e basta soltanto la classica scaldatina sul fuoco o ancora meglio ‘na gratinatina nel forno e, solo lo sprigionarsi del suo profumo, ti riscalda l’anima e ti risolleva l’umore.
L’avete mai assaggiata? Io l’adoro.
Ho scoperto molto piacevolmente che piace anche alle bambine, Carola se la mangia anche con i pezzetti di cipolla non del tutto sfaldati, per Serena invece devo passarla con il mixer ad immersione, ma l’importante è che si abituino a questi sapori e che li apprezzino.
Io l’ho servita insieme ad un pane preparato il giorno prima con la macchina (per il pane).
Fatto con farine varie (integrale, segale etc…mix libero by mio marito, l’addetto ufficiale alla macchina) e noci in pezzettoni.
Non avevo in casa l’emmental (mi dimentico sempre qualcosa…cavolo!) allora ho cosparso le fette con Parmigiano Reggiano e le ho fatte gratinare pochi minuti in forno.
Per servirla ho comperato anche delle cocottine, che non avevo, in un negozio che adoro.
E’ un piccolo negozio che si trova nel paese dove vivo, una frazione molto vicina a Treviso.
Un negozio delizioso dove trovo davvero di tutto.
Gli articoli per la casa più disparati ed originali, attrezzi ed accessori per torte e dolci, articoli da regalo, candele, davvero ogni cosa.
Oltre alle cocotte ho comperato anche dei pirottini bellissimi, e…
Cosa vi avevo detto qualche giorno fa?
Che i preparativi per il Natale mi facevano ansia? Mi vergogno un po’, ma devo confessare che ho comperato una cosa a tema Natale.
Beh insomma, è che mi serviva, non è proprio un addobbo, però ha le renne disegnate in rosso e bianco e un po’ Natale lo fa…
Beh, ragazze!
Cosa ci posso fare!
Mi serviva uno zerbino per l’uscio! E che cavolo!
Era troppo bello quello con le renne!
Poi tutto sommato tra un mese iniziano i preparativi…
Insomma lo confesso, ci sono cascata. Il 3 novembre ho messo fuori dalla porta uno zerbino che fa già Natale, viva la coerenza!
 

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Primi piatti/ Salato

Lasagne di farro e papavero con vera a Morlacco. E la verza arrostita della Ale

 

Avevo voglia di cucinare la verza, ma non volevo utilizzarla solo come contorno.
Quando mi frullano queste idee finisce che passo un bel po’ di tempo a sfogliare riviste di cucina.
Ultimamente ho cercato di dividerle per mesi così, quando ne ho bisogno, guardo solo quelle del mese in corso riuscendo così a trovare ricette con frutta e verdura di stagione, con i post it poi metto in evidenza le ricette che mi piacciono maggiormente e quelle che voglio provare a fare.
Sono comunque tante (qualcuno qui in casa dice troppe…) è che mi dispiace troppo eliminarne una parte perché vedo che, anche a distanza di anni, mi ritornano utili.
Così, anche questa volta, mi metto a sbirciare tra le mie vecchie riviste di cucina ed ecco che salta fuori questa.
Trattasi di ricetta da La Cucina Italiana di Gennaio 1996 (ancora in Lire, che nostalgia!) io l’ho leggermente modificata, la pasta l’ho preparata con il farro e ci ho anche aggiunto i semi di papavero che mi piacevano molto insieme alla verza e poi ho aggiunto anche il formaggio Morlacco che ha reso tutto più gustoso e cremoso.
Siccome di verza ne avevo un’altra metà (…io te lo avevo detto Ale che la provavo!) ho fatto la verza arrostita come l’ha preparata Alessandra del blog Le Pappe Kitchen (che io adoro!).
Quello di Alessandra, lo confesso pubblicamente, è stato tra i primi blog di cucina che ho seguito da ‘non-blogger’ e le sono particolarmente affezionata..tra l’altro ho piacevolmente scoperto, una volta conosciuta, che è anche molto simpatica e disponibile, una bella persona.
Beh, tornando alla sua verza arrostita, è fantastica.
Io ci ho messo sopra anche del formaggio primosale a fine cottura, che si è sciolto un pochino, una bella grattugiata di pepe verde ed è diventato quasi un secondo.
Buonissimo!


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Pane & Lievitati/ Salato

Pane al farro e farina integrale con aglio e prezzemolo

Oggi post velocissimo!
Mi sono messa a fare pulizie e non mi sono resa conto del tempo che passava…
Aiuto!
Tra poco arriva mio marito e non ho ancora pensato a cosa preparare per pranzo!
Vi è mai successo?
Ok, ho improvvisato una cosa velocissima, cous cous, melanzane grigliate…tutto di corsa, ma il sapore era ottimo.
Comunque tornando alla ricetta.
Questi panini profumatissimi (se vi piace l’aglio..) che ho fatto con le mie farine, alternative alla 00 e/o manitoba e che sono spariti in un nanosecondo.
Semplici e buoni, anche da mangiare da soli.
 

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Primi piatti/ Salato

Halloween? Ma anche no. Pizzoccheri alla zucca, nocciole (de ‘noantri) e pecorino

 

Halloween…Spero mi scuserete, ma non avevo molta voglia di fare dolcetti a tema quest’anno.

Pensare che lo scorso anno mi sono prodigata nella produzione di ‘dita di strega’, ‘cimitero di brownies’ con tanto di scheletrino appoggiato e lapidi spostate, ‘muffin ragnetto’, ‘biscotti zucca’…

Insomma ho lavorato una giornata intera per una festa tra bimbi, ma quest’anno no, non ce n’era la voglia.

Devo confessarvi che questa festa ‘indotta’ non mi fa impazzire, semplicemente non fa parte della nostra tradizione, quindi, a parte il divertimento nel creare dolcetti, quello c’è sempre e comunque, non la sento mia, punto.

Ma la zucca si che la sento MIA, eccome!

Solo che non ci ho intagliato occhi e bocca, eh no!

Io l’ho cotta al vapore e ne avevo accumulata un bel po’ nel frigorifero…pertanto, dato che c’era voglia di pasta, ho aperto la dispensa ed ho trovato questa scatola di pizzoccheri, un po’ nascosta dietro ad altre confezioni, che aspettava solo di essere sistemata.

Adoro la ricetta originale dei pizzoccheri, verza,  patate, formaggio…cremosa, avvolgente. Che tra l’altro ho mangiato, buonissimi, non in Valtellina, ma in un ristoro dalle parti di Vittorio Veneto, al Ristoro S. Augusta, che per la precisione si trova a Serravalle lungo un bellissimo percorso al Santuario omonimo. Ma questo è un altro discorso.
Mi piaceva l’idea di usare questa pasta grezza, ruvida in un altro modo. Secondo me, insieme alla morbidezza della zucca e della ricotta ci stanno davvero bene, le nocciole ed il pecorino sardo poi (acquistato quel sabato mattina in giro a Treviso)  hanno dato il tocco croccante e salato che ci voleva.

A noi è piaciuta tanto, provatela e poi mi dite!

Poi i dolcetti….Eli, io te lo avevo detto che avevo la zucca cotta nel frigo, ricordi?

Quindi come omaggio a te carissima, ho rifatto i tuoi dolcetti che sono buonissimi  SWEET PUMPKIN di Eli un po’ a modo mio.

 

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Salato/ Secondi di pesce

Sempre di corsa … Sgombro al forno speziato con erbe provenzali e pistacchi

 

In questi giorni sono di corsa.
Arriva il freddo, non ho finito il cambio dell’armadio, devo mettere via i gerani e le altre piante che temono il freddo, dovrei lavare tutte le tende e finire di pulire anche i termosifoni (che pXXXe pulire i termosifoni, odio farlo!) ché altrimenti non serve a niente lavare le tende, dovrei anche svuotare la credenza e lavare tutti i bicchieri e i piatti al suo interno, ché quelli verso il fondo del mobile iniziano ad assumere un colore opalino, poi ho un po’ di lavoretti di bricolage parcheggiati da oltre un mese in attesa di essere considerati seriamente, vorrei anche aggiornare il blog ogni giorno perché mi sta dando molto, tante emozioni, nuove conoscenze, nuove amicizie, ma devo anche cercare di concretizzare qualche progetto che ho per la testa, ché il tempo passa…
Le cose da fare sono sempre tante e il tempo passa tanto, troppo veloce, i giorni, le settimane, mi volano…
Se ci penso, a come passa veloce il tempo, mi deprimo e non mi va davvero di deprimermi, c’è già il cambio dell’ora e la luce in meno a disposizione a farmi girare un po’ le scatole.
Ma come fanno nei paesi nordici a vivere con così poca luce in inverno?
..il mese che io preferisco in assoluto è giugno perché hai ancora tutta l’estate davanti ed il sole tramonta tardissimo, uscire alle nove di sera ed avere ancora luce è fantastico…
Pensandoci però, questa mattina, davanti a casa mia, c’era un cielo stranissimo, bello da togliere il fiato.
Un muro di nuvole sopra ed una fetta di sereno sotto che illuminava in lontananza le montagne già innevate…tanto bello che l’ho fotografato…che vi devo dire, tutto sommato, anche l’inverno che sta arrivando sarà bello.
Ma passiamo alla ricetta.
Forse qualcuna/o l’ha già capito o lo sospetta, ve l’ho già parzialmente confessato con le farine che uso…sono per un’alimentazione meno raffinata e più naturale possibile. Raffinata nel senso di industrializzata.
Oggi vi propongo un piatto davvero semplice, ma molto, molto sano.
Lo sgombro, che ho trovato fresco, pescato e della giusta dimensione è’ un pesce povero ma ricco di omega 3, acidi grassi e potenti antinfiammatori, di cui sono ricchi anche il salmone e le sardine.
Un pesce che fornisce proteine di elevata qualità.
Cotto in modo semplicissimo, con tante erbe e spezie, al forno.
Servito con due contorni tutta salute: i ceci, ricchi di fibra e nutrienti, favoriscono anche l’abbassamento del colesterolo e della glicemia e i broccoli, ortaggio che ha moltissime proprietà antinfiammatorie e antitumorali.
A tutta salute amiche/i!
Che è la cosa più importante!
 

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Antipasti/ Salato

Parmigiano Reggiano night! Muffin al Parmigiano Reggiano, zucca e semi di zucca.

  
Oggi si svolge la Parmigiano Reggiano Night, la prima cena web 2.0 (info qui) un’iniziativa che il Consorzio di tutela ha organizzato per oggi, 27 ottobre, al Salone del Gusto di Torino.
Ho letto questa notizia in diversi siti di blogger amiche e mi è subito sembrata una cosa molto bella.
La Parmigiano Reggiano Night ha lo scopo di dare un sostegno morale, ma non solo, alle famiglie coinvolte dal sisma.
Tutti gli amanti del Parmigiano Reggiano, da nord al Sud Italia, sono dunque invitati a partecipare inviando una ricetta da loro preferita che abbia tra gli ingredienti principali il Parmigiano Reggiano, oppure scegliendola tra le numerose proposte nel sito di Parmigiano Reggiano.
Se volete cimentarvi in qualcosa di più elaborato potete provare a preparare la ricetta di Massimo Bottura, uno dei più grandi chef del mondo e, tra l’altro, originario dell’Emilia Romagna, che ha ideato una ricetta esclusiva per questa iniziativa, il Risotto cacio e pepe.
Qui il video della presentazione: http://youtu.be/iJMOGSRWe6w
Sono invitati a partecipare tutti i cittadini italiani, preparando una ricetta e a condividerla, fotografando il piatto e postando le immagini sulla pagina Facebook dedicata, all’indirizzo: https://apps.facebook.com/parmigianonight/.






A dire il vero era difficile decidere cosa fare perché il Parmigiano è un prodotto che mi piace tantissimo, che ho sempre nel frigorifero e uso molto in cucina,  ma alla fine ho deciso di preparare questi muffin che sono velocissimi da fare e davvero molto gustosi, accompagnati da degli affettati ma, secondo me, anche soli soletti.

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