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Salato

Primi piatti/ Salato

Reginette con zucca e radicchio rosso di Treviso

 
In questi giorni ho poco tempo.

E mi dispiace tanto perché non riesco a venire a farmi i miei consueti giretti nei vostri blog, o meglio cerco di farli anche se ad orari improbabili.
Adesso, ad esempio, mentre sto scrivendo il post sono le 23.30,  arriva sera che manco me ne accorgo, ma capita anche a voi?
Mi spaventa un po’ la velocità con cui passa il tempo, le giornate e con le giornate le settimane e i mesi, gli anni…
Beh, lasciamo stare, meglio che io pensi ad altro altrimenti mi deprimo seduta stante!
Se qualcuna di voi ancora non lo sa, mi permetto di comunicarvi che è nato Lorenzo, il bimbo di Federica del blog La Cucina di Collefiorito, 3,650 Kg di bimbo!
La nascita di un bambino è qualcosa di magico, io mi emoziono sempre e non potevo resistere senza dare il mio più sincero ed affettuoso!
BENVENUTO a  LORENZO! Brava mamma Fede!
La pasta di oggi.
Avevo questi due pacchi di pasta arrivati con il mio Kit di benvenuto  di Gente del Fud, ricordate?
Mi mancava solo il tempo di ‘sistemarli’….ecco vedete che è sempre una questione di TEMPO????
Inoltre c’è da dire che causa luce mancante e reflex, purtroppo, ancora nella mia wishlist…le foto io devo farle entro le 15.30/16.00..quindi a volte mi risulta davvero difficile preparare quello che vorrei. Perché un dolce lo puoi anche fare la sera e fotografarlo la mattina, di fretta..ma la pasta no..la pasta la devi preparare (fotografare supervelocemente) e mangiare subito.
Ma intanto le reginette, o Mafalde Corte le ho preparate.
Come ringraziamento a Garofalo per il loro benvenuto nella community di blogger, ho deciso di prepararla con il radicchio..’na radicchiona come me poteva fare altrimenti??? 😀
La ricetta originale proviene sempre dal libro “Un fiore d’inverno nel piatto”, da me leggermente modificata.
L’abbinamento con la zucca secondo me è perfetto, la cosa che io ho eliminato è il latte in cottura, ho preferito mantecare alla fine con pochissimo burro e lasciare che il condimento fosse costituito solo dai fondi di cottura dei due ortaggi.
Spero vi piaccia!

 

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Salato/ Secondi di carne

Lonza di maiale al latte – ‘Porseo al latte’

 

La giornata di ieri è iniziata malino.
Nel senso che ‘polpettina’ aveva la febbre da sabato sera e, ovviamente la domenica si prospettava a casa…
Poi al risveglio, la pioggia, ancora.
Va beh dobbiamo comunque rimanere a casa ma la pioggia ha rotto però.
Avevo un po’ di cose in sospeso da fare e ne ho approfittato.
Negli ultimi due giorni non ho avuto nemmeno il tempo di gironzolare un po’ per i blog amici, e nemmeno di controllare la posta in arrivo…infatti…ma che figura! CHE FIGURACCIA!
Non ho nemmeno visto il messaggio di Nus de L’Ennesimo Blog di Cucina che mi diceva di passare da lei. Ho vinto il suo contest!
Ho vinto il contest e me ne sono accorta dopo due giorni…ma che figura …
Tardi, lo so, ma ci sono arrivata Nus!
Sono felicissima di aver vinto con la ricetta del Gratin di rana pescatrice (qui), davvero felice!!!
Per tutto il mese Nus ospiterà le ricette vincitrici nella sidebar del suo blog!
Beh, grazie, grazie, grazie!
Oggi vi propongo  una ricetta veneziana, che mi piace molto.
La lonza arrosto, al latte.  In veneziano Porseo al latte.
E’ semplicissima da eseguire. L’importante è far marinare la carne nel vino per parecchie ore e poi farla cucinare davvero lentamente nel latte.
Ricetta presa da un libro che ho da parecchio tempo, si chiama ‘Sapori del Veneto – Le ricette classiche’ di Rosalba Gioffré.
Vi lascio alla ricetta ed alle foto, augurandovi di tutto cuore un buon inizio settimana!

 

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Primi piatti/ Salato

Risotto affumicato alla polvere di liquirizia

Sapete cos’è uno ‘swap party’  vero?
Letteralmente in italiano significa ‘scambio’, ‘baratto’.
Vanno molto di moda ultimamente.
A me onestamente non piacciono molto gli scambi di abiti ed accessori…solo l’idea di indossare i vestiti dentro cui ci ha vissuto, sudato e chissà cos’altro ha fatto qualcun’altra, mi mette abbastanza a disagio…si, sono leggermente schifiltosa su queste cose, lo so.
Non ho mai amato nemmeno scambiarmi vestiti con le amiche, finché si tratta di una borsa ok, la posso prestare ma altro no, non mi va.
Mi ricorda il fastidio che provavo quando andavo a giocare a bowling e dovevo infilare le scarpette in cui ci avevano infilato centinaia di piedi sudaticci, o gli scarponi da sci a noleggio…
Ma a voi non da fastidio? A me tantissimo, davvero.
Ritornando al mio SWAP, mi piace molto farlo di generi alimentari con le amiche.
Parlavo con la mia amica Susy, di cibo e ricette.
Lei mi raccontava che non trovava il cardamomo, che aveva visto su alcune ricette nel mio blog, e mi parlava con entusiasmo della polvere di liquirizia che io da tempo cercavo per preparare ‘sto benedetto risotto… e quindi, secondo voi, cosa abbiamo fatto?
Ma un food-swap!
Io le ho portato un cestino di cachi (ve l’ho detto che l’albero quest’anno è stato super generoso..), un  sacchetto di nocciole (sempre del nostro albero) ed il cardamomo, in cambio lei mi ha portato della polvere di liquirizia e della crema di pistacchio pura con la quale devo iniziare a sperimentare qualche ricettina che mi frulla nella testa.
Troppo bello! Così si che mi diverto un sacco!
E i vestiti, no. Scusate, ma quelli non riesco a scambiarli.
Poi, sinceramente, considerata la mia età, ormai il vintage ce l’ho già in armadio!
Parlando della ricetta, io in realtà avevo in mente il risotto al limone con la liquirizia, Susy però mi ha consigliato questa.
E’ meraviglioso. Un risotto semplicemente meraviglioso. Grazie Susy!
Voi provatelo e poi mi dite cosa ne pensate!
Quello al limone è solo rinviato, ad uno dei prossimi post!
Ciaooooooo!


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Salato/ Secondi di pesce

Dura fare il giudice. Stufato di seppie e topinambur

 
Allora, io ve lo confesso.
E’ stata dura, davvero dura.
Sapevo che sarebbe stato un compito difficile. Per questo ho seguito il blog di Morena durante tutto il mese, visionavo le ricette un po’ per volta e pensavo che in questo modo sarebbe stato più semplice poi decidere.
Non è stato così, è stato difficile comunque.
Sto parlando del mio ruolo di giudice insieme a Monica (in quanto vincitrici del contest del mese scorso su Muffin e Cupcake)del contest di Morena in Cucina – La Mela.
Tante belle ricette, anche molto originali e ho faticato non poco a decidere.
Del resto dovevo nominare solo 3 di voi…
Spero di averlo fatto nel migliore dei modi. Vi posso assicurare che l’impegno ce l’ho messo tutto, ho letto e guardato una per una tutte le 103 ricette…mi ci sono volute più di due ore…
Insomma, complimenti a tutti/e e vinca la ‘MELA’ migliore!!!
Passiamo alla ricetta.

Questa l’ho pescata su un ‘La Cucina Italiana’ di Gennaio 1996, l’avevo contrassegnata con un bel post-it che faceva capolino nell parte alta del giornale.

Faccio questo per segnare le ricette che voglio fare, in poche parole, sto tanto attenta a non consumare e sprecare la carta e poi finisce che forse sono la maggiore consumatrice di post-it del Triveneto, post-it ovunque, siamo fatti anche di contraddizioni…

Comunque, piaciuta tantissimo e soprattutto facile da far paura, soprattutto se riuscite a trovare un pescivendolo umano che vi fa trovare le seppie già eviscerate e prive degli occhi, togliere il becco poi è un giochino da ragazzi.
Provate e poi mi dite!
Buona giornata!

 

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Primi piatti

Crema di radicchio rosso di Treviso e ricotta e Gente del Fud

  

E’ arrivato!  Il mio kit di benvenuto nella community di Gente del Fud.
Avete presente i bambini con il regalo da scartare? Uguale.  
Ringrazio davvero tanto Giorgio Marigliano e Valentina per l’accoglienza.
Mi sembra davvero di entrare in una grande famiglia.
Ho ammirato questo progetto del Pastificio Garofalo fin dall’inizio.
Trovo che voler riscoprire prodotti dimenticati, sostenere le eccellenze del nostro territorio, è ammirevole.
Poi, il coinvolgere nel progetto i food-blogger, e questo anni fa, quando il fenomeno era ancora agli esordi, secondo me è realmente avere la capacità di guardare avanti.
Farne parte, per me, è un onore e desidero davvero dare il mio contributo a questo bellissimo progetto.
Intanto mi godo il mio kit….e sono felice!!!
Ma davvero pensavate di poter iniziare la settimana senza il radicchio?
Eh no!
Oggi ve lo schiaffo dentro ad una crema, o vellutata, come la volete chiamare.
Una cosa è certa, credetemi, è davvero buona, avvolgente e sostanziosa.
Io ho preso spunto da un bellissimo libro di ricette dedicato interamente al radicchio di Treviso, “Un fiore d’inverno nel piatto” (qui), ho rispettato abbastanza la ricetta, purtroppo per mancanza di tempo e prole molto affamata, non ho filtrato la crema dopo averla frullata con il mixer, le esigenze della famiglia mi hanno costretta a rinunciare alla perfezione estetica.
Nel libro questa crema è presentata dentro ad una coppa di pane, bellissima.
Buona giornata amici!

 

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Primi piatti/ Salato

La semplicità. Tortiglioni di grano khorasan allo zafferano e funghi pleurotus

  



Non è necessario spendere un sacco di soldi per preparare un piatto con i funghi.
A me piacciono davvero tutti i funghi, anche i pleurotus, che qui in Veneto chiamiamo con un nome buffo, ‘sbrise’.
Certo, i porcini sono meravigliosi, ma i pleurotus mi sorprendono sempre. Sono buoni, economici e si trovano in commercio per buona parte dell’anno.
Si prestano alla preparazione di tanti piatti, nei primi, ovviamente come contorno, ma anche come secondo.
Si! Avete capito bene, come secondo.
Mia mamma, quelli più ciccioni e grandi li preparava e li prepara tuttora panati, esattamente come una cotoletta ed il risultato è una finta-bistecca vegetale buonissima.
Hanno incredibili proprietà dimostrate. Ve ne riporto solo alcune trovate nel web, altre info se vi interessa qui.
“Il fungo Pleurotus ha numerose interessanti proprietà biologiche dimostrate: elimina il Colesterolo “cattivo LDL” in eccesso, aumenta invece il Colestrolo buono HDL. Contrasta e riduce le placche di arteriosclerosi. Fa pulizia dei grassi nel sangue, nel fegato ed anche nelle pareti delle arterie. Questa proprietà deriva dalla lovastatina di cui è ricco. E’ un ottimo epatoprotettore. E’ un fludificante del sangue, perchè riduce l’aggregazione delle piastrine.”


 
Ho dei ringraziamenti da fare.
Voglio ringraziare Lalexa del blog Pappa Geniale
per aver pensato a me ed al mio blog per il premio Simplicity.
 
Ritiro il premio solo con il cuore e rispetterò soltanto le prime due regole, perché la terza, come ho già spiegato in altri post, mi riesce difficile da rispettare, non mi sento di scegliere alcuni blog e tralasciarne altri, scusatemi, spero di non offendere nessuno.
Rispondere alla domanda cos’è la semplicità:
E’ una giornata normale, come tutte le altre, sono le mie bambine che mi abbracciano, le mie mani che impugnano una spatola per mescolare l’impasto di una torta, è lo sguardo del mio cane che mi parla, è il tramonto semplice e meraviglioso che ho fotografato qualche sera fa e che dedico a te Lalexa ed a tutte le amiche/i che ho conosciuto grazie a questa bellissima esperienza che si chiama blog.
Dedicare un’immagine a chi ci ha donato il premio.

 
 
 
Non è semplicemente splendido?
 
 
 

 

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Salato/ Secondi vegetariani

Di riciclo. Polpette speziate di quinoa e sedano rapa

 

Oggi polpette.
Ma delle polpette, come dire, alternative?
Avevo sbirciato una ricetta di polpette con la quinoa sfogliando una rivista nella sala d’aspetto del mio dentista, ma non ho avuto il tempo di scrivermi qualche appunto.
E’ troppo preciso il mio dentista con gli appuntamenti.
Non mi ricordavo gli ingredienti, così ho dovuto sperimentare un po’, anche per necessità di dispensa. A volte dal bisogno di smaltimento e riciclo escono cose deliziose.
La quinoa mi era avanzata, il sedano rapa, onestamente, c’è finito dentro perché era bell’e pronto trifolato e mi pareva ci stesse bene insieme. Infatti.
E sapete cosa vi dico? Buone.
La quinoa si presta davvero a tante preparazioni, e nella polpetta..hi!hi!hi!hi! (…ghigno malefico di mamma..) se la sono mangiata anche le due pesti.
Io le ho cucinate al forno.
Primo perché non friggo tantissimo, odio l’odore di fritto che invade la casa.
Secondo perché le polpette cotte al forno mi piacciono.
Diventano belle croccanti fuori, rimangono morbide dentro e si possono mangiare più spesso perché più leggere di quelle fritte.
E nel piatto, cosa vedete ancora, cosa vedete?
Il radicchio tardivo!
Arriva il freddo e con il freddo, anche LUI!
Non l’ho nemmeno condito per la foto. A dirvi la verità è buonissimo anche così, senza nessun condimento.
Adesso preparatevi perché ve lo troverete spesso qui da me, forse troppo spesso, ma dovete sopportarmi perché io da ora a fine stagione ce l’avrò sempre in casa!
Spero non la prendiate come una minaccia.
Buona giornata gente!

 

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Primi piatti

VELLUTATA DI ZUCCA, RICOTTA E PORCINI

 



Avete passato un buon fine settimana? Spero di si! 

Il mio è stato abbastanza movimentato…tante cose da fare e poco tempo tra le mura domestiche.
 
Non ho avuto infatti molto tempo per cucinare, mi rifarò durante la settimana.
Tra l’altro ho comperato un altro libro di dolci, io per un periodo non ci devo più andare in libreria, altrimenti mando in rovina la famiglia. Davvero.
Tentazione peggiore delle scarpe per me, i libri. Soprattutto quelli di cucina.
La ricetta di oggi. 
Una vellutata che adoro, l’avrete già vista in tanti altri blog e riviste, non è una cosa nuova, l’abbinamento zucca e porcini è ben consolidato! 
Vi lascio la mia versione, che arriva da un numero de La Cucina Italiana del 2002. Io la preparo con qualche piccola variante (la ricetta originale prevedeva la zucca rosolata nel vino bianco, il burro e l’aggiunta di coppa a dadini rosolata in padella) l’ho alleggerita un po’, a me piace così!

Ciao gente!

Secondi di carne

Di cavoli, cavoletti. Gratin di pollo, cavoletti di Bruxelles, zucca e mandorle

Si, lo so che fanno una puzza tremenda quando li si cuoce.
Io sinceramente non divento nemmeno matta con rimedi casalinghi per evitare si formi l’odore, sapete che vi dico?
A me piace l’odore del cavolfiore, ma anche del broccolo, della verza e dei cavoletti, mi devo sentire strana?
Mah?
E non mi è mica sempre piaciuto però! Tanto per ritornare a parlare di come cambiano i giusti crescendo.
Quando ero ragazzina e, tornando a casa sentivo questi (all’epoca per me) olezzi nell’aria, sarei volentieri tornata fuori, li detestavo, davvero.
Poi me le mangiavo le verze con le costine, ma l’odore…
Adesso invece non mi disturba per niente, una cosa che mi dà un fastidio terribile invece è svegliarmi la mattina desiderando solo e soltanto il mio caffelatte con le fette biscottate e la marmellata e trovare in cucina l’odore di bistecca della sera precedente, questo si lo detesto davvero.
In ogni caso, se anche vi da noia questa cosa dell’odore, trovate qualche stratagemma, magari cucinandoli la mattina ed arieggiando la cucina, ma mangiatene tanti perché fanno bene e sono grandi alleati contro tante malattie, anche molto importanti.
N.B è confermato: odio fare le foto alle pirofile. Io mi ci sto applicando, ma sono lunghe, non sai se prenderle frontalmente, se solo una parte, C’è qualcuno disposto a darmi dei suggerimenti sulle foto a robe lunghe tipo pirofile o plum cake?? Ogni suggerimento sarà molto gradito!
Vi auguro uno splendido fine settimana, io comunque conto di essere qui a qualche ora.
Ciao gente!

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Salato/ Secondi di pesce

Di sarde, finite! E moscardini in umido con lenticchie mignon

 

Questa è davvero bella.
Mi sono recata in pescheria perché volevo acquistare delle sarde fresche e, dopo aver fatto una bella fila con il mio bel numerino tra le dita, arriva il mio turno e le sardine?
Finite.
Un signore anziano, prima di me, non so quanti cavolo di chili ne ha acquistate e sono finite.Vabbè. Vedo il cartello “Polpi pescati nel Mar Mediterraneo”.
Ok! Perfetto, faccio la ricetta di mia mamma con le lenticchie.

Arrivo a casa e di cosa mi accorgo?…sono dei moscardini, belli grossi, ma sono moscardini.

Chiariamo subito le cose, perché conoscere le materie prime non è cosa scontata evidentemente: il polpo (non polipo, se lo chiamano così sbagliano, il polipo è un’altra cosa) ha 8 tentacoli e 2 file di ventose simmetriche (attenzione, simmetriche!), mentre il moscardino ha solo una fila di ventose.

Il polpo è parente di seppie e calamari (…che però hanno 10 tentacoli!), poi c’è anche da sapere che i polpi più grandi vengono chiamati piovre….sono la stessa identica cosa, ma sono più grossi.

Mi chiedo, ma in una pescheria non le dovrebbero sapere ‘ste cose? Mah…

A me è andata bene anche così, per carità, perché i moscardini vanno anche meglio ha detto mia mamma, però…

Torniamo ai folpeti, ché a Venezia li chiamiamo così!

Se vi capita di farvi un giro nella città a forma di pesce, recatevi in un’osteria (bàcaro) e troverete tra i tanti cicheti, i folpeti lesi (moscardini lessi).

Vengono lessati esattamente come nella ricetta sotto (se vi va ci sta bene dell’alloro nell’acqua di cottura) ma senza privarli delle interiora…si avete capito, si mangia tutto, tutto.

Questa ricetta, che a me piace davvero tanto, non credo sia veneziana onestamente…devo ricordare di chiederlo a mia mamma, perché l’ho rubata a lei.

Ha davvero un suo perché abbinarci una buona polenta morbida.

 

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Primi piatti/ Salato

Cibo ‘confortante’. Risotto con topinambur e formaggio Morlacco

  

Io il topinambur ho imparato a conoscerlo grazie a mia mamma, che è curiosa da sempre e prova a cucinare praticamente tutto quello che non conosce.
Mi piace tantissimo.
A casa nostra si mangiano prevalentemente nel risotto o come contorno ‘trifolati’, ma si presta a tante altre preparazioni, sia nei primi che come antipasto o contorno.
Tra l’altro si può mangiare anche crudo, cosa che non ho ancora provato a fare…
E’ un tubero che ha un ottimo sapore, che ricorda leggermente il carciofo ma come consistenza si avvicina più alla patata. Ne esistono due varietà, la bianca precoce che si trova in commercio da fine agosto e la bordeaux che si trova invece in commercio da ottobre fino ad inizio primavera.
E’ un ortaggio dotato di preziose virtù nutrizionali, particolarmente indicato nelle diete ed è davvero utile per la salute e il benessere intestinale.
L’unica nota dolente è che, essendo tutto bitorzoluto ci si mette un po’ a sbucciarlo ed è necessario utilizzare il coltello perché l’attrezzino furbo con il quale sbuccio tutti gli altri vegetali (..e che ho acquistato dalla mia ‘spacciatrice di cocottine’, vero Dani? … ), con lui non funziona…
Per ovviare al problema di solito cerco di acquistare dei tuberi abbastanza grandi e regolari  nella forma così il compito diventa più semplice, veloce e se ne butta via molto meno…
Ma passiamo alla ricetta di questo risotto, anche questa è per due persone.
Questo perché è realmente quello che mangiamo a casa e, quando le bimbe mangiano a scuola a pranzo, ovviamente la ricetta la posto per due persone.
Per cui a volte trovate ricette per 2 altre volte per 4, insomma portate pazienza…
Ho pensato di abbinarci un formaggio tipico delle malghe, il Morlacco, che è abbastanza morbido con un gusto salato ma delicato e che ha mantecato bene il riso, rendendolo cremoso senza doverci aggiungere il burro.
E’ un piatto ‘confortante’. L’italiano è una bella lingua, non trovate?
So che fa fico e mi verrebbe anche facile chiamarlo ‘comfort food’, visto che le lingue straniere fanno parte della mia formazione professionale, ma oggi ho voglia di rendere un po’ di giustizia al nostro idioma, ché in questo momento, noi italiani, di darci ‘na pacca sulla spalla e dirci anche che siamo belli e bravi ne abbiamo bisogno!
Ciao gente!

 

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