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pensieri

Salato

Fusillotti mazzancolle e peperoni arrostiti … e salicornia, ma non tutto insieme!


E’ tutto vero.

Quello che si dice del trasloco.

E’ faticoso. Tanto faticoso.

Tutti quegli oggetti da impacchettare, abiti da riporre, cose da scartare, la confusione, la stanchezza…

Ma poi, dopo giorni, settimane, mesi anche, a sistemare, dipingere, smontare, cucire, incollare, inventare…finalmente la casa prende forma.

Si eliminano cose superflue e si tengono solo quelle che meritano nuova vita, magari con un recupero creativo e casalingo.

Allora la stanchezza se ne va ed arrivano nuove energie.

E’ così che mi sento ora, anche se le ferie ancora non le abbiamo fatte, non sono stanca.

Si, non ho una manicure perfetta, altro che french….c’è l’aiuola aromatica da sistemare, c’è da dipingere, da cucire, incollare…beh anche cucinare ché mica è chiusa la cucina qui!

E vedere una libreria, smontata, ridipinta, rimontata e riempita mi dà soddisfazione.

Vedere pian piano i libri al loro posto, le tende appese, l’erba del giardino che si riprende, le bambine felici per le loro nuove camerette, i nostri amici pelosi a loro agio, il poter finalmente cenare fuori tutte le sere, beh, mi dà carica.

E la luce. La luce che c’è qui mi riempie gli occhi, mi fa felice.

 

Questa pasta, anzi una di queste due, nasce un po’ per caso.

I peperoni adesso io li compero e cucino spessissimo. E’ il loro momento e io li adoro.

L’idea era di preparare la pasta con peperoni arrostiti e gamberi o mazzancolle.

Dal pescivendolo però, c’era questa benedetta piantina che mi guardava, io gli chiedo ‘Scusi, ma questa è la salicornia?’,  lui, ‘Si signora, è un’alga che mi arriva pochissime volte l’anno, la provi, va sbollentata e ci può fare la pasta o il risotto’ potevo non provarla? Ne avevo già sentito parlare, ma non l’avevo mai trovata in vendita. (e comunque NON è un’alga..)

Una volta a casa ho seguito le indicazioni del pescivendolo, sbollentandola per circa 8 minuti, ma dopo essermi consultata con le mie amiche BLOGGALLINE, la carissima e preparatissima Ada del blog Siciliani creativi in cucina, mi dice che è davvero troppo, che va cucinata molto meno e che è buonissima anche cruda.

Allora, che ho fatto?

Ormai quella me la sono mangiata com’era, un pochino stracotta…

Ma sono tornata a prenderne un altro mazzetto, e con le mazzancolle tenute da parte ho preparato la pasta cucinandola molto meno.

Confesso, ho provato  a mangiarla cruda come consigliato da Ada, ma per me è troppo forte il gusto, ho preferito sbollentarla per un paio di minuti.

Che dirvi, se siete curiosi è da provare, quindi se vedete una pianta carnosa nel banco del pesce chiedete lumi, probabilmente è lei!
Tante amiche stanno partendo per le vacanze e colgo l’occasione per salutarle.

Divertitevi, riposatevi, ridete, mangiate bene, fate tutto quello che vi piace di più.

La prossima settimana siamo in partenza, ma io cercherò di seguire il blog…non assicuro nulla, ma forse sarò qui.

BUONE VACANZE!

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Salato/ Secondi vegetariani

Parmigiana di melanzane

 No, non mi piacciono affatto i furbetti.

Quelli che cercano di passarti davanti mentre sei in coda.

Quelli che cercano di ottenere qualcosa non per merito o per diritto ma semplicemente perché si credono più scaltri degli altri, anche nell’ambito lavorativo, ne avete mai incontrati?

Se poi parliamo di quelli che rubano, allora mi infurio.

E’ successo qualche giorno fa, l’ennesimo blog furbetto che ruba foto e ricette (lavoro completo insomma) a brave ed oneste blogger, per schiaffarle nel proprio.

Non è piacevole trovare il proprio materiale, ricette e foto a cui tra l’altro era stato tolto il logo, in un altro blog, senza aver ricevuto ovviamente nessunissima precedente e dovuta richiesta.

Il materiale che una persona pubblica nel proprio blog (leggasi ricetta e foto nel caso di blog di cucina) può essere utilizzato ad uso domestico.

I.e.: te la copi e te la provi a casa tua.

Ma è scritto bello chiaro nei vari blog che il materiale è di proprietà dell’autrice e che non è possibile utilizzarlo pubblicamente senza previa e dovuta richiesta.

Se poi la furbetta/o  in questione elimina pure il logo dalle foto e non mette alcun link al blog da cui ha preso il materiale allora la faccenda prende risvolti antipatici assai.

Se aggiungiamo che il blog furbetto è pieno zeppo di pubblicità e che probabilmente il blog è stato aperto solo per farci soldi, allora fa pure arrabbiare, e molto.

Insomma cari furbetti e care furbette del web culinario, nei blog si postano proprie ricette, è chiaro?

Se non è chiaro ve lo spiego io.

Si va a fare la spesa con i propri soldi, si torna a casa e ci si mette ai fornelli con qualche idea. Poi si prepara il set fotografico e si fa aspettare la prole ed il consorte per fare foto da pubblicare.

Poi ci si mette al PC e si scrive, la ricetta in primis, facendo attenzione a non sbagliare nello scrivere le dosi ed il procedimento,  poi si scrive pure un post di introduzione, qualcosa di carino, divertente, di attualità. Insomma ci vuole tempo, e passione.

Cosa che voi cari furbette e furbetti del web culinario non avete.

Si, lo so, non è una ricetta originale.

Ma adoro la parmigiana di melanzane, d’estate la preparo spesso.

La ricetta originale le vuole fritte, e non che il fritto non mi piaccia eh!

Ma con le melanzane grigliate è più veloce da preparare, si sporca meno la cucina ed è anche più leggera.

Insomma, largo alle melanzane!

n.b. questa delle foto è la luce del nuovo giardino, mi piace!

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Antipasti/ Salato/ Secondi di carne

L’importanza di un sorriso. Involtini di cavolo verza con ricotta e soppressa

 


Il post di oggi nasce da una cosa che mi è accaduta ieri mattina.
Non ve l’ho ancora raccontato, ma da un paio di mesi sto prestando servizio presso un ufficio pubblico, al centralino ed accoglienza clienti.
Oggi, una ragazza che avevo salutato al suo ingresso, di ritorno dall’ufficio presso il quale si era recata, si è fermata allo sportello e mi ha detto che desiderava ringraziarmi.
Ringraziarmi?  “Per cosa?” ho detto io.
Per il mio sorriso. Ha detto proprio così, che è bello essere accolti con un sorriso e che non le succedeva spesso.
Sono rimasta allibita.
L’ho ringraziata, stupita in quel momento per la cosa.
Ma poi ho riflettuto.
Quante volte vi capita di entrare in un ufficio, in un negozio e trovare persone ‘ingrigite’ che non vi salutano, non vi guardano in viso mentre vi parlano….e un sorriso? Ma figuriamoci!
Io allora vorrei scrivere questo messaggio per le persone che lavorano a contatto con il pubblico, in negozio, in ufficio.…sorridere non costa nulla, fa bene alla muscolatura facciale, combatte lo stress, ci rende più belli, è terapeutico…
Il sorriso e la risata sono tra le attività più benefiche per la nostra salute ed il nostro benessere.
Quando ridiamo o sorridiamo il nostro cervello rilascia endorfine, gli ormoni della felicità, che hanno la capacità di alleviare il dolore ed equilibrare il tono vitale del corpo.
E ricordatevi che, oltre ai vostri occhi, anche la vostra voce ‘sorride’. Ché si sente chiaramente all’altro capo del filo se avete la palle girate e non fate nulla per nasconderlo. Non è simpatico per chi vi sta chiamando, per niente.
Quindi riflettete. Il sorriso fa bene, è contagioso, quando iniziate, non smettereste più….poi magari un giorno incontrerete anche voi una ragazza come quella che ha ringraziato me stamattina, illuminandovi la giornata!
Della ricetta vi dico poco.
Vado matta per tutte le crucifere.
Si, puzzicchiano un pochino quando le cuocete, ma fanno troppo bene alla salute per rinunciarci, per cui vale la pena arieggiare un po’ i locali pur di mangiarle!
Nel ripieno potete davvero mettere quello che volete.
Io amo la ricotta ed è un’ottima base a cui potete aggiungere funghi, la salsiccia, il macinato di carne, il pollo…è una ricetta un po’ svuota-frigo, ci si mette quello che avanza.
Non ci ho ancora provato, ma secondo me si presta molto bene anche per essere riempita con dei cereali.
Voi provatela e poi mi dite!
Buona giornata!
 

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Primi piatti/ Salato

Riflessioni sull’ignoranza. Penne integrali al topinambur, Casatella e semi di papavero



Sto guardando ‘Le invasioni barbariche’, ospite Tiziano Ferro.
Sta parlando dell’omosessualità, delle unioni gay.
Onestamente, io vorrei tanto che l’Italia fosse un paese meno ipocrita, meno ignorante.
Io ho amici gay, e sono persone meravigliose, normalissime.
Ho lavorato per un gay, ho avuto colleghi gay.
Detesto i pregiudizi, i pregiudizi portano alle classificazioni.
Questo è giusto, questo non lo è. Questo è normale, questo no.
In fondo non sono questi i pregiudizi che poi hanno condotto persone malate a compiere orrori come la Shoah?…
Vi racconto un episodio dello scorso anno.
Gli incontri di catechismo di Carola prevedono anche degli incontri tra genitori e parroco (…) durante uno di questi incontri il parroco parlava di ‘normalità’.
Spiegava (secondo lui…) cosa dire ai figli, cosa è normale, sempre secondo lui, e cosa no.
Ad un certo punto dice: “Vogliamo parlare dell’omosessualità? Al giorno d’oggi ce ne sono molti di omosessuali, ma non possiamo mica dire che sono normali!””EHH???” 
Io ho strabuzzato gli occhi nel sentire queste parole…
Di fronte ad una sala piena di genitori muti, gli ho chiesto se stava scherzando, con quale potere si arrogava il diritto di dire cosa è normale e cosa non lo è.
Gli ho spiegato che io mai e poi mai avrei insegnato a mia figlia che gli omosessuali non sono normali.
E che se un giorno mia figlia avesse scoperto di esserlo, avrei desiderato che si sentisse libera di parlarmene e di vivere la sua vita alla luce del sole, senza per questo sentirsi diversa, o doversene vergognare.
L’unico genitore che ha parlato mi ha detto “Beh, allora sarai anche d’accordo sul fatto che si possano sposare..”…ed io “E perché no, scusa?”.
Il parroco non mi ha risposto. Ha semplicemente cambiato discorso.
Certo, non tutti i preti sono uguali.
Poi sono semplici persone, e le persone sbagliano.
Ma, vi confesso, che la sola idea che venga delegata l’educazione etica e morale dei ragazzini a persone che la pensano ancora così mi terrorizza, nel modo più assoluto.
‘Ho un segreto 
Ognuno ne ha sempre uno dentro. 
Ognuno lo ha scelto o l’ha spento. 
Ognuno volendo e soffrendo 
E nutro un dubbio 
non sarà mai mai mai inutile ….
Ti verrò a prendere con le mie mani 
Sarò quello che non ti aspettavi 
Sarò quel vento che ti porti dentro 
E quel destino che nessuno ha mai scelto 
E poi l’amore è una cosa semplice e adesso..adesso…adesso te lo dimostrerò’

“L’amore è una cosa semplice”  Tiziano Ferro
Passiamo alla ricetta?
I topinambur ve li ho già proposti altre volte, mi piacciono tanto.
In questa pasta integrale, con la cremosità della Casatella erano davvero ottimi secondo me.
Ovviamente, potete anche usare un altro formaggio morbido, tipo lo stracchino ad esempio.
Vi auguro una buona giornata!
 

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Contorni/ Salato

Change your perspective. Cavoletti di Bruxelles all’arancia e semi di sesamo

  

Change your perspective
“abbiamo camminato sulle pietre incandescenti
 abbiamo risalito le cascate e le correnti
 abbiamo attraversato gli oceani e i continenti
 ci siamo abituati ai più grandi mutamenti
 siamo stati pesci e poi rettili e mammiferi
 abbiamo scoperto il fuoco e inventato i frigoriferi
 abbiamo imparato a nuotare poi a correre
 e poi a stare immobili….
 nessuno si disseta ingoiando la saliva
 ci vuole pioggia,
 vento
 e sangue nelle vene
 e sangue nelle vene
 e una ragione per vivere
 per sollevare le palpebre
 e non restare a compiangermi
 e innamorarmi ogni giorno ogni ora
 ogni giorno ogni ora di più…”
 
 
Voglio partecipare così al compli-blog della mia amica Elle del blog Limone & Stracciatella.
Questa canzone è perfetta per come mi sento in questo momento della mia vita.
Senza parlare del fatto che adoro Lorenzo Cherubini.
Lo stimo molto, come persona e come artista.
Ecco vorrei davvero non stare mai immobile.
Immobile a rimuginare su cose che non hanno affatto importanza.
Immobile e buttare via le giornate, la vita. Così preziosa.
Non voglio nemmeno compiangermi.
E voglio entusiasmarmi.
Voglio innamorarmi.
Ogni giorno di più.
Della mia famiglia.
Delle mie passioni.
Dei miei amici.
Dei miei difetti, si anche dei miei difetti, ché ormai fanno parte di me…
Di nuove esperienze.
Nuove avventure.
Nuove sfide.
Credo che questo atteggiamento possa giovare sempre.
Possa assicurare positività.
E sono più che certa che la positività possa portare nuove opportunità.
Io ci credo.
Felice compli-blog Elle!
My first giveaway
 
Ricettina?
Beh, che cavoli e cavoletti hanno ottime proprietà antiossidanti sono certa lo sapete già. Vero?
Questo è davvero un contorno semplice e veloce da preparare, che sono certa farà piacere i cavoletti anche a chi non ne ama il gusto un po’ amaro (io ne vado matta!).
L’arancia ci sta benissimo, e conferisce un aroma particolare che si sposa perfettamente con i semi di sesamo, insomma provatela!
Ci si mette più tempo a parlarne che a farla!
Buona giornata!



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Primi piatti/ Salato

Risotto ai broccoli, stracchino e mandorle croccanti

 
12.12.12 … che mai succederà oggi?
Alcuni dicono che oggi è un giorno speciale.
Forse oggi alcune persone si giocheranno una fortuna al gioco del lotto, altre si piazzeranno armati di telescopio ad osservare l’asteroide Toutatis che oggi passa molto vicino alla terra (non preoccupatevi, a distanza di sicurezza!), altre per paura che i Maya ci abbiano preso per il chiulo e temendo che la vera fine del mondo sia oggi, magari se ne staranno a casa, chiusi nel loro bunker con tutte le scorte alimentari. Si, si, ho letto che c’è gente che si è fatta il bunker, mah?
Comunque, se ci pensate è vero.
La data di oggi è certamente speciale, una data con numero triplice uguale, cosa che capiterà ancora tra un centinaio di anni, numero ghiotto per chi crede in queste cose.
In molte culture il 12 viene considerato il numero più sacro, in cui vengono compiuti molti riti iniziatici, a questo si aggiunge che i giorni triplici, come la data di oggi, simboleggiano dei portali d’energia perché hanno delle frequenze uniche, numerologi e sensitivi sostengono che questa magica giornata potrebbe rivoluzionare la giornata di molte persone, portando con sé fortuna e prosperità.
Quindi potrebbe simboleggiare un nuovo inizio, altro che fine del mondo!
Io preferisco pensarla così.
Pertanto, direi che oggi, alle ore 12, 12 minuti e 12 secondi, potremmo esprimere tutti un bel desiderio, e speriamo che ‘sti numerologi abbiano ragione, ché ne avremmo davvero bisogno di un nuovo inizio!
Bando alle chiacchiere, scherzi, ed alle profezie, oggi un risotto.
Semplice, sano, ed anche elegante secondo me.
Il broccolo si usa spesso nella pasta, ma ci sta benissimo nel risotto.
Volevo che le cimette rimanessero intere, non ridotte in crema pertanto le ho utilizzate crude e a fine cottura del riso erano perfette, cotte ma compatte.
Ho evitato di utilizzare il burro perché ho mantecato il riso con lo stracchino ed il Parmigiano Reggiano.
Tocco finale, la croccantezza delle mandorle. Ormai lo sapete che mi piace la frutta secca nei piatti salati, la uso spesso, fa bene e ha un suo perché.
Io vi auguro una splendida giornata e … CHE I NUMERI SIANO CON NOI!

 

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Primi piatti/ Salato

Let it snow. Zuppa di cavolo nero, patate e speck trentino

 


“Oh the weather outside is frightful,
But the fire is so delightful,
And since we’ve no place to go,
LET IT SNOW, LET IT SNOW, LET IT SNOW..”
 
E come avrei potuto aprire il post di oggi se non con questa canzoncina?
Mentre sto scrivendo, ore 23.05, qui a Treviso sta nevicando.
Le mie bimbe sono già a letto, ovviamente, il mio cagnolone è tutto raggomitolato sul suo tappetone e ronfa…
Non credo che domani ci sveglieremo con le strade imbiancate, forse è meglio così perché in città poi è anche una seccatura, strade impiastricciate, ghiaccio, ma adesso, guardare fuori dalla finestra e vedere tutti questi meravigliosi fiocchi scendere scompigliati dal vento, mi fa stare bene.
La giornata non è stata un granché, la mia ‘polpettina’ si è beccata l’influenza intestinale, quindi abbiamo fatto delle gran ‘corse’ al bagno per tutta la giornata…
Oggi Carola era a scuola per pranzo e piccina non ha quasi mangiato la poca minestrina che le avevo preparato, io ed il consorte invece ci siamo sbafati questa zuppa.
Era abbastanza piccante, di quelle che ti fanno passare il raffreddore!
Il mio consorte è abituato ai gusti, diciamo, ‘decisi’, quindi, quando posso, io ci ‘vado giù pesantina‘, di peperoncino!
Che dirvi del cavolo nero.
Sui cavoli, di ogni specie e colore, ormai è stato detto tutto, credo.
Sono ricchi di minerali, vitamine e antiossidanti e sono ideali per chi segue una dieta ipocalorica.
Ma lo sapevate che possono essere utili anche per allontanare la tristezza?
Io no. Non lo sapevo.
Alcuni studiosi sostengono che il mix dei suoi nutrienti, oltre ad avere effetti sulla salute, aiuti anche a contrastare la tristezza tipica del cambio di stagione.
In Autunno, quando le giornate si accorciano velocemente  e arrivano i primi freddi, questo prezioso ortaggio, aiuta a sostenere il buon umore e l’equilibrio biochimico del nostro organismo.
Con la paturnia di ieri meglio del cavolo nero, vi dico la verità non è che adesso mi senta molto meglio, ma magari pensandolo mi fa da placebo.
Scheri a parte, questa zuppa è buonissima!
 Vi auguro un felice week end!

 

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Salato/ Secondi di pesce

Di sarde, finite! E moscardini in umido con lenticchie mignon

 

Questa è davvero bella.
Mi sono recata in pescheria perché volevo acquistare delle sarde fresche e, dopo aver fatto una bella fila con il mio bel numerino tra le dita, arriva il mio turno e le sardine?
Finite.
Un signore anziano, prima di me, non so quanti cavolo di chili ne ha acquistate e sono finite.Vabbè. Vedo il cartello “Polpi pescati nel Mar Mediterraneo”.
Ok! Perfetto, faccio la ricetta di mia mamma con le lenticchie.

Arrivo a casa e di cosa mi accorgo?…sono dei moscardini, belli grossi, ma sono moscardini.

Chiariamo subito le cose, perché conoscere le materie prime non è cosa scontata evidentemente: il polpo (non polipo, se lo chiamano così sbagliano, il polipo è un’altra cosa) ha 8 tentacoli e 2 file di ventose simmetriche (attenzione, simmetriche!), mentre il moscardino ha solo una fila di ventose.

Il polpo è parente di seppie e calamari (…che però hanno 10 tentacoli!), poi c’è anche da sapere che i polpi più grandi vengono chiamati piovre….sono la stessa identica cosa, ma sono più grossi.

Mi chiedo, ma in una pescheria non le dovrebbero sapere ‘ste cose? Mah…

A me è andata bene anche così, per carità, perché i moscardini vanno anche meglio ha detto mia mamma, però…

Torniamo ai folpeti, ché a Venezia li chiamiamo così!

Se vi capita di farvi un giro nella città a forma di pesce, recatevi in un’osteria (bàcaro) e troverete tra i tanti cicheti, i folpeti lesi (moscardini lessi).

Vengono lessati esattamente come nella ricetta sotto (se vi va ci sta bene dell’alloro nell’acqua di cottura) ma senza privarli delle interiora…si avete capito, si mangia tutto, tutto.

Questa ricetta, che a me piace davvero tanto, non credo sia veneziana onestamente…devo ricordare di chiederlo a mia mamma, perché l’ho rubata a lei.

Ha davvero un suo perché abbinarci una buona polenta morbida.

 

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Pane & Lievitati/ Salato

Ogni promessa è debito! Crackers croccanti di grano khorasan e semi di zucca

 

Allora, dove eravamo rimasti?
Ah si, ecco!
Vi ho già anticipato ieri che domenica mattina, causa giornata davvero infelice, meteorologicamente parlando, ci siamo recati in libreria dove abbiamo passato un paio d’ore, e tra laboratori per le bambine, seconda colazione al caffè della libreria, alla fine siamo usciti tutti con un libro, a dire il vero io con due.
Quando l’ho visto sullo scaffale, ancora prima di aprirlo, ho pensato “E’ mio!”.
Forse è superficiale averlo pensato senza valutarne il contenuto, ma mi piaceva già dalla copertina, prometteva bene.
Ammetto che non conoscevo l’autrice e nemmeno il suo blog, mi perdonerà, ma ce ne sono talmente tanti ed nel suo ancora non ci ero capitata…comunque adesso che l’ho scoperta non la mollo più!
Lei è Antonella Scialdone del blog  Pappa-reale.net ed il libro che ho acquistato è il suo secondo libro “KAMUT 60 ricette per conoscerlo e utilizzarlo al meglio”.
Io la farina di grano khorasan già la utilizzo da parecchi anni, da quando ancora non si trovava nei supermercati ma si doveva acquistare in negozi di alimenti naturali e sfusa, ormai da circa 15 anni.
Ma un libro che mi insegnasse così tante ricette, che mi indicasse come preparare la pasta madre oppure il seitan home-made, davvero mi mancava.
Non ho iniziato con la ricetta più difficile, anzi.
Questi crackers sono semplicissimi da eseguire ma danno una soddisfazione enorme.
Li ho già fatti tre volte da domenica, appena li faccio, altro che conservarli nelle scatole di alluminio, se li fumano tutti in un attimo qua dentro!
La prima volta non ne ero molto soddisfatta. Non tanto per il gusto o la cottura, perfetta. Semplicemente perché avevo tagliato la sfoglia a occhio ed alla fine non ce n’era uno uguale all’altro..
Erano carini lo stesso, rustici, ma li volevo più perfetti.
Li volevo bellini bellini per le foto…
Soluzione: ho preparato una sagoma di cartoncino ed al secondo round li ho tagliati tutti uguali. Fantastici.
Con la zuppa di sedano rapa di ieri ci stavano benissimo.
Del secondo libro vi parlerò in un altro post!
Buona giornata amici!
P.S. Alcune di voi mi hanno detto che non trovano il sedano rapa.

Bene io non trovo le carote viola che stanno impazzando sul web…VOGLIO LE CAROTE VIOLA!

SUBITO!



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Salato/ Secondi di carne

Pollo al ‘verde’. Che più in linea con i tempi non si può

 

Buongiorno a tutti!
Qui non smette il brutto tempo.
Adesso non piove ma non c’è nemmeno il sole, fa abbastanza freddo e c’è umidità al 72%…
Però non ho voglia di parlare del tempo…
In realtà non sapevo bene cosa raccontarvi oggi.
Ho tante cose per la testa, troppe forse e spero di non perdermi tra tutte queste idee che frullano..
Il rischio è sempre quello quando si pensa a troppe cose, il rischio dietro l’angolo è quello di ‘perdersi’, di non concentrarsi  su un obiettivo ben definito (dal marketing dovrò pur aver imparato qualcosa…).
Mentre vi sto scrivendo ascolto la radio, il Dj sta intervistando Luisella Costamagna sul suo libro in uscita ‘Noi che costruiamo gli uomini’…
I temi del libro sono molto interessanti e l’autrice fa un ritratto delle donne italiane partendo dalla manifestazione molto riuscita del ‘Se non ora quando’.
Ascoltando l’intervista alcune frasi mi hanno fatto riflettere ‘le peggiori nemiche delle donne sono le donne stesse’, ‘le donne non hanno il coraggio di mettersi in gioco’, ‘tendono ad autocommiserarsi’, ‘devono acquisire consapevolezza del proprio valore’…
Beh, io oggi vorrei iniziare a rompere la barriera del ‘questo non riuscirò mai a farlo’.
Ho voglia di prendere in mano la mia vita e costruirmi un lavoro che mi dia qualche soddisfazione, che mi faccia svegliare la mattina con il sorriso.
Quanto spesso negli ambienti di lavoro le donne si fanno la guerra, non fanno squadra, a causa di invidie o non so bene per quale altro motivo, non sono mai riuscita a capirlo…
Facessero più spesso squadra, le donne, le cose sarebbero davvero diverse, in tutti i settori. Ne sono convinta.
Intanto io sono contenta di essere qui con voi, perché in qualche modo anche questa è una ‘piccola-grande squadra’.
Di donne (ma anche uomini…sorry!) che hanno passioni in comune, che si consigliano, si aiutano, si divertono…e che hanno sogni, tanti sogni.
Io oggi voglio augurare a tutti voi, (e anche un po’ a me..) di realizzare i vostri sogni, di avere coraggio, di credere nelle vostre possibilità.
Non c’entra niente con il ‘pollo al verde’, ma ve lo auguro di tutto cuore.

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Primi piatti/ Salato

Mezze penne con pomodoro ciliegino e melanzane grigliate

Non c’entra niente con la ricetta che vi posto, ma oggi mi sento un po’ malinconica e penso.
Così mi va di raccontarvi un po’ di me.

Sapete già che sono veneziana ‘trapiantata’ a Treviso.
Sono nata a Venezia ed ho passato una bellissima infanzia nel sestiere di Dorsoduro.
Mi ritengo molto fortunata per questo.
Venezia è davvero una città unica al mondo, nel bene e nel male.
Chi ci è cresciuto, secondo me, porta un ricordo speciale nel cuore, forse come chi cresce in mezzo ai monti, non lo so…
Io so che sono e rimarrò sempre veneziana dentro di me.
Ho ricordi bellissimi della mia infanzia, tanta libertà, tanta spensieratezza.
Sono cresciuta in una città senza automobili, dove l’unico pericolo è l’acqua ma, nuotare, è la prima cosa che i bambini, almeno allora, imparavano a fare.
Anzi, ci tuffavamo nei canali, l’acqua era ‘leggermente’ diversa da oggi, è passato qualche anno, ma non troppi credete…
Ricordo che quando aspettavo il vaporetto all’imbarcadero mi divertivo a guardare l’acqua sotto alle briccole e a quel tempo si vedevano i pesciolini e le schie.
E i campi (per quanti non lo sapessero a Venezia le piazze si chiamano ‘campi’ fatta eccezione per Piazza S. Marco) pieni di gente fino a tarda sera d’estate, quanti bambini…
Le serenate delle gondole la sera e noi a correre sul ponte per vederli passare e salutare.
Mi ricordo gli ‘storti’ (una specie di cannoli molto croccanti) con la panna che si comperavano nelle latterie.
La latteria da Nèa sulla fondamenta dei Tre Ponti, vicino a dove abitavo e che non esiste più.
Un giorno vi voglio ‘portare’ a fare un giro a Venezia, che dite?
Intanto vi lascio una foto di un quadro-ritratto del mio nonno che nel 1937 ha vinto la Regata Storica e quella che vedete nel quadro è la bandiera vinta.
Tornando alla ricetta, è proprio sciuè-sciuè.
E’ che avevo gli ultimissimi ciliegino dell’orto e li ho usati per questa pasta…
A voi non capita mai di aprire la dispensa e trovarci tanti sacchettini di pasta con 100 – 150 gr di pasta da finire?…a me regolarmente.
Noi siamo in quattro e calcolando circa 90 gr di pasta a testa (le bimbe un po’ meno…) finisce che di un sacchetto da 500 gr ne consumo soltanto 350 gr, quindi a meno che io poi non acquisti lo stesso tipo di pasta, mi capita di trovarmi in questa situazione…che fare allora?
In questo caso avevo due sacchetti di pasta, una di kamut e l’altra di farro, con due cotture diverse e si, l’ho fatto! Le ho mescolate.
Ovviamente ho tuffato in acqua prima il tipo di pasta con la cottura più lunga ed il risultato, beh, non se ne sono accorti.
 

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