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Salato/ Secondi di pesce

Gratin di rana pescatrice funghi e patate

 

Purtroppo, causa probabile virus dovuto alla foto della rana pescatrice che ho preso dal web (fate attenzione perché ho scoperto che ci sono file jpg  infetti ), ho dovuto cancellare il post per sicurezza e rifarlo.
Mi dispiace tantissimo per tutti i vostri commenti, ma non avevo scelta…
‘Sta coda di rospo è proprio brutta e cattiva.
A me piace molto perché ha una polpa delicata, che però non si sfalda in cottura come fanno invece molti altri pesci, e poi … poi non ha spine.
A casa nostra far mangiare pesce alle bambine (che non sia tonno in scatola) è un’impresa ultimamente.
Hanno  il terrore delle spine, e questo pesce mi risolve i problemi, oltre alle discussioni a tavola.
Un abbinamento mare&monti delicato, semplice e molto gustoso.
Con gli odori vedete voi, a me piace con timo, prezzemolo e aglio sminuzzato, se non vi va di sentirlo troppo potete mettetelo intero, schiacciato e poi lo togliete.
Potete anche usare altri tipi di funghi, comunque un po’ saporiti e che tirino un po’ su la coda di rospo che è delicata.

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Secondi di carne

Involtini di tacchino con Radicchio rosso di Treviso precoce e ricotta

 
Apro ringraziandovi per ieri, per i commenti che avete lasciato e per essere andate da Valentina.
Il post l’ho scritto di getto domenica sera appena ho letto quello che le era successo.
A volte mi capita di pentirmi della mia impulsività, ma questa volta per niente. Era giusto così.
Bene gente! Continuiamo la saga del radicchio, siete ormai rassegnate vero?
Quindi, dopo la quinoa, le lasagne, il merluzzo, oggi tocca al tacchino!
Devo dire che questo è un modo davvero semplicissimo per rendere appetitosa una fettina di tacchino ed in un solo colpo avrete pronto anche un ottimo contorno.
L’inverno è luuuungo e ne ho parecchie di ricettine da fare con il radicchio.
Il mio preferito, in assoluto, tra le diverse varietà, rimane il ‘fiore d’inverno’ come è chiamato qui a Treviso, il radicchio tardivo, che si trova in commercio con il freddo, di solito un po’ prima di Natale.
Viene chiamato così perché ricorda un fiore nella forma e perché ama il gelo.
Una semplice cicoria che il lavoro sapiente e paziente dell’uomo ha trasformato nelle diverse varietà in commercio, Treviso, Castelfranco, Chioggia e Verona.
Il radicchio tardivo non è una pianta molto esigente e cresce rigogliosa durante la calda estate qui in Veneto.
Poi arriva l’autunno, la campagna cambia colore ed arriva il gelo.
Tutto sembra finire e invece è proprio l’inizio; il fiore è pronto a sbocciare per arrivare nelle nostre tavole.
Con il freddo le foglie si tingono di rosso e si chiudono per proteggere il cuore.
A questo punto inizia la lavorazione, che è davvero laboriosa, raccolta, imbianchimento e toelettatura.
Io trovo molto interessante conoscere come vengono lavorati i prodotti, questo permette anche di comprendere il perché a volte del prezzo un po’ elevato, in questo caso tanta lavorazione.
Ehi! Non pensiate che sono pagata dal Consorzio tutela del radicchio!
Semplicemente mi piace farvi conoscere i prodotti della zona in cui vivo. Esattamente come mi piace leggere e saperne di più, leggendo i vostri blog, su prodotti e tradizioni del vostro territorio.
Insomma, basta con la didattica!
Oggi vi beccate l’involtino!
Buona giornata amici!

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Primi piatti/ Salato

Lasagne di farro e papavero con vera a Morlacco. E la verza arrostita della Ale

 

Avevo voglia di cucinare la verza, ma non volevo utilizzarla solo come contorno.
Quando mi frullano queste idee finisce che passo un bel po’ di tempo a sfogliare riviste di cucina.
Ultimamente ho cercato di dividerle per mesi così, quando ne ho bisogno, guardo solo quelle del mese in corso riuscendo così a trovare ricette con frutta e verdura di stagione, con i post it poi metto in evidenza le ricette che mi piacciono maggiormente e quelle che voglio provare a fare.
Sono comunque tante (qualcuno qui in casa dice troppe…) è che mi dispiace troppo eliminarne una parte perché vedo che, anche a distanza di anni, mi ritornano utili.
Così, anche questa volta, mi metto a sbirciare tra le mie vecchie riviste di cucina ed ecco che salta fuori questa.
Trattasi di ricetta da La Cucina Italiana di Gennaio 1996 (ancora in Lire, che nostalgia!) io l’ho leggermente modificata, la pasta l’ho preparata con il farro e ci ho anche aggiunto i semi di papavero che mi piacevano molto insieme alla verza e poi ho aggiunto anche il formaggio Morlacco che ha reso tutto più gustoso e cremoso.
Siccome di verza ne avevo un’altra metà (…io te lo avevo detto Ale che la provavo!) ho fatto la verza arrostita come l’ha preparata Alessandra del blog Le Pappe Kitchen (che io adoro!).
Quello di Alessandra, lo confesso pubblicamente, è stato tra i primi blog di cucina che ho seguito da ‘non-blogger’ e le sono particolarmente affezionata..tra l’altro ho piacevolmente scoperto, una volta conosciuta, che è anche molto simpatica e disponibile, una bella persona.
Beh, tornando alla sua verza arrostita, è fantastica.
Io ci ho messo sopra anche del formaggio primosale a fine cottura, che si è sciolto un pochino, una bella grattugiata di pepe verde ed è diventato quasi un secondo.
Buonissimo!


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Salato/ Secondi di pesce

Sempre di corsa … Sgombro al forno speziato con erbe provenzali e pistacchi

 

In questi giorni sono di corsa.
Arriva il freddo, non ho finito il cambio dell’armadio, devo mettere via i gerani e le altre piante che temono il freddo, dovrei lavare tutte le tende e finire di pulire anche i termosifoni (che pXXXe pulire i termosifoni, odio farlo!) ché altrimenti non serve a niente lavare le tende, dovrei anche svuotare la credenza e lavare tutti i bicchieri e i piatti al suo interno, ché quelli verso il fondo del mobile iniziano ad assumere un colore opalino, poi ho un po’ di lavoretti di bricolage parcheggiati da oltre un mese in attesa di essere considerati seriamente, vorrei anche aggiornare il blog ogni giorno perché mi sta dando molto, tante emozioni, nuove conoscenze, nuove amicizie, ma devo anche cercare di concretizzare qualche progetto che ho per la testa, ché il tempo passa…
Le cose da fare sono sempre tante e il tempo passa tanto, troppo veloce, i giorni, le settimane, mi volano…
Se ci penso, a come passa veloce il tempo, mi deprimo e non mi va davvero di deprimermi, c’è già il cambio dell’ora e la luce in meno a disposizione a farmi girare un po’ le scatole.
Ma come fanno nei paesi nordici a vivere con così poca luce in inverno?
..il mese che io preferisco in assoluto è giugno perché hai ancora tutta l’estate davanti ed il sole tramonta tardissimo, uscire alle nove di sera ed avere ancora luce è fantastico…
Pensandoci però, questa mattina, davanti a casa mia, c’era un cielo stranissimo, bello da togliere il fiato.
Un muro di nuvole sopra ed una fetta di sereno sotto che illuminava in lontananza le montagne già innevate…tanto bello che l’ho fotografato…che vi devo dire, tutto sommato, anche l’inverno che sta arrivando sarà bello.
Ma passiamo alla ricetta.
Forse qualcuna/o l’ha già capito o lo sospetta, ve l’ho già parzialmente confessato con le farine che uso…sono per un’alimentazione meno raffinata e più naturale possibile. Raffinata nel senso di industrializzata.
Oggi vi propongo un piatto davvero semplice, ma molto, molto sano.
Lo sgombro, che ho trovato fresco, pescato e della giusta dimensione è’ un pesce povero ma ricco di omega 3, acidi grassi e potenti antinfiammatori, di cui sono ricchi anche il salmone e le sardine.
Un pesce che fornisce proteine di elevata qualità.
Cotto in modo semplicissimo, con tante erbe e spezie, al forno.
Servito con due contorni tutta salute: i ceci, ricchi di fibra e nutrienti, favoriscono anche l’abbassamento del colesterolo e della glicemia e i broccoli, ortaggio che ha moltissime proprietà antinfiammatorie e antitumorali.
A tutta salute amiche/i!
Che è la cosa più importante!
 

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Blogtour/ Salato/ Secondi di pesce

Il mio week end. Merluzzo con patate e radicchio

Buon lunedì! Come state?

Io bene, abbiamo passato davvero un bel fine settimana.
Un week end di relax, ma anche di divertimento e senza allontanarci troppo da casa.
Non ci siamo alzati presto né la mattina di sabato né quella di domenica.
Abbiamo infatti fatto un po’ tardi sia venerdì sera, (cena dai nonni e mangiato…pesce, pesce, pesce…è sempre brava la mia mamma!) sia sabato in cui abbiamo cenato a casa nostra con dei cari amici (…ed il merluzzo ce lo siamo mangiato proprio in questa occasione..).
Sabato abbiamo fatto una passeggiata in centro a Treviso ed ho approfittato del fatto che, in occasione dell’evento Treviso Dripping Taste (..che mi ha abbastanza delusa, ma lasciamo perdere le polemiche..), molte piazze della città erano allestite come ‘Piazze del Gusto’ ognuna con un tema a km0, dove i prodotti venivano raccontati e si potevano acquistare!
In Piazza S. Vito, grazie al gemellaggio con la Coldiretti di Sassari erano presenti dei produttori artigianali di formaggi e ricotte e, dopo aver assaggiato il loro pecorino, non ho potuto non acquistarlo, buonissimo. Mi sono pentita di non averne acquistato di più.
I prodotti protagonisti erano quelli della tradizione, dal Radicchio rosso di Treviso, l’Olio Extravergine delle Colline Trevigiane, la Patata del Montello, il miele, i kiwi e, ovviamente i vini che rendono famosa la Marca Trevigiana.
Ho portato a casa anche un bel po’ di finferli, acquistati sempre in Piazza S. Vito e che sono finiti nel risotto la sera stessa insieme ai cugini chiodini che già avevo nel congelatore dalla scorsa settimana.

 

Mandras Largas – ricotte e formaggi artigianali (Sassari)

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Salato/ Secondi di carne

Pollo al ‘verde’. Che più in linea con i tempi non si può

 

Buongiorno a tutti!
Qui non smette il brutto tempo.
Adesso non piove ma non c’è nemmeno il sole, fa abbastanza freddo e c’è umidità al 72%…
Però non ho voglia di parlare del tempo…
In realtà non sapevo bene cosa raccontarvi oggi.
Ho tante cose per la testa, troppe forse e spero di non perdermi tra tutte queste idee che frullano..
Il rischio è sempre quello quando si pensa a troppe cose, il rischio dietro l’angolo è quello di ‘perdersi’, di non concentrarsi  su un obiettivo ben definito (dal marketing dovrò pur aver imparato qualcosa…).
Mentre vi sto scrivendo ascolto la radio, il Dj sta intervistando Luisella Costamagna sul suo libro in uscita ‘Noi che costruiamo gli uomini’…
I temi del libro sono molto interessanti e l’autrice fa un ritratto delle donne italiane partendo dalla manifestazione molto riuscita del ‘Se non ora quando’.
Ascoltando l’intervista alcune frasi mi hanno fatto riflettere ‘le peggiori nemiche delle donne sono le donne stesse’, ‘le donne non hanno il coraggio di mettersi in gioco’, ‘tendono ad autocommiserarsi’, ‘devono acquisire consapevolezza del proprio valore’…
Beh, io oggi vorrei iniziare a rompere la barriera del ‘questo non riuscirò mai a farlo’.
Ho voglia di prendere in mano la mia vita e costruirmi un lavoro che mi dia qualche soddisfazione, che mi faccia svegliare la mattina con il sorriso.
Quanto spesso negli ambienti di lavoro le donne si fanno la guerra, non fanno squadra, a causa di invidie o non so bene per quale altro motivo, non sono mai riuscita a capirlo…
Facessero più spesso squadra, le donne, le cose sarebbero davvero diverse, in tutti i settori. Ne sono convinta.
Intanto io sono contenta di essere qui con voi, perché in qualche modo anche questa è una ‘piccola-grande squadra’.
Di donne (ma anche uomini…sorry!) che hanno passioni in comune, che si consigliano, si aiutano, si divertono…e che hanno sogni, tanti sogni.
Io oggi voglio augurare a tutti voi, (e anche un po’ a me..) di realizzare i vostri sogni, di avere coraggio, di credere nelle vostre possibilità.
Non c’entra niente con il ‘pollo al verde’, ma ve lo auguro di tutto cuore.

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Salato/ Secondi di carne

Tacchino speziato agli anacardi con carote al sesamo e riso Thai e selvatico

  
 
Nel pomeriggio di sabato qui da noi non ha smesso un attimo di piovere.
La classica giornata che ti fa venir voglia soltanto di chiuderti in casa a ‘spataccarti’ sul divano con libro-film-cioccolata calda-biscotti.
Ma, c’è un ma.
Per noi tenere le due ‘pesti’ chiuse dentro casa non è cosa facile. Non lo è davvero.
Sono incontenibili, direi di più, ‘esplosive’.
‘Parcheggiare’ i bambini davanti alla TV… nooo, non si fa…quindi?
Bisogna inventarsi qualcosa per tenerle impegnate…giochi, disegni, ‘lavoretti’ ma a un certo punto non si sa più dove ‘attaccarsi’, ti sei davvero giocato tutte le carte…
Ma no! La cena! Mi aiuti a prepararla?
Carola ha accolto con grande entusiasmo la proposta e mi ha sorpresa davvero. Ha fatto lei quasi tutto (…aiutino di mamma con fuochi e pentole, perché vabbè ‘Junior Masterchef’, ma io ho ancora paura che si ustioni…) con il ‘taglio’ verdure ha fatto un ottimo lavoro, precisa, precisa.
Io ho ovviamente diretto i ‘lavori’, anche perché c’erano tre diverse cotture da seguire: tacchino, carote e riso.
Non era facile per una ‘cuochina in erba’, ma è stata brava (…anche se ha ancora il ‘vizietto’ di leccarsi le dita quando se le sporca…ma finché ‘resta’ tutto in famiglia…pazienza!).
E la soddisfazione! Vogliamo parlare della sua soddisfazione nel portare i piatti in tavola?
‘Piccoletta’ è stata intrattenuta dal papi mentre noi eravamo in cucina, poi ha apparecchiato la tavola (..con ordine un po’ ‘sparso’…)
…e intanto il sabato pomeriggio è passato.
…la mia cucina? Non ve lo racconto come era la mia cucina!!!
Ci ho messo un po’ di tempo per ‘sgrassarla’….ma ci siamo divertite davvero!
P.S. il riso Zizania (quello scuro) è stato scartato con certosina pazienza, chicco per chicco, da entrambe le mie figlie (..’è nero e duro mamma!’)…
Per la cronaca, se non l’avete mai mangiato, è buono anche senza niente, poco sale nell’acqua di cottura ed un filo d’olio evo….della serie ‘capiranno, prima o poi capiranno quali sono le cose buone’.

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Salato/ Secondi di pesce

Filetto di salmone in crosta di erbe e porri



Premetto: in passato ho avuto esperienze ‘infelici’ con il salmone e non l’ho mai amato molto per questo.

E’ un pesce dalla carne un po’ grassa e, dopo averlo cucinato ed ‘odorato’ durante la cottura (mi appestava la casa in un modo…), mi passava la voglia di mangiarlo…

Ma, siccome sembra faccia molto bene (omega 3 etc. etc.) mi sono detta che dovevo riprovare ad ‘affrontarlo’…

Vi confesso che io ‘viaggio’ sempre con un taccuino in borsa e annoto qualsiasi cosa sia di mio interesse, cose pratiche, cose buffe che mi dicono le bambine e che temo di dimenticare, aforismi, appuntamenti e…ricette.

In questo caso mi trovavo dal ‘parrucco’ dove, per ammazzare il tempo, mi danno un ‘pacco’ di riviste e sfogliando, sfogliando, mi colpisce questa ricetta…l’ho modificata davvero poco e mi/ci è piaciuta molto.
E’ veloce, gustosa e profumata di limone, vi mangiate un bel po’ di ‘sti benedetti omega 3…e fa anche la sua figura!

 


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Salato/ Secondi di carne

Polpette di pollo al limone e salsa tzatziki


Il pollo. Ne vogliamo parlare?

A me ha sempre fatto abbastanza tristezza il petto di pollo ai ferri con un filino d’olio e una fettina di limone.

Mi fa un po’ ‘convalescenza’.

Per questo cerco di scovare ricette per renderlo meno ‘tristenzuolo’, idem per il tacchino.

Vi confesso che spesso parto da ricette che leggo in libri e riviste….difficilmente però mi attengo fedelmente all’autore e divago con le mie varianti, aggiunte etc.

Per questa, non volendo fare il classico souvlaki di pollo, ho preso ispirazione da un simpatico libretto intitolato ‘POLPETTE’ di Guido Tommasi Editore, ma ci ho messo (o tolto, a seconda dei punti di vista) del mio.
Ad esempio ho preferito cucinare un po’ il pollo prima di tritarlo (nella ricetta era crudo), in tal modo il mio composto era praticamente già cotto, pertanto le ho lasciate friggere davvero per poco tempo e di olio ne hanno assorbito meno di niente.

Cosa non da poco per chi ha bambini, le polpette con loro riscuotono sempre mooolto successo.

Se poi sono anche infilzate in uno stecchino.

La salsa tzatziki poi, che dire.

A casa nostra piace, vuoi perché ci ricorda le nostre vacanze nelle isole Greche (dreaming of Mykonos…SIGH!), vuoi perché si prepara in due minuti due e sta molto bene con il pollo ed il tacchino.

Insomma, se non l’avete mai fatta, provatela!

 



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