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Biscotti e Frolle

Biscotti e Frolle/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Tiramisù alle fragole con savoiardi homemade

tiramisu alle fragole con savoiardi home made

Oggi una piccola novità.

Sono stata invitata a collaborare con il portale Territori Coop con alcune mie ricette.

La loro proposta mi ha fatto davvero piacere, perché seguo e leggo Territori,

sono socia e cliente Coop da parecchi anni e ne apprezzo molto la filosofia,

l’attenzione al Territorio, alle eccellenze, alla sostenibilità, all’alimentazione dei più piccoli con prodotti dedicati.

Oggi vi presento la prima ricetta pubblicata, un Tiramisù leggero alle fragole preparato con dei savoiardi fatti in casa.

La potete leggere ovviamente anche su Territori Coop.

 

Il tiramisù non è un dolce che ha bisogno di grandi presentazioni, abbastanza semplice da preparare e che accontenta praticamente tutti, ci avete fatto caso?

A me diverte molto scoprire la storia dei piatti, ed in particolar modo dei dolci, saperne qualcosa di più.

Sulla ricetta del tiramisù ci sono state numerose discussioni, diverse teorie, ed altrettante città (e rispettive Regioni) che ne hanno rivendicato la paternità. Le uniche fonti scritte però sembrano confermare però che il dolce sia stato creato intorno agli anni ’60, dal cuoco (con la passione per la Pasticceria) di un ristorante storico di Treviso, Le Beccherie. Ebbe una felice intuizione, unendo pochi e semplici ingredienti tra loro. Tra questi semplici ingredienti i biscotti Savoiardi.

Certo, c’è chi lo prepara con il Pan di Spagna, o con altri tipi di biscotti, ma la ricetta originale prevede l’utilizzo dei savoiardi, non ci sono dubbi.

L’origine dei biscotti savoiardi non è certa. Sembra nascano nel tardo Medioevo alla corte di Amedeo di Savoia. In occasione della visita del Re di Francia venne chiesto al pasticciere di corte di creare un dolce indimenticabile. Il nome ‘Savoiardi’ fu dato infatti come omaggio ai Savoia.

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Biscotti e Frolle

Shortbread con fragole e chantilly al limone

 

Gli shortbread sono dei tipici biscotti scozzesi, molto burrosi e friabili.

Molto diffusi anche nel Regno Unito, lo shortbread tradizionale va preparato di norma mescolando una parte di zucchero, due di burro e tre parti di farina.

Le forme tradizionali sono tre, shortbread fingers, quella rettangolare e spessa, bucherellata con i rebbi di una forchetta, round shortbread, quella rotonda, come questi ed infine la petticoat tails, un unico grande biscottone rotondo tagliato in spicchi.

Short, termine ormai un po’ in disuso, sta per friabile, ed infatti la particolarità di questi biscotti è, oltre alla burrosità, la friabilità che si forma dopo il  loro raffreddamento.

Questa ricetta arriva dal calendario di ‘Jamie Magazine’, io ho usato due tipi di farina, ché la 00 non la utilizzo, e messo la buccia di limone nella chantilly.

Shortbread + chantilly + fragole = piatto vuoto in un nanosecondo.

 

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SHORTBREAD CON FRAGOLE E CHANTILLY AL LIMONE

Dal Calendario di Jamie Magazine

Ingredienti

Per 8-10 porzioni

100 g burro biologico (morbido)

55 g zucchero semolato

100 g farina macinata a pietra (tipo 1 per dolci)

50 g farina di riso biologica

½ cucchiaino di polvere di vaniglia

300 ml panna fresca

30 g zucchero a velo

buccia di mezzo limone non trattato

200 g fragole

Preparazione

Nella planetaria (o in un recipiente) lavorate insieme con la foglia (o frusta K) il burro morbido e lo zucchero, fino ad ottenere una crema morbida.

Unite la vaniglia e le due farine setacciate, formate l’impasto e create un salsicciotto. Avvolgetelo nella pellicola trasparente, fatelo riposare e rassodare per almeno un’ora in frigorifero.

Accendete il forno a 180°C.

Affettate il salsicciotto in fettine da 1 cm circa, quindi disponetele su una teglia coperta di carta forno.

Infornate per 8-10 minuti, fino a quando saranno leggermente dorati. Sfornate e fate raffreddare nella teglia, sono molto fragili, si induriranno raffreddandosi.

Montate la panna con lo zucchero e velo e la buccia di limone.

Servite gli shortbread con la panna spalmata all’interno e qualche fettina di fragola.

NOTE:

Li potete conservare in una scatola di latta o in un contenitore a chiusura ermetica.

 

 

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Buon fine settimana gente!!!

 

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Biscotti e Frolle/ Dolce

Torta fregolotta

 

 

La torta Fregolotta è un dolce tipico della Marca Trevigiana, e più precisamente di Castelfranco Veneto.

E’ simile alla Sbrisolona di Mantova, ma da non confondere con quest’ultima perché gli ingredienti sono un po’ diversi.

Il nome deriva dalla sua consistenza decisamente friabile,  fregola in Veneto significa infatti briciola.

La storia di questo dolce risale ai primi del ‘900, quando iniziò ad essere preparata e venduta nel forno della famiglia Zizzola, che ancora oggi la produce in un moderno stabilimento.

Ma il suo ideatore rimane misterioso, si sa soltanto che zia Evelina, sorella del fondatore Angelo Zizzola, ebbe la ricetta di questa frolla particolare da un’amica, cuoca presso una nobile famiglia di Treviso.

Esiste una versione priva di burro (che non ho ancora provato…), nella quale si aggiungono tre o quattro cucchiai di panna liquida.

 

Dedico questo dolce alle mandorle a Ventura la mia frutta secca, 

avete visitato il loro bellissimo sito appena rinnovato?

Se non lo avete ancora fatto, correte a farvi un giretto nel sito!

Troverete anche molte informazioni utili sulla frutta secca (che fa benissimo!)

 

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TORTA FREGOLOTTA

Ingredienti

Dose per uno stampo da 28 cm di diametro

300 g mandorle

250 g zucchero

150 g farina di riso biologica

150 g farina macinata a pietra tipo 1

200 g burro biologico (ammorbidito)

2 uova + 2 tuorli (biologiche)

un pizzico di sale integrale

½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon (o buccia di limone)

burro e farina per la teglia

zucchero per cospargere la torta (io anche zucchero in cristalli)

Preparazione

Fate bollire dell’acqua in un pentolino, raggiunto il bollore tuffate le mandorle per un minuto. Scolatele, asciugatele un po’ e spellatele. Distribuitele su una teglia e fatele asciugare per un po’ nel forno ben caldo. Tritatele nel mixer, ma non troppo finemente.

Mescolate la mandorle tritate alle due farine, allo zucchero, la vaniglia ed il sale.

Fate una fontana sul piano di lavoro, mettete al centro il burro ammorbidito ed a pezzetti e le uova. Con le mani amalgamante gli ingredienti poco per volta, ma non troppo acuratamente, cercate di formare dei grossi ‘bricoloni’ di impasto.

Imburrate e infarinate uno stampo (preferibilmente a cerniera) e versate poco impasto. Pressatelo leggermente sul fondo poi sbriciolate sopra il rimanente distibuendolo in modo uniforme. Cospargete con lo zucchero (io anche con dei cristalli di zucchero) ed infornate a 180° per circa 40 minuti.

Fate raffreddare e cospargete a piacere con zucchero a velo. Raffreddandosi diventa croccante e friabile, e difficile da tagliare con il coltello. Va quindi tagliata, anzi spezzata in modo irregolare.

 

Qui nella Marca Trevigiana si trova in commercio anche la versione al Radicchio di Treviso tardivo IGP

 

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Buona settimana gente!

 

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Biscotti e Frolle

Rose del deserto ai mirtilli e cioccolato bianco

 

 

Questi biscotti sono forse tra i primi che ho provato a fare taaaanti anni fa.

Sono tanto facili quanto buoni.

Si chiamano Rose del deserto proprio perché nell’aspetto ricordano la formazione minerale dalla forma curiosa, tipica del deserto.

Sono sempre perfetti.

Per la colazione, per il tè del pomeriggio, per la merenda a scuola delle bimbe.

Io mi diverto a provare la stessa ricetta utilizzando ingredienti un po’ diversi.

Cambio tipo di farina, ché io la 00 anche no, poi faccio abbinamenti diversi, in questo caso mirtilli e cioccolato bianco.

Si conservano bene in un contenitore ermetico o in una scatola di latta.

Io non vi ripeto la solita storia, che non ho tempo, che sono di corsa e bla bla bla, non voglio diventare pesante e noiosa.

In realtà è davvero così.

Settimane frenetiche, tante ore davanti al pc e poche davanti ai fornelli.

Un po’ mi pesa non avere molto tempo per cucinare.

Ma ne vale la pena.

Quello che bolle in pentola è davvero grandioso.

Insomma, voi leggetevi la ricetta dei biscotti intanto, presto potrò raccontare tutto!

 

 

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ROSE DEL DESERTO AI MIRTILLI E CIOCCOLATO BIANCO

Ingredienti

Dose per circa 15 biscotti grandi

150 g farina di avena biologica

100 g farina di mais biologica tipo fioretto

150 g burro biologico

2 uova biologiche

100 g zucchero di canna

50 g zucchero mascobado

½ cucchiaino di polvere di vaniglia biologica

1 cucchiaino di cremor tartaro

1 manciata di mirtilli disidratati

1 manciata di gocce di cioccolato bianco

corn flakes qb

zucchero a velo (facoltativo)

Preparazione

Accendete il forno a 180°C.

Nella planetaria con la frusta, lavorate il burro morbido con lo zucchero di canna ed il mascobado. Aggiungete le uova e continuate a impastare, unite le farine, la vaniglia ed il cremor tartaro e lavorate bene. Unite anche le gocce di cioccolato e i mirtilli.

Foderate due teglie con la carta forno. Versate dei corn flakes in un piatto e, con l’aiuto di un cucchiaio (o di un cucchiaino se volete farli più piccoli), prendete poco impasto (sarà abbastanza morbido) formando delle palline che farete rotolare sui cork flakes. Sistemate le ‘palline’ sulla teglia ben distanziate tra loro, perché si allargheranno in cottura.

Cuocete a 180°C per circa 20 minuti.

Sfornate a fate raffreddare bene. Appena sfornati sono molto fragili, diventeranno croccanti raffreddandosi.

Cospargete a piacere con zucchero a velo (io no in questo caso)

NOTE:

Si conservano bene in una scatola di latta.

 

 

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Buona settimana gente!

 

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Biscotti e Frolle/ Colazione e merenda

Biscotti al radicchio rosso di Treviso Tardivo IGP caramellato

 

Non so se succede anche a voi.

Se assaggio una cosa che mi piace, non c’è niente da fare, io devo provare a farla a casa.

Questi biscotti non sono una mia invenzione.

Li ho mangiati in una pasticceria in centro a Treviso.

Non potevo chiedere la ricetta al titolare, ovviamente…non era il caso.

Non rimaneva quindi che mettersi all’opera, e provare a rifarli.

Devo dire che al primo tentativo sono arrivata ad un ottimo risultato, erano praticamente identici a quelli assaggiati.

Fortuna. Logica. O tutte e due insieme.

Ho pensato che avrei dovuto partire da una ricetta base, quindi la mia partenza è stata la ricetta dei frollini al caramello dalle dispense del corso di Pasticceria.

Seguita quasi alla lettera, ho aggiunto  solo il radicchio nella fase iniziale e dei cristalli di zucchero insieme allo zucchero di canna che, a mio avviso, aumentano l’effetto scronch di questi biscotti.

Qui a Treviso il radicchio viene utilizzato anche nei dolci quindi, non siate prevenuti, perché sono buonissimi!

Buona settimana gente!

 

BISCOTTI AL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO TARDIVO IGP CARAMELLATO

Ingredienti (per ca 30 biscotti)

100 g di zucchero semolato

50 g radicchio di Treviso tardivo IGP

25 g di panna

200 g burro biologico

250 g farina integrale macinata a pietra

15 g zucchero di canna integrale

10 g cristalli di zucchero*

1/2 cucchiaino di polvere di vaniglia biologica (o i semini di 1/2 bacca)

*oppure 25 g in tutto solo di zucchero di canna

per finire

1 uovo biologico

zucchero di canna

 

 

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Lavate e asciugate il radicchio tamponandolo leggermente. Tagliatelo a brunoise (piccolo piccolo).

Caramellate a secco lo zucchero: scaldate una padella antiaderente con il fondo spesso, versate poco zucchero per volta e mescolatelo con un cucchiaio di legno pochissimo e solo se necessario.

Unite il radicchio e lasciate caramellare per alcuni minuti.

Trasferite in una casseruola, unite la panna (portata quasi a bollore) e mescolate velocemente con un cucchiaio, unite anche il burro e fate sciogliere bene, lasciate raffreddare.

 

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Unite lo zucchero di canna, poi anche la farina e la vaniglia, impastate solo il tempo necessario per far amalgamare gli ingredienti. Coprite con della pellicola e fate riposare in frigorifero per almeno 3-4 ore (io ho utilizzato l’abbattitore riducendo i tempi).

Trascorso il tempo del riposo, prendete l’impasto e fate dei rotolini (io ne ho fatti 2) del diametro di 3-4 cm, cercate di dargli una forma più regolare possibile, otterrete dei biscotti quasi tutti uguali.

Fate riposare ancora in frigorifero (almeno un’ora).

Accendete il forno a 180°.

Sbattete l’uovo e spennellate i rotolini, quindi versate lo zucchero di canna su un piatto e rotolate sopra affinché aderisca bene.

Tagliate delle fettine dello spessore di ca. 1 cm, disponeteli sulle teglie foderate di carta forno e teneteli in frigorifero fino a quando il forno non sarà ben caldo.

Cuocete per circa 15 minuti, comunque fino a quando saranno dorati in superficie.

Lasciare raffreddare prima di spostarli dalla teglia, appena estratti dal forno sono ancora morbidi, raffreddando diventeranno croccanti.

Se non li finite prima, potete conservarli in una scatola di latta.

 

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La campagna trevigiana e il suo fiore più bello.

collage radicchio

 

 

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Biscotti e Frolle

Biscotti pan di zenzero – Gingerbread Xmas cookies

“SE CI DIAMO UNA MANO I MIRACOLI SI FARANNO

E IL GIORNO DI NATALE DURERA’ TUTTO L’ANNO”

Gianni Rodari

Ecco che è arrivato.

Alla velocità della luce.

Ma quanto mi piace il Natale!

Mi piace l’atmosfera festosa in giro per le strade, le luminarie, le vetrine addobbate.

Mi piace festeggiare in famiglia, senza troppi eccessi e fronzoli…solo per stare insieme rilassati.

Mi piace il profumo della cioccolata calda e dei biscotti speziati.

Mi piace poter uscire a passeggiare senza dover controllare l’orologio.

Mi piacciono le serate in divano con la copertina ed i filmetti natalizi (visti e stravisti decine di volte mavabenelostesso), senza preoccuparsi dell’orario ché il giorno dopo c’è scuola.

E mangiare panettone e pandoro senza preoccuparmi del bottone dei jeans che tira leggermente….

Mi piacciono le mattinate in cui ci si alza tardi e si fa due volte colazione, una alle 9 a casa e una alle 11 fuori, in pasticceria…eh si…

Mi piacciono le canzoncine natalizie che si sentono ovunque, e cantarle senza preoccuparmi del fatto che non sono tanto intonata...

E a voi?

A voi piace il Natale?

Oggi vi saluto così, con dei biscotti profumatissimi.

Ho provato diverse ricette per i gingerbread cookies, quella che preferisco è questa che ho visto da Patrizia, io l’ho leggermente modificata ed aggiunto alcune spezie.

Vi auguro tutto quello che desiderate ma soprattutto, giornate serene e tanta salute!

Buon Natale gente!

 

 

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Biscotti di pan di zenzero – Gingerbread Xmas Cookies

Ingredienti:

Gingerbread cookies

250 g farina integrale macinata a pietra

80 g burro biologico

50 g miele (io di Tiglio)

80 g zucchero di canna integrale

90 ml acqua

1/2 cucchiaino bicarbonato di sodio

un pizzico di sale integrale

1 cucchiaio di cannella in polvere

1 cucchiaio di zenzero in polvere

4-5 bacche di cardamomo (semini interni pestati al mortaio)

1/2 cucchiaino chiodi di garofano in polvere

1 grattugiata generosa di fava tonka

2 bacche di pepe di Giamaica (tritate)

Glassa Reale

1 albume

150 g zucchero a velo

limone (poche gocce)

zuccherini a piacere per decorare

 

DSCN1971 gingerbread cookies

DSCN1978gingerbread cookies

 

Mettete sul fuoco un pentolino con l’acqua, il miele, lo zucchero e le spezie, portate a bollore.

Raggiunta la temperatura spegnete  ed aggiungete il burro tagliato a pezzetti, mescolate bene fino a quando non sarà completamente sciolto.

Setacciate la farina con il bicarbonato e un pizzico di sale in una ciotola e versate sopra lentamente il composto ancora caldo, mescolate bene.

Otterrete un impasto abbastanza morbido, ma non aggiungete altra farina, fatelo raffreddare, poi coprite la ciotola con della pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero per tutta una notte.

Il giorno successivo preparate i biscotti.

Accendete il forno a 190°.

Infarinate leggermente il piano di lavoro e stendete l’impasto in una sfoglia sottile (circa 2 mm).

Usate la formina per biscotti che preferite (io omino e renna), disponete i biscotti su delle teglie rivestite di carta forno e cuocete in forno ben caldo a 180-190° per circa 8-10 minuti (verifivcate la cottura controllando il colore, devono diventare ambrati ma ci mettono pochissimo a bruciare, quindi attenzione!).

Mentre cuocete una teglia conservate le altre in frigorifero, i biscotti manterranno meglio la forma.

Fateli raffreddare e decorateli con la glassa reale e zuccherini a vostro piacere.

Glassa reale

Montate l’albume a neve, quindi sempre sbattendo con le fruste, unite lo zucchero a velo e poche gocce di limone.

Versate tutto in una sac à poche con bocchetta liscia piccolissima e decorate!

 

DSCN1969gingerbread cookies

 

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Biscotti e Frolle/ Blogtour

Biscottini d’orzo alla vaniglia e cranberry per #Ventura #TopBlogger2014

 “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.”
Eleanor  Roosevelt
 
Sono giorni molto pieni.
Frenetici.
Agitati.
Ma anche molto felici.
Strano a volte come le cose capitano tutte insieme…
Così, improvvise. Davvero quando meno te lo aspetti.
E allora non resta che rimboccarsi le maniche e andare.
Fare, scrivere, progettare, pianificare…
La testa scoppia, l’agitazione toglie il sonno, ti tocca prendere due pasticchette di valeriana per riuscire a dormire senza svegliarti di soprassalto sul letto come ‘na cavalletta…

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Biscotti e Frolle/ Colazione e merenda

Galani di farro al forno (Chiacchiere)

  
No, no, davvero.
Di friggere non ho voglia in questi giorni.
Poi mi puzza la casa per una settimana e con la scusa di questi benedetti open space, la puzza te la ritrovi ovunque, e le tende puzzano per settimane.
E i capelli?
Ecco, mi tocca rilavarmi pure i capelli, ché detesto andare in giro con la puzza di fritto addosso!
Insomma, io ve lo confesso, se ho voglia di una frittella, questo carnevale, io vado in uno dei miei posticini preferiti e me la mangio già bell’e pronta, ecco.
Ma i galani (si pronuncia senza la ‘l’, gaeani).
Intanto, per chi non lo sapesse ancora, a Venezia si chiamano così, quelli che in altre parti d’Italia vengono chiamati crostoli (a Treviso), chiacchiere, frappe, cenci…e chi più ne ha…
Tornando ai galani, li ho visti più volte in vendita in negozi e pasticcerie con la dicitura ‘cotti in forno’….
Poi succede che li vedo in vendita anche nel supermercato di prodotti biologici, preparati con farina di farro e sempre cotti in forno…insomma, io li dovevo fare, ecco.
Ispirata da una ricetta che ho trovato nel mensile di ricette che trovo alla Coop “fior fiore IN CUCINA” (febbraio 2014), ho deciso di provare a farli!
Io ho modificato la ricetta secondo i miei gusti, e secondo ciò che avevo in casa!
La ricetta prevedeva solo farina, e di tipo ’00’, io invece ho usato farina di farro con aggiunta di poco amido poi, dato che non avevo in casa nemmeno un limone, ho usato il lime ed invece di mettere il Marsala (che non mi piace tanto…) ci ho messo il rum (quasi dei mojito galani insomma), ma ci sarebbe stata benissimo anche la grappa, che qui in Veneto usiamo molto nei dolci.
Io li volevo rusticotti, non troppo sottili, come quelli che ho assaggiato al super biologico insomma…quindi ho tirato la sfoglia a mano, con il mattarello.
Se li volete più sottili, è preferibile tirare la sfoglia con macchina per la pasta!
Allora cosa fate? Li provate?
Buon fine settimana!!

 

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Biscotti e Frolle/ Cioccolato

Baicoli e cioccolata calda speziata … e vi racconto una storia

I Baicoli.

Sono i biscotti che più mi ricordano Venezia.

Dei biscotti tipici veneziani, sono certamente i più semplici, ma anche quelli che richiedono la lavorazione più lunga e complessa.

A Venezia, oltre che con il caffè, i baicoli per tradizione s’accompagnano meravigliosamente con lo zabaione, ottimi utilizzati come cucchiaini per mangiare la panna montata, oppure serviti con la cioccolata calda e speziata, o in accoppiata a vini dolci o liquorosi (in tempi antichi con il vino di Cipro).

Vengono prodotti da una nota azienda alimentare e si possono acquistare in una fascinosa scatola di latta.

Sulla scatola dentro alle quali vengono venduti, si possono leggere questi versi:

“No gh’è a sto mondo, no, più bel biscotto, più fin, più dolce,

più lisiero e san per mogiar nela cìcara

o nel goto del Baicolo nostro Veneziàn” 

 

Parole di Giuseppe Boerio, autore de “Il Dizionario del dialetto veneziano”, che tradotte:  “Non c’è a questo mondo, no, più bel biscotto, più sottile, più dolce, più leggero e sano da intingere nella tazzina o nel bicchiere del baicolo nostro veneziano” .

E allora perché non provare a farli in casa?

La ricetta arriva da un libro di ricette venete “I Sapori del Veneto” di Rosalba Gioffré.

Secondo me con una buona tazza di cioccolata calda e speziata è la morte sua!

Insieme a questa ricetta, oggi, mi andava di raccontarvi una storia. Una storia che parla di Venezia, ma anche un po’ di me.

 

Nel 1984, alla porta di casa della mia nonna paterna, bussò una suora, Suor Angela Maria Bovo, nata negli Stati Uniti da genitori veneti.

La mamma, Angelina Cian, sorella maggiore della mia nonna, dopo essersi sposata, nel 1906 emigrò negli Stati Uniti insieme al marito, Antonio Bovo.

Per alcuni anni rimase in contatto con la famiglia rimasta in Italia, ma dopo la Prima Guerra Mondiale, le sorelle in Italia persero i contatti con Angelina.

Riuscirono ad avere un’unica notizia nel 1950, dal Consolato Italiano a S. Francisco, notizia che comunicava la morte del marito di Angelina, Antonio Bovo, ma non riuscirono a sapere più nulla della sorella né dei loro figli.

Una delle figlie, Suor Angela, rimasta orfana in tenera età, voleva sapere di più sulle sue origini italiane e, ottenuto dai superiori il permesso di compiere un viaggio in Italia, a Venezia trovò ancora in vita due anziane zie, sorelle della mamma: zia Elisa di 88 anni e zia Giulia di 80, la mia nonna.

Giunta in visita dalla mia nonna insieme ad un’interprete, scoprì che sua madre, Angelina, nel 1896 fece da modella, in modo del tutto casuale, per un pittore, Roberto Ferruzzi (1853-1934).

La mia nonna le raccontò che nel 1896 la famiglia si era temporaneamente trasferita sulle colline vicino a Padova, sui Colli Euganei, più precisamente a Luvigliano.

Fu li che Roberto Ferruzzi vide un giorno Angelina, allora undicenne, che portava in braccio il fratellino.

Ferruzzi era un giovane artista e, colpito dalla bellezza che creavano la ragazzina ed il lattante, ne fece il ritratto, chiamando il quadro “Madonnina”.

Con questo quadro, l’anno successivo, vinse la Seconda Biennale di Venezia.

L’opera venne acquistata per 30.000 lire (non ci sono notizie certe di questo importo e della vendita), una cifra astronomica per quei tempi.

In seguito fu acquistata dai Fratelli Alinari, proprietari della nota casa fotografica, i quali, prima di rivenderlo, si riservarono il diritto di riproduzione.

Dell’originale si sono poi perse le tracce.

Sembra sia stato acquistato da un americano durante la seconda guerra mondiale, e che sia andato perduto con l’affondamento della nave che lo trasportava in America.

La salvezza dell’opera sono le riproduzioni fotografiche dei Fratelli Alinari, che ce l’hanno fatta conoscere in mille riproduzioni.

A seguito della visita di Suor Angela, ho conosciuto altri componenti della grande famiglia americana.

Sono stata in visita nel 1990, ed ho incontrato uno dei figli di Angelina ed Antonio, Arturo, nonno di Christine e Kimberley Bovo, che mi hanno ospitata, con le quali sono tuttora in contatto, e che spero di rivedere presto.

Ecco, con baicoli e cioccolata calda, oggi anche un po’ di me.

 

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Biscotti e Frolle

Viennesi al cacao, pistacchio, cardamomo e Caffè e zenzero

 





Leggevo questo articolo, anzi rileggevo ché io i giornali prima di buttarli li passo in rassegna e stacco tutto quello che mi può interessare, ricette, ma anche appunti di viaggi, o altro.
Ecco, leggevo un articolo scritto da Arianna Huffington.
In merito all’empatia.
La meravigliosa, (e forse troppo poco usata..) capacità di capire gli altri, di mettersi nei panni dell’altro.
Raccontava di Mary Gordon un’ex maestra di asilo che ha fondato “Roots of Empathy”, dedicata all’educazione emotiva dei bambini, e di come l’amore fa sviluppare il cervello.
Ma anche dell’iniziativa dell’Huffington Post “Terzo parametro” per ridefinire il significato di successo, e superare i criteri di denaro e potere, includendo anche il benessere, la saggezza, la capacità di stupirsi e di dare.
I filosofi lo dicono da secoli.
“Nessuno può vivere felicemente curandosi solo di se stesso”
Seneca
“Solo una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena di essere vissuta”
Einstein
L’empatia, la generosità, dovrebbero essere i mattoni del nostro essere.
Per stare meglio. Si, in salute.
Pensate che alcuni studi hanno dimostrato che le persone la cui felicità è prevalentemente edonistica (ovvero legata al consumo) presentano alti livelli di marker biologici responsabili delle infiammazioni, caratteristica generalmente associata a malattie tipo il diabete ed il cancro.
Mentre tali livelli sono decisamente inferiori nelle persone la cui felicità deriva dal mettersi a disposizione degli altri.
Da altre ricerche è emerso che l’attività di volontariato è collegata a tassi inferiori di depressione e ad un maggiore benessere, pertanto ad una significativa riduzione del rischio di mortalità.
Una cosa che mi ha fatto davvero riflettere è il fatto che la tecnologia a volte non aiuta in questo.
I dispositivi che ci portiamo appresso costantemente ci disconnettono dal mondo esterno.
E’ vero, sono molto comodi, ci permettono di rimanere in contatto con persone che magari non sono vicine, ci rendono raggiungibili ovunque…
Ma, non sempre è così.
In alcuni casi ci danno l’impressione di tenerci in contatto con il mondo, in realtà ci scollegano dalle persone che ci stanno intorno.
Non vedete anche voi in giro tante persone (troppe) depresse, arrabbiate, serie, distaccate?
Ovvio che io non sono contro la tecnologia, contro la rete…c’ho un blog, seguo e frequento dei social, ho lo smartphone e pure il tablet, e ho tante nuove amiche conosciute tramite il blog e la rete.
Ma bisogna saper usarli questi mezzi, me ne rendo conto sempre più, e saperli dosare.
Quindi, ogni tanto, ricordiamo di spegnerli.
Guardiamoci intorno, guardiamo negli occhi chi ci sta accanto, ne guadagnerà l’umore, ed anche la nostra salute.
Oggi un biscottino, e che biscottino!
Ricetta che arriva direttamente dal corso di Pasticceria che ho frequentato all’Alberghiero.
Ricetta del Pastry Chef Gianni Minuzzo, mio insegnante.
Strepitosi!
Voi provateli, ma fatelo a vostro rischio e pericolo.

Danno dipendenza!

 

VIENNESI al CACAO, PISTACCHIO, CARDAMOMO  &  CAFFE’ e ZENZERO
Ingredienti:
Biscotto – impasto base
250 g burro biologico
100 g zucchero a velo
40 g albume d’uovo (biologiche)
300 g farina di farro
1 gr sale rosa dell’Himalaya
½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon
Spezie e Aromi
Caffè solubile qb
Zenzero in polvere qb
Pistacchi una manciata
Cacao qb ( io 2 cucchiai abbondanti)
Cardamomo qb (io 5 capsule)




Accendete il forno a 190°.
Nella planetaria (con la foglia) o in una terrina con le fruste elettriche,  lavorate il burro a crema con lo zucchero a velo, poi aggiungete l’albume, poco per volta.
Per ultima unite la farina precedentemente setacciata con il sale e la vaniglia.
Lavorate bene fino a che l’impasto non risulti bello liscio.
Dividete il composto a metà ed unite le spezie ed aromi.
In su metà impasto ho utilizzato del caffè solubile (che ho polverizzato nel mixer) con dello zenzero in polvere, sull’altro ho messo il cacao, ed i semini di cardamomo tritati insieme ai pistacchi.
Mescolate bene, poi aiutandovi con una sac à poche con bocchetta a stella (piccola) formate i biscotti sulle teglie rivestite con della carta forno.
Cuocete a 190° per circa 15 minuti.
Controllate però la cottura, i tempi variano da forno a forno.
Fateli  raffreddare e cospargeteli ( a piacere) con zucchero a velo.





Il Prof
Gianni Minuzzo Pastry Chef
 

 

Biscotti e Frolle

Il profumo del Natale. Biscotti “stella” alla cannella e vaniglia

 

“ E ora la cannella, un osso scuro e cavo: 

te lo infilo non vista nel turbante un attimo prima che tu esca.

La cannella capace di procurare amici, 

la cannella dalchini bruna e calda quanto la pelle, 

per aiutarti a trovare qualcuno che ti prenda per mano, 

che corra ridendo con te e ti dica: 

‘ Vedi, questa è l’America, non è poi così male’”

Da “La maga delle spezie” Chitra Banerjiee Divakaruni

 

Per prima cosa GRAZIE!

Grazie per la pioggia di auguri che mi sono arrivati, ho fatto i salti carpiati per riuscire a rispondere a tutti e vi ringrazio!

Non è male compiere gli anni anche dopo i 39! (he he)

Potevano mancare dei biscotti tra le ricette di questi giorni? Certo che no!

Ne ho fatti parecchi in questo periodo, ma questi mi fanno davvero Natale.

Ho una smodata passione per le spezie, praticamente per tutte.

Ma il profumo che mi ricorda l’inverno, il Natale, che mi coccola quando fa freddo, che mi ricorda montagne innevate, camini accesi, luci natalizie è quello della cannella.

La cannella nella cioccolata calda con la panna, la cannella nello strudel, la cannella nelle mele cotte, i bastoncini di cannella sulla ghirlanda o nel centro tavola.

E ricordate che ha ottime proprietà benefiche!

E’ uno stimolante generale e, a dosi moderate, dà energia, ma fate attenzione perché ad alte dosi può causare depressione.

Stimola le funzioni digestive ed è utile nel contrastare la prostrazione (e mancanza di dinamicità), ha un’azione antisettica straordinaria, è antimicotica ed ha addirittura un’azione sulla glicemia, perché controlla la produzione di insulina, quindi utilizzata nei dolci è perfetta.

Biscotti (stella) alla cannella e vaniglia, andiamo a veder la ricetta?



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