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Salato

Salato/ Secondi vegetariani

Sformato di pane carasau alla crescenza, zucchine, funghi chiodini, curcuma e mandorle

 
Correndo tra corso di pasticceria, pediatra (ché Serena ha pensato bene di non farsi mancare una bella influenza…), osteopata (ché io invece ho scoperto di avere una bel gomito del tennista causato o dai troppi albumi e panna montati a mano, o dai troppi termosifoni verniciati, ma è più probabile la seconda…) e gestione ordinaria di casa e famiglia, sono riuscita a cucinare qualcosina questa settimana.
Qualcosa di salato e degno di essere fotografato intendo.
Mi sembra giusto rendere onore a mio marito, che una sera ha pulito e preparato per la cottura ben due cassette di funghi chiodini (…sa bene che è una cosa che io detesto fare…a questo si aggiunge che la sera giungo a casa abbastanza stanca…).
Grazie a lui e all’abbattitore, in un paio d’ore sono riuscita a cucinare, abbattere di temperatura, insacchettare e surgelare due cassette di funghi chiodini!
Trovo comodissimo preparare tanti sacchettini pronti per essere rigenerati ed essere utilizzati per una pasta, un risotto o semplicemente come contorno.
Io li faccio cucinare in poco olio EVO e dell’aglio schiacciato che poi elimino, li conservo così, salati pochissimo, aggiungo il rimanente sale, pepe e prezzemolo al momento dell’utilizzo.
Sulla ricetta.
Sapete che il pane carasau mi piace parecchio, vero? Me lo avete visto usare già quiqui e qui.
Lo trovo molto versatile in cucina, secondo me è davvero di aiuto quando si deve preparare un piatto in velocità, un’occhiatina a quello che avete da consumare nel frigorifero, una buona besciamella e via!
Questo lo trovo perfetto come piatto unico, ma anche come antipasto se preparato magari in piccole cocottine.
Spero di riuscire a postare qualche ricetta durante la settimana, ma non diciamo nulla, giusto per scaramanzia, ché poi succede qualche imprevisto…
Intanto vi auguro una buona domenica sera ed un buon inizio di settimana!

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Primi piatti

Corone rigate al pesto di 5 erbe, nocciole e anacardi

 
 

E’ da qualche giorno che ci penso.Ti arrivano mail, arrivano commenti.

E mi faccio delle domande.

Forse sono io che sono scema.

Forse potrei sfruttare meglio ‘sto cacchio di blog.

Ché sono anche senza lavoro e qualche soldino in più e mica ci fa schifo.

Forse potrei anch’io correre qua e là in cerca di follower.

Magari unirmi a gruppi di scambio commenti per aumentare le visite.

Accettare proposte di aziende un po’ così, discutibili, giusto per avere un po’ di cose gratis, tanto poi ci metto un link e chisseneimporta.

Si. Potrei.

Ma anche no.

Sia chiaro, non ce l’ho con le collaborazioni.

Quelle con aziende di un certo spessore le valuterei pure io, chiariamo.

Anche se, confesso che i blog pieni zeppi di pubblicità e link a destra e a manca un po’ di ansia me la mettono e me ne vengo via quasi subito, ché mi sembra vogliano impormi qualcosa.

Ma ognuno fa ciò che desidera a casa sua.

E, come in tutti gli ambiti, anche tra i blog, c’è spazio per tutti e piena libertà di espressione.

Io a casa mia ho scelto di essere semplicemente quello che sono nella vita.

E la mia vita mi piace pensarla come un bellissimo viaggio, che cerco di vivere con molta riconoscenza.

E che, secondo me, tutti, dovremmo vivere con una profonda etica e coerenza verso noi stessi e verso il prossimo.

Etica secondo me è rispetto, verso le persone e verso il mondo in cui viviamo.

Etica è amore verso l’altro.

Etica è non raccontare balle.

Etica è fare quello che fai con passione e coerenza.

Etica è fare le cose non esclusivamente per tornaconto, ma perché ci credi, perché hai dei valori.

Ecco, io senza etica e coerenza non potrei vivere.

Mi ci ha tirato su a pane, etica e rispetto il mio papà.

Ah! Poi ce n’è pure un’altra di parolina importante per me, CREDIBILITA’.

Riflettendo su queste cose, sono andata a cercare il post che ha scritto Chiara Maci circa un anno fa, per rileggerlo.

L’ho adorata in quel post.

Se non lo avete letto, vi invito a farlo, ne vale la pena, qui.

Eh, lo so, oggi sono un po’ rompipalle, portate pazienza…ogni tanto mi capita.

 

Ricettina? Si dai!

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Primi piatti/ Salato

Coltelli, e ricordi sparsi … Passatelli al curry con sughetto di ‘caparossoli’ (vongole veraci) e zucchine




A me i coltelli hanno sempre fatto un po’ di paura.
Abbastanza paura.
Nonostante cucinare mi sia sempre piaciuto, e lo abbia sempre fatto spesso, non ho mai dato molta importanza ai coltelli.
Poi, certi coltelli, lo confesso, un pochino li temevo.
Il trinciante ad esempio, quello che viene definito il coltello da cuoco.
Non si può farne a meno.
Questo coltellone graaaande, pesaaaante ed affilato.
Coltello universale, adatto a tritare erbe, tagliare verdure, trinciare carne e pesce.
Al corso per cuoco all’alberghiero ho dovuto affrontare e superare i miei timori.
All’inizio ci hanno fatto tagliare l’impossibile.
Era tutto un tagliare … filanger, bậtonnet, julienne, chifonnade, brunoise, mirepoix…ricordo all’inizio gli sguardi disperati/divertiti degli chef…
E’ come nel film “Julie & Julia”, avete presente la scena del taglio della cipolla???
Io mi sono subito attrezzata con i 5–6 coltelli indispensabili, per esercitarmi a casa, ma anche perché provavo ormai vergogna aprendo il cassetto in cucina….
Tagliare, tagliare, tagliare…non c’è altro modo per acquisire manualità.
E’ molto importante usare un coltello adatto e ben affilato, ci si fa male molto più spesso a casa, con coltelli non idonei e non professionali.
Perché tutta ‘sta storia?
Perché tagliando le zucchine mi sono venute a mente queste cose e non ve le avevo mai raccontate…tutto qui.
Pensieri e ricordi sparsi.
Sui passatelli.
Io li ho mangiati per la prima volta a casa di mio marito, circa 17 anni fa.
La mamma di mio marito, Bertilla (si chiamava così mia suocera) ha una sorella che abita in Romagna dalla quale ha imparato a prepararli e la ricetta è la sua, trovata appuntata in un quadernino di ricette.
Per farli ci vorrebbe un attrezzo particolare, che difficilmente si riesce a reperire al di fuori della Romagna, il ferro per i passatelli, ma riescono molto bene anche con un semplice schiacciapatate con dei fori abbastanza grandi.
In Romagna, i passatelli, sono il piatto delle feste, insieme ai cappelletti in brodo.
Io li ho preparati al curry (nota contaminata e fusion), saltati in un sughetto di  vongole veraci che a Venezia chiamiamo caparossoli.
Vaty, un altro piattino contaminato per te!
Ma quanto mi piace questo contest?
E se non ce l’avete ancora, uscite subito a comperare il coltello trinciante!!

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Colazione e merenda/ Pane & Lievitati

“Qualunque cosa tu possa fare…incominciala!” Focaccia dolce con l’uva nera

 
 

“QUALUNQUE COSA TU POSSA FARE,
O SOGNARE DI FARE,
INCOMINCIALA.
L’AUDACIA HA IN SE’ GENIO, POTERE E MAGIA.
INCOMINCIALA ADESSO.”
J. W. GOETHE
Sapete vero che io ogni tanto vado di aforismi.
Se mi piacciono gli aforismi!!….ne ho pure attaccati alle pareti di casa.
Ma questo forse ve lo avevo già detto…!?
Ci sono delle frasi a cui sono molto legata, che sono come dei mantra, e che viaggiano con me, nella mia borsa, appuntate nella mia vissutissima Moleskine.
Rileggerle mi piace, mi dà carica, sicurezza, serenità, allegria.
Oggi, mi è capitata in mano questa, e spero che leggendola qualcuno di voi faccia quella cosa che vorrebbe fare ma ancora non si è deciso, o faccia quella telefonata ché non è mai il momento giusto, o faccia quel viaggio che aveva posticipato…
Insomma vi auguro con tutto il cuore di INCOMINCIARE quello che sognate o semplicemente desiderate fare.
Non rimandate, INCOMINCIATELA.
E una ricetta di una semplicità estrema.
Ho utilizzato una farina di tipo 1, macinata a pietra, ho provato anche con la farina integrale ma il risultato non è stato granché (in poche parole non lievita ‘na cippalippa!), con questa il risultato invece è ottimo e, per me che non utilizzo farine di tipo 0 o 00, si tratta di un un buon compromesso.
Sofficissima e fragrante, con una bella crosticina in superficie!
Vi auguro un felice settimana.
Un pensiero va alle mie amiche che insieme ad altre blogger sono in viaggio per Cagliari al MED DIET CAMP “Mediterranean Diet and enhancement of traditional foodstuff – MedDiet”
WE ARE WHAT WE EAT – SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO.

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Blogtour/ Contorni/ Salato/ Secondi vegetariani

CosmoFood – Food, Beverage & Technology, e Porri e patate al gratin

 

Oggi ricettina veloce-veloce, che qui a casa nostra si fa spesso (il gratin è gettonatissimo.).

E vi parlo di questa Fiera.

La prima edizione di COSMOFOOD, Fiera sulle eccellenze del settore food, beverage & technology che si terrà nella mia Regione, il Veneto, e più precisamente a Vicenza.

La prima Fiera del settore in Veneto!

Gli espositori saranno 260, suddivisi in 6 aree tematiche: FOOD, WINE, BEER, TECHNOLOGY, RESTAURANT, BIO.

A COSMOFOOD il visitatore avrà contatto diretto con i produttori ed i migliori fornitori del settore ristorazione e tecnologia.

All’interno della Fiera ci sarà un’area dedicata agli eventi e sarà possibile partecipare a corsi di degustazione, seminari, dimostrazioni in diretta e work shop.

La Fiera COSMOFOOD è aperta agli operatori di settore ed al pubblico, si terrà a Vicenza dal 16 al 19 Novembre 2013.

Secondo voi potrei mancare?

Nuuuuuu!

Io ci vado!

Voi per programma ed informazioni, non dimenticate di consultare  il sito web e la pagina Facebook di COSMOFOOD.

 

 
Collaboro con la Fiera Cosmofood di Vicenza

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Salato

Farrotto allo zafferano, zucchine, ceci e menta



Settembre.
Le giornate hanno iniziato ad accorciarsi, ve ne siete accorti?
Forse, dell’autunno, è la cosa che mi pesa maggiormente.
Si, perché tutto sommato, a me piace settembre.
L’aria frizzante la mattina, i colori degli alberi, la copertina sul letto, indossare nuovamente jeans e maglioncini abbandonati a maggio/giugno…
Ma la luce…beh, la luce mi manca.
Abituarmi alle giornate che si accorciano non è facile per niente.
Del resto è una cosa fisiologica, in presenza della luce il nostro organismo secerne la serotonina, che  migliora l’umore, regola l’appetito ed il piacere, mentre con l’arrivo dell’autunno, riducendosi le ore di luce, produce melatonina, che invece accentua il bisogno di riposo (ecco cos’è tutto ‘sto sbadigliare..), abbassa il tono dell’umore (palline che frullano..) ed aumenta l’appetito…si avete capito bene, aumenta l’appetito.
In particolare la voglia di dolci e di carboidrati. Pericoloso.
Come superate voi tutto questo?
Io faccio il pieno di sole appena posso.
Ogni bella giornata è preziosa per sfruttare il beneficio dei raggi di sole.
E riprendo a camminare.
Stare all’aria aperta e in mezzo alla natura aiuta molto.
Il sole scalda la pelle, ma non solo.
Allontana la malinconia, la stanchezza, ci avete fatto caso?
Io, poi, mi devo coccolare anche con il cibo, ed aumento il consumo di alimenti che stimolano la produzione di serotonina.
Quindi via libera ai cereali integrali, miele, marmellate, legumi e frutta e verdura di stagione, semi oleosi e frutta in guscio, ché la natura ci regala tutta l’energia di cui abbiamo bisogno, ecco perché io lo ripeto sempre, i cibi vanno mangiati nel periodo giusto.
Lo sapete che i pistacchi sono utili per rasserenare l’umore e ridurre l’ansia?
Che le castagne stimolano la produzione di serotonina e migliorano l’umore?
Che le pere forniscono un’ottima riserva di energia per contrastare la spossatezza autunnale?
E poi il cioccolato!
Un pezzetto(ne) di cioccolato fondente mi fa stare bene!
Il piatto di oggi, per me, è una coccola.
Semplice, ma ricchissimo di nutrienti e vitamine.
Io ho usato dello zafferano speciale.
Quello che mi ha inviato (con altri prodotti) per aver vinto questo contest qui con questa ricetta qui…la mia carissima amica Roberta del blog The Dreaming Seed.
Uno zafferano biologico in stimmi. Meraviglioso.
Lo zafferano è ricco di carotenoidi e ricchissimo di vitamine A, B1 e B2.
Migliora il tono dell’umore (è un ottimo anti-depressivo!) ed è antiossidante.
Sembra addirittura che inibisca il deposito delle proteine responsabili dell’Alzheimer.
Insomma:  ZAFFERANO = ANTIDEPRESSIVO NATURALE, ANTISTRESS, RILASSANTE, DIGESTIVO
Però.
Ricordate che alcune spezie vanno usate con cautela.
Lo zafferano è tra queste, non è un caso che venga venduto in piccolissime dosi.
Si, anche perché è costoso…
Ma è bene sapere che 10 g possono provocare l’aborto, e 20 g possono essere una dose letale.
Si, avete capito bene, letale.
Il consumo giornaliero ideale dovrebbe essere al max. di 1,5 gr.
Sono stata pesanta?
Eh vabbè, ma tutti ‘sti corsi e tutti ‘sti appunti li dovrò pur condividere con qualcuno no???

FARROTTO ALLO ZAFFERANO, ZUCCHINE, CECI E MENTA
Ingredienti (per 4 persone):
300 gr farro perlato biologico
4-5 zucchine piccole
150 gr ceci biologici (lessati)
1 bustina di zafferano (io in stimmi biologico) *
1 cipolla di Tropea
Brodo vegetale qb
Parmigiano Reggiano qb
Olio EVO qb,
Menta fresca qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
 
 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
 
 
Lavate bene il farro sotto l’acqua corrente e cuocetelo in acqua bollente salata secondo le indicazioni sulla confezione (io 20 minuti).
Tagliate la cipolla non troppo sottile, lavate e tagliate le zucchine a rondelle.
Fate rosolare la cipolla in una padella con poco olio EVO, aggiungete le zucchine e fatele saltare a fuoco abbastanza vivace girandole spesso.
Unite i ceci scolati dall’acqua della confezione e lo zafferano sciolto in poco brodo vegetale (io ho messo gli stimmi frantumati in una tazza, li ho coperti con del brodo vegetale e li ho lasciati riposare un’ora).
Regolate di sale e pepe e fate insaporire bene.
Unite il farro, le foglie di menta spezzettate e poco brodo vegetale e amalgamate bene.
Mantecate con il Parmigiano Reggiano e servite caldo.
 
 
 
 
Happiness is HOME MADE.
E ricevere un pacchettino che contiene queste cose deliziose
GRAZIE Roberta!
 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
Colazione e merenda/ Contorni/ Dolce/ Salato

La menta, come farei senza? Mojito, zucchine alla menta e muffin integrali con salsa di noci pesche menta

 

La prima cosa che ho fatto, non appena preso possesso della nuova casa, è stata quella di fare una bella aiuola aromatica in giardino, davanti alla porta della cucina.
Non so voi, ma io, senza erbe aromatiche, non riesco a cucinare.
Uso tantissimo le spezie in generale, e moltissimo quelle nostrane, le erbe aromatiche.
Oltre a profumare e colorare le pietanze hanno tantissime proprietà benefiche.
La menta è favolosa.
 
E’ molto facile da coltivare, è perenne e resistentissima.
In inverno la vedrete seccare e sparire, ma poi vi sorprenderà rispuntando a primavera più rigogliosa che mai.
E’ preferibile coltivarla in vaso perché tende ad ibridizzare, è infatti chiamata la ‘dannazione del botanico’ proprio perché ne esistono tantissime varietà.
L’unica che non si ibridizza è la menta piperita, la varietà maggiormente diffusa ed utilizzata.
La menta ha davvero tantissime proprietà.
Il suo principio attivo è un olio essenziale, il mentolo, ma contiene anche vitamina C e sostanze antibiotiche.
E’ carminativa (accelera i processi digestivi), anti-fermentativa, antisettica, è un potentissimo antibatterico (soprattutto per stomaco ed intestino) ed ha anche ottime proprietà sedative (utile nei casi di mal d’auto, d’aereo, di mare).
Ricordate però che è un blando eccitante, quindi è sconsigliato assumerla nelle ore serali, inoltre può interferire con alcune cure omeopatiche, pertanto in questo caso chiedete consiglio al vostro medico.
Secondo me in cucina, come aromatizzante, è unica.
Con alcune pietanze si sposa alla perfezione.
Con i carciofi, ad esempio, è anche d’aiuto perché evita la fermentazione ed i gas intestinali.
L’avete mai provata con le fragole? Perfetta.
Io la uso davvero tanto e, siccome tra un po’ arriverà il freddo e se ne andrà in letargo, ho deciso di approfittarne per postare alcune ricette sia dolci che salate di quest’estate che avevo in archivio.
Che dirvi ancora?
Preparatevi un buon Mojito, principe dei cocktail estivi, e passate un felice fine settimana!

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Primi piatti/ Salato

Spaghetti feta, limone e basilico alla Gordon Ramsay



Ok, lo ammetto.

Io non amo particolarmente le ricette di Gordon Ramsay.
E non ho nessun libro di ricette di Gordon Ramsay.
Ecco, ve l’ho detto.
A dire il vero mi è anche simpatico, nonostante la sua rudezza.
Adoro sostare in libreria nel reparto libri di cucina, li prendo, mi siedo comodamente sul divanetto della libreria, sfoglio, leggo, ammiro…
Ma nessun libro di Gordon mi ha ancora convinta all’acquisto.
Cosa vi devo dire?
Io mi impegno, li guardo e riguardo, ma poi non li compero e poche ricette mi ispirano davvero…
Non so dirvi il perché.
Si va anche a periodi, almeno io si.
E poi, mai dire mai. Ché solo gli scemi non cambiano idea!
Magari nelle mie prossime sessioni in libreria scatterà la scintilla!
Però una ricetta l’ho sbirciata in libreria, questa pasta.
Se ricordo bene, lui utilizzava delle linguine ed i pinoli, che io non amo molto e ho sostituito con le mandorle a lamelle.
Una pasta facile, veloce, solare, giusto in tempo prima che finisca l’estate.
E un piccolo tributo al grande Lorenzo.
Un concerto che avrei voluto vedere dal vivo.
Un grande Lorenzo Cherubini, e finalmente qualcosa di decente alla RAI.
“Vorrei dirvi una cosa, rispetto all’aria che tira.
A quello che dicono.

Io ho l’impressione…credo che…POSSIAMO FARCELAAA!!!”

Lorenzo J.
…se lo dice lui io ci credo!
 
 

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Primi piatti/ Salato

Fileja c’’a ‘nduja, melanzane, peperoni e cipolla di Tropea

Ho portato a casa poche cose dalla Calabria.
Quasi tutte da mangiare.
La cipolla di Tropea, (ben due trecce, ché di più in macchina non ce ne stavano…), la treccia di aglio, la treccia di peperoncini piccanti, l’origano secco, marmellate, sottoli, la ‘nduja di Spilinga e questa pasta.
La Fileja è una pasta tipica calabrese, ottenuta con il semplice impasto di farina di grano duro e acqua.
Non manca mai nel menu dei ristoranti, e la potrete trovare servita con vari condimenti.
Si produce nella provincia di Vibo Valentia, ma per tradizione locale si prepara in casa.
Gli ingredienti sono farina, acqua e sale.
La forma di questo tipo di pasta è avvitata ed allungata, lunghezza di circa 8-10 cm, la sua superficie ruvida, cosa tipica della pasta lavorata a mano, che permette al sugo di legarsi perfettamente.
La ricetta sembra semplice, e mi piacerebbe provare a farla.
Si setaccia la farina di grano duro sul tavolo e si aggiunge acqua poco per volta, finché l’impasto risulta liscio e morbido. Poi viene diviso in pezzi e si ricavano dei piccoli rotolini della lunghezza di circa 10 cm, si infarinano e si attorcigliano in una sorta di bastoncino detto dinaculu, molto simile ai comuni bastoncini di legno per gli spiedini, e con una piccola pressione si fanno rotolare sul piano di lavoro, una volta avanti ed un’altra indietro.
Si sfilano dal bastoncino e, prima di procedere alla cottura, vanno lasciati asciugare su un piano coperto da un canovaccio infarinato o su un cesto di vimini.
Questa, già pronta all’uso, ho pensato di condirla con tutti i sapori che mi ricordano la mia Calabria, cioè le melanzane, i peperoni piccolini e dolci che vedete nella foto, la cipolla di Tropea e la ‘nduja.
Per chi non la conoscesse, la ‘nduja è una sorta di salume tipico del paese di Spilinga in provincia di Vibo Valentia.
Viene preparata con carne di maiale, sale e peperoncino.
Nasce come prodotto povero, in origine infatti veniva prodotta dai contadini per poter utilizzare le parti di scarto del maiale, si univa il peperoncino per insaporire ed il sale per conservare.
Era un ottimo condimento per insaporire piatti poveri, come verdure, pane e pasta.
Insomma, un piccolo tributo alla regione che mi ha ospitata e dove ho passato una bellissima vacanza..
Fileja c’’a ‘nduja, a modo mio!
Buon fine settimana!

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Salato/ Secondi vegetariani

Parmigiana di peperoni alla burrata; friselle integrali ai pomodorini gialli e friggitelli

 

Ebbene si.
E’ giunto il momento delle vacanze.
E quest’anno, scusatemi, mi permetto di dire che ce le meritiamo davvero.
La scorsa estate sono saltate, e con le tante cose accadute e fatte quest’anno siamo giunti a questo agosto bollente leggermente affaticati.
Si parte.
Valigie quasi pronte, bestiole sistemate (alias per chi passa di qua per la prima volta, 1 labrador e 2 porcellini d’India), casa affidata ai nonni…insomma, si parte.
Io porto con me il PC e tutto il resto, ma non so se riuscirò a collegarmi, tutto dipende dalla rete, se ci sarà la possibilità magari posterò pure qualche foto e ricettina sciuè-sciuè da vacanza…tipo queste che vi propongo oggi.
Insomma, BUON AGOSTO!
E NON ABBANDONATE GLI ANIMALI, OK?
 
UNA BESTIOLA ADOTTATA E’ PER LA VITA.
 



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Salato

Fusillotti mazzancolle e peperoni arrostiti … e salicornia, ma non tutto insieme!


E’ tutto vero.

Quello che si dice del trasloco.

E’ faticoso. Tanto faticoso.

Tutti quegli oggetti da impacchettare, abiti da riporre, cose da scartare, la confusione, la stanchezza…

Ma poi, dopo giorni, settimane, mesi anche, a sistemare, dipingere, smontare, cucire, incollare, inventare…finalmente la casa prende forma.

Si eliminano cose superflue e si tengono solo quelle che meritano nuova vita, magari con un recupero creativo e casalingo.

Allora la stanchezza se ne va ed arrivano nuove energie.

E’ così che mi sento ora, anche se le ferie ancora non le abbiamo fatte, non sono stanca.

Si, non ho una manicure perfetta, altro che french….c’è l’aiuola aromatica da sistemare, c’è da dipingere, da cucire, incollare…beh anche cucinare ché mica è chiusa la cucina qui!

E vedere una libreria, smontata, ridipinta, rimontata e riempita mi dà soddisfazione.

Vedere pian piano i libri al loro posto, le tende appese, l’erba del giardino che si riprende, le bambine felici per le loro nuove camerette, i nostri amici pelosi a loro agio, il poter finalmente cenare fuori tutte le sere, beh, mi dà carica.

E la luce. La luce che c’è qui mi riempie gli occhi, mi fa felice.

 

Questa pasta, anzi una di queste due, nasce un po’ per caso.

I peperoni adesso io li compero e cucino spessissimo. E’ il loro momento e io li adoro.

L’idea era di preparare la pasta con peperoni arrostiti e gamberi o mazzancolle.

Dal pescivendolo però, c’era questa benedetta piantina che mi guardava, io gli chiedo ‘Scusi, ma questa è la salicornia?’,  lui, ‘Si signora, è un’alga che mi arriva pochissime volte l’anno, la provi, va sbollentata e ci può fare la pasta o il risotto’ potevo non provarla? Ne avevo già sentito parlare, ma non l’avevo mai trovata in vendita. (e comunque NON è un’alga..)

Una volta a casa ho seguito le indicazioni del pescivendolo, sbollentandola per circa 8 minuti, ma dopo essermi consultata con le mie amiche BLOGGALLINE, la carissima e preparatissima Ada del blog Siciliani creativi in cucina, mi dice che è davvero troppo, che va cucinata molto meno e che è buonissima anche cruda.

Allora, che ho fatto?

Ormai quella me la sono mangiata com’era, un pochino stracotta…

Ma sono tornata a prenderne un altro mazzetto, e con le mazzancolle tenute da parte ho preparato la pasta cucinandola molto meno.

Confesso, ho provato  a mangiarla cruda come consigliato da Ada, ma per me è troppo forte il gusto, ho preferito sbollentarla per un paio di minuti.

Che dirvi, se siete curiosi è da provare, quindi se vedete una pianta carnosa nel banco del pesce chiedete lumi, probabilmente è lei!
Tante amiche stanno partendo per le vacanze e colgo l’occasione per salutarle.

Divertitevi, riposatevi, ridete, mangiate bene, fate tutto quello che vi piace di più.

La prossima settimana siamo in partenza, ma io cercherò di seguire il blog…non assicuro nulla, ma forse sarò qui.

BUONE VACANZE!

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