Non so voi, ma io faccio una fatica immensa ad abituarmi all’autunno, alle giornate che si accorciano, alla nebbiolina la mattina, al grigio, alle maglie e giacche, ché fa freddino…
Ho ancora voglia di sole, di cielo azzurro, di giornate lunghe e luce, del potersi vestire con due cose…
…poi mi passa, poco per volta mi abituo ed apprezzo anche la stagione fredda in arrivo.
La prima zucca della stagione l’ho presa che faceva ancora caldo, in una fattoria biologica, dove polpettina ha fatto anche i centri estivi.
Mi sono davvero scatenata, e in un paio di giorni l’ho finita, utilizzandola in diverse ricette.
Quindi siate pronti alla saga della zucca nei prossimi post!
Poi non dite che non vi avevo avvertiti ;-).
Quest’ultima settimana è stata intensa e piena di emozioni.
Una delle mie cugine americane è venuta a trovarci, non la vedevo da quando io sono stata ospite da loro, circa 25 anni fa…
Non mettetevi a fare i conti sulla mia età, ché non è carino.
Poi detto tra di noi cosa importa? Tanto non li dimostro … eh eh eh
E’ bello sapere di avere un’altra famiglia in un altro continente, a S. Francisco, e dei legami che, nonostante la distanza ed il tempo che passa, rimangono.
Ora vi lascio e finisco di preparare il trolley. Domani si parte, destinazione Milano.
Domani sera, presso l’Hotel Enterprise di Corso Sempione, si terrà il gran finale, la serata di premiazione de “La Cucina Italiana nel Mondo verso l’EXPO 2015” contest promosso da Le Bloggalline in collaborazione con Informacibo, il patrocinio di Expo Milano ed in collaborazione con il Consorzio del Prosciutto di Parma, Consorzio del Parmigiano Reggiano e Amarena Fabbri.
Io vi saluto, quando torno vi racconto tutto!
VELLUTATA di ZUCCA e PATATE con QUENELLE DI RICOTTA GRATINATE
Ingredienti:
Vellutata di zucca e patate
2 patate di media grandezza
500 g polpa di zucca
½ cipolla
1 lt di brodo vegetale (1 carota, 1 cipolla, 1 costa sedano)
Rosmarino fresco
Sale integrale qb
Pepe bianco qb
Olio EVO qb
Quenelle di ricotta
300 g ricotta biologica di mucca (soda)
2 cucchiai di Grana Padano grattugiato
Sale integrale qb
Pepe bianco qb
Olio EVO qb
Salvia e rosmarino freschi qb
mandorle a lamelle qb
Tritate la cipolla e fatela soffriggere in una pentola capiente con un paio di cucchiai di olio EVO.
Lavate e sbucciate le patate e tagliatele a dadini, fate la stessa cosa anche con la zucca.
Alla cipolla unite sia le patate che la zucca e lasciate cuocere alcuni minuti, quindi aggiungete il brodo vegetale (che avrete preparato mettendo a bollire in acqua leggermente salata le verdure lavate e tagliate a pezzettoni, lasciandole cucinare a fuoco basso per circa 30-45 minuti, filtrando poi il tutto a fine cottura), il rosmarino fresco, e continuate la cottura a fuoco medio.
Quando le verdure saranno ben cotte, regolate di sale e pepe e frullate con il mixer ad immersione fino a ridurre ad una crema.
Per le quenelle, scaldate il forno a 190°, quindi lavorate la ricotta con il Grana Padano grattugiato, un cucchiaio di olio EVO, poco sale e pepe.
Aiutandovi con due cucchiai formate 4 quenelle e disponetele su una teglia coperta di carta forno.
Preparate un trito di salvia e rosmarino, con il quale cospargerete le quenelle.
Finite con poche mandorle a lamelle e infornate per una decina di minuti, comunque fino a quando saranno leggermente gratinate.
Servite la vellutata disponendo in ogni piatto una quenelle ancora tiepida, un giro d’olio, una grattugiata di pepe e, a piacere, dei piccoli dadini di pane raffermo (io li ho saltati in padella con poco olio EVO ed uno spicchio d’aglio schiacciato).
Avete presente quando vi capita di mangiare fuori qualcosa di buono, che vi stuzzica il palato, e il desiderio di riprovare a farlo a casa vi assale?
Ecco.
A me capita spesso.
Questo forse non è un piatto così strano e particolare, in fondo è un hamburger…
Ma mi è piaciuto così tanto che ho voluto provare a farlo praticamente subito, appena tornati da Londra.
Potete servirlo a mò di hamburger con tutti gli ingredienti stratificati, ma vi servirà un ananas più piccolino, diversamente le fette deborderanno dal panino…
Io ho preferito lasciarlo destrutturato, esattamente come l’ho mangiato a Londra.
Poi volete mettere la soddisfazione di farsi anche i panini?
Si ok, si lavora un pochino, ma vedere tutta la famiglia concorde sulla bontà, che ripulisce allegramente il piatto, ripaga del tempo impiegato a prepararlo!
Alla fine del post, un piccolo reportage fotografico del mini-raduno de Le Bloggalline alla Festa della Vendemmia 2014, presso le Tenute Tomasella in quel di Portobuffolé.
Vi saluto, buon fine settimana gente!
HAMBURGER di POLLO con ANANAS GRIGLIATO e PANINI HOMEMADE
Ingredienti ( per 4 hamburger e 4 panini):
Panini per hamburger (ricetta tratta da “Come si fa il pane” di E. Hadjiandreou)
200 g di farina macinata a pietra tipo 1
¾ cucchiaino di sale integrale
6 g di lievito di birra fresco (o 3 gr di lievito secco attivo)
130 ml acqua calda
Hamburger di pollo
500 g di petto di pollo
1 uovo biologico
3 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
1 spicchio d’aglio (a piacere)
Salvia e prezzemolo freschi qb
Sale integrale qb
Pepe bianco qb
3 grani di pepe di Sichuan (tritato o pestato nel mortaio)
Per completare
1 ananas fresco
2 cipolle di Tropea
Insalata a piacere (a foglia grande)
mandorle a lamelle una manciata
olio EVO
sale qb
pepe qb
Panini per hamburger
1) In una piccola ciotola, mescolate la farina e il sale, tenete da parte. Questi sono gli ingredienti secchi.
2) In un’altra ciotola (più grande), mescolate il lievito con l’acqua calda fino a che sarà sciolto. Questi sono gli ingredienti umidi.
3) Unite gli ingredienti secchi a quelli umidi.
4) Mescolate i due composti con un cucchiaio di legno (io ho eseguito questa operazione con la planetaria, gancio) e lavorateli con le mani finché si formerà un impasto.
5) Usate un raschia-pasta per pulire le pareti della ciotola (o della planetaria) ed assicurarvi che gli ingredienti siano ben mescolati.
6) Coprite l’impasto con una ciotola e fatelo riposare per 10 minuti.
7) Trascorso il tempo l’impasto è pronto da lavorare. Lasciandolo nella ciotola, tirate una parte dell’impasto dal lato e premetelo al centro. Girate leggermente la ciotola e ripetete l’operazione con un’altra porzione di impasto. Ripetete altre 8 volte. L’intero processo dovrebbe durare circa 10 secondi e l’impasto dovrebbe iniziare a fare resistenza.
8) Coprite nuovamente e lasciate riposare per 10 minuti.
9) Ripetete due volte le fasi 7 e 8. Dopo la terza lavorazione, l’impasto dovrebbe essere liscio.
10) Ripetete la fase 7 un’ultima volta. Dopo questa lavorazione, capovolgendo l’impasto nella ciotola dovreste avere una palla liscia.
11) Coprite nuovamente e fate lievitare per 1 ora.
12) Trascorso il tempo l’impasto dovrebbe essere raddoppiato di volume, schiacciatelo delicatamente con il pugno per sgonfiarlo e fare uscire l’aria.
13) Trasferite l’impasto su un piano di lavoro infarinato e dividetelo in 4 porzioni uguali (da ca. 80 gr ciascuna) utilizzando un raschia-pasta di metallo o un coltello.
14) Prendete una porzione di impasto e rotolatela tra le mani fino ad ottenere una pallina liscia perfettamente rotonda. Appiattitela leggermente da un lato ed appoggiatela su una teglia coperta di carta forno, con il lato schiacciato in basso.
Formate in questo modo i 4 panini.
15) Coprite e fate lievitare per circa 15-20 minuti, fino a quando saranno quasi raddoppiati di volume.
16) Nel frattempo accendete il forno a 240° (ventilato) o alla massima temperatura.
Mettete a scaldare una teglia sul fondo del forno e tenete da parte una tazza piena d’acqua.
17) Mettete i panini lievitati nel forno ben caldo, versate l’acqua tenuta da parte nella teglia sul fondo per formare il vapore e abbassate la temperatura a 220°.
Cuocete i panini per circa 15 minuti, comunque fino a che saranno belli dorati.
Per verificare la cottura, rigiratene uno e dategli un colpetto sul fondo, dovrebbe suonare vuoto.
Fateli raffreddare su una griglia.
Hamburger di pollo
Tritate la carne di pollo nel cutter (robot da cucina), trasferitela in una terrina ed unite l’uovo, il Parmigiano, l’aglio tritato (privato dell’anima) e mescolate bene con un cucchiaio di legno.
Unite anche sale, pepe bianco, pepe di Sichuan tritato e le erbe aromatiche lavate e tritate.
Mescolate bene e, con le mani bagnate, prelevate una parte di prodotto e formate delle palline con i palmi delle mani, disponetele su un piatto coperto di pellicola trasparente, appiattendole un po’ per dare loro la forma dell’hamburger.
Fate riposare gli hamburger in frigorifero per almeno una mezz’ora affinché si compattino (io li ho passati in abbattitore in modalità surgelazione per una decina di minuti).
Scaldate una padella antiaderente dal fondo spesso e cuoceteli a fiamma media per circa 3-4 minuti per lato.
Io ho finito la cottura in forno caldo, li ho trasferiti su una teglia rivestita di carta forno e li ho lasciati a 180° per circa 6-7 minuti.
Per completare il piatto
Tagliate le cipolle a fette spesse e grigliatele da entrambi i lati, salate e pepate.
Preparate le fette di ananas e grigliate anche queste da entrambi i lati.
Tostate le mandorle in una padella antiaderente.
Servite il piatto con le foglie di insalata sul fondo (lavate ed asciugate), disponete sopra l’ananas e la cipolla grigliati, hamburger ed il panino.
Regolate di sale e pepe, finite il piatto con poco olio EVO e le mandorle tostate.
La settimana è quasi passata, e per noi è stata abbastanza frenetica.
La prima settimana di scuola è sempre così, se poi è moltiplicata per due diventa una settimana di corsa.
Respirando profondamente e ripetendo ‘OHMMMM’ mentalmente, mattinate passate in coda per acquistare il materiale scolastico, i libri, per fare i vari pagamenti in banca (contributo volontario, ne vogliamo parlare? No, meglio di no và, ché sennò ci viene mal di stomaco di prima mattina…), per acquistare i buoni mensa (ovviamente in un’altra banca, mica vorremmo semplificare le cose, naaaaaaa), per consegnare documenti vari in direzione, le alzatacce e le vestizioni frenetiche da metabolizzare … insomma non è stato semplice ma siamo sopravvissuti!
La cosa che però ci rende felici è che Polpettina ha avuto un approccio perfetto, è contenta, carica e si sveglia volentieri per andare a scuola, cosa chiedere di più?
Si sente grande, ed è davvero cresciuta tanto, soprattutto caratterialmente.
Come crescono in fretta.
Lei non vorrebbe più essere chiamata così.
Polpettina intendo.
Ma la chiamo in questo modo da quando è nata, mi viene così spontaneo mannaggia!
Capisco però che ormai è grande, quindi abbiamo trattato sulla faccenda.
Mi ha concesso di chiamarla Polpettina solo tra le mura domestiche, fuori no, fuori è Serena e basta.
A proposito di polpette, io con queste l’ho ingannata per bene, che le seppie non le vuole vedere neanche da lontano, ma che sotto forma di polpetta mangerebbe qualsiasi cosa.
Provatele, sono ottime!
La salsa secondo me ci sta troppo bene, ed è ottima per accompagnare anche carni bianche ed in particolar modo quelle alla griglia!
Ora vi saluto e mi riposo un po’, ché il fine settimana sarà abbastanza pieno.
Domani vado in gita in un bel posto con la mia cara amica Lara .
Domenica invece saremo in tante ad una bella festa, presso le Tenute Tomasella!
Le Bloggalline alla vendemmia!
Insomma fine settimana intenso, vi auguro buon week end gente!
Poi quando torno vi racconto!
POLPETTE DI SEPPIA con SALSA ALLO YOGURT
Ingredienti:
Polpette di seppia
500 g di seppie
40 g Parmigiano Reggiano grattugiato
90 g pane grattugiato (più altro per panare le polpette)
Lavate bene le seppie sotto l’acqua corrente (le mie erano già state pulite, diversamente eliminate pelle, osso, becco ed occhi), tagliatele a pezzettoni e tritatele finemente nel cutter (robot da cucina) con lo spicchio d’aglio privato dell’anima, unite le uova, il Parmigiano ed il pane grattugiato.
Per ultimo unite il prezzemolo fresco, mescolate bene, quindi con le mani bagnate per evitare vi si appiccichi il composto, formate delle palline e passatele nel pane grattugiato.
Scaldate l’olio nella padella (verificate se è pronto facendo la prova stecchino, immergete uno stecchino, se si formano delle bollicine tutto intorno l’olio è alla giusta temperatura), fate cuocere poche polpette per volta (3-4 a seconda della dimensione della padella), giratele durante la cottura e toglietele appena le vedrete belle colorate.
Servite calde (potete tenerle al caldo nel forno, a bassa temperatura) con la salsa allo yogurt.
Salsa allo yogurt
Tritate l’aglio ed unitelo allo yogurt, mescolate bene quindi unite anche gli altri ingredienti.
Menta fresca sminuzzata se vi piace, ma è buona anche senza.
Regolate di sale e pepe e conservate in frigorifero fino al momento di servirla.
Carissime FoodBloggers e FoodLovers, siamo entusiaste di comunicarvi l’avvio del primo imperdibile contest de Le Bloggalline in collaborazione con INformaCIBO, il quotidiano web del Gusto.
L’invito è quello di partecipare all’evento internazionale de «La Cucina Italiana nel Mondoverso l’Expo 2015» promosso da INformaCIBO con il patrocinio di Expo 2015 Milano.
Le nostre ricette si uniranno a quelle dei grandi chef: partecipano infatti all’iniziativa il CIM, Chef Italiani nel Mondo, un network che raggruppa 3500 chef italiani che lavorano in oltre 70 paesi in tutto il mondo, Ciao Italia, Ristoranti italiani nel mondo e la storica Associazione UIR – Unione Italiana Ristoratori.
La manifestazione si avvale di prestigiosi main sponsor come il Consorzio del Prosciutto di Parma, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Fabbri 1905 e il sostegno di Parma Alimentare, Cibus, Alma, Apt dell’Emilia Romagna, Parmigiano Reggiano Bonat Medaglia d’Oro, Ifse Scuola di Cucina , ITS Italy to Savour, Degusta e tanti altri.
Noi siamo qui a dare lo start a questo contest unico.
Cosa succede quando parte una piccola idea nel gruppo LE BLOGGALLINE?
Avevamo pensato che sarebbe stato bello farci un giretto a Venezia una mattina, passando al mercato del pesce e fermarci poi a pranzo in qualche bàcaro.
Ma perché non chiedere nel gruppo se qualche altra gallinella veneta voleva unirsi a noi??
Ed ecco materializzarsi una giornata piacevolissima, trascorsa con alcune amiche già conosciute ai precedenti raduni di Milano e Tuscania, altre invece conosciute proprio in questa occasione, Genny, Silvia; Elisa; Marianna, Sandra, Cinzia, Lara e io.
La cosa bella è che la sensazione è quella di sentirsi completamente a proprio agio, come se ci conoscesse già da tempo…e forse è anche un po’ vero dato che ogni giorno ci si trova, ci si saluta, si scherza, e molto altro nel gruppo facebook.
Abbiamo iniziato la mattinata con una tappa in pasticceria, da Tonolo, quella dove i miei genitori comperavano la millefoglie (quella di cui parlo qui) per poi mangiarci un ottimo fritto take away da Acqua e Mais (Campiello dei Meloni, vicino a Campo S. Polo).
Sulla strada per raggiungere il Mercato del pesce, tappa in drogheria per scorte di spezie, golden syrup, acqua di rose…
E poi il mercato del pesce e della frutta di Rialto.
Peccato non aver potuto comperare del pesce, non sarebbe sopravvissuto fino al pomeriggio purtroppo..
Ma le ortiche si! Le ortiche le ho comperate, e sono arrivate a casa anche abbastanza in forma (..e sono finite nel risotto che vi propongo oggi!)
Poi il pranzo delizioso e piacevolissimo al Ristorante dell’Hotel Savoia & Jolanda in Riva degli Schiavoni, offerto dall’amico di Marianna, lo Chef Pasticcere Molin.
Insomma vi lascio tutte le foto della bellissima giornata, da rifare al più presto ragazze, vero?
Mi è sempre difficile scrivere il post del dopo raduno.
Soprattutto iniziarlo.
Tante, troppe emozioni mi bloccano i pensieri, me li mandano in confusione….
Ma voi pensate a questo.
Un luogo incantato e ricco di storia come la Tuscia, e più precisamente Tuscania.
Una scuola di cucina all’interno di un vecchio convento, bellissima, moderna, accogliente, e ad accompagnarti nell’esperienza uno staff fantastico, gentile e disponibile.
Vivere quest’esperienza bellissima insieme alle amiche con le quali condividi le chiacchiere di ogni giorno, e soprattutto una grande passione, l’amore per la cucina.
La felicità di poter abbracciare di nuovo delle carissime amiche, e di conoscere di persona, finalmente, quelle che ancora non avevi incontrato.
A questo aggiungete un clima primaverile ed un sole stupendo, ed il fatto che molte di noi hanno portato anche la famiglia.
chiedo scusa se non sono riuscita ad indicare la proprietà su alcune foto che non ho fatto io, ma con tutte le notifiche del dopo raduno ed i tag su facebook, giuro che non ci capisco più niente!
Normalmente si trovano in vendita da aprile in poi, ma le ho già trovate fresche dal fruttivendolo, e non ho saputo resistere.
E’ un po’ laborioso toglierle dal baccello, lessarle e sgusciarle, ma il vantaggio di tutto ciò (oltre al fatto che fresche sono buonissime) è che le due pischelle sono abbastanza interessate a questi lavoretti, e si divertono un sacco a farlo (un pochino litigano anche…”non è giusto tu sei più veloce e ne fai di più” la cinquenne, “beh, non è mica colpa mia se tu sei lenta!” l’undicenne… ).
Inoltre, grazie al fatto che ci hanno lavorato personalmente, le hanno anche mangiate molto più volentieri, il che non guasta (ché per certe cose qui è ‘na battaglia!)
La menta ha già fatto capolino nella mia aiuola di aromatiche, e con le fave è davvero la morte sua.
Qualcuno di voi già sa della mia dipendenza da pane carasau (ricette qui, qui, qui e qui), mi piace davvero tanto e lo uso spesso in cucina, ed ecco come sono nati questi cestini.
L’idea arriva da un libro davvero carino, che ho acquistato di recente ,“Insolito muffin”, che propone l’utilizzo dello stampo da muffin per preparazioni sia dolci che salate a mo’ di finger.
Ma sul resto, lo confesso, ho improvvisato.
Non ho preparato la ricetta ad hoc cercando ingredienti speciali.
Questa è la classica ricetta “fai con quello che trovi dentro al frigorifero”.
E’ anche vero però che molto spesso, da cose improvvisate, ne nasce qualcosa di soddisfacente, e che merita di essere replicato.
Non sono perfetti, né bellissimi, il loro aspetto è rustico, come piace a me.
Comunque sul veloci e buoni posso garantire!
E poi…
E’ arrivato il momento che attendevamo da diverse settimane!
Ci sentivamo quotidianamente, a tutte le ore del giorno….ed anche a notte inoltrata…
Per decidere su questo o quello, passarci il testimone su una cosa da finire, o da decidere..
La cosa bella è che eravamo sempre d’accordo, nonostante non fossimo poche…
E allora sapete che vi dico?
Che è bello lavorare con donne così!
E che non è vero che le donne non fanno squadra, a volte la fanno e si divertono pure!
Quindi GRAZIE!
Grazie alle mie compagne di avventura, e a tutte le bloggalline che hanno deciso di seguirci in questo progetto.
Sulla ricetta non vi dico molto, solo che io adoro sia i calamari che i gamberi e che insieme al riso venere secondo me ci stanno benissimo!
Scappo, e di corsa! Sperando che il maltempo ci dia un po’ di tregua, vi auguro un sereno fine settimana!
RISO VENERE AL RADICCHIO TARDIVO, CALAMARI E GAMBERI ‘IMPACCHETTATI’
Ingredienti:
200 g riso nero venere
350 g calamari freschi
150 g code di gambero (3 a porzione)
1 cespo di radicchio di Treviso tardivo IGP
alcune fette di pancetta stufata (tipo bacon)
2 spicchi aglio
Olio EVO qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
Curcuma qb
Fate bollire il riso in acqua salata secondo i tempi di cottura indicati nella confezione.
Scolatelo e tenetelo da parte.
Pulite i calamari, eliminando la pelle, il becco, le interiora e gli occhi, lavateli con cura sotto l’acqua corrente e tagliateli ad anelli.
Fate rosolare uno spicchio d’aglio schiacciato in poco olio EVO, unite i calamari e fateli cuocere per una decina di minuti (facoltativo, sfumateli con poco vino bianco e fate evaporare).
In un’altra padella fate soffriggere uno spicchio d’aglio tritato (io elimino l’anima dell’aglio) in poco olio EVO, unite il radicchio tardivo tagliato a pezzettini piccoli e fatelo stufare, salate e pepate. Tenete da parte.
Sgusciate le code di gambero, lavatele ed avvolgetele nelle fettine di pancetta stufata (io le ho divise a metà perché erano troppo alte), disponetele su di una teglia coperta di carta forno e cuocetele in forno a 180° per una decina di minuti.
Usate la funzione grill per gli ultimi minuti di cottura, dovranno essere belli dorati e croccanti.
In una padella capiente o in un wok, saltate velocemente il riso insieme al radicchio stufato ed i calamari (tenendone da parte alcuni per la decorazione del piatto, io tengo i tentatoli e qualche anello), solo a fine cottura pepate e unite della curcuma (quantità a vostro piacere).
Se vi va di presentare il piatto in modo diverso, utilizzate un coppa-pasta per dare una forma elegante al riso.
Infine decorate con i calamari e con i gamberi ‘impacchettati’.
Ci sono delle storie che per raccontarle servono romanzi, intere pagine di dialoghi, lacrime e fazzoletti sprecati.
Ci sono altre storie più romantiche, a lieto fine, fiabe delicate e dalle guance rosee.
Ci sono poi delle amiche. Che invece che al bar si incontrano in un bar un po’ più…virtuale, pieno di voci, di starnazzamenti, di distrazioni. Queste amiche hanno iniziato a scrivere la loro storia proprio come se fosse un romanzo, passo dopo passo, lasciando che tutto prendesse forma.
Le autrici di questa storia sono un piccolo gruppo di blogger, approdate poi a Facebook: le chiacchiere tra quattro amiche sono diventate la realtà di un gruppo, Le Bloggalline, che conta più di 300 iscritti, in poco meno di un anno!
Le Bloggalline “sono donne, mamme, ragazze, giovani donne, nonne. Timide, estroverse, dei vulcani di energia, confidenti, amiche. Sanno dirti le parole giuste, ascoltare, confrontarsi. Apprezzano le bellezze del mondo e della vita, riflettono davanti alle cose brutte. Fanno tesoro dei momenti speciali, sono sincere, cercano l’armonia. Amano, scherzano, si scoprono nei punti deboli per farsi accarezzare dalle parole dolci di un’amica. Gioiscono come se il successo fosse il loro. Raccontano come se ti avessero voluto lì con te. Si informano come se ti conoscessero da sempre.“
È questo lo spirito con cui scriviamo la nostra storia quotidiana, condividendo tutto: l’amore per il cibo, lo scambio umano, il supporto, i consigli e gli incontri, che ne sono diventati la linfa principale. Tutto questo ci ha fatto capire l’importanza del lavoro delle bloggers e della presenza di una linea guida, un Codice Etico, che vada a disciplinare coloro vorranno farne parte.
Oggi nasce il blog delle Bloggalline e in esso il Codice Etico al quale tutte ci riferiamo nello svolgimento della nostra passione, quella di bloggers.
Le Admin tutte sono liete di rendervi partecipi al lavoro delle ultime settimane che, in collaborazione con un altro piccolo gruppo di amiche Bloggalline, ha portato alla stesura del Codice Etico, presentato all’interno di un blog.
Il blog delle Bloggalline http://lebloggalline.blogspot.it/ sarà il contenitore di iniziative, incontri, eventi, raduni e quant’altro!
Il Codice vuole essere una piccola linea guida per le Bloggalline, un vademecum di valori e interessi da tenere a mente, un gomitolo dal quale far partire tanti bellissimi fili colorati, dove ogni colore rappresenta una di noi e il suo contributo all’insieme delle sfumature del gruppo, molto nutrito e ricco di vita.
Giuro che a pensarci mi sembra davvero incredibile.
E’ stato organizzato con così tanto entusiasmo e rapidità la prima volta a Roma, poi c’è stato l’incontro di Firenze ed eccoci di nuovo, e questa volta a Milano.
Da quell’8 marzo 2013, giorno in cui, durante una chat tra amiche blogger, sono nate le BLOGGALLINE, il gruppo è cresciuto tantissimo.
Conta ormai quasi 300 blogger che, quotidianamente, si incontrano su Facebook, per semplice amicizia e condivisione.
Per un semplice saluto, per scambiarsi informazioni (..e non solo di cucina), per darsi una mano in un momento no, ma anche per gioire insieme nei momenti felici.
E quando non bastano le parole scritte su Facebook, subentra anche il telefono e l’amicizia si rafforza giorno dopo giorno.
Poi arrivano questi momenti, e allora tutto diventa magico.
L’emozione era tantissima prima di scendere dal treno.
Avrei riabbracciato amiche già incontrate a Roma, ma avrei finalmente potuto conoscere di persona amiche finora solo virtuali.
Ed ecco la spontaneità, la sincerità dei sorrisi, degli abbracci e la voglia di stare insieme, chiacchierare, godersi insieme un ottimo pranzo, ed una bellissima e soleggiata Milano.
A me succede così, quando le emozioni sono troppe, le parole vengono meno…non so bene come metterle giù, una dopo l’altra, su un foglio bianco…
Quindi vi lascio le foto, che meglio spiegano queste due giornate di felicità ed amicizia sincera, ecco chi le BLOGGALLINE.
Non sono mai mancata per così tanto tempo da quando ho aperto il blog.
Mi è mancato tantissimo.
E’ stato abbastanza frustrante non avere il tempo per poterlo seguire ed aggiornare, è come se fosse un figliolo che va accudito, seguito…
Poi, non avere il tempo per visitare i blog delle mie amiche bloggalline, non poter andare a Firenze e partecipare al secondo raduno. Sob è stato difficile.
MA.
Ma questi sacrifici li ho fatti per seguire delle cose importanti, che dovevo fare e che ci tenevo tanto a fare.
Insomma il trasferimento famiglia a nuova sede è ormai completato, anche se in casa sono ancora presenti scatoloni da svuotare e mobili IKEA da montare, ma il più è fatto!
E’ stata dura gente, credo ci vorranno mesi per disintossicarmi…
Il corso all’Istituto Alberghiero è finito tra il sollievo ed il rimpianto.
Sollievo perché, credetemi, cucinare bardati con la divisa, in una cucina dove la temperatura supera i 30°, forni e fuochi accesi ovunque, non è cosa facile.
Le gambe si gonfiano, il sudore scivola lungo la fronte e la schiena.
E’ dura fare il cuoco, lo sapevate già? Beh anch’io lo immaginavo, ma provarlo rende maggiormente l’idea.
Rimpianto perché, cosa scontata, mi è piaciuto tantissimo.
E’ stato intenso, coinvolgente, faticoso, vissuto.
Ho conosciuto persone speciali, e parlo dei miei compagni di avventura, ma anche e soprattutto degli chef insegnanti, così diversi tra loro e così bravi.
Non so se mi leggeranno qui, ma vorrei ringraziarli tutti, per le tante ore trascorse insieme fianco a fianco a sudare, litigare, sbucciare, lavare, impastare, decorare, ridere, mangiare, fotografare, chiacchierare, bere.
GRAZIE!
Alcuni, forse (Viviana e Luigi) saranno ancora miei compagni in un’altra avventura a settembre, ma non vi dico nulla di più, è ancora un forse.
Devo però anche ringraziare tanto le mie amiche blogger, che in questo mese di assenza sono state comunque presenti.
Le BLOGGALLINE mi hanno fatto compagnia per tutto il mese nel gruppo di facebook, sempre un post simpatico, un commento da lasciare e tanta allegria e condivisione.
Poi le foto del raduno a Firenze, anche se non c’ero il mio cuore era con voi!
Ma un grazie particolare ad alcune amiche che ogni tanto mi mandavano un messaggio del tipo ‘Roby, sei viva?’ ,Roby, come stai? Finito il trasloco?’…sono piccole cose che però danno coraggio e forza.
GRAZIE, GRAZIE GRAZIE!
Nella nuova cucina il forno l’ho usato solo due volte…e funziona!
Ma questa ricetta è stata fatta nella vecchia casa, troppo facile e troppo buona per lasciarla in archivio.