Queste settimane stanno passando davvero velocemente, forse troppo.
Io non mi rendo nemmeno conto che tra poco è Natale…
Tante cose da fare durante la settimana, diversi gli spostamenti fatti nell’ultimo periodo e forse anche il freddo che non arrivava mai, mi hanno davvero fatto perdere un po’ la consapevolezza del tempo e le giornate che scorrono…veloci.
Non ho ancora fatto l’albero di Natale, e io di solito entro l’8 Dicembre lo faccio sempre.
Ecco, mi sa che ora finisco di preparare il trolley così stasera c’è il tempo par fare l’albero con le mie ragazze in tutta tranquillità.
Ve l’avevo detto che la zucca l’ho davvero cucinata tanto in questo periodo.
Ecco, questa ricettina era lì che aspettava buona buona di essere pubblicata, ed eccola qua!
Semplice, anzi semplicissima.
Un cake morbido e profumato.
Io ho utilizzato diverse spezie, tra queste il pimento giamaicano che ha un profumo speciale.
Viene chiamato pepe di Giamaica o pepe garofanato, è una spezia ricavata da un albero sempreverde della stessa famiglia del Mirto, originario dell’America Centrale e dell’area caraibica.
Si presenta sotto forma di palline, simili al pepe, ed ha un aroma particolare e molto intenso, che ricorda la cannella, il pepe, i chidi di garofano e la noce moscata messi insieme.
È molto utilizzato nella cucina caraibica e, secondo me, si presta molto bene anche per profumare biscotti e torte.
Io ora vi lascio e torno agli ultimi preparativi.
Domani mattina si parte.
Destinazione Firenze.
Come al solito, quando torno vi racconto tutto.
Promesso.
A me i profumi e le spezie ricordano un’amica in particolare, Vatinee Suvimol, perfetto quindi questo cake per partecipare al suo Giveaway in occasione del compleanno del suo blog A Thai Pianist, bellissimo, nella sua nuova veste.
Ero lì, con lo sguardo sognante, ad ammirare il bancone mentre sorseggiavo il mio caffè con le brioscine integrali (deliziose), ad ammirare le bundt cake esposte come tanti dolcissimi soldatini sul bancone.
E mi è venuta voglia di tirare fuori lo stampo (bello come un soprammobile!) Nordic Ware e metterlo al lavoro.
Io ho un debole per le torte con le mele.
Ed ho un debole anche per la frutta secca.
E queste noci…
Sono difficili da trovare le noci pecan.
Quindi appena le ho viste al super…subito mie!
L’albero delle noci pecan è originario della zona al confine tra Centro America e Stati Uniti D’America, la cosa curiosa è che il termine ‘pecan’, nella lingua degli indiani d’America, significa letteralmente ‘nocciola che richiede una pietra per essere rotta’.
Le noci pecan sono ricche di acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico, che è un’ottima fonte di antiossidanti, e la loro regolare assunzione aiuta ad abbassare il livello del colesterolo cattivo nel sangue aumentando invece quello buono, oltre che contrastare l’insorgenza dei tumori, in particolar modo il cancro al seno.
Insomma ora che le ho trovate ho fatto scorta e le ho messe subito dentro ad una torta!
Sabato 22 Novembre a Desenzano,
parteciperò come blogger ma soprattutto come mamma,
APPLE and PECAN BUNDT CAKE con MELE SPEZIATE CARAMELLATE
Ingredienti
Per la torta
220 g burro biologico (morbido)
280 g zucchero di canna (più poco per le mele)
4 uova biologiche
1 presa sale integrale
230 g farina macinata a pietra tipo 1
100 g farina di riso biologica
½ bustina di cremor tartato
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
120 gr yogurt biologico (io alla vaniglia)
cannella in polvere qb
1 pezzetto di zenzero fresco
2 mele
80 g noci pecan
Per le mele speziate caramellate
50 g burro biologico
100 g zucchero di canna
2 mele
cannella qb
zenzero fresco qb
Impasto
Accendete il forno a 180°.
Sbucciate le mele e tagliatele a piccoli dadini, passatele in padella con pochissima acqua ed un cucchiaio di zucchero.
Devono rimanere croccanti. Fate raffreddare e tenete da parte.
In planetaria, con la foglia, lavorate il burro morbido con lo zucchero, unite le uova, una alla volta.
Aggiungete poi il sale, lo yogurt, la radice di zenzero grattugiata e la cannella.
Per ultime unite le farine setacciate insieme al cremor tartaro ed al bicarbonato.
Aggiungete anche, mescolando a mano con una spatola, le mele a dadini e parte delle noci pecan tagliate grossolanamente (tenetene da parte il giusto numero per decorare la bundt cake).
Versate l’impasto nello stampo da ciambella imburrato ed infarinato ed infornate a 180° per circa 35 minuti.
Fate la prova stecchino per verificare la cottura, quindi estraete dal forno, sformatela su un piatto e fate raffreddare.
Mele speziate caramellate
Sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele a fette non troppo sottili.
In una padella antiaderente fate sciogliere il burro ed unite pochissima acqua e lo zucchero.
Aggiungete anche zenzero fresco e cannella a piacere per profumare.
Versate le mele, e fate caramellare lentamente.
Quando saranno ancora consistenti ma colorate, toglietele dal fuoco.
Versate lo sciroppo speziato sopra la torta e disponete le fettine di mela e le noci pecan tenute da parte.
Una pallina di gelato alla vaniglia a fianco di una fetta di questa torta ha un suo perché.
Certo che si può, ci sono io a confermare tutto questo.
Insomma, il compi-blog era il 12 e io mi ritrovo a festeggiarlo oggi!
Mi fa un certo effetto pensare che sono passati già due anni.
Confesso che per certi aspetti mi sembra di aver aperto questo blog da molto più tempo.
Forse perché di cose ne sono successe parecchie, ho conosciuto tante persone, imparato tante cose, chissà.
Ma al tempo stesso mi sembra ieri che, bella imbranata quale sono in quanto a tecnologie, riuscivo comunque ad aprire questo mio piccolo spazio di esperimenti e condivisione.
Quest’anno mi sono finalmente regalata anche il nuovo look, con l’header che adoro, disegnato con le mie manine.
Insomma passo dopo passo, anche il blog è cresciuto ed è cambiato con me.
Mi sembra doveroso ringraziare chi mi segue, chi viene a leggere, chi prova le mie ricette, chi scrive e commenta, ma anche chi passa in silenzio.
Senza di tutti voi questo piccolo spazio non avrebbe senso di esistere, quindi GRAZIE.
Tra i (Tanti? Pochi? Mah?) vantaggi delle piccole città, c’è anche questo.
Nella campagna veneta, ed anche nella provincia dove abito, Treviso, non è affatto raro trovare appena fuori dal centro, aziende agricole che vendono direttamente al pubblico i loro prodotti.
Il vero Km0!
Per me è una gran soddisfazione potermi fermare lungo la strada, entrare in questi posti e venirmene via con la mia cassettina di frutta ed ortaggi!
Fu così che un sabato pomeriggio, nei dintorni di Casale sul Sile, portando la pischella a fare un torneo di tennis, vediamo questo cartello lungo la strada.
Sono piaceri veri anche questi.
Oggi vi lascio anche la ricetta del limoncello che ho preparato la scorsa estate, di ritorno dalle vacanze, con i limoni che ho acquistato in Calabria.
Non ho mai postato questa ricetta perché le foto della bottiglia non mi piacevano, niente da fare, ‘na battaglia.
Si, si, ci ho provato diverse volte, angolazioni diverse, sfondo diverso … uno schifo.
Anche questa non mi piace nemmeno un po’…
Ma approfitto di questo post e della buonissima glassa che ho preparato per questa cake, per lasciarvi la ricetta del limoncello, donatami dalla mia amica pugliese Mariangela.
Quindi, superato lo scoglio del fotografare ‘robe lunghe e strette’ (mie difficoltà passate con le foto di plumcake ed affini….), mi metterò alla ricerca di qualche tutorial per superare pure lo scoglio delle bottiglie.
Intorno a me, tra le persone che conosco, sento tanta sfiducia, tanti timori.
E tanto pessimismo.
Certo non è un bel periodo.
Tante persone che perdono il lavoro, crisi, difficoltà, un panorama politico che davvero non fa ben sperare.
Ma l’ottimismo bisogna coltivarlo sempre, e comunque.
Pensare positivo non può che aiutarci a vivere meglio.
Essere ottimisti non significa essere sciocchi, o superficiali.
L’ottimismo è una chiave di lettura della realtà.
Non abbiamo molte possibilità a disposizione, possiamo vedere il lato negativo delle cose che ci accadono, o invece coglierne gli aspetti positivi.
Se ci fermiamo all’aspetto negativo di ciò che ci accade, rimaniamo impigliati, paralizzati, e non riusciamo più ad uscirne.
Se, diversamente, cerchiamo di non rimanere imprigionati nelle difficoltà, e cerchiamo degli spiragli positivi per uscirne, non possiamo che uscirne più forti e fiduciosi di prima.
Cosa volete che vi dica?La passione per la pasticceria mi ha totalmente presa in questo periodo…non che sia il periodo migliore dell’anno per farsi prendere da certe passioni, ché poi bisogna pure smaltirla la produzione…e la prova costume è dietro l’angolo, ma tant’è.
La ricetta base arriva da California Bakery, io l’ho liberamente modificata a mio piacimento, profumando questa ciambella con il limone e lo zenzero.
Avevo anche lo stampo nuovo nuovo della Nordic Ware da provare, quello che mi ha portato la mia amica Monica a Tuscania.
Adoro gli stampi per i dolci.
Mi devo contenere, altrimenti ne comprerei di continuo.
Ma voi vi rendete conto che è già Pasqua?
HIP HIP HOO RAY!
Io ne ho davvero bisogno di questi giorni di vacanza.
Ho voglia di staccare un pochino dalle corse quotidiane.
Ho voglia di stare a casa con le mie bambine.
Fare qualche passeggiata tutti insieme, stare all’aria aperta, godersi il sole…sperando che ci sia.
Insomma, niente programmi.
A parte il pranzo in famiglia il giorno di Pasqua, niente programmi.
Non è bellissimo?
Svegliarsi la mattina, fare colazione e decidere ‘Cosa facciamo oggi?’
Ma perché le trovo troppo commerciali, leggermente imposte insomma…
L’Amore, in generale intendo, va celebrato ogni giorno, non credete?
L’Amore per gli amici, per la propria famiglia, per i figli, il proprio compagno o marito, per gli amici ‘pelosi’ o ‘piumati’, cani, gatti, criceti, pappagalli…beh, considerate le mode bizzarre, dovrei anche aggiungere ‘squamati’…che c’è pure chi si tiene in casa pitoni e camaleonti…
Ma anche l’amore per il proprio lavoro, le proprie passioni e passatempi, l’amore per lo sport, per la natura, l’AMORE per la vita.
“Distratto passeggi dentro il mondo
e speri che il tempo passi accanto rubando da te un solo respiro…
Ecco che, tutto sembra possibile
se ti lasci guardare da un mondo che vive
trovando negli occhi un senso di pace…
Ecco che, tutto è così incredibile
e sai lasciarti cadere come ti piace e grida il tuo nome e ricorda la pace “
da “Ecco che” Elisa
E una torta, semplicemente deliziosa.
Io cerco sempre di attenermi alla stagionalità dei prodotti, ma in questo caso ho fatto uno strappo alla regola, e mi sono concessa i lamponi.
Mi perdonate?
Qui sopra sono assolutamente perfetti.
Vi auguro un sereno fine settimana!!
TARTE AL CIOCCOLATO, con GANACHE AL MASCARPONE, CIOCCOLATO BIANCO E LAMPONI
Ingredienti:
Frolla al cioccolato
150 g farina di grano khorasan biologica
50 g farina di riso biologica
50 g cacao amaro
1 uovo biologico
100 g zucchero semolato
100 g burro biologico
½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon
1 pizzico di sale
1 pizzico di bicarbonato di sodio
Farcia
200 g mascarpone
80 ml panna fresca
100 g cioccolato bianco
2 cucchiai di zucchero a velo
50 g cioccolato fondente al 70%
confettura di lamponi qb (3 cucchiai ca)
Lamponi freschi
Frolla
In una terrina lavorate con le mani il burro e l’uovo insieme (materia grassa) fino ad amalgamarli bene (si, lo so, ci si impiastriccia e ci si unge…ma il mio “Chef-insegnante preferito” mi ha insegnato che si fa così.
A parte, setacciate tutti gli ingredienti secchi ed uniteli al composto di uova e burro, lavorate bene con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigorifero per almeno mezz’ora.
Accendete il forno a 180°.
Prendete la pasta frolla, appiattitela leggermente con il matterello, e stendetela dandole una forma rettangolare.
Imburrate ed infarinate bene uno stampo per tarte (io 35 x 11 cm con il fondo estraibile), e adagiate delicatamente la frolla. Fatela aderire bene ai bordi e poi livellateli aiutandovi con un coltello.
Forate il fondo con i rebbi di una forchetta, copritelo con della carta forno e riempite con fagioli secchi (cottura in bianco o cieca). Cuocete a 180° per circa 25 minuti.
Sfornate e fate raffreddare.
Nota: con questa quantità di frolla ho fatto anche una quindicina di biscottini (cotti a 180° per circa 7 minuti).
Ganache al mascarpone e cioccolato bianco
Sciogliete il cioccolato bianco a bagnomaria.
Lavorate il mascarpone per ammorbidirlo ed unite il cioccolato sciolto, mescolate bene.
Montate la panna con lo zucchero a velo ed unitela al mascarpone.
Spalmate il fondo della tarte con la confettura di lamponi, poi spalmate sopra la ganache al mascarpone, livellandola bene con una spatola.
Lavate delicatamente i lamponi e sistemateli sulla tarte.
Fate sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria e, con l’aiuto di un conetto di carta forno, fate scendere delle striscioline di cioccolato sulla tarte.
Con questa ricetta partecipo al Contest di Imma del blog Dolci a go go.
Che con tutta questa umidità sono in seria difficoltà con il rito mattutino del trucco e parrucco?
…e i miei capelli prendono una forma non ben definita a mo’ di casco di banane..
Che quando ho il raffreddore il trucco non mi si attacca alla faccia e, nonostante il mio impegno, non ci riesco davvero ad ottenere un qualche significativo cambiamento grazie all’utilizzo di spazzole, phon, piastre, pennelli e spugnette…
Naaaaaaaa…..non voglio annoiarvi con cose così poco originali.
Parliamo di ordine (oggi nemmeno i miei discorsi seguono un qualche ordine…che sia sempre l’umidità?!).
Le mie cartelle di archivio ricette sono un vero disastro…
Urge assolutamente un intervento per sistemarle e per stabilire una qualche forma di programmazione…
Questa ricetta ad esempio era li che aspettava, poverina, da inizio dicembre….
Prima volta che li preparavo i cake pops..quale occasione migliore se non la festicciola di compleanno della mia pischella più grande???
Sono partita da una base sicura.
Il ciambellone di Maurizio ‘Black’ Santin.
Ricetta tratta dal suo libro ‘Pasticceria le mie ricette di base’, che ho rispettato nelle quantità, e modificato solo nel tipo di ingredienti.
Potete preparare i cake pops con una qualsiasi torta da colazione o da inzuppo.
Se non li avete mai preparati, io ve li consiglio.
Il divertimento è assicurato, e non solo per i più piccoli.
CAKE POPS e IL CIAMBELLONE DI MAURIZIO ‘BLACK’ SANTIN
1 bicchiere di olio di semi (io di girasole biologico)
½ bicchiere di latte
7 g di lievito in polvere (io polvere lievitante naturale – cremor tartaro)
5 g di sale (io rosa dell’Himalaya)
aroma a piacere (io polvere di vaniglia bourbon biologica)
*(per prepararlo al cacao, ho ridotto la dose di farina ed aggiunto il cacao in polvere, 270 gr farina – 30 gr cacao in polvere)
Accendete il forno a 180°.
Sbattete i tuorli con lo zucchero e l’aroma (io vaniglia), nella planetaria se ne disponete oppure con la frusta elettrica.
Montateli fino ad ottenere un composto spumoso e soffice.
Aggiungete l’olio, il latte e mescolate ancora.
Come ultima cosa unite la farina setacciata (io due volte) con il lievito (io anche con il cacao), aiutandovi con una spatola.
Montate gli albumi a neve ferma, ed incorporateli al composto precedentemente ottenuto.
Versate in uno stampo da ciambellone (dose per diametro di 28 cm) imburrato ed infarinato, cuocete in forno a 180° per circa 40-45 minuti.
Controllate sempre la cottura con uno stecchino (dovrà uscire asciutto), lasciate raffreddare prima di sformare.
Cake Pops
Alcune fette di ciambellone
Ricotta biologica qb
Confettura di albicocche qb
Codette colorate per decorare (o palline, cocco rapé….)
Cioccolato fondente al 70 %
Bastoncini per Cake Pops
In una ciotola, sbriciolate le fette di ciambellone con le mani.
Aggiungete qualche cucchiaio di confettura e di ricotta, impastate con le mani, fino ad ottenere un impasto bello compatto.
Formate delle palline compattando bene l’impasto, infilate su ciascuna lo stecchino, disponetele su una teglia e fatele riposare in frigorifero per una mezz’ora.
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato, precedentemente spezzettato.
Immergete nel cioccolato i cake pops nel cioccolato fuso, fate sgocciolare il cioccolato in eccesso e passateli sulle codette o nella finitura che avete a disposizione.
Fate raffreddare in posizione verticale (se non disponete dell’apposito sostegno, potete utilizzare un pezzo di polistirolo o un vasetto).
Note:
Non indico quantità precise, io ho aggiunto alcuni cucchiai di confettura e di ricotta (in parti uguali) fino a quando non ho ottenuto la consistenza giusta.
Il composto non deve essere troppo molle ma abbastanza compatto da poterci formare delle palline.
Il tempo qui da noi, nel week end, è stato una vera disperazione.
Acqua, acqua e ancora acqua… sono giorni che piove. Per carità ci sono cose peggiori nella vita.
A volte poi ci sta pure di rimanere a casa a riposarsi, magari a fare le cose che di solito non abbiamo il tempo di fare. Ma anche a non fare un bel niente.
Ché ogni tanto ci vuole.
Ma un temporale, tuoni e lampi, a gennaio, non è tanto normale.
Noi ci siamo rifugiati nell’ordine, all’IKEA sabato nel pomeriggio, e in libreria domenica.
La cosa buffa è che si parte alla volta dell’IKEA, con lo scopo principale di prendere un supporto per l’asta di un armadio già acquistato e montato (supporto che non era nella confezione acquistata in precedenza) e torni con tutto e di più, fuorché il supporto dell’asta dell’armadio (anche il sevizio ed assistenza clienti IKEA lasciano, e non poco, a desiderare…)
In libreria poi, domenica, mi sono saltati addosso due libri.
Giuro. Non è stata colpa mia.
Mio marito alla cassa mi ha chiesto “Ma perché tu due libri?” ed io angelica “Perché io mi occupo della vostra alimentazione, lo faccio per la famiglia.” Non ho forse ragione?
Parliamo di riciclo?
Sapete che detesto buttare il cibo, e vi avevo già detto qui che avevo fatto due torte con il pane raffermo.
Succede che mi sono trovata in dispensa anche del torrone che non avevamo finito, ed ecco che è finito qui dentro anche lui, vi assicuro che ci stava davvero bene!
Insomma, il risultato è una torta di pane che si traveste da brownie.
A noi è piaciuta un sacco, cubotto dopo cubotto è finita in un nanosecondo.
Allora, mi chiedevo come avrei iniziato questo nuovo anno.
Nel blog intendo.
Cosa avrei scritto nel primo post.
Avevo già deciso che avrei parlato del riutilizzo, e del riciclo del pane, con questa torta di pane buonissima.
E sui propositi?
Mah, c’è chi sostiene che è meglio non averne e lasciare che le cose accadano, se devono accadere…
Ma io non sono proprio così d’accordo.
Uno, letto ieri girando nel web e l’ho fatto mio, è questo.
“Lascia andare le persone che solo condividono lamentele,
problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri.
Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia,
fa sì che non sia la tua mente.”
(Dalai Lama ” I dieci ladri della tua energia”)
Ecco.
Io questo proposito lo terrò presente nel corso del prossimo anno…ed anche di quelli a venire!
Invece sul pane, che dirvi? RICICLARE!
Io detesto buttare il cibo, e faccio quanto posso per riciclare, e riutilizzare.
Il pane NON BISOGNA BUTTARLO MAI, sulla dignità del cibo avevo scritto anche qui.
Modi per riutilizzarlo ce ne sono davvero tantissimi.
Potete fare dei dadini e farli tostare al forno o in padella (anche aromatizzati con aglio o altre spezie) e servirli con le zuppe, potete preparare i canederli, il semplice pane grattugiato, dei crumble sia salati che dolci.
E poi le torte. Sulle torte potete sbizzarrirvi.
Dopo i vari compleanni di dicembre, di pane raffermo ne avevo abbastanza, e ne ho fatte due. Una è questa.
É ricchissima di profumi, spezie e frutta secca.
Tanto ricca da assomigliare alla pinza, è per questo che io la chiamo torta di pane delle feste.