A me il cacao con la salsa di soia piace troppo e ci sono ricascata!
Questo dolce è la semplicità assoluta.
Pochi ingredienti, poche facili mosse per un dolce al cucchiaio davvero delizioso.
Con la ricetta del CRUMBLE DI SUSINE ROSSE, CACAO, NOCCIOLE E SALSA DI SOIA Kikkomanpartecipo al premio speciale food photography del Contest #Kikkomania.
Dovrei mettermi la scadenza nel calendario, proprio come faccio con le persone.
Si, per ricordarmi del compleanno del blog!
Il 12 settembre ben 4 anni.
E io non me ne ricordo mai.
MannaggiaMMè!
Sono immersa in una marea di scatoloni, pulizie e chi più ne ha…ché domani ci trasferiamo nella nuova casa, quindi nessun dolce per festeggiare.
Non ne ho avuto davvero il tempo.
Mi tocca fare l’alternativa e usare una ricetta che avevo pronta nell’archivio.
Va bene lo stesso vero?
Io vi lascio e scappo via.
Dicono che il trasloco sia una delle cose più stressanti in assoluto.
Beh. Hanno davvero ragione!
“Chiunque a un certo punto della vita mette su casa.
La parte difficile è costruire una casa del cuore.
Un posto non soltanto per dormire, ma anche per sognare.
Un posto dove crescere una famiglia con amore, un posto non per trovare riparo dal freddo,
ma un angolino tutto nostro da cui ammirare il cambiamento delle stagioni;
un posto non semplicemente dove far passare il tempo,
ma dove provare gioia per il resto della vita.”
Sergio Bambarén (Il guardiano del faro 2002)
CONFETTURA DI LAMPONI E VANIGLIA
Ingredienti:
1 kg lamponi
800 g zucchero
1 limone (il succo)
1 cucchiaino raso di polvere di vaniglia (o i semini di un baccello)
1 cucchiaino raso di agar agar
Preparate i barattoli (vedi note).
Preparazione:
Lavate velocemente i lamponi sotto l’acqua corrente fredda e tamponateli delicatamente.
Poneteli in un tegame da confettura insieme allo zucchero, il succo del limone e la polvere di vaniglia.
Poertate ad ebollizione a fiamma vivace, avendo cura di seguire la cottura mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
Eliminate l’eventuale schiuma che si potrebbe formare sulla sueprficie aiutandovi con una schiumarola.
Sciogliete l’agar agar in una tazza mescolandolo con poca confettura calda quindi unitelo alla confettura sul fuoco e mescolate bene.
Togliete dal fuoco e versate nei barattoli (con questa quantità di frutta io ne ho ottenuti 4 di medi).
Preparazione dei barattoli:
Scaldate il forno a 110° per una ventina di minuti, mettete dentor i barattoli puliti e lasciateli dentro per almeno 5 minuti. Toglieteli a fateli raffreddare su uno strofinaccio.
Versate quindi la confettura o marmellata nei barattoli avendo cura di riempirli fino al bordo (aiutatevi con un piccolo mestolo per evitare di sporcare il bordo). Avvitate i coperchi e girate i barattoli sottosopra posizionandoli in un luogo buio (o coperti da uno strofinaccio), lasciandoli raffreddare completamente.
In auto di ritorno da una bellissima giornata trascorsa a Trento e al Muse.
Alla radio la trasmissione Decanter con Luisanna Messeri, un po’ chiacchiero con mio marito, un po’ ascolto, un po’ mi distraggo.
Ho l’occhio che mi si chiude di tanto in tanto, dopo la levataccia della mattina e la scarpinata della giornata.
Ma poi questa ricetta. “Eccovi un dolcino al limone” dice Luisanna, e mi sveglio di colpo!
Mi annoto gli ingredienti e il procedimento, nei giorni successivi mi procuro subito i limoni naturali. Quelli belli grossi, con la foglia.
Io c’ho questo vizio, difficilmente non modifico una ricetta. E l’ho fatto pure questa volta, perdonami Luisanna, ma ci ho messo il mio zampino.
Non so descrivervi il profumo pazzesco che si è sprigionato mentre bollivano i limoni.
La casa ne era invasa.
Se come me amate agrumi e limoni, dovete assolutamente provarla.
Niente burro, né olio e come risultato una torta che si scioglie in bocca ad ogni morso.
Certo un po’ difficile sformarla e ricavarne una fetta intatta tanto è morbida, ma oltre che facilissima da preparare, una assoluta delizia.
Talmente deliziosa che l’ho dovuta chiamare ‘Torta delizia al limone‘.
Se volete la ricetta integra ascoltate il podcast della trasmissione Decanter del 19 agosto 2016. Io comunque ho aggiunto soltanto vaniglia, amido di mais, sale ed ho utilizzato cremor tartaro e bicarbonato al posto del tradizionale lievito per dolci.
Ah! Io non ce lo avevo in casa ma, a mio avviso, insieme alla fetta di torta ancora tiepida, una pallina di gelato alla vaniglia, insomma, è la morte sua!
TORTA DELIZIA AL LIMONE
Ingredienti
5 limoni biologici (non trattati)
6 uova biologiche
300 g zucchero semolato
80 g farina di mandorle
50 g amido di mais
1 bustina cremor tartaro
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
1 presa sale
½ cucchiaino di polvere di vaniglia
zucchero a velo qb
Preparazione
Lavate accuratamente i limoni e metteteli a bollire in abbondante acqua per circa 1ora e mezza.
Trascorso il tempo, scolateli e lasciateli raffreddare leggermente, quindi tagliateli a pezzettoni (buccia compresa!) eliminando tutti i semi e frullateli nel cutter riducendoli ad una crema.
Accendete il forno a 180°.
Separate i tuorli dagli albumi.
Montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema soffice e spumosa. Unite la farina di mandorle, l’amido di mais, cremor tartaro, bicarbonato, la polvere di vaniglia, la ‘crema’ di limoni bolliti, una presa di sale e mescolate bene.
Montate a neve gli albumi ed uniteli all’impasto mescolando delicatamente dal basso verso l’alto con una spatola per non smontarlo.
Foderate di carta forno uno stampo rotondo, possibilmente a cerniera (la torta è molto morbida ed è più semplice sformarla), versate l’impasto, livellatelo con la spatola ed infornate a 180° per circa 1 ora sulla parte più bassa del forno.
Fate la prova stecchino per verificare la cottura, infilatelo al centro del dolce, dovrà uscire asciutto.
Estraete dal forno e fate raffreddare un po’, quindi sformatela delicatamente e cospargetela di zucchero a velo.
La vita va avanti, ma non dimentichiamo chi sta vivendo ore tragiche,
a cui seguiranno giorni, mesi ed anni molto difficili.
Mi permetto quindi di ricordarvi questa iniziativa bellissima,
Non sono ancora riuscita a sistemare le fotografie dell’#ifoodraduno2016, sono davvero pessima in questo periodo.
Forse ci riuscirò a breve, chi lo sa? Nel frattempo voi andate a sbirciare qui le bellissime foto della visita e cena presso la Cantina Arnaldo Caprai!
Non sto cucinando molto in questo periodo, pranzi e cene molto estivi, pesce, cereali e legumi ma poi tanta frutta, verdura e … si! Gelato!
Confesso che spesso lo prendiamo pronto nella gelateria di fiducia, ma quando posso e, in questo caso, se ho banane un po’ troppo mature, aggiungo pochi ingredienti et voilà!
Un gelato home made buonissimo pronto in un batter d’occhio!
Il blog vi saluta per qualche settimana, io non sto facendo valigie, né buttando guide lonely planet in borsa, questo agosto rimaniamo qui.
Magari faremo qualche gita fuori porta, giornate al mare con gli amici che rimangono in città, ma l’attività principale sarà il nostro grande progetto.
La nostra casa.
Eh si, dopo tanta attesa, anni di progetti, sogni, eccola quasi pronta ad accoglierci.
Manca davvero pochissimo, quindi per noi agosto sarà un mese di scatoloni, space clearing (ché eliminare il superfluo, in tutti i sensi, fa soltanto bene!), pennelli, carta vetrata e vernici per rinnovare alcuni mobili, fatica ma anche tanta, tanta soddisfazione.
La nostra casa ci aspetta e i viaggi possono attendere.
Voi postate tante foto sui social così viaggerò un po’ anch’io con voi!
Quando si incappa in professori senza carisma ed incapaci di gestire dei ragazzini spesso è questa la risposta che sanno dare.
Non ti rimarrà un gran ricordo di questi anni, sicuramente non come è successo a me, che i prof delle medie me li ricordo quasi tutti con affetto e stima.
Ma sei arrivata alla fine.
Sei cresciuta tanto.
La bambina timida che temeva di alzare la mano in classe è diventata coraggiosa ed autonoma.
Non hai chiesto aiuto in nulla. Hai fatto tutto da sola.
Sono tanto orgogliosa di questo.
Il mondo si apre davanti a te ora.
I primi segni di indipendenza.
Le uscite con le amiche in centro.
Il liceo che hai tanto desiderato.
Le lingue straniere, scrivere, la musica.
Spero tu possa sempre percorrere la tua strada con passione e felicità.
Ti voglio bene piccola.
Dolcetto al volo vi va?
Dolce al cucchiaio velocissimo da preparare la panna cotta. Unica scocciatura il tempo di riposo e raffreddamento. Io neanche quello perchè le caccio nell’abbattitore!
Pochi ingredienti freschi e avete velocemente un dessert fresco e pure molto carino da presentare.
PANNA COTTA ALLA LIQUIRIZIA, GANACHE FONDENTE E CHANTILLY ALLA MENTA
Ingredienti (dosi per 6 porzioni)
Per la panna cotta
300 g panna fresca
200 g yogurt alla liquirizia (naturale o yogurt greco)
1 cucchiaino di liquirizia in polvere biologica
70 g zucchero
3 g di agar agar (1 cucchiaino da caffè raso )
Per la ganache
150 g cioccolato fondente al 70%
100 g panna fresca
Per la chantilly alla menta
200 g panna fresca
30 g zucchero a velo
3-4 foglioline di menta fresca qb
Preparazione
Per la panna cotta alla liquirizia
Versare la panna in una casseruola, unite l’agar agar e mescolate bene per farlo sciogliere, unite anche lo zucchero e la polvere di liqurizia, mescolate bene e mettete sul fuoco.
Fate scaldare bene il composto continuando a mescolare, non appena raggiunge il bollore togliete dal fuoco e fate raffreddare leggermente a temperatura ambiente, unite lo yogurt, mescolate bene e versate nei bicchieri.
Riponete in frigorifero a raffreddare e solidificare bene (io ho raffreddato velocemente nell’abbattitore e poi riposto in frigorifero fino al momento di servirla).
Per la ganache morbida
Scaldate la panna in una casseruola, quindi unite il cioccolato tritato finemente. Mescolate fino a quando avrete un composto omogeneo.
Per la chantilly alla menta
Montate la panna a neve ferma, insieme allo zucchero e alle foglioline di menta tritate.
Assemblaggio
Versate della ganache su ciascun bicchiere di panna cotta e poi una cucchiaiata di chantilly alla menta. Decorate con alcune foglioline di mente fresca.
Se non trovate la liquirizia in polvere potete anche utilizzare delle caramelle di liquirizia (quelle dure, non quelle gommose) e scioglierle in una piccola padella con pochissima acqua.
La Fluffosa altro non è che una Chiffon Cake, ed è una torta così versatile da essere al tempo stesso la classica torta per l’inzuppo a colazione o da servire con il tè, ma anche la base per stupende torte decorate, da addobbare nei modi più svariati.
Fluffosa è una sorta di movimento che unisce amiche blogger ed amanti dei dolci, che spinge alla condivisione e ad azionare la fantasia, per declinare una ricetta classica nei modi più diversi ed originali.
Talmente semplice e buona da creare dipendenza.
Per festeggiare una cena in famiglia ho preparato la semplicissima Fluffosa al limone trasformandola poi, con chantilly e frutta fresca, in una colorata e fresca Naked Cake.
PUF! Sparita in un battibaleno.
Questa torta non poteva che essere il tema di un bellissimo libro.
Voi andate a sfogliarvelo in libreria, sono certa che non potrete uscire senza aver acquistato Le Fluffose, (foto stupende di Agnese Gambini)!
Proprio nel periodo in cui uno dovrebbe prepararsi per la prova costume, alimentazione sana, tanta verdura e pochi dolci e zuccheri, sport, massaggi, estratti e centrifughe drenanti e depurativi come se non ci fosse un domani…
Quell’uno, cioè io, cosa fa invece?
Dolci, dolci e ancora dolci. E se li mangia pure in abbondanza!
Che vi devo dire?
Per prima cosa, sono golosa. Si, e pure parecchio.
Secondo in questo momento c’è un’esplosione di frutta colorata che mi invoglia ancor di più a sfornare frolle, crostate ed affini.
Alcune non riesco nemmeno a fotografarle per poterne fare un post.
Infatti mi toccherà pure rifare la crostata con le fragole che avete visto passare su Instagram, era deliziosa ed è sparita nel giro di un nanosecondo.
Vi avanzerà del kiwi curd, ma non preoccupatevi, è buono spalmato anche su una fetta biscottata!
Ricettina?
CROSTATINE CON KIWI CURD, CREMA MASCARPONE E LAMPONI
Ingredienti
Pasta sablée
150 g burro salato (o burro normale + 2 g di sale)
150 g zucchero semolato
80 g tuorlo (ca 4 tuorli uova bio) a temperatura ambiente
200 g farina macinata a pietra tipo 1
5 g lievito
½ bacca vaniglia (o ½ cucchiaino vaniglia in polvere)
Kiwi curd
300 g kiwi (circa 4)
2 cucchiai succo di limone
190 g zucchero
3 uova biologiche
100 g burro biologico morbido
1 cucchiaino di amido di mais
1 presa sale
Crema di mascarpone
250 g mascarpone
200 g panna fresca
100 g zucchero a velo
Lamponi per finire
Preparazione
Kiwi curd
Sbucciate i kiwi e riduceteli a fettine, frullate tutto con un mixer ad immersione.
In una casseruola mettete la polpa dei kiwi, il succo di limone, lo zucchero, le uova, l’amido di mais ed il sale.
Quando il composto inizia a bollire unite anche il burro a dadini e sbattete con una frusta fino a quando il composto inizierà ad addensarsi.
Versate il curd in un contenitore ermetico sterilizzato e fate raffreddare. Fatelo riposare in frigorifero per almeno un paio d’ore prima di utilizzarlo. (Si conserva in frigorifero per circa 3 settimane)
Pasta sablée
Lavorate il burro morbido a crema insieme allo zucchero e la vaniglia (o i semini estratti dalla bacca o la polvere).
Unite i tuorli e amalgamate bene. Aggiungete anche la farina setacciata con il lievito e lavorate velocemente per non far scaldare troppo l’impasto.
Formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola per alimenti e fatelo riposare in frigorifero per almeno 2 ore.
Crema mascarpone
Lavorate il mascarpone a crema. Montate la panna con lo zucchero e unitela delicatamente al mascarpone.
Assemblaggio crostatine
Stendete la pasta sablée su un piano di lavoro infarinato, ritagliate la pasta leggermente più larga rispetto al diametro degli stampini che utlizzerete, sarà il vostro bordo.
Adagiatela sugli stampini precedentemente imburrati ed infarinati, fate aderire bene e ritagliate la pasta in eccesso sui bordi. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e coprite con della carta forno e pesi (o legumi) per la cottura in bianco.
Cuocete a 180° per circa 20 minuti.
Sfornate e fate raffreddare.
Una volta raffreddate, farcite con il kiwi curd e successivamente coprite con la crema mascarpone.
Finite con i lamponi freschi.
Conservate in frigorifero fino al momento di servire.
Sono fatta così purtroppo, dalle cose mi faccio prendere e mi arrabbio, e tanto.
Vivo la scuola delle mie bimbe in prima persona, non sono di quelle mamme che alle riunioni e consigli di classe non va mai, che quando c’è da eleggere il nuovo rappresentante “No guardate sono davvero troppo impegnata, non posso…”.
No, nonostante il tempo sia sempre poco e la vita decisamente troppo di corsa, quello che posso lo faccio e ascolto, ho sempre cercato di collaborare con gli altri genitori e con gli insegnanti.
Ma ora sono un po’ stanca.
Sicuramente non siamo state molto fortunate io e le mie bambine, che peraltro sono bravissime entrambe a scuola e non mi hanno mai dato nessun tipo di preoccupazione o problema.
Sono più che convinta che di bravi insegnanti ce ne sono, e di buone scuole pubbliche anche, eccome se ce ne sono.
Ma quando ti capita per anni di sentire sempre lo stesso ‘disco‘, che sia alla scuola primaria o secondaria, allora c’è qualcosa che non va.
Quando ti ripetono per anni, in generale, che “la classe è troppo difficile, i ragazzi sono maleducati, sono distratti, non portano rispetto, non fanno gruppo…” e via dicendo, ché di aggettivi negativi ne ho dovuti sentire tanti in 8 anni…
Vedi però che con il passare degli anni le azioni svolte dagli insegnanti sono inesistenti o non consone, oppure ancora peggio sono ingiuste, parziali, assolutamente non meritocratiche, allora qualche domanda te la fai.
Sicuramente non ci sono più i bambini né i ragazzi di una volta, probabilmente nemmeno i genitori di una volta, ma è anche più che certo che non ci sono nemmeno più gli insegnanti di una volta.
Io li ricordo ancora oggi i miei professori delle medie (ché io preferisco chiamarle così), severi, anche bruschi nei modi alcuni ma, cavolo, bravi.
Erano persone carismatiche, appassionate, che il rispetto se lo guadagnavano, non potevi proprio fare a meno di ascoltarli.
Ho letto proprio pochi giorni fa un interessante articolo su questo blog, vi riporto qui un passaggio.
“Un bravo insegnante ha bisogno di essere “attraente”,
di intrattenere e tenere alta l’attenzione e la curiosità,
di avere quella passione che tenga incollate le persone e quel carisma che le spinga
a darsi da fare e applicare fuori dall’aula ciò che hanno imparato.
Domanda secca: sono veramente i giovani non motivati oppure alcune persone non sono motivanti da ascoltare?
Ho qualche ricordo scolastico in mente… La verità è che come in ogni generazione non ci sono più i giovani di una volta.
Quando andavo a scuola io non eravamo più come quelli della generazione prima
(che non rispondeva mai all’insegnante). E quelli della generazione prima non erano più come quella precedente alla loro
(che prendevano bacchettate sulle dita o si inginocchiavano sui ceci).
In comunicazione la responsabilità della comunicazione è bene che se la tenga chi comunica
(se vuole influenzare in qualche modo il processo).
I gggiovani d’oggi hanno semplicemente motivazioni diverse,
banalmente perché hanno strumenti, tecnologia, conoscenze, ambienti e stimoli diversi.”
Alessandro Mora
Cari insegnanti, insomma, dato che in classe ci siete voi, io un esamino di coscienza me lo farei ogni tanto eh…
Oggi una ricetta davvero facilissima con cui io ho riutilizzato della colomba avanzata (se devo dirla tutta l’ho fatta avanzare apposta per fare questo dolcetto..).
In realtà potete prepararla anche con il panettone, pan brioche o della focaccia, provatela anche con tipi diversi di frutta, ad esempio con il passion fruit è buoneRRima!
Ricettina dai!
COLOMBA AL CUCCHIAIO CON MANGO E CREMA MASCARPONE
Ingredienti
Per la crema mascarpone
3 tuorli (di uova biologiche)
150 g zucchero semolato
½ bicchierino rum (o marsala, se preferite)
50 g acqua
500 g mascarpone
Per completare i bicchierini
Colomba qb (pan brioche o focaccia)
1 mango maturo
zucchero a velo
alchermes qb
Preparazione
Montate i tuorli con 50 g di zucchero, fino a quando saranno chiari e spumosi.
Versate i restanti 100 g di zucchero e l’acqua in un pentolino e mettetelo sul fuoco, a fiamma media, dovrebbe raggiungere i 121°. Se non disponete di un termometro controllate lo sciroppo, quando inizierà a fare delle bolle grosse spegnete, significa che la temperatura è raggiunta.
Versate lo sciroppo a filo sui tuorli montati e continuate a sbattere con la frusta elettrica fino a quando otterrete una crema gonfia e ormai raffreddata.
Lavorate il mascarpone con una spatola fino a renderlo cremoso, quindi unitelo al composto di uova ed amalgamate bene.
Mettete poca crema di mascarpone sul fondo dei bicchieri, coppate dei dischetti di colomba e disponeteli sopra alla crema, bagnate la colomba con poco alchermes quindi fate uno strato con dei cubetti di mango e coprite con altra crema.
In una padella antiaderente tostate delle fette sottili di colomba (oppure potete tostarle in forno) in forno), fatele raffreddare e sbriciolatele.
Cospargete le briciole sopra ciascun bicchiere e finite con abbondante zucchero a velo.
Strano quanto un anno possa passare in fretta e al tempo stesso darti la sensazione di molto, molto più tempo trascorso anziché soli 12 mesi.
C’è stato tanto lavoro per dare vita a questo progetto, abbiamo lavorato sodo, sempre con tanta carica ed entusiasmo, raggiungendo risultati importantiinaspettati in così pochi mesi.
Quante cose realizzate e fatte, un sito bellissimo di cui andiamo molto orgogliosi e che curiamo con enorme passione, un network di food blogger entusiasti che ci mettono la faccia e che cresce di continuo, la partecipazione a tante importanti manifestazioni ed eventi, un libro già pubblicato, Il Gusto della terra, e uno, meraviglioso, in arrivo.
Si, si, perchè tra poche settimane, al Salone Internazionale del libro di Torino, Monica Zacchia presenterà il Libro LE FLUFFOSE.
Monica è la nostra Mrs Fluffy, colei che ha iniziato a chiamare così queste torte in modo del tutto giocoso.
Fluffosa è un nome nato per scherzo e diventato poco a poco il simbolo di amicizia e condivisione di un gruppo di blogger un po’ pazzo.
La Fluffosa è una torta, altissima, sofficissima, per l’appunto fluffy!
Ma non è soltanto questo.
È una passione condivisa, è unione, umiltà, impegno e lavoro, è ‘sogni che si realizzano‘.
“La Fluffosa è uno stato mentale, un segnale di fumo,
una mano tesa, lo scambio di una ricetta
replicata mille volte, è amicizia.”
Insomma, LE FLUFFOSE è un libro che non potete davvero perdervi.
Voi continuate a seguire IFOOD! #thebestisyettocome
Il compleanno di IFOOD lo festeggio con una golosissima
Fluffosa al cioccolato e caffè con toffee alle noci.
Fluffosa cioccolato e caffè con toffee alle noci
Author: Roberta Morasco
Ingredients
Per la Fluffosa
250 g farina macinata a pietra tipo 1
260 g zucchero semolato
50 g cacao amaro
50 g sciroppo di riso
120 ml caffè di moka tiepido
2 cucchiai di caffè solubile
6 uova biologiche
120 ml olio semi di girasole
1 bustina lievito per dolci
1 bustina cremor tartaro
1 presa sale
Per il toffee alle noci
170 g zucchero semolato
100 ml acqua
15 g burro
100 ml panna fresca
80 g misto noci, noci pecan e mandorle a lamelle
Instructions
Per la Fluffosa: setacciate la farina insieme allo zucchero, il cacao amaro, il lievito, il caffè solubile e il sale. Mescolate il caffè tiepido e olio, uniteli agli ingredienti secchi insieme allo sciroppo di riso e mescolate con un cucchiaio.
Separate i tuorli dagli albumi, unite i tuorli al composto di farina, mescolate bene.
Montate a neve ferma gli albumi insieme al cremor tartaro quindi uniteli all’impasto poco per volta, e mescolando delicatamente dal basso verso l’alto con una frusta.
Versate nello stampo da chiffon cake (dotato di piedini) imburrato ed infarinato, quindi cuocete in forno (preriscaldato) a 150° per 1 ora e 15 minuti (non aprite mai il forno durante la cottura).
Fate comunque la prova stecchino al centro per verificare la cottura.
Capovolgete su un piatto e lasciate che si raffreddi e si stacchi da sola dallo stampo.
Per il toffee: Versate lo zucchero e l’acqua in un pentolino dal fondo spesso. Portate a ebollizione a fuoco medio.
Una volta sciolto lo zucchero lasciate cuocere per circa 8′, comunque fino a quando avrà il bel colore ambrato tipico del caramello.
Togliete dal fuoco, unite il burro e fatelo sciogliere mescolando con un cucchiaio di legno, unite la panna delicatamente (Fate attenzione! Quando il caramello è molto caldo potrebbe schizzare e voi scottarvi). Mescolate bene quindi unite anche il miz di noci e mandorle.
Non passo con dolci cuoriciosi, biscottini, cupackes a tema S. Valentino.
Eh, non c’ho tempo. Che vi devo dire?
Se vi accontentate però, sono riuscita a fotografare al volo questa torta.
Semplice, rustica grazie al grano saraceno, dolce e profumata grazie a mela, more e fava tonka.
La classica torta che va bene a colazione, pranzo, merenda e cena. Ha sempre un suo perchè.
Ma quanto bello è vedere lo sciroppo che cola da tutti i lati?
Andiamo alla ricetta và!
TORTA DI GRANO SARACENO, MELA E MORE
Ingredienti
Dose per uno stampo da 20 cm
120 g farina macinata a Pietra tipo 1
80 g farina di grano saraceno
80 g burro biologico
150 g zucchero semolato
4 uova biologiche medie
2 cucchiaini di cremor tartaro
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 presa di sale
2 cucchiai di yogurt naturale
fava tonka (una abbondante grattugiata)
300 g more
1 mela
due cucchiai di rum
3 cucchiai zucchero semolato
Preparazione
Nel bicchiere della planetaria, con la frusta K, montate il burro morbido a crema con 50 g di zucchero ed il sale.
Separate i tuorli dagli albumi e aggiungeteli insieme allo yogurt.
Unite anche le farine setacciate insieme al cremor tartaro e al bicarbonato, mescolate bene.
Montate gli albumi a neve insieme a 60 g di zucchero; uniteli delicatemente all’impasto con movimenti dal basso verso l’alto.
Sbucciate la mela e riducetela a fettine sottili, versatela nell’impasto insieme a metà delle more ed una generosa grattugiata di fava tonka.
Mescolate con una spatola e versate in una tortiera (cm 20) rivestita di carta forno.
Cuocete nella parte bassa del forno (preriscaldato) a180° per circa 45-50 minuti.
Fate la prova stecchino al centro per verificare che il dolce sia cotto.
Sfornate e fate raffreddare.
Mettete poca acqua, il restante zucchero, il rum e le more in una piccola padella antiaderente. Cuocete a fiamma vivace per pochi minuti, spegnete a fate raffreddare.
Versate le more e lo sciroppo sopra al dolce.
NOTA:
Accompagnare la fetta di torta con una pallina di gelato alla vaniglia o fiordilatte ha un suo perché.