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Contorni/ Salato

Cultura, ecco cosa serve. Indivia belga gratinata con crescenza e pistacchi

 
 

Io mi incavolo quando mi guardo attorno, quando leggo.
Mi incavolo se penso all’enorme patrimonio artistico italiano, e a quanto poco viene investito per promuoverlo, proteggerlo, preservarlo.
Mi incavolo quando leggo dei tagli alla scuola, all’istruzione, alla cultura.
Ricordo lo slogan della campagna di un ex ministro alla cultura, “Con la cultura non si mangia”.
Poi è seguito un altro ministro….quello dei neutrini che passano sotto al tunnel, e giù tagli…
Io credo che impoverendo la cultura di impoverisce anche la democrazia.
La democrazia secondo me si fonda sulla cultura.
Cultura significa memoria storica, significa capacità critica sulle cose che ci circondano ed avvengono.
Investire sulla cultura significa formare degli italiani preparati, capaci, per costruire, magari, una democrazia migliore, domani.
Ma forse è proprio questo che vogliono evitare.
Un popolo stolto si manovra più facilmente.


“La fortuna di un popolo dipende dallo stato della grammatica.
Non esiste grande nazione senza proprietà di linguaggio”
Fernando Pessoa – poeta
“Un paese ignorante è un paese che con maggiore difficoltà
può uscire dalla crisi che ci attanaglia”
Umberto Galimberti – filosofo
“Una società che non comprende ciò che legge
e che non sa utilizzare le proprie conoscenze matematiche
per interpretare i numeri riportati sui giornali o che sente in televisione,
è una società schiava di chi la governa.”
Roberto Saviano – scrittore
 
 
Ricetta facilissima, velocissima e gustosissima!
Buon fine settimana.
 

 

INDIVIA BELGA GRATINATA con CRESCENZA e PISTACCHI
Ingredienti:
indivia belga
Crescenza
Pistacchi qb
Olio EVO qb
Burro qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
Brodo vegetale qb (1 carota, 1 costa sedano, ½ cipolla)
 
 
 
 
 
Lavate e tagliate a metà i cespi di indivia.
Fateli cucinare coperti in una casseruola, con poco brodo vegetale, per circa 15 minuti.
Scolateli e disponeteli su una pirofila leggermente imburrata, spalmate su ogni mezzo cespo della Crescenza, salate e cospargete con i pistacchi tritati grossolanamente.
Fate gratinare in forno a 190° per una decina di minuti.
Pepate e servite caldi.
nota: non indico quantità perché credo che in questo caso non siano necessarie.
 
 
Primi piatti

Risotto al Radicchio variegato di Castelfranco IGP e mandorle tostate



“SE NON TROVI OSTACOLI, 
VUOL DIRE CHE HAI SBAGLIATO STRADA”
 
 
Oggi un aforisma.
Lo sapete ormai vero che io spesso mi appoggio alle pillole di saggezza.
Onestamente non so chi l’abbia scritto, lo confesso.
Aiuta a non mollare, a crederci.
Perché qualunque situazione ci si trova ad affrontare.
Qualunque problema, scelta, o svolta.
Ecco, io credo (o forse voglio credere), che se risulta complicato, difficile, tortuoso, un bel casino insomma.
Ecco, allora forse è la strada giusta.
Perché nessuno ci regala niente, e i colpi di chiulo, certo esistono, ma sono davvero rari.
Il resto uno se lo deve guadagnare, non credete?
Ok…accantonato il momento ‘riflessione’, possiamo passare alla ricetta, vi va?
Un piatto di una semplicità unica.
Perché il solo ed unico protagonista è un prodotto di stagione meraviglioso.
Questo radicchio oltre ad essere bellissimo (non sembra un fiore?) ha proprietà depurative, diuretiche, toniche e lassative.
Facilita la digestione, la funzione epatica e stimola la secrezione biliare.
Quando lo acquistate fatte attenzione che le foglie non siano appassite o troppo bagnate, il contenuto vitaminico è strettamente collegato alla sua freschezza.
E’ ottimo sia cotto che crudo, è importante però che la cottura sia veloce, al fine di salvaguardare le vitamine ed i sali che contiene.
Si, il piatto è un pochino monocromatico ma, dal punto di vista del sapore, non ha bisogno assolutamente di nessuna ulteriore aggiunta, quindi io l’ho lasciato così, nella sua meravigliosa semplicità.
Buon fine settimana!



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Antipasti/ Secondi vegetariani

Un anno in più … Sformatini di radicchio di Treviso tardivo IGP alle nocciole e fonduta di Casatella




Oggi è il mio compleanno, ormai sono 39, da diversi anni!
Ma niente torte.
Non perché non voglia festeggiare, macché! Mica per questo.
Ma essendoci ben tre compleanni concentrati in una decina di giorni, ormai il mio passa in secondo piano.
Una torta poi l’ho già postata la scorsa settimana, quella preparata per i miei due regali più belli.
Le mie due ragazze!
I figli ci fanno impazzire a volte, ma sono davvero la cosa più grande ed importante.
Almeno per me, e mi danno tante soddisfazioni.
Mi ritengo fortunata, davvero, sono loro il mio regalo più bello.
Quindi, oggi, cosa posti direte voi?
E’ iniziato il freddo, componente essenziale, ed eccolo.
Il Radicchio!
Io personalmente lo adoro.
Cotto, crudo. Ed amo sperimentarne l’utilizzo in cucina in tutti i modi possibili.
L’ho messo anche in una crostata, e ci stava pure bene.
A tale proposito vi parlo brevemente di una mostra che ho visto sabato.
Iniziativa di Steve Bisson-Urbanautica e Fondazione Benetton Studi e ricerche, la mostra si può ammirare negli spazi Bomben a Treviso.
L’esposizione racconta il lavoro svolto, a fine 2012, da dieci professionisti, di cui sette fotografi italiani, un inglese, un canadese, un belga ed un ricercatore spagnolo, riuniti per un progetto originale, trascorrere una settimana nella campagna di Zero Branco ed indagarne il paesaggio agrario limitrofo.
A fotografare distese di radicchio rosso, mucche nelle stalle, contadini al lavoro, curiosi di passaggio.
Soli per i campi di giorno con la macchina fotografica in mano perché “lo scatto è un atto solitario: vedi, capisci, scegli”.
Gli scatti trasmettono l’attenzione alle persone, ai volti, alla fatica, alle storie di vita.
La scoperta che la produzione del radicchio è davvero difficile, faticosa, complessa.
Tante sono le persone coinvolte, molte di queste vengono da lontano, lavoratori marocchini o del Bangladesh, che lavorano fianco a fianco con i trevigiani specialisti nella lavorazione del “fiore d’inverno”.
Oggi quindi una ricetta con questa meraviglia, creata dalla natura e dal duro e sapiente lavoro umano, uno sformatino.
Idea presa e liberamente modificata dal libro “Un fiore d’inverno nel piatto” ed. Terra Ferma.
Non mi rimane che augurarvi buon inizio settimana!!!
Io con un anno in più…ma sempre 39 me ne sento!
ECCHECEDEVOFFA’?

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Salato/ Secondi vegetariani

Sformato di pane carasau alla crescenza, zucchine, funghi chiodini, curcuma e mandorle

 
Correndo tra corso di pasticceria, pediatra (ché Serena ha pensato bene di non farsi mancare una bella influenza…), osteopata (ché io invece ho scoperto di avere una bel gomito del tennista causato o dai troppi albumi e panna montati a mano, o dai troppi termosifoni verniciati, ma è più probabile la seconda…) e gestione ordinaria di casa e famiglia, sono riuscita a cucinare qualcosina questa settimana.
Qualcosa di salato e degno di essere fotografato intendo.
Mi sembra giusto rendere onore a mio marito, che una sera ha pulito e preparato per la cottura ben due cassette di funghi chiodini (…sa bene che è una cosa che io detesto fare…a questo si aggiunge che la sera giungo a casa abbastanza stanca…).
Grazie a lui e all’abbattitore, in un paio d’ore sono riuscita a cucinare, abbattere di temperatura, insacchettare e surgelare due cassette di funghi chiodini!
Trovo comodissimo preparare tanti sacchettini pronti per essere rigenerati ed essere utilizzati per una pasta, un risotto o semplicemente come contorno.
Io li faccio cucinare in poco olio EVO e dell’aglio schiacciato che poi elimino, li conservo così, salati pochissimo, aggiungo il rimanente sale, pepe e prezzemolo al momento dell’utilizzo.
Sulla ricetta.
Sapete che il pane carasau mi piace parecchio, vero? Me lo avete visto usare già quiqui e qui.
Lo trovo molto versatile in cucina, secondo me è davvero di aiuto quando si deve preparare un piatto in velocità, un’occhiatina a quello che avete da consumare nel frigorifero, una buona besciamella e via!
Questo lo trovo perfetto come piatto unico, ma anche come antipasto se preparato magari in piccole cocottine.
Spero di riuscire a postare qualche ricetta durante la settimana, ma non diciamo nulla, giusto per scaramanzia, ché poi succede qualche imprevisto…
Intanto vi auguro una buona domenica sera ed un buon inizio di settimana!

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Primi piatti

Corone rigate al pesto di 5 erbe, nocciole e anacardi

 
 

E’ da qualche giorno che ci penso.Ti arrivano mail, arrivano commenti.

E mi faccio delle domande.

Forse sono io che sono scema.

Forse potrei sfruttare meglio ‘sto cacchio di blog.

Ché sono anche senza lavoro e qualche soldino in più e mica ci fa schifo.

Forse potrei anch’io correre qua e là in cerca di follower.

Magari unirmi a gruppi di scambio commenti per aumentare le visite.

Accettare proposte di aziende un po’ così, discutibili, giusto per avere un po’ di cose gratis, tanto poi ci metto un link e chisseneimporta.

Si. Potrei.

Ma anche no.

Sia chiaro, non ce l’ho con le collaborazioni.

Quelle con aziende di un certo spessore le valuterei pure io, chiariamo.

Anche se, confesso che i blog pieni zeppi di pubblicità e link a destra e a manca un po’ di ansia me la mettono e me ne vengo via quasi subito, ché mi sembra vogliano impormi qualcosa.

Ma ognuno fa ciò che desidera a casa sua.

E, come in tutti gli ambiti, anche tra i blog, c’è spazio per tutti e piena libertà di espressione.

Io a casa mia ho scelto di essere semplicemente quello che sono nella vita.

E la mia vita mi piace pensarla come un bellissimo viaggio, che cerco di vivere con molta riconoscenza.

E che, secondo me, tutti, dovremmo vivere con una profonda etica e coerenza verso noi stessi e verso il prossimo.

Etica secondo me è rispetto, verso le persone e verso il mondo in cui viviamo.

Etica è amore verso l’altro.

Etica è non raccontare balle.

Etica è fare quello che fai con passione e coerenza.

Etica è fare le cose non esclusivamente per tornaconto, ma perché ci credi, perché hai dei valori.

Ecco, io senza etica e coerenza non potrei vivere.

Mi ci ha tirato su a pane, etica e rispetto il mio papà.

Ah! Poi ce n’è pure un’altra di parolina importante per me, CREDIBILITA’.

Riflettendo su queste cose, sono andata a cercare il post che ha scritto Chiara Maci circa un anno fa, per rileggerlo.

L’ho adorata in quel post.

Se non lo avete letto, vi invito a farlo, ne vale la pena, qui.

Eh, lo so, oggi sono un po’ rompipalle, portate pazienza…ogni tanto mi capita.

 

Ricettina? Si dai!

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Primi piatti/ Salato

Spaghetti feta, limone e basilico alla Gordon Ramsay



Ok, lo ammetto.

Io non amo particolarmente le ricette di Gordon Ramsay.
E non ho nessun libro di ricette di Gordon Ramsay.
Ecco, ve l’ho detto.
A dire il vero mi è anche simpatico, nonostante la sua rudezza.
Adoro sostare in libreria nel reparto libri di cucina, li prendo, mi siedo comodamente sul divanetto della libreria, sfoglio, leggo, ammiro…
Ma nessun libro di Gordon mi ha ancora convinta all’acquisto.
Cosa vi devo dire?
Io mi impegno, li guardo e riguardo, ma poi non li compero e poche ricette mi ispirano davvero…
Non so dirvi il perché.
Si va anche a periodi, almeno io si.
E poi, mai dire mai. Ché solo gli scemi non cambiano idea!
Magari nelle mie prossime sessioni in libreria scatterà la scintilla!
Però una ricetta l’ho sbirciata in libreria, questa pasta.
Se ricordo bene, lui utilizzava delle linguine ed i pinoli, che io non amo molto e ho sostituito con le mandorle a lamelle.
Una pasta facile, veloce, solare, giusto in tempo prima che finisca l’estate.
E un piccolo tributo al grande Lorenzo.
Un concerto che avrei voluto vedere dal vivo.
Un grande Lorenzo Cherubini, e finalmente qualcosa di decente alla RAI.
“Vorrei dirvi una cosa, rispetto all’aria che tira.
A quello che dicono.

Io ho l’impressione…credo che…POSSIAMO FARCELAAA!!!”

Lorenzo J.
…se lo dice lui io ci credo!
 
 

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Primi piatti/ Salato

Sgraniamo? Vellutata di piselli alle mandorle

 
Piselli.
Adesso è davvero il loro momento, che mi piacciono freschi e che sgusciarli mi ricorda bei momenti, ve l’avevo già detto qui e qui.
Le vellutate e le zuppe a me piacciono estate e inverno, sempre.
Questa è di una facilità ed immediatezza estrema, lo spunto viene da un Sale & Pepe di Maggio 2004.
Io ho fatto delle modifiche come al solito, la ricetta originale prevedeva yogurt greco e ravanelli affettati sottili per guarnire.
Io l’ho fatta così per esigenze di dispensa!
Buona? Di più!
Qui tutto procede, freneticamente purtroppo, ma procede.
Ormai tra due settimane si trasloca ed il corso prosegue.
Arrivo al venerdì che sono stremata, e non posso riposarmi perché nel week end  approfittiamo per sbrigare tanti lavori che durante la settimana non riusciamo a fare.
Il corso all’Alberghiero è bellissimo, e mi sta dando tanto, davvero tanto.
Io già lo sapevo, ma ne ho avuto la conferma, e sapete che vi dico?
Che in cucina bisogna arrivare con tantissima umiltà, perché le cose da imparare sono davvero un sacco.
Chi crede che per dire di saper cucinare basta riuscire a fare una pastasciutta più o meno al dente o due muffin, si sbaglia di grosso.
Saper cucinare bene, con competenza, conoscenza vera delle tecniche e della materia, è cosa che si deve acquisire.
Con il tempo, tanto tempo.
E poi, anche riuscire ad afferrare un trinciante e tagliare abbastanza velocemente e finemente una cavolo di carota, senza affettarsi le unghie e/o le falangi diventa un’enorme soddisfazione!

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Salato/ Secondi di carne

“Happiness is homemade” e … Involtini di pollo e asparagi allo zafferano con pesto di nocciole e bruscandoli

 


Quando ho letto il suo post ho pensato: “Questo è davvero il titolo del suo contest”.
E mi è piaciuto tantissimo, lei lo sa.
Con questa amica ho parecchie cose in comune, non soltanto il nome.
Non ci siamo ancora incontrate di persona (anche se manca davvero pocoooo), ma abbiamo imparato a conoscerci ugualmente, attraverso i nostri blog, comunicazioni via facebook, telefono.
A entrambe piace fare la spesa al mercato o direttamente dai produttori, entrambe amiamo seguire la stagionalità dei prodotti, entrambe odiamo gli sprechi ed amiamo invece il riciclo.
Mi è capitato spesso di vedere nel suo blog ricette simili a piatti che preparo anch’io, a volte abbiamo creduto di essere separate alla nascita. Cosa assolutamente non possibile, ché io ho qualche annetto più di lei!
Ci piacciono le erbe spontanee, a lei piace andare in collina per cercare asparagi selvatici, io vado a campi per raccogliere rosolacci.
Le piacciono gli stivaletti con le borchie, come a me!
Insomma, due anime rock che però amano la semplicità  in cucina, vero Roby?
E per semplice non intendo l’aprire una busta di prodotti surgelati e versarla in una padella per alcuni minuti come indicato sulla confezione. Naaaaa….
Per semplice intendo una cucina a base di prodotti di stagione, possibilmente locali, meno elaborati ed industrializzati possibile.
Nel post di presentazione del suo contest, Roberta lo spiega molto bene.
Abbiamo perso il piacere di stare in cucina, ci sembra tempo sprecato.
E’ vero, per preparare certe pietanze, certi prodotti, si lavora un pochino di più, ma pensiamo che lo facciamo per curare il nostro benessere, la nostra salute.
E poi oltre a sapere esattamente cosa abbiamo nel piatto, volete mettere la soddisfazione nel preparare qualcosa con le nostre mani, per noi e per i nostri cari???
Essendo una assidua lettrice della rivista La Cucina Naturale, sono davvero contenta che il giudice del suo contest sia lo chef Giuseppe Capano, collaboratore della rivista, e del quale, grazie a Roberta, ho scoperto il blog.
E, se non lo avete ancora fatto, andate a leggere il post che ha suggerito Roby,  “L’artigianalità della cucina”, io l’ho letto, riletto e riletto…
Robyyyyy!
Sono diventata matta per stare dentro ai 30 minuti, stavano per crescermi altre due braccia, e mi sembrava di essere a Masterchef, solo che ero io da sola in cucina con l’orologio!
Eh eh eh … insomma, di corsa, ma ci sono riuscita.
Poi sui prodotti di stagione dovremmo esserci,  e sulla filiera corta, beh, i bruscandoli li ho bruscati nel mio giardino! Più corta di così!
E’ tutta per te amica!
E dato che non hai posto limiti alla quantità di ricette, conto di partecipare anche con altre!
Ciao!

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Primi piatti/ Salato

Voglia di primavera … Tortigilioni di grano khorasan con fave fresche, rucola e anacardi

 


Eccomi riemergere dal break pasquale.
Ho staccato qualche giorno, o meglio, non ho acceso il PC qualche giorno.
Ogni tanto ci vuole, io ne avevo bisogno.
Non che abbia fatto chissà che cosa. Semplicemente sentivo la necessità di dedicarmi alla famiglia ed alla casa, niente di più.
Non ho nemmeno fatto queste enormi abbuffate pasquali a dirvela tutta. Cenato e pranzato, bene, ma moderatamente.
Ed eccomi qui, ma che fatica riprendere gente…
Ma a voi succede di avere dei blocchi, di non riuscire a scrivere nulla di soddisfacente?
Non che io mi senta una scrittrice, per carità, ben lungi dall’esserlo, ma quando mi prendono questi vuoti, capisco quelli che parlano di blocco dello scrittore…
Ormai sapete che non amo arrivare qui, postare la ricetta e via. Non mi piace.
Mi piace raccontare qualcosa, a volte attinente alla ricetta, altre per niente.
Semplicemente scrivo quello che mi passa per la testa in quel momento, o delle riflessioni che partono da qualcosa che ho letto, o ascoltato…
Insomma, vi sto raccontando che non ho nulla di particolare da raccontarvi, blocco totale…
Che sia la primavera? Un semplice calo di energie? Mah? Passerà.
Mannaggia, mancando dal blog, mi sono pure persa il superamento delle 50.000 visualizzazioni…
Che dire, vi ringrazio sempre e tanto, davvero.
Mi lusinga e mi fa piacere che in così tanti passiate di qua per leggere quello che scrivo (o non scrivo..) e  per  vedere quello che sforno nelle mia cucina!
Va beh … ricetta dai!
In questi giorni di vacanza non ho cucinato tanto, ma viste la fave fresche non ho potuto resistere.
Ne è uscita questa pasta, facilissima, colorata, primaverile, e davvero buona.
Alla prossima amici!

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Salato/ Secondi di pesce

Viaggiare, almeno con i sapori … Rana pescatrice al curry e anacardi

 

Mi piace tanto viaggiare. Ma tanto tanto…
Mi ritengo fortunata perché qualche viaggio l’ho pure fatto negli anni passati…
Tra quelli del cuore l’Australia, girata per un intero mese, assaporata nella sua selvaggia bellezza, le metropoli, le città  ed i suoi contrasti.
Ma anche il viaggio di quando ero poco più che una ragazza, da sola, in California, dai parenti americani scoperti dopo anni di oblio, e questa prima o poi ve la racconterò perché è davvero una bella storia…
E New York, meravigliosa. O la si ama o la si odia, New York.
E l’Europa. Parigi, più volte, e la Grecia, la Spagna…
Ma tra i tantissimi posti che non ho ancora visitato ce n’è uno che mi affascina particolarmente, l’India.
E’ un viaggio impegnativo, sicuramente non leggero, e che spero di poter fare, prima o poi.
E mi piace la cucina indiana. Mi piacciono i colori, i sapori, i profumi. Le spezie.
Uno dei piatti più conosciuti è forse il Chicken tikka masala, meglio conosciuto come Pollo al curry.
Di versioni ne esistono diverse. Tra l’altro la versione originale prevede pure il pomodoro, che spesso non viene utilizzato.
Beh, ho voluto modificare la ricetta con una mia interpretazione.
Pesce al posto del pollo e qualche cosina in più (tipo gli anacardi, che secondo me hanno un loro perché qui dentro!) e qualcuna in meno (ad esempio il pomodoro).
Della salsa vi scrivo la ricetta a parte.
Questa ricetta arriva direttamente dalla dispensa del corso di cucina naturale che ho seguito un paio di mesi fa.
E’ ottima, ed è perfetta per condire semplicemente il riso o altri cereali e legumi.
Ale, questa ricetta international è per il tuo contest, spero sia abbastanza internazionale, abbastanza rivisitata ed abbastanza etnica!
 

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Primi piatti/ Salato

Gratin di tortiglioni con Radicchio di Treviso tardivo, Casatella DOP e noci

 
Oggi un luogo simbolo della Provincia di Treviso, ed un prodotto tipico, DOP.
Il Montello è una lunga e strana collina di terra rossa che si eleva poco oltre i 300 metri, un polmone verde che sorge a sud del corso del fiume Piave.
La sua forma in lontananza appare perfettamente regolare, è poco boscoso e non molto abitato. Caratteristica principale sono le strade di accesso, dette prese, 21 in tutto, delle stradine che lo affettano in senso longitudinale da nord a sud, mentre da ovest ad est è attraversato da una strada dorsale.
Il Montello è il luogo dove si trovano tante aziende agrituristiche, dove poter dormire, mangiare, fare escursioni a cavallo, trovare bellissimi percorsi per cicloturisti.
A noi piace tantissimo farci dei giretti sul Montello, in ogni stagione.
D’estate si trova un briciolo di refrigerio essendo leggermente più alto rispetto a Treviso ed è piacevole cenare all’aperto con prodotti semplici e genuini nei vari agriturismo della zona, l’autunno è un tripudio di colori, spesso le temperature sono miti e si può ancora pranzare all’aperto, d’inverno è fantastico trovare un camino acceso e pranzare dopo aver fatto una bella passeggiata, in primavera, che dire, è una meraviglia di profumi e colori!
Il primo giorno dell’anno siamo andati a farci una passeggiata e con l’occasione siamo passati a trovare un amico che ha un agriturismo, si chiama Busa dea Messa.
Un saluto ai cavalli, ed a tutti gli altri animali da parte delle bambine, che ogni volta portano loro l’ennesima razione di cibo…
Poi un caffè con Dario ed assaggi dei suoi dolci, niente di più perché ci siamo alzati abbastanza tardi e di pranzare non se ne parlava davvero.
Ma ci torneremo presto.
Vi lascio qualche foto della giornata e del luogo, molto bello.
Fateci un giro sul Montello se capitate da queste parti.
Oggi vi propongo un piatto con due prodotti tipici della Marca Trevigiana, il radicchio rosso di Treviso tardivo ormai lo conoscete già … e vi verrà pure fuori dagli occhi ormai!
Lo so che non avete il coraggio di dirmi basta! eh eh eh
E la Casatella Trevigiana DOP, un formaggio a pasta morbida che a me piace molto e che è davvero versatile in cucina.
Insomma oggi un tributo alla città e Provincia dove vivo.
Buon giovedì!

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