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Torte

Torta magica alle mele caramellate

 

Confesso che questa torta mi ha subito conquistata.

La prima torta magica che ho fatto era questa qui, e mi è piaciuta tantissimo.

E’ come avere tre torte in una sola. Impasto unico, ma a fine cottura e riposo presenta tre diversi strati e consistenze.

Una base densa come un flan, una parte centrale cremosa ed uno strato (superiore) con una consistenza simile al pan di Spagna.

Il segreto sta tutto nel rispettare alcuni semplici accorgimenti e passaggi durante la preparazione e cottura.

Per prima cosa è importante rispettare la dimensione dello stampo consigliato per quella quantità di impasto;  incorporare gli albumi a neve con una frusta, delicatamente, evitando di scioglierli nell’impasto, e lasciando anche dei grumi più grossi che si potranno lisciare eventualmente con un coltello se rimarranno sulla superficie all’interno dello stampo; rispettare i tempi di cottura, che preferibilmente non deve essere in forno ventilato (in questo caso abbassate di 10°C); non togliete la torta dallo stampo prima di averla fatta raffreddare e rapprendere completamente, ve tenuta in frigorifero almeno 2 ore prima di sformarla; se la farete riposare una notte in frigorifero sarà ancora più buona!

Ma com’è possibile questa magia?

I tuorli, sbattuti con lo zucchero, il burro, la farina ed il latte vanno a creare i due strati inferiori della torta magica, il flan e la crema. Mentre gli albumi montati a neve che rimangono in superficie, vanno a creare il pan di Spagna.

Questa versione con le mele caramellate mi fa sbarellare, rende l’idea?

 

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TORTA ‘MAGICA’ ALLE MELE CARAMELLATE

Dal libro ‘Torte magiche’ di C. Huet-Gomez

Ingredienti

Dose per uno stampo da 24 cm

Mele caramellate

3 mele Royal Gala

30 g di zucchero semolato

20 g burro leggermente salato

Torta

4 uova biologiche (a temp. ambiente)

120 g zucchero

125 g di burro biologico

1 cucchiaio di estratto di vaniglia (liquido)

90 g farina tipo 1 macinata a pietra (per dolci)

25 g farina di riso biologica

500 ml latte (a temp. ambiente)

1 presa sale

Mele disidratate

1 mela Royal Gala

Salsa al caramello

200 g zucchero semolato

100 ml acqua

vaniglia qb

Preparazione

Per le mele caramellate

Lavate e sbucciate le mele, tagliatele a piccoli pezzetti e mettetele in una padella con lo zucchero. Fatele cuocere fino a caramellarle, poi unite il burro leggermente salato, mescolate bene e tenete da parte.

Per la torta ‘magica’

Accendete il forno a 160°.

Separate gli albumi dai tuorli. Sbattete i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare chiari e spumosi.

Sciogliete il burro ed unitelo al composto insieme con l’estratto di vaniglia. Aggiungete anche la farina setacciata ed il sale. Sbattete poco, poi versate anche il latte tiepido, poco per volta e sempre sbattendo.

Montate gli albumi e, con l’aiuto di una frusta, uniteli all’impasto.

Foderate con la carta forno uno stampo di 24 cm di diametro, distribuite le mele caramellate sul fondo, quindi versate sopra l’impasto. Livellate con una spatola ed infornate per 55 minuti.

Appena sfornato il dolce sarà ancora abbastanza liquido. Deve riposare e rapprendersi.

Fatelo raffreddare e poi riposare in frigorifero per almeno 2 ore.

Per le mele disidratate

Lavate e affettate la mela intera, a fettine abbastanza sottili (senza sbucciarla o eliminare il torsolo).

Disponete le fette su una teglia rivestita di carta forno, e cuocete a 90° per almeno 2 ore.

Per la salsa al caramello

Mettete lo zucchero in un pentolino dal fondo spesso, lasciatelo sciogliere lentamente senza mescolare. A parte scaldate l’acqua con la vaniglia. Quando lo zucchero si sarà sciolto e sarà diventato di colore ambrato, unite l’acqua bollente facendo attenzione a non scottarvi, e mescolate energicamente con una frusta. Fate raffreddare.

Servite la torta con le mele disidratate ed una ‘colata’ di salsa al caramello.

 

 

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Quella goccia di salsa al caramello che cola, non vi fa venire l’acquolina in bocca?

A me si!

 

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Torte

Torta paradiso

 

 

Un dolce delizioso che mi riporta indietro nel tempo in un battibaleno.

Questa è davvero la torta dell’infanzia, morbida, profumata, che quando è in forno riempie la casa di un meraviglioso profumo.

La Torta Paradiso, farcita con una profumata crema al latte.

Questa ricetta è una via di mezzo tra quella di Assunta che potete trovare su IFOOD e quella che ho nelle mie dispense di scuola.

Io l’ho decorata con ovetti di cioccolato fondente confettati e le margheritine del mio giardino.

Semplice, buonissima e di sicuro effetto!

Vi lascio alla ricetta e vi auguro giornate di sole e cielo azzurro, da trascorrere sereni con i vostri cari e vostri amici.

 

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TORTA PARADISO

Ingredienti  – Dose per uno stampo di circa 20 – 22 cm

Per la Torta Paradiso

150 g fecola di patate

120 g farina di riso biologica

200 g burro biologico (morbido)

100 g uova intere biologiche ( 2 uova medie)

80 g tuorli ( 4 tuorli)

250 g zucchero a velo (+ altro per cospargere la torta)

1 presa sale

½ cucchiaino polvere di vaniglia biologica

buccia di limone non trattato qb

4 g cremor tartaro

Per la crema al latte

250 ml latte

25 g amido di mais

70 g zucchero

⅓ di cucchiaino da caffè di agar agar

⅓ cucchiaino polvere di vaniglia bio

150 panna fresca

 

Preparazione

Per la Torta Paradiso

Accendete il forno a 170°.

Montate il burro ammorbidito a temperatura ambiente con metà dello zucchero e la buccia di limone. Dovrà diventare bello morbido e chiaro, una crema soffice.

A parte montate le uova con il restante zucchero, unite anche i tuorli, continuate a montare fino a quando diventeranno gonfi e spumosi.

Unite poco per volta il composto di uova al burro, alternandolo agli ingredienti secchi che avrete precedentemente setacciato. Mescolate delicatamente per amalgamare bene tutto.

Imburrate ed infarinate uno stampo di circa 20 – 22 cm, oppure rivestitelo con la carta forno (io la ritaglio a misura e la fisso con un velo di burro sulla tortiera). Versate l’impasto e livellatelo bene con una spatola.

Infornate a 170 – 175°C per circa 40 – 45 minuti (ma verificate la cottura perché dipende molto dal tipo di forno). Fate la prova stecchino al centro del dolce per verificare se ben cotta.

Sfornate e fate raffreddare.

Per la Crema al latte

Mescolate il latte con l’amido setacciato (a freddo), unite l’agar agar, lo zucchero il miele e la vaniglia.

Mettete sul fuoco mescolando con una frusta. Continuate fino a quando la crema si addenserà.

Togliete dal fuoco e fate raffreddare.

Montate la panna ed unitela delicatamente alla crema di latte con una spatola.

Assemblaggio del dolce

Tagliate la torta a metà.

Spalmate delicatamente la crema sopra la metà inferiore, coprite e livellate bene i bordi con una spatola.

Cospargete abbondantemente con lo zucchero a velo.

Fatela riposare in frigorifero prima di consumarla.

Se consumata il giorno successivo è ancora più buona.

 

 

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BUONA PASQUA!

 

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Dolci da credenza e crostate/ Torte

Ciambella con la panna montata (dentro) – Whipped cream cake

 

 

Voi non ci crederete, ma questa torta con la panna montata dentro, ricetta furbissima trovata nel blog di Stefania, L’araba più famosa del web, è da un anno che l’ho fatta…

No, non questa nelle foto.

Questa l’ho fatta un paio di settimane fa.

Da quando l’ho provata, l’ho rifatta un sacco di volte.

E’ buonissima, oltre che davvero velocissima da preparare.

Senza farcitura diventa un perfetto dolce da colazione e da inzuppo.

Se la volete rendere più golosa e bella, la potete farcire così, con una cascata di ganache al cioccolato.

La cosa più laboriosa di questa torta è il pralinato alle mandorle e nocciole, ricetta della bravissima Simona Piccolini del blog Tè e Cioccolato.

Lo avevo preparato per la torta di compleanno del mio papà, il mese scorso, ovviamente non lo avevo utilizzato tutto. Lui era lì, buono buono nel suo vasetto.

Insomma, vi lascio in dolcezza.

Provatela non ve ne pentirete!

Stefania, Simona, grazie per le ricette!

 

“GIVE ME THE CHOCOLATE

AND NOBODY GETS HURT”

cit.

 

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CIAMBELLA CON LA PANNA MONTATA (DENTRO) – WHIPPED CREAM CAKE

Da una ricetta di Martha Stewart ‘scovata’ nel blog di Stefania ‘Arabafelice in cucina’ – ‘Pralinato alle mandorle’ dal blog Tè e cioccolato di Simona Piccolini

Ingredienti

Ciambella con la panna montata

100 g farina autolievitante

170 g farina macinata a pietra

375 ml panna fresca

180 g zucchero

3 uova biologiche

1 cucchiaino cremor tartaro

1 presa sale integrale

½ cucchiaino polvere di vaniglia biologica

gocce di cioccolato fondente qb

Ganache fondente

250 g cioccolato fondente

100 g panna fresca

1 noce burro biologico

Pralinato alle mandorle e nocciole

150 g mandorle

150 g nocciole (già sgusciate)

200 g zucchero semolato

50 g acqua

Preparazione

Ciambella con la panna montata

Accendete il forno a 185°C.

Montate la panna fino a quando sarà bella soda. Aggiungete (planetaria con frusta in funzione o con sbattitore) un uovo alla volta e continuate a montare per brevissimo tempo. Solo fino a quando sarà amalgamato.

A parte mescolate tutti gli ingredienti secchi, vaniglia compresa, e setacciateli tutti insieme. Uniteli poco per volta alla panna montata, mescolando delicatamente a mano con una spatola (dall’alto verso il basso) per non smontare il tutto. Unite anche le gocce di cioccolato, e mescolate bene.

Versate il composto in uno stampo da ciambella precedentemente imburrato ed infarinato. Cuocete in forno ben caldo (185°C) per 25-30 minuti. Fate sempre la prova ‘stecchino’ per verificare la cottura. Fate raffreddare e poi sformate.

Ganache al cioccolato

Tritate il cioccolato con un coltello. Scaldate la panna in un pentolino su fuoco medio, una volta calda unite il burro ed il cioccolato, mescolate bene fino a quando sarà sciolto e ben amalgamato.

Pralinato alle mandorle e nocciole

Portate a bollore dell’acqua su un pentolino, tuffate le mandorle per un minuto, quindi scolatele e pelatele. Asciugatele bene e tenete da parte.

Accendete il forno a 150-160°, disponete mandorle e nocciole su una teglia coperta di carta forno e tostatele in forno ben caldo per circa 15 minuti.

Versate lo zucchero in una casseruola, aggiungete l’acqua e portate a 116°C (lo zucchero diventerà chiaro e farà delle bollicine piccole e regolari), aggiungete le mandorle e le nocciole ancora tiepide e mescolate. Tenete sul fuoco basso per circa 15-20 minuti, lentamente vedrete lo zucchero sciogliersi nuovamente e diventare di un colore ambrato. Togliete la pentola dal fuoco e versate tutto su una teglia coperta di carta forno (oppure un tappetino di silpat). Fate raffreddare.

Una volta raffreddato, tritate finemente (io non troppo finemente) nel cutter e versate in un vaso se desiderate conservarlo.

 

Versate generosamente la ganache sulla ciambella e cospargete con pralinato alle mandorle.

ATTENZIONE:  il pralinato di Simona crea dipendenza.

 

 

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Buon fine settimana gente!

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Torte

Tarte Tropézienne alla chantilly

 

 

Se me la ricordo quella vacanza.

Sono passati diversi anni, ma la ricordo bene.

Costa Azzurra, viaggio itinerante. Luoghi bellissimi e….una settimana intera di pioggia.

Ma tanta-tanta pioggia, per giornate intere, senza tregua.

Cosa fai a Saint-Tropez tutto il santo giorno?

Si, dico, dopo aver passeggiato, osservato con curiosità le persone del posto (prevalentemente anziani) che giocano a  pétanque (leggasi bocce…oh, questi erano equipaggiatissimi…avevano pure un attrezzino per raccogliere pétanque senza doversi chinare a terra), se non hai i miliardi da spendere per lanciarti nello shopping compulsivo nei negozi del centro, che fai?

Ma ti butti sul cibo, è ovvio!

Io di queste cose qui, ne ho mangiate parecchie, anzi parecchissime!

Troppo bello poterle riprodurre a casa, aggiungerei anche pericoloso, dato che sono finite nel giro di mezza giornata.

A voi piace conoscere la storia dei dolci, come sono nati? A me un sacco.

Il pasticcere Alexandre Micka si innamorò di questo piccolo villaggio della Provenza, ed aprì a Saint-Tropez la sua Pasticceria nel 1955 dove, ispirato da una ricetta della nonna, vendeva queste brioche farcite di crema.

La leggenda vuole che nel 1956, durante le riprese del film ‘Et Dieux créa la femme’, il cui set era proprio vicino alla pasticceria di Micka, Brigitte Bardot abbia assaggiato queste deliziose brioche e abbia addirittura dato loro questo nome.

Ricetta gelosamente custodita da Micka, esiste anche il sito ufficiale de La Tarte Tropézienne, dolce ormai simbolo di Saint-Tropez.

Io ho provato questa ricetta e devo dire che il risultato è decisamente soddisfacente.

Ciò non toglie che io con la Costa Azzurra ho decisamente un conto in sospeso…

Pertanto a breve urge vacanza da quelle parti…così, giusto per vedere com’è con il sole!

 

 

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TARTE TROPÉZIENNE alla CHANTILLY

Ingredienti  per 8 Tarte Tropézienne

300 g farina (io macinata a pietra, Petra 1)

125 g latte (+ poco per spennellare)

75 g burro biologico

50 g zucchero semolato

12 g lievito di birra (in estate bastano 8-10 g)

1 uovo biologico (+ un tuorlo per spennellare)

1 presa di sale

1 cucchiaio di estratto di vaniglia (la ricetta originale prevede acqua di fiori d’arancio)

zucchero in granella qb

Chantilly

400 g panna fresca

60 g zucchero a velo

Preparazione

 

Fate sciogliere il burro sul fuoco e lasciatelo raffreddare leggermente. Versatelo nel contenitore della planetaria insieme all’uovo, lo zucchero, il sale e l’estratto di vaniglia. Unite anche la farina setacciata ed azionate la planetaria per alcuni minuti.

A parte fate sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido, mescolate bene quindi unitelo all’impasto e continuate a lavorare con la planetaria.

Lasciate l’impasto nel contenitore a lievitare per almeno un’ora, coperto con della pellicola per alimenti.

Infarinate il piano di lavoro e disponete sopra l’impasto. Lavoratelo per alcuni minuti e dategli la forma di un filone, quindi tagliatelo in 8 pezzi. Dategli ad ogni pezzo la forma rotonda, lavorandolo e ruotandolo nel palmo della mano, quindi sitemateli su una teglia rivestita di carta forno, ben distanziati tra loro.

Coprite le tarte con un canovaccio pulito e lasciatele lievitare per un’ora e mezza.

Accendete il forno a 180°C.

Una volta lievitate, sbattete il tuorlo con un cucchiaio di latte, spennellate accuratamente tutte le tarte e cospargetele con la granella di zucchero.

Una volta raggiunta la temperatura del forno, infornate e cuocete a 180°C per circa 20 minuti. Dovranno essere belle dorate in superficie.

Sfornatele e fatele raffreddare.

Preparate la Chantilly montando la panna ben fredda insieme allo zucchero a velo nella planetaria. Riempite una sac à poche con bocchetta media a stella.

Tagliate a metà le tarte e farcitele con la panna montata e servite subito.

NOTE:

La ricetta originale prevede nell’impasto acqua di fiori d’arancio e farcitura con la crema Chiboust, che altro non è se non una crema pasticcera a cui vanno uniti la gelatina e successivamente della meringa.
In realtà possono essere farcite in molti modi come si può anche vedere nel sito ufficiale.

 

 

Torte

Trancetti dolci al lemon curd e ribes

Succede che alcune ricette nascano da degli errori.

Altre invece nascono dalla necessità di riciclare o utilizzare alcune preparazioni che avanzano.

Per questi trancetti è successo così.

Festa di compleanno delle mie ragazze.

Avevo in mente di preparare delle tartellette di frolla con farcia di crema alla ricotta e lemon curd.

Preparata la torta di compleanno però mi era avanzata una buona dose di base torta.

Che fare? Preparare comunque la frolla e seguire il programma iniziale oppure fare una divagazione e provare ad utilizzare questa base?

Dato che io, numero uno sono sempre di corsa e, numero due, non sarei riuscita ad utilizzare subito la base torta avanzata ho optato per la divagazione.

Il risultato è stato molto apprezzato sia per l’aspetto festoso e molto Natalizio, sia per il gusto, e se come me amate il limone non possono che piacervi!

Io vi lascio così, con una ricetta dolce e festosa.

Magari sembrerò banale, ma mi auguro davvero un nuovo anno con un mondo un pochino più giusto.

Durante il prossimo anno con l’EXPO 2015 in arrivo, di CIBO si parlerà molto.

Ecco io mi auguro davvero che questo serva a sensibilizzare tutti, ma soprattutto i potenti della terra.

Non è possibile accettare che in una parte del mondo ci sia chi non ha nulla e muore di fame e chi, al contrario in un’altra parte, muore per eccessi ed obesità.

Mi auguro un mondo dove le ricchezze sono distribuite in modo più equo,  dove le persone sono consapevoli degli effetti delle loro azioni sul pianeta, sull’ambiente, e se ne prendono cura.

Chiedo forse troppo? Io non credo.

 

Vi auguro un fine anno sereno e #solocosebelle!

FELICE 2105

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Vediamo come ho fatto!

Non vi indico gli ingredienti perché tutte queste preparazioni ci sono già presenti nel blog e vi basterà cliccare sopra ai link qui sotto.

Potete utilizzare come base sia il Pan di Spagna oppure con la Torta biondina che uso spesso come base per le torte farcite.

Poi avrete bisogno del lemon curd, di un bel cestino di ribes, dello zucchero a velo e del limone.

 

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Utilizzando un semplice stampino rotondo ( per biscotti) ho tagliato tanti piccoli dischetti dalla base torta (quella che preferite), li ho tagliati a metà, spalmando sia l’interno che la parte superiore con il lemon curd.

Li ho decorati con dei rametti di ribes (precedentemente lavati sotto l’acqua corrente e tamponati).

Ho preparato una glassa aggiungendo pochissime gocce di limone allo zucchero a velo e, utilizzando un conetto di carta forno, l’ho fatta scendere delicatamente sopra ad ogni trancetto.

Ho finito cospargendo di zucchero a velo.

 

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Cioccolato/ Dolci da credenza e crostate

Cake speziato alla zucca…e si parte ancora!

 

Queste settimane stanno passando davvero velocemente, forse troppo.

Io non mi rendo nemmeno conto che tra poco è Natale…

Tante cose da fare durante la settimana, diversi gli spostamenti fatti nell’ultimo periodo e forse anche il freddo che non arrivava mai, mi hanno davvero fatto perdere un po’ la consapevolezza del tempo e le giornate che scorrono…veloci.

Non ho ancora fatto l’albero di Natale, e io di solito entro l’8 Dicembre lo faccio sempre.

Ecco, mi sa che ora finisco di preparare il trolley così stasera c’è il tempo par fare l’albero con le mie ragazze in tutta tranquillità.

Ve l’avevo detto che la zucca l’ho davvero cucinata tanto in questo periodo.

Ecco, questa ricettina era lì che aspettava buona buona di essere pubblicata, ed eccola qua!

Semplice, anzi semplicissima.

Un cake morbido e profumato.

Io ho utilizzato diverse spezie, tra queste il pimento giamaicano che ha un profumo speciale.

Viene chiamato pepe di Giamaica o pepe garofanato, è una spezia ricavata da un albero sempreverde della stessa famiglia del Mirto, originario dell’America Centrale e dell’area caraibica.

Si presenta sotto forma di palline, simili al pepe, ed ha un aroma particolare e molto intenso, che ricorda la cannella, il pepe, i chidi di garofano e la noce moscata messi insieme.

È molto utilizzato nella cucina caraibica e, secondo me, si presta molto bene anche per profumare biscotti e torte.

Io ora vi lascio e torno agli ultimi preparativi.

Domani mattina si parte.

Destinazione Firenze.

Come al solito, quando torno vi racconto tutto.

Promesso.

A me i profumi e le spezie ricordano un’amica in particolare, Vatinee Suvimol, perfetto quindi questo cake per partecipare al suo Giveaway in occasione del compleanno del suo blog A Thai Pianist, bellissimo, nella sua nuova veste.

Tutto per te Amica!

Continue Reading…

Dolci da credenza e crostate

Apple and pecan bundt cake con mele speziate caramellate

 

Sono stata a Milano questa settimana.

Milano è bella con le giornate di sole, terse.

Se poi ti ritrovi con delle amiche è speciale.

E se pranzi da California Bakery in Corso Como è meravigliosa.

Ero lì, con lo sguardo sognante, ad ammirare il bancone mentre sorseggiavo il mio caffè con le brioscine integrali (deliziose), ad ammirare le bundt cake esposte come tanti dolcissimi soldatini sul bancone.

E mi è venuta voglia di tirare fuori lo stampo (bello come un soprammobile!) Nordic Ware e metterlo al lavoro.

Io ho un debole per le torte con le mele.

Ed ho un debole anche per la frutta secca.

E queste noci…

Sono difficili da trovare le noci pecan.

Quindi appena le ho viste al super…subito mie!

L’albero delle noci pecan è originario della zona al confine tra Centro America e Stati Uniti D’America, la cosa curiosa è che il termine ‘pecan’, nella lingua degli indiani d’America, significa letteralmente ‘nocciola che richiede una pietra per essere rotta’.

Le noci pecan sono ricche di acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico, che è un’ottima fonte di antiossidanti, e la loro regolare assunzione aiuta ad abbassare il livello del colesterolo cattivo nel sangue aumentando invece quello buono, oltre che contrastare l’insorgenza dei tumori, in particolar modo il cancro al seno.

Insomma ora che le ho trovate ho fatto scorta e le ho messe subito dentro ad una torta!

 

Sabato 22 Novembre a Desenzano,

parteciperò come blogger ma soprattutto come mamma,

ad una iniziativa molto bella di Cameo.

 In occasione del compleanno della Mucca MUU MUU,

per ogni foto di auguri postata sui vari social

Facebook, Twitter o Instagram,

con l’hashtag #auguriMuuMuuXAIL,

Cameo devolverà 1 euro alla AIL

(Associazione Italiana contro Leucemie-linfomi e mieloma),

una donazione speciale in favore dei piccoli pazienti che l’Associazione aiuta.

In particolare finanzierà le Case Alloggio AIL che ospitano

gratuitamente i bambini e i loro familiari durante la malattia

per continuare le cure in un ambiente ospitale e caldo, vicino al

centro ematologico di riferimento.

Avete tempo fino al 31 Gennaio 2015,

forza cosa aspettate?

Info e regolamento qui

 #auguriMuuMuuXAIL

 

APPLE and PECAN BUNDT CAKE con MELE SPEZIATE CARAMELLATE

Ingredienti

Per la torta

220 g burro biologico (morbido)

280 g zucchero di canna (più poco per le mele)

4 uova biologiche

1 presa sale integrale

230 g farina macinata a pietra tipo 1

100 g farina di riso biologica

½ bustina di cremor tartato

1 cucchiaino bicarbonato di sodio

120 gr yogurt biologico (io alla vaniglia)

cannella in polvere qb

1 pezzetto di zenzero fresco

2 mele

80 g noci pecan

Per le mele speziate caramellate

50 g burro biologico

100 g zucchero di canna

2 mele

cannella qb

zenzero fresco qb

Impasto

Accendete il forno a 180°.

Sbucciate le mele e tagliatele a piccoli dadini, passatele in padella con pochissima acqua ed un cucchiaio di zucchero.

Devono rimanere croccanti. Fate raffreddare e tenete da parte.

In planetaria, con la foglia, lavorate il burro morbido con lo zucchero, unite le uova, una alla volta.

Aggiungete poi il sale, lo yogurt, la radice di zenzero grattugiata e la cannella.

Per ultime unite le farine setacciate insieme al cremor tartaro ed al bicarbonato.

Aggiungete anche, mescolando a mano con una spatola, le mele a dadini e parte delle noci pecan tagliate grossolanamente (tenetene da parte il giusto numero per decorare la bundt cake).

Versate l’impasto nello stampo da ciambella imburrato ed infarinato ed infornate a 180° per circa 35 minuti.

Fate la prova stecchino per verificare la cottura, quindi estraete dal forno, sformatela su un piatto e fate raffreddare.

 Mele speziate caramellate

Sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele a fette non troppo sottili.

In una padella antiaderente fate sciogliere il burro ed unite pochissima acqua e lo zucchero.

Aggiungete anche zenzero fresco e cannella a piacere per profumare.

 

Versate le mele, e fate caramellare lentamente.

Quando saranno ancora consistenti ma colorate, toglietele dal fuoco.

Versate lo sciroppo speziato sopra la torta e disponete le fettine di mela e le noci pecan tenute da parte.

Una pallina di gelato alla vaniglia a fianco di una fetta di questa torta ha un suo perché.

Buon fine settimana gente!
Cioccolato/ Torte

Torta foresta nera – Schwarzwaelder kirschtorte

 

 Un vero amico è chi ti prende per la mano

e ti tocca il cuore.

(Gabriel García Márquez)
Oggi una torta.
E che torta!
Non si sa molto delle sue origini storiche.
Sembra che non siano molto lontane comunque, la prima apparizione della sua ricetta risale agli anni ’30.
Schwarzwälder Kirschtorte  ovvero Torta della foresta nera, forse deve il suo nome allo sciroppo che bagna il pan di spagna al cioccolato, il kirsch per l’appunto, brandy a base di ciliegie, che può comunque essere sostituito dal rum oppure omesso del tutto.
Altra curiosa ipotesi sull’origine del nome di questa torta, si pensa che sia ispirato al costume tradizionale delle donne della Foresta Nera.
Il loro abito infatti è nero come il cioccolato, la camicetta bianca come la panna ed il copricapo ha dei piccoli poix rossi proprio come le ciliegie.
Golosità totale, è stata approvata da tutta la famiglia.
Non fatevi scoraggiare dalle diverse preprazioni, è davvero semplice da fare!

TORTA FORESTA NERA – SCHWARZWÄLDER KIRSCHTORTE
(ricetta tratta dal libro “Cioccolato” di R. Gioffré)
Ingredienti  (dose per stampo da 20-22 cm)

Base torta

4 uova biologiche
120 g zucchero
80 g farina macinata a pietra tipo 1
10 g fecola di patate
40 g mandorle tritate
4 cucchiai cacao amaro
30 g burro sciolto
½ bustina polvere lievitante naturale (cremor tartaro)
Farcia 
500 g panna fresca
50 g zucchero a velo
Sciroppo 
60 g zucchero
120 ml acqua
3 cucchiai sciroppo amarene Fabbri
3 cucchiai liquore kirsch
Riccioli di cioccolato
100 g cioccolato fondente
20 g panna fresca

 

Riccioli di cioccolato
Preparate una ganache, scaldate la panna in un pentolino, quando sarà prossima al bollore unite in cioccolato tritato e fatelo sciogliere fuori dal fuoco, mescolate bene e stendetela in una piccola teglia.
Fatela raffreddare completamente quindi fate riposare in frigorifero per circa mezz’ora.
Prendete una bocchetta da pasticcere (o un cucchiaio), tenendolo verticale ma leggermente inclinato fatelo strisciare sulla superficie del cioccolato premendo leggermente. Si formeranno dei piccoli riccioli di ganache.
Base torta
Accendete il forno a 180°.
In planetaria (o in un contenitore capiente con le fruste elettriche), sbattete i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare spumosi, poi aggiungete poco per volta la farina, precedentemente setacciata insieme al cacao ed al cremor tartaro, e le mandorle tritate, mescolate bene.
Unite anche il burro sciolto, mescolate.
A mano, con una spatola e movimenti dall’altro verso il basso per non smontarli, unite anche gli albumi montati a neve fermissima.
Versate l’impasto in uno stampo (D 22 cm) imburrato ed infarinato, ed infornate a 180° per circa 40 minuti.
Verificate la cottura con la prova stecchino, quindi estraete dal forno e fate raffreddare, quindi tagliatela in orizzontale ricavando 3 dischi.

 

Sciroppo
In un pentolino fate bollire l’acqua con lo zucchero per ca 5 minuti, togliete dal fuoco e unite il liquore ed il succo delle amarene.
Farcia
Montate la panna con lo zucchero a neve ferma.

 

Assemblaggio del dolce
Sistemate il primo disco su un piatto o una griglia, bagnatelo con 1/3 dello sciroppo, spalmate sopra la chantilly e una parte delle amarene.
Coprite con il secondo disco di torta e ripetete le operazioni sopra descritte.
Coprite con l’ultimo disco, imbevuto con il restante sciroppo.
Spalmate tutta la torta con la panna, rivestendola completamente.
Coprite i bordi con i riccioli di cioccolato e decorate il centro del dolce con le amarene rimaste e, a piacere, con dei ciuffetti di chantilly.
Fate riposare in frigorifero almeno un’ora prima di consumarla.

 

Cliccate qui vi si aprirà il mondo delle FLUFFOSE
la bellissima raccolta delle torte sofficissime
ormai simbolo del gruppo di blogger Le Bloggalline.
 ää
Enjoy!
 

 

Cioccolato/ Torte

Chiffon cake al cioccolato e glassa al caffè e cardamomo


 
“Quello che ami rimane, il resto è niente”
Tina Modotti
“Mi considero una fotografa, niente di più. 
Se le mie foto si differenziano da ciò che viene fatto di solito in questo campo, 
è perché io cerco di produrre non arte, 
ma oneste fotografie, senza distorsioni o manipolazioni”
Tina Modotti. Una donna bella e magnetica, libera, combattente, ed impegnata politicamente.
Una fotografa che aveva capito la potenza rivoluzionaria delle immagini, la potenza della denuncia.
E’ morta giovane Tina Modotti a 46 anni, improvvisamente.
Sfogliando per caso un’agenda, leggo questa frase che avevo appuntato tempo fa…
Quanta verità in così poche parole.
Oggi la finisco qui con le mie riflessioni…
Vi lascio una torta sofficissima!
Buon fine settimana gente.

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Blogtour/ Torte

Chiffon cake ‘La Fluffosa’ al limone e lime

“Che cosa importa se ci prendono per sognatori”   
M. Gandhi
Si, lo so.
Sono un po’ in ritardo, lo so.
Ma tutte le emozioni che abbiamo vissuto lo scorso fine settimana sono state davvero tante…e io avevo bisogno di metabolizzarle.
Di riprendermi un po’…
Quale dolce migliore per festeggiare se non La Fluffosa?
Il dolce della nostra community di blogger.
No, non l’ha inventata nessuna di noi…con buona pace delle malelingue.
Monica, la Chiffon Cake, (che lei chiama La Fluffosa), l’ha presentata molte volte, in diverse (golose) versioni, nel suo blog e, poco per volta, è stata seguita a ruota dalle altre amiche della community,  un tripudio di torte altissime e sofficissime, fluffosissime insomma … per questo motivo è diventata giorno dopo giorno il nostro dolce.
La mia era lì che aspettava di essere pubblicata da diverso tempo, e non ci poteva essere momento migliore di questo.

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Dolci da credenza e crostate

Torta rovesciata alle susine rosse

 

E’ ufficiale, sono una deficiente!

Non ero convinta, ero convintissima fosse oggi.

Si, i 2 anni dall’apertura del blog!

Ma si può essere più storditi?

Certo che si può, ci sono io a confermare tutto questo.

Insomma, il compi-blog era il 12 e io mi ritrovo a festeggiarlo oggi!

Mi fa un certo effetto pensare che sono passati già due anni.

Confesso che per certi aspetti mi sembra di aver aperto questo blog da molto più tempo.

Forse perché di cose ne sono successe parecchie, ho conosciuto tante persone, imparato tante cose, chissà.

Ma al tempo stesso mi sembra ieri che, bella imbranata quale sono in quanto a tecnologie, riuscivo comunque ad aprire questo mio piccolo spazio di esperimenti e condivisione.

Quest’anno mi sono finalmente regalata anche il nuovo look, con l’header che adoro, disegnato con le mie manine.

Insomma passo dopo passo, anche il blog è cresciuto ed è cambiato con me.

Mi sembra doveroso ringraziare chi mi segue, chi viene a leggere, chi prova le mie ricette, chi scrive e commenta, ma anche chi passa in silenzio.

Senza di tutti voi questo piccolo spazio non avrebbe senso di esistere, quindi GRAZIE.

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