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Gennaio 2023

Cioccolato/ Colazione e merenda

Barrette ai datteri e cioccolato

 

“Fa’ come la palma:

le tirano sassi e lei lascia cadere i datteri.”

Proverbio africano

 

Queste barrette energetiche al cioccolato e datteri sono super facili da preparare, e  sono anche molto buone.

E pensare che fino a pochi anni fa a me i datteri nemmeno piacevano granché. Ricordo che a Natale mia mamma li preparava farciti con il mascarpone, e io regolarmente li snobbavo quando li portava in tavola.

Ho iniziato ad avvicinarmi e ad apprezzare questo frutto soltanto recentemente, negli ultimi anni, grazie a mia figlia che ne fa gran uso per preparare dolci vegani di vario tipo. I datteri hanno ottime proprietà e sono un eccezionale sostituto degli zuccheri nei dolci e, spesso, dei grassi e del burro in cucina.

Durante il mio recente viaggio on the road in Marocco insieme a mio fratello e a mia cognata ho scoperto che ne esistono tantissime varietà e li ho mangiati ad ogni ora del giorno. In Marocco li propongono sempre, a colazione, a pranzo e a cena! Joussef, la nostra guida berbera che ci ha accompagnati durante gli spostamenti nel deserto, ci ha fatto visitare la sua tenuta agricola a Zagora e ci ha omaggiato di una quantità enorme di datteri che la sottoscritta non ha potuto caricare sul volo Ryanair, ma ha atteso con calma che arrivassero in Italia a bordo di Pedro (Pedro = il fuoristrada di mio fratello).

In rete troverete tantissime ricette diverse per preparare barrette energetiche con i datteri, sia cotte che raw, senza cottura; io ho trovato molto interessante l’idea di Elena del blog Con Un Poco Di Zucchero che le prepara con tre strati di diversa consistenza. Io ho modificato un po’ la ricetta, Elena ad esempio utilizza il burro d’arachidi che io non ho utilizzato (mi sa che proverò anche la sua versione originale prossimamente!), la sua idea è comunque fantastica e il risultato è stato super!

Insomma, con datteri in arrivo direttamente dal Marocco, vi propongo queste barrette energetiche ai datteri e cioccolato super golose, senza cottura e dolcificate soltanto con poco miele e sciroppo d’agave, sono davvero facili da preparare e buonissime!

 

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Travel

Napoli, cosa vedere in 4 giorni

 

“Bisogna essere nomadi,

attraversare le idee

come si attraversano

i paesi e le città.” Cit

 

Napoli. Una città bellissima, che vi consiglio assolutamente di visitare quanto prima.

Probabilmente è la città più controversa d’Italia, amata e denigrata allo stesso tempo, affascinante e decadente, Napoli ha dinamiche molto particolari, spesso assolutamente incomprensibili per chi non ci è nato. Molte persone procrastinano un viaggio in questa bellissima città per timore, a causa della pessima fama che la caratterizza e che non è ancora riuscita a scrollarsi del tutto di dosso. È un vero peccato perché è una città meravigliosa che ha davvero tanto da offrire.

Napoli è una città con tanti problemi, ma anche con mille risorse e la contraddistinguono enormi contrasti: miseria e nobiltà, luci e ombre, raffinata cultura e sguaiata ignoranza. Incredibile vedere come le sue criticità, che forse in altri posti avrebbero compromesso la pace sociale, qui convivono da sempre e le conferiscono un fascino senza eguali.

Ho trovato aspetti negativi a Napoli? Certo, ad esempio la sporcizia, l’animo discretamente caotico e poco avvezzo alle regole dei suoi abitanti, non esattamente ‘disciplinati’ e l’intenso, esagerato, traffico. Ma al tempo stesso mi hanno conquistata la sua struggente bellezza, i panorami, e l’immenso patrimonio storico, artistico e gastronomico.

Il fascino del Vesuvio, che veglia maestoso sulla città e sul suo l’hinterland (che hanno una estensione notevole), il centro città affacciato sul mare, con i suoi castelli e fortezze, chiese e monasteri, e una sorprendente ricchezza storica e culturale.

Napoli è arte e cultura, in tutti i modi possibili; vi basti pensare che qui sono nati o hanno vissuto artisti e musicisti indimenticabili, come il drammaturgo  Eduardo De Filippo o il comico Antonio De Curtis in arte Totò. Filosofi come Benedetto Croce o musicisti come Edoardo Bennato.

Se vi preoccupa la sicurezza, vi assicuro che le precauzioni da adottare sono le stesse che è opportuno seguire per la visita di qualsiasi altra città, niente gioielli e orologi vistosi, portafogli ben protetti e borse chiuse e magari a tracolla, evitare zone isolate e informarsi su eventuali quartieri malfamati (evitandoli). Noi ad esempio abbiamo subito un tentativo di furto, per fortuna sventato, nella metro di Milano, mentre a Napoli non ci è accaduto nessun episodio spiacevole.

Siamo stati a Napoli 4 giorni ad inizio dicembre, abbiamo trovato splendide giornate di sole ed un clima meraviglioso, perfetto per stare fuori tutto il giorno e girarla in lungo e in largo.

Le cose da visitare sono davvero tante, per questo motivo abbiamo preferito dedicarci esclusivamente alla città (ci scuseranno Pompei, Ercolano ed altri siti nei dintorni, per voi torneremo!).

 

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Primi piatti/ Salato

Crêpes al radicchio di Treviso e Casatella

 

“Ai ragazzi dico che a volte

è più interessante spegnere la tv,

leggere un libro, raccogliere un radicchio

e sporcarsi le mani di terra.

La cucina va vissuta non guardata.” 

Massimiliano Alajmo 

 

Quanto adoro i primi piatti al forno! E voi?

Sapevate che ‘crêpes’ è un termine francese che deriva dal latino crispus (ondulato, crespo, arricciato, proprio perché durante la cottura i bordi tendono ad arricciarsi), o dal greco krispos (arrotolato, avvolto)?

Sebbene siano da sempre associate alla cucina francese, hanno in realtà origini latine molto antiche, infatti risalgono al V secolo, dove, a Roma, erano utilizzate per sfamare i pellegrini francesi.

È una preparazione davvero semplice e versatile,  le crêpes si ottengono cuocendo un impasto a base di uova, latte e farina, in una padella antiaderente, vanno poi farcite con ingredienti a piacere, piegate e gratinate in forno.

Potete davvero sbizzarrirvi nella preparazione, oltre al tipo di farcia potete variarne anche la forma, piegandole nel modo che preferite, arrotolandole a mo’ di cannellone come ho fatto io per questa ricetta oppure, a triangolo, a mezzaluna o a fagottino e chiuse con un filo di erba cipollina, ma anche utilizzarle a mò di sfoglia al posto della pasta per lasagne.

Qui ve le  propongo semplicissime, con due prodotti d’eccellenza del Veneto, e precisamente della Provincia di Treviso, il Radicchio rosso di Treviso I.G.P. (in questo post ve lo racconto!) e la Casatella D.O.P.

Il radicchio è una cicoria che dopo lunga e sapiente lavorazione assume forme, consistenze e sapori diversi. Ne esistono varietà diverse, io ne ho utilizzate due, il Radicchio di Treviso precoce ed il più pregiato tardivo.

Uniti alla morbida consistenza della Casatella, formaggio morbido D.O.P., e con il tocco croccante delle noci, formano un insieme a mio avviso perfetto.

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Cioccolato/ Torte

Angel food cake al cacao con pralinato di nocciole

 

“Non ti arrendere, ancora sei in tempo
per arrivare e cominciar di nuovo,
accettare le tue ombre
seppellire le tue paure
liberare il buonsenso,
riprendere il volo.”

Mario Benedetti

 

Hai preparato tanti biscotti e crema tiramisù come non ci fosse un domani e hai tanti albumi da smaltire?

L’angel food cake è il modo perfetto di utilizzarli!

Bella, alta, super soffice e golosa!

È completamente priva di grassi e ha una consistenza molto particolare, una sorta di via di mezzo tra la meringa e il pan di spagna. Si prepara infatti con soli, e abbondanti, albumi e pochi altri ingredienti.

La struttura, infatti, è pressappoco quella della meringa, alla montata di albumi e zucchero si aggiungono la farina per conferire stabilità e aromi a piacere per conferire carattere e sapore.

Come vi ho già raccontato  con la ricetta della Angel food cake  classica, per ottenere una meringa perfetta, gli albumi devono essere rigorosamente a temperatura ambiente, meglio se tiepidi (io li riscaldo nell’abbattitore), è inoltre necessario dotarsi dello stampo da chiffon cake con buco al centro e piedini, che saranno necessari a tenere il dolce sollevato durante il raffreddamento a testa in giù (fondamentale perché permette alla torta di restare bella alta e di non collassare).

Non lasciatevi spaventare, dotati dei giusti strumenti e seguendo poche indicazioni, l’angel food cake non è affatto complicata da preparare ed è una torta davvero molto versatile. È ottima per la colazione o merenda semplicemente cosparsa di zucchero a velo, ma si presta anche ad essere più scenografica e golosa se farcita (potrete davvero sbizzarrirvi).

Questa è una  Angel food cake al cacao (e caffè che ha un suo perchè!) al pralinato di nocciole, farcita con una chantilly vegetale (la panna di riso!).

Con l’occasione vi lascio anche la ricetta del pralinato nocciola, occhio perché trattasi di prodotto che crea una certa dipendenza!

L’Angel food cake al cacao e caffè con chantilly al pralinato di nocciole.

 

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