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Roberta Morasco

Colazione e merenda/ Contorni/ Dolce/ Salato

La menta, come farei senza? Mojito, zucchine alla menta e muffin integrali con salsa di noci pesche menta

 

La prima cosa che ho fatto, non appena preso possesso della nuova casa, è stata quella di fare una bella aiuola aromatica in giardino, davanti alla porta della cucina.
Non so voi, ma io, senza erbe aromatiche, non riesco a cucinare.
Uso tantissimo le spezie in generale, e moltissimo quelle nostrane, le erbe aromatiche.
Oltre a profumare e colorare le pietanze hanno tantissime proprietà benefiche.
La menta è favolosa.
 
E’ molto facile da coltivare, è perenne e resistentissima.
In inverno la vedrete seccare e sparire, ma poi vi sorprenderà rispuntando a primavera più rigogliosa che mai.
E’ preferibile coltivarla in vaso perché tende ad ibridizzare, è infatti chiamata la ‘dannazione del botanico’ proprio perché ne esistono tantissime varietà.
L’unica che non si ibridizza è la menta piperita, la varietà maggiormente diffusa ed utilizzata.
La menta ha davvero tantissime proprietà.
Il suo principio attivo è un olio essenziale, il mentolo, ma contiene anche vitamina C e sostanze antibiotiche.
E’ carminativa (accelera i processi digestivi), anti-fermentativa, antisettica, è un potentissimo antibatterico (soprattutto per stomaco ed intestino) ed ha anche ottime proprietà sedative (utile nei casi di mal d’auto, d’aereo, di mare).
Ricordate però che è un blando eccitante, quindi è sconsigliato assumerla nelle ore serali, inoltre può interferire con alcune cure omeopatiche, pertanto in questo caso chiedete consiglio al vostro medico.
Secondo me in cucina, come aromatizzante, è unica.
Con alcune pietanze si sposa alla perfezione.
Con i carciofi, ad esempio, è anche d’aiuto perché evita la fermentazione ed i gas intestinali.
L’avete mai provata con le fragole? Perfetta.
Io la uso davvero tanto e, siccome tra un po’ arriverà il freddo e se ne andrà in letargo, ho deciso di approfittarne per postare alcune ricette sia dolci che salate di quest’estate che avevo in archivio.
Che dirvi ancora?
Preparatevi un buon Mojito, principe dei cocktail estivi, e passate un felice fine settimana!

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Primi piatti/ Salato

Spaghetti feta, limone e basilico alla Gordon Ramsay



Ok, lo ammetto.

Io non amo particolarmente le ricette di Gordon Ramsay.
E non ho nessun libro di ricette di Gordon Ramsay.
Ecco, ve l’ho detto.
A dire il vero mi è anche simpatico, nonostante la sua rudezza.
Adoro sostare in libreria nel reparto libri di cucina, li prendo, mi siedo comodamente sul divanetto della libreria, sfoglio, leggo, ammiro…
Ma nessun libro di Gordon mi ha ancora convinta all’acquisto.
Cosa vi devo dire?
Io mi impegno, li guardo e riguardo, ma poi non li compero e poche ricette mi ispirano davvero…
Non so dirvi il perché.
Si va anche a periodi, almeno io si.
E poi, mai dire mai. Ché solo gli scemi non cambiano idea!
Magari nelle mie prossime sessioni in libreria scatterà la scintilla!
Però una ricetta l’ho sbirciata in libreria, questa pasta.
Se ricordo bene, lui utilizzava delle linguine ed i pinoli, che io non amo molto e ho sostituito con le mandorle a lamelle.
Una pasta facile, veloce, solare, giusto in tempo prima che finisca l’estate.
E un piccolo tributo al grande Lorenzo.
Un concerto che avrei voluto vedere dal vivo.
Un grande Lorenzo Cherubini, e finalmente qualcosa di decente alla RAI.
“Vorrei dirvi una cosa, rispetto all’aria che tira.
A quello che dicono.

Io ho l’impressione…credo che…POSSIAMO FARCELAAA!!!”

Lorenzo J.
…se lo dice lui io ci credo!
 
 

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Primi piatti/ Salato

Fileja c’’a ‘nduja, melanzane, peperoni e cipolla di Tropea

Ho portato a casa poche cose dalla Calabria.
Quasi tutte da mangiare.
La cipolla di Tropea, (ben due trecce, ché di più in macchina non ce ne stavano…), la treccia di aglio, la treccia di peperoncini piccanti, l’origano secco, marmellate, sottoli, la ‘nduja di Spilinga e questa pasta.
La Fileja è una pasta tipica calabrese, ottenuta con il semplice impasto di farina di grano duro e acqua.
Non manca mai nel menu dei ristoranti, e la potrete trovare servita con vari condimenti.
Si produce nella provincia di Vibo Valentia, ma per tradizione locale si prepara in casa.
Gli ingredienti sono farina, acqua e sale.
La forma di questo tipo di pasta è avvitata ed allungata, lunghezza di circa 8-10 cm, la sua superficie ruvida, cosa tipica della pasta lavorata a mano, che permette al sugo di legarsi perfettamente.
La ricetta sembra semplice, e mi piacerebbe provare a farla.
Si setaccia la farina di grano duro sul tavolo e si aggiunge acqua poco per volta, finché l’impasto risulta liscio e morbido. Poi viene diviso in pezzi e si ricavano dei piccoli rotolini della lunghezza di circa 10 cm, si infarinano e si attorcigliano in una sorta di bastoncino detto dinaculu, molto simile ai comuni bastoncini di legno per gli spiedini, e con una piccola pressione si fanno rotolare sul piano di lavoro, una volta avanti ed un’altra indietro.
Si sfilano dal bastoncino e, prima di procedere alla cottura, vanno lasciati asciugare su un piano coperto da un canovaccio infarinato o su un cesto di vimini.
Questa, già pronta all’uso, ho pensato di condirla con tutti i sapori che mi ricordano la mia Calabria, cioè le melanzane, i peperoni piccolini e dolci che vedete nella foto, la cipolla di Tropea e la ‘nduja.
Per chi non la conoscesse, la ‘nduja è una sorta di salume tipico del paese di Spilinga in provincia di Vibo Valentia.
Viene preparata con carne di maiale, sale e peperoncino.
Nasce come prodotto povero, in origine infatti veniva prodotta dai contadini per poter utilizzare le parti di scarto del maiale, si univa il peperoncino per insaporire ed il sale per conservare.
Era un ottimo condimento per insaporire piatti poveri, come verdure, pane e pasta.
Insomma, un piccolo tributo alla regione che mi ha ospitata e dove ho passato una bellissima vacanza..
Fileja c’’a ‘nduja, a modo mio!
Buon fine settimana!

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Travel

Le nostre vacanze. Calabria, Eolie.

Anche le vacanze sono finite.

Siamo ormai rientrati alla quotidianità.

Quindici giorni passati senza orologio, senza televisore, senza connessione WI FI, a dirla tutta anche senza telefono, ché nel nostro residence non si pigliava una cippalippa, e quasi senza cucinare.

Insomma abbiamo davvero staccato la spina e ricaricato le batterie.

Ci siamo riempiti gli occhi con l’azzurro del cielo e del mare, abbiamo assaporato frutta e verdura piene di sole, abbiamo ammirato paesaggi suggestivi.

E, cosa non da poco, eravamo in ottima compagnia.

Di amici…vecchi e nuovi!

Insomma, oggi niente ricette, ma solo le foto della nostra vacanza in Calabria.

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Salato/ Secondi vegetariani

Parmigiana di peperoni alla burrata; friselle integrali ai pomodorini gialli e friggitelli

 

Ebbene si.
E’ giunto il momento delle vacanze.
E quest’anno, scusatemi, mi permetto di dire che ce le meritiamo davvero.
La scorsa estate sono saltate, e con le tante cose accadute e fatte quest’anno siamo giunti a questo agosto bollente leggermente affaticati.
Si parte.
Valigie quasi pronte, bestiole sistemate (alias per chi passa di qua per la prima volta, 1 labrador e 2 porcellini d’India), casa affidata ai nonni…insomma, si parte.
Io porto con me il PC e tutto il resto, ma non so se riuscirò a collegarmi, tutto dipende dalla rete, se ci sarà la possibilità magari posterò pure qualche foto e ricettina sciuè-sciuè da vacanza…tipo queste che vi propongo oggi.
Insomma, BUON AGOSTO!
E NON ABBANDONATE GLI ANIMALI, OK?
 
UNA BESTIOLA ADOTTATA E’ PER LA VITA.
 



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Dolci da credenza e crostate

Appunti, bambini e … Crostata integrale alla crema e noci pesche


“Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto: a essere contento senza motivo,

a essere sempre occupato con qualche cosa,

e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera.”

Paulo Coelho

 

Sto sfogliando la mia vissutissima Moleskine.

E’ sempre con me, ci scrivo di tutto.

Prima di avere il telefono che fa le foto, scrivevo di più. Adesso, spesso, faccio foto a quello che mi interessa.

Una ricetta in una rivista dal parrucchiere, un articolo, un libro da comperare prossimamente…

Non so se sia un bene, prima scrivevo invece di premere un tasto, mah?

Una cosa però è rimasta uguale a prima.

Io scrivo le cose buffe che dicono le mie bambine.

Sapete, le prime parole storpiate, le frasi improvvise ed inaspettate che ti fanno morire dal ridere, e che non vuoi dimenticare.

E siccome io, di memoria, non è che ne abbia così tanta, allora meglio scriverle, così non me le dimentico.

Le sto leggendo ora, e rido da sola.

I bambini sono fantastici, non credete?

La loro logica mi fa impazzire.

La loro immaginazione mi fa sbellicare dalle risate.

E allora leggo, torno indietro con gli anni e rido.

 

Carola (oggi 10 anni)

” Pinni nunni” (a piedi nudi)

“Facenno Mamma?” (“cosa stai facendo mamma?”)

“Dui” (tutto quello che era maggiore di uno…)

“Mamma, ma che freddo questa aria confezionata.”

…osservando attenta le orecchie del nonno

“Nonno, guarda che ti devi tagliare i capelli delle orecchie sai!”

“lo so mamma, puzzo da calabrone..” (quando doveva farsi il bagnetto le dicevo che puzzava da caprone..)

“Facciamo biscoteca!” (..facciamo discoteca, ovvero mettiamo della musica!)

“Tu risolvi tutto con Bah” (a sua sorella…vedere sotto significato di “Bah”…)

 

Serena (oggi 4 anni)

“Tintama” (altalena)

“Brumma” (automobile)

“Callo” (cavallo)

“Pussone” (sapone)

“Bah!” (quando qualcosa non le va affatto o deve protestare…)

“Mamma, ma perché la luna è rotta?” (…osservando la luna a spicchio..)

“Non voglio quello quadrato papà, voglio quello cerchiale” (chiedendo una bottiglietta di succo di frutta..)

“Se sono al sole il gelato si scioglie, ma se sono all’ombra mamma, si addura”

Scegliendo gli scarponi per la montagna…

“Ho già la tuta rosa fucsia mamma, se prendiamo anche gli scarponi rosa sembro un maiale..”

“Se vieni dentro al filo della mia radio…tuncituncitun!” … per spiegare che dentro al filo delle cuffiette passa la musica…

 

Questa è solo una piccola parte. Come faccio ad annoiarmi?

 

“Nella vita dei bambini sono le minuzie che contano.”

Antonio Gramsci

Salato

Fusillotti mazzancolle e peperoni arrostiti … e salicornia, ma non tutto insieme!


E’ tutto vero.

Quello che si dice del trasloco.

E’ faticoso. Tanto faticoso.

Tutti quegli oggetti da impacchettare, abiti da riporre, cose da scartare, la confusione, la stanchezza…

Ma poi, dopo giorni, settimane, mesi anche, a sistemare, dipingere, smontare, cucire, incollare, inventare…finalmente la casa prende forma.

Si eliminano cose superflue e si tengono solo quelle che meritano nuova vita, magari con un recupero creativo e casalingo.

Allora la stanchezza se ne va ed arrivano nuove energie.

E’ così che mi sento ora, anche se le ferie ancora non le abbiamo fatte, non sono stanca.

Si, non ho una manicure perfetta, altro che french….c’è l’aiuola aromatica da sistemare, c’è da dipingere, da cucire, incollare…beh anche cucinare ché mica è chiusa la cucina qui!

E vedere una libreria, smontata, ridipinta, rimontata e riempita mi dà soddisfazione.

Vedere pian piano i libri al loro posto, le tende appese, l’erba del giardino che si riprende, le bambine felici per le loro nuove camerette, i nostri amici pelosi a loro agio, il poter finalmente cenare fuori tutte le sere, beh, mi dà carica.

E la luce. La luce che c’è qui mi riempie gli occhi, mi fa felice.

 

Questa pasta, anzi una di queste due, nasce un po’ per caso.

I peperoni adesso io li compero e cucino spessissimo. E’ il loro momento e io li adoro.

L’idea era di preparare la pasta con peperoni arrostiti e gamberi o mazzancolle.

Dal pescivendolo però, c’era questa benedetta piantina che mi guardava, io gli chiedo ‘Scusi, ma questa è la salicornia?’,  lui, ‘Si signora, è un’alga che mi arriva pochissime volte l’anno, la provi, va sbollentata e ci può fare la pasta o il risotto’ potevo non provarla? Ne avevo già sentito parlare, ma non l’avevo mai trovata in vendita. (e comunque NON è un’alga..)

Una volta a casa ho seguito le indicazioni del pescivendolo, sbollentandola per circa 8 minuti, ma dopo essermi consultata con le mie amiche BLOGGALLINE, la carissima e preparatissima Ada del blog Siciliani creativi in cucina, mi dice che è davvero troppo, che va cucinata molto meno e che è buonissima anche cruda.

Allora, che ho fatto?

Ormai quella me la sono mangiata com’era, un pochino stracotta…

Ma sono tornata a prenderne un altro mazzetto, e con le mazzancolle tenute da parte ho preparato la pasta cucinandola molto meno.

Confesso, ho provato  a mangiarla cruda come consigliato da Ada, ma per me è troppo forte il gusto, ho preferito sbollentarla per un paio di minuti.

Che dirvi, se siete curiosi è da provare, quindi se vedete una pianta carnosa nel banco del pesce chiedete lumi, probabilmente è lei!
Tante amiche stanno partendo per le vacanze e colgo l’occasione per salutarle.

Divertitevi, riposatevi, ridete, mangiate bene, fate tutto quello che vi piace di più.

La prossima settimana siamo in partenza, ma io cercherò di seguire il blog…non assicuro nulla, ma forse sarò qui.

BUONE VACANZE!

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Primi piatti/ Salato/ Secondi vegetariani

Oggi va così, legumi, legumi! Insalata estiva di lenticchie



E’ ufficiale.
E’ estate e fa caldo.
Qui al nord il caldo è umido, taaaanto umido, e io non lo sopporto il caldo umido…
Anche stare seduta davanti al PC è un supplizio per me, quindi poche chiacchiere ed andiamo al sodo!
Non so voi ma io di carne già non ne mangio molta d’inverno, d’estate anche meno.
Carne rossa poi davvero poca, quindi bisogna compensare!
E io per questo motivo ne consumo parecchi, di legumi.
Nella cultura contadina il legume era considerato un alimento di tutto rispetto, un’importante fonte proteica, e siccome la carne era consumata solo occasionalmente, i legumi erano un ottimo sostituto e venivano inseriti quotidianamente nell’alimentazione.
Sono un alimento che, secondo me, estate ed inverno, non dovrebbe mai mancare in tavola.
D’inverno forse risulta più facile utilizzarli, nelle zuppe e minestre, ma si prestano anche per delle ottime insalate fredde e quindi perfette d’estate.
Sapete che le lenticchie, originarie dell’Asia, sono probabilmente il legume di più antica coltivazione?
Sono generose di proteine, magnesio, potassio ed hanno un alto contenuto di ferro, sono anche ricche di fibre, pertanto hanno un alto potere saziante.
Rispetto alla carne le proteine delle lenticchie non contengono colesterolo e sono molto meno acidificanti, e l’acidificazione dell’organismo, è cosa ormai nota, è alla base di tantissime malattie e stati infiammatori.
Le lenticchie, ma i legumi in genere, hanno un indice glicemico basso, a volte bassissimo.
Sapete cos’è l’indice glicemico, vero?
E’ la velocità con cui gli zuccheri presenti vengono assorbiti.
Pertanto alimenti dall’elevato indice glicemico predispongono tantissimo a sovrappeso ed obesità, diabete, tumori, stati infiammatori di vario tipo.
Non a caso dalla cultura contadina arrivano piatti tipo la pasta e fagioli o la pasta e ceci…niente è per caso e dovremmo ritornare più spesso alla tradizione.
Infatti, se utilizzati insieme ad alimenti tipo riso, pasta di grano raffinato, patate (che hanno un elevato indice glicemico) riequilibrano l’indice glicemico di quel pasto, riportandolo a valori accettabili per il nostro organismo.
Vi ho rotto abbastanza con tutte ‘ste informazioni vero? Ok, ok.
Si, però…cosa state aspettando?
Che lenticchie siano!


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Salato/ Secondi di carne

Il colloquio ideale…Insalata Lollapalooza

Ometto le presentazioni di rito, passiamo al sodo.
“Allora guardi, qui il lavoro è molto semplice, segreteria generale, un po’ di contabilità, statistiche…”
“Beh, io non ho esperienza di contabilità, mi sono sempre occupata di vendite…commerciale e marketing, ma posso imparare..”
“Bene, dicevo, il contratto è part-time e l’orario di lavoro dalle 13.30 alle 17.30…”
“Beh, avrei preferito lavorare la mattina, sa avendo le bambine a scuola, ma posso organizzarmi.”
“Bisogna essere chiari fin dall’inizio, quindi sarò un po’ brutale, qui lo stipendio è questo, non c’è da essere ambiziosi, vede? Saremmo in due, pertanto non sono previsti aumenti ad esclusione di quelli contrattuali.”
“No, no, certo…non è mica il caso di avere delle ambizioni al giorno d’oggi…O_O” (…inizia a sollevarmisi il sopracciglio….)
“Qui BISOGNA esserci, semplicemente, ogni pomeriggio e se necessario potremmo chiederle anche di venire qualche mattina…”
“Beh, io ho sempre cercato di non mancare dal lavoro, godo di buona salute, insomma solo se ho 40 di febbre…”
“Ah, le ferie. L’azienda ha stabilito delle ferie aziendali fisse, quindi ferie e permessi sono conglobati lì, se dovesse mancare in altri giorni li dovremo considerare assenza.”
“Ah…?!???!!!”
“Quanti figli ha?”
“Due bambine, di 4 e 10 anni..”
“Ha intenzione di averne altri?”
“No, direi di no ormai (…) ho 45 anni e non essendo Monica Bellucci, credo davvero di no…”
“Ma con chi starebbero le bambine il pomeriggio?”
“Con i nonni, i miei genitori…”
“E sono in gamba?”
E qui non ce l’ho più fatta! IN GAMBA???
MA CHE CAVOLO SIGNIFICA SONO IN GAMBA?
Noooooooo, qui non ce l’ho più fatta!

“Mi scusi, ma credo di dover essere brutale anch’io! Che domanda è ‘sono in gamba’, mi scusi, che senso ha fare una domanda del genere?
Cosa significa?
Uno può essere in gamba oggi e schiattare domani, ché non c’entra mica l’età!”
MAVA’VA’VA’VA’VA’VA’… devo specificare dove?

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Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate/ Torte

Frutta fresca per un contest …Torta glassata ai lamponi

 
Ma quanto mi piacciono i lamponi?
Ma a dire il vero tutti i frutti di bosco.
Era un po’ che volevo fare questa torta.
Mi sono messa tanto di post-it sulla pagina del libro in questione, “KITCHEN” Marie Claire – Corso Pratico di cucina.
Un libro di cui vi ho già parlato.  Mi piace troppo, lo sfoglio, ri-sfoglio, avete presente?
Ha delle bellissime foto e ricette davvero fruibili, non di quelle troppo complicate o con ingredienti così strani da risultare anche introvabili, ché poi finisce che ti scoraggi e basta.
Insomma, tornando alla torta.
Ieri ho letto del Giveaway  di questa mia cara amica, lei ha chiesto una ricetta con la frutta fresca…e quindi?
E accendiamo ‘sto forno che tanto fa caldo lo stesso!
Io la panna acida non ce l’avevo, quindi ho optato per lo yogurt greco ed il succo di limone, poi le farine, ovviamente cambiate, la 00 l’ho sostituita con questo mix di integrale e riso J.
Poi ho aggiunto il cardamomo che, secondo me, qui ha un suo perché.
Che dirvi di più?
Semplice e buonissima.
Non mi delude mai questo libro. Foto stupende, e ricette super.
Saranno pure ‘Luxury’ per qualcosa ‘sti ‘books’
Insomma cara Gabila, oggi tra pennelli e vernici (ché sto dipingendo due vecchie librerie) ho preparato questa torta per te.
Per l’occasione ho utilizzato anche una tovaglia nuova-nuova (ma quanto mi piace ‘sto colore!!!) e piattino zuccheroso.
Io quando vedo ‘ste cose nei negozi non resisto, mannaggia!

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Dolci al cucchiaio e semifreddi

Zuppa inglese alla frutta con pan di Spagna e crema inglese di Maurizio Santin

 
 
 

Glielo avevo promesso a queste due splendide donne. Che avrei fatto il possibile per partecipare al loro bellissimo contest.Purtroppo il tempo è ancora poco e le cose da sistemare tante, affrontare un dolce che non avevo mai preparato mi sembrava poco pratico in questo momento, e considerato poi che il giudice è Maurizio Santin … naaaaaa … meglio fare qualcosa che si conosce bene!

Inoltre pochi giorni fa mio marito ha compiuto gli anni ed era davvero tanto, ma taaaanto tempo che mi pregava di preparagli ‘sta benedetta zuppa inglese, quindi mie care amiche…come si dice?

Due piccioni con una fava!

Le preparazioni base del Pan di Spagna e della crema inglese sono di Maurizio Santin, ma la zuppa è quella che io faccio di solito d’estate, con la frutta.

A me piace così, una vera zuppa di stati golosi che si fondono uno con l’altro.

D’inverno al posto della frutta fresca utilizzo la frutta candita ed il cioccolato fondente, decorando la parte superiore con ciliegie candite, ma d’estate non c’è storia, a casa mia si fa questa!

Approfitto dell’occasione per invitare pubblicamente il Maestro Santin a tenere degli altri corsi in Veneto il prossimo inverno (se le va di venire a Treviso anche meglio!!)…io ci ho provato a partecipare a quelli che ha tenuto lo scorso dicembre ad Udine e Pordenone, ma non c’è stato verso mannaggia, tutto esaurito!! SOB!

Insomma Maestro, io aspetto eh!

 

  

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