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Cioccolato/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Marquise al cioccolato

 

 

Non voglio trovare scuse.

Si, scuse del tipo, “fa freddo”, “è brutto tempo”, ” ho l’umore è ballerino”

Macché.

Per me il cioccolato è sempre presente, è una quotidiana parentesi di godurioso relax per il palato e l’umore.

Quello fondente, bello scuro, amaro, cacao al 70%, mangiato così, in purezza, oppure cacciato dentro ai dolci.

Poi diciamocelo, ormai studiecontrostudi lo hanno definito una sorta di cibo farmacia dalle mille proprietà; i componenti presenti nel cacao svolgono infatti innumerevoli funzioni benefiche.

Stimola le endrofine, contrasta i problemi cardiovascolari, abbassa la pressione sanguigna ed il colesterolo cattivo, è antinfiammatorio, protegge il fegato, calma la tosse, protegge la pelle e la vista, questo oltre a svolgere un’azione di riduzione dell’ormone dello stress, insomma solleva il morale….e vi sembra poco?

Insomma, dovessero venirvi dei sensi di colpa nel produrre dolci al cioccolato, potete sempre trovare riparo in queste ottime ‘scuse scientifiche‘!

Si ok, ok, dentro al dolce che vi propongo oggi, la Marquise al cioccolato, una sorta di mousse, assolutamente paradisiaca, ci sono anche un bel botto di burro e panna, ma tutto sommato sono piccoli dettagli…suvvia non siate così pignoli.

Nel week end potete sempre andare a correre per smaltire!

Ricettina?

 

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MARQUISE AL CIOCCOLATO

 

Ingredienti

200 g cioccolato fondente al 70%

100 g burro biologico

3 tuorli (uova medie biologiche)

100 g zucchero a velo

250 ml panna liquida

½ cucchiaino di polvere di vaniglia biologica

cacao amaro per finire

pesche e lamponi per guarnire

Preparazione

Procedete alla pastorizzazione delle uova: versate lo zucchero con alcuni cucchiai d’acqua (3-4) in un pentolino e portate a 121°, nel caso non disponiate del termometro per alimenti controllate lo sciroppo, quando vedete che si formano delle bolle abbastanza grandi la temperatura di 121° è indicativamente raggiunta.

Montate i tuorli nella planetaria (con la frusta) a velocità sostenuta (oppure con una frusta elettrica), aggiungete a filo lo sciroppo caldo e continuate a montare fino a quando otterrete un composto ben gonfio e raffreddato.

Nel frattempo fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria.

In una ciotola ampia montate il burro con la polvere di vaniglia fino a quando diventerà chiaro e soffice.

Aggiungete il burro al cioccolato, mescolando delicatamente per amalgamare tutto, quindi anche il composto di tuorli e zucchero.

Montate la panna a neve ben ferma ed unitela delicatamente al composto, mescolando dal basso verso l’alto.

Foderate uno stampo rettangolare o quadrato con della pellicola alimentare, versate il composto e livellatelo con una spatola.

Fate solidificare e riposare in frigorifero per almeno 3 ore.

Estraete la marquise dallo stampo, eliminate la pellicola e cospargetela di cacao amaro.

Servitela affettata, accompagnando con fettine di pesca noce e lamponi.

 

 

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Buon fine settimana gente!

 

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Colazione e merenda/ Torte

Cake fondente con pesche tabacchiere

 

E allora? Tornati tutti dalle vacanze?

Io rientro proponendovi una torta golosiSSima, con tanto cioccolato e pesche.

Amo tantissimo il cioccolato.

Fondente, grazie! Certo se mi offrite un pezzo di gianduia o di cioccolato al latte non rifiuto, ma il fondente!

Il Fondant al cioccolato mi fa letteralmente impazzire!

Questo che vi propongo oggi è una sorta di fondant al cioccolato.

Di solito faccio la ricetta di Santin (con la sua salsa alla menta è da urlo!), questa volta però l’ho stravolta a mio piacimento, ottenendo un cake fondente dal cuore morbido e goloso, l’amaro del cioccolato fondente che si sposa con la nota fresca e dolce delle pesche.

Credetemi è meraviglioso questo cake! Procuratevi gli ingredienti e provatelo!

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Biscotti e Frolle

Rose del deserto ai mirtilli e cioccolato bianco

 

 

Questi biscotti sono forse tra i primi che ho provato a fare taaaanti anni fa.

Sono tanto facili quanto buoni.

Si chiamano Rose del deserto proprio perché nell’aspetto ricordano la formazione minerale dalla forma curiosa, tipica del deserto.

Sono sempre perfetti.

Per la colazione, per il tè del pomeriggio, per la merenda a scuola delle bimbe.

Io mi diverto a provare la stessa ricetta utilizzando ingredienti un po’ diversi.

Cambio tipo di farina, ché io la 00 anche no, poi faccio abbinamenti diversi, in questo caso mirtilli e cioccolato bianco.

Si conservano bene in un contenitore ermetico o in una scatola di latta.

Io non vi ripeto la solita storia, che non ho tempo, che sono di corsa e bla bla bla, non voglio diventare pesante e noiosa.

In realtà è davvero così.

Settimane frenetiche, tante ore davanti al pc e poche davanti ai fornelli.

Un po’ mi pesa non avere molto tempo per cucinare.

Ma ne vale la pena.

Quello che bolle in pentola è davvero grandioso.

Insomma, voi leggetevi la ricetta dei biscotti intanto, presto potrò raccontare tutto!

 

 

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ROSE DEL DESERTO AI MIRTILLI E CIOCCOLATO BIANCO

Ingredienti

Dose per circa 15 biscotti grandi

150 g farina di avena biologica

100 g farina di mais biologica tipo fioretto

150 g burro biologico

2 uova biologiche

100 g zucchero di canna

50 g zucchero mascobado

½ cucchiaino di polvere di vaniglia biologica

1 cucchiaino di cremor tartaro

1 manciata di mirtilli disidratati

1 manciata di gocce di cioccolato bianco

corn flakes qb

zucchero a velo (facoltativo)

Preparazione

Accendete il forno a 180°C.

Nella planetaria con la frusta, lavorate il burro morbido con lo zucchero di canna ed il mascobado. Aggiungete le uova e continuate a impastare, unite le farine, la vaniglia ed il cremor tartaro e lavorate bene. Unite anche le gocce di cioccolato e i mirtilli.

Foderate due teglie con la carta forno. Versate dei corn flakes in un piatto e, con l’aiuto di un cucchiaio (o di un cucchiaino se volete farli più piccoli), prendete poco impasto (sarà abbastanza morbido) formando delle palline che farete rotolare sui cork flakes. Sistemate le ‘palline’ sulla teglia ben distanziate tra loro, perché si allargheranno in cottura.

Cuocete a 180°C per circa 20 minuti.

Sfornate a fate raffreddare bene. Appena sfornati sono molto fragili, diventeranno croccanti raffreddandosi.

Cospargete a piacere con zucchero a velo (io no in questo caso)

NOTE:

Si conservano bene in una scatola di latta.

 

 

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Buona settimana gente!

 

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Dolci da credenza e crostate/ Torte

Ciambella con la panna montata (dentro) – Whipped cream cake

 

 

Voi non ci crederete, ma questa torta con la panna montata dentro, ricetta furbissima trovata nel blog di Stefania, L’araba più famosa del web, è da un anno che l’ho fatta…

No, non questa nelle foto.

Questa l’ho fatta un paio di settimane fa.

Da quando l’ho provata, l’ho rifatta un sacco di volte.

E’ buonissima, oltre che davvero velocissima da preparare.

Senza farcitura diventa un perfetto dolce da colazione e da inzuppo.

Se la volete rendere più golosa e bella, la potete farcire così, con una cascata di ganache al cioccolato.

La cosa più laboriosa di questa torta è il pralinato alle mandorle e nocciole, ricetta della bravissima Simona Piccolini del blog Tè e Cioccolato.

Lo avevo preparato per la torta di compleanno del mio papà, il mese scorso, ovviamente non lo avevo utilizzato tutto. Lui era lì, buono buono nel suo vasetto.

Insomma, vi lascio in dolcezza.

Provatela non ve ne pentirete!

Stefania, Simona, grazie per le ricette!

 

“GIVE ME THE CHOCOLATE

AND NOBODY GETS HURT”

cit.

 

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CIAMBELLA CON LA PANNA MONTATA (DENTRO) – WHIPPED CREAM CAKE

Da una ricetta di Martha Stewart ‘scovata’ nel blog di Stefania ‘Arabafelice in cucina’ – ‘Pralinato alle mandorle’ dal blog Tè e cioccolato di Simona Piccolini

Ingredienti

Ciambella con la panna montata

100 g farina autolievitante

170 g farina macinata a pietra

375 ml panna fresca

180 g zucchero

3 uova biologiche

1 cucchiaino cremor tartaro

1 presa sale integrale

½ cucchiaino polvere di vaniglia biologica

gocce di cioccolato fondente qb

Ganache fondente

250 g cioccolato fondente

100 g panna fresca

1 noce burro biologico

Pralinato alle mandorle e nocciole

150 g mandorle

150 g nocciole (già sgusciate)

200 g zucchero semolato

50 g acqua

Preparazione

Ciambella con la panna montata

Accendete il forno a 185°C.

Montate la panna fino a quando sarà bella soda. Aggiungete (planetaria con frusta in funzione o con sbattitore) un uovo alla volta e continuate a montare per brevissimo tempo. Solo fino a quando sarà amalgamato.

A parte mescolate tutti gli ingredienti secchi, vaniglia compresa, e setacciateli tutti insieme. Uniteli poco per volta alla panna montata, mescolando delicatamente a mano con una spatola (dall’alto verso il basso) per non smontare il tutto. Unite anche le gocce di cioccolato, e mescolate bene.

Versate il composto in uno stampo da ciambella precedentemente imburrato ed infarinato. Cuocete in forno ben caldo (185°C) per 25-30 minuti. Fate sempre la prova ‘stecchino’ per verificare la cottura. Fate raffreddare e poi sformate.

Ganache al cioccolato

Tritate il cioccolato con un coltello. Scaldate la panna in un pentolino su fuoco medio, una volta calda unite il burro ed il cioccolato, mescolate bene fino a quando sarà sciolto e ben amalgamato.

Pralinato alle mandorle e nocciole

Portate a bollore dell’acqua su un pentolino, tuffate le mandorle per un minuto, quindi scolatele e pelatele. Asciugatele bene e tenete da parte.

Accendete il forno a 150-160°, disponete mandorle e nocciole su una teglia coperta di carta forno e tostatele in forno ben caldo per circa 15 minuti.

Versate lo zucchero in una casseruola, aggiungete l’acqua e portate a 116°C (lo zucchero diventerà chiaro e farà delle bollicine piccole e regolari), aggiungete le mandorle e le nocciole ancora tiepide e mescolate. Tenete sul fuoco basso per circa 15-20 minuti, lentamente vedrete lo zucchero sciogliersi nuovamente e diventare di un colore ambrato. Togliete la pentola dal fuoco e versate tutto su una teglia coperta di carta forno (oppure un tappetino di silpat). Fate raffreddare.

Una volta raffreddato, tritate finemente (io non troppo finemente) nel cutter e versate in un vaso se desiderate conservarlo.

 

Versate generosamente la ganache sulla ciambella e cospargete con pralinato alle mandorle.

ATTENZIONE:  il pralinato di Simona crea dipendenza.

 

 

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Buon fine settimana gente!

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Cioccolato/ Dolci da credenza e crostate

Cake speziato alla zucca…e si parte ancora!

 

Queste settimane stanno passando davvero velocemente, forse troppo.

Io non mi rendo nemmeno conto che tra poco è Natale…

Tante cose da fare durante la settimana, diversi gli spostamenti fatti nell’ultimo periodo e forse anche il freddo che non arrivava mai, mi hanno davvero fatto perdere un po’ la consapevolezza del tempo e le giornate che scorrono…veloci.

Non ho ancora fatto l’albero di Natale, e io di solito entro l’8 Dicembre lo faccio sempre.

Ecco, mi sa che ora finisco di preparare il trolley così stasera c’è il tempo par fare l’albero con le mie ragazze in tutta tranquillità.

Ve l’avevo detto che la zucca l’ho davvero cucinata tanto in questo periodo.

Ecco, questa ricettina era lì che aspettava buona buona di essere pubblicata, ed eccola qua!

Semplice, anzi semplicissima.

Un cake morbido e profumato.

Io ho utilizzato diverse spezie, tra queste il pimento giamaicano che ha un profumo speciale.

Viene chiamato pepe di Giamaica o pepe garofanato, è una spezia ricavata da un albero sempreverde della stessa famiglia del Mirto, originario dell’America Centrale e dell’area caraibica.

Si presenta sotto forma di palline, simili al pepe, ed ha un aroma particolare e molto intenso, che ricorda la cannella, il pepe, i chidi di garofano e la noce moscata messi insieme.

È molto utilizzato nella cucina caraibica e, secondo me, si presta molto bene anche per profumare biscotti e torte.

Io ora vi lascio e torno agli ultimi preparativi.

Domani mattina si parte.

Destinazione Firenze.

Come al solito, quando torno vi racconto tutto.

Promesso.

A me i profumi e le spezie ricordano un’amica in particolare, Vatinee Suvimol, perfetto quindi questo cake per partecipare al suo Giveaway in occasione del compleanno del suo blog A Thai Pianist, bellissimo, nella sua nuova veste.

Tutto per te Amica!

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Cioccolato/ Torte

Torta foresta nera – Schwarzwaelder kirschtorte

 

 Un vero amico è chi ti prende per la mano

e ti tocca il cuore.

(Gabriel García Márquez)
Oggi una torta.
E che torta!
Non si sa molto delle sue origini storiche.
Sembra che non siano molto lontane comunque, la prima apparizione della sua ricetta risale agli anni ’30.
Schwarzwälder Kirschtorte  ovvero Torta della foresta nera, forse deve il suo nome allo sciroppo che bagna il pan di spagna al cioccolato, il kirsch per l’appunto, brandy a base di ciliegie, che può comunque essere sostituito dal rum oppure omesso del tutto.
Altra curiosa ipotesi sull’origine del nome di questa torta, si pensa che sia ispirato al costume tradizionale delle donne della Foresta Nera.
Il loro abito infatti è nero come il cioccolato, la camicetta bianca come la panna ed il copricapo ha dei piccoli poix rossi proprio come le ciliegie.
Golosità totale, è stata approvata da tutta la famiglia.
Non fatevi scoraggiare dalle diverse preprazioni, è davvero semplice da fare!

TORTA FORESTA NERA – SCHWARZWÄLDER KIRSCHTORTE
(ricetta tratta dal libro “Cioccolato” di R. Gioffré)
Ingredienti  (dose per stampo da 20-22 cm)

Base torta

4 uova biologiche
120 g zucchero
80 g farina macinata a pietra tipo 1
10 g fecola di patate
40 g mandorle tritate
4 cucchiai cacao amaro
30 g burro sciolto
½ bustina polvere lievitante naturale (cremor tartaro)
Farcia 
500 g panna fresca
50 g zucchero a velo
Sciroppo 
60 g zucchero
120 ml acqua
3 cucchiai sciroppo amarene Fabbri
3 cucchiai liquore kirsch
Riccioli di cioccolato
100 g cioccolato fondente
20 g panna fresca

 

Riccioli di cioccolato
Preparate una ganache, scaldate la panna in un pentolino, quando sarà prossima al bollore unite in cioccolato tritato e fatelo sciogliere fuori dal fuoco, mescolate bene e stendetela in una piccola teglia.
Fatela raffreddare completamente quindi fate riposare in frigorifero per circa mezz’ora.
Prendete una bocchetta da pasticcere (o un cucchiaio), tenendolo verticale ma leggermente inclinato fatelo strisciare sulla superficie del cioccolato premendo leggermente. Si formeranno dei piccoli riccioli di ganache.
Base torta
Accendete il forno a 180°.
In planetaria (o in un contenitore capiente con le fruste elettriche), sbattete i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare spumosi, poi aggiungete poco per volta la farina, precedentemente setacciata insieme al cacao ed al cremor tartaro, e le mandorle tritate, mescolate bene.
Unite anche il burro sciolto, mescolate.
A mano, con una spatola e movimenti dall’altro verso il basso per non smontarli, unite anche gli albumi montati a neve fermissima.
Versate l’impasto in uno stampo (D 22 cm) imburrato ed infarinato, ed infornate a 180° per circa 40 minuti.
Verificate la cottura con la prova stecchino, quindi estraete dal forno e fate raffreddare, quindi tagliatela in orizzontale ricavando 3 dischi.

 

Sciroppo
In un pentolino fate bollire l’acqua con lo zucchero per ca 5 minuti, togliete dal fuoco e unite il liquore ed il succo delle amarene.
Farcia
Montate la panna con lo zucchero a neve ferma.

 

Assemblaggio del dolce
Sistemate il primo disco su un piatto o una griglia, bagnatelo con 1/3 dello sciroppo, spalmate sopra la chantilly e una parte delle amarene.
Coprite con il secondo disco di torta e ripetete le operazioni sopra descritte.
Coprite con l’ultimo disco, imbevuto con il restante sciroppo.
Spalmate tutta la torta con la panna, rivestendola completamente.
Coprite i bordi con i riccioli di cioccolato e decorate il centro del dolce con le amarene rimaste e, a piacere, con dei ciuffetti di chantilly.
Fate riposare in frigorifero almeno un’ora prima di consumarla.

 

Cliccate qui vi si aprirà il mondo delle FLUFFOSE
la bellissima raccolta delle torte sofficissime
ormai simbolo del gruppo di blogger Le Bloggalline.
 ää
Enjoy!
 

 

Cioccolato/ Torte

Chiffon cake al cioccolato e glassa al caffè e cardamomo


 
“Quello che ami rimane, il resto è niente”
Tina Modotti
“Mi considero una fotografa, niente di più. 
Se le mie foto si differenziano da ciò che viene fatto di solito in questo campo, 
è perché io cerco di produrre non arte, 
ma oneste fotografie, senza distorsioni o manipolazioni”
Tina Modotti. Una donna bella e magnetica, libera, combattente, ed impegnata politicamente.
Una fotografa che aveva capito la potenza rivoluzionaria delle immagini, la potenza della denuncia.
E’ morta giovane Tina Modotti a 46 anni, improvvisamente.
Sfogliando per caso un’agenda, leggo questa frase che avevo appuntato tempo fa…
Quanta verità in così poche parole.
Oggi la finisco qui con le mie riflessioni…
Vi lascio una torta sofficissima!
Buon fine settimana gente.

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Cioccolato/ Colazione e merenda

Tartellette all’avena e mandorle con crema di mascarpone al cioccolato e more

 

Arrivato anche il fine settimana.
Non so voi ma io ho corso tanto.
Tra pediatra (ché la polpettina ha la tosse che non se ne vuole andare..),  riunioni e colloqui a scuola, per cui due interi pomeriggi passati in coda tra mamme accaldate e un po’ agitate…
E per mia fortuna ho avuto solo belle notizie, ché la mia pre-adolescente è una rompi, ma è davvero bravina a scuola, bella testolina di mamma sua!
Insomma sono arrivata a fine settimana pure un po’ acciaccata, quasi afona (diciamo pure che ho una voce leggermente da trans oggi…) e raffreddata.
Ma non ci lamentiamo và!
ENJOY TODAY!
E godiamoci questo fine settimana!

da Pinterest
 

Questo dolcetto finger lo dovevo postare da qualche giorno, ma sempre per problemi di tempo (mannaggia) ormai riesco a fare un solo post a settimana.

A dirla tutta fatico anche a fotografare le cose che cucino…a volte non ho tempo, altre onestamente non ho nemmeno voglia.

Per fortuna le giornate si stanno allungando così avrò la possibilità di fare delle foto decenti anche nel tardo pomeriggio/sera.

Insomma, di corsa e quasi allo scadere del termine, un piccolo finger dolce per il contest di Paola e Monique.

Buon w.e. a tutti!
 


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Torte

Una sfida diventa il mio piatto forte … La Millefoglie



Ci ho pensato non poco alla ricetta che avrei voluto fare per la mia amica Maddalena.
Avrebbe potuto essere la pasta fresca, le lasagne ad esempio.
Ma non era qualcosa di nuovo, ce ne sono già diverse ricette di lasagne nel blog…
Avrei potuto fare qualcosa a base di pesce, sono cresciuta a Venezia, e se penso a quello che più mi piace, e che mi riesce abbastanza bene, certo non mi viene in mente la carne…ma non ero ancora convinta…
Il tiramisù, quello MIO, con i savoiardi fatti in casa….ma ho già postato anche quello…
E allora mi viene in mente LEI.

LEI, per me, è la torta del cuore, quella dei compleanni, quella che quando ero bambina la volevo per la mia festa, quella che quando la faccio finisce in un nanosecondo.

Quella che ho fatto al corso di pasticceria, con lo Chef Prof Fiorotto, meravigliosa!

La millefoglie.
Si, ma la millefoglie NON fatta con la pasta sfoglia pronta (come facevo prima…).
Naaaaaaaaaaa….
La pasta sfoglia quella buona, quella con il burro (non con quelle robe idrogenate lì…), e fatta rigorosamente a mano, solo pazienza e taaaaaanto olio di gomito.
Insomma Maddalena, ho preso due piccioni con una fava con questa torta…^_^
Nel senso che la pasta sfoglia era tra le mie sfide personali dopo il corso di pasticceria, ché una cosa è farle a scuola certe preparazioni, con lo chef a fianco che dirige e corregge, un’altra è farle a casa, da sola…
A questo ci aggiungiamo che, per le motivazioni sopra, era assolutamente perfetta per il contest della mia amica Maddy.
Maddalena, non so se si tratta del chiulo del principiante, ma la pasta sfoglia è venuta benissimo, davvero oltre ogni mia aspettativa.
Ci ho messo due giorni per preparare tutto, e sono davvero felice di portare questa ricetta come contributo al tuo contest.
Il mio piatto forte, pensato e fatto con tutto il cuore, per te.

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Cioccolato/ Torte

Prova e riprova … La Torta Sacher

 

C’era una volta…
Il giovane Franz Sacher lavorava alla corte del cancelliere Metternich,
quando inventò questa torta che, in pochi anni,
diventò molto famosa in tutta l’Austria.
L’impasto al cioccolato non era nuovo, ma lo era la glassa lucida che la ricopriva
e soprattutto lo strato di confettura di albicocche al suo interno,
e che ne fecero qualcosa di rivoluzionario nella pasticceria dell’epoca.
In seguito a questa vicenda, Sacher ebbe grande fortuna.
Nel 1866 fondò un negozio di Delikatessen insieme al figlio,
ed in seguito un albergo.
Gli anni 30 furono teatro della disputa legale.
Per ben sette anni gli eredi di Franz ed i proprietari della Pasticceria Demel,
che vendeva la stessa torta,
i disputarono il diritto di fregiarla con il proprio sigillo.
Vinse la causa l’Albergo Sacher, che tuttora la vende
nell’omonima Pasticceria con il famoso bollino di cioccolato.
 
 
E finalmente eccola ‘sta benedetta Sacher torte!
Ne abbiamo dovute smaltire ben tre qui a casa con l’aiuto di parenti ed amici, prima che la glassa venisse come volevo io.
Ma alla fine ho trovato la giusta soluzione.
Si lo so, la panna non ci andrebbe, ma che vi devo dire…a me la glassa puro cioccolato e zucchero non piace, ecco.
Poi ho notato (e saputo) che in tante pasticcerie mica usano la glassa all’acqua, macché! Fanno una semplice ganache loro e si tolgono da ogni impiccio, altro che lucida e lucida!
Insomma beccatevi la ricetta, ché io devo passare ad un altro dolce con cui ho un conto in sospeso!
Buona settimana!


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Blogtour/ Cioccolato/ Torte

N.Y. cheesecake con cioccolato bianco, pistacchi e lamponi per UnLamponelCuore

E’ tutto spiegato nel dettaglio qui.
Da qui l’idea di unire le forze in un post unificato, tantissime blogger, tantissime ricette, con un unico tema, I LAMPONI.

8 Marzo 2014.
L’anniversario del nostro gruppo di blogger, 1 anno di BLOGGALLINE!
Un anno di amicizia, risate, incontri, e costante presenza.

Ed è significativo che nella giornata della festa della donna, tutte/i insieme si faccia qualcosa, anche se è davvero una piccola cosa.
Tendere una mano a queste donne, che stanno cercando dopo una guerra devastante, di ritornare ad una qualche normalità.

 

La missione della Cooperativa Agricola “Insieme” è sintetizzata bene in queste parole “Rilanciare un’economia rurale sostenibile (da un punto di vista economico, sociale e ambientale) è la chiave per realizzare la riconciliazione superando le divisioni costruite dalla guerra. Il rispetto e la fiducia reciproca che si ricreano nel lavoro e nel conseguimento di risultati positivi per tutti, sono il cemento che tiene insieme una comunità multiculturale.”

“Lamponi di pace” è un’iniziativa di cooperazione allo sviluppo, ma anche e soprattutto un ‘percorso riabilitativo’, una strada verso la riconciliazione nel dopoguerra.

PERCHÉ I LAMPONI?

Perché sono la cultura tradizionale dell’area.
Perché la loro raccolta non richiede grande forza fisica e può essere praticata anche da donne sole e da famiglie con membri in età avanzata.
Perché con pochi investimenti una famiglia può diventare economicamente autonoma.
Perché nel mercato mondiale c’è richiesta di lamponi.
Perché i lamponi trasformano la parola “ritorno” nella parola “restare”, in quanto ogni pianta di lampone darà frutti per almeno dodici anni, costituendo un incentivo a rimanere per i coltivatori.

Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a “UnLampoNelCuore”

intendono far conoscere il progetto “lamponi di pace” della Cooperativa Agricola Insieme, nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa

delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi.

Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell’antica coltura dei lamponi e sull’organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull’aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti.

A distanza di oltre dieci anni dall’inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola “ritorno” nella scelta del “restare”.


N.Y. CHEESECAKE (di CALIFORNIA BAKERY) con CIOCCOLATO BIANCO, PISTACCHI e LAMPONI
Ingredienti:
Crosta
300 g biscotti integrali sbriciolati finemente
80 g burro sciolto
3 g cannella in polvere
5 ml miele di acacia
Crema al formaggio
400 g ricotta (biologica)
300 g robiola  mascarpone
200 g zucchero semolato
150 ml panna fresca
40 g yogurt intero
4 uova biologiche
1 limone biologico (scorza grattugiata)
½ cucchiaino di polvere di vaniglia (o i semi di ½ baccello)
3 g farina (io di riso)
Topping
150 g cioccolato bianco
80 ml panna fresca
1 grattugiata di fava tonka
1 manciata di pistacchi

1 vaschetta di lamponi freschi


Crosta
Mettete in una ciotola i biscotti sbriciolati, la cannella, il miele ed il burro sciolto e lavorate il composto con una mano fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Distribuite alcune manciate di impasto nello stampo e create il bordo premendo bene con le dita lungo le pareti dello stampo.
Terminato il bordo, fate la stessa cosa sul fondo.

Riponete in frigorifero per almeno 30 minuti.

Crema
Accendete il forno a 160°.
Mescolate con un cucchiaio la ricotta insieme al mascarpone, lo yogurt, lo zucchero, la scorza di limone, la vaniglia, le uova (una alla volta), la panna, e solo alla fine la farina.
Versate la crema di formaggio nello stampo e cuocete per 55 minuti (con il mio forno ho dovuto allungare il tempo di cottura di altri 25 minuti).
Per gli ultimi 5 minuti di cottura, aprite leggermente lo sportello del forno (aiutandovi con il manico di un cucchiaio di legno) per far uscire il vapore.
Sfornatela e fatela raffreddare per almeno 3-4 ore, poi riponetela in frigorifero per altre 2-3 ore.

Sformatela e procedete alla guarnizione che desiderate.

Topping
Mettete la panna in un pentolino a fuoco basso, portate lentamente ad ebollizione.
Quindi spegnete, aggiungete il cioccolato tritato, la fava tonka grattugiata (io circa 1/3 di una fava, l’aroma è molto intenso e profumato), e mescolate bene fino ad ottenere un composto bello omogeneo.
Fate raffreddare (io in abbattitore) ed unite i pistacchi tritati grossolanamente.

Distribuite la ganache sulla cheesecake e decorate con i lamponi freschi.






Note: con questa dose ho preparato una torta (stampo da 22 cm) ed alcune mini-cheesecake (utilizzando una teglia con appositi fori da muffin)



 




Elenco punti vendita confetture della Pace:

L’Altromercato – qui il linkalla sezione “dove ci trovi” della home page, dove trovare i recapiti dei punti vendita a voi più vicini.

MioBio

– Coop-Adriatica e Nordest. Per quanto riguarda Coop-Adriatica le confetture dei frutti della pace sono disponibili nel canale IPER:

ADRIATICA BOLOGNA IPER BORGO
ADRIATICA BOLOGNA NOVA
ADRIATICA BOLOGNA LAME
ADRIATICA VENETO SAN DONA’
ADRIATICA VENETO SCHIO
ADRIATICA VENETO CONEGLIANO
ADRIATICA VENETO VIGONZA
ADRIATICA ROMAGNA IMOLA
ADRIATICA ROMAGNA RIMINI
ADRIATICA ROMAGNA LUGO
ADRIATICA ROMAGNA FAENZA
ADRIATICA ROMAGNA RAVENNA
ADRIATICA MARCHE PESARO
ADRIATICA MARCHE CESANO
ADRIATICA ABRUZZO SAN BENEDETTO
ADRIATICA ABRUZZO CHIETI
ADRIATICA ABRUZZO ASCOLI

Parlano di “UnLampoNelCuore” anche qui:

http://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/cultura/2014/03/05/Italia-Bosnia-food-blogger-sostegno-donne-Bratunac_10185089.html

http://www.gamberorosso.it/news/item/1019237-donne-dolci-solidarieta-e-300-foodblogger-per-l-8-marzo-unlamponenelcuore-a-sostegno-della-cooperativa-agricola-insieme

http://www.cavoloverde.it/public/articoli/eventi/dettaglio_articolo.asp?id=1936

http://www.lazionauta.it/lamponi-di-pace/

http://www.argacampania.it/articolo4.asp?id=9887

http://www.santalessandro.org/2014/03/lamponi-la-bosnia/

http://sapori-italia.it/it/blog/unlamponelcuore-per-il-progetto-lamponi-di-pace

http://www.tripadvisor.it/ShowTopic-g1-i24645-k7265009-Festa_della_Donna_un_Lampone_nel_Cuore-Strade_del_gusto.html