Oggi un dolce.
Un dolce nato dal parrucchiere, nato nel senso che ho letto questa ricetta in una rivista di concetto, di quelle genere gossip e spettacolo, chi si prende, chi si lascia, chi cornifica chi etc…(che poi chiamarlo spettacolo a volte è pure esagerato onestamente…)
Buon inizio settimana!
Profumo di terre lontane …Torta rovesciata ‘Caraibi’ alle banane e cioccolato
E avevo voglia di preparare una torta rovesciata.
Avevo sbirciato una ricetta in un libro di cucina, in libreria.
Non l’ho acquistato. A volte in alcuni libri, di ricette che mi piacciono ce ne sono poche e considerato che occupano molto spazio in casa e non costano nemmeno poco, di solito li sfoglio con attenzione così da poter capire se sarà un libro a cui attingere molte idee oppure no.
Sinceramente non ricordo nemmeno di chi fosse questo libro, in ogni caso la sola cosa che ho copiato è quella di mettere le banane in una torta rovesciata, niente di più.
Sono partita da una mia ricetta base (torta rovesciata all’ananas), volevo abbinare però anche il cioccolato che con le banane ci sta benissimo ed avevo appena acquistato la farina d’orzo, se non l’avete mai provata, fatelo. E’ buonissima.
Mentre lo mescolavo, l’impasto emanava un profumo meraviglioso, ero davvero inebriata dai profumi della farina d’orzo, della vaniglia, del rum e del caramello che stavo preparando.
Non vi dico di più, è molto buona.
Io ne ho la certezza quando una torta a casa non arriva a vedere la luce del giorno successivo.
Perché Torta Caraibi?
Perché banane, cioccolato, vaniglia, rum e caramello mi hanno fatto pensare a qualcosa di esotico, in un attimo la mente era laggiù!
Baci e buon fine settimana!
Corsi finiti, si torna in cucina. Torta di grano saraceno con pere e confettura di mirtilli
Ho terminato i corsi che stavo seguendo, vi confesso una cosa.
Bellissimi, ma sono contenta che siano terminati.
Semplicemente perché ho bisogno di fermarmi un po’.
Queste ultime settimane le ho vissute correndo e non mi piace per niente vivere così freneticamente.
Poi finisce che non riesco ad assaporare fino in fondo le cose che sto facendo per la troppa stanchezza.
E devo ancora riuscire a ricopiare tutti gli appunti…si, perché io sono di quelle persone che prendono un sacco di appunti, scrivendo in modo disordinato e che poi hanno la necessità di ricopiarli e riordinarli, sempre stata così, anche a scuola.
Da questo punto di vista sono davvero poco ecologica, perché consumo parecchia carta e inchiostro.
Adesso c’è anche la voglia di provare nuove ricette, nuovi ingredienti…ed ecco questa torta. Ricetta originale di Linda, l’insegnante. Buonissima.
Un cenno veloce su Linda, una donna davvero simpatica, genuina, divertente.
Linda Busato, esperta di cucina naturale, in passato cuoca presso un ristorante biologico vegetariano ed attualmente cuoca presso un asilo nido.
Ha scritto anche un bel libro che si chiama “Oltre 100 ricette per MANGIARE FUORI CASA”.
Confesso che l’idea di mettere il grano saraceno a crudo mi lasciava un po’ perplessa, considerate poi che la ricetta originale di Linda prevedeva 100 gr di grano saraceno decorticato…io l’ho un po’ modificata.
E ci ho messo il burro!!! Che qui secondo me ci stava meglio dell’olio, lo chiamava proprio questa torta!
Insomma, spazzolata in men che non si dica!
Rustica, non troppo dolce e tutti quei granellini croccanti sotto ai denti, buona-buona.
Provatela!
Secondo me, onestamente, avrebbero potuto mangiare quelli con il whisky anche le bambine, perché se nei sentiva l’aroma, ma non si sentiva per nulla l’alcool.
Vi riporto la ricetta di Patrizia, con le mie modifiche (tra parentesi) e aggiunte (con *).
Buon week end amici!
Oggi vi propongo un dolce tipico veneziano, di riciclo, povero.
Questa torta veniva preparata per la festa di San Nicolò, parrocchia dei Nicolotti, antichi rivali degli abitanti di Castello, i Castellani.
A base di pane raffermo, è un dolce povero, un riciclo del pane raffermo.
Si dice che, nei tempi passati, la Nicolotta fosse distribuita al venerdì mattina presso tutti i conventi di Venezia, ai poveri della città.
Dolce povero si, ma ricco di sapore grazie agli aromi, ai semi di finocchio e alla grappa che non manca quasi mai nei dolci tradizionali veneti.
Io alla ricetta originale faccio diverse aggiunte a seconda della frutta secca che ho in dispensa…in questo caso ho aggiunto anche le gocce di cioccolato ed il cardamomo…
Lo so, avete ragione, non è più una torta Nicolotta, è più una Torta dei Dogi adesso … ma, facciamo così, vi lascio la ricetta originale e le mie aggiunte / modifiche, poi fate un po’ voi!
La befana vien de note
co e scarpe tute rote
col, vestito da romana
viva, viva ea befana.
La pinza è un dolce veneto molto antico e tipico dell’Epifania.
La Befana a Venezia la chiamamo Marantega ed il giorno dell’Epifania si svolge una straordinaria regata in costume, la Regata delle Befane.
Si tratta di una simpatica regata tra i vecchi soci della più antica società di canotaggio di Venezia, la Bucintoro.
Cinquanta uomini, travestiti da befane si sfidano nel tratto centrale del Canal Grande da San Tomà fino al Ponte di Rialto.
L’arrivo è rappresentato da una calza gigante appesa per l’occasione al celebre ponte di Rialto.
Di Pinza ne esistono molte ricette e versioni, ma gli ingredienti principali sono comunque la farina gialla e la frutta secca.
Questa è la mia versione, presa un po’ dalla ricetta della mia mamma, un po’ da ricette lette in varie riviste e libri, senza strutto e con la grappa per ammollare la frutta secca.
Poi una striscia di Silvia Ziche, chi legge qualche volta Donna Moderna la conoscerà già, io la adoro!
Sapete già che sono una che tiene tutti i pizzini dalle riviste, beh, ho tutta una raccolta delle sue vignette.
Come non postare questa che è attualissima in tema sia di Befane che di disparità tra uomini e donne?
Vi auguro una felice domenica gente!
Duemilatredici? Duemila … credici! Torta morbida allo yogurt, cocco e cioccolato bianco
Ho realizzato che certe situazioni e/o persone non fanno parte della mia vita, che non contano nulla, e per questo la loro cattiveria non è in grado di ferirmi.
Il mio buon proposito per il 2013 è questo: il tempo è prezioso, la vita sacra, spazio alla mia famiglia, spazio ai miei amici, quelli veri, spazio a nuovi amici, solo se sinceri, e alla larga gli ignoranti, i frustrati, gli invidiosi, i ficcanaso e gli str…biiiipppppp!!!
Un ringraziamento.
Mi sono resa conto che il blog ha superato i 200 followers e 20.000 visualizzazioni.
Cosa devo dire? Tre mesi fa, quando l’ho aperto, non me lo sarei nemmeno sognato di arrivare a 200 followers, quindi grazie.
Grazie perché mi seguite con simpatia, con affetto, perché mi lasciate i vostri commenti.
Semplicemente perché senza di voi questo blog non esisterebbe.
Grazie davvero.











