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Colazione e merenda/ Pane & Lievitati/ Torte

Segni, forse. Ciambella di rose natalizia

 

Non so com’è andata la vostra giornata di ieri.
Parlavamo di numeri nel mio post, di una data speciale che poteva portare con sé una ventata di novità e cambiamenti.
Io in effetti un segno di cambiamento forse ce l’ho avuto.
Dico forse perché si tratta di una telefonata inaspettata, la comunicazione di una cosa, che se verrà confermata nei prossimi giorni, ci cambierà abbastanza la vita, migliorandola.
Non posso dirvi niente ora.
Non appena e se, ne avremo conferma, ve ne parlerò.
Non immaginatevi cose dell’altro mondo, non mi trasferisco in Nuova Zelanda come la mia amica Alessandra, almeno non per ora.
Non che non ci si faccia un pensierino ogni tanto di emigrare altrove, ma no, per ora rimaniamo qui.
Insomma, incrocio le dita e aspetto che arrivino (se arriveranno) conferme.
In ogni caso, se anche la cosa sfumasse, questa telefonata ci ha dato una sferzata di speranza e fiducia!
‘Mazza però ‘sti numerologi!
Io non sono decisamente una persona che crede a queste cose, ma dico questa telefonata arriva proprio il 12.12.12?
Ricettina?
E’ la stessa della torta di rose, che io faccio abbastanza spesso.
Mi piace tantissimo.
Perché è la classica torta che va bene da sola, è buona inzuppata, non è troppo dolce ma allo stesso tempo golosissima.
Per la farcitura potete davvero sbizzarrirvi, al posto della crema al burro si può mettere la marmellata, una crema di nocciole, anche solo del miele, ho visto metterci sia la crema al burro che la marmellata, per non parlare poi di frutta secca e addirittura fresca…insomma, potete farla ogni volta diversa.
Devo confessare che a seconda della farina utilizzata cambia tantissimo.
Se utilizzate farine bianche, tipo 00 o Manitoba l’impasto quasi triplica e diventa una briochiona sofficissima.
Con la farina di grano khorasan è molto buona ma decisamente meno sofficiosa, questa di oggi con la farina integrale è lievitata meno ed il risultato è una brioche più compatta e molto rustica.
A Natale la preparo spesso, per l’occasione ho deciso di trasformarla in una ciambella e profumarla con quello che a me ricorda le feste di Natale, la cannella, la vaniglia, l’arancia candita e lo zucchero, sia in granella che a velo, non ho voluto farmi mancare niente!
 

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Colazione e merenda

Colpita, non affondata. Plum cake con frutta secca, zenzero e cannella

 

Ebbene si, colpita.
Colpita, ma non affondata.
La polpettina untrice, mi ha attaccato l’influenza intestinale e mi sono fatta un bel due giorni di cacca e altro OOPS…ho scritto ‘cacca’ forse in un blog di cucina non è il caso…
Eh si, però l’ho già fatto, poi voi ormai mi conoscete e sapete bene che quello che penso l’ho già scritto pertanto non vi offendete vero?
Beh, sapete che vi dico?
Avete bisogno di perdere qualche kg?
Sapete, quei due-tre kg che si fatica a mandare via, che a me ad esempio, dopo le due gravidanze, se li metto su mi si vanno a spiaccicare intorno alla vita….porca miseria!
Mi andassero un po’ più su ‘sti kg, e mica mi dispiacerebbe, ma i rotolini no eh!
Bene, altro che dieta Dukan o Tisanoreica gente.
Avete un amico o parente a letto con l’influenza intestinale?
Bene! Andate a trovarlo, riempitelo di baci ed abbracci, tornatevene a casa ed aspettate che il virus entri in circolo.
Dopo due giorni di digiuno forzato quei due/tre kg li avrete persi e siete pronti per affrontare le abbuffate festive!
La devo pur scrivere qualche cavolata per sdrammatizzare, no?
Scherzi e diete idiote a parte, eccomi riemersa da un week end un po’ così.
Eh, si perché polpettina domenica stava meglio, io invece nella notte mi sono sentita male…adesso speriamo sia finita, anche perché con queste splendide giornate di sole mi rompe non poco stare chiusa dentro casa.
Ovviamente non ho cucinato nulla, solo l’odore del cibo mi faceva rivoltare lo stomaco…oggi sto un po’ meglio, forse un riso in bianco riuscirò a prepararlo e mangiarlo..
Questo plum cake l’ho fatto qualche settimana fa ed è il mio plum cake.
Intendo dire che quando a casa mi dicono ‘Fai il plum cake?’, beh, intendono questo.
In poche parole, è una ricetta classica che nel tempo, modifica di qua e di là, ho stravolto facendola diventare la mia ricetta.
Come faccio con tanti altri dolci, ormai lo sapete, riduco il burro, a volte usando l’olio, altre aggiungendo lo yogurt, come in questo caso.
Non perché il burro non mi piaccia, anzi, se potessi me lo spalmerei nelle fette di pane sotto alla marmellata (cosa che faccio regolarmente in montagna…perché ho la scusa delle camminate, dello sci e delle tante calorie che si consumano), ma a volte è davvero troppa la quantità che viene usata per preparare i dolci.
Se si tratta di dolci che vengono fatti raramente va beh, ma e se i dolci sono di consumo quotidiano preferisco ridurne la quantità.
Poi ci ho aggiunto le albicocche e le prugne secche, alcune spezie e lo zucchero di canna integrale che gli conferisce un sapore ed un colore particolari.
Beh, che dirvi ancora?
Buona giornata a tutti, spero di riuscire a cucinare qualcosa oggi!
Ciao!

 

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Colazione e merenda

Cupcakes alle castagne con glassa al limone e arancia caramellata

 

Adoro questo libro.
Forse tra i libri di cucina che ho, è il mio preferito.
Quante volte lo prendo e lo sfoglio, gustandomi…si , posso davvero dire gustandomi ogni pagina.
Sto parlando di ‘Marie Claire – KITCHEN’ di Michele Cranston e fotografie di Petrina Tinslay.
E’ un vero corso di cucina, tantissime ricette base, fruibilissime e di facile esecuzione.
E le foto, meravigliose.
Forse questo è il libro che mi ha fatto scoprire la passione per la fotografia, il voler capirci di più, della luce, delle composizioni, degli abbinamenti.
…lo sto studiando attentamente anche per capire come cavolo devo fotografare una pirofila….sapete vero della mia insoddisfazione quando fotografo robe lunghe tipo pirofile o plumcake…ma mi applico, chissà che prima o poi io ottenga risultati per lo meno decenti.
Comunque sono partita da qui per questa ricetta, potete vedere nelle foto che vi posto, la pagina con i dolcetti alle castagne.
Sono onesta, ne ho rispettato solo l’aspetto, perché la ricetta l’ho davvero stravolta.

Le uova da 6 le ho fatte diventare 3, alla pure di castagne in scatola ho preferito la polpa di castagne bollite, la quantità di mandorle l’ho ridotta per aggiungere un po’ di farina di riso, lo zucchero non semolato ma integrale di canna Mascobado, che ha dato un tocco davvero speciale all’impasto, infine ho aggiunto il cacao amaro.

Insomma un’altra cosa. Non perché non ritenessi valida la ricetta che propone il libro. Anzi.

Solo che il bello è anche questo, secondo me.
Trovare l’ispirazione da un libro o rivista, ed elaborare secondo la propria fantasia, gusto, a volte anche secondo quello che si ha a disposizione nella dispensa.
Piccola nota informativa sullo zucchero di canna integrale Mascobado.
Nelle Filippine Mascobado è il nome dello zucchero estratto dalla canna.
E’ uno zucchero integrale prodotto in modo artigianale semplice. Si spremono le canne e si concentra il succo per evaporazione dell’acqua, usando come combustibile i residui di canna (bagassa).

In questo modo trattiene tutti i principi nutritivi che normalmente si perdono con la raffinazione dello zucchero bianco.

E’ ricco di Sali minerali, in particolar modo di ferro.

Non è ovviamente sbiancato chimicamente e la naturale presenza di melassa gli conferisce un colore scuro.

E’ molto buono, ha un gusto speciale, con un leggero retrogusto di liquirizia, ottimo nella preparazione dei dolci, nelle macedonie, nello yogurt naturale.

E’ davvero buono ed acquistandolo si aiutano almeno un po’ paesi in via di sviluppo.

Ciao!

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Dolci da credenza e crostate/ Torte

Torta integrale alle arance caramellate

25 Novembre GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Ne hanno parlato nel loro blog PaneAmoreCeliachia, Ellen e Alice, le ringrazio per questo e mi sembrava davvero giusto parlarne anche qui.
Anche solo per passare l’informazione a più persone possibile, anche solo per riflettere almeno un attimo su questi tristi e terribili numeri. Non accade magari dentro le nostre mura domestiche, ma a volte più vicino di quanto pensiamo…o temiamo.
Vi riporto i dati scritti da Alice nel post, fanno rabbrividire.
“Vi dò solo pochi numeri, che riguardano il territorio italiano e non un posto sperduto chissà dove; dall’inizio dell’anno in Italia (ribadisco!) sono scomparse più di 100 donne per mano della violenza maschile; una donna su tre fra i 16 ed i 70 anni d’età ha subito nella sua vita un’aggressione da parte di un uomo, e nel 63% dei casi alla violenza hanno assistito i figli (dati ISTAT).”
Io sono senza parole.
Oggi una torta. A me questa torta piace moltissimo perché adoro gli agrumi, tutti.
E’ davvero un tripudio di profumi e sapori.
L’impasto non è troppo dolce ma speziato e con l’aroma dell’arancia, la copertura di arance caramellate, secondo me, la rende irresistibile…voi provatela, poi mi dite se vi piace!
E’ davvero di semplice esecuzione. L’unica difficoltà è far stare appoggiate al bordo della tortiera le fette di arancia, ma vi ho scritto con la ricetta il mio trucchetto per evitare il misero crollo.

Buona giornata!

 

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Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate

Plum cake? No, Plum Cachi con salsa al cachi e limone


Ma secondo voi , dopo la Cheesecachi, poteva mancare il Plum cachi?
Decisamente no.
Soprattutto perché ne ho tre, dico tre ceste piene.
E i cachi quando maturano, lo fanno tutti insieme, per cui le soluzioni sono due: o qualcuna di voi passa di qua a prendersene un po’ altrimenti sono costretta a inventarmi non so cos’altro per dargli la giusta ‘sistemazione’.
Perché NON SI BUTTA VIA NIENTE, quindi.Causa mie difficoltà e relative insoddisfazioni nel fotografare robe lunghe tipo plum cake e pirofile, quindi, per agevolarmi il difficile compito, ho pensato di preparare sia un plum cachi grande che uno piccolino, quindi oggi tante foto.



E adesso il giochino lanciato da Monica, continuato da Elisa, della quale seguo la reinterpretazione.
Se fossi un dolce, sarei un tiramisù.
Se fossi una bevanda, sarei un caffè espresso.
Se fossi un colore, sarei l’azzurro.
Se fossi un fiore, sarei un girasole.
Se fossi un frutto sarei una banana.
Se fossi un animale, sarei un cavallo andaluso.
Se fossi un gelato sarei cioccolato fondente.
Se fossi un piatto, sarei una pizza margherita (di quelle buone ;-)..).
Se fossi una spezia sarei una bacca di cardamomo.
Se fossi un profumo, sarei quello di una crostata appena uscita dal forno.
Se fossi un libro, sarei senz’altro un fumetto, tipo Lupo Alberto.
Se fossi una canzone sarei ‘I love you baby’ di Diana Ross qui.
Se fossi un film, sarei ‘Quattro matrimoni e un funerale’.
Se fossi una calzatura, sarei uno stivaletto borchiato, un po’ rock.
Se fossi un sentimento, sarei l’amicizia.
Volete giocare anche voi?

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Cioccolato/ Colazione e merenda

Contest WMF. La Torta sofficiosa allo yogurt, cioccolato bianco e ganache al mars


Auguri a tutti i Martino e Martina!
Oggi è S. Martino, una ricorrenza veneziana legata ad un dolce tipico.
L’11 Novembre era usanza, ma ancora oggi anche se è meno frequente, che i bambini andassero in giro di calle in campo con pentoloni e campanacci chiedendo qualcosa in dono ai passanti e negozianti, cantando la filastrocca tipica “San Martin xe andà in sofita a trovar la so novisa, so novisa no ghe gera, San Martin col cuor par tera, e col nostro sachetin, cari signori xé San Martin”.
Si usa ancora regalare loro un dolce fatto di pasta frolla e decorato con cioccolato, caramelle, zuccherini o cioccolatini, con la forma del Santo a cavallo….avrei voluto prepararlo, ma non ce l’ho fatta. Mi perdonate?

Quando ho visto il contest “Cucinando con i bambini: piccoli chef ai fornelli” nel blog di Claudia Scorza d’arancia, targato Cucinando  in collaborazione con WMF, ho subito deciso che avrei partecipato.

Per un semplice motivo.
Qualche mese fa mi è esplosa la pentola a pressione, si, è partita la valvolina di sicurezza…
PPUMMM! Mi sembra di avervene anche parlato in un post, quindi mi serve, punto.
Naaaaa, e dai!
Che credete, che sono proprio così interessata?
Scherzi a parte, trovo che sia un contest davvero bellissimo.
Stimolare le mamme e i papà ma anche le zie o le nonne, comunque chiunque sia a contatto con i bambini, a coinvolgerli in cucina è davvero utile.
Permettergli di pasticciare liberamente senza restrizioni, cercando però di preparare qualcosa di commestibile possibilmente… è una forma di educazione alimentare, di condivisione e di relazione, realmente efficace.

Ve ne avevo già parlato nel mio about ed anche qui, che mi piace cucinare insieme alle mie bambine, questo sicuramente perché i momenti di condivisione sono importanti, ma anche per far loro conoscere gli alimenti, come si usano, fargli scoprire cosa salta fuori da un paio di uova con farina, burro e zucchero…che meraviglia vedere un dolce che si gonfia e si trasforma nel forno!!!

Questa volta abbiamo avuto il piacere di avere con noi anche la piccina di casa, Serena, che ha collaborato spezzettando tutto il cioccolato (..ed assaggiando..ditino selvaggio…).
La decisione è stata chiara fin dall’inizio: “Mamma, voglio fare una torta, di quelle alte e con il cioccolato che scende”. Perfetto.
Scelta ricaduta su una ricetta collaudata, torta di semplice esecuzione ma d’effetto e molto buona, anche per la colazione.
La ganache è esagerata…nel senso che la scelta di Carola è ricaduta sul cioccolato fondente ma addizionata di due tavolette MARS che sbirciavano dalla nostra dispensa…
Il risultato è davvero goloso, con un retrogusto di caramello e mou, e brava Carola!
A me sembrava troppo, ma aveva ragione lei!
Di seguito le foto delle mie due polpette all’opera!




 
 

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Dolci da credenza e crostate/ Torte

Torta di grano saraceno e confettura di lamponi




Leggevo la presentazione del nuovo libro di Lina Sotis “Libretto di risparmio. Ricominciamo da zero”.Giornalista esperta di costume e società, che mi piace da sempre, nella sua introduzione dice “Arriva la crisi. Tranquilli, è la nostra grande occasione. Dimostriamo ciò che siamo.

La fantasia costa poco e rende molto.

Reinventiamoci.

Sorridiamo di come eravamo.

Felicitiamoci di come possiamo diventare”.

Quanta verità in queste parole.

Vi riporto semplicemente alcuni passaggi, sull’amicizia: “Arriva la crisi: meno soldi, più sorrisi. Chi ci guadagna veramente è il sentimento più bello che sia concesso agli umani: l’Amicizia.

Nei tempi dell’eccesso, come eravamo pieni di tutto, eravamo anche pieni di conoscenze, di contatti, di persone che ci giravano intorno, di amici, di amici di amici incontrati chissà dove, sempre baciati, ma mai realmente conosciuti….In tutta questa corsa a trovare dei pari eravamo rimasti senza amici e dunque senza quel sentimento primario che riscalda e aiuta a vivere.

Solo in tempi di crisi si capisce chi sono i veri amici. Meno cose inutili da fare, più tempo davanti a noi, voglia di condividerlo con chi ci è simile per possibilità, interessi e valori.

Il cerchio dunque si restringe, ma nello stesso tempo si allarga perché ci possono voler bene persone apparentemente diversissime che non sono interessate a quello che facciamo o rappresentiamo, ma solo a quello che siamo.

E’ quanto diamo che vale, e in un periodo di risparmio viene fuori quello che veramente abbiamo da offrire…L’unico modo di risparmiare è NON risparmiare sé stessi.”

Sull’entusiasmo: “ Fra tutti i sentimenti è il più bello perché il più generoso. L’entusiasmo è un moto d’animo, contagioso, che crea gioia e non chiede niente. Chi riesce ad entusiasmarsi anche in tempi di crisi ha un passaporto per il futuro, che lo porterà ovunque.”

Non saprei davvero cosa aggiungere, questi passaggi penso che facciano davvero riflettere.

Credo però che un ritorno alla semplicità possa realmente aiutarci a vivere meglio, ad apprezzare le piccole cose, le più semplici e a tirar fuori il meglio di noi stessi. Se quello che si guadagna sono il ritorno di valori quali la solidarietà, l’amicizia, la collaborazione, l’altruismo..beh, allora ben venga anche la crisi.

In omaggio alla semplicità oggi vi lascio un dolce. Semplice e buono.

 

 

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Cioccolato/ Dolci da credenza e crostate

Salutiamoci di ottobre e la mia Torta di Castagne con cioccolato fondente e frutta secca

 
Ed eccomi qua Salutiamoci!
Finalmente riesco a partecipare all’iniziativa di BriiCobrizoLoStella e un grazie a Azabel che questo mese ci ospita a casa sua.
Tema del mese di ottobre le castagne.
E ho deciso, un dolce sia!
Confesso però che è stata dura, ho dato uno sguardo alla tabella degli ingredienti (ci sono ingredienti non permessi, ingredienti permessi ma non consigliati e ingredienti consigliati) e mi son detta: ma come faccio?
Come faccio a fare un dolce senza zucchero, senza burro né miele…non ce la posso fare…
Ma insomma!
Le castagne le ho già bollite, mi sono lessata le mani per sbucciarle…adesso qualcosa mi invento e la preparo seguendo queste indicazioni, e che sarà mai!!!
Non avevo molte alternative perché in casa non avevo né succo di mela concentrato né altro surrogato dello zucchero.
Voglia di uscire a comperare qualcosa neanche a parlarne, quindi ho deciso che avrei dolcificato solo con la frutta secca, albicocche e mirtilli, che con il cioccolato fondente ci stanno bene.
Le note speziate, vaniglia e cardamomo, hanno conferito il tocco in più secondo me.
Che dirvi, sono soddisfatta, perché è molto semplice e buona.
Mi ricorda un po’ la torta ‘Nicolotta’ della tradizione veneziana, (ve la devo preparare..) compatta ma molto, molto profumata e golosa.
Donne di Salutiamoci, non ci posso credere ho fatto una torta senza zucchero né burro e l’hanno mangiata di gusto anche le mie bambine!
HIP, HIP… HURRA’!
Quindi ecco a voi il mio contributo per il mese di ottobre!

L’unica cosa che ho faticato davvero a non fare è stato non mettere la ‘neige’, la spolveratina di zucchero a velo che io, malata di ‘parodite’, metto un po’ dappertutto…

Mi sono schiaffeggiata la mano destra ma ce l’ho fatta, ho resistito alla tentazione.


 
 

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Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate/ Torte/ Travel

Ciambella allo yogurt e caffè …e Venezia

 

Buon lunedì a tutti!

Com’è andata la vostra domenica?
Noi, dopo esserci alzati un po’ tardi, siamo andati a farci una passeggiata a Venezia.
Una passeggiata iniziata alle Zattere, posto bellissimo di Venezia, uno dei luoghi della mia infanzia, dove si andava a correre e giocare, dove ci si mangiava il gianduiotto con la panna di ‘Nico’ (che c’è ancora per fortuna).
Un luogo di Venezia non troppo affollato di turisti, ideale per una passeggiata, per sedersi a fare colazione e leggere il giornale o, come noi che siamo arrivati per l’ora di pranzo, per mangiare qualcosa all’aperto con la vista spettacolare sul canale della Giudecca.
Quando siamo arrivati, per fortuna, era appena scesa l’acqua (conoscete vero il fenomeno dell’acqua alta a Venezia? ….spesso si deve camminare con gli stivali di gomma al ginocchio o, se più alta, alla coscia..) e dopo una breve pioggerellina da nuvoletta di passaggio, è uscito un bel sole e si stava benissimo.
Abbiamo raggiunto punta della Dogana, dove si trova il museo d’arte contemporanea della fondazione F. Pinault e da dove si può godere di una vista fantastica su S. Marco, il bacino, l’isola di S. Giorgio.
Abbiamo proseguito passando davanti alla Chiesa della Salute, bellissima e molto importante per i veneziani (a novembre si celebrerà la festa della Madonna della Salute) , passando davanti al museo Guggenheim per poi raggiungere l’Accademia (già affollatissima) e proseguire verso S. Marco.
Non ho potuto fare un giro di osterie e localini tipici, prometto che vi farò fare un giretto di locali un’altra volta.
Oggi vi lascio con qualche foto della nostra passeggiata di ieri ed una ciambella che a me piace molto.

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Dolci da credenza e crostate

Torta al farro, mele ed amaretti (con latte di Kefir)

 
Un’altra torta di mele.
Che vi devo dire, a me le torte di mele piacciono tantissimo.
Questa l’ho fatta anche con altri tipi di farine.
Molto buona anche con la farina di grano khorasan e più soffice se fatta con quella di riso.
Con la farina di farro, come in questo caso, risulta più ‘rustica’.
Le mele sono parecchie e tutte queste fettine sovrapposte formano un golosissimo strato che si sfalda in bocca.
Se tiepida è molto buona accompagnata da una pallina di gelato oppure da una crema leggera alla vaniglia, ma è davvero buona anche tutta sola.

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