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Roberta Morasco

Torte

Tarte Tropézienne alla chantilly

 

 

Se me la ricordo quella vacanza.

Sono passati diversi anni, ma la ricordo bene.

Costa Azzurra, viaggio itinerante. Luoghi bellissimi e….una settimana intera di pioggia.

Ma tanta-tanta pioggia, per giornate intere, senza tregua.

Cosa fai a Saint-Tropez tutto il santo giorno?

Si, dico, dopo aver passeggiato, osservato con curiosità le persone del posto (prevalentemente anziani) che giocano a  pétanque (leggasi bocce…oh, questi erano equipaggiatissimi…avevano pure un attrezzino per raccogliere pétanque senza doversi chinare a terra), se non hai i miliardi da spendere per lanciarti nello shopping compulsivo nei negozi del centro, che fai?

Ma ti butti sul cibo, è ovvio!

Io di queste cose qui, ne ho mangiate parecchie, anzi parecchissime!

Troppo bello poterle riprodurre a casa, aggiungerei anche pericoloso, dato che sono finite nel giro di mezza giornata.

A voi piace conoscere la storia dei dolci, come sono nati? A me un sacco.

Il pasticcere Alexandre Micka si innamorò di questo piccolo villaggio della Provenza, ed aprì a Saint-Tropez la sua Pasticceria nel 1955 dove, ispirato da una ricetta della nonna, vendeva queste brioche farcite di crema.

La leggenda vuole che nel 1956, durante le riprese del film ‘Et Dieux créa la femme’, il cui set era proprio vicino alla pasticceria di Micka, Brigitte Bardot abbia assaggiato queste deliziose brioche e abbia addirittura dato loro questo nome.

Ricetta gelosamente custodita da Micka, esiste anche il sito ufficiale de La Tarte Tropézienne, dolce ormai simbolo di Saint-Tropez.

Io ho provato questa ricetta e devo dire che il risultato è decisamente soddisfacente.

Ciò non toglie che io con la Costa Azzurra ho decisamente un conto in sospeso…

Pertanto a breve urge vacanza da quelle parti…così, giusto per vedere com’è con il sole!

 

 

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TARTE TROPÉZIENNE alla CHANTILLY

Ingredienti  per 8 Tarte Tropézienne

300 g farina (io macinata a pietra, Petra 1)

125 g latte (+ poco per spennellare)

75 g burro biologico

50 g zucchero semolato

12 g lievito di birra (in estate bastano 8-10 g)

1 uovo biologico (+ un tuorlo per spennellare)

1 presa di sale

1 cucchiaio di estratto di vaniglia (la ricetta originale prevede acqua di fiori d’arancio)

zucchero in granella qb

Chantilly

400 g panna fresca

60 g zucchero a velo

Preparazione

 

Fate sciogliere il burro sul fuoco e lasciatelo raffreddare leggermente. Versatelo nel contenitore della planetaria insieme all’uovo, lo zucchero, il sale e l’estratto di vaniglia. Unite anche la farina setacciata ed azionate la planetaria per alcuni minuti.

A parte fate sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido, mescolate bene quindi unitelo all’impasto e continuate a lavorare con la planetaria.

Lasciate l’impasto nel contenitore a lievitare per almeno un’ora, coperto con della pellicola per alimenti.

Infarinate il piano di lavoro e disponete sopra l’impasto. Lavoratelo per alcuni minuti e dategli la forma di un filone, quindi tagliatelo in 8 pezzi. Dategli ad ogni pezzo la forma rotonda, lavorandolo e ruotandolo nel palmo della mano, quindi sitemateli su una teglia rivestita di carta forno, ben distanziati tra loro.

Coprite le tarte con un canovaccio pulito e lasciatele lievitare per un’ora e mezza.

Accendete il forno a 180°C.

Una volta lievitate, sbattete il tuorlo con un cucchiaio di latte, spennellate accuratamente tutte le tarte e cospargetele con la granella di zucchero.

Una volta raggiunta la temperatura del forno, infornate e cuocete a 180°C per circa 20 minuti. Dovranno essere belle dorate in superficie.

Sfornatele e fatele raffreddare.

Preparate la Chantilly montando la panna ben fredda insieme allo zucchero a velo nella planetaria. Riempite una sac à poche con bocchetta media a stella.

Tagliate a metà le tarte e farcitele con la panna montata e servite subito.

NOTE:

La ricetta originale prevede nell’impasto acqua di fiori d’arancio e farcitura con la crema Chiboust, che altro non è se non una crema pasticcera a cui vanno uniti la gelatina e successivamente della meringa.
In realtà possono essere farcite in molti modi come si può anche vedere nel sito ufficiale.

 

 

Dolci al cucchiaio e semifreddi

La Pavlova

 

 

Tra le cose che mi portano indietro nel tempo, alla mia infanzia, c’è sicuramente la panna.

Ricordi di bambina, a Venezia.

Ora non esistono praticamente più ma, quando ci abitavo io, c’erano le latterie dove, oltre a latte, burro, formaggi si poteva comperare anche la panna montata.

Era proprio uso, quando si andava in visita dai parenti, portare una vaschetta di panna montata con gli storti, che altro non erano che dei coni di cialda croccante, che ognuno poi riempiva con la panna.

La gioia di noi bambini! Ricordo che invidiavo gli adulti che tuffavano qualche cucchiaino di panna anche nel caffé che veniva loro offerto.

Questa torta pannosissima mi porta indietro nel tempo. Una montagna di dolcezza, morbida e croccante al tempo stesso, guarnita con la frutta fresca, è sempre una gioia per occhi e palato.

Ha un nome russo, ma non è russa per niente. Russa però era la ballerina a cui fu dedicata.

Anna Matveyevna Pavlova fu la più grande ballerina di inizio ‘900, donna di grande talento, enigmatica e misteriosa. Negli anni ’20 si trovava in tour in Australia e Nuova Zelanda, sembra che proprio nel 1926, il cuoco di un Hotel di Wellington, in Nuova Zelanda, le dedicò questo dolce.

Di lei si diceva “Non danza, si libra in aria come se avesse le ali”, la sua più grande interpretazione fu Il Lago dei Cigni.

Ma non confondetemi la meringa con la Pavlova!

La differenza tra le due preparazioni sta negli ingredienti.

Oltre ad albume e zucchero previsti per la meringa, nell’impasto della Pavlova ci vanno anche amido di mais ed aceto, che rendono questo dolce croccante all’esterno e morbido all’interno.

Per la buona riuscita del dolce è importante utilizzare albumi vecchi, quindi non buttateli mai quando vi avanzano!

Conservateli in frigorifero oppure surgelateli, al momento più opportuno preparatevi una bella Pavlova, che ha sempre un suo perché!

 

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PAVLOVA

Ingredienti:

Per la meringa

150 g di albume (sono circa 4 di uova biologiche)

220 g zucchero semolato (ma va bene anche di canna)

15 g di amido di mais (ca 3 cucchiaini)

10 ml aceto bianco (o di mele) (1 cucchiaio)

1 cucchiaino di polvere di vaniglia biologica

Per guarnire

400 g panna fresca

40 g zucchero a velo

1 vaschetta lamponi

1 frutto della passione

 

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Preparazione

Accendete il forno, meglio a temperatura più elevata di quela di cottura, 140-150°, perché una volta aperto per inserire il dolce la temperatura si abbasserà.

Montate gli albumi in planetaria con la frusta a velocità elevata.

Quando inizia a montare, aggiungete parte dello zucchero, circa la metà. Attendete che venga ben incorporato, quindi aggiungete il restante zucchero a cucchiaiate, attendendo sempre che venga assorbito prima di aggiungerne altro.

Quando otterrete una meringa bella soffice e ben montata, aggiungete anche l’amido di mais setacciato e l’aceto, fate andare ancora pochi secondi.

Sistemate un foglio di carta forno in una teglia. (Per praticità io disegno sul retro della carta forno un cerchio del diametro di circa 18-20 cm così ho un riferimento per dare la forma al mio dolce) Bagnate leggermente il foglio sotto così da farlo aderire bene alla teglia, e spolverate leggermente di maizena per evitare che la meringa si attacchi.

Ora potete decidere come disporre la meringa, semplicemente con una spatola oppure aiutandovi con la sac à poche.

Io verso il composto al centro del cerchio che mi sono disegnata, dandole forma con una spatola o il dorso di un cucchiaio. Cerco di formare anche un piccolo avallamento al centro dove lo riempirò di panna.

Cuocete per circa 1 ora e 10 minuti a 120°, forno statico (ma verificate la cottura con il vostro forno ed in caso aumentate o diminuite il tempo di cottura).

Non deve diventare scura ma rimanere bella chiara e, una volta cotta, deve essere bella croccante all’esterno.

Spegnete e fate raffreddare in forno con lo sportello socchiuso (utilizzate un cucchiaio di legno infilato tra sportello e forno).

Quando è completamente raffreddata, spostatela delicatamente su un piatto e guarnitela con la chantilly che avrete preparato montando la panna fresca e lo zucchero a velo.

Finite con la polpa del frutto della passione ed i lamponi.

CONSIGLI:
Gli albumi è consigliabile siano un po’ ‘vecchi’ e a temperatura ambiente.
Preferibile montarli in un contenitore di vetro o di metallo.
La Pavlova cotta perfettamente sarà bella chiara e croccante all’esterno (potete provare la cottura picchiettandola delicatamente con un cucchiaio di legno), e morbida all’interno, con una consistenza tipo marshmallow.
Data la dolcezza sia della base che della Chantilly è preferibile utilizzare frutta fresca acidula, frutti di bosco, kiwi, frutto della passione, fragole, mango, pesca…insomma potete sbizzarrirvi.

 

Tuffatevi pure dentro!

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Se mi stanco di farla?

Che dite?

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Enjoy!

 

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Salato/ Secondi di carne

Gratin di pollo e carciofi … e altri ‘prodotti di stagione’

 

Tra i prodotti di stagione c’è anche lui, lo streptococco.

Normalmente arriva quando è meno gradito, cioè durante le feste o, nel nostro caso nel bel mezzo del corso di sci.

Sicuramente non arriva il lunedì, ché il pediatra è disponibile, macché.

Lui preferisce i pre-festivi, venerdì sera o sabato, così, giusto per regalarti due belle nottate di febbre alta, spugnature e antifebbrili vari…

Lui ama molto i bambini, soprattutto quelli dai tre anni in su e li segue fino alla fine dell’adolescenza.

I suoi spostamenti avvengono attraverso l’aria.

Si, lui salta da un bimbo all’altro a cavallo di goccioline di saliva, con uno starnuto, un bel colpetto di tosse o una risata, si sposta così (il maledetto).

E si è fatto anche furbo lui, il signor strpetococco, resistendo agli antibiotici, in alcuni casi.

Lo sapevate che sono state trovate tracce di streptococco pure negli affreschi della Villa dei Misteri a Pompei?

Ecco, lui si diverte a rompere le scatole pure lì, minacciando di rovinare i colori dei dipinti.

Credo si sia capito come abbiamo passato il fine settimana…altro che montagna, sole, neve e sci.

Meglio che interrompa i miei deliri di mamma che non ha dormito per due notti e, con un occhio aperto e l’altro con  palpebra calante, vi lascio alla ricetta.

Buona settimana gente!

Io vado a chiudere anche l’altro occhio sul divano.

 

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GRATIN DI POLLO E CARCIOFI

Ingredienti per 4 persone

5-6 carciofi

450 g petto di pollo

2 uova biologiche

4 cucchiai di Parmigiano Reggiano

2 spicchi d’aglio

1 limone

1 manciata di mandorle (non pelate)

pane grattugiato

prezzemolo fresco qb

olio EVO qb

burro qb

sale integrale qb

pepe nero qb

Preparazione

Mondate i carciofi, eliminate le foglie esterne più dure, tagliate la punta e sbucciate il gambo, eliminandone una parte se molto lungo. Tagliateli in quattro spicchi ed eliminate la barba interna con uno spelucchino. Tuffateli subito in una bacinella con acqua fredda e acidulata con del succo di limone, per evitare che anneriscano.

Tagliateli a fettine sottili e metteteli a cuocere in una padella abbastanza capiente, dove avrete fatto precedentemente rosolare lo spicchio d’aglio, privato dell’anima e tritato (o intero e schiacciato se non gradite ingerirlo e preferite toglierlo).

Unite poca acqua calda e lasciateli cuocere coperti fino a quando saranno morbidi. Regolate di sale e pepe e tenete da parte.

In un’altra padella antiaderente cuocete il petto di pollo ridotto in piccoli straccetti con poco olio EVO e lo spicchio d’aglio schiacciato. Se necessario, aggiungete poca acqua e lasciate cuocere bene, regolate di sale. Togliete dal fuoco, eliminate l’aglio e fate raffreddare.

Una volta raffreddato leggermente, versate il pollo in un contenitore capiente, unite le uova e parte del Parmigiano grattugiato.

Aggiungete anche del prezzemolo spezzettato con le mani, ed i carciofi. Mescolate bene per amalgamare gli ingredienti, quindi versate in una pirofila, livellate bene il composto con un cucchiaio.

Nel mixer tritate, il pane grattugiato con il rimanente Parmigiano, le mandorle ed il prezzemolo.

Cospargete il trito sopra al pollo con i carciofi, distribuite sopra dei piccoli pezzetti di burro e cuocete in forno ben caldo per circa 15-20 minuti a 190-200°.

Per far dorare bene la superficie, utilizzate la funzione grill per gli ultimi minuti di cottura.

 

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Antipasti/ Contorni/ Salato

Sformatini di sedano rapa, patate e noci pecan

 

 

Giornata tersa, fredda ma con un sole meraviglioso, oggi.

Dopo aver portato le ragazze a scuola, ho fatto shopping mattutino nell’Azienda Agricola preferita, e fatto la mia scorta settimanale di prodotti di stagione.

Tra questi c’è anche lui, il sedano rapa. Quanto mi piace.

Lo metto davvero un po’ dappertutto, e lo uso nei modi più disparati questo ortaggio ‘da radice’.

Conosciuto anche come Sedano di Verona, si coltiva qui nel nord Italia e si raccoglie da metà agosto fino a novembre ma, conservandosi circa quattro mesi, lo si può trovare in vendita anche in questo periodo.

Ha pochissime calorie, ma tanta fibra, vitamine e sali.

Perfetto nelle frittate, nella pasta, nel riso, nelle insalate anche crudo, ma anche fritto, al vapore, impanato, al forno…

Oggi ve lo propongo sotto forma di sformatino.

Buono, sano e pure carino da presentare.

Che dite, andiamo alla ricetta?

 

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SFORMATINI DI SEDANO RAPA, PATATE E NOCI PECAN

Ingredienti

300 g sedano rapa (cotto al vapore)

300 g patate (cotte al vapore)

50 g Grana Padano

1 uovo biologico

1 manciata abbondante di noci pecan

prezzemolo fresco

20 g burro

sale integrale qb

pepe bianco qb

pane grattugiato qb

 

 

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Accendete il forno a 200°.

Nel robot da cucina frullate il sedano rapa e le patate, precedentemente cotti al vapore.

Unite l’uovo, il Grana Padano, il burro (tenetene poco per ungere gli stampini) poco prezzemolo, un po’ di noci pecan e frullate ancora.

Spennellate di burro 4 stampini in alluminio, cospargeteli di pane grattugiato e disponete sul fondo alcune noci tritate grossolanamente.

Versate il composto dentro agli stampini pressando leggermente e livellandolo.

Infornate a 200° per circa 20-25 minuti.

Fate raffreddare leggermente, quindi sformate aiutandovi con un coltello.

Servite ancora caldo decorando con foglie di prezzemolo o noci pecan.

Se li preparate in anticipo, una volta sformati potete riscaldarli in forno per alcuni minuti.

NOTE:

Può essere servito come antipasto, ad esempio con una fondutina di formaggio, oppure come contorno, ad accompagnare dei secondi, sia di carne che di pesce.

 

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Bye!

 

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Primi piatti/ Salato

Vellutata di broccolo Fiolaro di Creazzo … e si parte

Ok, eccomi di nuovo in partenza.

Trolley quasi pronto, ora finisco questo post e chiudo tutto.

Destinazione Roma, amiche, progetti, #solocosebelle.

Quello che vorrei trovare pronto domani sera al mio ritorno?

Una zuppetta calda calda.

Questa era in archivio, pronta da pubblicare.

Nelle sere di queste giornate fredde ed umide non c’è niente di meglio di una zuppa calda, di una vellutata, preparate con verdure di stagione.

Una delle verdure che ho scoperto negli ultimi anni è il Broccolo Fiolaro di Creazzo.

Si tratta di una varietà di broccolo inserita nell’elenco dei prodotti tipici veneti.

Viene coltivato sulle colline di Creazzo, a poca distanza da Vicenza.

Il suo nome, Fiolaro, deriva da i fioi (figli), cioè le cimette, i germogli lungo il fusto della pianta, che insieme alle foglie più giovani sono la parte più gustosa da utilizzare in cucina.

Questi broccoli vanno raccolti dopo le prime gelate, questo perché la pianta, per difendersi dal gelo limita i processi biologici, aumentando così la concentrazione di sali e zuccheri, che ne esaltano il sapore e li rendono teneri.

Hanno tantissime proprietà, non ve le sto ad elencare, se vi va di scoprirle potete visitare il sito della Cooperativa dei produttori.

Ricettina dai!

 

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VELLUTATA DI BROCCOLO FIOLARO DI CREAZZO

Ingredienti per 4 persone

1 broccolo fiolaro di Creazzo (ca 600 g)

2 patate di media grandezza

1 cipolla

750 ml brodo vegetale (carota, sedano e cipolla)

1 spicchio d’aglio

timo fresco (a piacere)

olio EVO qb

sale integrale qb

pepe bianco qb

 

Mondate il broccolo, eliminando le parti più dure e coriacee, lavateli bene quindi lessateli in acqua bollente salata per 5 minuti.

Scolateli e metteteli subito in un contenitore con acqua e ghiaccio al fine di preservarne il colore brillante (si evita in questo modo l’ossidazione della clorofilla), alternativa a questo procedimento è l’abbattitore, io li ho messi subito a raffreddare all’interno ed ottengo il medesimo risultato.

Tritate la cipolla finemente e fatela soffriggere in un tegame con poco olio, unite le patate tagliate a piccoli dadini, poi anche il broccolo Fiolaro lessato, saltate velocemente per insaporire tutto, quindi unite il brodo vegetale, e fate cuocere per 15-20 minuti circa.

Frullate tutto con il mixer ad immersione, regolate di sale e pepe e servite nei piatti con crostini caldi e abbondante Grana Padano grattugiato.

 

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Buon fine settimana gente!

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Biscotti e Frolle/ Colazione e merenda

Biscotti al radicchio rosso di Treviso Tardivo IGP caramellato

 

Non so se succede anche a voi.

Se assaggio una cosa che mi piace, non c’è niente da fare, io devo provare a farla a casa.

Questi biscotti non sono una mia invenzione.

Li ho mangiati in una pasticceria in centro a Treviso.

Non potevo chiedere la ricetta al titolare, ovviamente…non era il caso.

Non rimaneva quindi che mettersi all’opera, e provare a rifarli.

Devo dire che al primo tentativo sono arrivata ad un ottimo risultato, erano praticamente identici a quelli assaggiati.

Fortuna. Logica. O tutte e due insieme.

Ho pensato che avrei dovuto partire da una ricetta base, quindi la mia partenza è stata la ricetta dei frollini al caramello dalle dispense del corso di Pasticceria.

Seguita quasi alla lettera, ho aggiunto  solo il radicchio nella fase iniziale e dei cristalli di zucchero insieme allo zucchero di canna che, a mio avviso, aumentano l’effetto scronch di questi biscotti.

Qui a Treviso il radicchio viene utilizzato anche nei dolci quindi, non siate prevenuti, perché sono buonissimi!

Buona settimana gente!

 

BISCOTTI AL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO TARDIVO IGP CARAMELLATO

Ingredienti (per ca 30 biscotti)

100 g di zucchero semolato

50 g radicchio di Treviso tardivo IGP

25 g di panna

200 g burro biologico

250 g farina integrale macinata a pietra

15 g zucchero di canna integrale

10 g cristalli di zucchero*

1/2 cucchiaino di polvere di vaniglia biologica (o i semini di 1/2 bacca)

*oppure 25 g in tutto solo di zucchero di canna

per finire

1 uovo biologico

zucchero di canna

 

 

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Lavate e asciugate il radicchio tamponandolo leggermente. Tagliatelo a brunoise (piccolo piccolo).

Caramellate a secco lo zucchero: scaldate una padella antiaderente con il fondo spesso, versate poco zucchero per volta e mescolatelo con un cucchiaio di legno pochissimo e solo se necessario.

Unite il radicchio e lasciate caramellare per alcuni minuti.

Trasferite in una casseruola, unite la panna (portata quasi a bollore) e mescolate velocemente con un cucchiaio, unite anche il burro e fate sciogliere bene, lasciate raffreddare.

 

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Unite lo zucchero di canna, poi anche la farina e la vaniglia, impastate solo il tempo necessario per far amalgamare gli ingredienti. Coprite con della pellicola e fate riposare in frigorifero per almeno 3-4 ore (io ho utilizzato l’abbattitore riducendo i tempi).

Trascorso il tempo del riposo, prendete l’impasto e fate dei rotolini (io ne ho fatti 2) del diametro di 3-4 cm, cercate di dargli una forma più regolare possibile, otterrete dei biscotti quasi tutti uguali.

Fate riposare ancora in frigorifero (almeno un’ora).

Accendete il forno a 180°.

Sbattete l’uovo e spennellate i rotolini, quindi versate lo zucchero di canna su un piatto e rotolate sopra affinché aderisca bene.

Tagliate delle fettine dello spessore di ca. 1 cm, disponeteli sulle teglie foderate di carta forno e teneteli in frigorifero fino a quando il forno non sarà ben caldo.

Cuocete per circa 15 minuti, comunque fino a quando saranno dorati in superficie.

Lasciare raffreddare prima di spostarli dalla teglia, appena estratti dal forno sono ancora morbidi, raffreddando diventeranno croccanti.

Se non li finite prima, potete conservarli in una scatola di latta.

 

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La campagna trevigiana e il suo fiore più bello.

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Blogtour

Cameo per AIL, abbiamo bisogno di tanti #auguriMuuMuuXAIL

 

 

Vi avevo raccontato che lo scorso 22 Novembre avrei partecipato ad un’iniziativa di Cameo.

Lo so, lo so, sono in ritardo con questo post…ma assolutamente in tempo per ricordarvi di partecipare numerosi!

Riassumendo…

Cameo in occasione del compleanno della MUCCA MUU MUU  ha deciso di festeggiare con un’iniziativa a dir poco lodevole, e davvero tanto importante.

Aiutare AIL  (Associazione Italiana contro Leucemie-linfomi e mieloma), ed in particolare i bambini ospedalizzati e le loro famiglie.

 

Voi avete la possibilità di partecipare in modo molto semplice:

1) Fate una foto a tema compleanno oppure utilizzatene una che avete già (esempi qui nella social wall del sito) …se ne fate di più meglio!!

2) Postatela su un social network: Instagram, Facebook, Twitter

3) Testo a vostro piacere, mettendo però l’#auguriMuuMuuXAIL

Per ogni foto postata con l’#auguriMuuMuuXAIL, Cameo devolverà 1 € ad AIL per il progetto Case Alloggio AIL.

 

Questo denaro servirà a costruire degli alloggi nei pressi di ospedali e centri specialistici, dove sono in cura bambini malati di tumori del sangue e leucemie.

Queste case permettono alle famiglie ed ai bambini, spesso residenti molto distante, di continuare le cure in un ambiente ospitale, caldo e soprattutto vicino al centro ematologico di riferimento.

 

AVETE TEMPO FINO AL 31 GENNAIO 2015!

COSA ASPETTATE?

FORZA!!!

Info e regolamento qui.

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La nostra giornata a Desenzano in Dolce Casa Cameo è stata davvero piacevole e divertente.

Dato che eravamo in anticipo siamo andati a fare due passi in riva al Lago…

DESENZANO

Arrivati a Casa Dolce Cameo ad attenderci la Mucca MUUMUU

CAMEO Collage

La torta non poteva che essere a tema….ed era molto buona!

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Se vi va di aiutare anche in modo diverso, potete trovare tanti regali qui, nello shop online di AIL.

Anche i braccialettini che Cruciani ha creato per AIL.

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Cameo ci ha gentilmente omaggiate di una valigetta di prodotti.

Ora, sappiamo bene che noi foodblogger amiamo fare i dolci partendo dal sacchettino di farina

Però siamo pure mamme, la maggior parte lavoratrici e perennemente di corsa.

La linea di prodotti Cameo è davvero vasta.

Questi muffin li ho preparati con il Preparato per torta al cacao,

ho aggiunto solo i prodotti freschi come indicato nella confezione e del cioccolato bianco.

Sono belli vero? E molto MuuMuu!

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DSCN1961muffin CAMEO AIL

Forza, forza!!

Andate subito ad hastaggare in modo sfrenato fino al 31 Gennaio 2015!

#auguriMuuMuuXAIL

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Cucina etnica/ Salato/ Secondi di carne

Pollo Tandoori, il Garam Masala … i piatti sono memoria

 

“I piatti sono memoria”

da “Cucina, amore e curry”

 

Più di un mese fa compiva gli anni la mia pre-adolescente dodicenne.

La richiesta per festeggiare il compleanno è stata, cena-con-due-amichette-più-cinema-più-pigiama-party.

Organizzo tutto con le mamme delle altre due pischelle, e la sera in questione partiamo tutte e quattro con mini sacher  (si, aveva chiesto anche quella..) al seguito.

Dopo aver cenato insieme, decido che al cinema è meglio dividerci.

Numero uno, loro volevano vedere “Hunger Games”, e a me quel genere di film…ma anche no.

Numero due, che cavolo di festa di compleanno è se la mamma ti segue anche in sala? Insomma non volevo essere di troppo

Quindi, tutte-le-dovute-raccomandazioni-del-mondo, e ci siamo divise (tanto il loro film durava una mezza eternità, quindi sarei stata fuori ad attenderle alla fine della proiezione).

Confesso che non amo andare al cinema da sola, ma quella sera non mi è pesato affatto.

La sala era piccola e affollata, la proiezione faceva parte di un Cineforum, quindi erano previsti una presentazione ed un dibattito alla fine del film.

Il film in questione è Amore, Cucina e Curry.

Un delizioso film prodotto dal premio Oscar Steven Spielberg, da Oprah Winfrey e da Juliet Blake, la cui sceneggiatura è tratta dal romanzo “The Hundred-Foot Journey (Madame Mallory e il piccolo chef indiano)” di Richard C. Morais. Tra gli interpreti la meravigliosa Hellen Mirren.

Lasse Hallström, il regista, ha diretto anche Chocolat (confessate su, quante volte lo avete visto??) e, cosa curiosa di cui non ero a conoscenza, sua la direzione della maggior parte dei videoclip degli ABBA, indimenticato gruppo Pop, nonchè del Movie a loro dedicato.

 

“Mi sono innamorata della storia e della sua splendida ambientazione,

dell’idea che permea il libro secondo cui il cibo unisce le persone.

Mi piaceva il confronto fra il classico ristorante francese

e la vivace e variopinta cucina indiana.

In un locale i clienti ascoltavano Mozart,

mentre nell’altro rimbomba la fragorosa musica di Bollywood:

è uno scontro culturale di proporzioni epiche.”

Juliet Blake – produttrice

Un film di “integrazione e fornelli“, mi sono ritrovata immersa in colori, atmosfere, profumi e in una storia che racconta un vero e proprio scontro culturale a suon di prelibatezze, padelle, forni tandoor, zuppe di pesce, cucina molecolare e spezie.

Il film è una successione di emozioni, risate, commozione, pianto, ma il lieto fine che unisce cuore e palato è assicurato.

Se non lo avete visto ve lo consiglio vivamente!

Uscita dal cinema, la voglia di preparare il pollo tandoori era grande…

I profumi mi sembrava di averli sotto al naso.

Non avevo il Garam Masala pronto, ma avevo praticamente tutte le spezie a casa per poterlo preparare, e non ho resistito a lungo.

Masala, secondo la tradizione indiana, è una miscela di spezie sapientemente combinate, e diverse a seconda della pietanza alla quale sono destinate.

Una tra queste è il Garam Masala, dove Garam sta a significare “piccante” e Masala per l’appunto significa “spezia”.

Pollo Tandoori perché cotto in origine all’interno di un forno in terracotta cilindrico, il forno tandoor per l’appunto.

In India viene utilizzato un pollo intero ma, senza il forno tandoor, diventa più difficoltosa la cottura, quindi optare per delle cosce è molto più comodo con il forno tradizionale.

Il colore della salsa viene dato dalla paprika, la quantità a vostro piacimento, a seconda di quanto lo volete colorato.

Vi assicuro che è facilissimo e che il profumo che si sprigionerà a fine cottura per tutta la cucina vi conquisterà!

Che fate? Lo provate?

 

 

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POLLO TANDOORI

Ingredienti ( per  6 persone)

6 cosce di pollo (grandi)

150 g yogurt (preferibilmente greco)

3-4 spicchi d’aglio

4-5 cm di zenzero fresco (grattugiato)

1/2 limone(succo)

paprika dolce qb

olio EVO (la ricetta originale prevede olio di senape)

sale integrale qb

pepe nero qb

peperoncino qb (facoltativo)

Garam Masala*

 

Ingredienti Garam Masala*

1/2 tazza di semi di cumino

2 cucchiai di semi di coriandolo

2 cucchiai cannella in polvere

8 bacche di cardamomo (io verde)

6 chiodi di garofano (o polvere)

1/2 noce moscata grattugiata

2 pezzi macis

1 cucchiaio di pepe nero in grani

4 anice stellato

4 foglie alloro

 

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GARAM MASALA home made

Per prima cosa prepariamo il mix di spezie che ci serve per preparare questo piatto.

Le spezie vanno scaldate in una padella antiaderente (non tostate, ma solo scaldate, affinché sprigionino le loro essenze e profumi). Muovetele con un cucchiaio di legno, appena ben calde, trasferitele su un piatto e fatele raffreddare.

Se avete a disposizione un mortaio, pestatele bene tutte insieme, oppure tritatele utilizzando un semplice mixer.

Siccome le spezie macinate, anche se conservate in vasetti ermetici ed al riparo della luce, tendono a perdere profumo e fragranza rispetto a quelle intere, io preferisco prepararlo di volta in volta nella quantità necessaria per il piatto.

 

Preparazione

Prima marinatura:

Tritate gli spicchi d’aglio (privato dell’anima) finemente insieme allo zenzero grattugiato.

Se disponete di un mortaio pestateli bene insieme con il pestello.

Mescolate il composto ottenuto con il succo di mezzo limone e poco olio all’interno di una pirofila, adagiatevi le cosce di pollo,  massaggiatele bene per fare assorbire, coprite con della pellicola alimentare e fate riposare per mezz’ora in frigorifero.

Seconda marinatura:

Mescolate lo yogurt con il Garam Masala precedentemente preparato, in un contenitore abbastanza capiente, aggiungete la paprika, il sale, il pepe ed il peperoncino (facoltativo) qb, e mescolate bene.

Incidete con un coltello affilato le cosce di pollo. Vanno incise fino all’osso più volte da entrambi i lati, affinché possano assorbire bene gli aromi e cuocersi bene. Immergetele nella salsa di yogurt preparata e massaggiate a lungo con le mani per far assorbire bene le essenze.

Lasciatele riposare nella salsa, coperto, in frigorifero per almeno due ore (ho trovato ricette dove consigliano il riposo per una notte intera, ma anche con due ore il pollo era profumatissimo).

 

 

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Trascorso il tempo di marinatura, accendete il forno alla massima temperatura.

Trasferite le cosce di pollo in una teglia (ma va bene anche la pirofila) e copritele con la salsa.

Cuocetele in forno ben caldo, 220°, per circa 40 minuti, avendo cura di girarle durante la cottura, gli utlimi 5-10 minuti usate la funzione grill, si formerà una bella crosticina in superficie.

Ottimo servito con del riso bianco (pilaf) e dell’insalata di stagione.

 

 

 

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Pane & Lievitati/ Salato

Pane ‘semplice’ bianco con lievito madre

 

 

 “Cercando l’impossibile,

l’uomo ha sempre realizzato e conosciuto il possibile,

e coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che sembrava possibile

non sono mai avanzati di un sol passo”

M. A. Bakunin

Non a caso apro il nuovo anno con un  lievitato.

E non un lievitato normale, con il lievito di birra intendo.

Era davvero da tantissimo tempo che desideravo cimentarmi con il lievito madre.

Il primo che ho avuto, alcuni mesi fa, credo di averlo fatto morire…o forse no.

Michela mi ha spiegato che uccidere un lievito madre è cosa davvero difficile.

La cosa certa è che nonostante io abbia seguito le indicazioni che mi avevano dato, quel lievito non cresceva a dovere dopo i rinfreschi, non si blobbizzava come mi aveva spiegato Patrizia.

Insomma, vuoi per la delusione, vuoi per la mancanza di tempo in quel momento, e forse anche per la poca determinazione, avevo accantonato la faccenda a data da destinarsi…

Poi, complice il raduno a Firenze , la gentilissima Stefania mi ha spacciato un po’ del suo lievito (Rosy anni 4) e tutte le necessarie indicazioni e consigli per pendermene cura.

Per alcune settimane mi sono occupata solo dei suoi bagnetti e nutrimenti, poi mi sono decisa.

Ho tirato fuori questo libro, che ho da tantissimo tempo, e mi sono detta: ‘Ok, partiamo con quello che mi sembra più semplice’.

Il libro in questione è “Come si fa il pane” di Emmanuel Hadjiandreou, se vi piacciono i lievitati salati e dolci, sia con lievito di birra che con lievito madre, questo è un ottimo libro. Le fotografie di Steve Painter poi sono davvero belle e suggestive.

Insomma, com’è andata direte voi?

Il primo già mi piaceva, anche se nel tagliarlo aveva un buco all’interno, cosa che dipende dalla formatura, mi ha detto Stefania. Il gusto comunque era ottimo ed è stato spazzolato nel giro di pochissimo tempo.

Il secondo, preparato il giorno successivo, era molto meglio, ed è quello che vedete nelle foto.

Che dirvi? Un profumo incredibile ed una grande soddisfazione.

Il fascino e la magia che stanno dentro al mondo dei lievitati mi costringono a studiare e capirne di più, quindi via agli esperimenti durante questo nuovo anno!

A proposito di lievitati e lievito madre, qualche giorno fa mi trovavo a Verona con famiglia ed amici e, grazie alla segnalazione di Marianna, ho pranzato da Saporè a San Martino Buonalbergo, locale di Renato Bosco che nel 2013 ha ricevuto il massimo riconoscimento (tre spicchi) dalla guida alle pizzerie d’Italia del Gambero Rosso.

Renato Bosco è un pizzaricercatore, sceglie materie prime di qualità, segue la stagionalità, ci mette passione vera.

Qui potrete degustare le diverse forme della pizza, scegliere tra i numerosi tipi di impasto per un vero viaggio intorno al mondo della pizza. Ma non solo, Saporè è anche cucina.

“Un prodotto lievitato è la massima espressione di ciò che posso realizzare”

Insomma, se vi trovate nei dintorni di Verona, telefonate e prenotate un tavolo!

Questa è un’esperienza da non perdere, a pochi minuti di macchina dal centro storico.

sapore verona

 

Buon 2015!

 

PANE ‘SEMPLICE’ BIANCO CON LIEVITO MADRE

Ricetta tratta da “Come si fa il pane” di Emmanuel Hadjiandreou

Ingredienti (per un pane piccolo):

250 g farina macinata a pietra tipo 1 (io Petra 1)

4 g sale integrale (3/4 di cucchiaino)

150 ml acqua calda

75 g di lievito madre (rinfrescato)

 

pane bianco con lievito madre

DSCN1989 pane bianco con lievito madre

DSCN1988 pane bianco con lievito madre

 

  1. In una ciotola piccola mescolate la farina ed il sale. Questi sono gli ingredienti secchi
  2. In un’altra ciotola (più grande), mettete l’acqua (pesata) ed il lievito madre. Mescolate bene con un cucchiaio di legno. Questi sono gli ingredienti umidi.
  3. Unite gli ingredienti secchi a quelli umidi. Mescolate bene con un cucchiaio di legno, poi lavorate con le mani, fino a formare un impasto. Usate un raschiapasta per pulire le pareti della ciotola e assicuratevi che tutti gli ingredienti siano ben amalgamati.
  4. Coprite con la ciotola piccola e fate riposare per 10 minuti.
  5. Trascorso il tempo, lasciando l’impasto nella ciotola, tirate un pezzo di impasto da un lato e premetelo al centro. Girate leggermente la ciotola e ripetete l’operazione con un’altra piccola porzione di impasto. Continuate tutto intorno per altre 8 volte. L’intera operazione dovrebbe richiedervi circa 10 secondi e l’impasto dovrebbe iniziare a fare resistenza.
  6. Coprite ancora e fate riposare altri 10 minuti.
  7. Ripetete due volte le fasi 5 e 6, poi nuovamente la 5 e fate lievitare per 1 ora.
  8. Cospargete di farina il piano di lavoro (pulito) e trasferitevi  l’impasto.
  9. Formate un disco liscio.
  10. Foderate un cestino per la lievitazione oppure uno scolapasta coperto con un canovaccio pulito. Cospargete generosamente di farina e adagiate l’impasto all’interno.
  11. Cospargete anche sopra (l’impasto) di farina.
  12. Lasciate lievitare tra le 3 e 6 ore, deve raddoppiare di volume.
  13. Circa 20 minuti prima di infornare, accendete il forno a 240°. Scaldate una teglia sul fondo del forno. Riempite una tazza d’acqua e tenetela da parte.
  14. Prendete l’impasto ormai lievitato, rovesciate il cestino sulla teglia.
  15. Con un paio di forbici da cucina, fate dei piccoli tagli sulla superficie tracciando un disegno circolare.
  16. Infornate il pane sulla teglia (o su pietra refrattaria, in questo caso fatelo scivolare sopra). Versate l’acqua nella teglia sul fondo del forno (per formare vapore) ed abbassate la temperatura a 220°.
  17. Cuocete per circa 30 minuti, comunque fino a quando sarà bello dorato.
  18. Per controllare se è ben cotto, rovesciatelo e dategli un colpetto sul fondo, dovrebbe suonare vuoto.
  19. Non dovesse essere pronto rimettetelo in forno per qualche altro minuto. Fatelo raffreddare su una griglia.

 

DSCN1992 pane bianco con lievito madre

DSCN1994 pane bianco con lievito madre

 

 Con questa ricetta partecipo alla raccolta

PANISSIMO della cara amica Sandra

banner panissimo_ZBo8LV

 

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Torte

Trancetti dolci al lemon curd e ribes

Succede che alcune ricette nascano da degli errori.

Altre invece nascono dalla necessità di riciclare o utilizzare alcune preparazioni che avanzano.

Per questi trancetti è successo così.

Festa di compleanno delle mie ragazze.

Avevo in mente di preparare delle tartellette di frolla con farcia di crema alla ricotta e lemon curd.

Preparata la torta di compleanno però mi era avanzata una buona dose di base torta.

Che fare? Preparare comunque la frolla e seguire il programma iniziale oppure fare una divagazione e provare ad utilizzare questa base?

Dato che io, numero uno sono sempre di corsa e, numero due, non sarei riuscita ad utilizzare subito la base torta avanzata ho optato per la divagazione.

Il risultato è stato molto apprezzato sia per l’aspetto festoso e molto Natalizio, sia per il gusto, e se come me amate il limone non possono che piacervi!

Io vi lascio così, con una ricetta dolce e festosa.

Magari sembrerò banale, ma mi auguro davvero un nuovo anno con un mondo un pochino più giusto.

Durante il prossimo anno con l’EXPO 2015 in arrivo, di CIBO si parlerà molto.

Ecco io mi auguro davvero che questo serva a sensibilizzare tutti, ma soprattutto i potenti della terra.

Non è possibile accettare che in una parte del mondo ci sia chi non ha nulla e muore di fame e chi, al contrario in un’altra parte, muore per eccessi ed obesità.

Mi auguro un mondo dove le ricchezze sono distribuite in modo più equo,  dove le persone sono consapevoli degli effetti delle loro azioni sul pianeta, sull’ambiente, e se ne prendono cura.

Chiedo forse troppo? Io non credo.

 

Vi auguro un fine anno sereno e #solocosebelle!

FELICE 2105

DSCN1937_trancetti al lemon curd e ribes_

 

Vediamo come ho fatto!

Non vi indico gli ingredienti perché tutte queste preparazioni ci sono già presenti nel blog e vi basterà cliccare sopra ai link qui sotto.

Potete utilizzare come base sia il Pan di Spagna oppure con la Torta biondina che uso spesso come base per le torte farcite.

Poi avrete bisogno del lemon curd, di un bel cestino di ribes, dello zucchero a velo e del limone.

 

DSCN1943_trancetti al lemon curd e ribes

DSCN1944_trancetti al lemon curd e ribes

 

Utilizzando un semplice stampino rotondo ( per biscotti) ho tagliato tanti piccoli dischetti dalla base torta (quella che preferite), li ho tagliati a metà, spalmando sia l’interno che la parte superiore con il lemon curd.

Li ho decorati con dei rametti di ribes (precedentemente lavati sotto l’acqua corrente e tamponati).

Ho preparato una glassa aggiungendo pochissime gocce di limone allo zucchero a velo e, utilizzando un conetto di carta forno, l’ho fatta scendere delicatamente sopra ad ogni trancetto.

Ho finito cospargendo di zucchero a velo.

 

DSCN1945_trancetti al lemon curd e ribes

 

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Biscotti e Frolle

Biscotti pan di zenzero – Gingerbread Xmas cookies

“SE CI DIAMO UNA MANO I MIRACOLI SI FARANNO

E IL GIORNO DI NATALE DURERA’ TUTTO L’ANNO”

Gianni Rodari

Ecco che è arrivato.

Alla velocità della luce.

Ma quanto mi piace il Natale!

Mi piace l’atmosfera festosa in giro per le strade, le luminarie, le vetrine addobbate.

Mi piace festeggiare in famiglia, senza troppi eccessi e fronzoli…solo per stare insieme rilassati.

Mi piace il profumo della cioccolata calda e dei biscotti speziati.

Mi piace poter uscire a passeggiare senza dover controllare l’orologio.

Mi piacciono le serate in divano con la copertina ed i filmetti natalizi (visti e stravisti decine di volte mavabenelostesso), senza preoccuparsi dell’orario ché il giorno dopo c’è scuola.

E mangiare panettone e pandoro senza preoccuparmi del bottone dei jeans che tira leggermente….

Mi piacciono le mattinate in cui ci si alza tardi e si fa due volte colazione, una alle 9 a casa e una alle 11 fuori, in pasticceria…eh si…

Mi piacciono le canzoncine natalizie che si sentono ovunque, e cantarle senza preoccuparmi del fatto che non sono tanto intonata...

E a voi?

A voi piace il Natale?

Oggi vi saluto così, con dei biscotti profumatissimi.

Ho provato diverse ricette per i gingerbread cookies, quella che preferisco è questa che ho visto da Patrizia, io l’ho leggermente modificata ed aggiunto alcune spezie.

Vi auguro tutto quello che desiderate ma soprattutto, giornate serene e tanta salute!

Buon Natale gente!

 

 

DSCN1970 gingerbread cookies

 

Biscotti di pan di zenzero – Gingerbread Xmas Cookies

Ingredienti:

Gingerbread cookies

250 g farina integrale macinata a pietra

80 g burro biologico

50 g miele (io di Tiglio)

80 g zucchero di canna integrale

90 ml acqua

1/2 cucchiaino bicarbonato di sodio

un pizzico di sale integrale

1 cucchiaio di cannella in polvere

1 cucchiaio di zenzero in polvere

4-5 bacche di cardamomo (semini interni pestati al mortaio)

1/2 cucchiaino chiodi di garofano in polvere

1 grattugiata generosa di fava tonka

2 bacche di pepe di Giamaica (tritate)

Glassa Reale

1 albume

150 g zucchero a velo

limone (poche gocce)

zuccherini a piacere per decorare

 

DSCN1971 gingerbread cookies

DSCN1978gingerbread cookies

 

Mettete sul fuoco un pentolino con l’acqua, il miele, lo zucchero e le spezie, portate a bollore.

Raggiunta la temperatura spegnete  ed aggiungete il burro tagliato a pezzetti, mescolate bene fino a quando non sarà completamente sciolto.

Setacciate la farina con il bicarbonato e un pizzico di sale in una ciotola e versate sopra lentamente il composto ancora caldo, mescolate bene.

Otterrete un impasto abbastanza morbido, ma non aggiungete altra farina, fatelo raffreddare, poi coprite la ciotola con della pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero per tutta una notte.

Il giorno successivo preparate i biscotti.

Accendete il forno a 190°.

Infarinate leggermente il piano di lavoro e stendete l’impasto in una sfoglia sottile (circa 2 mm).

Usate la formina per biscotti che preferite (io omino e renna), disponete i biscotti su delle teglie rivestite di carta forno e cuocete in forno ben caldo a 180-190° per circa 8-10 minuti (verifivcate la cottura controllando il colore, devono diventare ambrati ma ci mettono pochissimo a bruciare, quindi attenzione!).

Mentre cuocete una teglia conservate le altre in frigorifero, i biscotti manterranno meglio la forma.

Fateli raffreddare e decorateli con la glassa reale e zuccherini a vostro piacere.

Glassa reale

Montate l’albume a neve, quindi sempre sbattendo con le fruste, unite lo zucchero a velo e poche gocce di limone.

Versate tutto in una sac à poche con bocchetta liscia piccolissima e decorate!

 

DSCN1969gingerbread cookies

 

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