“…come un istinto a sopravvivere
e a difendermi come la musica punto ad espandermi
partiamo, andiamo
è la chimica degli elementi
È la scienza, bellezza!
si procede per esperimenti
questo è un grande giorno da vivere
io ci voglio credere
questo è un grande giorno da vivere
senza limiti senza fiato tutto giusto tutto sbagliato
mi devo muovere
sento un formicolio…
eh
ho agitato così tanto la lattina
che…attenzione
può scoppiare con la minima pressione …
eh
se salterò per aria
o scoprirò la formula
se ho perso la memoria è solo per scoprire un mondo nuovo…”
da “E’ la scienza, Bellezza!” di Lorenzo Cherubini Jovanotti
Oggi va così! E se avete due minuti andate ad ascoltarvi questa canzone!
Il Banana bread è un plumcake profumatissimo nel cui impasto vengono utilizzate delle banane molto mature. Tipica preparazione dei paesi anglosassoni, soprattutto Stati Uniti e Australia, viene normalmente consumato a colazione o durante il brunch nel fine settimana.
Ero lì, con lo sguardo sognante, ad ammirare il bancone mentre sorseggiavo il mio caffè con le brioscine integrali (deliziose), ad ammirare le bundt cake esposte come tanti dolcissimi soldatini sul bancone.
E mi è venuta voglia di tirare fuori lo stampo (bello come un soprammobile!) Nordic Ware e metterlo al lavoro.
Io ho un debole per le torte con le mele.
Ed ho un debole anche per la frutta secca.
E queste noci…
Sono difficili da trovare le noci pecan.
Quindi appena le ho viste al super…subito mie!
L’albero delle noci pecan è originario della zona al confine tra Centro America e Stati Uniti D’America, la cosa curiosa è che il termine ‘pecan’, nella lingua degli indiani d’America, significa letteralmente ‘nocciola che richiede una pietra per essere rotta’.
Le noci pecan sono ricche di acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico, che è un’ottima fonte di antiossidanti, e la loro regolare assunzione aiuta ad abbassare il livello del colesterolo cattivo nel sangue aumentando invece quello buono, oltre che contrastare l’insorgenza dei tumori, in particolar modo il cancro al seno.
Insomma ora che le ho trovate ho fatto scorta e le ho messe subito dentro ad una torta!
Sabato 22 Novembre a Desenzano,
parteciperò come blogger ma soprattutto come mamma,
APPLE and PECAN BUNDT CAKE con MELE SPEZIATE CARAMELLATE
Ingredienti
Per la torta
220 g burro biologico (morbido)
280 g zucchero di canna (più poco per le mele)
4 uova biologiche
1 presa sale integrale
230 g farina macinata a pietra tipo 1
100 g farina di riso biologica
½ bustina di cremor tartato
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
120 gr yogurt biologico (io alla vaniglia)
cannella in polvere qb
1 pezzetto di zenzero fresco
2 mele
80 g noci pecan
Per le mele speziate caramellate
50 g burro biologico
100 g zucchero di canna
2 mele
cannella qb
zenzero fresco qb
Impasto
Accendete il forno a 180°.
Sbucciate le mele e tagliatele a piccoli dadini, passatele in padella con pochissima acqua ed un cucchiaio di zucchero.
Devono rimanere croccanti. Fate raffreddare e tenete da parte.
In planetaria, con la foglia, lavorate il burro morbido con lo zucchero, unite le uova, una alla volta.
Aggiungete poi il sale, lo yogurt, la radice di zenzero grattugiata e la cannella.
Per ultime unite le farine setacciate insieme al cremor tartaro ed al bicarbonato.
Aggiungete anche, mescolando a mano con una spatola, le mele a dadini e parte delle noci pecan tagliate grossolanamente (tenetene da parte il giusto numero per decorare la bundt cake).
Versate l’impasto nello stampo da ciambella imburrato ed infarinato ed infornate a 180° per circa 35 minuti.
Fate la prova stecchino per verificare la cottura, quindi estraete dal forno, sformatela su un piatto e fate raffreddare.
Mele speziate caramellate
Sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele a fette non troppo sottili.
In una padella antiaderente fate sciogliere il burro ed unite pochissima acqua e lo zucchero.
Aggiungete anche zenzero fresco e cannella a piacere per profumare.
Versate le mele, e fate caramellare lentamente.
Quando saranno ancora consistenti ma colorate, toglietele dal fuoco.
Versate lo sciroppo speziato sopra la torta e disponete le fettine di mela e le noci pecan tenute da parte.
Una pallina di gelato alla vaniglia a fianco di una fetta di questa torta ha un suo perché.
Tra i (Tanti? Pochi? Mah?) vantaggi delle piccole città, c’è anche questo.
Nella campagna veneta, ed anche nella provincia dove abito, Treviso, non è affatto raro trovare appena fuori dal centro, aziende agricole che vendono direttamente al pubblico i loro prodotti.
Il vero Km0!
Per me è una gran soddisfazione potermi fermare lungo la strada, entrare in questi posti e venirmene via con la mia cassettina di frutta ed ortaggi!
Fu così che un sabato pomeriggio, nei dintorni di Casale sul Sile, portando la pischella a fare un torneo di tennis, vediamo questo cartello lungo la strada.
Sono piaceri veri anche questi.
Oggi vi lascio anche la ricetta del limoncello che ho preparato la scorsa estate, di ritorno dalle vacanze, con i limoni che ho acquistato in Calabria.
Non ho mai postato questa ricetta perché le foto della bottiglia non mi piacevano, niente da fare, ‘na battaglia.
Si, si, ci ho provato diverse volte, angolazioni diverse, sfondo diverso … uno schifo.
Anche questa non mi piace nemmeno un po’…
Ma approfitto di questo post e della buonissima glassa che ho preparato per questa cake, per lasciarvi la ricetta del limoncello, donatami dalla mia amica pugliese Mariangela.
Quindi, superato lo scoglio del fotografare ‘robe lunghe e strette’ (mie difficoltà passate con le foto di plumcake ed affini….), mi metterò alla ricerca di qualche tutorial per superare pure lo scoglio delle bottiglie.
Il tempo qui da noi, nel week end, è stato una vera disperazione.
Acqua, acqua e ancora acqua… sono giorni che piove. Per carità ci sono cose peggiori nella vita.
A volte poi ci sta pure di rimanere a casa a riposarsi, magari a fare le cose che di solito non abbiamo il tempo di fare. Ma anche a non fare un bel niente.
Ché ogni tanto ci vuole.
Ma un temporale, tuoni e lampi, a gennaio, non è tanto normale.
Noi ci siamo rifugiati nell’ordine, all’IKEA sabato nel pomeriggio, e in libreria domenica.
La cosa buffa è che si parte alla volta dell’IKEA, con lo scopo principale di prendere un supporto per l’asta di un armadio già acquistato e montato (supporto che non era nella confezione acquistata in precedenza) e torni con tutto e di più, fuorché il supporto dell’asta dell’armadio (anche il sevizio ed assistenza clienti IKEA lasciano, e non poco, a desiderare…)
In libreria poi, domenica, mi sono saltati addosso due libri.
Giuro. Non è stata colpa mia.
Mio marito alla cassa mi ha chiesto “Ma perché tu due libri?” ed io angelica “Perché io mi occupo della vostra alimentazione, lo faccio per la famiglia.” Non ho forse ragione?
Parliamo di riciclo?
Sapete che detesto buttare il cibo, e vi avevo già detto qui che avevo fatto due torte con il pane raffermo.
Succede che mi sono trovata in dispensa anche del torrone che non avevamo finito, ed ecco che è finito qui dentro anche lui, vi assicuro che ci stava davvero bene!
Insomma, il risultato è una torta di pane che si traveste da brownie.
A noi è piaciuta un sacco, cubotto dopo cubotto è finita in un nanosecondo.
Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza
e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo
si spalancheranno solo per gli infelici come loro,
che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi,
per il semplice fatto di esistere e di essere ciò che è,
mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato.”
Carlos Ruiz Zafón “Il gioco dell’angelo” – 2008
E non scrivo altro oggi.
Sapete che io ogni tanto vado di aforismi no?
A volte basta una frase letta in un libro, e sottolineata, per riflettere.
E lasciar perdere.
Passare oltre ed andare avanti, ché a me il pesce avariato non piace davvero.
Oggi una torta di mele.
Che dire delle torte di mele?
Io le adoro.
E mi piace provare nuove ricette.
Questa è di uno dei miei docenti all’Istituto Alberghiero, lo Chef Giuliano Fiorotto.
Non me ne vogliano gli altri, ma lui è uno dei miei Prof. preferiti.
Vuoi che ha una passione per le erbe aromatiche, vuoi che usa l’agar agar e le farine integrali e poco raffinate, come poteva non essermi particolarmente simpatico?
Questa è una sua ricetta.
Torta bellissima da presentare, semplice ma buonissima.
Io l’ho modificata un pochino, ci devo sempre mettere lo zampino.
Un consiglio? Per imparare tante cose in cucina, secondo me, meglio di un buon testo scolastico non c’è nulla.
Il Prof. ( e Chef!) Giuliano Fiorotto ne ha scritto uno, “QB Manuale” qui.
Oggi vi lascio una ricetta al volo, questa torta alle nocciole, arriva dal mio quadernino delle ricette, copiata se non ricordo male da una rivista e modificata nel tempo secondo i miei gusti.
Poi scappo, ormai è quasi tutto pronto.
Il trolley è preparato, il badge è quello dello scorso raduno, l’emozione a mille.
Avete presente i bambini il giorno prima della gita? Ecco.
Non si cresce mai da questo punto di vista. Almeno io!
Sarà un fine settimana molto intenso. Domani mattina partirò insieme ad altre gallinelle blogger alla volta di Milano.
Lara Bianchini, io e Monica Chiocca raggiungeremo Milano insieme.
Mi sono messa tanto di post-it sulla pagina del libro in questione, “KITCHEN” Marie Claire – Corso Pratico di cucina.
Un libro di cui vi ho già parlato. Mi piace troppo, lo sfoglio, ri-sfoglio, avete presente?
Ha delle bellissime foto e ricette davvero fruibili, non di quelle troppo complicate o con ingredienti così strani da risultare anche introvabili, ché poi finisce che ti scoraggi e basta.
Insomma, tornando alla torta.
Ieri ho letto del Giveaway di questa mia cara amica, lei ha chiesto una ricetta con la frutta fresca…e quindi?
E accendiamo ‘sto forno che tanto fa caldo lo stesso!
Io la panna acida non ce l’avevo, quindi ho optato per lo yogurt greco ed il succo di limone, poi le farine, ovviamente cambiate, la 00 l’ho sostituita con questo mix di integrale e riso J.
Poi ho aggiunto il cardamomo che, secondo me, qui ha un suo perché.
Che dirvi di più?
Semplice e buonissima.
Non mi delude mai questo libro. Foto stupende, e ricette super.
Saranno pure ‘Luxury’ per qualcosa ‘sti ‘books’…
Insomma cara Gabila, oggi tra pennelli e vernici (ché sto dipingendo due vecchie librerie) ho preparato questa torta per te.
Per l’occasione ho utilizzato anche una tovaglia nuova-nuova (ma quanto mi piace ‘sto colore!!!) e piattino zuccheroso.
Io quando vedo ‘ste cose nei negozi non resisto, mannaggia!
“Non esiste una strada verso la felicità. La felicità è la strada.” Confucio
“La migliore vendetta? La felicità.
Non c’è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice.”
Alda Merini
“Quando andai a scuola, mi domandarono come volessi essere da grande.
Io scrissi ‘felice’.
Mi dissero che non avevo capito il compito,
e io dissi loro che non avevano capito la vita.”
John Lennon
“Scegli di avvicinarti a quelli che cantano, raccontano storie,
si godono la vita e hanno la gioia negli occhi.
Perché la gioia è contagiosa e riesce sempre a scovare una soluzione..”
Paulo Coelho
Ho scelto questi aforismi per esprimere un po’ il concetto della felicità..
Felicità è tante cose, le più semplici secondo me, quelle di ogni giorno.
“La soddisfazione immensa che si prova nel vedere qualcosa che abbiamo fatto con le nostre mani.
Il piacere di assaggiare un piatto che abbiamo preparato noi stessi, e di sentirne il gusto sul palato.
Queste sono emozioni viscerali, positive, ma spesso dimenticate.
Perché non si ha tempo, perché tutto si può comprare, e allora troppo spesso ci si dimentica del gusto che hanno i gesti semplici. ….
Con l’alibi della mancanza di tempo, delle mille cose da fare, dei pensieri e degli impegni, si finisce per pensare che cucinare sia un gesto a cui possono dedicarsi solo pochi privilegiati che non hanno nulla di meglio da fare dalla mattina alla sera.
Non è così naturalmente. Ma fa comodo pensarlo.
Non ci si ricorda, e forse è normale, che un pomodoro fresco passato in padella con un filo d’olio e una foglia di basilico, sia uno dei piatti più buoni del mondo! E che i profumi che sprigiona sono una vera dose di benessere!
Prendersi invece venti minuti di tempo da dedicare al gesto ancestrale di preparare del cibo, immergere le mani negli ingredienti, sentire i profumi freschi che si sprigionano, giocare con le consistenze, è una scelta ottima per tanti motivi: riscoprire piccoli piaceri del gusto dimenticati, prendersi cura di sè e dei propri cari scegliendo cibi sani e naturali, contribuire allo sviluppo di un’economia del cibo che sia più a misura d’uomo……”
E ora la ringrazio.
E ringrazio lo chef Giuseppe Capano che ha collaborato con lei e decretato le ricette vincitrici.
Sono onorata e molto felice per aver vinto il contest nella categoria delle ‘Ricette dalla terra’. La ricetta è questa qui.
Quella che invece vi propongo oggi risale a diverse settimane fa.
Non sto cucinando granché in questo periodo, un po’ per il tempo che non ho, un po’ perché ogni giorno torno a casa con contenitori pieni zeppi di ciò che cuciniamo al corso…
…quindi se voglio aggiornare il blog sono costretta a postare alcune ricette in archivio, che non è poi male, visto che se si lascia passare troppo tempo non vanno più bene…
Capita anche a voi di lasciare qualche ricetta parcheggiata per troppo tempo nella cartella “Prossimi post”?
A me regolarmente.
Poi a volte succede che passa la stagione del prodotto con cui è stata preparata, oppure non mi piace più molto la foto o il piatto scelto…insomma a volte è meglio postare subito e non se ne parla più!
Quindi muffin gente!
Meno una settimana al trasloco, abbiate pazienza se latito dal web, tra qualche settimana torno!
Questa mattina, no anzi, ieri mattina…ché sto scrivendo il post ed è passata ormai la mezzanotte.
Dicevo, ieri mattina avevo poco tempo ed ho acceso il pc per scrivere il post, questo.
Poi però ho visto le notifiche di alcune amiche ed è finita che invece di scrivere il post, il tempo che avevo a disposizione (poco in questo periodo, sono noiosa, ormai lo sapete..) l’ho trascorso visitando loro.
E ne ho letto uno in particolare che mi ha fatto tanto bene.
E’ il post di una ragazza speciale. Un’amica.
Una ragazza che ama fare le cose bene, davvero bene.
Che quando si applica diventa una specialista, una maestra da seguire.
Lei scrive bene, scrive con il cuore.
Scrive dei post, ma, e forse non ne è nemmeno consapevole, i suoi post a volte sembrano poesie.
Mi ha cambiato la giornata.
A volte basta poco, ci pensate mai?
Facciamo sempre tutto di fretta, senza riflettere su quello che stiamo compiendo, in modo automatico, per abitudine.
Anche respirare, odorare.
E allora ho iniziato a usare il mio naso ieri, per tutto il giorno.
Ad odorare, e pensare bene alle sensazioni, alle percezioni che arrivavano.
E allora anche l’odore dell’erba bagnata la mattina, dei fiori sulle piante, dei capelli delle tue figlie, del traffico, del caffè durante la pausa, tutti gli odori che ti accompagnano durante la giornata diventano qualcosa di speciale.
Il bello dell’avere un blog è anche e soprattutto questo.
Avere la possibilità e il privilegio di conoscere persone speciali, che mettono sé stesse dentro a questo spazio.
Che ci mettono quello che hanno di bello, il talento, la passione, i pensieri.
Grazie Michela.
Il suo post lo trovate qui, leggetelo ne vale davvero la pena.
Fragole.
Mi piacciono tantissimo.
Aspetto tutto l’inverno per poterle comperare.
Ho la fissa dei prodotti di stagione e anche se a Natale le vedo sul banco della frutta, io aspetto.
E quando arriva il periodo giusto, ne compero tante e le uso in tanti modi.
Le metto nell’insalata, la mangio così come stanno, ma le preparo anche cotte e le metto nei dolci.
Ne ho fatti parecchi in queste settimane, e questa crostata è un esperimento che mi ha dato un sacco di soddisfazione.
Quando ho visto il contest di Valeria avevo già diverse ricette che potevano andare bene.
Beh, per ora vi propongo questa, una crostata crumble con fragole e zenzero!
vi siete accorti che non smettiamo mai di giudicare quello che ci circonda?
E’ normale avere un parere sul film che si è appena visto, sulle vacanze appena trascorse.
Ma io vi sento dare giudizi ininterrottamente.
Vi appropriate di tutto ciò che vedete e sentite, e ci mettete sopra il vostro marchio come fosse un’etichetta. ‘Belli i tuoi fiori’, ‘Quel vestito è orrendo’, ‘Hai visto quello che faccia da cretino?’…sento anche le vostre proteste ‘Avrò pure il diritto di avere un’opinione?’, ma certo, se sono argomentate, pensate, passate al filtro del vostro spirito critico….vi appropriate di quello che non vi appartiene ‘E’ bello, è brutto..’
Che ne sapete?
E’ bello oggi e brutto altrove, domani….
Invece no, il vostro giudizio è permanente, perentorio e del tutto soggettivo. Provate a pensarci e vi accorgerete che quel giudizio muta….
Chi può sapere cosa sia buono e cosa sia cattivo? Nessuno. Dipende dalla giornata, dalla persona, dal criterio di giudizio…
Le opinioni semplicistiche sono pericolose.
Nessuno di noi può giudicare di ciò che è bene in assoluto.
Si può scegliere soltanto per sé, a condizione di non nuocere ad altri.
Nel modo più semplice, ognuno considera come un bene ciò che corrisponde ai suoi desideri o alle sue opinioni.
Nel nome di quel bene, del mio bene si può fare molto male.”
“Come scrisse Montaigne: ‘Tieni il tuo parere per tuo, e non per buono.”
Tratto da “La vita spiegata ai miei figli” Anne Bacus-Lindroth
Lo sto rileggendo.
L’ho letto la prima volta che Carola era piccina, e l’ho ripreso in mano da poco, un pochino ingiallito, con tutte le mie sottolineature, ché io sono una che sottolinea tutto…
Gli spunti di riflessione che offre questo libro sono tanti e mi piace molto.
Oggi va così.
Riflessione e, dolcetto godurioso, muffin doppio cioccolato e peperoncino con frosting al cocco!