Osservavo una famiglia accanto al nostro tavolo venerdì sera.
Osservavo una famiglia accanto al nostro tavolo venerdì sera.
Tra i (Tanti? Pochi? Mah?) vantaggi delle piccole città, c’è anche questo.
Intorno a me, tra le persone che conosco, sento tanta sfiducia, tanti timori.
Il frullino manuale, che mi ricordava quello che usava la mia mamma quando abitavamo a Venezia, o il mixer ad immersione, ‘che io’ comefareisenza?
Alla fine ha vinto il frullino, troppi bei ricordi.
Cosa volete che vi dica?La passione per la pasticceria mi ha totalmente presa in questo periodo…non che sia il periodo migliore dell’anno per farsi prendere da certe passioni, ché poi bisogna pure smaltirla la produzione…e la prova costume è dietro l’angolo, ma tant’è.
La ricetta base arriva da California Bakery, io l’ho liberamente modificata a mio piacimento, profumando questa ciambella con il limone e lo zenzero.
Avevo anche lo stampo nuovo nuovo della Nordic Ware da provare, quello che mi ha portato la mia amica Monica a Tuscania.
Adoro gli stampi per i dolci.
Mi devo contenere, altrimenti ne comprerei di continuo.
Ma voi vi rendete conto che è già Pasqua?
HIP HIP HOO RAY!
Io ne ho davvero bisogno di questi giorni di vacanza.
Ho voglia di staccare un pochino dalle corse quotidiane.
Ho voglia di stare a casa con le mie bambine.
Fare qualche passeggiata tutti insieme, stare all’aria aperta, godersi il sole…sperando che ci sia.
Insomma, niente programmi.
A parte il pranzo in famiglia il giorno di Pasqua, niente programmi.
Non è bellissimo?
Svegliarsi la mattina, fare colazione e decidere ‘Cosa facciamo oggi?’
Adesso scappo, buona Pasqua a tutti!
Questo dolcetto finger lo dovevo postare da qualche giorno, ma sempre per problemi di tempo (mannaggia) ormai riesco a fare un solo post a settimana.
A dirla tutta fatico anche a fotografare le cose che cucino…a volte non ho tempo, altre onestamente non ho nemmeno voglia.
Per fortuna le giornate si stanno allungando così avrò la possibilità di fare delle foto decenti anche nel tardo pomeriggio/sera.
Insomma, di corsa e quasi allo scadere del termine, un piccolo finger dolce per il contest di Paola e Monique.

Allora, mi chiedevo come avrei iniziato questo nuovo anno.
Nel blog intendo.
Cosa avrei scritto nel primo post.
Avevo già deciso che avrei parlato del riutilizzo, e del riciclo del pane, con questa torta di pane buonissima.
E sui propositi?
Mah, c’è chi sostiene che è meglio non averne e lasciare che le cose accadano, se devono accadere…
Ma io non sono proprio così d’accordo.
Uno, letto ieri girando nel web e l’ho fatto mio, è questo.
“Lascia andare le persone che solo condividono lamentele,
problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri.
Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia,
fa sì che non sia la tua mente.”
(Dalai Lama ” I dieci ladri della tua energia”)
Ecco.
Io questo proposito lo terrò presente nel corso del prossimo anno…ed anche di quelli a venire!
Invece sul pane, che dirvi? RICICLARE!
Io detesto buttare il cibo, e faccio quanto posso per riciclare, e riutilizzare.
Il pane NON BISOGNA BUTTARLO MAI, sulla dignità del cibo avevo scritto anche qui.
Modi per riutilizzarlo ce ne sono davvero tantissimi.
Potete fare dei dadini e farli tostare al forno o in padella (anche aromatizzati con aglio o altre spezie) e servirli con le zuppe, potete preparare i canederli, il semplice pane grattugiato, dei crumble sia salati che dolci.
E poi le torte. Sulle torte potete sbizzarrirvi.
Dopo i vari compleanni di dicembre, di pane raffermo ne avevo abbastanza, e ne ho fatte due. Una è questa.
É ricchissima di profumi, spezie e frutta secca.
Tanto ricca da assomigliare alla pinza, è per questo che io la chiamo torta di pane delle feste.
Che dite? Vediamo la ricetta?
“L’invidia è la religione dei mediocri.
Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza
e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo
si spalancheranno solo per gli infelici come loro,
che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi,
per il semplice fatto di esistere e di essere ciò che è,
mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato.”
Carlos Ruiz Zafón “Il gioco dell’angelo” – 2008
E non scrivo altro oggi.
Sapete che io ogni tanto vado di aforismi no?
A volte basta una frase letta in un libro, e sottolineata, per riflettere.
E lasciar perdere.
Passare oltre ed andare avanti, ché a me il pesce avariato non piace davvero.
Oggi una torta di mele.
Che dire delle torte di mele?
Io le adoro.
E mi piace provare nuove ricette.
Questa è di uno dei miei docenti all’Istituto Alberghiero, lo Chef Giuliano Fiorotto.
Non me ne vogliano gli altri, ma lui è uno dei miei Prof. preferiti.
Vuoi che ha una passione per le erbe aromatiche, vuoi che usa l’agar agar e le farine integrali e poco raffinate, come poteva non essermi particolarmente simpatico?
Questa è una sua ricetta.
Torta bellissima da presentare, semplice ma buonissima.
Io l’ho modificata un pochino, ci devo sempre mettere lo zampino.
Un consiglio? Per imparare tante cose in cucina, secondo me, meglio di un buon testo scolastico non c’è nulla.
Il Prof. ( e Chef!) Giuliano Fiorotto ne ha scritto uno, “QB Manuale” qui.