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Colazione e merenda

Colazione e merenda/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Parlarsi è un’altra cosa … Ghiaccioli alla ciliegia, yogurt, menta e vaniglia

 

Osservavo una famiglia accanto al nostro tavolo venerdì sera.

Dopo la serata vintage che ho organizzato con la mia amica Loredana presso InOFFICINA, posto bellissimo, un co-working dove la creatività trabocca e coinvolge  (qualche foto della serata a fine post… ), siamo andati a cena tutti insieme, bimbi compresi.
E’ triste vedere una famiglia, che anche durante il pasto, anziché condividere e parlare, rimane connessa (ognuno per conto suo beninteso..), forchetta da una parte e cellulare dall’altra.
Leggevo di una ricerca inglese che ha dato l’allarme sull’abuso di tablet e smartphone.
Possono addirittura compromettere le capacità relazionali dei ragazzini, facendoli diventare degli adulti incapaci di gestire dei rapporti umani.
Non è terribile?
Io ogni tanto (anzi spesso) ricordo alla mia undicenne di essere sopravvissuta senza cellulare fino al momento in cui aspettavo lei.
34 anni.
Come ho fatto prima senza cellulare? Noi, come abbiamo fatto?
Semplicemente non ne avevamo bisogno.
Uscivamo in strada e c’erano i nostri amici.
Avevamo tempo per leggere, per giocare, per annoiarci, per fantasticare, questo ci ha permesso di sviluppare capacità empatiche e relazionali, nonché la creatività e, cosa non da poco a mio avviso, discrete doti di problem solving (della serie che noi le cose le risolvevamo da soli, mica si andava a chiamare la mamma per ogni cavolata…).

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Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate

Il piacere del km0 … Cherry bread con glassa al limoncello

 

Tra i (Tanti? Pochi? Mah?) vantaggi delle piccole città, c’è anche questo.

Nella campagna veneta, ed anche nella provincia dove abito, Treviso, non è affatto raro trovare appena fuori dal centro, aziende agricole che vendono direttamente al pubblico i loro prodotti.
Il vero Km0!
Per me è una gran soddisfazione potermi fermare lungo la strada, entrare in questi posti e venirmene via con la mia cassettina di frutta ed ortaggi!
Fu così che un sabato pomeriggio, nei dintorni di Casale sul Sile, portando la pischella a fare un torneo di tennis, vediamo questo cartello lungo la strada.
Sono piaceri veri anche questi.
Oggi vi lascio anche la ricetta del limoncello che ho preparato la scorsa estate, di ritorno dalle vacanze, con i limoni che ho acquistato in Calabria.
Non ho mai postato questa ricetta perché le foto della bottiglia non mi piacevano, niente da fare, ‘na battaglia.
Si, si, ci ho provato diverse volte, angolazioni diverse, sfondo diverso … uno schifo.
Anche questa non mi piace nemmeno un po’…
Ma approfitto di questo post e della buonissima glassa che ho preparato per questa cake, per lasciarvi la ricetta del limoncello, donatami dalla mia amica pugliese Mariangela.
Quindi, superato lo scoglio del fotografare ‘robe lunghe e strette’ (mie difficoltà passate con le foto di plumcake ed affini….), mi metterò alla ricerca di qualche tutorial per superare pure lo scoglio delle bottiglie.
Bye!

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Colazione e merenda/ Pane & Lievitati

A tutte le Evelyn del mondo … Pan brioche semintegrale al cardamomo e semi di sesamo

“Evelyn Couch era arrabbiata.
Era arrabbiata con se stessa per aver avuto paura. Ma, ben presto, tutta questa collera cominciò a esprimersi in un modo molto particolare…..
….così nel suo quarantottesimo anno di vita, Evelyn Couch di Birmingham, Alabama, cominciò ad avere una doppia vita segreta.
Evelyn si era persino scelta un nome in codice, un nome temuto in tutto il mondo: TOWANDA LA VENDICATRICE!
Mentre Evelyn svolgeva con il sorriso sulle labbra i compiti quotidiani, Towanda andava a caccia dei molestatori di bambini…
Towanda poteva fare tutto ciò che voleva. Andava indietro nel tempo e pestava l’apostolo Paolo per avere scritto che le donne dovevano tenere il becco chiuso. Andava a Roma, spodestava il papa e lo sostituiva con una suora, contornata di preti che cucinavano e pulivano per lei.
…Dava in pasto ai topi tutti i prepotenti e inviava cibo ed anticoncezionali, per uomini e donne, a tutti i popoli bisognosi del mondo.
…Towanda ordinava che: un ugual numero di uomini e donne entrasse a far parte del governo e partecipasse a sedute di pace; gli scienziati trovassero una cura contro il cancro e inventassero una pillola che permettesse di mangiare quanto si voleva senza ingrassare; chiunque volesse avere figli si procurasse prima un permesso, che veniva concesso in base alle condizioni mentali e finanziarie dei genitori. Basta con i bambini affamati e maltrattati!
…Chi scriveva graffiti sui muri sarebbe stato immerso in una vasca di inchiostro indelebile…

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Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate

C’è bisogno di ottimismo … Cherry Pie

Intorno a me, tra le persone che conosco, sento tanta sfiducia, tanti timori.

E tanto pessimismo.
Certo non è un bel periodo.
Tante persone che perdono il lavoro, crisi, difficoltà, un panorama politico che davvero non fa ben sperare.
Ma l’ottimismo bisogna coltivarlo sempre, e comunque.
Pensare positivo non può che aiutarci a vivere meglio.
Essere ottimisti non significa essere sciocchi, o superficiali.
L’ottimismo è una chiave di lettura della realtà.
Non abbiamo molte possibilità a disposizione, possiamo vedere il lato negativo delle cose che ci accadono, o invece coglierne gli aspetti positivi.
Se ci fermiamo all’aspetto negativo di ciò che ci accade, rimaniamo impigliati, paralizzati, e non riusciamo più ad uscirne.
Se, diversamente, cerchiamo di non rimanere imprigionati nelle difficoltà, e cerchiamo degli spiragli positivi per uscirne, non possiamo che uscirne più forti e fiduciosi di prima.
Ecco come iniziare questa settimana.

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Colazione e merenda/ Pane & Lievitati

Aria di cambiamento nel blog e … Buttermilk fantails – Ventagli al latticello

Oggi vi accolgo con una veste nuova.
Ebbene si.
Era da un po’ che mi frullava nella testa l’idea di rinnovare un pochino il blog.
Mi ha accompagnata in questa avventura Alex Bonetto, designer del blog C’è crisi, c’è crisi!, che è stata disponibile, presente ed ha avuto un sacco di pazienza (con me ce ne voleva tanta, ve lo dico sottovoce, e anche se lei dirà ‘No, no, non è vero…’, credetemi, eccome se ne ha avuta!).
Confesso che ci ho messo un bel po’ a decidermi, ché avevo alcune idee all’inizio ma poi le ho cambiate strada facendo.
Poi c’è da dire che al vecchio blog sono affezionata, alla foto soprattutto.
Forse perché è stata una vera scommessa per me crearlo tutto da sola, impedita tecnologica quale mi considero, e la foto rappresenta una parte della mia vita, di chi sono.
Ma si cambia con il passare del tempo, io sono cambiata, ed era naturale che anche questo spazio cambiasse con me.
Volevo una grafica più pulita, senza riquadri, in cui avessero risalto soprattutto parole e foto.
Il logo, con le All Star ed il cappello da cuoco, è arrivato praticamente da solo.
Quando lo scorso anno ho frequentato il corso professionale per cuoco e pasticceria all’alberghiero, vedendomi in una foto con la divisa da cuoco e ai piedi le All Star rosa, più di qualcuno ha iniziato a chiamarmi RobyAllStar, soprannome che mi è rimasto attaccato addosso e che mi piace.
Magari quando avrò 60 anni lo cambierò, o anche no!
Poi l’indecisione terribile nel dover scegliere una piccola illustrazione.

Il frullino manuale, che mi ricordava quello che usava la mia mamma quando abitavamo a Venezia, o il mixer ad immersione, ‘che io’ comefareisenza?

Alla fine ha vinto il frullino, troppi bei ricordi.

Quindi GRAZIE ad Alex che ha saputo interpretare ciò che volevo, mi ha spiegato le cose in modo semplice e paziente, e che alla fine mi ha resa molto felice.
E grazie alle amiche blogger che ti ispirano, ti completano e grazie alle quali cresci e impari tante cose nuove.
La ricetta di oggi è tratta dal libro “Insolito Muffin”di Laurel Evans.
Adoro questo libro e questi panini al latticello sono deliziosi.
Io li trovo bellissimi!
E voi?
 
 
 

 
BUTTERMILK FANTAILS – VENTAGLI al LATTICELLO
Ingredienti  (per 12 panini):
1 cubetto di lievito di birra
60 ml acqua
20 g miele (1 cucchiaio circa)
390 g farina (io 300 g farina macinata a pietra Petra 1 e 90 g manitoba biologica)
1 cucchiaino e ½ di sale (io rosa dell’Himalaya)
180 g latticello*
120 g burro sciolto
*Per preparare un surrogato di latticello: 90 g latte + 90 g yogurt + ½ cucchiaino ca. di succo di limone. Lasciate riposare una decina di minuti a temperatura ambiente prima dell’uso.
 
 
 
 
 
 
 
  
Sciogliete il lievito nell’acqua calda (40-45°) con il miele, fate riposare a temperatura ambiente per 5 minuti.
Unite la farina, il sale, il latticello e 90 gr di burro.
Mescolate fino ad ottenere un impasto morbido.
Io ho effettuato questa operazione con la planetaria (gancio) ma potete farlo anche a mano.
Quindi trasferitelo su un piano infarinato ed impastate per circa 8 minuti, fino ad ottenere un impasto elastico e liscio.
Dategli la forma di una palla e trasferitelo in un contenitore leggermente unto d’olio.
Copritelo con un canovaccio e lasciate lievitare per almeno un’ora e mezza- due ore.
 
 
  
 
 
  
Trascorso il tempo sarà raddoppiato di volume.
Dividetelo in due parti, quindi stendetele con il mattarello sul piano di lavoro infarinato, formando due quadrati di 30 cm di lato e dello spessore di circa ½ centimetro.
Fate sciogliere il burro rimasto e spennellate la superficie dei due quadrati.
Tagliateli in 6 fasce da circa 5 cm di larghezza e posizionatele una sopra all’altra, facendo combaciare la parte imburrata con una non imburrata.
Tagliate le fasce in 6 quadrati, che saranno i 6 panini.
Fate lo stesso con l’altro quadrato.
Disponeteli nella teglia da muffin (di cui avrete unto leggermente i fori con il burro), coprite con un canovaccio e lasciate lievitare per circa un’ora.
Scaldate il forno a 190°. Infornate i panini per 20-25 minuti, fino a quando saranno ben dorati.
Fate raffreddare e servite.
  
 
 
 
Ciao!
 
 
 
Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate/ Torte

Hip Hip Hoo Ray … Lemon and ginger bundt cake – Ciambellone limone e zenzero

 
 

Ancora un dolce.

Cosa volete che vi dica?La passione per la pasticceria mi ha totalmente presa in questo periodo…non che sia il periodo migliore dell’anno per farsi prendere da certe passioni, ché poi bisogna pure smaltirla la produzione…e la prova costume è dietro l’angolo, ma tant’è.

La ricetta base arriva da California Bakery, io l’ho liberamente modificata a mio piacimento, profumando questa ciambella con il limone e lo zenzero.

Avevo anche lo stampo nuovo nuovo della Nordic Ware da provare, quello che mi ha portato la mia amica Monica a Tuscania.

Adoro gli stampi per i dolci.

Mi devo contenere, altrimenti ne comprerei di continuo.

Ma voi vi rendete conto che è già Pasqua?

 

HIP HIP HOO RAY!

 

Io ne ho davvero bisogno di questi giorni di vacanza.

Ho voglia di staccare un pochino dalle corse quotidiane.

Ho voglia di stare a casa con le mie bambine.

Fare qualche passeggiata tutti insieme, stare all’aria aperta, godersi il sole…sperando che ci sia.

Insomma, niente programmi.

A parte il pranzo in famiglia il giorno di Pasqua, niente programmi.

Non è bellissimo?

Svegliarsi la mattina, fare colazione e decidere ‘Cosa facciamo oggi?’

Adesso scappo, buona Pasqua a tutti!

 

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Cioccolato/ Colazione e merenda

Tartellette all’avena e mandorle con crema di mascarpone al cioccolato e more

 

Arrivato anche il fine settimana.
Non so voi ma io ho corso tanto.
Tra pediatra (ché la polpettina ha la tosse che non se ne vuole andare..),  riunioni e colloqui a scuola, per cui due interi pomeriggi passati in coda tra mamme accaldate e un po’ agitate…
E per mia fortuna ho avuto solo belle notizie, ché la mia pre-adolescente è una rompi, ma è davvero bravina a scuola, bella testolina di mamma sua!
Insomma sono arrivata a fine settimana pure un po’ acciaccata, quasi afona (diciamo pure che ho una voce leggermente da trans oggi…) e raffreddata.
Ma non ci lamentiamo và!
ENJOY TODAY!
E godiamoci questo fine settimana!

da Pinterest
 

Questo dolcetto finger lo dovevo postare da qualche giorno, ma sempre per problemi di tempo (mannaggia) ormai riesco a fare un solo post a settimana.

A dirla tutta fatico anche a fotografare le cose che cucino…a volte non ho tempo, altre onestamente non ho nemmeno voglia.

Per fortuna le giornate si stanno allungando così avrò la possibilità di fare delle foto decenti anche nel tardo pomeriggio/sera.

Insomma, di corsa e quasi allo scadere del termine, un piccolo finger dolce per il contest di Paola e Monique.

Buon w.e. a tutti!
 


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Biscotti e Frolle/ Colazione e merenda

Galani di farro al forno (Chiacchiere)

  
No, no, davvero.
Di friggere non ho voglia in questi giorni.
Poi mi puzza la casa per una settimana e con la scusa di questi benedetti open space, la puzza te la ritrovi ovunque, e le tende puzzano per settimane.
E i capelli?
Ecco, mi tocca rilavarmi pure i capelli, ché detesto andare in giro con la puzza di fritto addosso!
Insomma, io ve lo confesso, se ho voglia di una frittella, questo carnevale, io vado in uno dei miei posticini preferiti e me la mangio già bell’e pronta, ecco.
Ma i galani (si pronuncia senza la ‘l’, gaeani).
Intanto, per chi non lo sapesse ancora, a Venezia si chiamano così, quelli che in altre parti d’Italia vengono chiamati crostoli (a Treviso), chiacchiere, frappe, cenci…e chi più ne ha…
Tornando ai galani, li ho visti più volte in vendita in negozi e pasticcerie con la dicitura ‘cotti in forno’….
Poi succede che li vedo in vendita anche nel supermercato di prodotti biologici, preparati con farina di farro e sempre cotti in forno…insomma, io li dovevo fare, ecco.
Ispirata da una ricetta che ho trovato nel mensile di ricette che trovo alla Coop “fior fiore IN CUCINA” (febbraio 2014), ho deciso di provare a farli!
Io ho modificato la ricetta secondo i miei gusti, e secondo ciò che avevo in casa!
La ricetta prevedeva solo farina, e di tipo ’00’, io invece ho usato farina di farro con aggiunta di poco amido poi, dato che non avevo in casa nemmeno un limone, ho usato il lime ed invece di mettere il Marsala (che non mi piace tanto…) ci ho messo il rum (quasi dei mojito galani insomma), ma ci sarebbe stata benissimo anche la grappa, che qui in Veneto usiamo molto nei dolci.
Io li volevo rusticotti, non troppo sottili, come quelli che ho assaggiato al super biologico insomma…quindi ho tirato la sfoglia a mano, con il mattarello.
Se li volete più sottili, è preferibile tirare la sfoglia con macchina per la pasta!
Allora cosa fate? Li provate?
Buon fine settimana!!

 

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Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate

Cake pops e il ciambellone di Maurizio ‘Black’ Santin

 
Cosa volete che vi racconti?
Che non ne posso più di tutta questa pioggia?
Che con tutta questa umidità sono in seria difficoltà con il rito mattutino del trucco e parrucco?
…e i miei capelli prendono una forma non ben definita a mo’ di casco di banane..
Che quando ho il raffreddore il trucco non mi si attacca alla faccia e, nonostante il mio impegno, non ci riesco davvero ad ottenere un qualche significativo cambiamento grazie all’utilizzo di spazzole, phon, piastre, pennelli e spugnette…
Naaaaaaaa…..non voglio annoiarvi con cose così poco originali.
Parliamo di ordine (oggi nemmeno i miei discorsi seguono un qualche ordine…che sia sempre l’umidità?!).
Le mie cartelle di archivio ricette sono un vero disastro…
Urge assolutamente un intervento per sistemarle e per stabilire una qualche forma di programmazione…
Questa ricetta ad esempio era li che aspettava, poverina, da inizio dicembre….
Prima volta che li preparavo i cake pops..quale occasione migliore se non la festicciola di compleanno della mia pischella più grande???
Sono partita da una base sicura.
Il ciambellone di Maurizio ‘Black’ Santin.
Ricetta tratta dal suo libro ‘Pasticceria le mie ricette di base’, che ho rispettato nelle quantità, e modificato solo nel tipo di ingredienti.
Potete preparare i cake pops con una qualsiasi torta da colazione o da inzuppo.
Se non li avete mai preparati, io ve li consiglio.
Il divertimento è assicurato, e non solo per i più piccoli.
 

CAKE POPS e  IL CIAMBELLONE DI MAURIZIO ‘BLACK’ SANTIN
Ciambellone di Maurizio Santin (da “Pasticceria le mie ricette di base”)
Ingredienti:
300 g farina (io di farro biologica)*
250 g zucchero (io di canna)
4 uova (io biologiche)
1 bicchiere di olio di semi (io di girasole biologico)
½ bicchiere di latte
7 g di lievito in polvere (io polvere lievitante naturale – cremor tartaro)
5 g di sale (io rosa dell’Himalaya)
aroma a piacere (io polvere di vaniglia bourbon biologica)
*(per prepararlo al cacao, ho ridotto la dose di farina  ed aggiunto il cacao in polvere, 270 gr farina – 30 gr cacao in polvere)
 
 
 
 
 
Accendete il forno a 180°.
Sbattete i tuorli con lo zucchero e l’aroma (io vaniglia), nella planetaria se ne disponete oppure con la frusta elettrica.
Montateli fino ad ottenere un composto spumoso e soffice.
Aggiungete l’olio, il latte e mescolate ancora.
Come ultima cosa unite la farina setacciata (io due volte) con il lievito (io anche con il cacao), aiutandovi con una spatola.
Montate gli albumi a neve ferma, ed incorporateli al composto precedentemente ottenuto.
Versate in uno stampo da ciambellone (dose per diametro di 28 cm) imburrato ed infarinato, cuocete in forno a 180° per circa 40-45 minuti.
Controllate sempre la cottura con uno stecchino (dovrà uscire asciutto), lasciate raffreddare prima di sformare.
 

 

 
 
Cake Pops
Alcune fette di ciambellone
Ricotta biologica qb
Confettura di albicocche qb
Codette colorate per decorare (o palline, cocco rapé….)
Cioccolato fondente al 70 %
Bastoncini per Cake Pops
 
 
 
 
 
 
In una ciotola, sbriciolate le fette di ciambellone con le mani.
Aggiungete qualche cucchiaio di confettura e di ricotta, impastate con le mani, fino ad ottenere un impasto bello compatto.
Formate delle palline compattando bene l’impasto, infilate su ciascuna lo stecchino, disponetele su una teglia e fatele riposare in frigorifero per una mezz’ora.
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato, precedentemente spezzettato.
Immergete nel cioccolato i cake pops nel cioccolato fuso, fate sgocciolare il cioccolato in eccesso e passateli sulle codette o nella finitura che avete a disposizione.
Fate raffreddare in posizione verticale (se non disponete dell’apposito sostegno, potete utilizzare un pezzo di polistirolo o un vasetto).
 
 
 
 
 
 
 
 
Note: 
Non indico quantità precise, io ho aggiunto alcuni cucchiai di confettura e di ricotta (in parti uguali) fino a quando non ho ottenuto la consistenza giusta.
Il composto non deve essere troppo molle ma abbastanza compatto da poterci formare delle palline.
 
 
 
Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate

Buoni proposti e Torta di pane delle Feste

 

Allora, mi chiedevo come avrei iniziato questo nuovo anno.

Nel blog intendo.

Cosa avrei scritto nel primo post.

Avevo già deciso che avrei parlato del riutilizzo, e del riciclo del pane, con questa torta di pane buonissima.

E sui propositi?

Mah, c’è chi sostiene che è meglio non averne e lasciare che le cose accadano, se devono accadere…

Ma io non sono proprio così d’accordo.

Uno, letto ieri girando nel web e l’ho fatto mio,  è questo.

 

“Lascia andare le persone che solo condividono lamentele,

problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri.

  Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia,

fa sì che non sia la  tua mente.”

 (Dalai Lama ” I dieci ladri della tua energia”) 

Ecco.

Io questo proposito lo terrò presente nel corso del prossimo anno…ed anche di quelli a venire!

Invece sul pane, che dirvi? RICICLARE!

Io detesto buttare il cibo, e faccio quanto posso per riciclare, e riutilizzare.

Il pane NON BISOGNA BUTTARLO MAI, sulla dignità del cibo avevo scritto anche qui.

Modi per riutilizzarlo ce ne sono davvero tantissimi.

Potete fare dei dadini e farli tostare al forno o in padella (anche aromatizzati con aglio o altre spezie) e servirli con le zuppe, potete preparare i canederli, il semplice pane grattugiato, dei crumble sia salati che dolci.

E poi le torte.  Sulle torte potete sbizzarrirvi.

Dopo i vari compleanni di dicembre, di pane raffermo ne avevo abbastanza, e ne ho fatte due. Una è questa.

É ricchissima di profumi, spezie e frutta secca.

Tanto ricca da assomigliare alla pinza, è per questo che io la chiamo torta di pane delle feste.

Che dite? Vediamo la ricetta?

 

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Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate/ Torte

Imparare a lasciar perdere e La torta di mele del Prof.

 
 

“L’invidia è la religione dei mediocri.

Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la  loro grettezza
e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo
si spalancheranno solo per gli infelici come loro,
che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi,
per il semplice fatto di esistere e di essere ciò che è,
mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato.”

Carlos Ruiz Zafón  “Il gioco dell’angelo” – 2008

 

 

E non scrivo altro oggi.

Sapete che io ogni tanto vado di aforismi no?

A volte basta una frase letta in un libro, e sottolineata, per riflettere.

E lasciar perdere.

Passare oltre ed andare avanti, ché a me il pesce avariato non piace davvero.

Oggi una torta di mele.

Che dire delle torte di mele?

Io le adoro.

E mi piace provare nuove ricette.

Questa è di uno dei miei docenti all’Istituto Alberghiero, lo Chef Giuliano Fiorotto.

Non me ne vogliano gli altri, ma lui è uno dei miei Prof. preferiti.

Vuoi che ha una passione per le erbe aromatiche, vuoi che usa l’agar agar e le farine integrali e poco raffinate, come poteva non essermi particolarmente simpatico?

Questa è una sua ricetta.

Torta bellissima da presentare, semplice ma buonissima.

Io l’ho modificata un pochino, ci devo sempre mettere lo zampino.

Un consiglio? Per imparare tante cose in cucina, secondo me, meglio di un buon testo scolastico non c’è nulla.

Il Prof. ( e Chef!) Giuliano Fiorotto ne ha scritto uno, “QB Manuale” qui.

Grazie Prof!

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