8 Marzo e festeggio con un tè e … Frolle di riso, ricotta, cioccolato bianco e fava tonka
Si, lo so che mi capite!
Oggi un dolce.
Un dolce nato dal parrucchiere, nato nel senso che ho letto questa ricetta in una rivista di concetto, di quelle genere gossip e spettacolo, chi si prende, chi si lascia, chi cornifica chi etc…(che poi chiamarlo spettacolo a volte è pure esagerato onestamente…)
Buon inizio settimana!
Stavo scrivendo il post ieri sera, volevo scriverlo presto per andare a dormire ad un orario decente, per una volta.
Ma poi mi sono messa a sbirciare la bacheca di blogger e non ho potuto resistere al desiderio di visitare alcune amiche blogger.
Poi ‘na sbirciatina anche a facebook e anche lì tante cose da leggere, scrivere.
…e rendersi conto che ormai, ancora una volta, è tardissimo, che andrò a letto nuovamente a mezzanotte e che dormire poco, per le rughe, non fa bene per niente.
Ma andare a dormire con la felicità e la consapevolezza che alcuni legami che si sono creati sono veri, sinceri, anche se al momento solo virtuali.
E il sapere dentro di me, che io, a queste donne ed amiche, voglio davvero bene, che non vedo l’ora di accendere il PC per andare a leggere i loro racconti, le loro ricette, vedere le loro creazioni, e sorridere, spesso sganasciare, qualche volta dispiacermi anche molto.
E sperare davvero, prima o poi di incontrarle ed abbracciarle.
Voi sapete chi siete amiche, è tardi e, vi voglio bene.
Non è rimasto molto tempo per parlare della ricetta.
Che adoro le polpette penso già lo sappiate.
Mi piacciono tanto che ho comperato anche un libricino dal titolo, appunto, ‘Polpette’…
Queste però non le ho prese da ricette lette da qualche parte, sono venute così.
Avevo i ceci, la feta e della verza cotta … detto fatto.
Non fritte perché le faccio quasi sempre al forno io, le polpette.
Infatti non sono tonde per niente dato che cuociono appoggiate su un lato.
Non bellissime e perfettamente tonde quindi, ma buone!
Spero vi piacciano, a noi tanto!
Vi auguro un felice week end!
Finalmente riesco a raccontarvi di questo macchinario delle meraviglie arrivato nella mia cucina, l’abbattitore.
Lo sto provando amici, funzione per funzione, ed è strepitoso!
Vi riporto una frase di Allan Bay.
Bene, nessuna nuova attrezzatura ha e avrà un impatto così forte come l’abbattitore di temperatura.”

Cosa sono il congelamento? E cos’è la surgelazione?
Noi siamo quello che mangiamo, io ci credo fortemente, è il motto del mio blog.
Queste qualità possiamo mantenerle inalterate. Con FRESCO.
E’ importante sapere che:
·Un alimento posto per un’ora ad una temperatura tra 25° – 35° (temperatura ambiente) subisce un processo di invecchiamento pari a quello patito dallo stesso alimento lasciato 5 giorni ad una temperatura di 3° C.
Utilizzare FRESCO consente di mangiare cibi più sani, perché permette di mantenere a lungo gli alimenti, nel frigorifero e nel freezer, conservando le loro vitamine e principi nutritivi.

Di merende sane … Mini plum cake al pistacchio e nocciolata
Quando ho letto il post di Cristina su questo contest ho pensato subito che avrei voluto partecipare anche io ed ho iniziato a pensare alla merenda che avrei preparato.E’ mia ferma convinzione che è fondamentale dare ai bambini cibi semplici, sicuramente moltissima frutta e dolci possibilmente casalinghi.E che a volte è solo la pigrizia che ci fa comperare prodotti confezionati ed industriali.E allora ho pensato che il plum cake è un dolce davvero facile da preparare, che chiunque in dieci minuti dieci lo può infornare…e non serve nemmeno la frusta, potete anche mescolare gli ingredienti con un semplice cucchiaio di legno. Non ci sono davvero scuse.Questi due sapori, insieme, sono una vera delizia.
La crema di pistacchi si sposa alla perfezione alla Nocciolata e le farine di orzo e riso rendono questo dolce profumato e leggero.
Ho preparato le monoporzioni che il contest richiede, ma anche il plum cake nella dimensione tradizionale.
Mi dispiace non poter postare la foto di una fetta, ma questo dolce l’ho portato integro a casa di amici ieri pomeriggio e, credetemi, la fetta era uno spettacolo…sbucavano gocce di Nocciolata dall’impasto, buonissimo!
Credo che tutti voi abbiate letto su giornali e rete in merito alla truffa delle lasagne alla carne di cavallo spacciate per carne di manzo.
Ne ha parlato molto esaustivamente, come del resto fa sempre, Günther nel suo blog Papille Vagabonde, qui e qui.
Sono coinvolte importanti e note aziende dell’industria alimentare.
Come sottolinea Günther, e questo è anche il mio pensiero, qui non si deve parlare soltanto di truffa, ma di un vero attentato alla salute pubblica.
A parte il fatto che io carne di cavallo non ne compero, non ne cucino, né tanto meno ne mangio, e che mi girerebbero un tantino le scatole se qualcuno me la rifilasse a mia insaputa, rimane la certezza del pericolo che si corre.
C’è il pericolo concreto che questa carne contenga un farmaco antinfiammatorio che viene somministrato ai cavalli, il fenilbutazone, il cui utilizzo è ovviamente vietato negli animali destinati all’uso alimentare.
Il sospetto, terrificante, è il seguente “ l’ipotesi che la carne di cavallo nelle lasagne provenga da cavalli non destinati alla produzione alimentare. Si tratta di animali da corsa, trotto o utilizzati come animali da compagnia appartenenti a privati cittadini che arrivati a fine carriera vengono macellati in modo fraudolento per essere inseriti sempre in modo fraudolento nel circuito della carne di cavallo alimentare”.
Tutto l’articolo qui.
Detto questo rimane anche il fatto che ridurre il consumo di carne può solo giovare alla nostra salute, anche l’UNEP United Nations Environment Programme invita a fare questo, potete trovare maggiori approfondimenti a riguardo qui.
Questo farà bene alla nostra salute, ed anche al Pianeta.
Ma perché tutto questo discorso e questo invito alla riflessione?
Per introdurvi una ricetta che mi ha entusiasmata enormemente.
Me l’ha suggerita Samuele, l’erborista che ha tenuto il corso sulle spezie da me frequentato di recente.
Ho scoperto grazie a lui che i lupini e la soia hanno tutte le proteine nobili della carne e che con i lupini potevo preparare un ragù buonissimo.
E quindi? Ecco a voi il ragù di lupini!
Pertanto cari amici, potete utilizzare questo ragù vegetariano, ma pieno di proteine nobili, nella pasta, nei cereali e ci potete condire anche le vostre lasagne! (ricetta delle lasagne qui, qui e qui…)
E allora cosa aspettate?
Buona giornata!
Profumo di terre lontane …Torta rovesciata ‘Caraibi’ alle banane e cioccolato
E avevo voglia di preparare una torta rovesciata.
Avevo sbirciato una ricetta in un libro di cucina, in libreria.
Non l’ho acquistato. A volte in alcuni libri, di ricette che mi piacciono ce ne sono poche e considerato che occupano molto spazio in casa e non costano nemmeno poco, di solito li sfoglio con attenzione così da poter capire se sarà un libro a cui attingere molte idee oppure no.
Sinceramente non ricordo nemmeno di chi fosse questo libro, in ogni caso la sola cosa che ho copiato è quella di mettere le banane in una torta rovesciata, niente di più.
Sono partita da una mia ricetta base (torta rovesciata all’ananas), volevo abbinare però anche il cioccolato che con le banane ci sta benissimo ed avevo appena acquistato la farina d’orzo, se non l’avete mai provata, fatelo. E’ buonissima.
Mentre lo mescolavo, l’impasto emanava un profumo meraviglioso, ero davvero inebriata dai profumi della farina d’orzo, della vaniglia, del rum e del caramello che stavo preparando.
Non vi dico di più, è molto buona.
Io ne ho la certezza quando una torta a casa non arriva a vedere la luce del giorno successivo.
Perché Torta Caraibi?
Perché banane, cioccolato, vaniglia, rum e caramello mi hanno fatto pensare a qualcosa di esotico, in un attimo la mente era laggiù!
Baci e buon fine settimana!













