Qui nel blog ce ne sono già molte, se vi va di scoprirle vi basterà digitare ‘mele‘ nella lente in alto a destra e ve ne compariranno parecchie.
Io le adoro, non è un segreto.
Ognuno ha la sua ricettadell’infanzia, o quella che gli riesce sempre bene, quella che gli preparavano la mamma o la nonna.
Io di ricette storiche a dire il vero non ne ho nemmeno una, mia mamma non era ‘una da torta di mele’, quelle che ho qui nel blog sono tutte ricette abbastanza recenti che ho provato nel corso degli anni.
In ogni caso, le possibili varianti sono davvero infinite, succede che cambi ingredienti, utilizzi farine e spezie diverse e la combinazione dà origine a profumi e consistenze nuove.
In sostanza, a mio avviso le torte di mele non sono mai abbastanza, quindi ecco a voi l’ultima, la torta di grano saraceno e mele, profumata al cardamomo.
“La bellezza è il nome di qualcosa che non esiste,
che io do alle cose in cambio del piacere che mi danno.”
Fernando Pessoa
Mi sono fatta rapire da questa briocheche ultimamente spopola nel web.
Troppo bella per non provare a prepararla.
Le prime foto di questa brioche le ho viste nella gallery IG della mia amica Fedora , poi ho visto diverse ricette, sono rimasta estasiata dalle foto di alcune blogger (ad esempio quelle de L’ultima fetta) e niente, mi è venuta voglia di prepararla!
Il wool roll bread (letteralmente ‘pane gomitolo di lana’) è una ciambella super soffice di pan brioche.
Si può preparare in versione dolce che salata e farcita nei modi più diversi, ma vi assicuro che è deliziosa anche in purezza, senza alcuna aggiunta.
La versione dolce (che è quella che vi propongo) è comunque poco dolce, il suo sapore è quasi neutro e si presta decisamente per essere farcita con frutta di stagione, confetture o creme, cioccolato, frutta essiccata, liberate la vostra fantasia!
Se non vi sono chiari i passaggi, sia per la lievitazione che per la realizzazione dei ‘rotolini’ guardate il bellissimo video di Apron di cui trovate il link nella ricetta.
Per il wool roll bread della mia ricetta ho utilizzato una confettura di lamponi.
Questi semini dalle tante proprietà hanno una storia molto antica.
Sono originari del Messico e del Guatemala e rappresentavano un alimento base per gli antichi Aztechi e Maya.
I semi della pianta di chia (Salvia Hispanica) sono piccoli semini scuri molto ricchi di preziosi nutrienti, arrivarono in Europa dopo la scoperta dell’America, ma hanno avuto un notevole incremento del loro utilizzo negli ultimi anni proprio grazie alle loro tante proprietà benefiche.
Tra queste proprietà, ad esempio, contrastano l’infiammazione, grazie all’elevato contenuto di acidi grassi omega-3 migliorano l’attività del sistema nervoso centrale e la salute cardiovascolare; promuovono la salute dell’intestino grazie all’elevato contenuto di fibre; favoriscono il senso di sazietà, grazie all’apporto proteico; favoriscono inoltre la salute di ossa, cuore e muscoli grazie all’elevato contenuto di minerali; riducono il rischio cardiovascolare e il rischio di osteoporosi.
In cucina sono davvero molto versatili e si possono utilizzare in tanti modi diversi.
Potete aggiungerli a yogurt, porridge, cereali da colazione e insalate per conferire croccantezza, ma anche a risotti, vellutate, orzo, legumi e cereali.
Sono ottimi anche nella macedonia o nello yogurt, non alterano il sapore ma aggiungono croccantezza al piatto.
Nelle diete vegetariane e vegane sono molto utilizzati anche come sostituto delle uova, messi in ammollo con acqua o con una bevanda vegetale si gonfiano e creano un gel che può essere utilizzato proprio per sostituire le uova negli impasti e nelle preparazioni dolci.
Il modo più semplice per consumare i semi di chia, per colazione, merenda o dessert, è preparare il Chia pudding o budino di semi di chia, io ve lo propongo con fragole, menta e granola.
Per comodità trovate le dosi per una porzione, così come indicato sul (bellissimo) libro “La cucina botanica” da cui ho preso ispirazione per questa ricetta.
Che sia a colazione o a merenda, a casa mia la granola non manca mai!
Home made è tutta un’altra storia poi!
Da non confondersi con il muesli, gli ingredienti sono effettivamente gli stessi più o meno, ma non vanno cotti in forno come richiede la preparazione della granola.
Inoltre, il muesli può essere consumato sia caldo che freddo, con latte o altre bevande, mentre la granola si consuma preferibilmente fredda, con yogurt, frutta fresca, con una pallina di gelato o come fondo croccante di un dessert.
Prepararla in casa è davvero facile, più economico che acquistarla al supermercato e soprattutto potete sbizzarrirvi componendola con gli ingredienti che preferite, variando di volta in volta.
Ai fiocchi di avena potrete unire frutta secca di diverso tipo (nocciole, mandorle, noci, anacardi, noci pecan), frutta disidratata (uvetta, cocco, mirtilli, bacche di goji) e semi a volontà (lino, zucca, girasole, semi di chia) , oltre che cacao, fave di cacao e spezie varie (vaniglia, cannella, zenzero), a seconda dei vostri gusti.
Nel blog trovate anche un’altra versione della granola, QUI.
quando il sole splende caldo e il vento soffia freddo:
quando è estate nella luce,
e inverno nell’ombra.”
Charles Dickens
Nonostante il freddo pungente di questi giorni, si sente nell’aria la primavera.
Complice il sole e la clausura forzata di queste settimane ‘rosse’, abbiamo fatto spese al vivaio, siepi, piantine aromatiche e nuove piante da interno per alimentare la nostra piccola giungla domestica.
Piccole cose che danno conforto.
E poi le torte.
Fare dolci è sempre una coccola, per sè stessi e per gli altri.
Questa settimana ne ho fatte tre in pochi giorni, ma questa è la più goduriosa di tutte, cioccolato e fragole, esiste forse un abbinamento più riuscito?
La classica torta tenerina ma senza burro, per accontentare la ragazza più grande che ormai segue una dieta quasi vegan (mi concede uso di alcune uova nei dolci purché siano in arrivo da galline che razzolano libere nei campi).
Al posto del burro ho usato l’olio di cocco che adoro, oltre a donare un aroma delizioso al dolce lo rende anche molto più leggero.
Un libro che m i aiuta molto nelle ‘sostituzioni’ di latte, burro, uova e zucchero è ‘Pâtisserie autrement’ di Hachette Cuisine che ho acquistato a Strasburgo!
Questa torta fondente al cioccolato e fragole (senza burro) è deliziosa ancora tiepida, servita con fragole fresche e un po’ di panna montata!
“Come un esploratore solitario che ha perso bussola e mappa.
È questo che significa essere liberi?”
Haruki Murakami
E niente.
Ho scoperto che adoro la farina di riso nero.
Questa frolla senza burro è deliziosa.
Dolce e friabile al punto giusto, una perfetta consistenza.
Unica pecca, molto poco fotogenica, tanto difficile da fotografare, almeno per una poco tecnica come me!
Se poi ci metti sopra anche lo zucchero a velo, addio!
Vi confermo che odio, odio, odio fotografare dolci cosparsi di zucchero a velo! (delle foto non sono mai soddisfatta, ma pazienza!)
Insomma, ritornando alla frolla, è una base perfetta per la preparazione di tanti biscotti diversi, e a fine post trovate qualche suggerimento sulle possibili varianti.
Ma fate attenzione! Perché mezzo chilo di biscotti finiscono in un attimo!
Insomma, se vi va provatela e sbizzarritevi!
I miei preferiti restano comunque questi, classici, i biscotti con la marmellata (con farina di riso nero)!
Vi capita di mettere ordine nella dispensa e trovare un sacco di sacchettini con residui di frutta secca o candita?
A me quasi sempre.
Chissà perché non vengono mai finiti completamente e ne restano sempre un po’, dimenticati dietro a tutte le altre scatolette e sacchettini.
Per rimediare e utilizzarli tutti in una volta sono solita preparare un dolce, in questa stagione spesso faccio la pinza, tipico dolce veneziano che si prepara con una polentina di farina di mais.
Questa volta invece vi propongo un lievitato, un pandolce facile e profumatissimo, perfetto per la colazione o per la merenda.
Io ho utilizzato frutta essiccata ma è perfetto anche con frutta secca come mandorle, noci o nocciole, potete davvero sbizzarrirvi.
Il tempo non manca in queste giornate di restrizioni, munitevi di lievito e impastate!
Questo pandolce alla frutta è morbidissimo e fragrante e in cottura sprigionerà un meraviglioso profumo in tutta la casa.
Il crème caramel (o la crème caramel considerato che ‘crème’ in francese è femminile) è un dolce al cucchiaio che io personalmente adoro.
È molto simile ad un budino per consistenza, si prepara con pochi e semplici ingredienti, latte, uova, zucchero e vaniglia.
Le origini di questo dolce sono molto antiche, sembra che già romani e greci consumassero preparazioni molto simili, sia dolci che salate, addensando il latte con il solo uso delle uova.
Viene a volte associato e confuso con il latte portoghese che in realtà è una preparazione leggermente diversa.
A differenza di altre creme è addensato senza utilizzare gelatine o amidi, ma soltanto con le uova, e cotto a bassa temperatura a bagnomaria.
Il crème caramel deve avere una consistenza soda, liscia e compatta, senza bolle al suo interno, e le regole per prepararlo bene sono poche e semplici.
Lasciate perdere le scatolette con i preparati e provate a farlo partendo dagli ingredienti freschi, non ve ne pentirete!
Si fiuta l’umidità, si sente una chiarezza insospettabile,
un brivido nervoso,
una veloce esaltazione,
un senso di tristezza e di partenza.”
Thomas Wolfe
E niente.
Io sono tra quelli a cui l’autunno fa salire la tristezza.
Le stagioni di mezzo a me, niente da fare, non piacciono molto.
Fatico ad adattarmi al cambio di temperatura e le escursioni termiche durante la giornata mi fanno innervosire.
Oggi piove, e quando piove secondo me non c’è niente di meglio dell’accendere il forno e di dolci che in cottura profumano la casa e spazzano via malinconia e tristezza.
Biscottoni semplici e buonissimi per colazione e merenda, i cookies avena e frutti rossi.
“Ci sono estati che ci porteremo addosso per sempre,
estati che ricorderemo,
estati che sogneremo di vivere ancora.”
Dal film “L’estate addosso”
Complici delle grosse e succose pesche che avevo a casa, e la voglia di preparare una tortaa cui affiancare una pallina di gelato, mi sono ritrovata ad accendere il forno nonostante la temperatura esterna sia ancora abbastanza alta.
Ho inoltre una certa passione per le torte rovesciate, adoro il caramello e mi piace un sacco l’abbinamento ‘fetta di torta tiepida + pallina di gelato‘.
E niente, è andata così.
Forno acceso.
Torta finita molto velocemente.
Ché con la scusa che c’è la pallina fresca di gelato a fianco, va giù che è un piacere!
Insomma questa in breve è stata la storia della torta rovesciata alle pesche caramellate.